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Prima del 2017-9-21

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Cristo nel cemento

[2013]
Parole di Umberto Palazzo
Musica di Umberto Palazzo e Santo Niente
Nell'album “Mare Tranquillitatis”
America, bella America
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/9/2017 - 22:26
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No hay tanto pan

(2016)

Album; Domus

"È indecente, è indecente, gente senza casa e case senza gente". Una canzone con parole essenziali, che riprende Gallo rojo, gallo negro per parlare del dramma degli sfratti e in generale della situazione economica in Spagna.
Hay un gallo que llora y que grita,
(continua)
21/9/2017 - 22:18
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En Granada

[1978]
Parole e musica di Carlos Cano
Nel suo album intitolato “Crónicas granadinas”
Testo trovato su Cancioneros.com

Sulla fine, la cacciata e le persecuzioni subite dai musulmani di Spagna si veda anche El bando
En Granada el agua
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/9/2017 - 21:48

Tutto è finito, la morte è ormai decisa

anonimo
Trovo questa versione più completa dal sito del Coro Ingrato di Milano, come tratta dal fondamentale volume di Santo Catanuto e Franco Schirone intitolato “Il canto anarchico in Italia” (prima edizione 2001?)
SACCO E VANZETTI
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/9/2017 - 20:50
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The Ballad of Nick & Bart [Here's To You]

Novant'anni di Sacco e Vanzetti

Oggi, 23 agosto 2017, sono novant'anni dall'uccisione giudiziara – anzi, pregiudiziaria – di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, emigrati negli Stati Uniti, anarchici, italiani.

È uscita la terza edizione del libro di Vanzetti, "Gridatelo dai tetti", curato da Alberto Gedda: sono le lettere e l'autobiografia scritte dal carcere. L'innocenza dei due è stata riconosciuta e dichiarata dal governatore del Massachussets mezzo secolo dopo.

Alcuni testi di Vanzetti sono stati letti da Lino Spadaro in uno spettacolo di Assemblea Teatro, la sera di ieri 22. Luca Zanetti, fisarmonicista, ha accompagnato con musiche originali, dolci e drammatiche, finissime, richiamando in sottofondo Nick and Bart, di Joan Baez, molto toccante.

Nell'ultima dichiarazione spontanea in tribunale, il 9 aprile 1927, Vanzetti dice tra l'altro: «Non soltanto sono innocente di tutte le accuse... (continua)
B.B. 21/9/2017 - 20:30
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Recitativo [Due invocazioni e un atto di accusa] e Corale [La leggenda del re infelice]

Per Guna Sibilian: è possibile, è possibile, trattandosi di De André...che aveva una concezione del diritto d'autore tutta sua (diciamo così...)
Vito Vita 21/9/2017 - 14:34

Juste un Homme

Juste un homme

Chanson française – Juste un Homme – Marco Valdo M.I. – 2017

Petite notice récapitulative : il y a un certain temps, en deux temps en 2005 et en 2009, j’avais écrit, puis publié une chanson intitulée « Sto benissimo ! Je vais très bien ! ».Sto benissimo - Je vais très bienJe l’ai parcourue récemment et il m’est apparu qu’elle ne disait qu’une partie des choses ; je l’ai donc revue, j’y ai ajouté une dernière tranche et j’en ai fait une chanson nouvelle avec un titre nouveau « Juste un homme », qui n’est pas sans donner une réponse contemporaine à la question de Primo Levi : « Se questo è un uomo » Se questo è un uomo – « Si c’est un homme », car c’est la même question qui se pose ici ; et aussi, à son autre question « Si non ora, quando ? »Se non ora quando? – « Si pas maintenant, quand ? », qui doivent être réinsérée dans le courant du temps et être posées à tous les niveaux... (continua)
Très bien ! Très bien !
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 21/9/2017 - 14:12

El bando

[1978]
Parole e musica di Carlos Cano
Nel suo album intitolato “Crónicas granadinas”
Testo trovato su Cancioneros.com

Una canzone dedicata alla fine del “al-Ándalus”, della Spagna musulmana, con la caduta nel 1492 dell’ultimo emirato, quello di Granada, e la cacciata di tutti i moriscos per mano dei re cattolici Fernando II di Aragona e Isabella I di Castiglia. In realtà molti musulmani rimasero in Andalusia, nella regione storica della Alpujarra, fino alla definitiva cacciata nel 1570-72 quando, dopo una grande rivolta, il re Filippo II decise che la forte comunità musulmana andalusa era un pericolo e andava quindi “sfoltita” a fil di spada e ridislocata in gruppi più piccoli. La repressione della rivolta del 1568 e le seguenti deportazioni provocarono decine di migliaia di morti.
Por orden real,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/9/2017 - 13:32
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Bataclan

[2017]
All'Italia

Un album che parla di emigrazione, un vero e proprio concept-album che omaggia storie di vita degli Italiani di ieri e di oggi, parlando di rinascita, di rinnovamento, di forza.

E’ una ipotetica mail che Valeria Solesin, giovane vittima innocente al Bataclan, scrive alla madre. Nulla della canzone è triste. Viceversa, c’è l’infinita tenerezza tra una madre e una figlia che fa un rapido quadro della propria giornata a Parigi. Nessun attentato è ancora compiuto, nessuna tragedia che il destino può far trovare dietro ad un angolo nel tempo che viviamo oggi, è ancora accaduta. Solo la dolcezza di chi si rivolge verso la propria mamma sorridendo ed evocando la propria infanzia ed il proprio legame. Infanzia di ieri che è diventata la vita adulta di una giovane donna italiana in una grande città europea.

Accadde una sera di metà novembre. E avevo un concerto giusto il giorno... (continua)
Ciao mamma cara ti scrivo due righe
(continua)
inviata da dq82 21/9/2017 - 12:16
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E Roma è il mare

2015
La prima volta
feat. Sigaro

In E Roma è il mare (ospite Sigaro della Banda Bassotti) troviamo l’anima combat rock di Andreani in una canzone dedicata ad una Roma particolare, quella della Banda Bassotti, di Valerio Verbano, la Roma proletaria e di sinistra, la Roma che combatte e non si arrende.
(Giorgio Zito in storiadellamusica.it)
Io, tra Mazzola e Rivera, avrei scelto Vendrame
(continua)
inviata da dq82 21/9/2017 - 11:40
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11.12.15

Testo e musica di Mattia Bonetti
Paroles et musique de Mattia Bonetti
Lyrics and music by Mattia Bonetti
Album: Canzoni in libertà [2017]


mattbon


MATTIA BONETTI: CANZONI IN LIBERTA'

4. Il Francese e il Siriano
8. 11.12.15



"Data di un genocidio realmente accaduto in Burundi ad opera di un manipolo di paramilitari ubriachi. Da tempo immemore vi è uno scontro tra le due etnie dominanti (Hutu e Tutsi). Quando l’uomo bianco arrivò, insegnò loro il “gioco di potere” così che da più di vent’anni se salgono al potere i Tutsi massacrano gli Hutu e vice versa. In questo caso, più di 1500 Tutsi fra donne e bambini sono stati messi in un recinto di filo spinato e uccisi solo a colpi di machete. La storia, per la sua natura così disumana, è narrata da un albero."
Nella regione dei Grandi Laghi
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 21/9/2017 - 10:56
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You Want It Darker

...TI AUGURIAMO LO STESSO UN BUON COMPLEANNO LEONARD COHEN!

Lui sosteneva che per vivere in eterno bastasse scrivere una riga o due. E' una bella frase, ma non sò se è la verità. La verità è che lui ha vissuto una vita meravigliosa, quasi una vita intera accanto alla brace viva, avvinghiato ad un dèmone che lo ha nutrito e avvelenato col suo mistero. Una vita di privilegi inarrivabili per molti di noi. La verità è che era cortese e gentile e davvero non usò mai intossicanti con i suoi amici e la sua ospitalità fu davvero semplice e formale: iniziò mentendo come tutti, con Suzanne non ci disse la verità, salvo per il thè all'arancio proveniente dall'Oriente, ma, a differenza di quasi tutti gli altri, subito dopo si spogliò nell'essenza umana senza pudore, attaccando quei trattati di psicanalisi che sono Master Song, The Stranger Song, Teachers, Avalanche, Last Year's Man, Sing Another Song... (continua)
Flavio Poltronieri 21/9/2017 - 09:31
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A Santiago

[2017]
La tormenta se acerca y los truenos resuenan sobre este cielo sin luna.
(continua)
inviata da adriana 21/9/2017 - 08:37
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Sierra Blanca Massacre

La canzone è ispirata ad una poesia, scritto in spagnolo, ritrovato nel quaderno di un giovane messicano, Rosario Caldera Salazar, uno di 18 giovani messicani trovati morti di calore ed asfissia il 2 Luglio 1987 in un vagone merci sul quale tentavano di passare illegalmente il confine e che era rimasto parcheggiato nella stazione di Sierra Blanca, in Texas. Era intitolato ``El Ilegal,`` o ``The Illegal.``
``With pain I left my country,`` diceva la poesia. ``Today there is talk of the Rio Bravo which I`ll cross. . . . How beautiful is the United States. Illinois, California and Tennessee. But over in my country, a piece of the sky belongs to me. Goodbye Laredo, Welsaco and San Antonio.
Houston and Dallas are in my song.
Goodbye, El Paso.
Your friend, the illegal, has returned.``

La mattina del 2 Luglio 1987, 18 giovani messicani furono trovati morti di caldo e asfissia dentro un carro... (continua)
Fleeing my country for a better life
(continua)
inviata da Piersante Sestini 21/9/2017 - 00:17
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Incident, Wallis Plains, 1826

Incident, Wallis Plains, 1826
© Tony Smith 2017

John Eckford, brother of my 3 x great grandmother Jane, had an eventful life. Born in 1801, he was involved in the mistake which led to his father William being condemned to death for sheep stealing. He was appointed Constable at Wallis Plains (Maitland) in 1825.
Following violence between settlers and Aboriginal people, Governor Darling despatched Lt Lowe to the ‘frontier’. Colonial Secretary Bathurst issued orders that the raids of the locals should be repelled just as would raids by any other ‘state’. Aboriginal people were to be considered invaders in their own land.
Lowe was committed for trial following the summary execution of a prisoner ‘Jacky Jacky’. He was quickly found not guilty by the jury which consisted mainly of army officers. During the trial, the question arose of whether Aboriginal people were subjects of the crown and... (continua)
Come hearken to my story, the saddest of tales
(continua)
inviata da Tony Smith 20/9/2017 - 23:30
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Alacant 1938

(2017)

Album: Proposta

Una canzone in bilico tra passato e presente, sull'importanza della memoria. Tutti conoscono il bombardamento di Guernica, grazie soprattutto al quadro di Picasso. Praticamente dimenticato è invece il bombardamento di Alicante del 1938, quando aerei italiani Savoia S-79 decollano da Maiorca in appoggio alle forze franchiste per bombardare il mercato centrale di Alicante, facendo oltre 300 morti.
Sèiem damunt dels arbres de l'Esplanada,
(continua)
20/9/2017 - 23:12
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Agafant l'horitzó

(2017)

'Agafant l'horitzó' és un tema que Txarango hem composat pel sí al referèndum de Catalunya, per un sí transformador. La cançó ha comptat amb la col·laboració de Gemma Humet, Aspencat, Cesk Freixas, Les Kol·lontai (Montse Castellà, Sílvia Comes, Meritxell Gené i Ivette Nadal) i Ascensa Furore.

El tema ha estat inspirat en la tornada final del tema 'Article 1.1' de Cesk Freixas i en els versos d'Ovidi Montllor. Des del món de la música no ens quedem amb els braços plegats. Perquè començar de nou és una oportunitat per reconstruir tots els aspectes de la nostra societat. Perquè aquells que somiem en un altre món possible, sabem que cal canviar-ho tot.

*

'Agafant l'horitzó' (Afferrando l'orizzionte) è un pezzo che i Txarango hanno composto in appoggio al sì al referendum in Catalogna, per un sì di cambiamento. La canzone ha contato con la collaborazione di Gemma Humet, Aspencat, Cesk... (continua)
Tenim futur, tenim memòria.
(continua)
20/9/2017 - 22:31
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Doñana

[1980]
Scritta da Gloria van Aerssen (1932-2015) e Carmen Santonja (1934-2000), le Vainica Doble
Nel loro album intitolato “El eslabón perdido”
Testo trovato su questa pagina dedicata alle Vainica Doble

“Coto de Doñana” è il nome di una località andalusa dove c’è uno dei più importanti sistemi naturali palustri del mondo, situato proprio alla confluenza tra Mediterraneo ed Atlantico. Nel parco naturale di Doñana c’è un’incredibile biodiversità, soprattutto per quel che riguarda le specie di uccelli. E pensare che nei primi anni 50 il governo franchista aveva progettato di trasformare quell’area naturale in una sterminata piantagione di riso ed eucalipto. Ad opporsi all’annunciata devastazione fu un nobile illuminato, tal marchese Mauricio González-Gordon, il quale aveva molte proprietà nel Doñana e che mobilitò illustri naturalisti ed il WWF per la sua protezione e conservazione.

Nell’ultima... (continua)
En el Coto de Doñana se ha envenenao un pajarito
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/9/2017 - 15:59
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Agáchate, que te pierdes

[1973]
Scritta da Gloria van Aerssen (1932-2015) e Carmen Santonja (1934-2000), le Vainica Doble
Nel loro secondo album intitolato “Heliotropo”
Árbol añoso y sufrido
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/9/2017 - 12:24
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La cigarra y la hormiga

[1971]
Scritta da Gloria van Aerssen (1932-2015) e Carmen Santonja (1934-2000), le Vainica Doble
Nel loro album d’esordio eponimo

Rivisitazione in chiave anticapitalista di una celebre favola di Esopo, ripresa anche da La Fontaine.
Cantando la cigarra
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/9/2017 - 09:17
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L'autrer jost'una sebissa

Presente nell'album di Jacek Kowalski e il gruppo Klub Świętego Ludwika "Otruta markiza. Stare ballady francuskie po polsku" (La marchesa avvelenata. Le antiche ballate francesi in polacco), Hamburg 2005

Come la fonte per le sue traduzioni l'autore si è servito del libro di Henri Davenson (Henri-Irénée Marrou ), „Le livre des chansons”, Editions de la Baconnière, Neuchâtel 1982.

https://www.youtube.com/watch?v=2aEHfTf8LzI
PASTERECZKA
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 19/9/2017 - 23:51
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Le roi a fait battre tambour, ou La marquise empoisonnée

anonimo
Presente nell'album di Jacek Kowalski e il gruppo Klub Świętego Ludwika "Otruta markiza. Stare ballady francuskie po polsku" (La marchesa avvelenata. Le antiche ballate francesi in polacco), Hamburg 2005

Come la fonte per le sue traduzioni l'autore si è servito del libro di Henri Davenson (Henri-Irénée Marrou ), „Le livre des chansons”, Editions de la Baconnière, Neuchâtel 1982.


OTRUTA MARKIZA
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 19/9/2017 - 22:56

La Ruka sanglante

La Ruka sanglante

Chanson française – La Ruka sanglante – Marco Valdo M.I. – 2017
Canzone léviane tirée du récit de Carlo Levi : Una casa di legno sulla strada ( in Il pianeta senza confini, Donzelli, 2003).

Oh, Marco Valdo M.I. mon ami, il te faudra me dire d’abord et avant tout, ce que signifie ce titre ou plus exactement, me rappeler ce qu’est une « ruka ». J’ai comme dans le fond de ma mémoire l’idée qu’il devrait s’agir d’une maison indienne ou quelque comme ça.

Je m’attendais, Lucien l’âne mon ami, à ce que tu me fasses, d’entrée de jeu, une pareille demande. J’ai le plaisir de t’informer du fait qu’une ruka est bien, comme tu t’en souviens opportunément, une habitation, une maison dans la langue des Mapuches, lesquels sont des Amérindiens qui vivent essentiellement pour certains d’entre eux (environ 1,5 million) au Chili et pour d’autres (environ 300 000) en Argentine. L’histoire... (continua)
Au milieu de la place du village,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/9/2017 - 19:31
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Canto, no me gusta señalar

[1975?]
Parole e musica di Carlos Cano
Non è inclusa in nessun suo disco dell’epoca ma si trova in una sua raccolta abbastanza recente (2004) dedicata al movimento musicale granadino cui anche Carlo Cano partecipava in quegli anni, il cosiddetto “Manifiesto Canción del Sur”
Ey, ey, caminando,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/9/2017 - 11:57
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La balorda

Tutti nomi di "santi" immacolati....Quando si spara c'è sempre il rischio di morire..
P.S. Franco Anselmi fu ucciso dal proprietario dell'armeria che aveva appena rapinato insieme ad altri componenti dei NAR.
avvelenato1970@libero.it 18/9/2017 - 23:46
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Francesco De Gregori: Festival

[1976]
Parole e musica di Francesco De Gregori
Nell'album “Bufalo Bill”

“Chi ha ucciso quel giovane angelo che girava senza spada?”, forse basterebbe questo verso per fare di questa canzone dedicata a Luigi Tenco una CCG...
Curioso poi che, proprio sulle Canzoni Contro la Guerra, De Gregori sia classificato al numero 20 e Tenco al 21...

Non so chi abbia ucciso quel giovane angelo... Certo Luigi Tenco mi è tornato in mente leggendo un bell'articolo intitolato “Cesare Pavese in musica”, quando il suo autore, Flavio Poltronieri, scrive: “Non era un ambizioso, desiderava solamente che il suo talento venisse riconosciuto, esattamente come Nick Drake tanti anni dopo e, curiosamente, beffardamente, entrambi hanno lasciato la loro vita terrena al sonno.”

Ecco. Non so chi abbia ucciso quel piccolo principe, forse mandanti ed esecutori sono stati in tanti, proprio come per Cesare Pavese e per Nick Drake.
Nella la città dei fiori
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/9/2017 - 11:41
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E io ero Sandokan

E' però da sottolineare che musica e testo vennero scritti negli anni '70 proprio per la colonna sonora del film "C'eravamo tanto amati"; quindi seppur è una canzone ispirata ai canti della resistenza, non è un canzone scritta nel periodo della guerra.
Michele 17/9/2017 - 09:27
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Old Man Trump

Tom Morello: Questa è una cosa fatta con Ryan Harvey del collettivo riot-folk Baltimore (ha una chitarra con la scritta 'This machine still kills fascists', che riecheggia il vecchio motto della famosa chitarra di Guthrie 'This machine kills fascists', ndr). Abbiamo preso queste parole di Woody Guthrie, che sono state ritrovate da Will Kaufman, un professore di Letteratura Americana dell’Università del Central Lancashire, e gli abbiamo dato una veste musicale. Sono importanti perché permettono di capire come già il padre di Trump fosse un vero e proprio segregazionista dal momento che esistono documenti in cui è provato di come avesse raddoppiato l’afffitto ai neri per mandarli via da una casa di cui era proprietario. Non a caso Woody scriveva: 'I suppose / Old Man Trump knows/ Just how much Racial Hate/ he stirred up/ In the bloodpot of human hearts/ When he drawed/ That color line/ Here... (continua)
Dq82 16/9/2017 - 22:43
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La pobrecita (Zamba del Tucumán)

[1946]
Parole e musica di Héctor Roberto Chavero, in arte Atahualpa Yupanqui (1908-1992)
Un brano inciso anche nella sua sola parte strumentale.
Il primo album in cui è contenuto questo singolo è stato “Campo abierto”, 1969

Pure nel repertorio di Mercedes Sosa (in “Hasta la victoria”, 1972)
Testo trovato su Cancioneros.com

Una canzone recentemente riproposta dall'italiano Antonio Francesco Quarta nel suo album del 2015 interamente dedicato ad Atahualpa Yupanqui, intitolato “Amores de Tierra”, (per il quale rimando alla recensione di Flavio Poltronieri su Estatica)
Le llaman la pobrecita
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/9/2017 - 22:21

La Pizzeria lucana de New-York

La Pizzeria lucana de New-York

Chanson française – La Pizzeria lucana de New-York – Marco Valdo M.I. – 2017
Canzone léviane tirée du récit de Carlo Levi : La pizzeria lucana (in Il pianeta senza confini, Donzelli, 2003).



Souvent, Lucien l’âne mon ami, je me demande ce que deviennent les émigrés.

Les émigrés ?, répond Lucien l’âne. Quels émigrés ? Depuis le temps que je marche, j’en ai croisé des milliers et des milliers. De quels émigrés veux-tu me parler ?

Lucien l’âne mon ami, tu as raison de poser ainsi la question. On ne sait trop de qui ou de quoi on parle quand on parle d’émigration. Le colon est un émigré, l’envahisseur est un émigré, le cadre d’affaires est un émigré, le fonctionnaire lui-même est souvent un émigré. Il y a des émigrés riches et des émigrés misérables. Il y en a qui courent après la belle vie ; il en est qui fuient la mort. Enfin, je veux parler de ceux qui... (continua)
Dans la jungle très
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/9/2017 - 21:45

All’ombra

Pure nel repertorio di Lando Fiorini (in "Noantri - Sonetti di Trilussa e canzoni", 1980)
B.B. 16/9/2017 - 21:40

Seimila anni fa...

[1917]
Versi di Carlo Alberto Salustri, detto Trilussa, in “Tutte le poesie”, Mondadori, 1951.
Originariamente contenuti nella raccolta “Le cose” del 1922

Messi in musica da Giuseppe Micheli nel disco “Trilussa e il suo tempo (e la sua Roma)”
Interpretazione di Alba Bosi, Marcello Baldassarini e i solisti del gruppo Folkloristico Romano.
… Iddio fece un'inchiesta er primo giorno
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/9/2017 - 21:19

L'omo e l'arbero

[1928-32]
Versi di Carlo Alberto Salustri, detto Trilussa, dalla raccolta “Giove e le bestie”, pubblicata nel 1932

Messi in musica da Giuseppe Micheli nel disco “Trilussa e il suo tempo (e la sua Roma)”
Interpretazione di Alba Bosi, Marcello Baldassarini e i solisti del gruppo Folkloristico Romano.
Mentre segava un arbero d'olivo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/9/2017 - 20:45
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Unfuck the World

(con alcuni dubbi...)
RIMETTI IN SESTO IL MONDO
(continua)
16/9/2017 - 17:26
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Who Owns Who

(2017)

Un inno alla rivolta alla rivolta e alla disobbedienza. Attraversa i loro confini, nuota nelle loro acque, rifiuta i loro ordini, ama le loro figlie, cambia le loro abitudini...
The bridge, the call
(continua)
16/9/2017 - 16:17
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Radical Eyes

(2017)

Brano d'apertura dell'album d'esordio dei Prophets of Rage

Tom Morello - guitar
Timmy C - bass
Brad Wilk - beats
Chuck D - vocals
B-real - vocals
DJ Lord - turntables


"The Western world has created biased structures and stereotypes. Opposing viewpoints and movements are seen as radical rather than diversity. 'Radical Eyes' is the lens everything is viewed through, any life movement in opposition is considered radicalized."

"Il mondo occidentale ha creato strutture e stereotipi tendenziosi. I movimenti di opposizione e punti di vista diversi sono visti come estremisti invece che essere considerati pluralità. Gli occhi radicali sono la lente attraverso cui si guarda al mondo, per cui ogni movimento di opposizione è bollato come estremista."

(Chuck D.)
If speed is what you need
(continua)
16/9/2017 - 15:56

E allora noi vili

23 novembre 1945]
Versi di Cesare Pavese, nella raccolta “La terra e la morte” (1947), in seguito compresa, dopo la morte del poeta, in “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”.
Musica di Anna Jenček, compositrice, cantante, insegnante, autrice nel 2008 del progetto musicale “Terra rossa, terra nera”, nel centenario dalla nascita di Cesare Pavese.

Riprendo da “Cesare Pavese in musica”, un bell'articolo di Flavio Poltronieri di cui consiglio la lettura integrale:

Anna Jencek prende in ordine cronologico tutte le nove liriche racchiuse ne “La terra e la morte” titolando ciascuna canzone con le proprie prime parole e le veste con raffinatezza a tempo di jazz avvalendosi, tra gli altri, del contributo del fisarmonicista Danilo Boggini (che ricordiamo anni fa nella Svizzera italiana in un sentito omaggio a Jacques Brel con l'Accordion Project). Questi versi che sanno di mitologia mediterranea,... (continua)
E allora noi vili
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/9/2017 - 14:07
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A Fire Burns for Freedom

(2011)

An early version/acoustic version of “A Fire Burns For Freedom” is available on the Patagonia music sampler.

A revised version of this song appears as the title track on Ziggy’s album Wild and Free, and includes Woody Harrelson on vocals!
A fire burns for freedom
(continua)
16/9/2017 - 12:30
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See Dem Fake Leaders

(2017)
See dem fake leaders
(continua)
16/9/2017 - 11:56
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Vstala primorska [Vstajenje Primorske]

Mah, ho trovato sinceri è un po' astiosi tutti e due i litiganti.
Uomo Ragno molto ipocrita (dice sempre di non volere insultare e insulta continuamente). Un po' chiuso in sé stesso (anche se io sto più dalla sua parte che non dall'altra) Stark.
Lorenzo.maina@gmail.com 16/9/2017 - 11:00
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Les Anarchistes

Bella interpretazione in italiano di Peppe Voltarelli

16/9/2017 - 00:41
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Cristo fra i chitarristi

Bel filmato sul Piero

Krzysiek 16/9/2017 - 00:38
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Sunshine

(1971)

"It was just at the time of the Vietnam War and Nixon. It was looking bad out there. That song meant a lot to a lot of people during that time--especially me."
(Jonathan Edwards)

I wrote ‘Sunshine’ in 1970 in probably less time than it takes to sing it. It was the height of the Vietnam-Cambodia adventure there in Southeast Asia. I was really saddened by that and really angry… It’s an angry young man’s complaint about what was going on politically and militarily in our name. I was knowing people that were coming back from the war and they were never the same – if they came back at all.

I had just undergone a really violent draft board pre-induction physical, where I ended up in an emergency room and ended up in a sanitarium I guess you’d call it. It was all in the interest of not going to Vietnam, but it left an indelible mark on me for life.

We were in Ohio and I moved my band... (continua)
Sunshine go away today, I don't feel much like dancing
(continua)
16/9/2017 - 00:23
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Sonne statt Reagan

IL SOLE, MICA REAGAN
(continua)
inviata da Giacomo Zanni 15/9/2017 - 23:33
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Hexagone

Le parole della "reprise" degli Zebda con Karimouche

HEXAGONE
(continua)
inviata da Lorenzo 15/9/2017 - 23:29
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Barn av regnbuen

anonimo
Skalder og Legender

k 15/9/2017 - 23:15
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L'autrer jost'una sebissa

L'ALTRO GIORNO ACCANTO A UNA SIEPE
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 15/9/2017 - 22:59
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The Peace of Wild Things

LA PACE DELLE COSE SELVAGGE.
(continua)
inviata da Giacomo Zanni 15/9/2017 - 21:50
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Get Your Filthy Hands Off My Desert

Mi sembra che qualcuno ha preso i fischi per fiaschi qua, e un "cruiser" per un "cruise" :)

ARA General Belgrano

Missile da crociera
krzyś 15/9/2017 - 16:44
Video!

Fiume

[2017]
All'Italia

Un album che parla di emigrazione, un vero e proprio concept-album che omaggia storie di vita degli Italiani di ieri e di oggi, parlando di rinascita, di rinnovamento, di forza.

Un uomo ritorna, ormai anziano, nel pezzo di terra istriano che da bambino aveva dovuto lasciare insieme alla madre. Quanto era avvenuto in quelle terre negli anni della sua infanzia è ben noto. Suo padre non era riuscito ad andarsene in tempo, in difesa ostinata di una piccola attività con la quale dava da vivere alla moglie e al figlio. E la vita di chi all’epoca visse sfollato in Italia fu difficile. Anche per una sorta di diffidenza, diciamo di tipo storico e politico, che spesso circondava questi esuli italiani. Una frase del padre accompagnerà quest’uomo per tutta la sua vita, ritornando anche nel momento in cui, dopo tanto tempo, egli decide di tornare là dove era partito.

Nell’appartamento... (continua)
Ricordo quel giorno come fosse ieri
(continua)
inviata da dq82 15/9/2017 - 11:49




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