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Prima del 2017-6-10

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Happiness

2017
White African Power

Ennesimo prodotto del produttore Ian Brennan. Un viaggio sull'isola sperduta di Ukerewe sul lago Vittoria, dove si è rifugiata una comunità di albini, fuggiti dalle persecuzioni che subiscono nelle loro comunità. Gli albini sono considerati magici, motivo per cui vengono uccisi per venderne pezzi, oppure le donne vengono stuprate (e infettate) perchè vi è la credenza che siano curative per l'AIDS.
Ian Brennan e la moglie hanno inciraggiato i membri della comunità a scrivere e cantare dei brani propri. Solo uno sapeva suonare uno strumento perchè l'isolamento a cui vengono sottoposti gli albini nelle loro famiglie e comunità originarie impedisce loro anche di cantare in Chiesa.
Le canzoni sono cantate in swahili, ma anche nei dialetti Kikirewe e Jeeta, scoraggiati e repressi dal 1964.
Unica pecca dei lavori prodotti da Brennan, come già in They Will Kill You,... (continua)
Here we are on the stage
(continua)
inviata da Dq82 10/6/2017 - 22:27
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Leonard Cohen: Bird On The Wire

...da Hydra a tutti quelli che lo hanno amato.
Flavio Poltronieri 10/6/2017 - 18:45

Il Diciassette (anno del centenario) Primi di Maggio

[2017]

Dal sito ufficiale
Arriva maggio. Son problemi seri
(continua)
inviata da adriana 10/6/2017 - 07:38

Terra amer

[2015]
Testo e musica di Dante Francani
Lyrics and music by Dante Francani
Paroles et musique de Dante Francani

L'album di Dante Francani è un capolavoro dalla prima all'ultima canzone, stop. Però, se mi è consentito, ho per questa canzone, Terra amer, un'inclinazione particolare. Cantata in italiano con il ritornello in dialetto foggiano stretto, è la storia di una terra amara e bellissima. La Daunia, la provincia di Foggia, la Capitanata. Terra di agricoltura e caporalato, terra amara e dura dalla quale si scappa. Così Daniela, perché questa è la sua storia di povertà e di ribellione. A dieci anni finita la scuola, c'è già da lavorare, da cucinare per il padre che lavora nei campi, affogandosi nel vino e ridotto già a uno scheletro. Poco dopo ci sarà da maritarsi; Daniela scappa di casa. “Fammi andar via di qua, da questa vita e da questa terra, anche in famiglia è tutta una guerra”.... (continua)
Arida asciutta
(continua)
inviata da Riccardo Venturi & daniela -k.d.- 10/6/2017 - 00:30
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Is This the Life We Really Want?

È QUESTA LA VITA CHE VOGLIAMO DAVVERO?
(continua)
10/6/2017 - 00:10
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Broken Bones

con l'aiuto di quella apparsa su Pink Floyd - la corte dei miracoli
OSSA ROTTE
(continua)
9/6/2017 - 23:39
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Picture That

IMMAGINATI
(continua)
9/6/2017 - 23:24

Lady May

To the tune of a famous Elizabethan song from 1966
the authors of which are supposed to be Sir Michael Jagger and Sir Keith Richards, kindly assisted by Sir Brian Jones with his properly attuned dulcimer.


The Original. Ed Sullivan Show, 1966.
My sweet lady May,
(continua)
9/6/2017 - 20:34
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Lino Straulino: Nicolò, lassi alfin l'Amor tiran

Anche in questo caso, mi accorgo della correzione gentilmente fatta da Roberto di San Denêl due anni e mezzo fa (!!). Ringraziandolo, sperando che ancora ci legga, mi scuso con un banale, ma sincero "meglio tardi che mai"... (Naturalmente la traduzione è stata corretta di conseguenza).
Riccardo Venturi 9/6/2017 - 19:34
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Bologna '77

Versione dei Ned Ludd
dq82 9/6/2017 - 15:29
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I Play the Kora

2017
République Amazone

Purtroppo non è reperibile il testo originale, ma solo la sua traduzione in inglese e francese.

Mariam Koné, Nneka, Mouneissa Tandina, Rokia Koné, Mariam Doumbia, Pamela Badjogo, Kandia Kouyaté, Mamani Keita, Massan Coulibaly, Angélique Kidjo, sono Les Amazones d’Afrique, una formazione tutta al femminile di musiciste dell’Africa occidentale impegnate a favore dell’eguaglianza di genere, che di questo obiettivo hanno fatto la loro bandiera nel CD “Republique Amazone”. Il progetto è nato nel 2014 grazie a tre artiste maliane: Mamani Keita, Mariam Doumbia e Oumou Sangaré (la diva del Wassoulou, poi, non ha proseguito) che, insieme a Valerie Malot dell’agenzia musicale francese 3dFamily, coordinatrice, hanno deciso di aggregarsi in quanto musiciste, per espremersi contro l’oppressione femminile nel continente africano e nel mondo, rigettando ciò che tocca ogni donna... (continua)
I'm your mother - love me
(continua)
inviata da dq82 9/6/2017 - 15:21
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Χριστόδουλος Χάλαρης, Νίκος Ξυλούρης, Τάνια Τσανακλίδου: Ἐρωτόκριτος

E' anche per te, Lorenzo, l'Erotòcrito

Ci ho messo quasi un anno, undici mesi per la precisione, a terminare questa pagina che, un tempo forse già lontano, avevo promesso a Gian Piero Testa. Non avevo fatto in tempo. Ora è terminata con la sua traduzione completa e le sue note.

Mentre la stavo ultimando mi ha raggiunto la notizia della morte di Lorenzo "Mao" Bargellini. Lorenzo era un compagno e un amico, ma era anche un pezzo di storia di una città dalla parte di chi lotta, di chi non si arrende, di chi non chiacchiera o straparla, di chi si mette in gioco senza nulla chiedere.

Lorenzo se n'è andato in una domenica rovente di prima estate, da solo.

Vorrei quindi dedicare anche a lui l'Erotòcrito, che, come al suo antico compositore Vincenzo Cornaro, "tanta fatica mi è costato" per adempiere ad una promessa fatta ad un altro amico che non c'è più.

E' una favola, l'Erotòcrito, una favola... (continua)
Riccardo Venturi 9/6/2017 - 13:03
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Nostra Signora delle Coperte Isotermiche

[febbraio 2016]
Poesia di Giacomo Sferlazzo
Interpretazione / recitazione / salmodia:
Gruppo estemporaneo sul palco
a "Fino al Cuore della Rivolta"
25 aprile 2017 - Fosdinovo (MS)

La Nostra Signora delle Coperte Isotermiche è una statuina di legno, ritrovata in uno dei tanti barconi di migranti a Lampedusa. L'hanno raccolta, e avvolta in una coperta isotermica, una di quelle che servono a chi è ancora vivo, per essere riscaldato, e a chi è morto per essere coperto. Attualmente, Nostra Signora delle Coperte Isotermiche è conservata e esposta a “PortoM”, lo spazio espositivo e politico del collettivo Askavusa.

Giacomo Sferlazzo è di Lampedusa, anche se è nato a Anzio, la città di Angelita. Il collettivo e associazione culturale Askavusa l'ha fondata lui stesso, assieme a altri giovani lampedusani. Ha scritto questa cosa che segue, che è propriamente una poesia. Lo scorso 25 aprile, a... (continua)
Nostra Signora delle Coperte Isotermiche
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/6/2017 - 11:24
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My Children Are Seven in Number

Il nome dell'autrice di questa canzone è Eleonor Kellogg, come riportato dallo stesso Pete Seeger nelle note che accompagnano “American Industrial Ballads”.

Purtroppo non ho trovato notizie biografiche sulla Kellogg. Viene comunque associata a Sarah Ogan Gunning e quindi era forse anche lei una folksinger oppure la moglie di un minatore del Tennessee nei primi anni 30.

Comunque la canzone non è di anonimo e, avendo troppo scarse notizie dell'autrice, farei che attribuirla a Pete Seeger.
B.B. 9/6/2017 - 09:45
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#Afroitaliano

[2017]
Testo e musica di Tommy Kuti
feat Fabri Fibra
Esulto quando segna Super Mario
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 8/6/2017 - 23:31
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Le petit roi de Sardaigne [Gironfla]

anonimo
Mi piacerebbe ricordare che pure il compianto Marc Robine interpretò questo canto originario della Valromey, un grande e importante personaggio che collaborò anche con Gabriel Yacoub e che per un anno fu professore di musica al conservatorio di Concarneau....
Flavio Poltronieri 8/6/2017 - 20:10

Matty Rentz (Child #306)

anonimo
Non avrei mai immaginato di avere un giorno l'onore di ascoltarla a cappella dalla voce di Tom Waits (ribattezzata Mathie Grove e per la bellezza della durata di sei minuti e mezzo). Se qualcuno dei "Friends in Songs" che qui incontro non ne fosse a conoscenza, la si può trovare nei bonus, come traccia conclusiva dei sette LP che compongono la versione in vinile del 2006 di "Orphans: Brawlers, Bawlers & Bastards". La vorrei dedicare in particolare a Cattia Salto. Ma non è finita, perchè gli Amici Polacchi non smentiscono la considerazione che ho di loro, difatti nel 2015, nel "Volume 15 - Tom Waits Zaspiewany" della splendida serie di tributi Empik/Dobre Piosenki, la canzone viene tradotta da Roman Kolakowski e reinterpretata da Aro Klusowski. Il titolo diventa "Maly Matty Grove". La qualità del dischetto è molto alta e la selezione dei brani di prima qualità e lo è per l'intera serie... (continua)
Flavio Poltronieri 8/6/2017 - 18:57
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Vitti na crozza

Successive
da me composte P. N. Biancavilla

Ora ca s’affaciunu i duluri
spalanca u Paradisu lu Signuri
ca voli fari parti do s’Amuri
ca nalla cruci scoppia e scumparunu i duluri
Rit
Godu di l’Amuri do Signuri
Iddu cancia in amuri li duluri
ca sunu u prezzu ranni di l’Amuri
ca tuttu passa e resta l’Amuri Rit

Godu nallu prisenti di l’Amuri
l’Amuri veru di lu Signuri
ca tuttu duna cu granni splinduri
oggi e dumani e sempri e tutti luri Rit

Sintesi di quest’ultime tre strofe

Ora ca s’affaciunu i duluri
spalanca u Paradisu lu Siguri
ca tuttu duna cu granni splinduri
oggi e dumani e sempri e tutti luri (2v) Rit
P. N. biancavilla 8/6/2017 - 16:28
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L'Internationale

MARATHI / MARATHI

From Marathi Wikipedia
इंतर्नास्योनाल
(continua)
inviata da Arisztid 8/6/2017 - 12:45
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Il general Cadorna

anonimo
Qualcuno mi può dare un contatto con questo gruppo folk corso dei CARAMUSA?
FINORA non ci sono riuscito: per citare la versione corsa in un libro sui canti della Grande Guerra, mi serve capire quale sia la loro FONTE.
FRANCO CASTELLI 8/6/2017 - 10:49
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El origen de la violencia

[1998]
Nell'album “Miserables”, meglio conosciuto come “Disco Negro”, realizzato nel Paesi Baschi con Marino Goñi, produttore de La Polla Records.
No se si llegué del cielo o de abajo de la tierra
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/6/2017 - 23:17
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¡Hey usted!

[1991]
In “¿Democracia?”, disco d'esordio di questa punk band cilena
¡Hey usted! Maldito burgués
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/6/2017 - 23:03
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Mountain Men

UOMINI DELLA MONTAGNA
(continua)
inviata da arka 7/6/2017 - 20:32
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Millenovantanove

In realtà il testo di 1099 va ben aldilà del presunto "amore omosessuale" cantato da Vecchioni, se è vero che la guerra è un pretesto è altrettanto vero che Gaston e Astolfo sono più che un pretesto...In realtà Gaston e Astolfo non sono nient'altro che i due lati della personalità dell'autore che nella sua vita (e probabilmente anche in quella di molti altri di noi) continuano a rincorrersi fino al punto di perdersi. I tempi passati, generalmente migliori...i cosidetti "Bei tempi" che non a caso davono anche il titolo a questo disco stupendo,tanto che se ognuno di noi potesse tornare dal passato nella sua manifestazione migliore, spesso anche esaltata dal ricordo, porrebbe fine personalmente alla vita suo peggior rivale perchè non è più lo stesso e perchè nessuno lo veda.
Axl 7/6/2017 - 19:10

Toronto 1988

[1988]
Negli album “El Aire Volverá” del 1989 e “Adiós Carnaval, adiós General” dell'anno seguente.
Por las calles de Toronto
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/6/2017 - 15:05

Memoria del fuego

[1997]
Nell'album significativamente intitolato “Cambian los payasos... pero el circo sigue”

Una canzone che è un sintetico e feroce excursus sulla storia del 900 in Cile ed America Latina, e che è chiaramente ispirata all'omonima trilogia del grande scrittore huruguayo Eduardo Galeano.
Octubre del 17!!!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/6/2017 - 13:22
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Bullet In The Head [Bullet In Your Head]

Ciao e grazie per questa traduzione.
Io ho sempre inteso in-house drive-by come "drive by", cioè sparatoria dall'auto, tra le mura domestiche, metafora della smitragliata di Bullets dallo schermo TV.
7/6/2017 - 11:37
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Jenin

[2014]
Album "Diecimila lire"
Sette di mattina, la luce cristallina
(continua)
inviata da Dq82 7/6/2017 - 06:04
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Algo está pasando

[1988]
Scritta da José Luis Araya e Pedro Foncea
Nell'audiocassetta eponima d'esordio di questa band cilena che fondeva le sonorità latine con quelle afroamericane del soul, hip-hop, funk e reggae.

Un testo molto esplicito contro Pinochet e i suoi sgherri torturatori ed assassini, all'epoca del plebiscito pro o contro la dittatura. La larga vittoria del NO! aprì la strada al ritorno della democrazia... Ma più di 3 milioni di cileni su oltre 7 milioni di votanti si espressero comunque per il vecchio verdugo...
Se te nota un bulto bajo, bajo, bajo la chaqueta,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/6/2017 - 22:21
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El baile de los que sobran

[1986]
Scritta da Jorge González, leader della band cilena.
Nell'album “Pateando piedras”

Una delle canzoni più famose de Los Prisioneros...
L'espressione “pateando piedras”, letteralmente “prendere a calci i sassi”, significa non fare nulla, il destino di buona parte della gioventù proletaria cilena negli anni 80, schiacciata tra dittatura, crisi economica e diseguaglianza sociale.

“Escrita por Jorge González (vocalista y líder de la banda), esta canción marcó a toda una generación chilena, que por causas de la dictadura militar imperante, sufría con la crisis económica que azotaba el país llegando a marcar notablemente la desigualdad social, donde “esa cosa llamada educación” fue un agente de discriminación, ya que los “ricos” tenían acceso a colegios de calidad y los pobres junto a la clase media se tenían que conformar con la educación municipal que por ese entonces pasaba por una... (continua)
Es otra noche más
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/6/2017 - 21:39

Dopo finito di vendemmiare

Caro Dq82
ho qui davanti a me tutti i dischi di Beppe con Daisy Lumini e quindi anche La Cattiva Erba che purtroppo non contiene i testi scritti. La C.E.D.I. di Torino fu particolarmente spartana nell'edizione...le canzoni sono interessanti ma bisognerebbe trascriverle tutte all'ascolto e per me è impossibile trovare il tempo per farlo, ho sempre troppe attività musicali in corso per promettere qualcosa che poi non riuscirei a mantenere...se ti interessa, potrei però masterizzartene una copia e inviarti il pacchetto per posta da qualche parte.....che dici?!
Flavio Poltronieri 6/6/2017 - 20:16
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Refugees

6 6 2017 e sempre stata una idea precisa in un periodo indefinito antico come i fuggiaschi di mose e attuali come i migranti in mezzo al mare
tony 57 6/6/2017 - 19:57
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W l'Italia

Chanson italienne – W l’Italia – La Famiglia Rossi – 2010

Salut à toi, Marco Valdo M.I. mon ami.

Salut à toi, Lucien l’âne mon ami. Te voilà bien Rome antique dans ton propos.

Romantique ? Moi, un âne, romantique ? Où as-tu été chercher cette idée ? Mais enfin, Marco Valdo M.I. mon ami, que veux-tu dire par romantique ? D’autant que j’aurais plutôt tendance à me considérer comme un Grec antique.

C’est, vois-tu Lucien l’âne mon ami, à cause de la chanson et de ce qu’elle raconte. Car, comme tu vas pouvoir t’en assurer, elle parle d’une Italie décadente assez contemporaine qui, à bien des égards, me fait penser à la Rome antique quand elle était sur le déclin et en disant cela, je m’aperçois que cette comparaison est très fertile car, elle ouvre d’étonnants horizons à la réflexion. Par exemple, elle donne immédiatement une idée d’une certaine dimension temporelle, celle de l’évolution des... (continua)
VIVE L’ITALIE !
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 6/6/2017 - 19:36
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Tom Moore’s Farm

[anni 30]
Scritta da due mezzadri (sharecroppers) neri in Texas, Yank Thornton e Mance Lipscomb (1895-1976), il secondo un chitarrista blues che ebbe qualche notorietà quando, ormai vecchio, venne riscoperto da Robert "Mack" McCormick (1930-2015), importante etnomusicologo bianco.
Il brano venne poi ripreso negli anni 40 da un altro bluesman riscoperto da McCormick, e ben più celebre di Mance Lipscomb, quel Samuel John Hopkins che è passato alla storia come Lightnin’ Hopkins.
Testo trovato in parte su “Strange Fruit: An Experience”, una ricerca di Héctor Martínez su musica nera e segregazionismo, e in parte in un articolo di tal Jeff Titon intitolato “Downhome Blues Lyrics Since The Second World War: A Selection” pubblicato nel 1976 sul vol. 2, num. 1 della rivista “Alcheringa: Ethnopoetics, A First Magazine of the World's Tribal Poetries”

Mack McCormick registrò entrambe le versioni... (continua)
Yeah, you know it ain't but the one thing
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/6/2017 - 18:41

La pignata

Domenica 11 giugno, Palermo, Orto Botanico, Evento di "Una Marina di Libri" ore 21:00, Presentazione del mio libro "Peppe e Margherita" vita amore e poesie del poeta. Presentato e discusso da Giorgio D'Amato di A.A.S.press e l'Autore. Risponderò alle domande ed alle curiosità di tutti gli intervenuti. Se vuoi e puoi venire...
Roberto Ardizzone 6/6/2017 - 16:43
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Superhéroes

[1982]
Parole e musica di Charly García
Nell’album intitolato “Yendo de la cama al living”, accompagnato da Nito Mestre

1982. La feroce dittatura argentina si stava sgretolando, anche in seguito alla disfatta militare alle Falklands/Malvinas, ridotta ormai a “una banda militar desafinando el tiempo y el compás”. Una nuova alba si profilava all'orizzonte, nonostante “un horrible monstruo con peluca” sembrasse ancora spadroneggiare per il paese (l'incubo non era ancora dissolto), ma era comunque il momento di rivedersi, di reincontrarsi, di non restare chiusi in casa, di ritrovarsi finalmente nelle strade per ballare via la lunga notte...
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(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/6/2017 - 15:05
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Blue Spirit Blues

[1929]
Parole e musica di Bessie Smith
In molte raccolte, a partire da “The Bessie Smith Story - Volume 4”, 1955
Testo trovato in “Strange Fruit: An Experience”, una ricerca di Héctor Martínez su musica nera e segregazionismo.

Héctor Martínez ricorda come nel 1927 la risoluta Bessie Smith affrontò coraggiosamente e con successo un gruppetto di incappucciati del KKK che erano intervenuti ad un raduno dove lei si esibiva, con l'intenzione di fare casino.
I demoni con gli occhi iniettati di sangue che tormentano la povera Bessie in sogno non sono altro che lo spettro, l'incubo dei suprematisti del Klan, sempre intenti ad angariare e linciare negri.
Héctor Martínez contribuisce poi l'immagine che segue, una foto di un linciaggio avvenuto in Texas nel 1908 e di cui venne fatta una cartolina, corredata di una minacciosa “poesia”, che venne poi distribuita agli abitanti neri di Center, Shelby County, Texas.
Had a dream last night
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/6/2017 - 12:22
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The First Time I Met You

[1936]
Parole e musica di Eurreal Wilford "Little Brother" Montgomery (1906-1985), afroamericano, cantante e pianista blues, jazz e boogie-woogie.
In molte raccolte, per esempio “Little Brother Montgomery - Complete Recorded Works In Chronological Order 1930-1936” pubblicata dalla Document nel 1992

Riproposta dala grande Buddy Guy nel 1965 e poi inclusa nel suo disco del 1970 intitolato “I Was Walking Through The Woods” (da un verso della canzone), con l'amico Little Brother Montgomery al pianoforte.

Testo trovato in “Strange Fruit: An Experience”, una ricerca di Héctor Martínez su musica nera e segregazionismo.

In questa canzone il blues dell'autore afroamericano è una torma di bianchi intenti alla caccia al negro. Il protagonista fugge per i boschi mentre la mob dà fuoco alla sua casa e lo cerca per linciarlo. Il motivo di tanta violenza non è esplicitato, probabilmente non c'è e non... (continua)
The first time I met the blues
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/6/2017 - 11:48
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Signor studente

1971
LP Zeitgenossen, Plane Verlag, Berlino Ovest


Testo ripreso da ildeposito.org
Signor studente se nella tua vita
(continua)
inviata da dq82 6/6/2017 - 11:45

Questo è il nostro Vietnam

1971
LP Zeitgenossen, Plane Verlag, Berlino Ovest


Testo ripreso da ildeposito.org
Che il mio padrone
(continua)
inviata da dq82 6/6/2017 - 11:43




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