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Prima del 2017-10-11

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War Is Coming (if You Want It)

(2017)

Il titolo è ovviamente un riferimento a Happy Xmas (War is Over) di John Lennon, Una canzone sull'indifferenza alle atrocità e alla guerra. La band, alquanto famosa nel circuito underground, ha commentato la canzone solo con le parole "Una canzone su non ammazzare la gente".

In an interview on Beats 1, Will Toledo said the song was inspired by a dream, as described in the first verse. It’s meant to counter the thought that suicide might be the best option for some people; according to Toledo, such an opinion is tantamount to murder. Written in February of 2017, the song was also influenced by the political climate in the United States following the election of Donald Trump as president.

The songs Bandcamp page states simply, “This is a song about not murdering people.”

genius
Last night I dreamed that you'd murdered some kids
(continua)
11/10/2017 - 22:49
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Dios salve al rey

d’après la version italienne de Anonimo Toscano del XXI Secolo d’une
Chanson espagnole – Dios salve al rey – Los Muertos de Cristo – 2004



Après les chansons catalanes Jo vull ser rei et Agafant l'horitzó, voici Lucien l’âne mon ami, une chanson espagnole.

Ho, Marco Valdo M.I. mon ami, ne me parle pas des Espagnols, ces gens ont un premier ministre et un roi tellement peu crédibles, d’une insondable stupidité et bornés à souhait, leur brutalité coloniale n’a comme vertu que de prolonger l’agonie de leur nation.
Mais enfin, Lucien l’âne mon ami, cette chanson est espagnole et elle est l’œuvre de gens d’Espagne non suspects de collusion avec le régime (post-)franquiste, une chanson dont le titre rappelle l’hymne national britannique, qui comme tu le sais, selon les saisons s’intitule « God save the queen » ou « God save the king » ; évidemment, je le vois à ton œil rigolard, que se passera-t-il... (continua)
DIEU SAUVE LE ROI
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/10/2017 - 22:15
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Matteo Renzi e il su'babbo Tiziano

[2017]
Scritta (anzi, contrafatta) da Pardo Fornaciari

Contrafactum o Centone sulla vicenda del babbo di Matteo Renzi, intercettato e coglionato dagli investigatori, magistrati e carabinieri, sull'aria di una ignobile tiritera da caserma.
1:
(continua)
inviata da Pardo Fornaciari 11/10/2017 - 20:03
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La trasparenza dei 5 stelle

Contrafactum, o centone, sull'aria di Giovinezza, giovinezza

L'ultima strofa allude alla polemica sulla mancata ricezione dell'avviso di alluvione su Livorno (9/10 settembre 2017) da parte del sindaco grillino Nogarin
Allorché le cinque stelle
(continua)
inviata da Pardo Fornaciari 11/10/2017 - 19:53
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Fiesta de guardar

Versi di César Fermín Pediguero (1921-1984), cantante, poeta e giornalista argentino
Musica di Gustavo "Cuchi" Leguizamón (1917-2000), compositore argentino
Trovo il brano in un disco del 1973 di un duo folklorico argentino chiamato Dúo Salteño, composto da Néstor Echenique y Patricio Giménez.

Un’habanera “salteña”, perchè sia gli autori che gli interpreti sono tutti artisti originari di Salta, nel nord-ovest argentino, ai piedi delle Ande.

Le fiestas de guardar sono le feste comandate, giorni di riposo per tutti, ma non per gli schiavi della terra...
Hoy es día domingo, Señor,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/10/2017 - 14:17
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Serenata de Villa Miseria

Versi di José Moreno (?) altrove attribuiti ad Armando Tejada Gómez
Musica di Gustavo "Cuchi" Leguizamón (1917-2000), compositore argentino
Trovo il brano in un disco del 1973 di un duo folklorico argentino chiamato Dúo Salteño, composto da Néstor Echenique y Patricio Giménez.

Villas Miseria è il nome che in Argentina si dà alle baraccopoli che sorgono nei pressi delle grandi città, dove vivono i più diseredati del paese, in genere marginali o migranti interni provenienti dalle zone rurali.
Pare che l’espressione derivi da un libro dello scrittore Bernardo Verbitsky intitolato “Villa Miseria también es América”, pubblicato nel 1957.
Aquí mi casa está, esta es mi casa
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/10/2017 - 12:22
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Carlos Puebla: Canción al Che, o Hasta siempre

Dal Bloc d'un de Reus di Jordi Pinyol Mercadé


"Ernesto 'Che' Guevara ha esdevingut un gran símbol revolucionari del segle XX i un dels mites més importants de la història contemporània recent. Encara avui la figura del Che és un referent per a molts dels qui somniem un món amb més justícia social, diferent de l'actual.

El somni d'una revolució continental el va portar el 1966 a Bolívia, on després d'onze mesos de combat es va rendir a l'Exèrcit el 8 d'octubre de 1967. Va ser assassinat un dia després a l'aldea de La Higuera, al sudest del país. Les seves restes van ser sepultades en secret al poble bolivià de Vallegrande i extretes per experts cubans i argentins el 1997, any en què foren tornades a Cuba, on reposen al Mausoleu de Santa Clara.

Avui s'acompleixen 40 anys de la seva mort.

Us transcric una molt bona traducció de la cançó Hasta siempre comandante que he trobat al web Exèrcit del Fènix." - Jordi Pinyol Mercadé, 9 d'octubre de 2007
FINS SEMPRE COMANDANT
(continua)
inviata da L'Anonimo Toscano del XXI secolo 11/10/2017 - 10:59
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La revanche

11 octobre 2017 00:45

LA RIVINCITA
(continua)
11/10/2017 - 00:45
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Anch’io ti ricorderò

Da oggi questa canzone viene tolta dagli Extra e riattribuita al suo autore.
CCG/AWS Staff 10/10/2017 - 23:55
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Τα τραγούδια του δρόμου

Questa pagina è stata inserita nel nuovo percorso sul Che Guevara per la presenza, tra le canzoni dell'album, di Τσε [Che]. Per la particolare struttura che Gian Piero Testa dava alle sue "paginone", non è possibile ovviamente fare altrimenti. La canzone di Manos Loïzos è peraltro presente anche nel volume di Meri Lao, Al Che - Poesie e canzoni da tutto il mondo (edizioni Erre Emme, Roma 1995): si tratta dell'unica "rappresentante" della Grecia nel volume.
Riccardo Venturi 10/10/2017 - 23:52
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Carlos Puebla: Canción al Che, o Hasta siempre

Da ricordare che con in testa "Hasta Siempre" di Carlos Puebla (presente, tra l’altro, in un piccolo estratto sovrainciso), Charlie Haden ha suonato la sua "Song for Che" dallo storico album Liberation Music Orchestra.

10/10/2017 - 23:28
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Pau

Dal disco "Agost" del 2004

Aquest noi, en Pau, podeu haver-lo vist en una manifestació en contra de la guerra, o potser és un més dels milers de joves que col·laboren amb alguna ONG. No és cap sant irreprotxable ni un heroi, sinó una persona normal que al matí s’aixeca amb són i se’n va a la feina o a la universitat, però que no en té prou amb això, i sap que pot aportar el seu gra de sorra, sap que és entre tots que hem de lluitar per aconseguir un món millor, més just i més humà.

Questo ragazzo, di nome Pau, potreste averlo visto ad una manifestazione contra la guerra, o forse è uno delle migliaia di giovani che collaborano con qualche ONG. Non è né un santo senza macchia né un eroe, ma una persona normale che la mattina si sveglia assonnato e va al lavoro o all'università, però questo non gli basta e sa che può portare il suo granello di sabbia, sa che tutti dobbiamo lottare per ottenere un mondo migliore, più giusto e più umano.

Non a caso il nome del protagonista della canzone, Pau cioè Paolo, vuol dire anche "pace" in catalano.
Pau treballa i estudia,
(continua)
10/10/2017 - 21:56
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C'era un ragazzo dalla barba nera

1968
Amici del vento
Testo e musica: Silvano Spadaccino e Domenico Modugno
C'era Un Ragazzo Dalla Barba Nera / Bella Ciao
Libertà, che senso hai 
(continua)
inviata da Dq82 10/10/2017 - 12:45
Percorsi: Che Guevara
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Los pobres no tienen patria

d’après la version italienne « I POVERI NON HANNO PATRIA » de Kiocciolina – 2008
Chanson espagnole – Los pobres no tienen patria – Los Muertos de Cristo – 1999



Mon ami Lucien l’âne, voici une chanson au titre très lourd de signification qu’il s’agit de bien interpréter. C’est d’ailleurs ce que fait la chanson. Elle s’intitule « Les Pauvres n’ont pas de Patrie » et c’est tout à fait exact. Les pauvres vivent toujours dans la patrie des riches et cela se comprend dès qu’on élucide le sens de ce mot étrange de « patrie », c’est-à-dire « domaine du père » et là, on découvre de quoi il est exactement question. Car, si les pauvres n’ont pas de patrie, c’est tout simplement que pour avoir une patrie, encore faut-il que le père eût un domaine, une propriété foncière, un fief, une terre qu’il domine, possède et entend bien conserver (et même étendre) au besoin par la force. Et comme on le devine,... (continua)
LES PAUVRES N’ONT PAS DE PATRIE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 10/10/2017 - 10:40
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Domingo Ferreiro

“los gallegos no protestan, emigran” (Alfonso R.Castelao)
Ai tempi di Franco e dell’omogeneizzazione culturale la gaita, lo strumento principale della musica tradizionale galiziana e asturiana era messa al bando, così molti musicisti un po’ per fame e un po’ per il desiderio di continuare a suonare la loro musica tradizionale sono emigrati in Sud America portandosi dentro e dietro tecniche strumentali e melodie degli antenati.
Leggendario è diventato un personaggio, il “gaitero de Texas” che vestito da cow-boy percorreva le praterie del Far West suonando la sua cornamusa galiziana!

E così nell’album Saudade (2005) i Luar Na Lubre affrontano il tema dell’emigrazione dei Galiziani nelle Americhe. Domingo Ferreiro potrebbe essere proprio quel leggendario musicista galiziano.

Alla poesia risponde Avelino Díaz (1897-1971) galiziano emigrato a Buenos Aires con una poesia datata 11 aprile 1937
Toca... (continua)
Cattia Salto 10/10/2017 - 02:46
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Quando sarà abolito il capitale

anonimo
Ciao sono Cinzia, io l'ho imparata da bambina dalla nonna che la canticchiava ricordando i suoi anni di gioventù, lei era del 1901. Era una bigottona dell'az cattolica e la cantava con evidente intento canzonatorio. È difficile capire quanta consapevolezza ci fosse in questo atteggiamento, che oggi mi irrita, abitando lei in un piccolo paesino d'alta montagna cattolico fin nelle midolla e privo di alternative.. certo è che il testo pare adattarsi sia ad anarchici un bel pò autoironici sia a prese in giro di paese un pò allegrone e distanti da idealismi e intellettualismi ideologici
Cinzia 9/10/2017 - 22:13
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Supper's Ready

Prima di tutto un grazie di cuore! Traduzione e soprattutto spiegazione da 10. Tuttavia sono un po’ perplesso sul finale, dove tu ci vedi il trionfo del bene sul male, mentre io pensavo che fosse ironico, nel senso che dopotutto la storia si ripetesse (tant’è che il finale riprende l’inizio della storia), che il mondo non imparasse mai dalla storia passata e sia incline a farsi imbrogliare perché ha bisogno di ottimismo e chi è senza scrupoli approfitta di questo rimbambendo le masse con gli strumenti del momento, creando appunto una “NUOVA GERUSALEMME”. Mi farebbe un immenso piacere avere una tua risposta.
Paolo'63
Paolo 9/10/2017 - 16:16

Informe en las tinieblas del último marine en Vietnam

[fine anni 60]
Versi di Armando Tejada Gómez, incisi da lui stesso in un disco recitativo intitolato “Poeta de la legua”. Nella raccolta poetica intitolata “Tonadas para usar” del 1968.
Testo trovato su Sons de Turoqua

Sia su Sons de Turoqua che su altri siti il disco “Poeta de la legua” viene datato al 1959. Mi pareva strano visto che la raccolta poetica di riferimento è del decennio successivo. Inoltre la casa discografica Qualiton/Fonema che pubblicò il disco venne fondata solo nel 1961 (e poi fu spazzata via durante la dittatura, nel 1978). Determinante infine questa “tonada” che parla delle guerra americana in Vietnam: il disco non può quindi che essere contemporaneo o di poco successivo alla raccolta “Tonadas para usar”.
“…Viene de todas partes como la madrugada.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/10/2017 - 13:14

El subversivo

[1959?]
Una "tonada" di Armando Tejada Gómez, incisa da lui stesso in un disco recitativo intitolato “Poeta de la legua”, 1959. Ignoro se appartenga a qualche raccolta precedente. Sicuramente in una successiva, “Tonadas para usar” del 1968.
Un día,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/10/2017 - 12:52
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Ma sœur musulmane

(2017)
Album: Luciole

Bella canzone di pace, tolleranza e amore, primo singolo estratto dal prossimo disco dei Muvrini. Aspettiamo di trovare o trascrivere le parole in corso, e magari anche quelle in arabo.
Toi qui m'as dit que chaque jour tu pries cinq fois
(continua)
8/10/2017 - 22:38
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Reflections of War

2005
Walking This Land

On the day of the peace marches prior to the current Iraqi war fiasco I attended a photographic exhibition about the use of depleted uranium in Iraq in the first gulf war and the effects of over ten years exposure to the population.

America and Great Britain filled Iraq with the equivalent of thirty-five Hiroshima bombs during that war resulting in sheep born with five heads and eight to ten deformed babies now born per day in Bagdad hospitals. Prior to that war one deformed baby was born a week.  No doubt that figure will rise in years to come from the effects from the use of more in this war now. After watching the huge turnout at the peace rallies on television news that night I sat down and wrote this song.

The use of depleted uranium is a crime against humanity and our current Australian government condones It with the granting of leases for America to test... (continua)
I  went to the gallery, saw your photo on the wall
(continua)
inviata da Dq82 8/10/2017 - 21:28
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Stolen Generations

2005
Walking This Land

The inspiration for this song came after reading some testimony given to the Stolen Generationenquiry and my recollection of an old Cinesound documentary about two small aboriginal girls who were taken from their family and adopted by a white family. The storyline was to show how 'lucky' these girls were to be given a real chance at life. My lasting image of that documentary was at the end when the girls (in new white frilly dresses) were being led up to their new bedroom and the commentator said - ‘yes dreams really do come true’.
Well he stroke my hair and he pat my back, then he tell me I look fine
(continua)
inviata da Dq82 8/10/2017 - 21:06
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Refugee

2005
Walking This Land

This song took a while to eventuate. I was compelled to write it out of disgust at our current government’s hypocrisy and racist attitudes towards people’s who have suffered so much in their own homelands and have travelled across our northern waters in unseaworthy boats in the hope for a new future for themselves and their families. The fact that Australia sends troops to Afghanistan and Iraq because the local citizens need help and protection and we imprison theirrefugee’s who come from there is utter hypocrisy.

John Howard and his liberal party counterparts should be forever condemned for using the plight of these people’s lives to further their own political ends. The lies about queue jumping and children overboard, the imprisonment of children and the torture many of these refugee’s have been subjected to, deserve condemnation - for now, and into the future.
I come from the land of the desert
(continua)
inviata da Dq82 8/10/2017 - 21:00

Sweet Child of Mine

2005
I'll be the One

A well-known Larrakia singer and community leader in Darwin, Northern Territory, June Mills blends country and western with her Phillipino/East Timorese musical heritage through use of organ, vocals and acoustic guitar. In her song “Sweet Child of Mine” on her albumI’ll Be the One (2005) she sings of the sorrow of the mother who hopes her child will remember her family and her identity. The song also emphasizes the loss of language, culture, and identity of children who were forcibly removed from their families.
The impact of the Stolen Generation policies has left its mark on Mills’ family as her grandmother was taken from her family when she was 6 years old. Mills states, “My grandmother was taken away from her tribal country when she was about 6 years old and given a new name. She grew up in Katherine and had nine children, she gave birth to all her children at... (continua)
Remember your name
(continua)
inviata da Dq82 8/10/2017 - 20:41
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Brown Skin Baby (They Took Me Away)

1970

QUesta canzone scritta da Bob Randall racconta la sua esperienza di bambino rubato, come avveniva per i figli degli aborigeni in nome dell'assimilazione culturale.

Bob Randall’s Brown Skin Baby, recorded in 1970, was one of the first songs written about the Stolen Generations. The song explores Randall’s own traumatic past of being “stolen”, echoing the voice of his mother as she cries and grieves for her “brown skin baby”. The song’s reception brought the events of the Stolen Generations to national and international audiences. It is not surprising that it quickly became an anthem for Indigenous communities (Barney & Macklinary, 2010).

The song is autobiographical. It begins by discussing Randall’s early life. As a boy, he spent the first years of his life on a farm in the Northern Territory with his family, riding a pony. Aware that he was at risk of being taken, the women in... (continua)
My brown skin baby, they take him away
(continua)
inviata da Dq82 8/10/2017 - 17:09
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Life Goes On

La canzone, dedicata al nonno della cantautrice, inizialmente non faceva parte dell'album Pearl Days, ma vi fu inserita solo nella seconda edizione pubblicata nell'aprile del 2005. Infatti la prima edizione dell'album conteneva solo la versione in inglese della canzone, dal titolo Life Goes On ("La vita va avanti"), che racconta invece la storia della sua famiglia.
Il passaggio dalla versione inglese a quella italiana non è una vera e propria traduzione: nonostante i due brani abbiano la base strumentale identica e i due testi condividano addirittura alcune frasi, per esempio «but the season changes, there will be new roses» e «ma cambierà stagione, ci saranno nuove rose», essi hanno un contenuto completamente diverso.

UNA POESIA ANCHE PER TE
(continua)
inviata da Dq82 8/10/2017 - 11:40
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Dios salve al rey

7 ottobre 2017 10:57
DIO SALVI IL RE
(continua)
7/10/2017 - 10:57
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Failed State

[2017]
When you're working two jobs and living in a tent
(continua)
inviata da adriana 7/10/2017 - 10:55
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Un món, dues classes de persones

6 ottobre 2017 21:56
UN MONDO, DUE CLASSI DI PERSONE
(continua)
6/10/2017 - 22:02
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Faryzeusz

Ho riscritto il testo del brano all'orecchio e bisogna sostituirlo con il testo corretto dal autore. Aggiungo anche una nuova traduzione che contiene rispettivi cambiamenti. Grazie a Rick, per i precedenti "alisciamenti".
Salud
Krzysiek 5/10/2017 - 23:55
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Resiste y grita

(2017)
Album: El Cor de la Terra
feat EKO Camp

“Si te quieren callar canta con rebeldía.” Les primeres notes d’aquesta cançó van néixer a Nablus (Palestina). Va ser la banda sonora d’una petita gira que mai oblidarem. Més endavant la vam començar a cantar als camps de refugiats de Grècia on es va quedar, per fer-se gran, i passar a ser un himne de vida i resistència. L’alegria com a forma de resistència. Perquè com diuen els nostres amics de Pallasos en Rebeldía “La risa es el alimento del alma”. Aquesta cançó ja fa molt de temps que no és nostra. És la cançó de molta gent que admirem i estimem. Molta gent amb qui hem compartit i esperem seguir compartint la vida. És per això que la vam anar a enregistrar a Grècia entre molts amics dels camps de refugiats. Com ja sabeu hem decidit col·lectivitzar la nostra música. Aquesta cançó servirà per acompanyar la feina d’ ★ EKO PROJECT ★
Alma libre resiste,
(continua)
5/10/2017 - 23:37
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Obriu les portes

(2017)
Album: El Cor de la Terra

'Obriu les portes' és un crit a la lliure circulació de les persones. Recull les experiències que hem viscut l'últim any amb Txarango, però també és un crit a obrir les portes del cor i a deixar-nos emocionar i a deixar-nos portar per la música.

'Aprite le porte' è un appello per la libera circolazione delle persone. Raccoglie le esperienze che abbiamo vissuto quest'ultimo anno come Txarango, però è anche un invito ad aprire le porte del cuore e a lasciarci emozionare e a trasportare dalla musica.
La música és el batec dels pobles
(continua)
5/10/2017 - 23:30
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Dormi e vola

faccio parte del gruppo dei lautari, è la prima volta che vedo questo sito quindi non mi ero accorto, ma anch'io ribadisco: la canzone è stata scritta, non so se di getto o meno, da Giampiero Mazzone, sarebbe bene correggere. grazie.
5/10/2017 - 12:15
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¿Qué dirá el Santo Padre?

100 anni!!! Violeta ovunque tu sia, auguri da tutti noi. Consiglio di (ri)ascoltare Angel che canta le canzoni di sua madre in forma intima, con solo l'accompagnamento del pianoforte, è stato da poco ristampato il cd in Francia.




Flavio Poltronieri 4/10/2017 - 17:50
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Pow Wow

DANZA TRIBALE
(continua)
inviata da GiadaS 4/10/2017 - 16:12
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Prison Song

CANZONE DELLA PRIGIONE
(continua)
inviata da Giada 4/10/2017 - 16:09
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La cumbia della celere

2015
s3s
Non mi vedi questa sera, non mi vedi questa sera
(continua)
inviata da Dq82 4/10/2017 - 15:15




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