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Prima del 2017-1-2

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Le Déserteur

E' il 4 luglio 1995 quando Gianna Nannini per protestare contro i test atomici decisi dal presidente francese Jacques Chirac a Mururoa improvvisa un concerto davanti a palazzo Farnese, la sede dell'ambasciata francese a Roma, accompagnata dal gruppo musicale Settore Out. Quindi aiutata dalla squadra 'interventi speciali' di Greenpeace si arrampica sul balcone dell'ambasciata dove intona al megafono le strofe della canzone di Boris Vian.

2/1/2017 - 21:11
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Morta per autoprocurato aborto

(1976)

Dal primo album della Nannini una canzone esplicitamente femminista.
La stanza tua piena di fiori
(continua)
2/1/2017 - 18:48
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Jerusalem (No War - Stop War)

2-1-17 08:14
GERUSALEMME (BASTA GUERRA – FERMIAMO LA GUERRA)
(continua)
2/1/2017 - 08:15
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Hancurkan rasisme fasisme

2-1-17 07:33
DISTRUGGIAMO IL RAZZISMO E IL FASCISMO
(continua)
2/1/2017 - 07:33
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Rap di fine secolo

(Luca Rustici, Paolo Costa, Loredana Bertè)
dall'album "Un pettirosso da combattimento" (1997), titolo tratto da un verso de La domenica delle salme di De André

Un album con una storia travagliata che in origine doveva essere prodotto da Renato Zero, che spingeva per un disco più pop, e fu mandato a quel paese dalla Berté che reincise tutte le canzoni dell'album. Per controversie legali questa canzone fu eliminata dalla scaletta della seconda edizione del disco.
Adesso basta con l'andare,
(continua)
2/1/2017 - 00:35
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Darlin' Be Home Soon

(1966)
Parole e musica di John Sebastian
Dalla colonna sonora del film di Francis Ford Coppola You're a Big Boy Now
Famosa anche la versione di Joe Cocker

La canzone, che John Sebastian cantò anche a Woodstock nel 1969 quando il cantante, che si trovava al festival come spettatore, fu ingaggiato all'ultimo momento per salire sul palco con una chitarra acustica prestata da Tim Hardin, in attesa che i tecnici riparassero l'impianto elettrico danneggiato dalla pioggia per l'esibizione di Santana.

Il pubblico di Woodstock per la maggior parte non conosceva la canzone, ma fu subito coinvolto dall'esibizione di Sebastian, e interpretò la canzone come una canzone d'amore contro la guerra.

La storia completa della canzone si può leggere sul Wall Street Journal.
Come
(continua)
1/1/2017 - 22:14
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Realtà n. 1

[1964]

Una canzone dei Bit-Nik che va oltre le solite dichiarazioni d'intenti dei vari "Manifesti beat", qui si parla proprio di una realtà sbagliata da cambiare (da correggere, dice più prudentemente il testo) con azioni concrete ("sperare senza lottare...").
Notevole anche dal punto di vista musicale, un brano ispirato alla prima psichedelia, molto ritmico e tutto basato sul supporto dell'organo elettronico Vox.
Alberto Truffi su Musica&memoria
Non si cambia
(continua)
inviata da Dq82 1/1/2017 - 19:17
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Capitan Harlock

Sigla originale by Ichiro Mizuki

Si noti come la sigla italiana sia da considerare un'opera originale completamente a sè stante, sia nel testo che nella musica


Versione originale con sottotitoli in inglese
宇宙の海は俺の海
(continua)
inviata da Dq82 1/1/2017 - 01:26
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Indian Givers

2016
Peace trail

Indian Givers, già lanciato da un videoclip minimale e sublime che unisce riprese televisive e immagini girate con il telefonino da un Neil in versione YouTuber, è la protesta contro un oleodotto costruito sulle terre dei Nativi
There's a battle raging on the sacred land
(continua)
inviata da Dq82 31/12/2016 - 13:18

Il lavoro cieco

2016
Il fiore inverso

È il brano più apertamente politico di questa raccolta, in cui i versi spietatamente dipingono lo scenario di una sconfitta ormai consumata, dalle cui ceneri però, inopinatamente, spunta ostinata la speranza concreta di una nuova utopia.
Lo spoken di Voce si fa quasi sussurrato, assume toni e intenzioni da melanconica fiaba, in aperto contrasto con la durezza dei contenuti, con la riproposta ossessiva dell’ormai datato slogan “lavorare meno, lavorare tutti”, che nel finale del refrain si trasforma nell’assai più radicale e disperato “vivere tutti, morire meno”, mentre la tromba di Fresu dialoga fittamente con lo struggente violoncello di Adele Pardi e Nemola struttura con la chitarra di Dario Comuzzi uno spazio sonoro sfumato e risonante di echi.
Il cuore è questo vuoto al centro del sentire
(continua)
inviata da Dq82 31/12/2016 - 11:32
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Il povero soldato

Chanson italienne – Il povero soldato – Gigliola Cinquetti – 1972
Texte et musique : Vassallo-Rubino


« Exécutions de guerre. Témoignages et épisodes de justice militaire du front italo-autrichien, 1915-1918 », par Massimiliano Magli, Nord Press Éditions

Lors de la première guerre mondiale des milliers de soldats italiens moururent pour la Patrie et des centaines d’autres soldats pour cette même Patrie eurent le « devoir » de mourir exécutés. Telle est la tragique constatation de cette étude qui reconstruit le destin de militaires envoyés à la mort parfois, car ils contrevenaient à une cruelle loi martiale ; le plus souvent car, même en respectant cette loi, ils représentaient une occasion idéale d’inspirer la terreur et réduire à une aveugle obéissance les troupes sur le front italien.
L’exécution était la peine la plus grave prescrite par les Codes Militaires Italiens (art. 8-29 Codes... (continua)
LE PAUVRE SOLDAT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 30/12/2016 - 20:55
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The Lee Shore

caro Enrico
pur apprezzando il lavoro che hai fatto vorrei dare il mio contributo alla comprensione del testo
sono d'accordo con Andrea
David per molto tempo visse su una barca a vela attirandosi le ire di molti fans che mal vedevano un attività così da "ricchi"
in realtà David viveva il mare....e tuffarsi per vedere i pesci sotto la sua barcaì, nel blu dell oceano era tutto ciò che amava fare
tutta la canzone è un inno a questa vita nomade in mare
e lo testimonia l'ultimo verso....
....the next quiet place
I furl my sails.................
Paolo
Paolo 30/12/2016 - 19:48
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Il mostro è uscito dal mare

1977
Ma non è una malattia
E i mercanti di pornografia
(continua)
inviata da dq82 30/12/2016 - 19:12
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Io so che un giorno



29 agosto 2004
Festa Nazionale dell'Unità di Genova
Concerto "Macchie di rosso"
Ivan Della Mea, accompagnato da Claudio Cormio, introduce il canto spiegandone la genesi.

Ivan Della Mea su "Il Manifesto"

Si chiamava Sandro Di Meo. Era un mio amico. Irpino, aveva partecipato all'occupazione delle terre della sua regione, lottato contro la polizia di Scelba, emigrato a Milano con valigia di cartone, allora usava: sto parlando, lo so, del triassico della prima repubblica ed è forse per questo che Sandro Di Meo sta come un mastodonte nella mia memoria. Comunista di tessera e anarchico di vita; ottimo scrittore e grande poeta; mezzo cecato e cionondimeno formidabile correttore di bozze e revisore.
Una faccia da gattone

In un primo tempo ci unì la comune conoscenza di Elio Vittorini. Poi, la nostra amicizia crebbe di suo, con la frequentazione quotidiana del bar Giamaica, un luogo allora,... (continua)
Giovanni Bartolomei da Prato 29/12/2016 - 22:43
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Neighborhood Bully

Scusate, non ho capito perchè sulla CCG/AWS debba starci una canzone, seppur di Dylan, che non è un inno all'ebraismo ma al sionismo e allo Stato d'Israele e più precisamente - come scriveva Flavio - all'episodio del bombardamento sul reattore nucleare di Osirak, venduto anni prima agli iraqeni ai francesi e da questi gestito.

Si potrebbe anche sostenere che gli israeliani abbiano fatto un'operazione preventiva salutare, dato il conflitto in corso tra Iraq e Iran, che chissà come avrebbe potuto evolvere se l'Iraq si fosse dotato di armi nucleari... Sì, ma da che pulpito! Devo forse ricordare la vicenda di Mordechai Vanunu, l'israeliano che nel 1986 rivelò che il suo paese fin dal secondo dopo guerra si era dotato segretamente di un arsenale nucleare impressionante, costituito da centinaia di testate nucleari?

Ripeto. Dylan sarà anche un genio e un premio Nobel, ma non è che qui possiamo... (continua)
Bernart Bartleby 29/12/2016 - 22:05
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La grève des mères

tratta dal libretto disco di Dominique Grange Des lendemains qui saignent
THE MOTHERS' STRIKE
(continua)
29/12/2016 - 21:16

One World, One Chance

Words: Cynthia Cockburn
Tune and arrangement: the South African song Mayenziwe ‘Ntando Yakho
RAISED VOICES
London Political Street Choir
2007
One World, One Chance
We stood, eyes closed, and visualized the world seen from outer space. The
(continua)
inviata da dq82 29/12/2016 - 19:29
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Bella Ciao

anonimo
English environment version by Raised voices
London, 18 October 2014: No More Austerity! Demand the Alternative
Oh we are singing for education
(continua)
inviata da dq82 29/12/2016 - 19:09

E' l'alba cupa del dieci aprile

Chanson italienne – E’ l’alba cupa del dieci aprile – anonyme – s.d.
Interprétation : Anton Virgilio Savona – s.d.
Texte : Savona A. Virgilio, Straniero Michele L., Canti della Resistenza italiana, Milano, Rizzoli, 1985

Sur l’air de « Monte Canino », elle raconte un épisode de la Résistance.

« Elle raconte un épisode de la Résistance… » me semble un peu trop expéditif, vu que le protagoniste de cette chanson – cité nom et prénom – a donné, comme tant d’autres, sa vie pour libérer l’Italie du nazifascisme…

Si par contre on veut activer un peu la Mémoire (qui ne fait jamais mal), on dira que Mario Allegretti était de Vignola, en province de Modène, où il était né en 1919. Il avait fait des études et passé la licence en Droit. Le 8 septembre 1943 le trouva à Parme, sous-officier dans les tankistes. Il décida immédiatement de combattre les Allemands et contribua à la constitution des groupes... (continua)
À L’AUBE SOMBRE DU DIX AVRIL
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/12/2016 - 16:56
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L'Homme de Cro-Magnon

Chanson apprise par mon grand frère en colo vers 1955; puis probablement chantée lors de ses camps scouts et routiers.
Grâce à lui elle était de tous les moments heureux de la famille,( au milieu d'autres chants ), encore il y a peu, tellement il y mettait de coeur à la chanter, demandée encore par les nièces et neveux déjà très grands qui approchent à leur tour la cinquantaine !!
Le grand frère parti saluer nos aïeux, une nièce me demande de l'apprendre pour les réunions suivantes. Etant choriste, çà devrait aller pour les retrouvailles de juin prochain .....

André, d'Epinal.
André Wanderer (nom de plume ) 29/12/2016 - 13:10
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Io non pago affito

[2016]
Parole e musica di Paul Yeboah, in arte Bello Figo (e molti altri AKA), rapper italiano di origine ghanese. In collaborazione con un suo amico, il rapper The GynoZz.
Testo trovato su Genius

L'annullamento dei concerti a Mantova e Brescia “sono due effetti diretti dell’enorme onda di popolarità che ha investito Bello Figo dopo la sua apparizione nella trasmissione condotta da Maurizio Belpietro Dalla vostra parte, su Rete 4, tempio televisivo del “gentismo” e della destra fascio-leghista.
Il suo scontro con Alessandra Mussolini è diventato un meme nel giro di poche ore, Bello Figo è uscito dalla sua nicchia trash sull’internet italiano e si è ritrovato ad essere una sorta di eroe, almeno per tutti coloro che hanno saputo apprezzare la sua magistrale opera di détournement — la sua presenza in tv è stata un capolavoro di situazionismo in prima serata.

Se però nell’ottica professionale... (continua)
Hey, hey
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/12/2016 - 10:56
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O Gorizia, tu sei maledetta

anonimo
dal libretto dell'album illustrato Des lendemains qui saignent (dove la interpreta in italiano)
OH GORIZIA
(continua)
28/12/2016 - 18:54
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Cercando un altro Egitto

The Gang
2017
Calibro 77

Dq82 28/12/2016 - 10:46
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Combattente

Forse il video che Fiorella Mannoia ha scelto per introdurre nei concerti questa canzone potrebbe portarla dagli extra ad una CCG a pieno titolo

dq82 27/12/2016 - 20:08
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Papá llegó borracho (Navidad)

[1988]
Scritta da Ciro Pertusi, fino al 2008 leader di questa band punk rock argentina.
Nel loro disco d’esordio, il “natalizio” “Dulce Navidad”, pubblicato nel 1989.

Arrivo tardi per gli auguri natalizi ma in tempo per quelli di un buon anno nuovo: ¡Que les vaya muy bien!
Felices Navidades
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/12/2016 - 15:52
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30.000 plegarias

[1996]
Nell'album intitolato “Justicia o resistencia”

Un buon testo che purtroppo è stato dotato di una musica insopportabile, almeno per il sottoscritto (che il metal et similia proprio non li regge). Veramente pesanti questi Malón, nati da una costola degli Hermética. E pesantissimo soprattutto il batterista Claudio Marcelo Zurita, meglio conosciuto come Claudio Strunz. Già, proprio così...
Años de luchar, de mucho sufrir
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/12/2016 - 12:26
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One of Us

vi siete dimenticati di citare il Liga di "Hai un momento Dio?" che ha la domanda del secolo per il Creatore cioè "Chi prende l'Inter"!
Lorenzo 26/12/2016 - 22:36
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Juicio y castigo

[2000]
Scritta da Alex de la Fuente, oggi l'unico membro rimasto della formazione originaria di questa band nu metal cilena fondata nel 1994.
Nell'album d'esordio intitolato “Pateando cráneos”

Con tutto che trovo gran parte della musica metal (e anche nu metal) insopportabile, propongo questo potente pezzo dei cileni 2x per la chiarezza del testo e la rabbia dell'esecuzione. Sì, a Pinochet questi qui lo odiavano proprio, avrebbero goduto a vederlo morto ammazzato. E tantissimi in Cile la pensavano come loro.

In corsivo le registrazioni di un paio di comunicati della Junta nell'immediatezza del golpe del 1973.
“Se advierte que a partir de este instante está absolutamente prohibido la presencia de grupos de personas reúnidas o transitando en las calles”
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/12/2016 - 22:34
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Die Ballade von dem Briefträger William L. Moore aus Baltimore, der im Jahre 63 allein in die Südstaaten wanderte. Er protestierte gegen die Verfolgung der Neger. Er wurde erschossen nach einer Woche. Drei Kugeln trafen seine Stirn.

Chanson allemande – Die Ballade von dem Briefträger William L. Moore aus Baltimore, der im Jahre 63 allein in die Südstaaten wanderte. Er protestierte gegen die Verfolgung der Neger. Er wurde erschossen nach einer Woche. Drei Kugeln trafen seine Stirn. – Wolf Biermann – 1965



Mon ami Lucien l’âne, commençons par le commencement : l’histoire que raconte la canzone de l’alors citoyen de la République Démocratique Allemande, vivant à Berlin (Est), Chausséestrasse 231, dénommé Wolf Biermann, ci-devant poète interdit d’exercice, est – la chose peut paraître curieuse à première vue – celle d’un facteur de Baltimore, ville située dans l’État du Maryland aux Zétazunis.

Il est, en effet, curieux, dit Lucien l’âne, qu’un poète allemand écrive une Ballade à propos d’un postier d’outre-Atlatntique.

C’est d’autant plus curieux, Lucien l’âne mon ami, que Wolf Biermann va insister lourdement en dotant... (continua)
LA BALLADE DU FACTEUR WILLIAM L. MOORE DE BALTIMORE, QUI EN 1963, S’EN ALLA SEUL DANS LES ÉTATS DU SUD. IL PROTESTAIT CONTRE LA PERSÉCUTION DES NOIRS. IL FUT TUÉ AU BOUT D’UNE SEMAINE. TROIS BALLES AVAIENT TROUÉ SON FRONT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 26/12/2016 - 20:20




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