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Prima del 2016-6-15

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L'Internationale

ITALIANO [10] / ITALIAN [10]

Tentativo di traduzione rammodernata e (come può) fedele all'originale di Pottier. Di Salvo Lo Galbo.

video
L’INTERNAZIONALE
(continua)
inviata da Salvo Lo Galbo 15/6/2016 - 21:53

Krieg

Version française – GUERRE – Marco Valdo M.I. – 2016
Chanson de langue allemande – Krieg – Josef Luitpold – 1926

Texte de Josef Luitpold (1886-1966), poète et pacifiste autrichien, lié au mouvement ouvrier. Exilé aux USA en 1934.
Musique de Béla Reinitz (1878-1943), compositeur hongrois.
Interprétée par Ernst Busch in « Es kommt der Tag ».
GUERRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 15/6/2016 - 20:56
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Sans haine, sans armes, et sans violence

[2015]

Album: Rallumeurs d'étoiles
Sans haine, sans arme, sans violence
(continua)
inviata da adriana 15/6/2016 - 13:47
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49.3 (Censure Populaire)

De et par :
KOTT Maolune / PAREDES Franck / MKZ THE TURFU / Syfrax TAOUFIQ / Amïs OLLIVIER / Margaux CHAILLOUS / LORI / Cécile CARISTAN /Aurélien CAROTENUTO-GAROT / François SCHMITT (Chanteurs d'Actu) / Jean Sitka (Loca Tangata)
49.3 un déni de démocratie
(continua)
inviata da adriana 15/6/2016 - 13:18
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An allem sind die Juden schuld

ON KAIKKI SYYTÄ JUUTALAISTEN
(continua)
inviata da Juha Rämö 15/6/2016 - 09:21
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Ce soir nous irons au bal

Hommage aux victimes du 13 novembre
Ils voudront nous diviser jusqu’au dernier
(continua)
inviata da adriana 15/6/2016 - 06:52
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Passer ma vie

[2012]

Album : Les Temps Modernes

« Toute mon vie » raconte l'histoire d'un ouvrier réunionnais ayant trimé toute sa vie et trouvant un beau matin son usine fermée. A travers cette histoire particulière, cette chanson est un hommage à la condition ouvrière.
Passer ma vie sur les routes, nomade, tel un vagabond.
(continua)
inviata da adriana 15/6/2016 - 06:37
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Citoyen Du Monde

[2011]

Album : Citoyen Du Monde
Je n'ai pas d'hymne guerrier pas de patrie pas de président
(continua)
inviata da adriana 15/6/2016 - 06:26
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On Lache Rien

[2011]

Album : Citoyen Du Monde
Du fond de ma cité HLM
(continua)
inviata da adriana 15/6/2016 - 06:13
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Freedom

(2016)

feat. Kendrik Lamar
Album: Lemonade
Campionamenti: Let Me Try (Kaleidoscope) e due registrazioni sul campo di Alan Lomax: Collection speech / Unidentified lining hymn e Stewball (1947/48)

"Freedom" è un inno afroamericano, dedicato alle donne nere. Nella canzone Beyoncé fa frequenti riferimenti alla schiavitù e al razzismo. La canzone sostiene il movimento "Black Lives Matter, nato in seguito ai vari assassini di cittadini afroamericani, tra cui Eric Garner a New York, Freddy Gray a Baltimora e Michael Brown nel Missouri.
[Verse 1: Beyoncé]
(continua)
14/6/2016 - 23:32
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None of Us Are Free

It was first recorded by Ray Charles on his 1993 album My World, but received relatively little attention at that time.
A version was also included by Lynyrd Skynyrd on their 1997 album Twenty.
14/6/2016 - 22:21
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Lettera del brigante Tiburzi dal Paradiso



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Mario Sorcinelli 14/6/2016 - 21:20
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Centro temporaneo permanente

Recorded by Sir Oliver Skardy
CENTRO TEMPORANEO PERMANENENTE
Music by Paolo BALDINI, SKARDY / Lyrics by SKARDY

Questa personale versione di Centro di gravità permanente, cover del famosissimo testo di Franco Battiato, dà a Sir Oliver Skardy la possibilità di esprimere la sua visione su un tema delicato come quello dell’immigrazione, reinterpretando il testo del brano con il suo linguaggio schietto e originale, che l’hanno reso noto al pubblico italiano.

No voio star su un Centro Temporaneo Permanente, par far da prigioniero parchè no go fatto niente: "Un giorno per caso - racconta Skardy - ho cominciato a cantare Centro di gravità permanente sopra una base musicale reggae; da qui, l'idea di esprimere la mia opinione sulla condizione umana a cui tutto il mondo sta assistendo da anni. Migliaia e migliaia di persone scappano da guerre provocate da politiche mirate all'economia finanziaria... (continua)
Go fatto fora le scarpe e so sbarcà da un gomon
(continua)
inviata da Luana Vacchi 14/6/2016 - 18:09
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Seifenlied

La Chanson du Savon – Marco Valdo M.I. – 2016
Seifenlied – Julian Arendt – 1928

Voici, mon cher Lucien l’âne, une chanson de cabaret qui ridiculise avec beaucoup d’ironie les sociaux-démocrates allemands, dont les candidats, pendant la campagne électorale de 1928, distribuaient aux meetings des savons estampillés « Votez SPD ».

Hola, dit Lucien l’âne, voilà bien une mauvaise idée. Il est vrai que la publicité et la propagande ne font généralement pas preuve d’énormément de subtilité. Mais quand même, c’est fort lourd un pareil symbole. De deux choses l’une en matière interprétation : soit le cadeau de savon pourrait laisser supposer que l’on considère que les électeurs à qui on les distribue sont des gens sales ; soit le SPD se prend lui-même pour une sorte de Monsieur Propre et a comme programme de tout nettoyer.
De mémoire d’âne, cette manie de la propreté est une des bases des partis... (continua)
LA CHANSON DU SAVON
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 14/6/2016 - 16:54
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Ο Φριτς, ο Μπρούνο κι ο Κωστής

O Frits, o Broúno ki o Kostís
[1972]
Στίχοι: Κώστας Βίρβος
Μουσική: Γρηγόρης Μπιθικώτσης
Πρώτη εκτέλεση: Γρηγόρης Μπιθικώτσης
'Αλμπουμ:
1. Ουράνιο τόξο [1972]
2. Μπιθικώτσης τραγουδά Κώστα Βίρβο [2000]

Testo di Kostas Virvos
Musica di Grigoris Bithikotsis
Primo interprete: Grigoris Bithikotsis
Album:
1. Ουράνιο τόξο ("Arcobaleno"), 1972
2. Μπιθικώτσης τραγουδά Κώστα Βίρβο ("Bithikotsis canta Kostas Virvos"), 2000


Ο Φριτς, ο Μπρούνο κι ο Κωστής
(continua)
inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" 13/6/2016 - 19:31
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Elle reste là

[1997]
Parole e musica di Aram Sédèfian (1944-), autore, compositore, interprete francese di origine armena, della regione di Erzurum, Anatolia orientale.
Nel disco intitolato “Ces moments là”
Testo trovato sul sito dell’autore

La famiglia di Aram Sédèfian era originaria di Erzurum (Karin, nella traslitterazione dall’armeno), una provincia dove tradizionalmente risiedeva una consistente comunità armena. Ma nel 1894–96 e poi nel 1915, nel periodo dei "Tre Pascià", il triumvirato retto Ismail Enver, Ahmed Djemal e Mehmed Talat Pasha, proprio Erzurum divenne uno dei luoghi dove gli armeni furono maggiormente perseguitati e massacrati dagli ottomani. E nel 1915 i “Giovani Turchi”, autori della rivoluzione nel 1908, erano già saldamente al potere, nucleo originario di quella che, dopo la Grande Guerra, sarebbe diventata la nuova Turchia kemalista.

Una donna sola e disarmata, nel giardino... (continua)
Elle reste là, à les attendre
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/6/2016 - 13:57
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Anatolienne

[1997]
Parole e musica di Aram Sédèfian (1944-), autore, compositore, interprete francese di origine armena, della regione di Erzurum, Anatolia orientale.
Nel disco intitolato “Ces moments là”
Testo trovato sul sito dell’autore

La famiglia di Aram Sédèfian era originaria di Erzurum (Karin, nella traslitterazione dall’armeno), una provincia dove tradizionalmente risiedeva una consistente comunità armena. Ma nel 1894–96 e poi nel 1915 proprio Erzurum divenne uno dei luoghi dove gli armeni furono maggiormente perseguitati e massacrati dagli ottomani, che nel 1915 erano già quei “Giovani Turchi” autori della rivoluzione nel 1908 e consolidatisi al potere come “İttihat ve Terakki Cemiyeti” (Comitato per l’Unione e il Progresso) a partire dal 1912-13, l’abbozzo di quella che, dopo la Grande Guerra, sarebbe diventata la nuova Turchia kemalista.
C'est une musique anatolienne
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/6/2016 - 11:36
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De l'autre côté de la mer

[2012]
Parole e musica di Aram Sédèfian (1944-), autore, compositore, interprete francese di origine armena, della regione di Erzurum, Anatolia orientale.
Nel disco intitolato “Instants Volés”, con Jean-Pierre Auffrédo
Testo trovato sul sito dell’autore

La famiglia di Aram Sédèfian era originaria di Erzurum (Karin, nella traslitterazione dall’armeno), una provincia dove tradizionalmente risiedeva una consistente comunità armena. Ma nel 1894–96 e poi nel 1915 proprio Erzurum divenne uno dei luoghi dove gli armeni furono maggiormente perseguitati e massacrati dagli ottomani, che nel 1915 erano già quei “Giovani Turchi” autori della rivoluzione nel 1908 e consolidatisi al potere come “İttihat ve Terakki Cemiyeti” (Comitato per l’Unione e il Progresso) a partire dal 1912-13, l’abbozzo di quella che, dopo la Grande Guerra, sarebbe diventata la nuova Turchia kemalista.
Je sais qu'il me faudra partir
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/6/2016 - 11:20
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Cinturini

Il canto delle operaie dello Jutificio Centurini, a Terni.
Semo de Cinturini
(continua)
inviata da adriana 13/6/2016 - 09:53

Krieg

SOTA
(continua)
inviata da Juha Rämö 13/6/2016 - 09:38
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L'estaca

Versione occitana dell'Anonima Coristi di Pinerolo

adriana 13/6/2016 - 09:00
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Bella ciao senza frontiere

testo Angela Batoni,
violino e chitarra Matteo Ceramelli,
fisarmonica Sabrina Barbucci,
contrabbasso Mirco Capecchi,
voce Angela Batoni

dall'album "Canto alle radici"


Rifacimento di Bella Ciao dedicato all'immigrazione attraverso il Mar Mediterraneo.
Questa mattina mi son svegliato
(continua)
inviata da Silva & Lorenzo 12/6/2016 - 21:57
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Du côté d'Erzeroum

[1997]
Parole e musica di Aram Sédèfian (1944-), autore, compositore, interprete francese di origine armena, della regione di Erzurum, Anatolia orientale.
Nel disco intitolato “Ces moments là”
Testo trovato sul sito dell’autore

La regione di Erzurum (Karin, in armeno traslitterato) fu epicentro sia dei massacri di armeni ed assiri di fine ottocento (1894-96), sia del genocidio armeno del 1915, entrambi ad opera dei vertici dell’impero ottomano. Quando i sovietici occuparono l’area nel 1916, dei 20.000 armeni che componevano la comunità di Erzurum non ne rimanevano che poche centinaia...
Deux vieux passeports
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/6/2016 - 21:56

Ostalghia, Осталгия

Antiwar Songs Blog
Da oramai parecchi anni, il carrarino Davide Giromini detto “Darmo”, con la sua Cooperfisa, le sue pettinature estreme, le sue varie formazioni e progetti, i suoi gatti neri e il suo celeberrimo disimpegno (termine non facilmente coglibile da chi non abbia mai avuto la ventura di mangiarsi una pasta al pomodoro in casa sua), porta […]
Antiwar Songs Staff 2016-06-12 11:19:00
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God Save The Queen

ANARCHY IN THE U.K.
Gaspard du Dimanche 12/6/2016 - 10:29
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Bella Ciao

anonimo
si può aggiungere questa "Bella ciao senza frontiere", con il testo di Angela Batoni.



Ho sentito ieri per la prima volta questa versione cantata dal coro "Novecento" di Fiesole, ieri sera al cinema teatro Buondelmonti di Impruneta.
Silva 12/6/2016 - 09:22
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A las mujeres

anonimo
Ieri sera all'Impruneta questa canzone è stata cantata dal coro "Novecento" di Fiesole. Secondo il direttore artistico Giacomo Gentiluomo, la canzone è dedicata a 13 ragazze uccise durante il regime di Franco (le 13 rose / Trece Rosas), ricordate in questo film
Silva 12/6/2016 - 09:09
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Innuendo

ALLUSION
(continua)
11/6/2016 - 23:26
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Il maschio di Volterra

anonimo
June 11, 2016
THE DONJON OF VOLTERRA
(continua)
11/6/2016 - 22:20
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Stucky

Giromini-Lega-Rovelli-Baldoni-Rosignoli

DALLO SPETTACOLO "Gli anni del controcanto. 1968-1978: dieci anni di canzoni di lotta e di realtà"

adriana 11/6/2016 - 17:45
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'A Flobert

Giromini -Lega -Rovelli -Baldoni Rosignoli

Dallo spettacolo "Gli anni del controcanto. 1968-1978: dieci anni di canzoni di lotta e di realtà"

adriana 11/6/2016 - 17:38
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A Fabrizio Ceruso

Comitato proletario Fabrizio Ceruso di Tivoli e Comitati autonomi operai di Roma
Il murales di Blu (Visibile qui in tutti i suoi particolari) a San Basilio dedicato a Fabrizio Ceruso

poi censurato

Da Gorgo
18 settembre 2014
BLU è tornato, è lo ha fatto scatenando un nuovo polverone, il grande artista italiano ha da poco terminato di dipingere questa grande parete, subito censurata, a San Basilio rievocando i fatti del 8 settembre 1974 e la morte di Fabrizio Ceruso.
Avevamo lasciato l’interprete Italiano in Cile alle prese con i problemi legati all’HidroAysén (Covered), ora l’artista toglie il velo su questa sua ultima creazione con la quale ancora una volta prende una posizione chiara, diretta e velenosa.
Per capire affondo le dinamiche di questa nuova pittura bisogno anzitutto rievocare gli accadimenti di qualche decennio fa, nel 1974 la polizia ed i carabinieri tentano di sgomberare alcune delle case occupata a San Basilio da circa 150 famiglie, tra queste e... (continua)
dq82 11/6/2016 - 16:19
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No Cops

1990
Isterico
Gendarmi,pulotti,caramba ti mettono in fuga
(continua)
inviata da dq82 11/6/2016 - 15:47
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Amenon zero

grande doc!
11/6/2016 - 14:05
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Heimatland

KOTIMAA
(continua)
inviata da Juha Rämö 11/6/2016 - 09:32
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No Government

(1981)

da "The Last Call", l'album di esordio della punk band londinese un'invettiva contro la regina e contro Maggie Thatcher
You're paying for your majesty
(continua)
10/6/2016 - 23:25
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Petit Simon

[1968]
Scritta da Alex Alstone, Hugues Aufray e le Vline & Buggy (pseudonimo delle sorelle Liliane ed Evelyne Koger)
Nell’abum intitolato “Hugues”

“Le stelle non sono sempre belle, non portano sempre felicità, quando le si porta appuntate sul cuore...”
Petit Simon
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/6/2016 - 22:58
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La sorcière et l'inquisiteur

Grazie!!!!
adriana 10/6/2016 - 18:32
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Tutt'eguale song 'e criature

Un manifesto esistenziale, grande Enzo
Letizia 10/6/2016 - 14:56
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

FRANCESE / FRENCH [3] - Marco Valdo M.I.

Version française – LILI MARLÈNE (Chanson d’un jeune planton) – Marco Valdo M.I. – 2016
Chanson allemande – Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens] – Hans Leip – 1915


Dialogue maïeutique

Lili Marlène, mais Marco Valdo M.I., je la connais cette chanson. C’est une chanson du temps de la guerre. Je l’ai entendue fort souvent depuis ce temps-là. Mais justement, ce temps-là, pour moi, c’était la Deuxième Guerre mondiale ; alors, explique-moi, ce qu’elle fait ici en plein milieu de la Première Guerre mondiale.

Ah, Lucien l’âne mon ami, c’est encore une histoire assez étrange et d’une certaine manière paradoxale. Une chanson d’amour, somme toute assez banale, qui raconte une histoire ordinaire, arrivée à des milliers de jeunes soldats et qui devient une sorte de tube parmi les belligérants de tous les camps. Un autre aspect paradoxal est celui... (continua)
LILI MARLÈNE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 10/6/2016 - 13:03
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El sacrificio de Tupac Amaru

Alejandro Romualdo legge la sua famosa poesia dedicata alla morte di Tupac Amaru



CANTO CORAL A TÚPAC AMARU, QUE ES LA LIBERTAD

"Yo ya no tengo paciencia para aguantar todo esto"

Micaela Bastidas

Lo harán volar
con dinamita. En masa,
lo cargarán, lo arrastrarán. A golpes
le llenarán de pólvora la boca
Lo volarán:
¡y no podrán matarlo!

Lo pondrán de cabeza. Arrancarán
sus deseos, sus dientes y sus gritos,
Lo patearán a toda furia. Luego
lo sangrarán
¡y no podrán matarlo!

Coronarán con sangre su cabeza;
sus pómulos, con golpes. Y con clavos
sus costillas. Le harán morder el polvo
Lo golpearán:
¡y no podrán matarlo!

Le sacarán los sueños y los ojos
Querrán descuartizarlo grito a grito.
Lo escupirán. Y a golpes de matanza
lo clavarán:
¡y no podrán matarlo!

Lo podrán en el centro de la plaza,
boca arriba, mirando al infinito.
Le... (continua)
Maria Cristina Costantini 9/6/2016 - 18:44
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Piazza Barberina

anonimo
Mio padre la canta diversa, più breve e
"Si sei un delegato, nun me ne frega gnente,
tu guarda quanta gente, hai fatto ritunà"
(radunare)
Francesco 9/6/2016 - 18:35
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La ciudad de los muertos

LA CITTÀ DEI MORTI
(continua)
inviata da mcc 9/6/2016 - 18:23
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A Thousand Letters

TUHAT KIRJETTÄ
(continua)
inviata da Juha Rämö 9/6/2016 - 12:06
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Wardogs

SODAN KOIRAT
(continua)
inviata da Juha Rämö 9/6/2016 - 12:03

Ein Taschenkrebs und ein Känguruh

Chanson allemande - Ein Taschenkrebs und ein Känguruh - Joachim Ringelnatz (Hans Gustav Bötticher) – 1912

Texte : Joachim Ringelnatz, in “Die Schnupftabaksdose. Stumpfsinn in Versen und Bildern” – 1912.
Joachim Ringelnatz, 1883-1934, de son vrai nom Hans Gustav Bötticher, est un écrivain, un artiste de music-hall et un peintre allemand qui dut sa notoriété principalement à ses poèmes humoristiques autour du personnage de Kuttel Daddeldu.


Dialogue maïeutique

Cette fois, Lucien l’âne mon ami, bien qu’il s’agisse d’une histoire de 1912, elle a tout l’air d’être d’aujourd’hui.

Autant dire, Marco Valdo M.I. mon ami, qu’en plus de cent ans, on n’a pas beaucoup progressé.

Exactement ! C’est ce je pense aussi, quoique, Lucien l’âne mon ami, il nous faudra nuancer le propos et comme il apparaîtra, ce n’est pas ici une affirmation chèvrechoutiste. Donc, la chanson raconte l’histoire d’une rencontre,... (continua)
LE CRABE ET LE KANGOUROU
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 8/6/2016 - 14:37

Gee, Ma, I Want To Go Home

anonimo
ÄITI HEI, MÄ HALUUN TULLA KOTIIN
(continua)
inviata da Juha Rämö 8/6/2016 - 10:06




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