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Prima del 2016-10-19

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Saigon Bar-Girl

(1967)
Parole e musica di Gail Dorsey & Emily Gould
Pubblicata su Broadside #87

Una ragazza vietnamita costretta a servire al bar i soldati USA e forse anche a prostituirsi.
I'm a Saigon Bar-Girl
(continua)
19/10/2016 - 23:37

Tamburino del reggimento

Una bellissima canzone, sostanzialmente atemporale. La presenza di una vivandiera fa pensare alle guerre dell'800 (già nella prima guerra mondiale non esistevano più le vivandiere, se non nell'esercito francese).
Emanuele 19/10/2016 - 21:53

Della moderna scuola il prence

La canzone fu scritta da Sacrovir Carlo Gagne intorno al 1919, dieci anni dopo l'assassinio di Francisco Ferrer.
L'autore prese in prestito la melodia di un inno composto in memoria di un generale, tal Arimondi, un colonialista massacratore che nel 1896 era finito massacrato a sua volta nel corso della battaglia di Adua. Al generale Arimondi fu assegnata la medaglia d'oro al valor militare alla memoria, ma la pesante sconfitta ad Adua fu anche causa sua, che era un arrogante ed insubordinato e per via della rivalità col suo comandante Baratieri (più posato, esperto e prudente) mise a repentaglio l'intera strategia della battaglia.

Informazioni da "Le ciminiere non fanno più fumo" citato in premessa e da it.wikipedia (dove purtroppo la descrizione della battaglia di Adua sembra scritta con la retorica patriottarda dell'epoca, o di epoca fascista: "I soldati di Arimondi, arroccati sul Monte... (continua)
Bernart Bartleby 19/10/2016 - 16:00
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It Ain't Me Babe

BAMBINA NON SONO IO
(continua)
inviata da Dq82 19/10/2016 - 15:49
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Masters Of War

POLACCO / POLISH [2]- Martyna Jakubowicz - Michał Kłobukowski

Versione polacca dall'album Tylko Dylan (2005)
Specjaliści od wojny
(continua)
inviata da Dq82 19/10/2016 - 13:19

Senti madre il lamento di un figlio

anonimo
[1911]
Un breve canto riferito nel 1960 dall’informatore Piero Dosio, torinese, classe 1893, e contenuto in “Le ciminiere non fanno più fumo - Canti e memorie degli operai torinesi”, a cura di Emilio Jona, Sergio Liberovici, Franco Castelli, Alberto Lovatto, Donzelli 2008.

Il canto si riferisce ad una delle tante misere avventure dell’Italia colonialista, quella del 1911, quando il governo Giolitti diede il via all’aggressione della Libia. Quell’ennesima “passeggiata militare” si concluse più di 30 anni dopo e nel totale fracasso. Si pensi che solo in quell’anno di guerra, tra il 1911 ed il 1912, le truppe d’invasione (che giunsero a controllare una porzione esigua di territorio, perennemente imboscate dalla guerriglia) persero oltre 4.000 uomini, mentre 5.000 restarono feriti e/o mutilati.

Il modulo testuale e melodico di questo brano è lo stesso di Addio padre e madre addio, un canto... (continua)
Senti madre il lamento di un figlio
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/10/2016 - 13:11
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Blowin' in the Wind

CROATO / CROAT [Lada Bučić / Matt Collins i ansambl Crveni Koralji]



Matt Collins and Crveni Koralji
Koliko Dugo (Blowing in the Wind)
Peggy Sue
Jugoton 1964
KOLIKO DUGO
(continua)
inviata da Dq82 19/10/2016 - 11:29
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Blowin' in the Wind

SVEDESE / SWEDISH [2 - Tore Lagergren - Sven-Ingvars]



Se il premio Nobel per la letteratura è stato attribuito a Bob Dylan dall'Accademia Svedese, potrà forse essere considerato come una specie di presagio il fatto che quella che, con tutta probabilità, sembra essere la prima versione di Blowin' in the Wind in un'altra lingua, è proprio in svedese. La canzone originale è datata 16 aprile 1962; nel 1963, il gruppo degli Sven-Ingvars ne aveva già pronta la cover nella lingua di Bellman e Runeberg (la traduzione del testo era di Tore Lagergren). Gli Sven-Ingvars sono ancora in attività, e sono forse la band più longeva dell'intera scena musicale svedese: si sono costituiti nel 1956 (sessant'anni fa!) e continuano a esibirsi da arzilli vecchietti. Si chiamano così in quanto i membri originali erano due Sven (Sven Svärd e Sven-Erik Magnusson) e un Ingvar (Ingvar Karlsson). Tore Lagergren (1907-1995)... (continua)
OCH VINDEN GER SVAR
(continua)
inviata da Dq82 19/10/2016 - 11:22
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Blowin' in the Wind

PORTOGHESE / PORTUGUESE [2 - Zé Ramalho]



Versione portoghese (brasiliana) di Zé Ramalho
(Brazilian) Portuguese version by Zé Ramalho
Traduzida ao português brasileiro pelo Zé Ramalho


Del 2008. Inserita nell'album cover Zé Ramalho canta Bob Dylan - Tá tudo mudando.
Included in the cover album Zé Ramalho canta Bob Dylan - Tá tudo mudando

O VENTO VAI RESPONDER
(continua)
inviata da Dq82 19/10/2016 - 11:12
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Hijos del pueblo

La versione torinese nella lezione dell’informatore Gaetano Dassetto, classe 1906, torinese di Borgo San Paolo, falegname ed operaio, socialista, antifascista, partigiano nelle SAP (Squadre di Azione Patriottica) con il nome di battaglia di “Germinale”, delegato sindacale nella FIOM CGIL.
Da “Le ciminiere non fanno più fumo - Canti e memorie degli operai torinesi”, a cura di Emilio Jona, Sergio Liberovici, Franco Castelli, Alberto Lovatto, Donzelli 2008.

Dassetto così commentava l’esecuzione del canto:

“Viena dalla Spagna. L’ho imparata nel nostro Circolo, a Borgo San paolo, nel ’20. Era una canzone rivoluzionaria spagnola, la sapevo tutta. E quando la cantavamo in giro, se la sentiva la polizia, suonava subito, eh, e ci saltavano subito addosso.
Mi ricordo una volta, eravamo lì dove adesso è via Di Nanni, era di sera, eravamo ‘na bèla partìa (una bella compagnia), ragazzi e ragazze,... (continua)
Bernart Bartleby 19/10/2016 - 09:17
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Me ritourn

[Torino, 25 dicembre 1846]
Parole e musica di Angelo Brofferio
Nella raccolta “Nuove canzoni piemontesi”, pubblicata per la prima volta nel 1855 e poi in molte edizioni successive.
Interpretata da Gipo Farassino nell’album “Guarda che bianca lun-a. Gipo Canta Brofferio” pubblicato nel 1974.

Angelo Brofferio (1802-1866), originario di Asti, è stato poeta ed esponente politico della sinistra nel Parlamento subalpino. Fu anticonformista, antimonarchico e anticlericale e, fra i vari anti-, si oppose pure al coinvolgimento nelle guerra di Crimea.
Nel 1831 Brofferio fu arrestato e incarcerato per via della sua adesione alla carboneria e alla società segreta massonica dei Franchi Muratori. Quindici anni dopo venne nuovamente imprigionato per “sospetta cospirazione”. Erano gli anni in cui cominciava a sbocciare la Primavera dei Popoli, esplosa poi con fragore nel 1848.
Bondì, care muraje,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/10/2016 - 08:40
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Arrantzale maitagarri

La versione in euskara e corsu di L'Arcusgi

[1987]
J. Dassance - E. Labeguerie - L.Franceschi
Album: L'Arcusgi di Pasquale

L'Arcusgi

Jean-Pierre Bonci
Jean-Christophe Bastiani
Louis Franceschi
Pierre Bracci
Anthony Battesti
Nicolas Giustiniani
Guillaume Savelli
Jean-Marc Camurati
Laurent Ducatillon
Mathieu Camurati
Jean-Paul Peretti
"Pilou" Barque


U PISCADORE (ARRANTZALE MAÏTAGARRI)
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 19/10/2016 - 02:16
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Il general Cadorna

anonimo
Mia nonna (1923) cantava così il refrain :bim bim bom questa guerra che vo mo? Cioè questa guerra che vuole ora?dialetto di Sant'Elia a pianisi Campobasso
Antonella Angiolillo 18/10/2016 - 22:59
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Canzone d'Albania

Scopro leggendo l'imponente volume di Jona, Liberovici, Castelli, Lovatto intitolato "Le ciminiere non fanno più fumo. Canti e memorie degli operai torinesi" (Donzelli 2008) che c'è ancora parecchio da dire su questa canzone...

Raffaele Offidani / Spartacus Picenus ne scrisse due versioni. La prima – quella accolta su questa pagina - risale al 1920 quando, dopo la sanguinosa campagna d'Albania nel corso della Grande Guerra, il Regno d'Italia cercò di instaurare nel paese un protettorato, contro il principio dell'autodeterminazione dei popoli sancito dagli accordi di Londra, sottoscritti dall'Italia. Quando si seppe di un accordo segreto tra Italia e Grecia per sostenere i reciproci appettiti territoriali, a Valona scoppiò una violenta insurrezione anti-italiana. Il governo Giolitti decise di mandare altri contingenti militari per sedare la ribellione ma la gente, stanca di guerra, iniziò... (continua)
Bernart Bartleby 18/10/2016 - 22:33
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We Gotta Get Out of This Place

L'Inno Nazionale dei soldati in Vietnam

"We Gotta Get Out of this Place" era la nostra "We Shall Overcome" racconta Bobbie Keith, che ha prestato servizio in Vietnam come DJ militare dal 1967 al 1969. "Ascoltavamo e ballavamo la canzone in uno stato di consapevolezza che molti di noi non sarebbero tornati a casa. E' diventata l'inno nazionale dei veterani".

Spesso i soldati cambiavano le parole della canzone degli Animals, per esempio cantando "There's a better place in the USA".

In qualche modo "We Gotta Get Out of this Place" era un inno abbastanza improbabile. Né gli autori né gli interpreti avevano pensato al Vietnam o alla guerra quando l'avevano scritta e interpretata. Cynthia Weill, che scrisse le parole per la musica del marito Barry Mann, ricorda che la canzone era stata originariamente scritta per i Righteous Brothers, il duo soul famoso per "Unchained Melody".

"Anche se... (continua)
18/10/2016 - 21:30
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Volunteers

VULLNETARËT
(continua)
inviata da Armand Xhuli 18/10/2016 - 11:28
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Knockin' On Heaven's Door

NË DERËN E PARAJSËS PO TROKAS
(continua)
inviata da Armand Xhuli 18/10/2016 - 11:14
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Trio Lescano: Pippo non lo sa

[1939]
Parole di Mario Panzeri (1911-1991), milanese, grande paroliere e compositore, e Nino Rastelli (1913-1962), anche lui paroliere.
Musica di Gorni Kramer (1913-1995), indimenticato direttore d'orchestra, compositore, fisarmonicista, contrabbassista, produttore discografico, arrangiatore ed autore televisivo. Non era straniero, ma lombardo, di Rivarolo Mantovano: Gorni era il cognome e Francesco Kramer il nome, in omaggio ad un campione americano di ciclismo dell'epoca.
Interpretata dal Trio Lescano con Silvana Fioresi

Ancora una “canzone della fronda”, anche questa popolarissima.
Se Maramao, perché sei morto? pareva dileggiare il gerarca Costanzo Ciano appena schiattato, e Crapa pelada pareva prendersi gioco niente popò di meno che del DVCE, con “Pippo non lo sa” la canzonatura prendeva di mira l’impettito gerarcone Achille Starace, che aveva l’abitudine di fare grande uso di divise gallonate ed orpellate con cui si pavoneggiava.
Ma Pippo, Pippo non lo sa
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/10/2016 - 09:18
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Il canto delle tessitrici

Riprendo il commento che segue (sintetizzandolo) da “Le ciminiere non fanno più fumo - Canti e memorie degli operai torinesi”, a cura di Jona, Liberovici, Castelli e Lovatto, Donzelli 2008:

In realtà l’attribuzione di questo canto – riferito a Jona e Liberovici dall’informatrice torinese Anna Bertolina – è incerta. Il nome del Majocchi compare nel “Canzoniere sociale illustrato” curato da Arturo Frizzi (la cui prima edizione dovrebbe risalire al 1907). Ma su di un foglio volante stampato a Torino viene invece riportato il nome di Aroldo Norlenghi, figura di spicco del socialismo torinese. Anna Bertolina dichiara che il canto risale agli scioperi dei tessili ai primi del 900, per l’ottenimento delle 10 ore lavorative (pensa un po’!) e quindi l’attribuzione al Norlenghi acquista credito perché lui fu impegnato direttamente in quella vertenza.

La melodia del canto, come riferita dalla Bertolina,... (continua)
Bernart Bartleby 18/10/2016 - 08:44

Preti e borghesi guarda a voi

anonimo
[anni 20?]
Canzone di autore anonimo riferita nel 1959 a Emilio Jona e Sergio Liberovici dal torinese Felice Carando, classe 1902, antifascista, militante del circolo socialista Oltre Po e Ardito del Popolo contro i fascisti nei primi anni 20.
Cantata in parte sull’aria di “Funiculì funiculà”.
In “Le ciminiere non fanno più fumo - Canti e memorie degli operai torinesi”, a cura di Jona, Liberovici, Castelli e Lovatto, Donzelli 2008.

Non proprio una Canzone contro la Guerra, ma contro il capitalismo e i suoi sgherri.
Preti e borghesi guarda a voi
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/10/2016 - 08:16
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Inghjustizia

English adaptation by Riccardo Venturi
October 17, 2016 23:21

INJUSTICE
(continua)
17/10/2016 - 23:23

Tramonto a Paperopoli

[2016]
Testo dell'Anonimo Toscano del XXI secolo
Musica dei bambini del Quartiere Agonia

Scrive il misterioso Anonimo Toscano del XXI secolo: “Tramonto a Paperopoli promana, in linea di massima, da un lontano ricordo dell'infanzia e da un incubo ad occhi aperti terribilmente realista. Il lontano ricordo dell'infanzia è quello di una delle più celebri storie di Paperino, se non addirittura la più celebre in assoluto: Zio Paperone e il ventino fatale, del 1952 (fu pubblicata, in Italia, nel n° 37 di “Topolino”). Sarei ancora capace, a distanza di quarantacinque e rotti anni da quando per la prima volta la lessi, di recitare a memoria intere vignette, che ho tuttora negli occhi. Da quella storia prende l'avvio l'incubo ad occhi aperti, che ne è come una continuazione realista e visionaria al tempo stesso. Se nella storia originale l'avidità di zio Paperone viene punita con lo sprofondo di... (continua)
Indugia un po' sull'orizzonte, e l'orizzonte è rosa,
(continua)
17/10/2016 - 21:44
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Popolo che da sempre

Chanson italienne — Popolo che da sempre – Dario Fo – 1971



Ah, Lucien l’âne mon ami, un comédien qu’on aime bien vient de mourir. Bien évidemment, comme il est aussi l’auteur de cette chanson, dont je présente une version française, tu sais déjà qu’il s’agit de Dario Fo. Boris Vian disait lui-même : « un mort, c’est complet. On n’est pas complet tant qu’on est pas mort. » Il est mort, le voilà donc complet ; elle termine la vie ; la chose est banale et n’a rien de tragique.

En effet, dit Lucien l’âne d’un air narquois et aux pieds noirs, ce sont des choses qui arrivent dans la vie. Cependant, je le dis tout net à ceux que ça inquiète, qu’ils se rassurent, ça n’arrive qu’une seule fois. Une seule fois, sauf dans de rarissimes cas et encore. On laissera de côté les erreurs de diagnostic où des gens apparemment morts ont soudain réémergé de cette sorte de coma. On laissera pareillement de... (continua)
PEUPLE QUI DE TOUJOURS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/10/2016 - 23:17
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Che cosa conta

2016
I Dinosauri

Album in uscita il 28 ottobre.
Delilah Delilah
(continua)
inviata da dq82 16/10/2016 - 17:53

Io come te

2015
Lascia il segno

Io come te è cantata da Massimo Vecchi, contro le violenze e l’avidità
E se a guidare la mia mano non fosse più l'amore
(continua)
inviata da dq82 16/10/2016 - 17:31
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Tutti quanti a credere

2015
Lascia il segno

Tutti quanti a credere: Massimo Vecchi invita a diffidare da coloro che vogliono avere ragione e di “non essere ostaggio di una vita senza dignità”. E di non credere a tutto quello che ti viene raccontato
Quel giorno aveva la sua voce un po’ insicura
(continua)
inviata da dq82 16/10/2016 - 17:29
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Soldatini della NATO

2016
Sberleffo cantato per i coglioni che mandano i soldati contro la Russia, emuli di Napoleone il Grande ed Hitler l'imbianchino. Bebé Renzi in testa. Parole di Pardo Fornaciari su testo musicale di Mendes e Lucchini
In Lettonia Chiuso al su' gabinetto
(continua)
inviata da dq82 16/10/2016 - 17:09




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