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Prima del 2015-9-14

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Scuola

[1977]
Album: "Diesel"
Ci dicevano, insistevano, di studiare
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 14/9/2015 - 20:20
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Supper's Ready

Questa è una canzone immortale e unica, come dimostrano questi commenti di anni ed anni...Avevo 3 anni quando questo capolavoro è stato pubblicato e mai mi stancherò di ascoltarlo e cantarlo. Grazie per la traduzione e la passione!
Luca 14/9/2015 - 19:11
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Zen Circus: Canzone di Natale

Ho cercato su questo sito se ci fosse o meno un percorso sulla tossicodipendenza, non mi pare di averlo trovato. In ogni caso, ho pensato a questa canzone degli Zen Circus, che non so neanche se abbia o meno il diritto di stare qui. Però penso che, al di là delle note apparentemente scanzonate, si nasconda un problema assai noto: una guerra contro il vuoto che sentiamo tutti noi dentro, contro i problemi che ci affliggono, contro le disgrazie che ci accadono intorno, e chi queste mestizie le combatte arrendendosi in partenza, perdendo la propria guerra, cedendo a delle sostanze stupefacenti.
Eccoli qua, sono già arrivati i parenti affamati.
(continua)
inviata da Luca 'The River' 14/9/2015 - 16:59
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Gente di merda

[2009]
Prima come singolo nella compilation “Il paese è reale”, progetto ideato dagli Afterhours, poi nell’album degli Zen Circus significativamente intitolato “Andate tutti affanculo”, sempre del 2009.

Propongo il brano nel percorso “Guerra alla Terra”, visto che ci sono già sulle CCG/AWS alcuni brani che invocano l’estinzione del genere umano – di cui sono personalmente un sostenitore – come unica (seppur da taluni ritenuta un po’ troppo radicale) soluzione a tutti i problemi che affliggono il pianeta. E sarebbe anche bene che la cosa avvenisse prima che qualche scienziato ci metta in condizione di andare a far danni altrove…
Un mucchio di persone non hanno mai ragione,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/9/2015 - 16:26
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Postumia

[2014]
Nell’album intitolato “Canzoni contro la natura”


In Un giorno dopo l’altro, Tenco cantava che la speranza è ormai un’abitudine. Il brano Postumia, da questo punto di vista, non lascia scampo.

«Lo scrissi ricordandomi di una notte a Salerno, in piazza, in cui incontrammo dei ragazzi che non potettero assistere a un nostro concerto perché erano usciti dal lavoro in un bar molto tardi. Stavano letteralmente consumando il sabato sera ed erano anche un po’ alticci. Una scena questa che vedo dovunque, anche a Livorno, dove vivo. I ragazzi hanno perso la speranza, sentono di non averne più «Il futuro me lo bevo per non pensarci», canto nel brano. Tutti vivono questa perdita come dramma, ma io che non credo nella speranza ho un’altra idea: se non ti dai da fare le cose rimarranno esattamente così. Nel brano si vive anche uno scontro generazionale tra chi, gli anziani, ha vissuto la vera... (continua)
Due e ventisei del mattino metà febbraio
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/9/2015 - 12:46
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Canzone contro la natura

[2014]
Nell’album intitolato “Canzoni contro la natura”


«[il titolo del disco] è ispirato alle parole che Ungaretti rilasciò in una famosa intervista con Pasolini. Nello spirito lo abbiamo scelto perché rappresentava al meglio quello che volevamo comunicare con questo disco. Si parla di contrapposizione tra uomo e natura. Siamo gli unici esseri in questo pianeta che hanno coscienza di sé (a quanto pare). E siamo anche gli unici che riescono a remare contro la natura e odiare la loro stessa specie (nessun altro animale lo fa). Siamo partiti da questo percorso filosofico per realizzare dieci brani che alla fine parlano anche tanto di Italia. Molto spesso siamo stati tacciati di essere catastrofisti. Ci sono alcune band che con le loro canzoni danno spiragli di luce. Noi pensiamo, con Mario Monicelli, che la speranza sia una trappola. Ecco perché non indichiamo soluzioni né siamo consolatori. ».

Intervista a XL Repubblica.
Se questa notte fosse tutto ciò che ti rimane
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/9/2015 - 12:41
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Albero di tiglio

[2014]
Nell’album intitolato “Canzoni contro la natura”

Ci sono delle canzoni in tema (la title track) e soprattutto l’Albero di tiglio, una ballata di cui andiamo molto fieri perché è molto diversa dalle cose che abbiamo fatto finora: è la rappresentazione dell’idea di un dio che si manifesta sotto forma di albero anziché di uomo. Come Zen Circus abbiamo volontariamente bistrattato l’idea di Dio. Io penso di pregare molto più di tanta gente che invece dice di farlo davvero. Lo penso perché credo che la musica sia una preghiera

Intervista a XL Repubblica.
Cani rabbiosi, qualche ratto qua e là
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/9/2015 - 12:38
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The Riverbed

Dall'album "Industrial silence" Deluxe edition 2010.
Testo trovato su rockol.it rockol
Moon,
(continua)
inviata da Maria Cristina Costantini 14/9/2015 - 12:07
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L’anarchico e il generale

[2014]
Nell’album intitolato “Canzoni contro la natura”
Nella musica un po' omaggio un po' citazione del Pescatore di De André
Avvolte in carta di giornale
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/9/2015 - 11:49
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Le Rosier

2015
Têtu

Le rosier è una bella canzone d’amore scritta dal compositore Mario Breault, la storia è quelle di un militare pronto alla diserzione piuttosto che rinunciare a rivedere il suo amore
On vous aurait vue étreindre la main d’un prétendant 
(continua)
inviata da Donquijote82 14/9/2015 - 11:39

La processione della Madonna dei Porci (15 agosto)

[1992]
In “Demo Nero”, poi nell’album d’esordio “Stanze” dell’anno seguente.
E’ una tradizione nell’hotel dove lavoro
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/9/2015 - 10:46
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La vaccata

Chanson italienne – La vaccata – Ivan Della Mea – 2000

Langue: italien
[2000]
Texte : Ivan Della Mea
Musique : Paolo Ciarchi
Interprétation et guitare : Paolo Ciarchi
Album: La Cantagranda


Une vache demande l'asile politique et l'hospitalité à ses camarades ânes
de Rosa Luxembourg

Salut camarades. Je suis Rosa. Rosa Luxembourg. Longtemps j'ai été la vache d'Ivan Della Mea qui, par bonté, me gardait dans sa maison, à Milan, rue Montemartini, de Sudadio Giudabestia. Comme on voit, il écrivit aussi une chansonnette sur moi ; ô Dieu, une vraie vacherie – comme le dit du reste le titre – qu'il eut la bonne idée, dans l'album de la Cantagranda, de faire jouer et chanter par ce fou furieux de Paolo Ciarchi ; dans la chanson, d'autre part, il préfigurait mon abattage.

Le problème est que, le pauvre Ivan s'en est allé d'abord ; et je me suis retrouvée seule et sans but. Et où le trouverai-je... (continua)
LA VACHERIE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 13/9/2015 - 21:41
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Il primo giorno di scuola

[2015]
Singolo
Testo e musica di Belisari, Civaschi, Fasani

We don't need no education!
Uè mamma oggi è il primo giorno di scuola
(continua)
inviata da adriana 13/9/2015 - 20:11
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Τα τραγούδια του αγώνα

Curioso, sulla copertina, il circonflesso sull'articolo ma solo l'acuto su agOna.
Vasiloukos 13/9/2015 - 19:07

Déclaration universelle des droits de l'âne

Una proposta della melodia ...
Non è proprio la versione migliore, ma ho scoperto stasera che sabato sera verso le 19.00 è molto difficile registrare quasiasi cosa sul YT, e cantare per la decima volta un pezzo grezzo stuffa assai :)
Diletanti specialmente
Vi voglio un sacco bene
Ciao
Pa
Krzyś

Krzysiek Wrona 12/9/2015 - 22:23
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Le Mantellate

gli autori non sono stati 3 milanesi. non so gli altri due, ma Giorgio Strehler era triestino
rebetiko 12/9/2015 - 20:32
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Contro

tantissimi "CONTRO",per un solo "a favore",LIBERTA'!Nomadi si nasce...
davide 12/9/2015 - 13:38
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Lamkin

anonimo
Questa versione è quella interpretata dagli "Steeleye Span" nel disco "Commoners Crown" nel 1975 con la voce di Maddy Prior.
Flavio Poltronieri 12/9/2015 - 13:09
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Such a Parcel of Rogues in a Nation

Robert Burns non ha mai rivendicato la paternità di questa canzone, troppo preoccupato a non esporsi pubblicamente nel suo ruolo di pubblico ufficiale (esattore delle tasse dal 1789). Tuttavia non poteva restare indifferente all’evento del secolo ossia al Trattato di Unione del 1707 che aboliva il parlamento di Scozia e Inghilterra per creare un unico Parlamento del Regno Unito. Unione osteggiata da una grande parte della popolazione scozzese che temeva di perdere la propria libertà.
tratto da Terre celtiche
Addio a tutta la nostra fama scozzese
(continua)
inviata da Cattia Salto 12/9/2015 - 00:05
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A Man's a Man for a' that

L’analisi del testo si presta a molteplici letture ideologiche, per cui alcuni vogliono vedere in Burns un rivoluzionario, un precursore del socialismo.
A mio avviso la lettura più coerente è quella che inquadra Burns come fratello massone e uomo del suo tempo; nella prima strofa Burns afferma che la ricchezza e la classe sociale non devono essere il metro con cui misurare il valore di un uomo, bensì il suo carattere. Il concetto si sviluppa nella seconda strofa: l’aspetto esteriore è solo apparenza e l’onestà vale più dei vestiti eleganti. E prosegue: il giovanotto elegante con il titolo di Lord (l’aristocratico) che si pavoneggia e riceve gli elogi è solo un idiota, mentre l’uomo “comune”, che impara a ragionare, non si lascia irretire (dalla ricchezza, dai privilegi, dalle consuetudini, dalle opinioni “comuni”. Infine nella quarta strofa si ribadisce che l’onestà (integrità) di un uomo... (continua)
TUTTO E' PER QUESTO E PER QUELLO
(continua)
inviata da Cattia Salto 11/9/2015 - 23:49
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September 11, 2001

[11 settembre 2001]
Parole di Jason Molina (1973-2013), musicista e cantautore dell’Ohio, fondatore di formazioni come Songs: Ohia e Magnolia Electric Co.
Musica di Jason Molina, Will Oldham ed Alasdair Roberts

La canzone è rimasta inedita fino a pochi mesi fa.
Nel frattempo il suo autore è morto, il 16 marzo 2013, a soli 39 anni, stroncato dalla sua dipendenza dall’alcol.

Nel settembre del 2001 i musicisti Jason Molina, Will Oldham ed Alasdair Roberts avevano deciso di trovarsi per iniziare una collaborazione artistica. Si erano incontrati nella fattoria di Paul, fratello di Will Oldham, in una zona rurale del Kentucky.
L’11 Settembre li colse lì, e questa fu la loro istintiva risposta a quanto accaduto, un evento terribile che da allora non ha mai smesso di proiettare la sua ombra nefasta sull’intera umanità...
That's all
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2015 - 22:42
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The Slave's Lament

In “The Slave’s Lament” Burns accomuna il dolore dell’emigrante costretto dalle necessità a lasciare i suoi affetti, a quello dell’uomo nero messo in schiavitù e allontanato dal suo amato Senegal

L’atteggiamento di Burns nei confronti dello schiavismo è più blando e tuttavia importante: all’epoca ai neri si vuole negare l’appartenenza al genere umano, ritenendole creature prive di sentimenti umani, perciò sottolineare le eguaglianze negli affetti, contribuiva a far sorgere la compassione per la loro sofferenza. Questa propensione verso un trattamento più umano degli schiavi, non implicava però la denuncia del sistema e molti all’epoca consideravano la schiavitù come una necessità.
LAMENTO DELLO SCHIAVO
(continua)
inviata da Cattia Salto 11/9/2015 - 22:27
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Freedom Come Aa Ye

La versione dei Fairport Convention, nel disco “House Full – Live at the LA Troubadour” del 1970.
BATTLE OF THE SOMME
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2015 - 11:47
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Oppressive (the Best Gay Possible)

[2014]
Un remix che i Pet Shop Boys hanno prodotto a partire dal “Last Noble Call”, un “free speech” scritto da Panti Bliss, nome d’arte dell’irlandese Rory O'Neill, artista, autore, performer, drag queen e attivista per i diritti dei gay.

Nel gennaio del 2014, durante una popolare trasmissione sul’emittente televisiva RTÉ, Panti Bliss dimostrò, facendo nomi e cognomi, come parecchi giornalisti irlandesi siano omofobi. La dichiarazione scatenò numerose azioni legali e la RTÉ decise di rimuovere i contenuti dell’intervista dal suo sito. Il conduttore fece pubblica ammenda in diretta. Il caso approdò pure al Parlamento europeo. In tutta risposta Panti Bliss rincarò la dose e il 1 febbraio offrì il discorso che segue presso l’Abbey Theatre, il teatro nazionale irlandese di Dublino.

I Pet Shop Boys furono impressionati dalla performance e Chris Lowe la traspose in due remix (Dance e Slow Mix) intercalando le parole di Panti Bliss con una sorta di refrain vocale che recita: “Dov’è l’amore? Ti sto aspettando qui da così tanto tempo…”
[Refrain
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2015 - 11:03
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It's a Sin

[1987]
Scritta da Neil Tennant e Chris Lowe
Nell’album intitolato “Actually”

Una riflessione di Neil Tennant sulla sua educazione in una scuola cattolica…
When I look back upon my life
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2015 - 09:57
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Birthday Boy

[2002]
Scritta da Neil Tennant e Chris Lowe
Nell’album intitolato “Release”

Una canzone scritta sotto Natale associando al rinnovarsi della nascita e dell’inevitabile martirio di Cristo il destino di tante altre moderne vittime dei cosiddetti “crimini d’odio”…

Come Stephen Lawrence, massacrato su di un bus a Londra nel 1993 solo perché nero. I suoi assassini – due giovani bianchi, tali Gary Dobson and David Norris – furono condannati quasi 20 anni dopo, a causa dei depistaggi e delle coperture offerte dalla polizia…

Come Brandon/Teena, transgender americano, stuprato e ucciso in Nebraska quello stesso anno, proprio nei giorni tra Natale e Capodanno…

Come Matthew Shepard, ventunenne gay del Wyoming, che nel 1998 fu massacrato di botte e lasciato a morire in mezzo ad un campo da due giovani omofobi che gli avevano offerto un passaggio…
Birthday boy
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2015 - 09:44
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We're All Criminals Now

[2009]
Scritta da Neil Tennant e Chris Lowe all’epoca dell’album “Yes”, uscita come singolo nella B-side di “Love etc.” e poi inclusa nella compilation “Format” pubblicata nel 2012.

“Yes, we're still banging on about the erosion of freedoms in the U.K. in the wake of the war on terror […] We are all under constant surveillance and are all treated as being potentially guilty, as if we are about to commit some kind of crime.” (Pet Shop Boys)

I PBS scrissero questo brano pensando alla terribile vicenda di Jean Charles de Menezes, un giovane di origine brasiliana che nel 2005 fu inseguito ed abbattuto dalla polizia nella metropolitana di Londra perché scambiato per un terrorista… L’omicidio avvenne un paio di settimane dopo il 7 luglio, giorno in cui 4 attentati terroristici sconvolsero la capitale inglese, con un bilancio di 55 morti e 700 feriti.

Sulla morte di Jean Charles de Menezes si vedano Days of Fire e Joao Menezes
Videoed on the subway
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2015 - 08:56
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Lulù e Marlène

Io vedo un soldato (prima o seconda guerra mondiale) in trincea. Una battaglia è appena finita. Polvere, sangue, fumo di bombe e nebbia fredda si mescolano insieme, dando un aspetto irreale al paesaggio, ke il nostro soldato riesce a intravedere alzando di poco la testa x guardarsi intorno, ancora terrorizzato e confuso dal frastuono della battaglia. 
Improvvisamente si rende conto di essere ancora tutto intero, lui, fortunato in mezzo ai suoi compagni di trincea morti o gravemente mutilati. Allora incomincia a scrivere una lettera alla donna ke ama, poco importa se con la penna o solo col cuore. Lulù Marlène, si kiama. Xké se anke il titolo vuol far credere ke si tratti di 2 donne, in realtà nel testo ti accorgi ke è 1 sola ( "tu chiamerai...") 
Le racconta di come lo scenario sia talmente surreale, delle luci ke x lui sono vuote e senza colori, xké soffuse dalla nebbia e dal fumo. Di... (continua)
Giuseppe 10/9/2015 - 19:53
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Not One of Us

[1980]
Parole e musica di Peter Gabriel
Nell’album cosiddetto (III) – il terzo da solista - o “Melt”, per via della copertina concepita, come le due precedenti, dal collettivo di art design inglese chiamato Hipgnosis.

“E’ solo acqua nella lacrima di uno straniero… Un corpo estraneo, una mentalità estranea non possono mai essere benvenute nella terra del cieco… Tu forse puoi assomigliarci e persino parlare come noi ma lo sai che c’è!?! Non sei uno di noi!”
It's only water
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/9/2015 - 11:24
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Penitentiary Blues

Got there on Monday
(continua)
10/9/2015 - 04:10
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(Farewell to You, Ye Fine) Spanish Ladies

anonimo
Questo sea shanty, dato l’argomento, era intonato dallo shantyman durante il viaggio di ritorno (homeward bound).
Il canto viene fatto risalire all’epoca di Napoleone quando Inghilterra e Spagna furono temporaneamente alleate contro la Francia rivoluzionaria (1793-1796): una canzone che dalla Royal Navy è passata ai mercantili e alle baleniere in rotta verso l’America. Come riportato nell'”Oxford Book of The Sea Song“, (Roy Palmer 1986) il testo di “Spanish Ladies” si trova trascritto sul giornale di bordo della Nellie nel 1796 ed è tra i più vecchi sea shanties conosciuti. Molti sostengono che la Marina Inglese non avrebbe mai permesso ai marinai di cantare durante il lavoro e così ad esempio nel film “Master and Commander” i marinai la cantano di sera durante il loro “tempo libero”.
tratto da terre celtiche
Arrivederci e Addio a voi, allegre Donne Spagnole arrivederci e addio a voi donne della Spagna
(continua)
inviata da Cattia Salto 10/9/2015 - 01:46




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