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Prima del 2015-11-28

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Dragonfly Pie

(2008)
Album: Real Emotional Trash

Stephen Malkmus & The Jicks’ Real Emotional Trash starts off with a “dessert” song that’s really a meal in and of itself. Dense lyrics and layered guitars are the ingredients of “Dragonfly Pie,” the hazy, ambling album opener that features Sleater-Kinney’s Janet Weiss. Malkmus riffs in his usual style, and the individual lines of the song are simple enough—but when stacked on top of each other, they really give the listener something to chew on here. For my part, I’ve always interpreted “Dragonfly Pie” as an anti-war song.

Hear me out: There are “stoned digressions” that have “mutated into the truth,” which brings to mind a downtrodden vet who’s speaking out against future (or present) wars. A middle passage about kids named after jazz songs who are standing up to their high school principals sounds like it could fit into old protest songs, especially... (continua)
Of all my stoned digressions
(continua)
28/11/2015 - 23:25

Indulgence

Indulgence

Chanson française – Indulgence – Marco Valdo M.I. – 2015
Ulenspiegel le Gueux – 13

Opéra-récit en multiples épisodes, tiré du roman de Charles De Coster : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs (1867).
(Ulenspiegel – I, LIV)

Cette numérotation particulière : (Ulenspiegel – I, I), signifie très exactement ceci :
Ulenspiegel : La Légende et les aventures héroïques, joyeuses et glorieuses d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak au Pays de Flandres et ailleurs, dans le texte de l’édition de 1867.
Le premier chiffre romain correspond au numéro du Livre – le roman comporte 5 livres et le deuxième chiffre romain renvoie au chapitre d’où a été tirée la chanson. Ainsi, on peut – si le cœur vous en dit – retrouver le texte originel et plein de détails qui ne figurent pas ici.

Nous voici, Lucien l’âne... (continua)
Indulgences, qui veut des indulgences ?
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/11/2015 - 22:58
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The House at Pooneil Corners

(1968)
Parole e musica di Paul Kantner e Marty Balin
Album: "Crown of Creation"

Ancora una canzone sull'olocausto nucleare, potrebbe quasi essere il "prequel" di Wooden Ships. Questa traccia psichedelica appare sull'album del 1968 "Crown of Creation" ed è legata (secondo molti rappresenta l'altra faccia della medaglia) a un'altra canzone degli Airplane “The Ballad Of You & Me & Pooneil”, un inno vitale e ottimista pubblicato in After Bathing at Baxter’s del 1967.

Pooneil è una parola composta da "Winnie the Pooh", il personaggio del libro per bambini, e dal cognome del cantautore folk Fred Neil, considerati da Kantner come lo yin e lo yang - dove Pooh simboleggiava l'innocenza dell'infanzia e Neil la protesta e la critica anti-autoritaria al sistema. Fred Neil è anche l'ispiratore dello slogan "Tear Down The Walls!" di "We Can Be Together". Allo stesso modo, se la "Ballad" parlava... (continua)
You and me we keep walkin’ around and we see
(continua)
28/11/2015 - 19:16
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You Are Here

Discorso è se ti mette in posizione °sex°
& °no war°
o no

Tutt'altre posizoni escluse...
Ciao, mondo in confusion mortal (e)

krzys'
krzyś 28/11/2015 - 04:48
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Questi sbirri chiedon scusa

Gran Gian non Lo Scordam...
Krzysiek Wrona 28/11/2015 - 03:48
GIAN PIERO TESTA
ΤΖΑΝ ΠΙΕΡΟ ΤΕΣΤΑ

28-11-2014 / 28-11-2015

ΔΕ ΘΑ ΣΕ ΞΕΧΑΣΟΥΜΕ
Non ti dimenticheremo
Riccardo Venturi 28/11/2015 - 02:02
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Imagine

Cantata mo' dai Light in Babylon

https://www.youtube.com/watch?v=RzXBpkRMOyY
Krzysiek 28/11/2015 - 02:02
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La mamma di Rosina [feat. Alessio Lega, Ginevra di Marco e Riccardo Tesi]

anonimo
Canzone popolare italiana
[Versione toscana]
Dallo spettacolo Bella Ciao [2014, con relativo album a cura dell'Istituto Ernesto De Martino]
Con: Alessio Lega, Elena Ledda, Lucilla Galeazzi, Ginevra Di Marco, Andrea Salvadori e all'impareggiabile Riccardo Tesi.



La mamma di Rosina è, credo, tra le cinque o dieci canzoni popolari italiane più note. L'hanno cantata, e la cantano, tutti dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno (quello di Bologna, va da sé); dagli alpini avvinazzati agli avvinazzati non alpini, dalle corali delle Pro Loco al signore improvvisato alla festicciola di paese, dal serio folklorista agli amici nello spogliatoio dopo la partita scapoli-ammogliati. E' diffusa davvero dappertutto ed è, probabilmente, piuttosto antica come origine nonostante la presenza, nel testo, di una pistola; ma le armi da fuoco sono diffuse fin dal '500. Una canzone, si dice, da osteria;... (continua)
La mamma di Rosina era gelosa
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 28/11/2015 - 01:41
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I've Known No War

Uniche esplosioni desiderabili... che storia però quella di Keith Moon.
Si potrebbe dire che fu una vittima del cartello farmaceutico.

https://www.youtube.com/watch?v=MVa4q-YVjD8
krzyś 28/11/2015 - 01:21
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An den deutschen Mond

Chanson allemande – An den deutschen Mond – Kurt Tucholsky – 1920

Texte de Kurt Tucholsky – sous le pseudonyme de Theobald Tiger – le 18 avril 1920 dans le « Berliner Volkszeitung ».
Musique de Hanns Eisler
Interprète : Ernst Busch in « Ernst Busch Singt Tucholsky Und Brecht – Deutsches Miserere »

La lune observe d’en haut, presque ennuyée, l’Allemagne de Weimar, avec les gens qui se promènent et la fille indifférente, le change illégal au coin des rues, les bureaucrates de Gustav Noske (le dirigeant social-démocrate responsable de la féroce répression de la Révolution spartakiste) qui se pressent dans les bureaux du Gouvernement, les militaires dans les casernes qui attendent du général Ludendorff le signal pour prendre le pouvoir… Tout ceci la lune le connaît bien… Mais voilà que surgit un type – Tucholsky lui-même, je crois – lequel, malgré les insultes, les menaces et les sifflets,... (continua)
À LA LUNE ALLEMANDE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 27/11/2015 - 20:25
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Aguaviva ...La que mana y corre naturalmente [Cada vez más cerca]

Come sicuramente Gianfranco avrà notato, è stata eseguita l'opera di ristrutturazione (ma si potrebbe dire di rifacimento completo...) di questa importante pagina (alcune canzoni erano già presenti nel sito, ma sono state lasciate con un link diretto). Essenzialmente si è trattato di ricomporre l'intero testo con aggiunta dei video (sia nel box apposito sia nel corpo del testo, con un procedimento identico a quello dei famosi "paginoni" greci di Gian Piero Testa). Nei testi spagnoli delle canzoni, così come trascritti fedelmente da Gianfranco, si trovano effettivamente moltissimi errori e imprecisioni (accenti e diacritici tralasciati, ma spesso anche ortografie del tutto sbagliate ed altri errori vari). Ci stiamo occupando di correggere tutto quanto rigorosamente, anche all'ascolto diretto delle canzoni dai video. La ridisposizione dei testi ha comportato anche la loro ritrascrizione coi... (continua)
Riccardo Venturi 27/11/2015 - 17:45
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Il general Cadorna

anonimo
La me prof di italiano l'ha cantata così in terza media, e m'è rimasta in testa da allora:

Il General Cadorna alla bella regina
se vuoi Trieste libera te la mando in cartolina
Elena 27/11/2015 - 17:39
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Only Our Rivers Run Free

La canzone è stata anche tradotta in gaelico irlandese e lo stesso Michey scrive su Mudcat ” The song was largely inspired by the claustrophia of South Fermanagh..I was bought up on the banks of the River Erne near Enniskillen and, I’m a River Man. It is a song that has taken on more and more significance over the years and I have to admit that I’m very proud of it. I have written quite a lot of other stuff but have to say that “Only Our Rivers Run Free” was the one that attracted all the attention. Sadly so, in my view.”
ulteriori commenti in http://terreceltiche.altervista.org/only-our-rivers-run-free/
I
(continua)
inviata da Cattia Salto 27/11/2015 - 16:42
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Todo cambia

(si tratta in realtà della stessa versione di Teresa De Sio, con lievissime differenze)
TUTTO CAMBIA
(continua)
inviata da dq82 27/11/2015 - 15:11

RISATE AMARE: VIGNETTE CONTRO LA GUERRA/ LAUGHING BITTERLY WITH ANTIWAR CARTOONS

Dalla mostra "Di colomba ce n'è una sola", rassegna curata e organizzata da Julio Lubetkin, ideatore del Festival Internazionale di Humor Grafico, che si tiene dal 28 novembre al 20 dicembre a Roma, a Palazzo Corsini nella Villa Doria Pamphilij.
Altan (Italia)
(continua)
inviata da dq82 27/11/2015 - 14:41
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Spanish Inquisition

[1978-79]
Nella compilation intitolata “We Are Time” pubblicata nel 1980
Who has the right to
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/11/2015 - 13:47
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Rob a Bank

[1980]
Il brano che chiude – programmaticamente - l’album intitolato For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder?

Il verso “Robin Hood riding through the glen” è una citazione dalla sigla finale della serie TV inglese “The Adventures Of Robin Hood”, in onda tra il 1955 ed il 1959.

“Was ist ein Einbruch in eine Bank gegen die Gründung einer Bank?
“Che cos’è rapinare una banca al confronto della fondazione di una banca?”

Bertolt Brecht, da “Die Dreigroschenoper” (“L’opera da tre soldi”, 1928), atto III, scena 3.
Rob a bank, rob a bank
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/11/2015 - 13:28
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Culturecide

[2013]
Scritta da Andrew Innes e Bobby Gillespie, featuring Mark Stewart (il fondatore del gruppo post-punk The Pop Group, con cui i due Primal Scream avevano già collaborato alla scrittura di “Autonomia”, brano incluso nell’album del 2012 di Stewart, intitolato “The Politics of Envy”)
Nell’album intitolato “More Light”
Train leaves the city, high on the tracks
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/11/2015 - 11:46
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Ten najpiękniejszy dzień

[1980]
Testo e musica di Exodus
Dall'album omonimo "The Most Beautiful Day"

La suite "Ten najpiękniejszy dzień" si divide in quattro parti:
- Leśne wspomnienie
- Czas już iść
- Wyścig z czasem
- Najpiękniejszy dzień.
Czasu wciąż ubywa, wzrok słabnie od czytania
(continua)
inviata da Krzysiek 26/11/2015 - 23:18

Love in the ruins of Kobanê / Stranizza d’amuri

Antiwar Songs Blog
Evit Bederkhan, 21 anni, e Yilmaz Ali, 30 anni, si sono sposati nella loro città, Kobanê, tra le sue rovine. Hanno scelto di restarvi e di combattere per la libertà. Questo sito e Ismail Kevit Sukhnar, un giovane profugo Kurdo abitante a Firenze, hanno voluto dedicare loro, e a tutta la lotta di Kobanê, Stranizza […]
Antiwar Songs Staff 2015-11-26 22:22:00
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New Art Riot

[1990]
La traccia che dà il titolo all’EP del 1990, uno dei primissimi parti della band gallese.

Già ai loro esordi la poetica dei manics appariva già molto chiara: “Le chiusure degli ospedali uccidono molta più gente che non le auto-bomba, e in più fanno risparmiare soldi perché le persone sono sacrificabili… Il terrorismo è solo un pretesto ad uso della classe dirigente…”

Niente di più attuale.
Vintage aromas and vintage ideals
(continua)
inviata da Bernart Barleby 26/11/2015 - 17:43
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R.P. McMurphy

[1991]
Parole di Richey Edwards e Nicky Wire,
Musica di James Dean Bradfield e Sean Moore
Sul lato B del singolo “Stay Beautiful”, tratto dal debut album “Generation Terrorists”

R.P. McMurphy è il nome del protagonista del racconto del 1962 di Ken Kesey “One Flew Over the Cuckoo’s Nest”, magistralmente interpretato da Jack Nicholson nell’adattamento cinematografico del 1975 per la regia di Miloš Forman.

Una canzone contro il sistema capitalistico che aliena l’uomo, lo tiene imprigionato dietro le sbarre dei bisogni e dei consumi indotti e, se si ribella, lo annienta.
“No more pills and no more drugs”, ovvero, della necessità di non assoggettarsi, di rifiutare l’imbonimento e la narcosi, di lottare contro il sistema, anche se fosse inutile…
Straight jacket your own beauty
(continua)
inviata da Bernart Barleby 26/11/2015 - 15:24
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Don’t Speak (I Come to Make a BANG!)

Jesse Hughes, frontman degli Eagles of Death Metal, ha dichiarato di voler portare a termine il concerto interrotto brutalmente dagli attentatori a Parigi diventando così la prima band a tornare a Le Bataclan: "Voglio essere il primo a suonare nel teatro, appena riaprirà". Lo scorso 13 novembre, in seguito agli attacchi di tre uomini armati, persero la vita 89 persone presenti al concerto della band. "Non vedo l'ora di tornare a Parigi a suonare", ha continuato Hughes intervistato da Vice. "I nostri amici erano venuti a sentire del rock&roll e sono morti. Voglio finire il concerto". La band al completo, incluso l'altro frontman, Josh Homme, che non era però presente al concerto, ha raccontato nel dettaglio - non riuscendo a trattenere le lacrime - cosa è successo durante l'attacco terroristico. "Ho visto uno degli uomini armati, si è girato e mi ha puntato l'arma addosso ma mi ha mancato... (continua)
26/11/2015 - 14:01
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Perché?

2015
In nome dell'amore

Il brano con cui ha anticipato l’album segna un passaggio importante. E’ una canzone contro la violenza sulle donne, un messaggio forte e importante. E parte di un’iniziativa.
“La canzone mi è venuta esattamente com’è, non l’ho scritta a comando, perché qualcuno me l’avesse chiesto. Sono stato lusingato che We World l’abbia voluta, credo sia importante che il messaggio arrivi a più persone possibile e che i soldi ricavati servano davvero per aiutare qualcuno. Non faccio promozione al singolo, non ci sono concerti per lanciarlo, non voglio che ci sia confusione, non vado in giro a guadagnare su una canzone come questa, i soldi vanno tutti a We World, che io aiuterò anche in una raccolta fondi. Dopo penserò alla promozione del disco”
repubblica.it
Sono giorni che lasciano il segno
(continua)
inviata da dq82 26/11/2015 - 11:36
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Frankie Teardrop



13 - Suicide: Frankie Teardrop

Suicide’s ‘Frankie Teardrop’ is ten and a half minutes of genuinely terrifying industrial noise, a sort of aural equivalent of Eraserhead. Like David Lynch’s film, it conveys a chilling, bleak, monochrome dystopia, full of blood- curdling shrieks and clangs, although I seem to remember that the movie offered the odd moment of respite, an occasional touch of bizarre and malformed hope, whereas ‘Frankie Teardrop’ offers none at all. Here’s a cheerful, bowdlerized version of the story. Frankie works two jobs, but even then he can’t make ends meet, so one night, in despair, he goes back home, murders his wife and children, shoots himself and ends up in Hell. I would, as you might suspect, be lying if I told you that the ten minutes flew by. If you haven’t heard it and you still wish to, set an evening aside, make sure you’re not alone in the room (experiencing... (continua)
dq82 26/11/2015 - 10:04
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Telefono Azzurro (051/222525)

Una canzone violentissima, schierata, scritta probabilmente su commissione che contribuisce a distorcere la nostra cultura e a diseducare le persone.
Un grave infortunio artistico del Sig. Concato, secondo me.
Stefano 26/11/2015 - 08:35
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Gam Gam

Elie Botbol
stupendo. sono un insegnante di musica e ho iniziato l'unita' didattica sul giorno della memoria (nove classi). lavorero' anche avvalendomi dell vostro meraviglioso canto. complimenti.nella vita non si finisce mai di imparare.
manuela masci 25/11/2015 - 21:26
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'O surdato 'nnammurato

mio padre, del 1904 di Treviso, ricordava altre parole sul motivo della canzone:

E' la canzone degli imboscati
gli imboscati fan partenza
vanno a fare conoscenza
con il fronte che li aspetta già.
No non più privilegiati
non più figli di papà
.....................

Chi conosce il seguito? la mia memoria si ferma qui.
Ezio 25/11/2015 - 19:57
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Τα 18 λιανοτράγουδα της πικρής πατρίδας

Buonasera,

scusate l'intrusione, se possibile desidero conoscere la Vostra opinione su un fatto curioso accadutomi oggi.
Rai 5, sul suo Facebook, ha pubblicato questo:
http://postimg.org/image/52rslfd23/

Nella sezione destinata ai commenti ho inserito due link, uno alle "18
lianotragouda" ed uno al film "Tragoudia tis fotiàs" del
1974, citando i nomi degli interpreti molto famosi (Merkouri, Dalaras, Farandouri, ancora molto attiva) e dei compositori, anch'essi di tutto rispetto (Markopoulos, Ksarxakos, Theodorakis).

Come avviene di solito mi aspettavo un "Mi piace" da parte di Rai 5 (scrivo lì
da anni e una volta mi ringraziarono pubblicamente per avere contribuito a
fornire il materiale per un articolo sui compositori sconosciuti), invece
non solo hanno cancellato i miei due link, ma mi hanno bannato all'istante e
senza motivazione.

Preciso che nel frattempo metto a conoscenza... (continua)
Edoardo Fantini 25/11/2015 - 17:59
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Little Black Sandals

2008
Some People Have Real Problems


25 Novembre: Giornata contro la violenza sulle donne

La Giornata è stata istituita dall'Onu con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999. La matrice della violenza contro le donne può essere rintracciata ancor oggi nella disuguaglianza dei rapporti tra uomini e donne. E la stessa Dichiarazione adottata dall'Assemblea Generale Onu parla di violenza contro le donne come di "uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini".

I dati dell'Onu rivelano che il 35% delle donne nel mondo ha subito una violenza fisica o sessuale, dal proprio partner o da un'altra persona. Il rapporto sottolinea anche che due terzi delle vittime degli omicidi in ambito familiare sono donne. Nel mondo solo 119 Paesi hanno approvato leggi sulla violenza domestica e 125 sul 'sexual harrassment'... (continua)
I'm being dragged down, down by the hand
(continua)
inviata da dq82 25/11/2015 - 15:03
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The Freedom Song

2012
"The Freedom Song" is a song by American singer-songwriter Jason Mraz. It was released as the first promotional single from his fourth studio album, "Love is a Four Letter Word" (2012), on March 13, 2012. It was written by Luc Reynaud and produced by Joe Chiccarelli.

In 2010, Jason traveled to Ghana to accompany Free the Slaves on a child slavery rescue mission. To his surprise, he was greeted by 20 former child slaves singing the Freedom Song. Jason’s tearful account of meeting slavery survivors was captured in the FTS video “The Journey of The Freedom Song . He also sang this song at at MTV Exit’s unprecedented anti-trafficking concert in Myanmar.
I picture something is beautiful
(continua)
inviata da dq82 25/11/2015 - 14:55

Baby Elián

[2001]
Parole di Nicky Wire
Musica di James Dean Bradfield e Sean Moore
Nell’album intitolato “Know Your Enemy”

Una canzone che racconta della politica statunitense verso Cuba, a partire dal famoso episodio che nel 2000 vide protagonista involontario il piccolo Elián González (nato nel 1993). Nel 1999 la madre di Elián lo portò con sé, all’insaputa del padre, in un tentativo di raggiungere clandestinamente gli USA. La piccola imbarcazione su cui effettuarono la traversata si rovesciò e diversi occupanti, compresa la madre del bimbo, morirono annegati. Il piccolo Elián fu salvato da alcuni pescatori che lo consegnarono alla guardia costiera. I parenti della madre, anticastristi residenti a Miami, invocarono anche per Elián l’asilo politico, secondo la giurisprudenza del “wet feet, dry feet” in base alla quale tutti i cubani che riuscivano a mettere piede, in un modo o nell’altro, sulla... (continua)
Blockades won't win you more votes
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/11/2015 - 14:54
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Нейтральная полоса

Translated by Alexander Belfer + Michael Vaintraub
https://www.youtube.com/watch?v=I9I7TkVCxrA
שטח ההפקר
(continua)
inviata da Max-Dn 25/11/2015 - 13:44
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Он не вернулся из боя

Translated by Alexander Balfer
https://www.youtube.com/watch?v=1O8CdhnP2Cs
הוא לא חזר מהקרב
(continua)
inviata da Max-Dn 25/11/2015 - 13:40




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