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Prima del 2014-8-12

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Beppino (Dalle rive dell'Arno un mattino)

anonimo
Firenze 1944, il documentario EIAR sulla Liberazione dai nazifascisti

Nell’agosto del 1944 Amerigo Gomez e Victor De Sanctis, due giornalisti dell’EIAR, registrarono con un’apparecchiatura di fortuna e a rischio della loro vita, suoni e testimonianze dei tragici e difficili giorni della Liberazione di Firenze dai nazifascisti. Dieci anni dopo, dalle registrazioni su dischi in cera, fu tratto da Amerigo Gomez un documentario sonoro di circa 30 minuti, mandato in onda su Radio RAI nel 1954.

Alla versione integrale di questo eccezionale documento – accompagnato dal commento originale di Amerigo Gomez del 1954 – il film che proponiamo, realizzato dall’Istituto Storico della Resistenza della Toscana, associa per la prima volta immagini e filmati d’epoca, realizzati da civili italiani o da operatori inglesi, americani, neozelandesi e tedeschi, provenienti da archivi di tutto il mondo e in parte... (continua)
12/8/2014 - 23:47

Fedayè

Scritta da Leoncarlo Settimelli, Luciano Francisci ed Eliseo.
Nel disco del Canzoniere Internazionale intitolato “Questa grande umanità ha detto Basta! - Canzoni di lotta di tutto il mondo”, pubblicato da I Dischi Dello Zodiaco nel 1972.

Versione italiana di uno degli inni del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP, o PFLP nell’acronimo inglese), un’organizzazione della resistenza palestinese laica e marxista. Dopo il ritiro del suo storico leader, George Habash, e con la crescente influenza dei gruppi islamici il FPLP ha perso molto consenso, diventando piuttosto marginale. D’altra parte Israele ci ha messo al solito del suo: gli ultimi leader del Fronte sono finiti malamente: Abu Ali Mustafa è stato ucciso dagli israeliani nel 2001 e Ahmad Sa'dat langue in una prigione israeliana, condannato a 30 anni di carcere nel 2008.
Fedayè fedayè
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/8/2014 - 22:58
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America

Nel disco del Canzoniere Internazionale intitolato “Questa grande umanità ha detto Basta! - Canzoni di lotta di tutto il mondo”, pubblicato da I Dischi Dello Zodiaco nel 1972.
Bernart Bartleby 12/8/2014 - 22:22
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Το σφαγείο

"Il mattatoio", la versione italiana di Leoncarlo Settimelli, dal disco del Canzoniere Internazionale intitolato “Questa grande umanità ha detto Basta! - Canzoni di lotta di tutto il mondo”, pubblicato da I Dischi Dello Zodiaco nel 1972.

Bernart Bartleby 12/8/2014 - 22:13
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Τὸ Ἄξιόν Ἐστι

La versione italiana di “Ένα το χελιδόνι” (4. Unica è la Rondine) offerta da Leoncarlo Settimelli nel disco del Canzoniere Internazionale intitolato “Questa grande umanità ha detto Basta! - Canzoni di lotta di tutto il mondo”, pubblicato da I Dischi Dello Zodiaco nel 1972.
UNA E’ LA PRIMAVERA
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/8/2014 - 22:03
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L’uomo col braccio spezzato

[1993?]
Parole e musica di Stefano Giaccone.
In molti dischi delle diverse creature artistico-politiche che Stefano Giaccone ha contribuito a creare nel tempo, dagli Howth Castle, alla Banda di Tirofisso, agli Ishi. Ripresa nel 1998 da Lalli nel suo splendido esordio solista “Tempo di vento”.

Non so esattamente quali pensieri avesse in testa Stefano Giaccone quando scrisse questa che è una delle sue canzoni più belle e ricorrenti... Ma sono anch’io di Torino (anch’io, che pure lui lo è, benchè sia nato a Los Angeles) e in questi versi riconosco la mia città di un tempo: il freddo, la solitudine delle periferie operaie, i cancelli della FIAT... E quell’uomo morente che forse è stato vittima di un incidente sul lavoro, o forse ha cercato di lottare, di sabotare la macchina, e ci ha rimesso la vita perchè è stato lasciato solo...

Spero che Stefano Giaccone capiti da queste parti e possa confutare, correggere o dare corpo a questo mio abbozzo di interpretazione...
Ti alzerai e crederai d'essere un altro
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/8/2014 - 21:51

Rétractation

Rétractation

Canzone française – Rétractation – Marco Valdo M.I. – 2014

Le Livre Blanc 9

Opéra-récit contemporain en multiples épisodes, tiré du roman de Pavel KOHOUT « WEISSBUCH » publié en langue allemande – Verlag C.J. Bucher, Lucerne-Frankfurt – en 1970 et particulièrement de l'édition française de « L'HOMME QUI MARCHAIT AU PLAFOND », traduction de Dagmar et Georges Daillant, publiée chez Juillard à Paris en 1972.

Sais-tu, mon ami Lucien l'âne, ce qu'est une rétractation ?

Marco Valdo M.I. mon ami, ou tu me prends pour un ignare ou c'est une figure rhétorique, une façon d'introduire la chose... J'espère pour nos relations que c'est la deuxième de ces suggestions que tu as en tête. J'ai beau être bête comme un âne, de la rétractation, j'en ai entendu parlé et souvent, tu peux en être persuadé. Aurais-tu oublié qui je suis et d'où je viens ? Je sais évidemment que non et que donc,... (continua)
Le bruit courait qu'Adam
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 12/8/2014 - 20:32
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Paolo Pietrangeli: Contessa

I Modena City Ramblers spiegano il loro punto di vista:

12/8/2014 - 20:06
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Ne ébresszetek fel

[1966]
Hoffmann Ödön írta
Scritta da Ödön Hoffmann
Written by Ödön Hoffmann

Tra le numerose disgrazie prodotte dalla cortina di ferro si deve annoverare anche l'ignoranza totale di tutta una serie di scenari musicali che si erano sviluppati “dall'altra parte”. Abituati com'eravamo a considerare i “paesi socialisti” come in preda all'immobilismo più totale, non ci rendevamo conto che -invece- si viveva e si suonava. Che c'erano anche le pop-star, popolarissime, e che, in fondo, la censura di stato non era certamente più attiva di quella democristiana. Così, immergiamoci nell'Ungheria del 1966; l'anno dopo si tenne addirittura un festival beat di cui si dà conto nella pagina linkata, la quale è -ovviamente- in ungherese. Facciamo la conoscenza di una delle più famose “poppiste” ungheresi dell'epoca, Éva Mikes, sfortunatamente scomparsa nel 1986 per una brutta malattia.

So per esperienza... (continua)
Álmomban éjjel egy sivatagot láttam, furcsa egy álom volt.
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 12/8/2014 - 19:30
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さらば [Saraba]

ISTEN VELETEK
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 12/8/2014 - 19:18
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Run, Nigger, Run

anonimo
[Prima metà dell’800]
Una folksong di ignoto autore afro-americano la cui esistenza è già documentata in una raccolta di canti, il “White's Serenaders' Song Book”, pubblicata nel 1851.
Sulla melodia della popolare “Fire in the Mountains”.
Come gran parte delle canzoni popolari, anche di questa le versioni sono molteplici. Quella che contribuisco - dove le prime due strofe sarebbero originali, le seguenti interpolate e le ultime (indicate tra parentesi) sicuramente aggiunte in epoca più recente - è tratta da “American Ballads and Folk Songs” di John ed Alan Lomax, volume originariamente pubblicato nel 1934.
Tra le versioni, da segnalare quella risalente al 1927 del gruppo di Gid Tanner & His Skillet Lickers (testo trovato sull’imprescindibile Mudcat Café), che tuttavia sembra stravolgere l’originaria canzone afro-americana in una più adatta ai bianchi razzisti, considerati versi come... (continua)
The day is done, night comes down
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/8/2014 - 19:11
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Il tempo che resta

[2014]
Testo e musica di Marco Rovelli
Paroles et musique de Marco Rovelli
Lyrics and music by Marco Rovelli
Album: Tutto inizia sempre [2015]
Marco Rovelli (Voce e chitarra)
Francesca Baccolini (Contrabbasso)
Lara Vecoli (Violoncello)
Rocco Marchi (Tastiere)

TUTTO INIZIA SEMPRE



L'album è uscito nella sua veste e col suo titolo definitivo nel marzo 2015: Tutto inizia sempre. Comprende le seguenti canzoni:

1. Il tempo che resta
2. Danse macabre
3. Noi, Chisciotte
4. L'amore al tempo della rivolta
5. Il posto
6. Il ritorno
7. Il Dio che ride
8. Servi
9. Una vita normale
10. Dall'imagine tesa
11. Anarcangeli
12. L'animale e lo spettacolo
13. Serenata

I testi di Marco Rovelli non hanno, e non possono avere, un solo asse. Provengono, quasi sempre, da un'elaborazione della realtà circostante e della sua osservazione che non permette di attribuire pensieri e parole ad una... (continua)
E resta la mia inappartenenza,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi & daniela -k.d.- 12/8/2014 - 17:24
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Amara terra mia

A vent'anni dalla morte di Modugno (in realtà erano vent'anni lo scorso 6 agosto), abbiamo finalmente tolto dagli extra questa che e' una delle sue canzoni più belle.
CCG Staff 12/8/2014 - 16:51
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La Rivoluzione


Ascanio Celestini: Il monologo della bomba
Fosdinovo, "Fino al Cuore della Rivolta", 2 agosto 2014

daniela -k.d.- 12/8/2014 - 16:51

Long Kesh

[1981]
Parole e musica di Ken McGee
La canzone si trova nel suo disco intitolato “One Step Closer To Home”

Canzone dedicata a Bobby Sands e agli altri hunger strikers che morirono negli H-Block della prigione di Maze (Long Kesh) nel 1981.

“Hunger” del regista londinese Steve McQueen è un film assolutamente da vedere, ma ci vuole un po’ di stomaco perché la ricostruzione del clima che si respirava nell’Ulster di allora e quella della “vita” riservata dall’occupante inglese a Bobby Sands e compagni a Long Kesh è assolutamente realistica… L’interpretazione di Fassbender – poi ancora diretto da McQueen in “Shame” e in “12 Years a Slave” – è davvero magistrale…
As the sun rises high
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/8/2014 - 14:26
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Long Kesh

Her Majesty's Prison Maze, meglio nota con gli appellativi di Maze Prison, The Maze, The H Blocks o Long Kesh, situata nella contea nordirlandese di Down, è stata una prigione di massima sicurezza che dal 1971 fino alla sua chiusura nel 2000 ha “ospitato” in gran parte prigionieri repubblicani combattenti dell’IRA (i paramilitari protestanti detenuti sono sempre stati un’esigua minoranza, al massimo il 5% del totale)

E’ a Long Kesh che morirono Bobby Sands e altri suoi nove compagni nel corso del clamoroso sciopero della fame che li vide protagonisti nel 1981.
Bernart Bartleby 12/8/2014 - 12:11
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Over The Wall (The Crumlin Kangaroos)

Benchè la prigione di Crumlin Road a Belfast – detta “The Crum” – fosse considerata l’Alcatraz dell’Ulster, furono molte le evasioni clamorose nel corso della sua storia, la prima nel 1866, 20 anni dopo la sua apertura, e l’ultima nel 1981, 15 anni prima della sua definitiva chiusura.
Quasi tutte le evasioni ebbero come protagonisti prigionieri repubblicani, considerata la loro particolare concentrazione dietro quelle mura.

La più clamorosa di tutte fu certo la cosiddetta “M60 Squad Escape” del 1981 – mentre a Long Kesh era in corso l’hunger strike di Bobby Sands e compagni - quando 8 prigionieri, 7 dei quali membri di un gruppo di fuoco dell’IRA noto per l’uso di mitragliatori modello M60, riuscirono a fuggire armi in pugno, non senza aver ingaggiato una violenta sparatoria con le guardie e gli agenti della Royal Ulster Constabulary.

Ma questa “Over The Wall” racconta di una clamorosa... (continua)
Bernart Bartleby 12/8/2014 - 11:30
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Su nombre puede ponerse en verso

[1967]
Scritta da Félix Pita Rodríguez e Pablo Milanés
Nell’EP collettivo della serie “Canción protesta. Casa de las Américas”, 1968

Canzone dedicata al grande uomo politico e combattente vietnamita, in occasione del suo 77° compleanno. Hồ Chí Minh sarebbe poi morto due anni più tardi senza poter vedere il suo paese liberato dagli invasori statunitensi e riunificato.
Porque usted, presidente Ho Chi Minh,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/8/2014 - 09:52
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La riva bianca, la riva nera

The Finnish version performed by Marion Rung (1972)



Marion Rung è una nota cantante finlandese (di origine ebrea russa) famosa per aver vinto l'Eurofestival nel 1980 con la canzone "Where is the Love". Qui la vediamo in una trasmissione della TV di stato finlandese del 15 gennaio 1972 interpretare la versione de La riva bianca, la riva nera. La traduzione, del 1971, sembra essere di Katri Helena che pure la interpretò. [RV]
VALKEA RANTA, MUSTA RANTA
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 11/8/2014 - 23:28
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Ma mère la Suisse

...troppi anni alle porte di questo paese?
MIA MADRE, LA SVIZZERA
(continua)
11/8/2014 - 23:25
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Questi anni

[1989]
Parole e musica di Kina (Sergio Milani, Alberto Ventrella e Giampiero Capra, con Beppe Crovella).
Nel disco intitolato “Se ho vinto Se ho perso”, autoprodotto da Stefano Giaccone e Kina su etichetta Blu Bus Dischi.

Quante volte ho ascoltato questa canzone, su vinile e dal vivo!
In questi versi c’è tutta la Torino di quegli anni, un amaro ma rabbioso bilancio del “decennio perduto” inaugurato con la marcia dei 40.000 quadri FIAT dell’ottobre 1980 e chiuso dagli ultimi fuochi della lotta armata, gli anni del “riflusso” e della fine di ogni illusione rivoluzionaria.
Ma anche gli anni del rafforzamento e dell’espansione dei Centri Sociali Occupati ed Autogestiti, ai quali “Se ho vinto Se ho perso” è dedicato, come dichiarato dagli autori all’inizio del fittissimo opuscolo che accompagna il disco.
Non chiedetemi se ho vinto o se ho perso... siete voi ad aver perduto, voi tutti meno umani...
So ancora guardare in alto
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/8/2014 - 23:02
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L'Uno

Dopo anni, Claudio Cormio ha interpretato la canzone a Fosdinovo il 3 agosto 2014, in occasione della 10a edizione di Fino al Cuore della Rivolta. Un inedito assoluto che Claudio Cormio ha così spiegato: "Si tratta di una canzone che il Mea (così tra gli amici veniva chiamato Ivan Della Mea, ndr) scrisse nel 1991 ai tempi della 1a Guerra del Golfo, quella di papà Bush. E' basata su quella che fu la foto-simbolo di quella guerra, il cormorano completamente imbrattato di petrolio. Una foto che poi si dimostrò un falso."
Riccardo Venturi 11/8/2014 - 21:48
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Maddalena di Val Susa


IN VIAGGIO CON STELLINA
di Riccardo Venturi









Qualche tempo fa, in luoghi lontani e vicinissimi al tempo stesso, sono stato un po' in viaggio con Stellina.




Stellina la si vede nella foto; è una cagnetta che definire simpatica sarebbe troppo poco. Più che altro, è una cagnetta che, per certi impervi sentieri, va da sola. Ha, per modo di dire, una "padrona" (*); volendo, ha pure tutta la bardatura necessaria per l'attacco del guinzaglio; solo che la sua "padrona", per tutto dire, il guinzaglio non lo ama affatto. Specialmente quando la lascia libera su quei sentieri di cui parlavo prima; su quei sentieri, dopo un po', ci sono ben altri guinzagli, riservati stavolta a tutta una popolazione.




E così Stellina si scatena; con le sue zampette e vedendo il mondo da un'angolazione, presumo, parecchio differente dalla nostra, percorre i sentieri con sicurezza ma seguendo... (continua)
11/8/2014 - 20:21

Ciegas banderas

[1984]
Parole e musica di Víctor Heredia.
Nel disco intitolato “Solo quiero la vida”.
Testo trovato su Cancioneros.com
Ciertos hombres para distinguirse
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/8/2014 - 16:24
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Mandarinas

[1984]
Parole e musica di Víctor Heredia.
Nel disco intitolato “Solo quiero la vida”.

Come Carta a Maria Cristina e Mara, un’altra canzone che Heredia ha dedicato alla sorella María Cristina Cournou, sequestrata e desaparecida dal 17 giugno del 1976, insieme al suo compagno, lo scrittore Claudio Nicolás Grandi. María Cristina aveva 28 anni ed era incinta di quattro mesi; Claudio Nicolás aveva 31 anni. La loro scomparsa, per mano dei genocidi della dittatura argentina, lasciò orfana la loro figlioletta Yamila di due anni.



“Buscando mandarinas”. El secuestro y la desaparición de Maria Cristina Cournou (hermana de Victor Heredia), y su esposo, el poeta Nicolás Grandi.

(Bernart Bartleby)
Recuerdo cuando niño
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/8/2014 - 15:57
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Ballad Of Hollis Brown

Bella anche la cover dei Nazareth
topogigio 11/8/2014 - 15:38
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This Little Place Called Ireland

[1974]
Scritta da Liam Tiernan, membro del gruppo di Belfast capitanato da Paddy McGuigan, The Barleycorn.
Nell’album dei Barleycorn intitolato “The Winds Are Singing Freedom”
When my days were filled with brightness and my mind was filled with dreams
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/8/2014 - 14:45
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Cento fiori son sbocciati

[2014]

Da "Come il soffitto di una chiesa bombardata", split tra Contrasto e Kalashnikov Collective.
Compagni, proletari, studenti ed operai
(continua)
inviata da adriana 11/8/2014 - 13:02
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ZOMO na Legnickiej

Tanto per ricordare

krzyś 11/8/2014 - 04:29
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Życie to nie teatr

Życie to jest teatr, mówisz ciągle, opowiadasz,
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 11/8/2014 - 02:49
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Ballada o Bieli

10 agosto 2014
LA BALLATA DEL BIANCO
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 10/8/2014 - 23:31
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Schefferville, le dernier train

Chanson québécoise de langue française – Schefferville, le dernier train – Michel Rivard – 1983



Comme, Lucien l'âne mon ami, comme tu disais l'autre jour en commentaire à une autre chanson : « « Pensez-vous que ne voulons pas rester ?
Ici nous sommes nés et ici nous voudrions vivre. »...
On dit et on pense la même chose dans le grand Nord québécois... »

Je m'en souviens bien, c'était une chanson de Calabre ; un coin situé on ne peut plus au Sud de l'Italie. C'était « Si dìcie c'all'Italia avim' a libbertà » Si dìcie c'all'Italia avim' a libbertà. Tu l'avais traduite, d'ailleurs. Ce qui devait bien donner comme titre : « ON DIT QU'EN ITALIE NOUS AVONS LA LIBERTÉ ».

Et toi, mon ami l'âne Lucien, tu voulais qu'on mette ici la chanson de Michel Rivard : Schefferville, le dernier train ... La voici. On y découvrira qu'au nord, au Grand Nord, comme au Sud, au grand Sud, c'est partout pareil,... (continua)
Il n’y a plus rien au Roxy
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 10/8/2014 - 13:31

Si dìcie c'all'Italia avim' a libbertà

anonimo
« Pensez-vous que ne voulons pas rester ?
Ici nous sommes nés et ici nous voudrions vivre. »...

On dit et on pense la même chose dans le grand Nord québécois... Suffit d'écouter « Shefferville, le dernier train » de Michel Rivard... D'ailleurs, je m'en vais combler cette lacune des Chansons contre la Guerre et y faire figurer la chanson et quelques mots à propos de l'auteur.

Cordial

Lucien Lane
Lucien Lane 10/8/2014 - 10:16
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Prośba o piosenkę

La pallottola di una canzone a sei colpi.
k 10/8/2014 - 03:17
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Somos Sur

Un articolo di Eduardo Galeano su Gaza.



Español
Italiano


GAZA

Por Eduardo Galeano

Para justificarse, el terrorismo de Estado fabrica terroristas: siembra odio y cosecha coartadas. Todo indica que esta carnicería de Gaza, que según sus autores quiere acabar con los terroristas, logrará multiplicarlos.

Desde 1948, los palestinos viven condenados a humillación perpetua. No pueden ni respirar sin permiso. Han perdido su patria, sus tierras, su agua, su libertad, su todo. Ni siquiera tienen derecho a elegir sus gobernantes. Cuando votan a quien no deben votar, son castigados. Gaza está siendo castigada. Se convirtió en una ratonera sin salida, desde que Hamas ganó limpiamente las elecciones en el año 2006. Algo parecido había ocurrido en 1932, cuando el Partido Comunista triunfó en las elecciones de El Salvador. Bañados en sangre, los salvadoreños expiaron su mala conducta y desde entonces... (continua)
9/8/2014 - 23:13
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Amleto

In occasione -finalmente- dell'inserimento del video di questa canzone, e soprattutto della ricostituzione degli Apuamater, essa è stata tolta dagli "Extra", e sarebbe stato opportuno farlo prima. Lunga vita agli Apuamater!
Riccardo Venturi 9/8/2014 - 22:18
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Ciente veleni - Sguarracino

[2011]
De Falco - E Zézi
'O Guarracino - Tradizionale.
Album: Ciente paise. Tra cient'anne e ciente mise torna l'acqua a li paise - Vesuvio.
Massimo Mollo (Voce e chitarra)
Maurizio Saccone (Sax)
Antonello Paliotti (Chitarra battente, plettri)
Angelo Di Falco (Putipù)
Massimo Ferrante (Marranzano, chitarra e voce)
Maura Sciullo e Pasquale Terracciano (Tamburelli)
Marzia del Giudice (Castagnette)
Enzo Salerno (Basso)
Roberto Sansone (Batteria)
Gatti Distratti (Rumori)




Un brano straordinario che potremmo chiamare della “nuova tradizione”. Nell'anno del Signore 2011, di grazia e (soprattutto) disgrazia, il Gruppo Operaio E Zézi di Pomigliano d'Arco, attivo fin dai primi anni '70 e che vide le prime gesta di un giovanissimo Daniele Sepe mentre -tra le altre amene cose- esplodeva la fabbrica Flobert di Sant'Anastasia, decise di trasportarci a tutti quanti a farci fare un bel giro... (continua)
Appillatev' o naso
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/8/2014 - 20:08




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