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Prima del 2014-7-29

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Trigger Happy Hands

(2010)
Album: 'Battle For The Sun - Redux Edition'

Q: You have released an anti-war song called - "Trigger Happy Hands". Rock musicians have sung anti-war songs 20, 30 and even 40 years ago, but the war still going on. Do you think it’s all in vain?

Stefan Olsdal: No matter how insignificant we may feel in this world, we still shouldn’t give up. According to Darwin, we are just the machines for survival, but if we agree with this, we are just going to kill each other. I will say a trivial thing: every man in his position should make this world better, that's all. Throughout our career Brian has affected political themes, but now it’s a time to speak in a full voice. We don’t want to become a „new U2” or build a publicity on this, we just tray a mirror to the face of a society.
The world is run by clowns with trigger happy hands
(continua)
29/7/2014 - 23:39
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Les funérailles d'antan

[1958]
Testo e musica: Georges Brassens
Paroles et musique: Georges Brassens
Album: Le pornographe

Les Funérailles d'antan
Chanson française – Georges Brassens – 1958

J'avais traduit « L'uomo » de Guccini et il y avait là un relent d'âme pas très ragoutant. Mais j'avais quand même traduit, juste primo parce que c'était Francesco Guccini, ensuite, deuzio, parce que je dois d'abord traduire pour comprendre, troizio, car il y avait une excellente (que dis-je, une superbe... rien que pour elle, j'aurais tout traduit) introduction de Riccardo Venturi et quatrio, car le Guccini m'avait tellement pompé l'air avec son histoire d'âme que j'ai voulu y mettre aussi une petite introduction à ma façon. On ne se refait pas, même si on se réincarne – en âne, par exemple, comme tu en es le plus estimable représentant.
Et puis, cette conclusion du bon Guccini :

« Seulement quelque chose qui s'envole... (continua)
Jadis, les parents des morts vous mettaient dans le bain,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/7/2014 - 22:59
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Né quelque part

Non sono molto sicuro di come ho tradotto il ritornello...

Ho visto la settimana scorsa un concerto di Maxime Le Forestier a un festival musicale in Svizzera. Un signore di una certa età con un bel sorriso, mi ha fatto quasi tenerezza. Quando ha attaccato questa (e anche Mon frère) tutti, anche i più giovani, l'hanno cantata in coro, segno che si tratta di una canzone che ha lasciato il segno tra il pubblico francofono, con il suo messaggio antirazzista inequivocabile. Una canzone che dà sempre da pensare: quanto della nostra vita, del nostro modo di pensare, della nostra fortuna e sfortuna dipenda dalla sorte, dall'essere nati da qualche parte...
NATO DA QUALCHE PARTE
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 29/7/2014 - 22:48

Gaetano, gracié et pendu

Vorrei segnalare che questa canzone di Marco Valdo M.I. è citata nella voce Gaetano Bresci su Wikipedia italiana. E non mi par poco!
Riccardo Venturi 29/7/2014 - 22:02
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"Humanitarian" NATO

An anti-war folk song that protests against the late 20th-century and early 21st-century USA/NATO policy of "humanitarian" military intervention in foreign countries.
(chorus)
(continua)
inviata da protestfolk 29/7/2014 - 20:53
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La pianura dei sette fratelli

UN RICORDO DI MARIA CERVI
(Gianni Sartori)

Avevo intervistato Maria Cervi (figlia di Antenore, uno dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti nel dicembre 1943) nel giugno del 2007 per una serie di articoli in vista del convegno “Il sapore giovane della resistenza” e ci eravamo lasciati con l’impegno di rivederci in quella occasione (domenica 24 giugno 2007). L'incontro era stato organizzato a Vicenza nell’ambito di Festambiente, ma purtroppo Maria ci aveva lasciato pochi giorni prima della manifestazione vicentina. Inevitabilmente questa sua testimonianza (la sua ultima intervista mi hanno confermato gli amici dell'ANPI) ha finito per acquistare un valore particolare.

D. Qual è, a suo avviso, l’importanza, l’attualità della Resistenza per la democrazia nel nostro paese?
R. Per me la Resistenza è ancora, nei fatti, il momento della nascita della Repubblica, della rifondazione democratica.... (continua)
Gianni Sartori 29/7/2014 - 20:47

Ma stanotte la guerra è finita…

Antiwar Songs Blog
Il ventotto luglio di cent’anni fa segnava l’inizio della « grande guerra ». Quella in cui, finalmente, l’Europa decise di mandare integralmente al macello le sue masse contadine, quella del primo uso dei gas letali, quella del milione di morti della battaglia della Somme,  la preferita del protagonista della famosa canzone di Brassens. Abbiamo finalmente […]
Antiwar Songs Staff 2014-07-29 20:23:00
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The Fallacy

An anti-war folk song that protests against 21st-century threats by politicians in Israel, the UK and USA to attack people in Iran.
They threaten still to wage war on Iran
(continua)
inviata da protestfolk 29/7/2014 - 19:05
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Almirante Negro (O mestre-sala dos mares)

Alcune osservazioni sulla traduzione in italiano:
>Nella figura di un marinaio pazzo

Non mi sembra che "pazzo" sia la traduzione migliore. "Bravo" può significare bravo, coraggioso, o, al massimo, arrabbiato.

> la dignità di un maestro di cerimonie

Il mio professore di portoghese, madrelingua brasiliano, mi aveva detto che l'espressione "mestre sala" si riferisce all'uomo più bravo di una scuola di samba, che insieme alla donna più brava (porta-bandeira), svolge il ruolo più importante nelle sfilate (vedi: http://pt.wikipedia.org/wiki/Mestre-Sala_e_Porta-Bandeira#Mestre-sala_e_porta-bandeira). Forse sarebbe meglio spiegarlo in una nota.

> Gloria al faro

Non mi risulta che "farofa" significhi "faro". Che io sappia è un piatto tipico brasiliano (vedi: https://en.wikipedia.org/wiki/Farofa), o anche "vanteria", "ciance" .
Paolo 29/7/2014 - 18:57

Il ritorno di Gaetano

[29 luglio 2014]
Da cantarsi sull'aria de
La ballata di Franco Serantini

Non ero affatto nel mio candido lettino, anche perché non è “ino” ed è tutt'altro che candido, quando ho sentito una voce che mi ha detto: “Riccardo!” “Eh!?!?” “Riccardo, svegliati, sono Gaetano.” Mi son trovato davanti un giovanotto ben vestito, con un bel paio di baffi, che parlava con accento di Prào; eh beh, da Prato a qui dove sto io ci vorrà mezz'ora scarsa, del resto, basta fare dieci minuti d'autostrada e il Ponte dell'Indiano... Insomma, avrete tutti capito di chi si tratta. Era venuto, il Bresci, a redarguirmi: “Ora va bene, di canti e canzoni me ne avranno dedicati chissà quanti... ma che te, proprio te, 'un tu ti sia mai messo di buzzo buono a scriverne uno te, di canto, mica mi sfagiola! Sempre bòni voialtri raccoglitori, ma quando si tratta di cimentarsi in prima persona...!” Naturalmente mi son dichiarato... (continua)
Il ventinove luglio
(continua)
29/7/2014 - 16:30
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Silvia Baraldini

[1982]
Parole e musica di Flavio Giurato.
Dal disco intitolato “Il tuffatore”

Su Silvia Baraldini (“…una prigioniera politica, una comunista, una combattente per la libertà.”) si veda in particolare Radio Manisco/0516490872degli AK47.
Silvia Baraldini mette su i calzini nella prigione di Stato
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/7/2014 - 15:56
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Più forte della Morte è l’Amore

2015
Sangue e cenere


Sangue e cenere

La scorsa estate i Gang hanno deciso di utilizzare la modalità del crowdfunding, con grandissimo successo, visto che hanno raccolto 10 volte la cifra richiesta, lo hanno fatto per finanziare la realizzazione del nuovo disco Sangue e cenere, che arriva quindi ben 14 anni dopo Contrasto, il loro ultimo album di inediti.

Certo in questi anni c’è sempre stata una intensa attività live con oltre 100 concerti ogni anno, ci sono stati parecchi  dischi tra live, cover, riletture, collaborazioni ( La Macina, Daniele BiacchessiMassimo Priviero, Gaetano Liguori) ma gli amanti della band aspettavano sempre un nuovo lavoro di inediti, che ora è finalmente nel nostro lettore.

Con i fondi raccolti hanno potuto fare le cose per  bene, registrazioni in USA con una bella produzione di Jono Manson, una ricca strumentazione che vede ad accompagnare i fratelli Severini... (continua)
Più forte della Morte è l’Amore
(continua)
inviata da DoNQuijote82 29/7/2014 - 15:55
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Brincadeira de Angola

[1967]
Scritta da Sérgio Ricardo e Francisco de Assis Pereira, meglio conosciuto come Chico de Assis (1933-), drammaturgo.
Nel disco intitolato “A grande música de Sérgio Ricardo”

La “Brincadeira de Angola” è un metodo d’insegnamento, particolarmente rivolto ai più piccoli, della “capoeira de Angola”, una variante che si oppone alla cosiddetta “capoeira Regional”, e che fu sviluppata negli anni 30 a Salvador de Bahia da Mestre Pastinha, uno dei capoeiristi storici brasiliani…

Bisogna ricordare che la capoeira in Brasile si sviluppò, a partire da rituali di lotta e di danza degli schiavi africani, soprattutto nel periodo dei “quilombos” (si veda al proposito la canzone Zumbi di Jorge Ben Jor), i villaggi costruiti e difesi dagli schiavi fuggiaschi cui i portoghesi davano una caccia feroce. In documenti della prima metà del 600 questi ultimi raccontavano di uno strano modo di combattere... (continua)
No tempo em que o negro era escravo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/7/2014 - 15:29

Il canto di Bresci

[ca. 1902]
Sull'aria del "Caserio" di Pietro Gori

Come informano Catanuto/Schirone (a pagina 159 del "Canto anarchico in Italia", da dove il testo è ripreso), "trattasi di una versione in italiano di un canto a Bresci, su aria del Caserio, apparso in Argentina. È una chiara traduzione "a braccio" di un testo in lingua spagnola, non adattata al motivo musicale indicato". Catanuto e Schirone ripresero questo testo da Jona/Liberovici (in pieno Cantacronache, quindi), Il 29 luglio del 1900, p. 86. Si aggiunga che, del "Caserio", non solo la melodia ma anche alcuni versi venivano ripresi. [RV]
Il 24 maggio 1901
(continua)
inviata da Ahmed il Lavavetri 29/7/2014 - 15:16
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

AFRIKAANS [2]

Dal medesimo articolo del "Burger" scritto da Hennie Aucamp si estrapola anche questa traduzione letterale di "Lili Marleen" in lingua afrikaans. L'intero articolo meriterebbe di essere letto; l'afrikaans è una lingua straordinariamente semplice, a condizione di conoscere un po' di olandese. [RV]

From the same article by Hennie Aucamp published in "Die Burger" it is possible to draw the following (literal) Afrikaans translation of "Lili Marleen". The whole article deserves to be read; Afrikaans is a very easy language, provided you know just a little Dutch. [RV]
LILI MARLEEN
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 29/7/2014 - 13:23
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

AFRIKAANS [1]

Lili Marleen è stata cantata anche in lingua afrikaans dalle truppe sudafricane impegnate nella II guerra mondiale (particolarmente nel Nordeuropa). Lo si deduce da un articolo di Hennie Aucamp pubblicato il 7 maggio 2005 dal giornale Die Burger:

“Wat baie mense reeds vergeet het, is dat "Lili Marleen" ook in Afrikaans gesing is deur Suid-Afrikaanse soldate, onder andere in die Noorde. Koos Human het my vertel dat "Lili Marleen" dikwels in Afrikaans gehoor is oor die radio in die vroeë veertigerjare van die vorige eeu. Prof. Pieter W. Grobbelaar het twee Afrikaanse vertalings van "Lili Marleen" opgespoor, en het dié een aan my gestuur.”

“Ciò che parecchia gente ha già scordato, è che “Lili Marleen” è stata cantata anche in afrikaans dai soldati sudafricani, tra gli altri nel Nordeuropa. Koos Human mi ha raccontato che “Lili Marleen” veniva ascoltata spesso alla radio in... (continua)
Buite my kaserne
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 29/7/2014 - 12:26
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

UNGHERESE / HUNGARIAN [2] - Kelly Anna



Anna Ézsöl, in arte Anna Kelly (“Kelly Anna” secondo l’uso ungherese), nata a Léva (l’attuale Levice in Slovacchia) il 6 ottobre 1919 e morta a Budapest il 10 gennaio 1965 è stata una famosa cantante operettistica ungherese degli anni ’40, quando svolse anche un’apprezzata carriera come ballerina. La sua versione di Lili Marleen, intitolata Én édes angyalom („Io, dolce tuo angelo”) è del 1943. Nel 1948 Anna Kelly sposò il musicista rumeno Mihai Vasilopol e, col nome di Anna Vasilopol divenne primadonna del Teatro dell’Operetta di Bucarest.

(Bp., 1919. okt. 6.–Bp., 1965. jún. 10.): énekesnő, előadóművésznő. Magánúton tanult énekelni, 1940-től lépett fel táncdalokkal, operettrészletekkel. 1941-ben szerepelt a Margitszigeti Szabadtéri Színpadon, 1943-ban a Fővárosi Operettszínházban. Mintegy 60 lemezfelvétele készült a Pátria Lemezgyárban. Az ún. kívánságműsorok... (continua)
ÉN ÉDES ANGYALOM
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 29/7/2014 - 01:34
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The Green Fields Of France (No Man's Land)

SPAGNOLO / SPANISH [2]

La traduzione spagnola proveniente dal blog Paraíso sin descubrir. Curioso che il blogger si chiami "Panzer Kanone" e abbia come avatar un carro armato... [RV]

Here's the Spanish translation reproduced from the blog Paraíso sin descubrir ("The Undiscovered Paradise"). It's rather astounding that the blogger's name is "Panzer Kanone" and has a tank as his avatar... [RV]
LOS VERDES CAMPOS DE FRANCIA
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 29/7/2014 - 00:07
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Paolo Pietrangeli: Contessa

L'Arte espressa da artisti autentici, non solo e un delitto contro l'arte, la provocazione di tentare di snaturarla, poichè, in momenti come questi, o comunque storicamente ripetibili, ritorna straordinariamente attuale in tutti i contenuti. - Ciò nonostante, tornando alla politica storica, non considero fù un errore il Berlinguerismo, il quale, dallo stesso statuto del P.C.I. si stabiliva imprescindibile la democrazia, come base sociale imprescindibile del confronto e della lotta politica, se ha funzionato o no, se avrebbe funzionato meglio lo scontro includendo la violenza alla violenza del potere, credo non lo sapremmo mai, la sinistra smetta con il suo storico autolesionismo, e impara a valorizzare e tenere memoria dela parte positiva delle sue azioni politiche e sociali, e non continui a martoriarsi nei cavilli delle inevitabili negatività proprie.

Savino 28/7/2014 - 23:09
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

La traduzione italiana della precedente versione dei Muertos de Cristo. Di Riccardo Venturi, 28 luglio 2014.
LILI MARLEEN
(continua)
28/7/2014 - 22:28
Il 28 luglio di cento anni fa con la dichiarazione di guerra dell'Austria Ungheria alla Serbia cominciava la Grande Guerra che avrebbe fatto 16 milioni di morti.

Un nuovo percorso, sicuramente ancora incompleto, raccoglie da oggi le canzoni che raccontano quegli anni terribili.
Lorenzo Masetti 28/7/2014 - 22:02
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Palestine Lives!

"Palestine Lives!" was written during the 1970s when the Israeli establishment was then unwilling to even sit down at the negotiating table with the representatives of the Palestine Liberation Organization [PLO] that was recognized as a legitimate political organization by most members of the United Nations. But the folks who control the U.S. media conglomerates still don’t appear very eager to provide much airplay for U.S. folk songs that support the right of all Palestinians to return to their homeland and exercise their democratic right of national self-determination.
(chorus)
(continua)
inviata da protestfolk 28/7/2014 - 20:27
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Unchain Utopia

We're in a time where all enterprises fall
(continua)
28/7/2014 - 18:10
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Ultimo discorso registrato

La contestazione del Palalido è di aprile 1976 e il disco esce a maggio 76.Forse i tempi sono troppo ravvicinati,ma prima del Palalido ci furono altri episodi di contestazione e probabilmente sono questi che hanno suggerito la canzone.
Eribert 28/7/2014 - 17:29
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Checkpoint

[2014]

Perché ho scritto la canzone “Checkpoint” e ho rivelato l’apartheid di cui sono stato testimone in Palestina.

Di Jasiri X

30 gennaio 2014

Onestamente, non avevo alcuna intenzione di scrivere una canzone basata sul viaggio che ho fatto di recente in Palestina e a Israele, in quanto parte di una delegazione di attivisti e artisti afro-americani, sponsorizzati del Centro Carter. Ho ancora difficoltà a elaborare quello di cui sono stato testimone. Ho passato gran parte del viaggio a cercare di capire come un gruppo di esseri umani poteva essere così disumano verso un altro gruppo di esseri umani. Non riesco ancora a capirlo. Il quarto dei sette giorni del viaggio volevo tornare a casa. L’intensità mentale di quello che vedevo e la brutalità delle storie che sentivo avevano un impatto negativo su di me, al punto in cui ne avevo abbastanza.

In uno dei pochi momenti “leggeri” del viaggio,... (continua)
Journal of the hard times tales from the dark side
(continua)
28/7/2014 - 15:56
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I si canto trist

MARZO 1974-MARZO 2014: UN ANNIVERSARIO DA RICORDARE

A QUARANTA ANNI DALLA MORTE DI SALVADOR PUIG ANTICH “METGE” (Gianni Sartori)

Il garrote, lo strumento che la mattina del 2 marzo 1974 spezzò le vertebre cervicali di Salvador Puig Antich (“Metge”) ponendo fine in maniera ignobile alla sua breve vita di meccanico-studente-guerrigliero (o “rapinatore” secondo lo Stato) evocava sicuramente fosche atmosfere da Santa Inquisizione, ma in realtà era quasi contemporaneo della ghigliottina e ideato con i medesimi intenti : una morte rapida che evitasse al condannato sofferenze inutili. Da questo punto di vista, bisogna dire, si dimostrò molto al di sotto delle aspettative, diventando nell’immaginario collettivo un vero e proprio strumento di tortura.

Come Praga per Jan Palach nel 1968 e Belfast per Bobby Sands nel 1981, così tutta Barcellona reagì con rabbia a questa esecuzione, interpretata... (continua)
Gianni Sartori 28/7/2014 - 15:27
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Un’arbor’e pache

Non "dego cherjo una tanca frogia"
ma "dego cherjo una tanca froria"
Franzisku 28/7/2014 - 14:20
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Clube da esquina nº 2

[1972]
Scritta da Lô Borges, Márcio Borges e Milton Nascimento
La canzone che dà il titolo all’album “Clube da esquina” di Milton Nascimento.

Una canzone piuttosto esplicita che parla di ragazzi nelle strade, di uomini e di sogni che non invecchiano, di fiumi di gente sull’asfalto bollente e di gas lacrimogeni…
Porque se chamava moço
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/7/2014 - 11:31

Dharamsala

2014
Bardo Thodol:
(continua)
inviata da DoNQuijote82 28/7/2014 - 11:17

Piccola Ballata dell’Infibulazione

(testo e musica di Anna Luppi e Massimo Minotti)

L'infibulazione (dal latino fibula, spilla) è una mutilazione genitale femminile. Consiste nell'asportazione della clitoride (escissione), delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell'urina e del sangue mestruale.
Ha origine esclusivamente culturale, e oggi è adottata e praticata soprattutto in molte società in Africa, nella penisola araba e nel sud-est asiatico.
Stai zitto sennò ci sentono...
(continua)
inviata da DoNQuijote82 28/7/2014 - 11:14
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Somos todos iguais nesta noite (É o circo de novo)

[1977]
Scritta da Ivan Lins e Vitor Martins
Nel disco di Ivan Lins dallo steso titolo, “Somos todos iguais nesta noite”

La vita nel circo come metafora della vita nel Brasile sprofondato nella notte della dittatura, dove gli attori sono inevitabilemente o domatori o domati…
Somos todos iguais nesta noite
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/7/2014 - 11:06

Nazione strana

2014
Sta tornu
Dimme ce buei de mie
(continua)
inviata da DoNQuijote82 28/7/2014 - 10:30
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Eu quero é botar meu bloco na rua

[1972]
Parole e musica di Sérgio Sampaio, misconosciuto e “maledetto” esponente della MPB.
E’ la canzone cha dà il titolo al suo disco d’esordio, pubblicato nel 1973.

Negli anni della dittatura le città brasiliane erano militarizzate, pattuglie ad ogni angolo di strada per impedire, assembramenti, manifestazioni e proteste.

In questa sua canzone Sérgio Sampaio, misconosciuto e “maledetto” esponente della MPB, esprimeva la sua speranza che le strade tornassero alla gente, ai “blocos de samba”, e che i militari, chiamati con satira e disprezzo Durango Kid, la finissero con la loro violenza e tracotanza da cowboys e sparissero per sempre…
Há quem diga que eu dormi de touca
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/7/2014 - 09:57

Tocaia

[1973]
Parole e musica di Sérgio Ricardo
Nell’album - dalla copertina inequivocabile - che porta come titolo il nome dell’artista.

Tocaia, ovvero imboscata, agguato. Una canzone che, nel pieno di una feroce dittatura militare, facendo ricorso alla poesia e alla metafora ma senza nascondere nulla, nemmeno il nome, celebrava colui che fino a due anni prima era stato il nemico pubblico n. 1 del regime, il capitano dell’esercito, il disertore, il guerrigliero comunista Carlos Lamarca (1937-1971).

Fino al 1969 Lamarca non aveva dato alcun segno di insofferenza alla vita militare o di non condividere l’azione dell’esercito golpista. Poi, improvvisamente, disertò portando con sè un camion carico di armi e munizioni e si unì al gruppo armato Vanguarda Popular Revolucionária (VPR). Con la sua nuova divisa Lamarca firmò parecchie azioni eclatanti, come il sequestro dell’ambasciatore svizzero Giovanni... (continua)
Baixava a noite na mata
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/7/2014 - 22:01

Canto americano

[1973]
Parole e musica di Sérgio Ricardo
Nell’album - dalla copertina inequivocabile - che porta come titolo il nome dell’artista.

“[...] No campo especifico da música popular é do conhecimento de todos as perseguições enfrentadas por compositores como Chico Buarque, Geraldo Vandré, Taiguara e muitos outros que lutavam contra o arbítrio que imperava no Departamento Nacional de Censura, órgão oficial do governo com autonomia para monitorar a produção intelectual do país. Apesar de todas as dificuldades era necessário não se deixar esmorecer, fraquejar naquele momento seria desastroso e um ato de covardia diante da pátria e do que ela significava para cada um de nós.

No meio desse tiroteio alguns nomes se destacavam, e alem dos já citados um se fez vibrante, inconformado, realista e determinado, era o paulista Sergio Ricardo. Construindo sua carreira de cantor, compositor e cineasta desde... (continua)
Bésame rosa de sangue
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 27/7/2014 - 20:37
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Banderas rotas

[1989]

Album:Trilce

Banderas Rotas. Cuasimemorias
Autor: José Antonio Labordeta
Editorial: La Esfera de los Libros

Año de publicación: 2001

Banderas rotas son las memorias o, mejor cuasimemorias como prefiere el autor, de un ser humano, nacidas a veces en el coracón y otras en el cerebro. El currículo estrambótico de una generación idealista que vivió el salvaje conflicto de la guerra civil y la interminable posguerra y se ocupó de menesteres inútiles como derrocar una dictadura y llevar a cabo el largo peregrinar de la democracia.

He puesto sobre mi mesa
(continua)
inviata da adriana 27/7/2014 - 20:24
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Bobo Merenda

Interpretata anche dalla Bandabardò

donquijote82 27/7/2014 - 16:11




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