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Prima del 2014-3-20

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Mordechai Anielewicz

[2013]
Scritta da Umberto Fiori e Tommaso Leddi degli Stormy Six
Dallo spettacolo “Benvenuti nel ghetto” realizzato dal gruppo insieme a Moni Ovadia, in occasione dei 70 anni dall’insurrezione del ghetto di Varsavia.


Stormy Six con Moni Ovadia


“Eppure - chissà - là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo.” Yannis Ritsos / Γιάννης Ρίτσος, frammento da “Ελένη”, 1970.

Tra l’aprile e il maggio del 1943 gli ebrei del ghetto di Varsavia — uomini e donne, vecchi e bambini — si ribellavano alla violenza delle SS e tenevano loro testa, armi in pugno, per quasi un mese. Si tratta del primo episodio di resistenza armata contro i nazisti; un episodio tanto più significativo perché a esserne protagonisti — in condizioni di disperata inferiorità militare e di quasi totale isolamento — sono le vittime designate della... (continua)
Se io potessi incontrarti
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/3/2014 - 15:34
Percorsi: Ghetti
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Benvenuti nel ghetto (Cocktail Molotov)

[2013]
Scritta da Umberto Fiori e Tommaso Leddi degli Stormy Six
Dallo spettacolo “Benvenuti nel ghetto” realizzato dal gruppo insieme a Moni Ovadia, in occasione dei 70 anni dall’insurrezione del ghetto di Varsavia.


Stormy Six con Moni Ovadia


“Eppure - chissà - là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo.” Yannis Ritsos / Γιάννης Ρίτσος, frammento da “Ελένη”, 1970.

Tra l’aprile e il maggio del 1943 gli ebrei del ghetto di Varsavia — uomini e donne, vecchi e bambini — si ribellavano alla violenza delle SS e tenevano loro testa, armi in pugno, per quasi un mese. Si tratta del primo episodio di resistenza armata contro i nazisti; un episodio tanto più significativo perché a esserne protagonisti — in condizioni di disperata inferiorità militare e di quasi totale isolamento — sono le vittime designate della... (continua)
Uomini di von Sammern,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/3/2014 - 14:02
Percorsi: Ghetti
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L’estinzione della razza umana

Direi che in calce ci stanno bene questi bellissimi versi di Luigi Di Ruscio (magnifica figura di poeta operaio e autodidatta, 1930-2011). Da Nazione Indiana.

con la fine degli umani i grattacieli
si copriranno improvvisamente di licheni spumosi
gli asfalti inizieranno fioriture
che richiameranno gli insetti più luminosi
nessun gatto
rischierà di venire castrato
e nell’universo rimarrà lo splendente ricordo
di essersi visto con l’occhio umano
L.L. 20/3/2014 - 14:01
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Umschlagplatz

[2013]
Scritta da Umberto Fiori e Tommaso Leddi degli Stormy Six
Dallo spettacolo “Benvenuti nel ghetto” realizzato dal gruppo insieme a Moni Ovadia, in occasione dei 70 anni dall’insurrezione del ghetto di Varsavia.


Stormy Six con Moni Ovadia


“Eppure - chissà - là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo.” Yannis Ritsos / Γιάννης Ρίτσος, frammento da “Ελένη”, 1970.

Tra l’aprile e il maggio del 1943 gli ebrei del ghetto di Varsavia — uomini e donne, vecchi e bambini — si ribellavano alla violenza delle SS e tenevano loro testa, armi in pugno, per quasi un mese. Si tratta del primo episodio di resistenza armata contro i nazisti; un episodio tanto più significativo perché a esserne protagonisti — in condizioni di disperata inferiorità militare e di quasi totale isolamento — sono le vittime designate della... (continua)
Tra le casse, i sospiri e i gusci d'uovo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/3/2014 - 10:59
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Devarìm (dal Deuteronomio)

[2013]
Scritta da Umberto Fiori e Tommaso Leddi degli Stormy Six
Dallo spettacolo “Benvenuti nel ghetto” realizzato dal gruppo insieme a Moni Ovadia, in occasione dei 70 anni dall’insurrezione del ghetto di Varsavia.


Stormy Six con Moni Ovadia


“Eppure - chissà - là dove qualcuno resiste senza speranza, è forse là che inizia la storia umana, come la chiamiamo, e la bellezza dell’uomo.” Yannis Ritsos / Γιάννης Ρίτσος, frammento da “Ελένη”, 1970.

Tra l’aprile e il maggio del 1943 gli ebrei del ghetto di Varsavia — uomini e donne, vecchi e bambini — si ribellavano alla violenza delle SS e tenevano loro testa, armi in pugno, per quasi un mese. Si tratta del primo episodio di resistenza armata contro i nazisti; un episodio tanto più significativo perché a esserne protagonisti — in condizioni di disperata inferiorità militare e di quasi totale isolamento — sono le vittime designate della... (continua)
Contro di te
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/3/2014 - 10:24
Percorsi: Ghetti
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L'inno di Papele

[2013]
Testo e musica (?) di Federico Salvatore
sulle note di "Disamistade" di Fabrizio de André
Dall'album "Pulcine'Hell"
Testo da qui,
Me sapite cunta' senza fa chiu' e ruffian,
(continua)
inviata da Cristòfer' V(e)rona 'o polacc' 20/3/2014 - 00:21
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Ma mi

Nel 1974, in una trasmissione intitolata "Dedicato a Milva", in coppia con Milva, Giorgio Strehler ricanta la canzone spiegandone il significato, verso dopo verso.
Si tratta di un racconto autobiografico.
E' la storia di 4 amici della "mala" milanese, tutti "di umili origini e cresciuti in strada, in compagnia dei gatti randagi".
Scoppia la guerra e li spediscono in Albania a dar la caccia ai "negri tedeschi della Wermacht", ovvero a quelli che avevano il teschio sul berretto nero.
Un giorno, vengono catturati, torturati e uno di loro viene anche fucilato.
La guerra finisce e si ritorna a casa.
Ora l'autore sposta l'attenzione su quello, che del gruppo era il più bullo e, pur avendo perso i contatti con lui, immagina che questo sia ritornato nel giro sporco, entrando e uscendo dalla galera.
Ostinato e orgoglioso, dopo sofferenze, fame e interrogatori, il "balordo" rifiuta continuamente... (continua)
Federico 19/3/2014 - 23:10
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Napocalisse

[2013]
Testo e musica di Federico Salvatore
Dall'album "Pulcin'Hell"
Testo da http://www.angolotesti.it/
Nero comm a na maschera ca nun pòrt chiù nisciùn
(continua)
inviata da Krzysiek Wrona 19/3/2014 - 20:41

Der Bücherkarren

[1931]
Versi di Hellmuth Kruger (1890-1955), scrittore tedesco, attore e comico molto attivo nel cabaret berlinese negli anni d’oro di Weimar.
Ignoro se la musica sia sua oppure di qualche famoso ovvero ignoto compositore dell’epoca, come ce n’erano tantissimi nella vivissima Berlino prenazista.

“Chiamiamo Adolf ‘Salvatore della Patria’… o non sarà piuttosto il contrario?”

In questa canzone – per quello che sono riuscito a capire - Hellmuth Kruger pone ironicamente i propri dubbi sull’ormai dilagante nazismo e prefigura quasi profticamente quello che sarebbe successo di lì a poco (e che in parte stava già sordidamente succedendo), la campagne di “pulizia” contro cittadini ed intellettuali ebrei (viene citato, per esempio, Emil Ludwig, noto scrittore e giornalista che nel 1932 sarà costretto a fuggire prima in Svizzera e poi negli USA) ed i Bücherverbrennungen, i roghi di libri degli autori vietati che inaugurarono tristemente l’avvento al potere di Hitler nel 1933.
Ich baue meinen Karren um, weil ich so langsam spüre,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/3/2014 - 16:30

Die Nationalstrolchisten

[1932]
Versi di Eberhard Friedrich Worm, detto Hardy (1896-1973), scrittore e giornalista satirico berlinese che negli ultimi anni dell Repubblica di Weimar si dedicò anche molto alla scrittura per il cabaret (ebbe pure un suo locale, il “Die rote Nachtigall”).
Ignoro se la musica sia sua oppure di qualche famoso ovvero ignoto compositore dell’epoca, come ce n’erano tantissimi nella vivissima Berlino prenazista.

Così come su questo sito compaiono molte canzoni in Yiddish, la lingua degli ebrei d’Europa che i nazisti tentarono di cancellare insieme a coloro che la parlavano, vorrei che comparissero anche tante canzoni in tedesco provenienti dall’epoca in cui il nazismo crebbe e si affermò, piccoli squarci di luce e di resistenza in quegli anni squallidi e bui in cui si preparava l’orrore di un’altra guerra mondiale, dell’Olocausto ebraico e delle stragi di oppositori, zingari, omosessuali... (continua)
Anjetreten! Held markieren!
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/3/2014 - 12:01
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Sognando

Sono alla ricerca del 45 giri con la canzone "Sognando" ma finora non sono riuscito a trovarlo. Qualcuno può aiutarmi? Lucio Di Martino
Lucio Di Martino 18/3/2014 - 22:22
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Silvano Fedi 29/7/1944

Testo e musica di Luca Vivarelli
arrangiamenti di "di terra in terra"

Tratta dal CD "Danzastorie"

Canzone dedicata al partigiano pistoiese Silvano Fedi e al suo ideale di libertà e di lotta al nazifascismo.

Antonello Minnei, voce
Andrea Geri, organetto, backing vocal
Quirino Trovato, chitarra, irish bouzuki, spoons, backing vocal
Savino Pantone, violino, backing vocal
Gaspare Bartelloni, whistle e flauto
Maurizio Morosi, bodhran
Non pensavo così la mia sorte,
(continua)
inviata da Luca Vivarelli 18/3/2014 - 21:59
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Una vita spesa a skivar la fresa

[2008]
Nell’album intitolato “Dio ci deve delle spiegazioni*” del 2009

La canzone si apre con l’etimologia della parola lavoro e si chiude con un motto popolare antichissimo, detto che il verbo manducare per mangiare è già presente nella Divina Commedia (alla fine del canto XXXII dell’Inferno, dove Dante Alighieri introduce l’arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini, carnefice di Ugolino della Gherardesca, condannato alla tribolazione di vedersi il cranio manducato dal conte Ugolino che lui aveva catturato a tradimento, rinchiuso e fatto morire di fame insieme ai suoi figli...)
Lavoro è parola che deriva dal latino labor, laboris: fatica, sofferenza, pena.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/3/2014 - 21:10
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Odio la natura

Chanson italienne – Odio la natura – Fucktotum – 2002

En pur « fucktotum style », mais c'est aussi toujours – à sa manière - une chanson contre la guerre à notre belle terre…
JE HAIS LA NATURE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/3/2014 - 18:14
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Difendiamo i territori

Inno rugby team NO TAV - NO PONTE - NO MUOS

Parole di Francesco "Kento" Carlo,
Musica di Francesco "Shiva" Creazzo (Kalafro).
Registrato e mixato da Daniele Zazza al Dirty Hubs Studio
Da Niscemi alla Clarea tu scendi in campo che ti aspetto
(continua)
inviata da adriana 18/3/2014 - 16:32

Herbst 1932

[1932]
Parole di Werner Finck (1902-1978), cabarettista, attore e scrittore.
Ignoro se la musica sia sua, ma comunque è una delle sue canzoncine satiriche per gli spettacoli di cabaret al “Die Katakombe” di Berlino, teatro da lui stesso fondato nel 1927 insieme ad Hans Deppe (1897-1960), regista, attore e produttore cinematografico.

Inizialmente Werner Finck non si interessava di politica, il suo era un talento comico puro. Di sé stesso diceva di essere un “inguaribile individualista”. Ma dalla fine degli anni 20 fu la “politica” ad entrare in rotta di collisione con Finck ed il suo “Die Katakombe”: “Ci sono alcuni oggi che dicono che io ero contro i nazisti. Ma io vorrei che fosse chiaro questo: sono calunnie. La questione era ben diversa: erano i nazisti ad essere contro di me!”

A partire dal 1932 – l’autunno 1932 cui si riferisce questa sarcastica canzoncina – gli spettacoli di Finck... (continua)
Wie es so regnet heut' nacht,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/3/2014 - 15:51
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Μπαγάσας

I Greci (non tutti, certo, ma moltissimi sì) stanno ricordando Nikolas Asimos, scomparso il 17 marzo di 26 anni fa. Mi associo, traducendo questa interessante nota


26 anni senza Nikolas Asimos

Come oggi il 17 Marzo 1988 pose fine alla sua vita il cantautore Nikolas Asimos, dopo due tentativi falliti di suicdio. Si impiccò con un lenzuolo legato a un tubo dell'acqua nella sua casa-bottega al numero 55 di via Kallidromios di Exarchia.
«Mi chiamo Nikòlas Asimos. Non Nikos e nemmeno Nikòlaos. Nikòlas e "Asimos" (Άσιμος) con la iota. Non Asìmos, non ho alcun rapporto con Isaac Asimov (in greco: Asìmof - ndt) Adesso mi chiederai perché Asimos con la iota. Perché, quando diciamo " il tale è un cantante insignificante", la parola "àsimos" (άσημος con la ita - ndt) ha la funzione di una definizione aggressiva verso la parola "cantante" e si scrive con la ita ( η ). Mentre Asimos ( ... (continua)
Gian Piero Testa 18/3/2014 - 15:12

די שבועה

18 marzo 2014

Come sempre, la traduzione è stata (ri)condotta sul testo originale yiddish, senza tenere conto delle traduzioni già presenti nella pagina (naturalmente non per dispregiarle, ma per non esserne influenzati). In questo modo la traduzione che ne risulta è assolutamente letterale e fedele al testo originale. [RV]
IL GIURAMENTO
(continua)
18/3/2014 - 07:18
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Venezia 1948

Cari Guido, Lorenzo e Riccardo,
grazie a voi e a tutti i collaboratori di Antiwar songs per avere ancora una volta ascoltato una mia canzone.

"Venezia 1948" indaga il cosiddetto esodo dei profughi istriano-dalmati attraverso l'unica prospettiva per me percorribile: non quella della strumentalizzazione ideologica (che è stata terribile da ogni parte), ma quella della presa di coscienza del dolore che c'è stato. Questo ciò che io so. Non c'è stato un eroe, non c'è stato un Omero, non è stata una storia esemplare, ma io so: c'è stato dolore.

Vi incollo qua sotto il link al cortometraggio legato alla canzone, girato a Venezia lo scorso novembre dal regista Enrico Fappani.
E' stato girato proprio nella zona dove, nel 1948, era ubicato il campo profughi all'interno del quale furono collocati i miei familiari.
Ancor oggi è una zona povera e marginale di Venezia: niente palazzi o turisti; solo... (continua)
DonQuijote82 18/3/2014 - 06:54

Człowiek

volevo scrivere una cosa un po' piu' inteligente, ma il vostro sistema mi ha bloccato : D
krzyś 18/3/2014 - 06:01
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Jałta

NOTE:

(1) Il Leone dell'Albion(e), ovvero, Winston Churchill http://it.wikipedia.org/wiki/Winston_Churchill
(2) Il Democrata (o lo Storpio) Franklin Delano Roosevelt http://it.wikipedia.org/wiki/Roosvelt
(3) Il Montanaro, cioe', Iosif Vissarionovič Džugašvili http://it.wikipedia.org/wiki/Stalin
(4) Una cittadina in Crimea (fra le curiosita' turistiche vanta di essere il luogo in cui, il 21 agosto 1964, morì Palmiro Togliatti, leader del Partito Comunista Italiano per un'emorragia cerebrale) http://it.wikipedia.org/wiki/Jalta
(5) La Trojka d'allora, vedi punto (6)
(6) Jalta, nel senso della http://it.wikipedia.org/wiki/Conferenza_di_Jalta
(7) Lavrentij Pavlovič Berija http://it.wikipedia.org/wiki/Beria
(8) I campi dimenticati http://it.wikipedia.org/wiki/GULag
(9) Nell'originale balto, inteso come un abitante dei Paesi Baltici http://it.wikipedia.org/wiki/Balti_%28popolo%29
Krzysztof Wrona 18/3/2014 - 02:27
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Il giorno che la Terra smise di girare

Chanson italienne – Il giorno che la Terra smise di girare - Fucktotum – 2011

Ah, Lucien l'âne mon ami, voici une chanson qui va bien te plaire, car elle remet les humains à leur vraie place et plus exactement, les ramène à leur vraie dimension dans l'univers... Autant dire à pas grand chose.

Oh, oh... Je me réjouis de la découvrir.

Et ce n'est pas tout, elle replace également les églises et les religions dans le paysage. Et puis, elle met fin au mythe de l'éternité de la Terre, laquelle comme tu le sais, n'en a plus pour très longtemps... À peine quelques milliards d'années.

Houla, la fin approche. C'est affolant, dit Lucien l'âne en riant de toutes ses dents. Je ne l'imaginais pas si proche

Mais la chanson nous raconte une autre histoire ; elle nous dévoile d'autes mystères...

Quels mystères ? Qu'y aurait-il encore que nous ignorerions ?

Eh bien, elle nous révèle, en fait, que... (continua)
LA TERRE CESSERA DE TOURNER
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 17/3/2014 - 16:22

Das Lied von den zwei Ochsen

[1944]
Versi di Manfred Greiffenhagen (1896-1945), ebreo tedesco, berlinese, autore di cabaret.
Musica di Martin Roman (1913-1996), anche lui ebreo tedesco, pianista jazz.
Recentemente (2007) riproposta al grande pubblico dal basso baritono tedesco Christian Gerhaher e dalla ‎mezzo-soprano svedese Anne Sofie von Otter nella raccolta intitolata “Terezín/Theresienstadt”, pubblicata nel 2008 dalla Deutsche Grammophon.‎
Testo trovato su “Und Die Musik Spielt Dazu! Kabarett in Theresienstadt”, titolo di un concerto tenutosi nel 2009 presso la sinagoga di Vöhl, nell’Assia.

Internato a Theresienstadt, Manfred Greiffenhagen scrisse molti dei testi delle piéces teatrali e musicali messe in scena nel campo-ghetto. Come molti artisti ebrei lì rinchiusi – tra i quali il noto attore Kurt Gerron – fu costretto dagli aguzzini a prestarsi nel documentario di propaganda “Der Führer schenkt den Juden... (continua)
Ihr naht Euch wieder, schwankende Gestalten,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/3/2014 - 13:53




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