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Prima del 2014-11-2

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Joaquín Sabina: Eva tomando el sol

Letra: Joaquín Sabina
Música: Joaquín Sabina, Pancho Varona
Disco: El Hombre del traje Gris (1988)

Una storia di amore marginale, di case occupate e di sgomberi del paradiso terrestre raccontata in forma di parabola biblica con semplicità e poesia. Come spesso succede nelle canzoni di Sabina, l'ironia si accompagna alla denuncia sociale. Fra l'altro in alcuni punti la trama ricorda Bocca di Rosa.

immagine tratta da Taringa (dove si trova un buon commento e la spiegazione di alcune parole).
Todo empezó cuando aquella serpiente
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 2/11/2014 - 23:15
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El club de las mujeres muertas

(2004)
El perro del garaje
A las que se rebelan, no se callan
(continua)
2/11/2014 - 22:11
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Business as Usual

AFFARI COME AL SOLITO
(continua)
inviata da Anonimo 2/11/2014 - 19:08
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Wulf ond Ēadwacer [Wulf and Eadwacer]

anonimo
Una nota a margine: I testi anglosassoni contenuti nel Libro di Exeter sono, in generale, talmente enigmatici che 95 dei 131 di cui si compone sono enigmi "tout court", conclamati, con tanto di soluzioni (ad esempio, la soluzione del primo è il "terremoto sottomarino", sic). L'enigma e l'indovinello sono, ovviamente, generi antichissimi in ogni tradizione; senza ricorrere al classico Edipo, padre di tutti gli enigmisti, nella tradizione anglosassone esistono anche i famosi Enigmi di Aldelmo, che io mi sono ritrovato nello stesso codice dell'XI secolo (Codex Pluteus Laurentianus XIV,5) che ho usato per la tesi di laurea -che riguardava un'altra parte del codice. Mi sia permesso di ricordare ancora l'emozione che mi prese nel tenere in mano per la prima volta, tra mille precauzioni, un codice di mille anni fa. Ricordando che il primo documento in un volgare italiano è un indovinello (l'Indovinello... (continua)
Riccardo Venturi 2/11/2014 - 18:24

Foglie tremule

Canto Partigiano
"FOGLIE TREMULE"

- Parole del partigiano MAMELI
- Musica del partigiano ULISSE

Il brano musicale puo' anche essere ascoltato nel cd "Chicchirichì" ristampato dall'ISRAL

Il testo del canto partigiano è quello pubblicato sull'Opuscolo "CANZONI PARTIGIANE" della 58° BRIGATA GARIBALDI "ORESTE", entroterra di Genova.

Il Canto è presente con piccole varianti anche su altri siti ON-LINE:

dal sito anpi-piacenza

Valzer composto probabilmente da Francesco “Ulisse” Pini, partigiano genovese vicecomandante della brigata “Oreste”.

da "il deposito"

Raccolta dalla voce di Tullio Cammellini, operaio genovese, antifascista, cantastorie, famoso perché girava per i carug(g)i con i volantini contro l'occupazione nascosti dentro la chitarra.

Commento inviato da ezio cuppone
12/10/2014 - 23:14

Walzer attribuito a Francesco Pini “Ulisse” vice comandante della brigata “Oreste”... (continua)
Foglie portate dal vento
(continua)
inviata da gianfranco 2/11/2014 - 11:40
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Mi vecino de arriba

IL VICINO DEL PIANO DI SOPRA
(continua)
1/11/2014 - 23:18
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Pietà l'è morta

SUI MONTI DI VAL TREBBIA (CANTO PARTIGIANO)

La canzone "Sui monti di Val Trebbia", anch'essa in uso alla "Cichero", utilizza interamente una canzone assai famosa del repertorio alpino: "Sul Ponte di Perati".
Nello scritto di Castagnino "Saetta", I canti della Resistenza, si tratta quest'argomento, ricordando la tragedia della Divisione Julia e dei suoi alpini, mandati a morire sui monti della Grecia. La canzone alpina fu bandita dai fascisti e ritenuta "disfattista".

Interessante notare che gli alpini della Julia, in Grecia ne1 1940, cantando la tragedia del Ponte di Perati... avevano riutilizzato un'aria, a sua volta, già in uso ...Sul Ponte di Bassano bandiera nera...
La trasformazione continua ed, in un distaccamento della "Divisione Cichero", si compone la canzone che diventerà popolarissima in tutta la VI zona Operativa Ligure.

...Sui Monti di Valtrebbia
c'è il partigiano... (continua)
SUI MONTI DI VAL TREBBIA
(continua)
inviata da gianfranco 1/11/2014 - 22:07
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The Ruin [Wrætlic is þæs wealstan]

anonimo
[ca. VII secolo]]
Dal Libro di Exeter
[ab. VII century]
From the Exeter Book

Ed eccoci, finalmente, alla Rovina. C'è un perché nel “finalmente” che ho detto: con questa pagina doveva cominciare il mio “excursus” anglosassone in questo sito, praticamente certo che mai le CCG fossero state sfiorate dall'antica lingua di Cædmon, di Cynewulf e di Alfredo il Grande. Mi sbagliavo. Quando ho inserito il testo della “Rovina”, mi sono accorto che il computo delle lingue non era aumentato di una; e mi sono accorto che, qualche mese fa, ci aveva già pensato Bartleby. Sacré Bernart; ha una singolare caratteristica, quella di andare a pescare cose che mi ricollegano a un passato lontano, sia oggettivo che personale. Perdipiù in un periodo come quello attuale, dove un presente sempre più desolante mi ha di nuovo spinto verso le mie origini medievalistiche, che sono sempre là a farmi da rifugio, da... (continua)
Wrætlic is þæs wealstan;          wyrde gebræcon,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 1/11/2014 - 20:12
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Viva l'Italia

Máter España - La riscrittura di Joaquín Sabina
da "Alivio de luto" (2005)
MÁTER ESPAÑA
(continua)
1/11/2014 - 20:03
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One For The Vine

29 ottobre/1° novembre 2014
QUELLO DAVANTI ALLA VITE
(continua)
1/11/2014 - 19:47
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The Return Of The Giant Hogweed

Del tutto casualmente, guardate dove mi sono ritrovato l'altro giorno durante un giro di lavoro:
Riccardo Venturi 1/11/2014 - 19:38
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Il testamento del parroco Meslier

La religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza spirito. Carlo Marx
red 31/10/2014 - 18:54
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The Pressers

anonimo
Canzone risalente alle guerre napoleoniche (1803-1815… il “Boney” nella terza strofa è proprio Napoleone Bonaparte), nel testo ripreso e riadattato da Mary Brooksbank (1897-1978), operaia tessile, sindacalista e militante socialista originaria di Aberdeen, Scozia.
Incisa da artisti come Ray Fisher (album “Willie's Lady”, 1982) e gli Stravaig (album “Movin' On, 1994).
Testo trovato su Traditional Music

Ancora una per le già molte canzoni presenti sul sito a proposito del cosiddetto “Impressment”, la pratica di arruolamento forzato (spesso un sequestro violento) con cui la Royal Navy, tra la fine del 17° secolo ed il 1815 (definitiva capitolazione di Napoleone), si procurò le ciurme per le sue navi da guerra…
There is nocht in this wide world but sorrow and care
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/10/2014 - 13:46
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By Memory inspired

A tributary role-call of many of the rebel heroes who died in the rebellion, anonymous, recorded by Frank Harte, music by Donal Lunny.

Poesia anonima raccolta da Padraic Colum (1881–1972) in Anthology of Irish Verse (1922)
By Memory inspired,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 31/10/2014 - 12:11
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Boolavogue

"Boolavogue" is a famous Irish ballad commemorating the Irish Rebellion of 1798. It was composed by Patrick Joseph McCall in 1898, for the centenary of the Rebellion issued Irish Noíníns (Dublin 1894).[1]

Father John Murphy of the town of Boolavogue in County Wexford led his parishioners in routing the Camolin Cavalry on 26 May 1798. The Wexford insurgents were eventually defeated at the Battle of Vinegar Hill on 21 June and Father Murphy and the other rebel leaders were hanged.

McCall, who also composed the popular Irish ballads "Kelly the Boy from Killanne" and "Follow Me up to Carlow", wrote "Boolavogue" to the old Irish air "Eochaill" ("Youghal Harbour"). The tune had previously been used in the Australian traditional song "Moreton Bay", about an Irish convict's travails in Australia, and was also used by Seán Ó Riada as part of the film score for Mise Éire (1959). The song is inspired... (continua)
At Boolavogue as the sun was setting
(continua)
inviata da DoNQuijote82 31/10/2014 - 12:05
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Freeborn Man

[1964]
Parole e musica di Ewan MacColl
Scritta per “The Travelling People”, l’ultima serie delle “Radio Ballads” curate e trasmesse da MacColl sulla BBC.
Ripresa in seguito da diversi artisti, quali Noel Murphy, Nigel Denver, Dave Burland, Tony Capstick e Dick Gaughan.
La canzone compare in alcuni dischi di MacColl con Peggy Seeger, compresa la compilation “Freeborn Man” del 1983.
I'm a freeborn man of the travelling people
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/10/2014 - 09:51
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Go, Move, Shift

Miguel Martínez traduce anche la testimonianza che ispirò la ballata scritta da Ewan MacColl e che nella trasmissione radiofonica originale precedeva la sua esecuzione. Si tratta del racconto di una traveller del Kent di nome Minty Smith.
“Stava per nascere uno dei miei figli, e mio marito va a chiamare l’ostetrica e mentre lui è via, arriva il poliziotto. “Forza, spostati. Muoviti”, dice, “non ti voglio qui nel mio territorio.” E allora mio marito dice, “Guarda, lasciami stare”, dice, “mia moglie sta per partorire.” “Non importa”, dice, “andate via”. Hanno fatto spostare mio marito, e il mio bambino è nato per strada e mio marito è rimasto nella carovana e mio figlio è nato all’incrocio nella mia carovana. Il cavallo era bardato e noi viaggiavamo e il poliziotto ci seguiva, mandandoci via, e il figlio è nato, nato all’incrocio”.

(continua)
inviata da Bernart Bartleby 31/10/2014 - 09:22
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Kalašnjikov

Un grosso ringraziamento a Miguel Martínez, che in mezzo agli usuali 3500 commenti ad ogni post che scrive ha individuato la corretta lezione jek baro Kalašnjikov che è stata immediatamente corretta nel testo.
Riccardo Venturi 31/10/2014 - 00:35
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Die Heimkehr (oder Die Rückkehr)‎

Traduzione italiana di Ruth Leiser e Franco Fortini, da “Brecht. Poesie e Canzoni”, Einaudi 1962 (terza edizione)
IL RITORNO
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/10/2014 - 11:16
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Fischia il vento


FISCHIA IL VENTO. (1998)

Durante il convegno di Biella, dell'ottobre '98, Francesco Biga, direttore scientifico dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, ha presentato un intervento sulla genesi delle parole nella canzone "Fischia il Vento"
Si tratta di una relazione completa su quella che Roberto Leydi, nella Storia d'Italia, chiama "La" canzone della Resistenza.
Credo utile pubblicare l'intervento di F. Biga per proseguire nel lavoro di ricerca sulle canzoni della Resistenza e la loro storia.


Come è noto, "Fischia il Vento" diventò la canzone ufficiale di tutte le Brigate partigiane garibaldine del nord Italia che, negli anni 1944-45, combatterono contro i nazifascisti.
Come illustreremo, le prime parole della canzone nacquero nel dicembre 1943 in valle Andora (nel savonese). Successivamente fu terminata in Valle Pannavaira, nell'entroterra di... (continua)
gianfranco 30/10/2014 - 11:15

Brigata Caio

Dal discorso di Federico Fornaro per il 25 Aprile : "Ora e sempre Resistenza"

Oggi la memoria della Resistenza ha bisogno di una seria ricerca storica, che sia capace di restituire il senso del vissuto individuale degli avvenimenti di quei lunghi e drammatici venti mesi, in modo da suscitare interesse e attenzione dei giovani e superare la frattura che negli anni si è venuta a creare tra le generazioni. Una frattura tra gli anziani che hanno conosciuto i drammi della guerra, della fame e il presente dei loro figli e nipoti che per loro fortuna non hanno mai incontrato né l’una e né l’altra, o al massimo la hanno vista in televisione tra un spot e l’altro.
Solo conoscendo dalla viva voce degli anziani cosa siano realmente state la dittatura fascista, la guerra e la fame, le giovani generazioni potranno comprendere quanto grande sia il valore della democrazia, della pace e della prosperità.
Gianfranco 29/10/2014 - 22:26
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Magazzino 18

DA SANREMO ALLE FOIBE. FENOMENOLOGIA DI SIMONE CRISTICCHI

Analisi critica dello spettacolo Magazzino 18 di Cristicchi e Bernas.

Trieste/Trst, 3 novembre 2014
alle ore 17.00 presso la libreria Knulp, via Madonna del Mare 7

Hanno garantito finora la loro presenza: Claudia Cernigoi, Piero Purini, Sandi Volk.

da dieci febbraio
CCG Staff 29/10/2014 - 21:46
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4 marzo 1943 [Gesù bambino]

Eccellente e molto strutivo questo blog. Grazie. Ciao. Ivone
Ivone Bühler 29/10/2014 - 15:55
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Voglia di gridare

1994
Daniele Silvestri

1994, Daniele Silvestri pubblica la canzone “Voglia di gridare”, oggi una delle più conosciute del suo ormai cospicuo repertorio. Il senso è semplice quanto stimolante: lo slogan riduce, semplifica, massimalizza. Un condensato che denuncia ma non spiega, che va gridato e non detto, che deve colpire e non dialogare. Che, quindi, secondo Silvestri, è “fascista di natura”.
Vorrei che tu partissi con un tempo house
(continua)
inviata da Donquijote82 29/10/2014 - 09:15
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Illegal Alien

Uma versão para aqueles que falam o Português.
O IMIGRANTE ILEGAL
(continua)
inviata da Rita Menina 29/10/2014 - 07:31
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Il bersagliere ha cento penne

anonimo
testo trovato in un opuscolo della 28° Brigata Garibaldi "Oreste" dedicato ai canti partigiani
Il fascista ha cento insegne
(continua)
inviata da gianfranco 28/10/2014 - 20:37

The White Slave

[1912]
Versi di Joel Emmanuel Hägglund, meglio noto come Joe Hill.
Sulla melodia della popolarissima "Meet Me Tonight In Dreamland" di Beth Slater Whitson e Leo Friedman (1909).
Nell’edizione del 1913 del “Little Red Songbook” dell’Industrial Workers of the World (IWW).

Non sembra che sia passato più di un secolo da che Joe Hill scrisse questa canzone…
Come allora, anche oggi continua a farsi mercato della carne di donne di pelle bianca e nera sui marciapiedi delle nostre metropoli…

Mi sono ricordato le parole di un funzionario di polizia romeno che collaborava con Don Oreste Benzi (1925-2007) contro la tratta delle donne dai paesi dell’est Europa… Era il 2007 e l’opinione pubblica era scossa dall’assassinio di Giovanna Reggiani, violentata e uccisa da un giovane romeno. Proprio in quell’occasione un poliziotto disse a Benzi: “[…] I lupi feroci siete voi italiani. Voi oggi in Italia... (continua)
One little girl, fair as a pearl,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/10/2014 - 16:03

The Rebel's Toast (Liberty Forever)

[1914?]
Versi di Joel Emmanuel Hägglund, meglio noto come Joe Hill, pubblicati nell’edizione del 1914 del “Little Red Songbook” dell’Industrial Workers of the World (IWW). La musica non è nota.

Mi sembra evidente che questa celebrazione del “buon vecchio zoccolo di legno”, il sabot, non sia altro che l’invito a considerare come forma di lotta contro potenti ed affamatori, quando necessaria, il “buon vecchio sabotaggio”.
Prima ancora del gatto nero incazzato, disegnato da Ralph Chaplin per l’IWW, uno dei simboli dell’anarcosindacalismo era infatti lo zoccolo di legno, il sabot, che – chissà un po’ come – durante le proteste finiva frequentemente negli ingranaggi dei telai…
If Freedom's road seems rough and hard,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 28/10/2014 - 15:31
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Um homem novo veio da mata

28 ottobre 2014
È VENUTO UN GIOVANE
(continua)
28/10/2014 - 15:09
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Eu marchava de dia e de noite (Canta o comerciante)

La data di composizione della musica dei due adattamenti da Brecht presenti in "Coro dos tribunais" del 1974 (la canzone che dà il titolo al disco e questa "Eu marchava de dia e de noite") è da porsi prima della Rivoluzione, nel periodo compreso tra il 1964 ed il 1967, quando José Afonso viveva in Mozambico.
B.B. 28/10/2014 - 14:19

14 luj. Complènta për la sità 'd Turin

Un’altra poesia di Nino Costa sulla guerra, sempre dalla raccolta “Tempesta” pubblicata postuma nel 1946.
Versi che mi hanno subito portato alla mente altri neri stormi, quelli di Dove vola l'avvoltoio di Calvino e Liberovici.

CORNAJASS

Settembre 1940

Ale nèire 'd cornajass
da le nìvole an tempesta
con na gran cagnara 'd festa
calo giù 'n mes ai rivass.

Dai rivass, cogià për tèra,
come 'd ròba dësmentià
sangonanta e sbërgnacà
j'é la carn dij mòrt an guèra

e ij croass a fan baldòria
che për lor l'é na cucagna
quand ch'a treuvo sla campagna
ij profit d'una vitòria.

Dòp ël past ij cornajass
giro 'l vòl për d'àutre tère.
Daspërtut j'é 'd neuve guère
ch'ampinisso ij sò gavass.

L'é parej che 'l mond a gira
e Nossgnor l'é mòrt an Cros
përché j'òmini – scaros!
a rivèisso a costa mira.

Pòvre vite dij soldà
tuti fieuj ‘d n'istessa mama
tuti 'nvisch ‘d n'istessa fiama
che... (continua)
Bernart Bartleby 28/10/2014 - 13:30




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