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Prima del 2014-1-10

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Le Déserteur

A proposito del finale: non è vero che non si trovano versioni con il finale non rassegnato: ho comprato a Parigi, una ventina di anni fa, un nastrino di Claude Reboul (che cantava in strada con l'orgue de barbarie) che finisce così: "si vous me poursuivez, prevenez vos gendarmes que je possède une arme et que je sais tirer"
Bruno Puglielli 10/1/2014 - 15:18
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A chi vò ‘sta guerra

A chi vò ‘sta guerra (G.Sodo – F.Taher)

Contenuto nella compilation Pizzica la tarantula 2 (Tarantularubra ensemble)
Tutte pronti pe’ partire
(continua)
inviata da Letizia 10/1/2014 - 15:07

Addio compagno «Lupo»

[1947]
Parole di Vittorio Cavicchioni (1920-2005), pittore emiliano.
Musica di Mario Micheletti

Vittorio Cavicchioni è stato un importante esponente del realismo sociale. Suoi, per esempio, moltissimi dipinti dedicati al più lungo sciopero nella storia del movimento operaio italiano, quello del 1950-51 che vide l’occupazione per quasi 500 giorni delle Officine Meccaniche Reggiane a Reggio Emilia.

Da giovanissimo Vittorio Cavicchioni era stato vignettista e scrittore satirico per il “Bertoldo” di Cesare Zavattini, per il “Candido” di Giovannino Guareschi e per “La Verità”, organo locale del Partito comunista. E i fascisti non mancarono per questo di sbatterlo per qualche tempo in galera, appena prima della fine della guerra.

Suo fratello minore Enrico (classe 1925) - cui Vittorio dedicò questa canzone nell’immediato dopoguerra – divenne partigiano che non aveva ancora 18 anni e molto... (continua)
Nella notte la vecchia montagna
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/1/2014 - 14:10
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La Strage delle fonderie

Poesia di Gianni Rodari dedicata alla strage
BAMBINO DI MODENA
(continua)
inviata da donquijote82 10/1/2014 - 11:54

Non ti ricordi la notte fatale?

[1945]
Cantato a Bologna, nelle prigioni di San Giovanni in Monte, ove l’autore, tal N. Leoni, fu rinchiuso dal 3 febbraio al 21 aprile 1945. Creato collettivamente da alcuni partigiani garibaldini della 1ª Brigata SAP " Irma Bandiera", è sull’aria di Monte Canino, una delle più intense canzoni della prima guerra mondiale, rimasta nell’uso militare anche nella seconda guerra mondiale. (dalla rivista Choraliter, n.36, 2011)

Nel repertorio de Il Canzoniere delle Lame (vedi “Il Canzoniere Ribelle dell’Emilia Romagna”) e del Gruppo Sperimentale di Canto Popolare. Inclusa nel disco di questi ultimi intitolato "Noi chiamammo Libertà", curato da Anton Virgilio Savona, 1976.
Non ti ricordi la notte fatale?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/1/2014 - 11:03

Non siam più la Comune di Parigi

Bisognerebbe controllare in “Canti socialisti e comunisti” (a cura di Leoncarlo Settimelli e Laura Falavolti, 1973), dove appare il testo di questo canto, ma non credo che sia da attribuirsi a Spartacus Picenus… Secondo quanto riportato su questa pagina dell’A.N.P.I. e su “Il Canzoniere Ribelle dell’Emilia Romagna”, “La Comune di Parigi” risalirebbe al 1944 ed il suo autore sarebbe Arturo Pedroni (1907-1977), militante antifascista di Reggio Emilia, operaio, comunista, imprigionato dai fascisti per quasi tutti gli anni 30. Nel 1943 fu tra gli organizzatori delle prime bande partigiane nel Reggiano e fu commissario ed ispettore di diverse brigate garibaldine. Il suo nome di battaglia era “Spartaco”, e forse sta qui la ragione della confusione con Spartacus Picenus…
Fu Arturo “Spartaco” Pedroni a comporre “Non siam più la Comune di Parigi”, questo il titolo vero e proprio del canto.
Bernart Bartleby 10/1/2014 - 10:10
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Cuori e confini

2012
Cuori e confini
Citazione nell'accompagnamento di Enola Gay
C'è stato un tempo in cui chiunque veniva da lontano
(continua)
inviata da DoNQuijote82 10/1/2014 - 10:02

Inno delle donne

anonimo
[1944]
In “Canti della Resistenza italiana”, a cura di Anton Virgilio Savona e Michele Luciano Straniero, 1985.
Testo trovato su “Il Canzoniere Ribelle dell’Emilia Romagna”
Brano di autrice anonima, da cantarsi sull’aria dell’“Inno di Garibaldi” (di Luigi Mercantini, 1858), raccolto nel ravennate nel corso degli anni 60 da un gruppo di studenti e lavoratori di cui facevano parte Janna Carioli e Gianfranco Ginestri. Proprio loro, nel 1967, pubblicarono “Il Canzoniere Ribelle dell’Emilia Romagna”, frutto di un paio di anni di raccolta e catalogazione di canzoni popolari. Lo firmarono inizialmente come “Gruppo Free” ma poco dopo si costituirono stabilmente come “Canzoniere delle Lame”.

«Il Canzoniere delle Lame era un gruppo musicale che dal 1967 al 1982 ha fatto più di mille
concerti girando in lungo e in largo per l'Italia e mezzo mondo, cantando canzoni popolari e di
“protesta”. Se... (continua)
O donne d’Italia, o madri e ragazze
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 10/1/2014 - 08:48
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Bambini

Questa canzone è semplicemente meravigliosa. E' un racconto ancor attuale oggi.
gabber 10/1/2014 - 02:40

E allora sai

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)


L'estate dei poveri


Il 33 giri "L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario" del Collettivo del Contropotere, edito dal Circolo di Cultura Popolare di Massa nel 1976, fu il primo LP prodotto e realizzato da gruppi del Movimento anarchico. In origine fu diffuso per finanziare Radio Popolare Massa, l'emittente radiofonica del movimento comunista libertario massese.

E allora...
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 10/1/2014 - 00:37

Dove nel maggio splendono

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)


L'estate dei poveri


Il 33 giri "L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario" del Collettivo del Contropotere, edito dal Circolo di Cultura Popolare di Massa nel 1976, fu il primo LP prodotto e realizzato da gruppi del Movimento anarchico. In origine fu diffuso per finanziare Radio Popolare Massa, l'emittente radiofonica del movimento comunista libertario massese.

Dove nel maggio splendono in un grande campo arato
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 10/1/2014 - 00:27

Coi comunisti nel governo

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)


L'estate dei poveri


Il 33 giri "L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario" del Collettivo del Contropotere, edito dal Circolo di Cultura Popolare di Massa nel 1976, fu il primo LP prodotto e realizzato da gruppi del Movimento anarchico. In origine fu diffuso per finanziare Radio Popolare Massa, l'emittente radiofonica del movimento comunista libertario massese.

Coi comunisti nel governo della borghesia
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 10/1/2014 - 00:02

Andare avanti sempre

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)


L'estate dei poveri


Il 33 giri "L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario" del Collettivo del Contropotere, edito dal Circolo di Cultura Popolare di Massa nel 1976, fu il primo LP prodotto e realizzato da gruppi del Movimento anarchico. In origine fu diffuso per finanziare Radio Popolare Massa, l'emittente radiofonica del movimento comunista libertario massese.

Andare avanti sempre, con la stanchezza dentro,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2014 - 23:42
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Avanza senza sosta

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)


L'estate dei poveri


Il 33 giri "L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario" del Collettivo del Contropotere, edito dal Circolo di Cultura Popolare di Massa nel 1976, fu il primo LP prodotto e realizzato da gruppi del Movimento anarchico. In origine fu diffuso per finanziare Radio Popolare Massa, l'emittente radiofonica del movimento comunista libertario massese.

E allora...
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2014 - 23:32

Se da diecimila anni

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)


L'estate dei poveri

"Il 33 giri "L'estate dei poveri - Dalla realtà di classe al progetto libertario" del Collettivo del Contropotere, edito dal Circolo di Cultura Popolare di Massa nel 1976, fu il primo LP prodotto e realizzato da gruppi del Movimento anarchico. Dello stesso lavoro pubblichiamo anche due canzoni che seguono, senza titolo nel disco, impostate come un tutt'uno in continuità."

- Cantare, Anarchia Lottare. Canzoniere anarchico e libertario da Pietro Gori a Léo Ferré, p. 42. Edizioni La Fiaccola, a cura del Gruppo Anarchico di Ragusa, 1986. Collana "Anteo - La Rivolta", n° 23.

- Il nostro maggio
- Individuare il nemico... (continua)
Se da diecimila anni
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2014 - 19:21

Individuare il nemico da battere

[1976]
L'estate dei poveri
Dal foglio ciclostilato allegato alla musicassetta de "L'estate dei poveri".
Riprodotto da "La musica dell'altra Italia".
"Cantare, Anarchia, Lottare"
(Canzoniere anarchico e libertario
Da Pietro Gori a Léo Ferré, pp. 40-42)

Questo secondo brano dell' "Estate dei poveri" (si ricorda che nell'album i brani non hanno titolo, ma si susseguono uno dopo l'altro senza soluzione di continuità; il titolo è dunque nostro e arbitrario) è una vera e propria esposizione di programma politico e di lotta.

L'estate dei poveri

"Dello stesso lavoro pubbichiamo anche due canzoni che seguono, senza titolo nel disco, impostate come tutt'uno in continuità."

- Cantare, Anarchia Lottare. Canzoniere anarchico e libertario da Pietro Gori a Léo Ferré, p. 42. Edizioni La Fiaccola, a cura del Gruppo Anarchico di Ragusa, 1986. Collana "Anteo - La Rivolta", n° 23.

- Il nostro maggio
-... (continua)
Individuare il nemico da battere,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/1/2014 - 19:06
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L’Odineide

[1964 e 1975]
Parole di Mario Isnenghi (1938-), storico ed accademico italiano.
Musica di Gualtiero Bertelli
Nell’album intitolato “Mi voria saver” del 1975.
Testo trovato su Il Deposito

Don Odino, parroco veneto, esponente della Chiesa più retriva e tradizionalista, racconta del grande spavento del 1948, quando i comunisti rischiavano di bussare al portone della canonica (mi ha ricordato parecchio la scena iniziale de “La Tosca” di Luigi Magni, quando il 14 giugno 1800 a Roma il papa-re Pio VII - interpretato da Aldo Fabrizi - e la sua corte stanno con il fiato sospeso in attesa dell’esito della battaglia di Marengo tra le truppe napoleoniche e quelle austriache, tra giacobini e difensori della fede…); nel brano successivo troviamo il prevosto Don Odino intento a dare saggi consigli di voto a bigotte e beghine; poi un dialogo tra Don Odino e Don Floriano sul nuovo, scampato pericolo... (continua)
- La note di quel 18 aprile 1948
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/1/2014 - 15:23
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Soldatini di pongo

Chanson italienne – Soldatini di pongo – Pino Scotto – 2010
PETITS SOLDATS DE PLASTIC
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 9/1/2014 - 10:45

L’aqua

[1977]
Nel disco intitolato L'aria
Con Alberto D'Amico, Emanuela Magro, Luisa Ronchini e Michele Santoro.

Una canzone sull’alluvione del Polesine dell’autunno 1951 e sulla strage del Vajont dell’ottobre 1963…

Una canzone che, nella sua strofa finale, mi ha ricordato le domandine su Dio che si poneva il Maestro Atahualpa Yupanqui…
“… Saranno i peccati che si fanno, sarà che Dio è incazzato, ma con ‘sto Dio malato di cuore son sempre i poveri che crepano…”
Inverno del cinquantaùn
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/1/2014 - 08:51
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La canzone del Vajont

[2006?]
Parole di Sandro Gallina
Musica: Sandro Gallina, Andrea Fabro, Massimo Fabbro e Matteo Merlino.
Testo trovato su www.Vajont.info – Sito antimafia documentale

9 ottobre 1963, disastro del Vajont, la più grande strage di Stato di tutti i tempi…
Quante vite spezzate, in una valle ricca di semplicità...
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/1/2014 - 08:28
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Passa la banda

Chanson italienne – Passa la banda – Giuseppe «Peppe» Giuffrida – 2012

Paroles et musique de Peppe Giuffrida, auteur-compositeur, compositeur guitariste, percussionniste de Catane.
Dans le court-métrage « La ricotta e il caffè», de Sebastiano Rizzo, consacré à la figure de l'écrivain, journaliste, dramaturge, essayiste et scénariste catanais Giuseppe « Pippo » Fava, tué par la mafia en 1984, le 5 janvier, il y a exactement 30 ans aujourd'hui.

« Quelquefois il faut m'expliquer ce qui nous le fait faire, par Dieu. Car, on sait comme ça finit l'une ou l'autre fois : un demi-million à n’importe quel gamin et il t'attend au bas de chez toi… » Pippo Fava.

« La ricotta e il caffè » est le titre du court-métrage d'où est extraite cette intense chanson de Peppe Giuffrida … Le bon café qui plaisait tant à Pippo Fava ; la ricotta qui lui fut remise, en grande quantité, avec une caisse de champagne,... (continua)
L'ORCHESTRE PASSE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 8/1/2014 - 22:49
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Le boniment fantastique

[1949]
Versi di Paul Éluard, nella raccolta intitolata “Les sentiers et les routes de la Poésie”, Gallimard 1954.
Musica di Mireille (Mireille Hartuch, 1906-1996), interpretazione di Charles Gentès in una trasmissione radiofonica del 1954.
In seguito, nuova musica di Hélène Martin ed interpretazione di Jacques Marchais, nel loro disco intitolato “Un jour viendra couleur d'orange” del 1973
Le délire n'assure plus sa publicité,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, "The Copypaster" 8/1/2014 - 14:46
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Havlíčku, Havle

Grazie!
Sì, Krzysiek, hai ragione, l'avevo notato anch'io. Chi ha caricato il video su YT racconta nella descrizione introduttiva come avevano organizzato con gli amici una trasferta per assistere al Festival della Cultura Indipendente a Wrocław – dice che sono andati con sei macchine di cui una è stata bloccata alla frontiera a causa di controlli intensificati. Ci sono anche altre registrazioni su youtube ma questa qua mi piaceva proprio perché si sente la reazione del pubblico polacco appena Hutka canta il primo verso. Si nota insomma che c'era qualcosa nell'aria...
In quanto a me, io in quegli anni ero piccolina, ma successivamente ho potuto interpretare tanti miei ricordi d'infanzia, cose alla Goodbye Lenin..

Lorenzo, se ti devo dire la verità, non conoscevo nessun testo dei Plastic People of the Universe, ma sono andata anch'io a fare una piccola ricerca su youtube e ho letto qualche... (continua)
Stanislava 8/1/2014 - 14:29
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Sesto San Giovanni

Corso
Riccardo Venturi

Sulla natura del corso se ne possono ovviamente dire di tutte, e tutte hanno il loro motivo. Sul fatto che sia percepito e usato come una lingua (perdipiù a contrasto con il francese, da cui è molto diverso) non c'è assolutamente nulla da dire; poco da dire c'è anche sul fatto che sia un dialetto italiano. Per me lingua surella, in questo particolare caso l'ho inserita nella raccolta di dialetti soffocati in cui viene tradotta questa canzone: pochi linguaggi sono del resto stati soffocati come il corso. Nel sito (e anche qui) resta però registrato come lingua. La traduzione mi ha preso una caterva di tempo e, sicuramente, un corso di madrelingua ci avrebbe parecchie cose da dire e da correggere; spero ce ne sia qualcuno che lo faccia. [RV]
SESTU SAN GHJUVANNI
(continua)
8/1/2014 - 13:47
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Passa la banda

Nell'articolo "gastronomico" riportato qui sopra leggetevi almeno il paragrafo "La cassata del Cavaliere"...
Poi leggete sulla cronaca politica di oggi che Fonzie Renzie si appresta all'incontro tête-à-tête con il destinatario della cassata mafiosa da 12 kg, legittimando ancora una volta - nel solco della tradizione centro-sinistrorsa - un bastardo mafioso, piduista, condannato con sentenza definitiva ed espulso dalle istituzioni democratiche...

Grillo, non hai niente da dire? Troppo occupato a sbraitare contro il Parlamento incostituzionale in cui siedono anche i tuoi soldatini?
Bernart Bartleby, "The Copypaster" 8/1/2014 - 13:42
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Hasta XXL

[2011]
Nell’album intitolato “Coming out”

Il “Che Store” esiste veramente…

Son giorni di saldi… e i piciu fanno la coda per vestirsi da Desigual, anche se li costringono a mettersi in mutande… Il paradosso è poi che, una volta rivestiti, sono di nuovo tutti "igual"...
Camarades, ce matin...
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, 8/1/2014 - 11:36

Canzone delle reti invisibili

Non me lo sono perso; non l'ho guardato perché le storie mi erano già note e non ero in condizioni di spirito per reggere la vista delle immagini. Ben vengano comunque trasmissioni di questo tipo, in controtendenza con l'informazione che passa normalmente in TV
Silva 8/1/2014 - 11:22
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Et puis merde, je vote à droite!

La France pays d´assistés, je les supporte de moins en moins
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, 8/1/2014 - 11:20
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Chasse, pêche et biture

[2003]
Nell’album “Droit de véto”
Il est cinq heures du matin
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, 8/1/2014 - 10:40
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Atomic Twist

[2013]
Il brano che apre l’album intitolato “Septième ciel”

Tchernobyl e Fukushima sappiamo tutti cosa sono o, meglio, cosa sono stati...
Nell’ultima strofa si fa riferimento all’impianto nucleare di Fessenheim nell’Alto Reno alsaziano, luogo di almeno 4 incidenti negli ultimi anni, di cui il più grave nel 2012, quando 8 operai rimasero feriti dalle emissioni di vapori di perossido d’idrogeno… “Meru Howa” invece non corrisiponde al nome di nessun impianto nucleare né in Giappone, né in Corea, né in Cina, né in Taiwan e nemmeno in India, e quindi non so dire…
Twist twist
(continua)
inviata da Bernart Bartleby, 8/1/2014 - 10:25
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Canzone per Vladimir Pravik

La notte del 26 aprile 1986, come da fatti noti, il reattore numero 4 esplode e rilascia nell'atmosfera particelle e gas altamente radioattivi. Immediati sono i soccorsi che giungono da Vladimir Pravik e dalla sua squadra. Lui e i sui compagni tentano di domare l'incendio ma vengono rapidamente colti da nausea e vomito, i primi sintomi di avvelenamento radioattivo.

In un primo momento i pompieri e gli impiegati della centrale vengono inviati all'ospedale di Pripiat. La loro pelle era annerita a causa delle intense radiazioni a cui erano stati sottoposti. Solamente più tardi vengono trasferiti all'ospedale numero 6 di Mosca.

Vladimir Pravik arriva all'ospedale durante il periodo di latenza di questa malattia delle radiazioni. Il suo stato di salute peggiora rapidamente. La sua morte è stata decisamente atroce; le radiazioni lo hanno consumato dall'interno, si potrebbe quasi dire che si è... (continua)
Bernart Bartleby, "The Copypaster" 8/1/2014 - 10:19




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