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Torremolinos

Torremolinos

Chanson française de langue belge – Sttellla – 1992



L'autre jour, Lucien l'âne mon ami, en te contant une chanson d'Elio e le Storie tese à propos de jeunes et de jean bleu Noi siamo i giovani (con i blue jeans), j'avais indiqué que la traduction était frappée au sceau notamment de cette chanson de Sttellla « Torremolinos »... Une chanson très rythmée et en apparence et en réalité aussi, comme toutes les chansons de Sttellla, très loufoque... et souvent laissée de côté au rayon des conserves de bas de gamme, actuellement appelées en franglais : discount. Bref, une chanson (et d'ailleurs, un chanteur et un auteur aussi) considérée comme quantité négligeable ou comme on ne sait quelle serinade commerciale, généralement connue sous le nom de tube. J'avais donc fait une citation... et je croyais ainsi en avoir fini avec elle... mais voilà, elle s'est rappelée à mon souvenir... (continua)
Il y a une ville à la Costa Del Sol
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/7/2013 - 21:52
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Hombres

2013
I taliani

feat. Malakaton

i brani parlati sono tratti dalla versione Italiana del discorso finale da "Il Grande Dittatore" di Charlie Chaplin
A coloro che mi odono, io dico: non disperate,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 16/7/2013 - 20:43
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I Taliani

2013
I taliani
Questa è la canzone della terra mia
(continua)
inviata da DoNQuijote82 16/7/2013 - 19:58
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L'acqua in bottiglia

[2010]
Album : Il futuro del mondo

(testo e musica di L.Bassanese;S.Florio)
PROLOGO
(continua)
inviata da DoNQuijote82 16/7/2013 - 17:38
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Fuck austerity! (Prima che questo tempo amazzi l’allegria)

2013
Popolare contemporaneo
iacutaburinoiacutaburino za za
(continua)
inviata da DoNQuijote82 16/7/2013 - 17:32

Pat Reilly

anonimo
‎[18??]‎
Magistralmente interpretata dai Planxty di Christy Moore ed Andy Irvine, che la ‎incisero nel 1973 nell’album intitolato “The Well Below The Valley”, lo stesso della famosa ‎‎As I Roved Out.‎

Nota anche con il diverso titolo di “Johnny Gallagher” (o Collishaw, o Coughlin, o Golicher), è una ‎canzone ottocentesca inglese contro il reclutamento militare, che all’epoca avveniva spesso e ‎volentieri in modo forzato e violento oppure approfittando dello stato personale dei malcapitati, ‎sovente giovani disoccupati o dediti a piccoli crimini o all’alcol e quindi disperati o ricattabili. ‎

It bein' on a monday morning, it bein' our pay day
(continua)
inviata da Bernart 16/7/2013 - 15:53
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Ich bin Soldat, doch bin ich es nicht gerne

anonimo
Da quanto capisco dalle note sul Volksliederarchiv, la canzone dovrebbe risalire al periodo della guerra franco-prussiana del 1870-71.
La melodia è quella della popolare "Denkst du daran mein tapferer Lagienka" scritta da tal Karl Holtei intorno al 1825.
Bernart 16/7/2013 - 14:29

Ich verkauf mein Gut und Häuslein (Auswandererlied)‎

anonimo
‎[1830-50]‎
Interpretata da gruppi come Liederjan (“Liederbuch”, 1978) e Folkländer (“Wenn man fragt, wer ‎hat's getan”, 1981)‎

Canzone d’emigrazione tedesca risalente agli anni intorno alla Rivoluzione del 1848-49.‎
La durissima repressione della primavera popolare determinò in Germania un picco ‎dell’emigrazione, già molto forte nei due decenni precedenti. Alla metà dell’800 gli emigranti ‎dall’Impero austriaco furono secondi per numero soltanto a coloro che fuggivano dall’Irlanda a ‎causa della “Great Famine” e delle vessazioni dei lords britannici.‎

“Prefetto, vostro onore, per favore, firmate i nostri permessi per emigrare in America!”‎
‎“Qual è il motivo per cui volete mettere a repentaglio le vostre vite per andare in America?”‎
‎“Non possiamo più vivere qui. I signori e i notabili ci hanno preso tutto quello che ‎avevamo!”
Ich verkauf mein Gut und Häuslein
(continua)
inviata da Bernart 16/7/2013 - 14:15

An Irish Marseillaise

anonimo
‎[1848]‎
Testo incluso in “Songs in Irish Emigrant Ballads and Songs”, a cura di Robert L. Wright, 1975‎
Come la contemporanea tedesca Reveille, anche questa canzone fu scritta sull’aria della ‎‎“Marseillaise” di Rouget de l'Isle.‎


Alla fine degli anni 30 dell’800 alcuni intellettuali irlandesi, tra i quali il parlamentare William ‎Smith O'Brien, il poeta Thomas Davis e gli scrittori John Blake Dillon e Michael Doheny, ‎fondarono un movimento politico culturale nazionalista chiamato “Éire Óg”, “Young Ireland”. Una ‎delegazione di “Young Irelanders” si recò a Parigi qualche tempo prima dell’avvento della Seconda ‎Repubblica, quando la capitale francese era già sotto il controllo degli insorti contro Luigi Filippo ‎ed il suo governo. Tornarono in Irlanda impugnando il tricolore e nel luglio del 1848 si sollevarono ‎contro il dominatore britannico. L’insurrezione, limitata a sole tre contee,... (continua)
Rise! Rise! A glorious day is breaking,‎
(continua)
inviata da Bernart 16/7/2013 - 12:06
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Clang Bang Bang (the Iron Door)

Charles Manson
Oh yeah I got it.
(continua)
inviata da anonymous 16/7/2013 - 03:33
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Noi siamo i giovani (con i blue jeans)

Chanson italienne – Noi siamo i giovani (con i blue jeans) – Elio e le Storie Tese

Chanson dans le style des années soixante, qui se fout des jeunes faussement engagés contre la guerre, mais qui en réalité pensent à d'autres choses…

Plus qu'une chanson contre la guerre, c'est la parodie d'une chanson contre la guerre, mais elle fait trop rire pour ne pas mettre ici !

« Cri de douleur, d’orgueil, de dénonciation et d'espoir d'une poignée d'adolescents qui se voient discriminés par les vieux à cause du symbole même de la jeunesse : le jean. Le thème de l'amour libre et celui de l'orchite rencontrés dans ce morceau dix ans avant Supergiovane. »
(du communiqué à la sortie du disque)
C'EST NOUS LES JEUNES (AU JEAN BLEU)
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 15/7/2013 - 22:57
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Badisches Wiegenlied

‎[1849]‎
Versi di Ludwig Pfau, poeta, giornalista e rivoluzionario tedesco, scritti in occasione della brutale ‎repressione operata nell’estate del 1849 dalle truppe prussiane contro gli insorti nella città di ‎Rastatt, Baden.‎

“Dormi e non far rumore, piccolo mio, che i prussiani sono tutt’intorno…”

Interpretata, fra gli altri, da Hein ed Oss Kröher (in “Deutsche Lieder 1848/49” del 1974) e Dieter ‎Süverkrüp (in “1848, Lieder Der Deutschen Revolution” del 1973)‎
Schlaf', mein Kind, schlaf leis',
(continua)
inviata da Bernart 15/7/2013 - 16:57
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Reveille

‎[1848]‎
Versi del poeta e rivoluzionario tedesco Ferdinand Freiligrath (1810-1876)‎
Sull’aria della “Marseillaise” di Rouget de l'Isle.‎

Canzone della rivoluzione tedesca del 1848-49, quella che in altra sua poesia Freiligrath celebrava ‎con polvere da sparo, sangue e fuoco, i colori della bandiera tedesca.‎
Frisch auf zur Weise von Marseille,
(continua)
inviata da Bernart 15/7/2013 - 16:33
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Mamele, Mamele, gib mir Brot

anonimo
‎[intorno al 1847-48]‎
Nell’Europa “restaurata” di metà 800 non furono mica solo gli irlandesi a morire come mosche o ad ‎essere costretti ad emigrare a causa delle carestie, dei rivolgimenti socio-economici dovuti alla ‎Rivoluzione industriale, dello strapotere, della violenza e della repressione esercitati da monarchi, ‎possidenti terrieri e mercanti speculatori. Anche nell’Impero austriaco, specie in città come Berlino, ‎Stoccarda, Stettino, Breslavia, Halle, Poznań, Amburgo, Chemnitz, alla fine degli anni 40 si ‎moltiplicarono i disordini causati dalla penuria di cibo. Anche tanti sudditi tedeschi furono costretti ‎ad emigrare, per numeri secondi soltanto proprio agli irlandesi. La situazione, davastante in tutta ‎Europa, esplose inevitabilmente di lì a poco con la cosiddetta “Primavera dei popoli”. E fu davvero ‎un “48”!‎

In questa canzone in rime infantili è un bambino che chiede... (continua)
‎“Mamele, Mamele, gib mir Brot
(continua)
inviata da Bernart 15/7/2013 - 16:03
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Sognando la rivoluzione

2015
Cuore nero
Come una foglia era verde
(continua)
inviata da adriana 15/7/2013 - 15:57
Percorsi: Genova - G8
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La collina

2013
Dall'album "Brutto & stonato"

Riproposizione di La collina, o Dormono sulla collina
Dimmi dov'è andato Carlo(1), schifato da sto mondo aveva voglia di cambiarlo
(continua)
inviata da adriana 15/7/2013 - 15:37
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Ragazzo

C'era un ragazzo fra che un po' come me
(continua)
inviata da adriana 15/7/2013 - 15:29
Percorsi: Genova - G8

Lament of the Evicted Irish Peasant

anonimo
‎[Intorno al 1850]‎
Canzone di autore anonimo risalente all’epoca della “Gorta Mór”, della “Grande Carestia”che ‎attanagliò l’Irlanda alla metà dell’800 e che causò almeno un milione di morti e che costrinse altri ‎milioni di irlandesi ad emigrare.‎
Testo trovato su Mudcat Café‎

Se la carestia fu causata da un parassita infestante che distrusse i raccolti di patata, i suoi effetti ‎furono moltiplicati dalla soggezione politica e commerciale dell'Irlanda alla Corona inglese, tant'è ‎che qualche storico (p.e. Francis A. Boyle) si spinge a dire che in quel periodo l'Inghilterra realizzò ‎di fatto un genocidio per fame della popolazione irlandese.

Fatto sta che fu proprio "La Grande Fame" a dare un forte impulso alla ribellione irlandese contro la ‎dominazione britannica (le organizzazioni repubblicane come i Young Irelanders e l'Irish ‎Republican Brotherhood nacquero proprio durante... (continua)
The night is dark and dreary,
(continua)
inviata da Bernart 15/7/2013 - 15:17
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When All the Laughter Dies in Sorrow

‎[1971?]‎
Parole di Kendrew Lascelles, poeta, drammaturgo, sceneggiatore cinematografico americano.‎
Musica di James Pankow e James William Guercio, rispettivamente trombonista e produttore della ‎band nata nel 1967 nelle metropoli dell’Illinois.‎



Brano facente parte di “Elegy”, quarta ed ultima parte di “Chicago III” un doppio album pubblicato ‎nel 1971 e dedicato alla guerra in Vietnam, come inequivocabilmente indicano la copertina, quella ‎con la bandiera americana sforacchiata e lacera, e la famosa foto dei membri della band ritratti in ‎divise americane di epoche diverse mentre posano fra le croci di un cimitero di guerra.‎

When all the laughter dies in sorrow
(continua)
inviata da Bernart 15/7/2013 - 10:47
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Кони привередливые

In fact, this song is not about horses. By horses Vysotsky meant emotions, feelings, habits - which are so difficult to control sometimes.
Вдоль обрыва, по-над пропастью, по самому по краю
(continua)
inviata da Vyacheslav Chetin 15/7/2013 - 10:31
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The Box

Devo correggere Alessandro, mio carissimo amico, che nel 2008 attribuì la paternità di questo testo ‎al poeta britannico Lascelles Abercrombie (1881-1938). L’autore è un altro Lascelles, di nome ‎Kendrew, americano, vivente, poeta, drammaturgo, sceneggiatore cinematografico.‎



Lui stesso incise su vinile questa ed altre sue poesie in un album “spoken word” edito nel 1973 ed ‎intitolato “Earth Fungus And The Stuff Of Stars”‎
Bernart 15/7/2013 - 10:30
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Elio e le Storie Tese: Dannati Forever

Chanson italienne - Dannati Forever – Elio e le Storie Tese – 2013

Ceux qui connaissent la chanson française de langue belge sentiront passer le souffle de Sttellla et se demanderont si de fait, Torremolinos ne serait la plus vivante représentation de l'enfer ou l'inverse.
« On ira tous, tous, tous à Torremolinos
Tous, tous, tous à Torremolinos
Tous, tous, tous à Torremolinos
Tous, tous, tous à Torremolinos
Pour moi Torremolinos, c'est le paradis
Je crois bien que je vais mourir ici
Et quand je serai mort, je veux qu'on m'enterre
À Torremolinos, son cimetière »
et pour la chanson française d'origine occitane, le « y a pas, y a pas » emprunté à Boby Lapointe, du moins, pour l'inspiration :

« Eh! Toto y a t'il ton papa ?
L'est pas là papa
Eh! Toto y a t'il ta maman ?
L'est pas là ta maman !
Et Toto y a t'il ton pépé ?
L'est pas là pépé !
Eh Toto y a t'il ta mémé ?
Y'a pas Y'a pas
Eh... (continua)
DAMNATION ÉTERNELLE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 14/7/2013 - 22:17
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In verità

2013
Ali di libertà

IN VERITA' - «È una canzone per chi è nel mondo ma in qualche modo non si sente del mondo – racconta il “solitario menestrello di strada” – È una canzone forte quanto il desiderio di difendere la propria "libertà senza compromesso". Forte nel difendere quella che puoi chiamare "innocenza col coltello tra i denti". Forte nel desiderio di rialzarsi quando si cade. Forte nel non voler perdere la strada in cui si è creduto e si crede. Forte nel chiaroscuro dell'uso della voce. Forte di blues, di rock, di parlato e di gridato. Forte nelle strofe che scandiscono il cammino. Forte nell'inciso che volutamente non ha un testo. Proprio per essere subito condiviso e cantato».
In verità sono figlio del mondo, di questo mondo che non mi avrà mai
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/7/2013 - 17:18
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Alla fiera der Tufello

Questa canzone m'è venuta in mente oggi, forse dovrebbe andare tra le Extra, ma è la mia personale "Istant song". E' una canzone demenziale che parla della violenza urbana e che inserisco a stigmatizzare un evento capitato a Roma qualche giorno fa. Un'omicidio in seguito a una lite per questioni di traffico. E visto che nella vita sono un medico e lavoro sulle ambulanze del 118 anche quello che ne è seguito: l'aggressione al personale dell'ambulanza che stava solamente svolgendo il suo mestiere.


Omicidio a San Basilio: un morto e un ferito
dopo una lite per il traffico. Arrestato vigilante
Ancora un omicidio nella capitale. La vittima, Maurizio Alletto di 32 anni, dopo un litigio ha accoltellato al volto un ragazzo che era in auto con il padre, guardia giurata di 53 anni, che ha reagito sparando. All'arrivo dell'ambulanza, gli operatori sono stati picchiati dalla folla. All'autista è... (continua)
Alla fiera der Tufello pe' du' scudi,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 13/7/2013 - 22:48
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Mistycanza

2012
Orchestralunata
Con la partecipazione di Simone Cristicchi
Testo e musica di Gregori (Banda Bassotti), Travarelli, Di Vozzo
Tokio, Tijuana, Berlino, Addis Abeba
(continua)
inviata da DoNQuijote82 13/7/2013 - 15:01

Kebab a Rebibbia

2012
Orchestralunata

Testo e musica di Gregori (Banda Bassotti), Travarelli, Di Vozzo
Testa di pipistrello cieco sbattuto contro le pareti
(continua)
inviata da DoNQuijote82 13/7/2013 - 14:57
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Gracias por ser amigo de Bush

Te reís del que te carga
(continua)
inviata da Las manos de Obama 13/7/2013 - 00:06
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Pilipino rock

Version française - Pilippine Lock – Marco Valdo M.I. – 2013
Chanson italienne - Pilipino lock - Elio e le Stolie Tese – 2003

Une pauvre émigrée philippine (c'est vrai que dans la version italienne, c'est un émigré... et après tout, rien n'empêche de changer de genre), après des années de travail au noir et d'exploitation subséquente se décide (enfin!) à se défendre par voie d'avocat et à récupérer ses salaires impayés, d'abandonner ce patron sans scrupules (ils le sont souvent... surtout, vis-à-vis des travailleurs clandestins) et de retourner chez elle... aux Philippines, sans doute ouvrir un salon de coiffure... car tel est son rêve.
Tout cela est fort bien dit à un détail près... l'impossibilité pour les gens d'Asie du Sud-Est de prononcer les « r » et à les remplacer – la plupart du temps – par un son qui se rapproche du « l »... et semble-t-il le « ph », son « f » par un son plus... (continua)
Je lave toilette puis je lepasse semise
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 12/7/2013 - 20:49
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Il testamento del parroco Meslier

un piccolo capolavoro: La merda
guido 12/7/2013 - 12:24
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Il Pescatore

FISKIMAÐURINN
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 12/7/2013 - 00:29
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There Will Be Trouble In Town (Ci saranno guai)

11 luglio 1998 - 11 luglio 2013

“Ci vogliono morti
perché siamo i loro nemici
e non sanno che farsene di noi
perché non siamo i loro schiavi”

Maria Soledad Rosas (Sole) – Buenos Aires, 23 maggio 1974 – Bene Vagienna, 11 luglio 1998 – suicidata dallo stato.

Da : Notav.info
adriana 11/7/2013 - 14:47
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Ballad of Yvonne Johnson

‎[2003]‎
Parole e musica di Eliza Gilkyson
Nell’album intitolato “Land Of Milk And Honey”‎

Una canzone che racconta la storia di Yvonne Johnson, americana mezzosangue nativo, una storia ‎di sofferenza e di abusi fin dalla più tenera infanzia. Affetta da una labioschisi mai curata, cresciuta ‎in una famiglia dove i genitori, un’indiana Cree e un marine bianco, erano dediti a droghe ed ‎alcolici, subì violenze sessuali fin dall’età di tre anni ad opera – se ho capito bene – di due dei suoi ‎fratelli o fratellastri. L’unico fratello che la proteggeva e le voleva bene fu ucciso dalla polizia. ‎Messa su una famiglia, sempre in condizioni precarie e disastrate, nel 1989 la Johnson, insieme ad ‎altre tre persone, uccise un pedofilo che lei riteneva insidiasse i suoi figli… Fu condannata ‎all’ergastolo. In prigione scrisse le sue memorie che, con l’aiuto del giornalista e scrittore Rudy ‎Wiebe,... (continua)
My name is Yvonne Johnson, my native blood is Cree
(continua)
inviata da Bernart 11/7/2013 - 13:23
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Black Spartacus Heart Attack Machine‎

‎[2011]‎
Canzone che apre l’album intitolato “World Wide Rebel Songs”‎
History's not made
(continua)
inviata da Bernart 11/7/2013 - 10:59
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Un matto [Dietro ogni scemo c'è un villaggio]

La proposta di togliere questa canzone dagli "Extra" e di riportarla al suo autore nel percorso "I lager dei matti: la guerra dei manicomi" viene accolta, con un leggero ritardo di quattro anni e mezzo. Ma tutti sanno che questo sito ha dei tempi tutti suoi; c'è lo "slow food" e anche lo "slow web"...
CCG/AWS Staff 11/7/2013 - 10:56
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The Economy Is Suffering, Let It Die

‎[2009] ‎
Nell’album intitolato “The People or the Gun”‎
I've seen a lot of rip-offs in my life.
(continua)
inviata da Bernart 11/7/2013 - 09:27

Birgit Treuhand, liquidator

Birgit Treuhand, liquidator

Canzone française – Birgit Treuhand, liquidator – Marco Valdo M.I. – 2013
Histoires d'Allemagne 93
An de Grass 94

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 – l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Cette Histoire d'Allemagne, comme toutes les précédentes, est en fait la transposition d'un récit en chanson et comme pour chacune des précédentes, on entend un narrateur particulier ; en l'occurrence, une narratrice qui débite un monologue autojustificateur. C'est une sorte de lamentation dans laquelle elle tente de justifier le retentissant échec de l’Exposition universelle de Hanovre dont elle était le Commissaire général et le massacre économique qu'elle a mené en dirigeant la Treuhand jusqu'à sa fin en décembre... (continua)
J'ai beau être une femme
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 10/7/2013 - 23:42
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Canzone per Ion

Tratto da una scheda del programma RAI "Chi l'ha visto?":


MIHAI ISTOC

Mihai Istoc

Sesso: M
Età: 45 (al momento della scomparsa)
Nazionalità: Rumena
Corporatura: esile
Statura: 170
Occhi: azzurri
Capelli: castani
Abbigliamento: Jeans e maglietta
Scomparso da: Torino
Data della scomparsa: 08/06/2009
Data pubblicazione: 12/02/2010

Di Mihai Istoc non si hanno notizie dall’8 giugno del 2009. Romeno, si era trasferito in Italia, a Torino, da alcuni anni, lasciando moglie e figlie nel suo paese. A Torino vive anche il fratello che ha sporto la denuncia di scomparsa. Nel capoluogo piemontese Mihai Istoc lavora come muratore. Abita con alcuni connazionali i quali hanno confermato alla polizia che quel giorno, come tutte le mattine, si era alzato molto presto per recarsi al lavoro, dopodiché non è più rientrato.

10 luglio 2013, da La Repubblica:


Identificato dopo 4 anni muratore morto... (continua)
Bernart 10/7/2013 - 22:44
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Osposidda

este ora de cumbattere pro sa nostra libertade de sa ignoranza e da sa malapedde !!!
10/7/2013 - 19:59
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Dis à ton fils

Dis à ton fils

Chanson française – Dis à ton fils – Marianne Mille et Maurice Dulac – 1972
Paroles: Boris Bergmann, arrangement d'après un air traditionnel: Anne-Marie Garcia

Regarde, Lucien l'âne mon ami, une chanson où il est question d'un mulet... Ce compagnon de toutes les infortunes, ce transporteur à tout faire... Ce « somaro », tout comme toi... et moi. Dans les Andes, car l'histoire que raconte cette chanson se déroule dans les Andes, dans les montagnes de cette Amérique latine écrasée et exploitée... D'abord, par les envahisseurs venus d'Ibérie... Puis, malgré ses tentatives de libération, à nouveau mise sous la coupe par son grand voisin du Nord. Et l'affaire n'est pas finie... Mais c'était là plutôt le sujet d'une autre chanson de Marianne Mille et Maurice Dulac, que je t'ai présentée l'autre jour et qui s'intitule « Libertad » .

Je me souviens très bien de Libertad... Une... (continua)
Dis à ton fils qu'il doit rentrer 
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 10/7/2013 - 16:31
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On the Battlefront

‎[1984]‎
Nell’album intitolato “Like This”‎

Una vecchia CCG/AWS da un gruppo power pop costituitosi alla fine degli anni 70 e che solo ‎recentemente, dopo quasi 30 anni, è tornato alla ribalta con un singolo, “Revolution of the Mind”, ‎diventato subito una call-to-action per l’Occupy (We the 99)‎ Movement.‎
Heard a cry from the battlefront
(continua)
inviata da Bernart 10/7/2013 - 14:22
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Luglio

[2012]

Album : Il guscio
Calpesterò il tuo diritto a respirare, calpesterò la tua voce fino a sera e il tuo sorriso da animale, il tuo coraggio, la tua miseria.
(continua)
inviata da adriana 10/7/2013 - 13:46
Percorsi: Genova - G8
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I Get By

‎[2011]‎
Scritta da Erik Schrody (Everlast) e Zach Sciacca
Nell’album intitolato “Songs of the Ungrateful Living”‎

Un pezzo che è diventato un inno non ufficiale dell’Occupy Movement.‎
Government man keep calling my house
(continua)
inviata da Bernart 10/7/2013 - 11:59




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