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Angel of Death

Il testo di Angel of Death parla del dottor Josef Mengele, noto criminale nazista soprannominato "angelo della morte". Mengele venivano soprannominato in questo modo in quanto era stato artefice di alcune delle più orrende atrocità della storia del XX secolo: eseguiva infatti macabri esperimenti sugli ebrei deportati nei campi di concentramento quali chirurgia sperimentale senza anestesia, iniezioni di germi letali, operazioni di cambiamento sessuale e rimozioni di organi e membra.

Il chitarrista Jeff Hanneman decise di comporre questo brano dopo aver letto vari libri su Mengele. Un romanzo che lo influenzò molto fu I ragazzi venuti dal Brasile dello scrittore ebreo-americano Ira Levin.

Hanneman, grande appassionato della seconda guerra mondiale, possiede una vasta gamma di medaglie e articoli bellici di questo periodo non diversamente da personaggi come Lemmy Kilmister e Ozzy Osbourne.... (continua)
3/5/2013 - 23:51
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War Ensemble

Metal, Hanneman degli Slayer muore morso da un ragno
Il chitarrista degli Slayer era stato aggredito due anni fa: conseguenza, la fascite necrotizzante che lo ha ucciso

Il morso di un ragno ha ucciso prima dei 50 anni Jeff Hanneman, chitarrista degli Slayer e tra i padri del genere thrash metal. L'annuncio è stato dato giovedì dal gruppo stesso con una nota pubblicata sulla pagina ufficiale di Facebook: «Gli Slayer sono devastati nell'informarvi che il loro compagno e fratello, Jeff Hanneman, è morto intorno alle 11 del mattino in California. Hanneman era ricoverato in un ospedale nei pressi della sua casa ed è morto di insufficienza epatica. Lascia la moglie Kathy, la sorella Kathy e i suoi fratelli Michael e Larry, e ne sentiremo molto la mancanza. Possa riposare in pace (1964 - 2013)».

IL MORSO DEL RAGNO - L'insufficienza epatica era probabilmente la conseguenza di una fascite necrotizzante... (continua)
3/5/2013 - 23:45
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Padreterno@aldilà.com

Chanson italienne – Padreterno@aldilà.com - Fausto Amodei – 2005


Écoute-moi
Pauvre monde, insupportable monde
C'en est trop, tu es tombé trop bas
Tu es trop gris, tu es trop laid
Abominable monde
Écoute-moi
L'Homme de la Mancha


Figure-toi, Lucien l'âne mon ami, qu'il y a des gens plus tolérants que la tolérance, qu'on dit dans le jargon contemporain des gens « politiquement corrects », alors qu'à mon sens, il serait plus exact de les appeler des gens « cléricalement corrects »... ces gens pour qui il ne peut être question de mettre en cause les religions, pour lesquels il convient de les avaler telles qu'elles sont, de gober toutes leurs fadaises et en quelque sorte, pour la plus grande gloire des prélates et des prélats, des imames et des imams, des abbés, des abbesses, des moines et des moinesses, des papes et des papesses, des rabbins et des rabbines et de tous ces gens qui en font... (continua)
DIEULEPERE@ AUDELA.COM
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 3/5/2013 - 16:19
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רבקהלע די שבתדיקע

3 maggio 2013

Anche e soprattutto perché le traduzioni che seguono sono o traduzioni d'arte (come quella italiana di Leoncarlo Settimelli), o traduzioni veramente tirate via e incomplete (come quella inglese tratta da Zemerl), si imponeva una traduzione letterale, parola per parola, del testo originale yiddish di Pesakh Kaplan. Il quale è scritto in un linguaggio semplicissimo e, proprio per questo, ancor più duro e toccante. Un linguaggio semplice per una storia semplice: l'operaia ebrea costretta a vivere chiusa nel ghetto e a andare al lavoro forzato in una fabbrica tedesca di filati e spago, l'unico bambino che aspetta il padre, e il padre che è già morto in qualche campo di concentramento. La stessa fine che attende Rivkele e suo figlio. Nel mezzo, le pietose bugie per calmare il bambino; bugie fatte di ritorni "prestissimo" e di roba da mangiare, di "un sacco di pane". Rivkele del... (continua)
RIVKELE DEL SABATO
(continua)
3/5/2013 - 16:13

We Will Fight

[1975]
Lyrics & Music by Jack Warshaw
Album: Long Time Gone [1979]

This song is about the Chile coup of 1973, covered by Roy Bailey and Barry Gilder.
Gilder's version became popular amongst ANC freedom fighters in exile 1977-90
The day is warm, the sky is clear
(continua)
inviata da giorgio 3/5/2013 - 15:10
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Floods

INONDAZIONI
(continua)
inviata da Andrea - andrea_aslan86@hotmail.it 3/5/2013 - 14:44
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רבקהלע די שבתדיקע

Ristrutturando questa (importante) pagina, è stata aggiunta anche una biografia completa dell'autore, Pesakh Kaplan. Forse le difficoltà incontrate a suo tempo da Lorenzo Masetti derivavano dalla difformità di trascrizione del nome: è stato sufficiente digitare "Pesach" Kaplan per reperire parecchie notizie sull'autore. Un'ulteriore dimostrazione di quanto siano necessari i codici di trascrizione uniformi...
Riccardo Venturi 3/5/2013 - 12:41
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אין קאַמף

3 maggio 2013
(Dal testo originale yiddish)

La pagina presente fino a pochi giorni fa conteneva un testo incompleto della poesia/canzone di David Edelstad, anche se si tratta -è vero- della versione ridotta comunemente cantata. Restaurando il testo originale completo, si è resa necessaria una traduzione integrale.
NELLA LOTTA
(continua)
3/5/2013 - 11:27
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Deportees

Versione spagnola di Roy Brown dall’album “Que vaya bien” di Roy Brown, Tito Auger ‎e Tao Rodríguez-Seeger (2006)‎
DEPORTADO
(continua)
inviata da Bernart 3/5/2013 - 10:27

La canción de los presos

‎[1980]‎
Pubblicato sulla rivista spagnola Triunfo (n. 891 del 23 febbraio 1980, con i disegni di Federico ‎Aymá) ed in seguito incluso nella raccolta “Entrevistas y artículos (1962-1987)”, “La canción de los ‎presos” è un omaggio del grande scrittore uruguayo a tutti i prigionieri politici rinchiusi nelle ‎carceri del suo paese durante il periodo della dittatura negli anni 70 e 80.‎

‎“Cattive notizie per gli ingegneri dell’orrore: la loro macchina di morte produce vita… Uomini ‎imprigionati, torturati, quotidianamente sottoposti al trattamento di distruzione, rispondono ‎creando…”: frammenti di pensieri, poesie, canzoni che Eduardo Galeano qui ci mostra in tutta la ‎loro forza vitale, rivelando uomini e donne che, pur sprofondati nell’abisso da altri uomini, non ‎hanno la voce spezzata, anzi, hanno il cuore intatto, capace di cantare…‎
La propongo anche se non ha musica, ma potrebbe benissimo... (continua)
Mala noticia para los ingenieros del horror: la máquina de la muerte produce vida. Cada piecita luce ‎intacta y en su sitio, se han revisado y aceitado los engranajes, se han seguido al pie de la letra las ‎instrucciones de los técnicos internacionales de mayor experiencia y prestigio. Sin embargo, ahí ‎está aleteando, más viva que nunca, el alma humana. Hombres aislados, torturados, cotidianamente ‎sometidos al tratamiento de la destrucción, responden creando. No tiene la voz rota ni apagado el ‎corazón quien es capaz de decir:‎
(continua)
inviata da Bernart 3/5/2013 - 09:27
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War to Begin

[2013]
Lyrics & Music by Michael Marlin
Album: Grand Reveal
You can spend your whole life
(continua)
inviata da giorgio 3/5/2013 - 08:27
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אין קאַמף

La trascrizione in caratteri latini.

Ripresa anch'essa da Yidlid - Des chansons en yiddish.
IN KAMF
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 3/5/2013 - 01:28

El miedo

Canzone inedita su testo del grande scrittore uruguayo Eduardo Galeano, da “El libro de los abrazos” del 1989.
Testo trovato su Cancioneros.com
Una mañana nos regalaron
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 18:40
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Techos de cartón

La canzone s'intitola "Techos de cartón" ed è presente nell'album "De una vez (Canciones del Tercer Mundo - Para Un Solo Mundo)" prodotto e pubblicato nel 1972 in Germania (Est, credo) con il titolo "De una vez: Lieder Der Dritten Welt - Für Eine Einzige Welt"

Il titolo "Casas de cartón" è quello della cover che nel 1975 fece del brano il gruppo messicano Los Bukis di Marco Antonio Solís, meglio conosciuto come El Buki.

Ho riascoltato da YouTube l'esecuzione di Alí Primera e ripropongo il testo con alcune correzioni
Bernart 2/5/2013 - 18:24
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Pobre Joaquín

‎[1968]‎
Parole e musica di Rubén Lena (1925-1995), scrittore, compositore e docente uruguayo. Col poeta e ‎‎“payador” Víctor Lima (1921-‎‎1969) e Los Olimareños è sicuramente una delle figure più importanti della musica popolare ‎uruguaya.‎
Nell’album “Nuestra razón” del 1969‎
Testo trovato sul sito dell’autore Rubén Lena



‎“Era en febrero del 68 y yo había tomado el ómnibus en Lagomar para el centro, tan temprano que ‎el rocío brillaba en el césped cuidado de los patios.‎
Compré el diario y al pasar de las hojas leí una noticia redactada en pocas líneas donde se ‎informaba que en una calle del balneario había aparecido el cuerpo de una persona, con ropas muy ‎pobres, cuya identidad no se establecía y que había muerto de frío. Nada más. Doblé el diario y en ‎mi libreta de apuntes escribí: Pobre Joaquín, sintiendo una angustia desconocida por aquel hombre ‎sin nombre.‎
La masa de palabras y melodía, informe todavía, sonaba dolorosamente dentro de mí, como un ‎lamento.” ‎‎(R‎ubén Lena
Yo le miré los ojos al Joaquín
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 15:09

La Victoire ouvrière

anonimo
Paroles signées de deux ouvrires syndiqués anonymes
Sur l 'air de "La Sale rosse1899"
Da Chants de luttes
Dans notre canton, pendant quinze ans,
(continua)
inviata da adriana 2/5/2013 - 14:52

Y ahora, ¿qué?‎

‎[1974]‎
Parole e musica di Rubén Lena (1925-1995), scrittore, compositore e docente uruguayo. Col poeta e ‎‎“payador” [c44392|Víctor Lima]] (1921-‎‎1969) e Los Olimareños è sicuramente una delle figure più importanti della musica popolare ‎uruguaya.‎
Nell’album “Cantando por el mundo”‎
Testo trovato su Cancioneros.com

‎“E ora? Ora che continuano a dire 'La tavola è servita!' ma non è per noi? O gioventù, svegliati! Non ‎ascoltare le sirene e le ombre cattive che ti invitano a dormire… Gioventù, la tavola imbandita ora è vuota e sta a ‎te riconquistarla!..."‎
La tierra abierta, hermano,
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 14:48
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Este es mi pueblo

‎[1959]‎
Versi di Carlos Puebla
Musica di Carlos Puebla y Sus Tradicionales‎
Nell’album “Este es mi pueblo – Etapa segunda”‎
Testo trovato su Cancioneros.com, come interpretata da Los Olimareños



Un disco con cui Carlos Puebla salutava il trionfo della Rivoluzione a Cuba, avvenuto proprio nei ‎primi giorni del 1959 dopo la fuga precipitosa del dittatore Fulgencio Batista.‎
Hoy he vuelto a mi pueblo después de una ausencia muy larga,
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 14:31
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Desde una rama

‎[1973]‎
Parole di Rubén Lena (1925-1995), scrittore, compositore e docente uruguayo. Col poeta e ‎‎“payador” Víctor Lima (1921-‎‎1969) e Los Olimareños è sicuramente una delle figure più importanti della musica popolare ‎uruguaya.‎
Musica di Braulio López e José Luis “Pepe” Guerra (Los Olimareños)‎
Nell’album “Rumbo”‎
Testo trovato su Cancioneros.com

Se bambolea desde una rama,
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 14:04
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A Telmo Batalla

‎[1972]‎
Parole di Rubén Lena (1925-1995), scrittore, compositore e docente uruguayo. Col poeta e ‎‎“payador” Víctor Lima (1921-‎‎1969) e Los Olimareños è sicuramente una delle figure più importanti della musica popolare ‎uruguaya.‎
Musica di Braulio López e José Luis “Pepe” Guerra (Los Olimareños)‎
Nell’album “Del Templao”‎
Testo trovato su Cancioneros.com

Come il più famoso Víctor Lima, anche Telmo Batalla è stato un “payador”, un cantastorie del ‎Treinta y Tres, Uruguay.‎

Secondo quando racconta José María Obaldía (1925-) - maestro e uomo di lettere uruguayo che per ‎Los Olimareños ha scritto pure qualche canzone - nel suo ‎‎“Telmo Batalla y ‎otras prosas viejas”, il cantore di strada era cieco, proprio come Omero e come il sommo poeta ‎greco aveva la dote di conoscere a fondo e di interpretare il vissuto della gente, episodi drammatici ‎o addirittura epici trasformati in strofe destinate ad essere cantate e a radicarsi nell’immaginario ‎popolare collettivo: la storia non scritta ma cantata del Treinta y Tres. ‎
Permitan, señores, que levante la tapa de olvido
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 13:59
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L’ospite

‎[1972]‎
Dall’album “Il vento ha cantato per ore tra i rami dei versi d'amore”‎
Testo trovato qui.‎



Forse il racconto del soccorso portato ad un partigiano ferito e della mancanza di coraggio nel ‎seguirlo al di là del fiume, sui campi di battaglia… Mi ha ricordato la vicenda autobiografica che è ‎sottesa a «I Turcs tal Friûl» di Pier Paolo Pasolini - vedi la canzone Prejera (Crist pietàt dal nustri pais) – quella dello ‎scrittore che non ebbe coraggio di entrare nella Resistenza come invece fece il fratello Guido, poi ‎ucciso il 7 febbraio del 1945 a Porzûs da altri partigiani.‎
Sembrava già morto del tutto
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 13:32
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אין קאַמף

Con questa pagina, terminate le revisioni a fondo delle pagine della "Sezione Yiddish" già contenenti i testi in alfabeto ebraico, inizia la revisione di quelle che sono state inserite esclusivamente coi testi in trascrizioni più o meno esatte. La revisione prevede naturalmente che tutte le pagine della "Sezione Yiddish" siano restituite nella loro veste originale, prendendo come criterio le norme ortografiche, sia per la grafia ebraica sia per la trascrizione, dello Yidisher Visenshaftlekher Institut (Istituito Scientifico Yiddish, YIVO); a tale riguardo, anche i nomi degli autori(come forse qualcuno avrà notato) sono stati riportati tutti nella vera forma Yiddish, seguita da quella "vulgata" (o più comune) tra parentesi quadre. L'opera sarà lunga; anche per questo motivo prego tutti (admins e collaboratori) di non inserire eventuali altre canzoni in yiddish senza prima consultarmi; altrimenti "non ne esco più". Grazie.
Riccardo Venturi 2/5/2013 - 11:16
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The Low Highway

‎[2013]‎
La canzone che dà il titolo all’ultimo album di Steve Earle & The Dukes (& Duchesses).‎
Travelin’ now ‎
(continua)
inviata da Bernart 2/5/2013 - 11:15

Grève de femmes au Bangladesh

La Guerre de Cent Mille Ans continue jour après jour...
et les riches continuent leur exploitation... Tant qu'il y aura des riches et des richesses...Les pauvres n'auront d'autres ressources que la colère.

La fureur des ouvriers du textile au Bangladesh

Afp
Mis en ligne Mercredi 1 Mai 2013, 18h59
Des dizaines de milliers de manifestants au Bangladesh défilaient mercredi en une lugubre fête du travail pour réclamer la pendaison des propriétaires d’ateliers de confection situés dans un immeuble qui s’est effondré voici une semaine, faisant plus de 400 morts et 149 disparus.

http://www.lesoir.be/235409/article/actualite/fil-info/fil-info-monde/2013-05-01/1er-mai-marque-par-fureur-des-ouvriers-du-textile-au-bangladesh

Ainsi Parlait Lucien Lane
Lucien Lane 2/5/2013 - 08:25
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Who Needs War

[2007]
Lyrics & Music by Dai Crowther

From the age of four -like most children- I played at war - with sticks for swords and spears and toy guns, bows and arrows etcetera... I still don't understand why we were/are encouraged to think that war can be fun.
This song records that progression into adulthood and questions: why?
At four years old, so I've been told, –I was a soldier boy;
(continua)
inviata da giorgio 2/5/2013 - 08:10
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Si Tous Les Gars Du Monde

Chanson française – Si Tous Les Gars Du Monde – Marcel Achard – 1956
Musique – Georges Van Parys

Interprètes : Yves Montand, Les Compagnons de la Chanson... et mille troupes de boy-scouts...

Chanson du film de Christian-Jaque – 1956

Bon, la voilà ta chanson, mon cher Lucien l'âne mon ami. Tu jugeras par toi-même. Je ne veux pas donner mon avis tout de suite... Qu'en penses-tu ?

D'abord, Marco Valdo M.I. mon ami, permets-moi de te rappeler que je suis un âne et qu'il m'est dès lors difficile de donner la main à qui que ce soit... Cela dit, elle me paraît bien aimable cette chanson et bourrée de bonne volonté autant qu'un obus de poudre ou qu'une barrique de vin. Évidemment, quand je songe aux scénettes pour patronage de Boris Vian, je me dis qu'en effet, elle paraît convenir pour de jeunes cœurs et de jeunes aspirations... Bref, je lui trouve mille belles intentions et une sorte de... (continua)
Si tous les gars du monde
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/5/2013 - 22:26
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Mamma Roma Addio

…una grande poesia che chi conosce bene la romanità riporta un po' tutte le situazioni gli ambienti e le zone di questa città eterna.
a ogni luogo che Remo pronuncia io da romano collego una situazione corrispondente alla poesia..
piace questo aspetto di una Roma disordinata degli anni sessanta, basta vedere un film di Fellini o Pasolini o Monicelli che si ritornano i versi remottiani.
Una semplice ma piena di significato e emozioni che descrive l’attaccamento del poeta alla citta’ ma che allo stesso tempo lo obbliga a volare in Perù …lontano da quella Roma che ieri come oggi si presenta cosi’ BORGHESE e FALSA!
Negli anni cinquanta io me ne andai, come oggi i ragazzi vanno in India, vanno via, anch’io me ne andai nauseato, stanco da questa Roma del dopoguerra, io allora a vent’anni, mi trovavo di fronte a questa situazione, andai via da questa Roma anni 50.
(continua)
inviata da DoNQuijote82 1/5/2013 - 19:27
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L'Arca di Noé

Chanson italienne - L'Arca di Noé – Sergio Endrigo – 1970
Texte de Sergio Endrigo
Musique de Sergio Endrigo et de Luis Bacalov
L'ARCHE DE NOÉ
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 1/5/2013 - 18:17
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Tommy's Lot

[1983]
Lyrics & Music by Dominic Williams
Album: Free Tibet

I'd meant to put this song up during the Armistice Day and Remembrance Sunday weekend, but I was delayed by work. Still, I think it's worth putting up now. It's a song about the First World War written by Dominic Williams in the early 1980s. Apparently Dominic Williams was a former teacher at the Liverpool Institute, and a well-known performer on the folk club circuit in the north west of England. I personally learned this after hearing it performed by Liverpool folk singers Alun Parry and Vinny T Spen (organisers of the Woody Guthrie folk club at the Ship and Mitre), who said that they heard Dominic Williams performing it at a coffee shop on Smithdown Road.

The picture above is of the Liverpool "Pals' Battalions" on parade outside St George's Hall before the First World War. It was figured that people would be more likely... (continua)
.
(continua)
inviata da giorgio 1/5/2013 - 16:27
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Rosario, dinamitera

[1937]

Poema de Miguel Hernández musicado por Vicente Monera.



Rosario Sánchez Mora si arruolò volontaria nelle fila del Quinto Regimiento lo stesso giorno in cui il generale Franco dava il via al fratricida colpo di stato contro la Segunda República Española.
Aveva solo 17 anni quando affrontò il battesimo di fuoco in prima linea nella difesa di Madrid, appena due mesi dopo perderà la mano destra in battaglia. Esperta nel manipolare esplosivi e confezionare micidiali ordigni rudimentali, in seguito le hanno attribuito addirittura la paternità della bomba aframmentazione, è stata l'unica donna cui fu concesso l'onore di appartenere all'Agrupación Dinamiteros, formidabile nucleo di sabotatori d'assalto costituito esclusivamente da uomini, in gran parte minatori asturiani. Al termine del conflitto fu catturata e condannata a morte insieme al padre, Andrés Sánchez, ma dopo la fucilazione... (continua)
Rosario, dinamitera,
(continua)
inviata da adriana 1/5/2013 - 15:48

The Union Song

Questo, Ivana, bisognerebbe chiederlo al suo autore, il signor Goodger. È lui che l'ha inserita.
Io te ne posso offrire un pezzetto cantato da bambini che non mancano di mimica...

(giorgio)

giorgio 1/5/2013 - 11:12
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I Wanna Go Home

[2005]
Lyrics & Music by Samantha Murphy
Album: Somewhere Between Starving & Stardom

Song about disliking your job. I quit my day job and now I LOVE what I do! Full time artist.

I was working a crappy temp job tracking barges and I had to be there at 7 a.m.
HATED IT !
This job's so boring
(continua)
inviata da giorgio 1/5/2013 - 10:31




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