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Prima del 2013-3-15

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La Guèra D'L Baròt

non è dialetto modenese ma piemontese
wolly 15/3/2013 - 21:55
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Bilečanka

Bileća è in Erzegovina, vicino al Montenegro

corretto. Grazie
15/3/2013 - 19:58
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Berluscone

Notate la somiglianza:
DoNQUijote82 15/3/2013 - 15:59
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When the Horsemen Arrived...

[2012]
Album: American Nightmare
[V1]
(continua)
inviata da giorgio 15/3/2013 - 12:20

Julia Butterfly Hill

2006 No Disguise

Dedicata a Julia "Butterfly" Hill

Julia Hill, meglio conosciuta come Julia Butterfly Hill (Mount Vernon, 18 febbraio 1974), è un'ambientalista statunitense.

È diventata nota perché è rimasta per 738 giorni nella foresta di Headwaters, Contea di Grand (Colorado), dal dicembre del 1997 al dicembre del 1999, su di una sequoia a circa 55 metri[1] di altezza per impedirne l'abbattimento da parte della Pacific Lumber Company. Ha raccontato la sua permanenza sull'albero nel libro The legacy of Luna (Luna è il nome dato alla sequoia), tradotto in italiano con il titolo La ragazza sull'albero.


Altre canzoni dedicate a Julia Hill:
Kissed by Mist - Julia Hill - Beautiful Butterfly - Butterfly - Julia Butterfly Hill


Perché salvare le foreste vuol dire salvare l'uomo
You bones broken blue
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/3/2013 - 12:08
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Butterfly

2009

Dedicata a Julia "Butterfly" Hill

Julia Hill, meglio conosciuta come Julia Butterfly Hill (Mount Vernon, 18 febbraio 1974), è un'ambientalista statunitense.

È diventata nota perché è rimasta per 738 giorni nella foresta di Headwaters, Contea di Grand (Colorado), dal dicembre del 1997 al dicembre del 1999, su di una sequoia a circa 55 metri[1] di altezza per impedirne l'abbattimento da parte della Pacific Lumber Company. Ha raccontato la sua permanenza sull'albero nel libro The legacy of Luna (Luna è il nome dato alla sequoia), tradotto in italiano con il titolo La ragazza sull'albero.

Altre canzoni dedicate a Julia Hill:
Kissed by Mist - Julia Hill - Beautiful Butterfly - Butterfly - Julia Butterfly Hill


Perché salvare le foreste vuol dire salvare l'uomo

I wrote a new song recently. I wrote it... and I just kinda taught it to the guys... today... at soundcheck... they really... (continua)
It's in our nature to deceive
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/3/2013 - 12:01
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Beautiful Butterfly

2002
Chaos & Calm
Words by Donna Henschell
Music by Kelly Mulhollan

Dedicata a Julia "Butterfly" Hill

Julia Hill, meglio conosciuta come Julia Butterfly Hill (Mount Vernon, 18 febbraio 1974), è un'ambientalista statunitense.

È diventata nota perché è rimasta per 738 giorni nella foresta di Headwaters, Contea di Grand (Colorado), dal dicembre del 1997 al dicembre del 1999, su di una sequoia a circa 55 metri[1] di altezza per impedirne l'abbattimento da parte della Pacific Lumber Company. Ha raccontato la sua permanenza sull'albero nel libro The legacy of Luna (Luna è il nome dato alla sequoia), tradotto in italiano con il titolo La ragazza sull'albero.


Altre canzoni dedicate a Julia Hill:
Kissed by Mist - Julia Hill - Beautiful Butterfly - Butterfly - Julia Butterfly Hill


Perché salvare le foreste vuol dire salvare l'uomo
Beautiful butterfly, out on a limb
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/3/2013 - 11:51
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Julia Hill

Un paso atrás en el tiempo 2002

Dedicata a Julia "Butterfly" Hill

Julia Hill, meglio conosciuta come Julia Butterfly Hill (Mount Vernon, 18 febbraio 1974), è un'ambientalista statunitense.

È diventata nota perché è rimasta per 738 giorni nella foresta di Headwaters, Contea di Grand (Colorado), dal dicembre del 1997 al dicembre del 1999, su di una sequoia a circa 55 metri[1] di altezza per impedirne l'abbattimento da parte della Pacific Lumber Company. Ha raccontato la sua permanenza sull'albero nel libro The legacy of Luna (Luna è il nome dato alla sequoia), tradotto in italiano con il titolo La ragazza sull'albero.


Altre canzoni dedicate a Julia Hill:
Kissed by Mist - Julia Hill - Beautiful Butterfly - Butterfly - Julia Butterfly Hill


Perché salvare le foreste vuol dire salvare l'uomo
Por una vez quiero hablar
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/3/2013 - 11:44
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Kissed by Mist

1999

Dedicata a Julia "Butterfly" Hill

Julia Hill, meglio conosciuta come Julia Butterfly Hill (Mount Vernon, 18 febbraio 1974), è un'ambientalista statunitense.

È diventata nota perché è rimasta per 738 giorni nella foresta di Headwaters, Contea di Grand (Colorado), dal dicembre del 1997 al dicembre del 1999, su di una sequoia a circa 55 metri[1] di altezza per impedirne l'abbattimento da parte della Pacific Lumber Company. Ha raccontato la sua permanenza sull'albero nel libro The legacy of Luna (Luna è il nome dato alla sequoia), tradotto in italiano con il titolo La ragazza sull'albero.


Altre canzoni dedicate a Julia Hill:
Kissed by Mist - Julia Hill - Beautiful Butterfly - Butterfly - Julia Butterfly Hill


Perché salvare le foreste vuol dire salvare l'uomo
The forest seemed to swallow us
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/3/2013 - 11:37
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Di Rabbia e d'Amore

Di Rabbia e d'Amore (2012)
Terra di brava gente terra di tradizioni
(continua)
inviata da DoNQuijote82 15/3/2013 - 10:29
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Más que un deseo

[2007]
Album : Basta

Fragmento del documental Madres de Eduardo Walger, basado en entrevistas a las madres de plaza de mayo linea fundadora, con música de Las Pelotas.
Más que un deseo
(continua)
inviata da adriana 15/3/2013 - 10:17
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Rey de los divinos

[2007]
Album : Basta

Videoclip incluido en la película Madres de Eduardo Walger sobre el proceso militar
Rey de los divinos
(continua)
inviata da adriana 15/3/2013 - 10:07
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L'estaca

RUSSO [Кирилл Медведев / Kirill Medvedev / Gruppa Arkadij Koc / Группа Аркадий Коц ]
RUSSIAN [Кирилл Медведев / Kirill Medvedev / Gruppa Arkadiy Kots / Группа Аркадий Коц ]


)


La versione russa di Kirill Medvedev interpretata dalla Gruppa Arkadij Koc, Steny La band, di idee antifasciste e libertarie, riprende il nome (Arkadij Koc, o Arkadiy Kots) dell'autore della storica versione russa dell'Internazionale; Kirill Medvedev è un suo membro. Tanto a ribadire la sua natura, L'estaca in russo è stata una delle canzoni che hanno segnato le proteste contro la dittatura (travestita, naturalmente, da "democrazia") di Vladimir Putin. Nel video, infatti, vediamo che cosa può comportare la cosa: delle persone la cantano dopo essere stati arrestati, dentro un cellulare della Polizia. Un documento impressionante e una canzone che abbatte le sbarre. Lo zio Siset continua a cantare ovunque. [RV]
СТЕНЫ
(continua)
inviata da Dmitry 15/3/2013 - 05:53
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Que se vayan ellos

[1973]
Scritta da Piero De Benedictis, in arte Piero, ed il poeta José Tcherkaski
Album “Para el pueblo lo que es del pueblo”

Una canzone che potrebbe sembrare profetica, visto che fu scritta nel 1973, tre anni prima dell’inizio della dittatura...
A dire il vero, però, l’Argentina passò da una dittatura all’altra per quasi tutto il 900...
Comunque, nel 1976 Piero dovette scappare dal suo paese. Restò esule in Italia e Spagna fino al 1981, quando tornò in Argentina ma abbandonando la musica di protesta.
Hoy tengo nublada la sonrisa, país de cielo, país de tiza.
(continua)
inviata da Dead End 14/3/2013 - 23:28
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Sinàn Capudàn Pascià

bravo!
rosa 14/3/2013 - 20:30
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Le Mat

(Texto Germano Bonaveri y mùsica germano Bonaveri, Antonello D'Urso)
Hace miles de años vivo en medio del mar,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/3/2013 - 18:31

La sposa del vento

Esiste un quadro molto conosciuto per la sua importanza storica nel periodo che segue tutta la prima guerra mondiale, il dipinto intitolato -La sposa del vento- del 1914 di Oskar Kokoschka.

Nello storico quadro il pittore ritrae due amanti come sospesi in una sera scura, innalzati dal vento e portati via dalle atrocità e ingiustizie, che la guerra al loro tempo stava portando nel mondo.Spicca così'l'immagine della sposa portata via dal vento,allontanata dalle angerie del tempo . Avrei provato in maniera perà dilettantistica a scrivere, dedicare una canzone al famoso quadro.
Vestige di veli di voli ai viali,
(continua)
inviata da Anton 14/3/2013 - 18:16

Se gli agrari

‎[1971]‎
Scritta da Settimelli con Luciano Francisci per il Canzoniere Internazionale.‎
Nel disco “Il bastone e la carota”‎
Testo trovato su Il deposito



Nel 1971 il presidente del Consiglio era Emilio Colombo, già più volte ministro al Tesoro, alle ‎Finanze, al Bilancio e agli Esteri. Il suo ministro dell’Interno era il siciliano Franco Restivo. A lui ‎toccarono molte “prelibatezze” di quegli anni: la repressione delle proteste ad Avola, ‎‎Piazza Fontana, le inchieste SIFAR ‎e “Piano Solo”, il golpe Borghese, l’assassinio del ‎‎giudice Scaglione e del suo ‎autista Antonio Lo Russo ad opera della mafia, l’attentato alla Freccia del Sud, i moti di ‎‎Reggio Calabria cavalcati ‎dall’estrema destra, gli attentati ai treni dei sindacalisti diretti a Catanzaro per la conferenza sul ‎Mezzogiorno, quelli a I treni per Reggio Calabria … Fu chiara allora la saldatura tra apparati – nemmeno tanto deviati ‎‎- dello Stato, fascisti e poteri mafiosi, uniti contro i lavoratori, operai e contadini.‎
Se gli agrari hanno aperto la borsa
(continua)
inviata da Dead End 14/3/2013 - 18:07
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Xenophobia

[2012]
Album: Silence is Violence
ONE: feed people with greed and hate – and make them proud of the State.
(continua)
inviata da giorgio 14/3/2013 - 17:05
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Siam prigionieri

anonimo
Siberia 1914 – 1918
Armonizzazione Renato Dionisi

“Lontanissimo”: questa indicazione, apposta in partitura da Renato Dionisi sulla parte melodica del basso, rende con estremo realismo la disperazione dei soldati trentini - arruolati nell’esercito austriaco - catturati sul fronte della Galizia e mandati in Siberia nei campi di prigionia. Durante la detenzione essi assimilarono melodie tipiche del folklore russo alle quali adattarono testi improvvisati. Le terribili condizioni di vita di quei prigionieri, a migliaia di chilometri da casa, trovano nella asciutta armonizzazione un’eco di assoluta drammaticità.
Siam prigionieri,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/3/2013 - 10:50

Mateòti, Mateòti

anonimo
‎[1924?]‎
Raccolta da Roberto Leydi a Cologno al Serio (BG) dall’informatrice Palma Facchetti, 4 luglio ‎‎1964.‎
Inserita nel brano intitolato “Strofette satiriche” di ‎‎Sandra Boninelli, nell’album “Legàmi” del 2005.‎
Mateòti, Mateòti, grande martire d'Italia
(continua)
inviata da Dead End 14/3/2013 - 10:38
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'A Flobert

Lì per lì mi è venuto im mente BOBO MERENDA di Enzo Jannacci e ho pensato che la canzone (che ho visto da questo sito essere del'68) è stata una ironica, ma tristissima predizione
silva 14/3/2013 - 10:36
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Tammurriata nera

@ Elena
La seconda parte della canzone, quella aggiunta dalla NCCP, cioè da 'E signurine 'e Caporichino fanno ammore ecc" è tutta una parodia buffoneggiante di "Pistol Packin Mama", la canzone americana così in voga in quel periodo (ma anche ovviamente delle napoletane e dei napoletani stessi che si vendevano agli americani), di cui ha la stessa musica ironicamente strascicata.
Gennaro 14/3/2013 - 09:50
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La stupidità

[2009]
Testo e Musica di Fabrizio Coppola
Album: La stupidità EP

La stupidità è una preghiera laica per combattere il pregiudizio, l'intolleranza e il bigottismo becero di questi tempi barbari e avvilenti; un lamento rabbioso che unisce una ritmica chiaramente ispirata alla Give Peace A Chance di Lennon, un cantato salmodiante che ricorda i migliori CSI e intrecci chitarristici di matrice blues: su questo tappeto Fabrizio Coppola scandisce un testo ossessivo e incalzante che trova nel lungo ritornello finale il suo momento liberatorio.
Scritta di getto, la canzone affronta la frustrazione e lo sconforto di un uomo nei confronti del proprio paese: il razzismo che si affaccia con nuova virulenza, l'ossessione per la sicurezza, la dubbia idea di normalità che domina la nazione, la soffocante presenza della Chiesa nel discorso politico e sociale, l'attaccamento agli oggetti che trasforma... (continua)
Pesta l'uomo nero
(continua)
inviata da giorgio 14/3/2013 - 08:40
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Sott'à lu ponte

Sul sito del Coro Castellani della Valle di Crevalcore, Bologna, viene riportata una storia curiosa a proposito di questo canto (che fa parte del loro repertorio):
La canzone sarebbe stata "armonizzata" da un certo Mauro Camisa il quale, prigioniero durante la seconda guerra mondiale in Corsica, la sentì cantare da un compagno rinchiuso nella cella vicina ...
Dead End 13/3/2013 - 17:48

L’auge

‎[1871]‎
Versi di Eugène Pottier, da i suoi “Chants révolutionnaires” (prima edizione, 1887; seconda ‎edizione accresciuta, 1908)‎
Con dedica “À J.-B. Clément, membre de la Commune”, proprio lui, l’autore ‎de La semaine sanglante, de Le temps des cerises e di tanti altri “chants révolutionnaires”… ‎
Pottier e Clément sapevano bene entrambi che “l’ordine borghese è un’enorme mangiatoia ‎dove i ricchi sgrufolano ma non è con l’acqua fresca che questi grossi porci s’ingrassano” ‎bensì col sangue dei lavoratori e della povera gente.‎

‎“Et dans ce livre, que l’amicale initiative de son collègue de la Commune de Paris, le citoyen ‎Goupil, est parvenue à répandre et à populariser, le barde vigoureux, le militant sans peur ni ‎reproche que fut Pottier, dresse ses protestations hardies contre la Trinité criminelle qui constitue la ‎plus formidable oppression dont les êtres humains aient eu à souffrir... (continua)
L’ordre bourgeois, c’est l’auge immense
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 17:06

L’anthropophage

Versi di Eugène Pottier, da i suoi “Chants révolutionnaires” (prima edizione, 1887; seconda ‎edizione accresciuta, 1908)‎
Dedicata “Au comte Albert de Neuville”, che ignoro chi fosse...‎


Chi è il “vecchio cannibale” che si aggira tra campi di battaglia, bordelli, galere e fabbriche, ‎ovunque dove gli esseri umani pagano il loro tributo di sangue al Potere? E’ il Potere stesso, un ‎mostro bifronte: su di un faccia la Famiglia, sull’altra la Proprietà.‎

Eugène Pottier fu frequentatore di circoli rivoluzionari repubblicani già dal 1832 per poi approdare a quelli socialisti e fourieristi nel 1848, anno in cui partecipò alle rivoluzioni di gennaio e giugno: fu in questo periodo, frequentando anche i locali dove venivano declamate poesie e canzoni, che inizia a comporre canti di propaganda a sfondo politico-sociale stampati e diffusi su fogli volanti.

Tra i tanti testi è degno di nota quel... (continua)
As-tu le cœur bardé de fer ?
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 14:50
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Liberi tutti

[2011]
Testo e musica di Roberta Gulisano
Pianoforte: Angelo di Leonforte

"Dovremmo imparare dai bambini che, se non vengono (ancora) condizionati, non si curano affatto del colore della pelle o d'altro: loro amano col cuore non col cervello..".
Un po' Quando saremo fratelli uniti.. (e liberi!), e un po' All You Need Is Love, la canzone è stata inserita come colonna sonora dell'omonimo cortometraggio del regista Benedetto Pace, finalista al Giffoni Film Festival, ed. 2012.
Sono qui, nulla da dichiarare
(continua)
inviata da giorgio 13/3/2013 - 14:18

Guillaume et Paris

‎[Novembre 1870]‎
Versi di Eugène Pottier, da i suoi “Chants révolutionnaires” (prima edizione, 1887; seconda ‎edizione accresciuta, 1908)‎
Pubblicata sul giornale “Le Combat” fondato da Félix Aimé Pyat (1810-1889), giornalista e ‎personalità di spicco della Comune.‎


‎Guillaume è l’imperatore Guglielmo I di Germania, re di Prussia, le cui truppe ‎assediavano Parigi dal settembre del 1870.‎
‎Cambronne - l’esclamazione della città di Parigi che resiste all’assediante – è il ‎generale Pierre Jacques Étienne Cambronne (1770-1842), quello che – leggenda vuole - alla fine ‎della battaglia di Waterloo del 1815 al generale britannico Colville, che gli intimava la resa, rispose: ‎‎“La garde meurt mais ne se rend pas!” o, più semplicemente, “Merde!”… Nella realtà gli inglesi ‎spazzarono via l’ultima resistenza francese e Cambronne, ferito, fu fatto prigioniero ma “Merde!” ‎rimane ancora oggi... (continua)
[Guillaume]
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 14:16




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