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Prima del 2013-3-14

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Que se vayan ellos

[1973]
Scritta da Piero De Benedictis, in arte Piero, ed il poeta José Tcherkaski
Album “Para el pueblo lo que es del pueblo”

Una canzone che potrebbe sembrare profetica, visto che fu scritta nel 1973, tre anni prima dell’inizio della dittatura...
A dire il vero, però, l’Argentina passò da una dittatura all’altra per quasi tutto il 900...
Comunque, nel 1976 Piero dovette scappare dal suo paese. Restò esule in Italia e Spagna fino al 1981, quando tornò in Argentina ma abbandonando la musica di protesta.
Hoy tengo nublada la sonrisa, país de cielo, país de tiza.
(continua)
inviata da Dead End 14/3/2013 - 23:28
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Calamandrei

Se vuoi andare in pellegrinaggio
(continua)
inviata da Francesco de Francisco 14/3/2013 - 23:10
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Sinàn Capudàn Pascià

bravo!
rosa 14/3/2013 - 20:30
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Le Mat

(Texto Germano Bonaveri y mùsica germano Bonaveri, Antonello D'Urso)
Hace miles de años vivo en medio del mar,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/3/2013 - 18:31

La sposa del vento

Esiste un quadro molto conosciuto per la sua importanza storica nel periodo che segue tutta la prima guerra mondiale, il dipinto intitolato -La sposa del vento- del 1914 di Oskar Kokoschka.

Nello storico quadro il pittore ritrae due amanti come sospesi in una sera scura, innalzati dal vento e portati via dalle atrocità e ingiustizie, che la guerra al loro tempo stava portando nel mondo.Spicca così'l'immagine della sposa portata via dal vento,allontanata dalle angerie del tempo . Avrei provato in maniera perà dilettantistica a scrivere, dedicare una canzone al famoso quadro.
Vestige di veli di voli ai viali,
(continua)
inviata da Anton 14/3/2013 - 18:16
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Corso Regina Coeli

anonimo
Canto anonimo inserito nell'album di Alessio Lega "Mala Testa" del 2013 (vedi Matteotti).
Corso Regina Coeli c’è una salita
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/3/2013 - 18:11

Se gli agrari

‎[1971]‎
Scritta da Settimelli con Luciano Francisci per il Canzoniere Internazionale.‎
Nel disco “Il bastone e la carota”‎
Testo trovato su Il deposito



Nel 1971 il presidente del Consiglio era Emilio Colombo, già più volte ministro al Tesoro, alle ‎Finanze, al Bilancio e agli Esteri. Il suo ministro dell’Interno era il siciliano Franco Restivo. A lui ‎toccarono molte “prelibatezze” di quegli anni: la repressione delle proteste ad Avola, ‎‎Piazza Fontana, le inchieste SIFAR ‎e “Piano Solo”, il golpe Borghese, l’assassinio del ‎‎giudice Scaglione e del suo ‎autista Antonio Lo Russo ad opera della mafia, l’attentato alla Freccia del Sud, i moti di ‎‎Reggio Calabria cavalcati ‎dall’estrema destra, gli attentati ai treni dei sindacalisti diretti a Catanzaro per la conferenza sul ‎Mezzogiorno, quelli a I treni per Reggio Calabria … Fu chiara allora la saldatura tra apparati – nemmeno tanto deviati ‎‎- dello Stato, fascisti e poteri mafiosi, uniti contro i lavoratori, operai e contadini.‎
Se gli agrari hanno aperto la borsa
(continua)
inviata da Dead End 14/3/2013 - 18:07
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Xenophobia

[2012]
Album: Silence is Violence
ONE: feed people with greed and hate – and make them proud of the State.
(continua)
inviata da giorgio 14/3/2013 - 17:05
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Siam prigionieri

anonimo
Siberia 1914 – 1918
Armonizzazione Renato Dionisi

“Lontanissimo”: questa indicazione, apposta in partitura da Renato Dionisi sulla parte melodica del basso, rende con estremo realismo la disperazione dei soldati trentini - arruolati nell’esercito austriaco - catturati sul fronte della Galizia e mandati in Siberia nei campi di prigionia. Durante la detenzione essi assimilarono melodie tipiche del folklore russo alle quali adattarono testi improvvisati. Le terribili condizioni di vita di quei prigionieri, a migliaia di chilometri da casa, trovano nella asciutta armonizzazione un’eco di assoluta drammaticità.
Siam prigionieri,
(continua)
inviata da DoNQuijote82 14/3/2013 - 10:50

Mateòti, Mateòti

anonimo
‎[1924?]‎
Raccolta da Roberto Leydi a Cologno al Serio (BG) dall’informatrice Palma Facchetti, 4 luglio ‎‎1964.‎
Inserita nel brano intitolato “Strofette satiriche” di ‎‎Sandra Boninelli, nell’album “Legàmi” del 2005.‎
Mateòti, Mateòti, grande martire d'Italia
(continua)
inviata da Dead End 14/3/2013 - 10:38
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Tammurriata nera

@ Elena
La seconda parte della canzone, quella aggiunta dalla NCCP, cioè da 'E signurine 'e Caporichino fanno ammore ecc" è tutta una parodia buffoneggiante di "Pistol Packin Mama", la canzone americana così in voga in quel periodo (ma anche ovviamente delle napoletane e dei napoletani stessi che si vendevano agli americani), di cui ha la stessa musica ironicamente strascicata.
Gennaro 14/3/2013 - 09:50
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La stupidità

[2009]
Testo e Musica di Fabrizio Coppola
Album: La stupidità EP

La stupidità è una preghiera laica per combattere il pregiudizio, l'intolleranza e il bigottismo becero di questi tempi barbari e avvilenti; un lamento rabbioso che unisce una ritmica chiaramente ispirata alla Give Peace A Chance di Lennon, un cantato salmodiante che ricorda i migliori CSI e intrecci chitarristici di matrice blues: su questo tappeto Fabrizio Coppola scandisce un testo ossessivo e incalzante che trova nel lungo ritornello finale il suo momento liberatorio.
Scritta di getto, la canzone affronta la frustrazione e lo sconforto di un uomo nei confronti del proprio paese: il razzismo che si affaccia con nuova virulenza, l'ossessione per la sicurezza, la dubbia idea di normalità che domina la nazione, la soffocante presenza della Chiesa nel discorso politico e sociale, l'attaccamento agli oggetti che trasforma... (continua)
Pesta l'uomo nero
(continua)
inviata da giorgio 14/3/2013 - 08:40
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La memoria


Le oscure relazioni del nuovo papa con la dittatura militare argentina

Jorge Mario Bergoglio, ex arcivescovo di Buenos Aires, eletto papa con il nome di Francesco I, è un gesuita nato nella capitale argentina il 17 dicembre 1936 ed ha dedicato buona parte della vita all'insegnamento.

Bergoglio ha un passato oscuro in Argentina per le accuse che gli furono rivolte anni fa circa la tortura e la sparizione di un laico e due sacerdoti ai tempi della dittatura militare che cominciò nel 1976. Nonostante non si sia raggiunta una sentenza sul caso, cinque testimoni hanno confermato il coinvolgimento del nuovo papa con queste sparizioni. Il giornalista Horacio Verbitsky è stato il ricercatore più attivo nel portare alla luce le prove che potessero dimostrare il coinvolgimento di Bergoglio con questi episodi della "guerra sporca" in Argentina.

Ma le relazioni di Bergoglio con la dittatura non... (continua)
13/3/2013 - 23:25
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Sott'à lu ponte

Sul sito del Coro Castellani della Valle di Crevalcore, Bologna, viene riportata una storia curiosa a proposito di questo canto (che fa parte del loro repertorio):
La canzone sarebbe stata "armonizzata" da un certo Mauro Camisa il quale, prigioniero durante la seconda guerra mondiale in Corsica, la sentì cantare da un compagno rinchiuso nella cella vicina ...
Dead End 13/3/2013 - 17:48

L’auge

‎[1871]‎
Versi di Eugène Pottier, da i suoi “Chants révolutionnaires” (prima edizione, 1887; seconda ‎edizione accresciuta, 1908)‎
Con dedica “À J.-B. Clément, membre de la Commune”, proprio lui, l’autore ‎de La semaine sanglante, de Le temps des cerises e di tanti altri “chants révolutionnaires”… ‎
Pottier e Clément sapevano bene entrambi che “l’ordine borghese è un’enorme mangiatoia ‎dove i ricchi sgrufolano ma non è con l’acqua fresca che questi grossi porci s’ingrassano” ‎bensì col sangue dei lavoratori e della povera gente.‎

‎“Et dans ce livre, que l’amicale initiative de son collègue de la Commune de Paris, le citoyen ‎Goupil, est parvenue à répandre et à populariser, le barde vigoureux, le militant sans peur ni ‎reproche que fut Pottier, dresse ses protestations hardies contre la Trinité criminelle qui constitue la ‎plus formidable oppression dont les êtres humains aient eu à souffrir... (continua)
L’ordre bourgeois, c’est l’auge immense
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 17:06

L’anthropophage

Versi di Eugène Pottier, da i suoi “Chants révolutionnaires” (prima edizione, 1887; seconda ‎edizione accresciuta, 1908)‎
Dedicata “Au comte Albert de Neuville”, che ignoro chi fosse...‎


Chi è il “vecchio cannibale” che si aggira tra campi di battaglia, bordelli, galere e fabbriche, ‎ovunque dove gli esseri umani pagano il loro tributo di sangue al Potere? E’ il Potere stesso, un ‎mostro bifronte: su di un faccia la Famiglia, sull’altra la Proprietà.‎


Eugène Pottier fu frequentatore di circoli rivoluzionari repubblicani già dal 1832 per poi approdare a quelli socialisti e fourieristi nel 1848, anno in cui partecipò alle rivoluzioni di gennaio e giugno: fu in questo periodo, frequentando anche i locali dove venivano declamate poesie e canzoni, che inizia a comporre canti di propaganda a sfondo politico-sociale stampati e diffusi su fogli volanti.

Tra i tanti testi è degno di nota... (continua)
As-tu le cœur bardé de fer ?
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 14:50
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Liberi tutti

[2011]
Testo e musica di Roberta Gulisano
Pianoforte: Angelo di Leonforte

"Dovremmo imparare dai bambini che, se non vengono (ancora) condizionati, non si curano affatto del colore della pelle o d'altro: loro amano col cuore non col cervello..".
Un po' Quando saremo fratelli uniti.. (e liberi!), e un po' All You Need Is Love, la canzone è stata inserita come colonna sonora dell'omonimo cortometraggio del regista Benedetto Pace, finalista al Giffoni Film Festival, ed. 2012.
Sono qui, nulla da dichiarare
(continua)
inviata da giorgio 13/3/2013 - 14:18

Guillaume et Paris

‎[Novembre 1870]‎
Versi di Eugène Pottier, da i suoi “Chants révolutionnaires” (prima edizione, 1887; seconda ‎edizione accresciuta, 1908)‎
Pubblicata sul giornale “Le Combat” fondato da Félix Aimé Pyat (1810-1889), giornalista e ‎personalità di spicco della Comune.‎


‎Guillaume è l’imperatore Guglielmo I di Germania, re di Prussia, le cui truppe ‎assediavano Parigi dal settembre del 1870.‎
‎Cambronne - l’esclamazione della città di Parigi che resiste all’assediante – è il ‎generale Pierre Jacques Étienne Cambronne (1770-1842), quello che – leggenda vuole - alla fine ‎della battaglia di Waterloo del 1815 al generale britannico Colville, che gli intimava la resa, rispose: ‎‎“La garde meurt mais ne se rend pas!” o, più semplicemente, “Merde!”… Nella realtà gli inglesi ‎spazzarono via l’ultima resistenza francese e Cambronne, ferito, fu fatto prigioniero ma “Merde!” ‎rimane ancora oggi... (continua)
[Guillaume]
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 14:16
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Buongiorno Gaetano

anonimo
‎[primo dopoguerra?]‎
Canto facente parte del repertorio del coro Stelutis di Bologna fondato nel 1947 dal maestro Giorgio ‎Vacchi.‎
Raccolto nel 1983 dai ricercatori Alfonso Bonazzi e Angelo Venturi, detto "Piculein", a Pian di ‎Macina, provincia di Bologna. Trascritto e musicato dallo stesso maestro Giorgio Vacchi.‎
Dal disco del Coro Stelutis intitolato “Per amore o per forza”, 1989‎
Testo trovato sul sito del Coro Stelutis



In “Buongiorno Gaetano” abbiamo, invece, messo a confronto due mondi tanto distanti come quello ‎del contadino e quello del fattore: non poteva non esserci contrasto! E «contrasto», appunto, veniva ‎chiamato questo tipo di canto che i cantastorie presentavano nei paesi durante le fiere e i mercati. ‎‎(dall’introduzione sul sito del Coro Stelutis)‎

Buongiorno Gaetano, come state?
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 13:28
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O cara mama

anonimo
‎[primo dopoguerra]‎
Canto di risaia facente parte del repertorio del Coro El Castel di Sanguinetto, provincia di Verona, e ‎anche del coro Stelutis di Bologna fondato nel 1947 dal maestro Giorgio Vacchi.‎
Raccolto nel 1976 da Dino Coltro a Verona dall’informatrice Bruna Campara.‎
Dal disco del Coro Stelutis intitolato “Per amore o per forza”, 1989‎
Testo trovato sul sito del Coro Stelutis

Con “O cara mama” torniamo nel mondo del lavoro femminile: a migliaia, d'estate, le donne ‎partivano per il lavoro in risaia. Trovavano il caldo, l'acqua stagnante, le zanzare, il mangiare ‎cattivo; in cambio pochi soldi e, spesso, la salute rovinata. (dall’introduzione sul sito del Coro ‎Stelutis)‎
O cara mama vienimi incontra
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 13:05

Son già tre anni

anonimo
‎[fine 800]‎
Canto di minatori facente parte del repertorio del Gruppo spontaneo “La Fésia” di Monchio delle ‎Corti, provincia di Parma, e anche del coro Stelutis di Bologna fondato nel 1947 dal maestro ‎Giorgio Vacchi.‎
Raccolto nel 1985 da Giacomo Rozzi a Monchio delle Corti, Parma, dalla voce di Anna Monicelli, ‎classe 1930.‎
Dal disco del oro Stelutis intitolato “Ci vuol pazienza”‎
Testo trovato sul sito del Coro Stelutis

Il canto “Son già tre anni” era legato al lavoro dei minatori e subì una rilevante trasformazione ‎quando, durante la guerra '15-'18, gli alpini, mutandone il testo, diedero inizio al «nuovo» canto che ‎da quello era nato e che prese il nome di «Monte Canino». Non ne risultò cambiato, però, il lento, ‎doloroso andamento. (dll’introduzione sul sito del Coro Stelutis)‎
Son già tre anni che faccio il minatore
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 12:50
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La lingera di galleria

anonimo
‎[fine 800]‎
Canzone dei minatori della Val Trompia.‎
Nel repertorio della famiglia Bregoli di Pezzaze, Brescia.‎
Brano che dà il titolo al saggio di Bruno Pianta “La lingera di galleria - Il repertorio della famiglia ‎Bregoli di Pezzaze e la cultura dei minatori”, in AA.VV., “Mondo Popolare in Lombardia: Brescia ‎e il suo territorio”, a cura di Roberto Leydi e Bruno Pianta, Milano, 1976.‎
Interpretata dal Gruppo ‎dell’Almanacco Popolare, nato nel 1966 da una costola del Nuovo Canzoniere Italiano, nel disco ‎‎“Canti e balli dell’Italia settentrionale” (1976)‎
Testo trovato su Il Deposito‎

Ligèra (o leggera, e anche lingera) non è soltanto in termine gergale con cui veniva definita la ‎microcriminalità milanese fino alla prima metà del XX secolo e, per estensione, teppaglia, ‎delinquenti, informatori e sbandati in vari dialetti lombardi. Ligèra è anche spesso sinonimo di ‎operaio, di... (continua)
E la lingera che mai non trema
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 11:33

J’ai faim‎

13 marzo 2013
HO FAME
(continua)
13/3/2013 - 10:18
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Pietà l'è morta

‎SU AL PASSO DEI GUSELLI [1944]‎

Si tratta di un testo di autore anonimo adattato alla musica di “Pietà l’è morta”, una delle più celebri ‎canzoni della Resistenza, derivata a sua volta dalla notissima canzone “Sul ponte di Perati bandiera nera”. ‎

In questa versione celebra i 34 partigiani del gruppo comandato da Giacomo Callegari che morirono ‎in una imboscata nazifascista nell’inverno del 1944 ai “Gusei”, nei pressi di Morfasso, ‎sull'appennino piacentino, fra la val Nure e la val d'Arda. A tendere l’imboscata furono alcuni ‎ufficiali tedeschi, accompagnati da qualche fascista delle Brigate Nere, al comando di una settantina ‎di “mongoli”, cioè soldati dai tratti asiatici, alcuni di quei circa 12.000 fra calmucchi, uzbechi, ‎azerbaigiani, karakalpachi, tartari, ucraini, kirghisi, georgiani e turkmeni che, un po’ per paura un ‎po’ per spirito di vendetta verso Stalin, tra la fine del... (continua)
SU AL PASSO DEI GUSELLI
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 09:23
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Rap al Despertar

Esta canción fue un homenaje, desde lejos, a la dignidad y rebeldía mostrada el año 2011 por el movimiento estudiantil, que prendio la conciencia del pueblo chileno y atacó el corazón del sistema educacional de mercado: el lucro en la educación.

Con creatividad, claridad, honestidad y valentía, durante meses los estudiantes organizados protestaron y combatieron masivamente en las calles, anunciando un nuevo ciclo histórico que recién comienza a construirse, donde el pueblo lentamente ha ido recuperando su horizonte de poder popular y su ofensiva contra la burguesía.

Esta canción fue una forma de alentar ese proceso y decir simplemente "muchas gracias" por el ejemplo de lucha, conciencia y organización!

Tengo unas ganas de escribir como nunca había tenido
(continua)
inviata da adriana 13/3/2013 - 08:40
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Su dillu

‎[1988]‎
Parole di Elena Ledda
Musica di Riccardo ‎Tesi e Mauro Palmas.‎
Dall’album “Sonos”.‎

Nanneddu meu
(continua)
inviata da Dead End 13/3/2013 - 08:27
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De Rojo y Negro

[2011]

Album :Kütral lanzado
Siento la tormenta y comprendo
(continua)
inviata da adriana 13/3/2013 - 07:47
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Vitti na crozza

vorrei precisare che vecchiu di ottantanni letteralmente tradotto vuol dire vecchio di ottanta anni. per quanto riguarda invece lu cannuni, potrebbe essere attendibile la teoria del cannone inteso come arma. VITTI NA CROZZA SUPRA LU CANNUNI, letteralmente tradotto significa ho visto un teschio sopa il cannone, sono stato curioso e le ho voluto domandare, lui mi ha risposto con gran dolore, sono morto senza il tocco delle campane. Questa strofa lascia pensare ad un caduto in guerra che per tale ragione non ha avuto un funerale. Ritengo che il senza tocco di campane si riferisca alla mancata messa funeraria.
zummo.angelo@virgilio.it 12/3/2013 - 21:52
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Nación Mapuche

[2011]

Album: Kütral lanzado
Nos acusan de terroristas para privarnos de libertad
(continua)
inviata da adriana 12/3/2013 - 18:35
L'11 aprile 1975 avvenne a Sant'Anastasia (NA) l'esplosione nella fabbrica di armi giocattolo "Flobert": morirono dodici giovani lavoratori in dispregio di ogni norma di sicurezza sul lavoro. Ne parlò l'indimenticabile canzone 'A Flobert del Gruppo Operaio E Zézi, la cui pagina è stata finalmente ristrutturata e debitamente valorizzata.
Riccardo Venturi 12/3/2013 - 17:15
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Adele che cade

[2012]
Testo e Musica di Roberta Gulisano
Album: Destini coatti

Strumentisti: C. Pinzone: chitarra classica; G. Villafranca: contrabbasso; Arrangiamento per banda di Antonio Putzu; La Banda: sez. ritmica Francesco Argento; basso tuba Pino Parisi; euphonium Christian Sproviero; corni Salvatore Castro; tromboni: Maurizio Fidotta; sassofoni: Jossy Botte;
clarinetti: Carmelo Colajanni; trombe: Gaetano Privitelli; flauti: Mario Maggiani.
Adele che cade, cade
(continua)
inviata da giorgio 12/3/2013 - 17:01




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