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Coffee To The People

Antiwar Songs Blog
Intervallo, aspettando la CCG numero 20000 sorseggiando un caffè equo e solidale, direttamente da Coffee To The People, Upper Haight, San Francisco, CA.
Antiwar Songs Staff 2013-10-11 21:04:00

Dolly

Dolly

Canzone française – Dolly – Marco Valdo M.I. – 2013
Histoires d'Allemagne 96
An de Grass 97

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 – l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Petite illustration : (Louis Armstrong - Hello Dolly Live )



Comme toutes les précédentes, cette Histoire d'Allemagne rapporte le récit en chanson d'un narrateur ; ici, il s'agit d'un amoureux, d'un étrange personnage amoureux de Dolly la clone, dont je te rappelle qu'elle fut conçue par deux savants écossais, qui à cette époque déjà lointaine, s'étaient pris d'un délire biogénétique. Je te cite la nouvelle telle qu'elle m'est revenue : « Deux scientifiques écossais annoncent publiquement qu'ils ont réussi, le 5 juillet 1996, à donner naissance au premier... (continua)
Hello Dolly
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/10/2013 - 19:47
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Colore di pioggia e di ferro

Versi del grande poeta dalla raccolta “La vita non è sogno” pubblicata nel 1949.‎
Musica dei Weltschmerz di Anthony Duman, progetto ‎italiano di musica dark-wave (forse…)‎
Dal disco intitolato “Capitale de la douleur” del 2001.‎

Dicevi: morte, silenzio, solitudine;
(continua)
inviata da Bernart 11/10/2013 - 14:37
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Ora che sale il giorno

Versi del grande poeta, dalla raccolta “Ed è subito sera. Poesie” del 1942.‎
Musica di Domenico Modugno, da un singolo del 1962.‎




Canzone dedicata alla terra natale di Sicilia che il poeta – come tanti altri suoi conterranei - dovette ‎presto lasciare per cercar miglior fortuna… ‎
Finita è la notte e la luna
(continua)
inviata da Bernart 11/10/2013 - 14:13
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Canta che ti passa la paura

perché attribuire questa canzone a Gaber, visto che è di Herbert Pagani?
mauro 11/10/2013 - 11:04
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No More Sorrow

Vesrione italiana da linkinpark.it
Niente più dolore
(continua)
inviata da DQ82 11/10/2013 - 10:41
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Hands Held High

MANI IN ALTO
(continua)
inviata da dq82 10/10/2013 - 17:38

Refusez !

Refusez !

Chanson française – Refusez ! – Marco Valdo M.I. – 2013

Mon cher ami Lucien l'âne, j'apprends que maintenant en Italie, il y a des jeunes qui désertent les cours de religion catholique...

Il était temps, dit Lucien l'âne en riant de toutes ses dents. On est quand même au vingt et unième siècle. Depuis le temps que ça dure cette comédie religieuse, je te jure vraiment qu'il est temps que ça cesse... Si l'humanité veut advenir et ensuite, survivre, il faut que les gens deviennent un peu moins crédules et un peu plus sensés et ne se laissent plus embobiner par des racontars fols.

Donc, je te disais qu'en Italie, je veux dire, même en Italie, un des pays les plus crédules du monde et des plus infestés par la religion – dans son cas, catholique, les jeunes commencent à se rebeller et à refuser en masse de se soumettre à ses diktats. J'apprends cela au travers d'un article de la revue... (continua)
Monsieur le Directeur
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 9/10/2013 - 19:34
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Picasso colombe

Nella raccolta di poesie di Blas de Otero intitolata ‎‎“En castellano”, pubblicata nel 1960, ce n’è una di forte sapore surrealista dall’oscuro titolo di ‎‎“Caniguer”.‎
Ma se si pensa che “Caniguer” non è che l’anagramma dell’allora impronunciabile nome della città ‎basca di Guernica, allora tutto si spiega: la poesia è una descrizione in versi della famosa tela ‎dipinta da Pablo Picasso nelle settimane immediatamente successive al bombardamento nazifascista ‎del 26 aprile 1937. I versi di Otero cercano di restituire le stesse visioni surreali, le stesse astrazioni ‎figurative del quadro attraverso il ricorso all’eliminazione della punteggiatura e la ripetizione della ‎simbologia usata dal pittore – il grido, la rabbia, il toro, il bambino – con l’intento di suscitare nel ‎lettore le stesse emozioni violente che chiunque sia sia trovato di fronte a quel quadro ha ‎sicuramente provato (mi... (continua)
Bernart 9/10/2013 - 09:17
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Il tragico naufragio del vapore Sirio

anonimo
Migrantes - Il naufragio del Sirio

8/10/2013 - 23:38
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Me llamarán

‎[1955]‎
Dalla poesia di Blas de Otero (1916-1979) intitolata ‎‎“Me llamarán, nos llamarán a todos”, contenuta nella raccolta intitolata “Pido la paz y la palabra” del 1955, che in ‎Spagna fu pubblicata per la prima volta nel 1975, mentre Francisco Franco ed il suo tristo regime ‎stavano finalmente morendo...‎

Nella sua versione (incisa nel disco “La poesia española de ahora y de siempre” del 1968) Paco ‎Ibañez omette la citazione iniziale e i versi finali, riferiti entrambi al ‎‎Don Chisciotte di Cervantes.‎



‎“Sancho Pueblo” è uno degli affettuosi appellativi dati al personaggio di Sancho Panza dal poeta ‎‎Gabriel Celaya ‎‎in una sua famosa poesia.‎
... porque la mayor locura que puede
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 15:32
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Police Beat

‎[1982]‎
Un brano originariamente scritto dalla band SSD (Society System Decontrol) e incluso nel loro ‎disco intitolato “The Kids Will Have Their Say”‎
Ripreso più tardi dai più famosi concittadini, i bostoniani Mighty Mighty Bosstones nel loro disco ‎intitolato “Don't Know How to Party” del 1993.‎

Police pick me out of the crowd,
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 14:51
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Women’s Prison

‎[2004]‎
Parole e musica di Loretta Lynn, dal suo ultimo album intitolato “Van Lear Rose”, prodotto da Jack ‎White dei White Stripes

I'm in a women’s prison
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 13:35
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Judge Dread

‎[1967]‎
Parole e musica di Prince Buster, nome d’arte del musicista giamaicano Cecil Bustamente ‎Campbell.‎
Nell’album intitolato “Judge Dread Rock Steady”‎.
Testo trovato su Passagen



Parodia del tipo di giustizia riservata ai “ragazzi di strada”, ai “rude boys”, la controcultura ‎giovanile sviluppatisi in Giamaica all’inizio degli anni 60 che, con i suoi generi ska, rocksteady e ‎reggae, ha tanto influenzato e modificato il panorama musicale inglese e mondiale, fino ai giorni ‎nostri.‎
‎(You're rough, you're tough, you're rough, you're tough)
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 13:14
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Sing Sing Prison Blues

‎[1924]‎
Scritta da Porter Grainger & Freddie Johnson.‎
Incisa da Bessie Smith nel 1924, in seguito nella raccolta intitolata “The Empress” pubblicata nel ‎‎1971.‎



Canzone “femminista” in cui, per una volta, è la donna che ammazza il proprio maschio, stanca dei ‎tradimenti e delle violenze subite: ‎
- “Perché Bessie hai ammazzato il tuo uomo?”‎
‎- “Giudice, tu non puoi capire perché non sei una donna. Puoi mandarmi dove vuoi, anche nel ‎braccio della morte a Sing Sing: ho ucciso il mio uomo e non sono affatto pentita, non chiedo ‎perdono!”
Gonna journey up the Hudson‎
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 11:48
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Black Betty

‎[Anni 20 del 900?]‎
Raccolta nei primi anni 30 da John ed Alan Lomax, suo figlio, da James “Iron Head” Baker, con R. ‎D. Allen e Will Crosby, tutti afro-americani detenuti nella Darrington State Prison Farm, Texas. ‎
Inclusa nella raccolta intitolata “Jail House Bound”.‎
Testo trovato su Early American Crime, ‎dove il brano può essere ascoltato (e scaricato) nella versione di Leadbelly.‎



Lo stesso Alan Lomax la interpretò nel suo disco “Texas Folk Songs” del 1958.‎



Ma la canzone è indissolubilmente legata alla voce di Huddie William Ledbetter – il quale pure fu ‎detenuto più volte in diverse fattorie-prigione in Texas e Louisiana – che a incise per la prima volta ‎nel 1939 nel disco intitolato “Negro Sinful Songs.‎


Famosa – tra le tantissime - la cover offerta nel 1977 dalla band dei Ram Jam.‎



Come ebbe a spiegare lo stesso Alan Lomax, “Black Betty” è la personificazione... (continua)
Oh, Lawd, Black Betty,
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 10:35
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Chastity Belt

anonimo
‎[Primi anni 60?]‎
Canzone goliardica che probabilmente ebbe origine nelle accolite o nelle società rugbystiche ‎universitarie di Cambridge o di Oxford. Si troverebbe pubblicata per la prima volta su di un numero ‎del 1962 della rivista musicale inglese “Sing!”.‎
Io l’ho trovata inclusa in un EP datato 1963 dei Four For Fun, gruppetto di giovani musicisti ‎costituito dai fratelli scozzesi Rory ed Alex McEwen, da Richard Dick Fariña e dalla sua ‎compagna di allora, Carolyn Hester.‎



Testo trovato sul sempre ottimo Mudcat Café‎

Un’allegra canzoncina sul – potrebbe dirsi – meglio fare l’amore che fare la guerra, ma anche sul ‎‎“quando il gatto non c’è [in questo caso il nobile Sir Oswald partito per la guerra] i topi [in questo ‎caso lo straniero di passaggio ed infine il servo furbo] ballano”… non fosse per quella stupida ‎cintura di castità imposta dal “cunning old Celt” alla sua bella... (continua)
Oh, say, gentle maiden, may I be your lover?
(continua)
inviata da Bernart 8/10/2013 - 09:38
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Bella Ciao

anonimo
Eseguita durante la manifastazione antifascista a Warszawa in 11.11.2011



Tanto, la rogna è la stessa dappertutto. Un filmato dalle retroscena della stessa manifestazione pacifica

Krzysiek Wrona 7/10/2013 - 20:15
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Deutschland erwache!

Chanson allemande - ALLEMAGNE ÉVEILLE-TOI ! – Kurt Tucholsky – 1930

Poème publié sous le pseudonyme de Theobald Tiger dans l'hebdomadaire illustré antifasciste AIZ, arbeiter-Illustrierte-Zeitung.

Je ne sais si quelqu'un a jamais pensé à mettre en musique cette poésie de Tucholsky, mais je la propose comme chanson parce car elle constitue une réponse directe à un des plus terrifiants hymnes nazis, le « Deutschland erwache ! » (« Allemagne, éveille-toi ! »), comme le « Heil Hitler dir ! » (Salut à toi, Hitler ! - une sorte d'Ave Caesar!) écrit dans les années 20 par Dietrich Eckart, un nazi de la première heure, grand ami de Hitler et son compère de raids, comme le tristement célèbre Putsch de la Brasserie de Munich en 1923.
Un infarctus l'emporta à l'enfer cette année-là et l'ami avec les moustaches lui dédia le second volume de son Mein Kampf…
ALLEMAGNE ÉVEILLE-TOI !
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 7/10/2013 - 16:46
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España, aparta de mí este cáliz

‎[1937]
Versi del poeta peruviano César Vallejo (1892-1938) ‎che danno il titolo alla sua ultima raccolta pubblicata prima della ‎prematura scomparsa a Parigi.‎ ‎Poco tempo dopo sarebbe scomparsa anche la Spagna repubblicana, ingoiata dalle tenebre del ‎fascismo...‎


Musica di Noel Nicola, dal disco intitolato “Noel Nicola canta a César Vallejo” del 1986.

“Se la madre Spagna cadesse – dico per dire – bimbi del mondo, uscite, andate a ‎cercarla!”
Niños del mundo,
(continua)
inviata da Bernart 7/10/2013 - 16:29
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Cindecinquande

(O. Mannarini)

2010
Girano le pale
Vene la scimmie e se fasce padrone de la vigne
(continua)
inviata da DoNQuijote82 7/10/2013 - 14:29
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Ho continuato la mia strada

ciao a tutti! Anche io c'ero e ricordo ed ancora mi commuovo ascoltandola. a voi che c'eravate chiedo conferma/smentita: il gruppo Napoli Centrale fu contestato (o meglio, più che il gruppo la decisione di far esibire "personaggi", mi pare!) e non finì la sua esibizione, ma Pino Daniele non era nel gruppo, sbaglio?...invece (e qui la memoria cala e col crescere dell'età!) non ricordo Branduardi...
Buona Strada! Michele (allora dell'Alzano 1°, ma aggregato al Saronno-Garbagnate)
Gian Michele Bergamelli 7/10/2013 - 14:11
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Trece Rosas

‎[2005]‎
Scritta da Fernando Bastos
Nel disco intitolato "Gente que no sabe nada de la vida"‎

Si vedano anche Hasta siempre, Tensi, Pétalos e Canción de la cárcel de Ventas.‎
Eran casi adolescentes
(continua)
inviata da Bernart 7/10/2013 - 12:01
Che quella dedicata a Katiuscia sarebbe diventata immediatamente una pagina “mostruosa”, era del tutto chiaro; si tratta di una delle canzoni più famose della storia. Talmente famosa da essere considerata dai più una canzone popolare; ma fu scritta nel 1938 da Michail Vasiľevič Isakovskij e musicata da Matvej Blanter. Parla del dolore di una giovane donna che ha il marito al fronte, ma nella sua lunga e incredibile storia ha dato il suo nome a dei lanciarazzi, è stata trasformata in canzone partigiana in Italia e in Grecia, ha fornito la base per canzonette allegre ed è stata persino parodiata dagli studenti. Una pagina che “esordisce” con traduzioni e versioni in 35 lingue non si vede tutti i giorni; e non è certo finita qui...
Riccardo Venturi 7/10/2013 - 02:34
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Seven Seconds

Salve, il pezzo in wolof non è esattamente giusto e la mia traduzione è la seguente (sono senegalese):
Non guardarmi da lontano
Non vedere che sto sorridendo
E pensi che non sappia
Quello che c'è sotto e dietro di me
Non voglio qualcuno che mi guardi
O che mi dice
Che quello che c'è in te è lo stesso che è in me
E quello che c'è in me è di aiutarvi
Mariame 6/10/2013 - 23:10
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Fabrizio De André: Amico fragile

Tanto prima che vi decidiate di rispondere eccovi 'na versione 'lacca, fresca di giornata
di Krzysio Wrona [2013]
PRZYJACIEL SŁABY
(continua)
inviata da Krzysztof Wrona 6/10/2013 - 22:52
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Testament ‘95

[1995]
Testo e musica di Jacek Kaczmarski
Dall'album "Pochwała łotrostwa"
Testo scavato qui
W trzydziestym ósmym roku życia
(continua)
inviata da Krzysztof Wrona 6/10/2013 - 22:05
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¡Basta ya!

BASTA YA (Ora basta)
(continua)
inviata da Diana Di Francesca 6/10/2013 - 20:58




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