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Prima del 2011-6-22

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Stop the Violence

Stop killing innocent people
(continua)
inviata da SamuraiMaster 22/6/2011 - 23:31
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OK papà

[1977]
E' il brano che chiude l'album "Aida"

Nel giugno di 30 anni fa Rino Gaetano, gravemente ferito in un terribile incidente stradale, moriva dopo essere stato rifiutato (si dice) da ben cinque ospedali, comunque morto di "malasanità" così come tanti, come troppi ancora oggi, e - cosa un poco inquietante - così come lui stesso aveva, senza saperlo, "previsto" ben dieci anni prima in una canzone misconosciuta (bruttina parecchio, a dire il vero) intitolata "La ballata di Renzo", forse scritta in morte di un amico, un po' come la più celebre che fà "lunga e diritta correva la strada" di Guccini (che amo sempre cantare alla guida della mia vecchia Panda e senza toccarmi le balle, chè sennò rischio d'ammazzarmi davvero!):

Quel giorno Renzo uscì, andò lungo quella strada
e una Ferrari contro lui si schiantò
il suo assassino lo aiutò e Renzo allora partì
verso un ospedale che lo curasse... (continua)
Il corredo ce l'hai già pronto,
(continua)
inviata da Bartleby 22/6/2011 - 23:13
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Americon

With our callous minds we infect
(continua)
inviata da SamuraiMaster 22/6/2011 - 22:56
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Public Display of Dismemberment

Anarchy, disarray this is the world today
(continua)
inviata da SamuraiMaster 22/6/2011 - 22:55
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Expendable Youth

Gun down cold on a raw deal
(continua)
inviata da SamuraiMaster 22/6/2011 - 22:47

Facce nere

Canzone scritta da Alfonso Di Sirio, membro del gruppo musicale Pane e Guerra.
Facce nere
(continua)
inviata da Bartleby 22/6/2011 - 15:43
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El pover Luisin

anonimo
Dal sito del gruppo musicale Pane e Guerra:

"Un'antica e struggente canzone milanese, scritta in seguito alla guerra del 1859, che rovescia completamente la bolsa retorica indipendentista e risorgimentale che tuttora passa a livello educativo. El pover Luisin è un soldatino che probabilmente, essendo di Milano, ha servito nel 1859 l'esercito del Kaiser. Ma nella canzone dell'innamorata non c'è odio nè presa di parte, non vengono neppure citati Italia o Austria: c'è solo il rimpianto per un amore spezzato.

La provenienza colta della melodia si intuisce dalla chiara impronta mitteleuropea dell'incipit, un walzer che richiama alla mente il tema della "Vltava" ("La Moldava") di Bedrich Smetana."
Bartleby 22/6/2011 - 15:31
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Fagioli 'olle 'otenne

Francesco De Gregori

CATERINA

Dall’album “Titanic” del 1982.

E arrivò il mattino e col mattino un angelo
e quell'angelo eri tu
con due spalle da uccellino in un vestito troppo piccolo
e con gli occhi ancora blu
e la chitarra veramente la suonavi molto male
però quando cantavi mi sembrava Carnevale
e una bottiglia ci bastava per un pomeriggio intero
a raccontarlo oggi non sembra neanche vero.

E la vita Caterina lo sai non è comoda per nessuno
quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo
devi rischiare la notte il vino e la malinconia
la solitudine e le valigie di un amore che vola via
e cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo (*)
non ti bastano per piangere le lacrime di tutto il mondo
chissà se in quei momenti ti ricordi della mia faccia
quando la notte scende e ti si gelano le braccia.

Ma se soltanto per un attimo potessi averti accanto
forse non... (continua)
Bartleby 22/6/2011 - 15:22

Siamo gli Alpini

anonimo
Trovata sul sito dell’Associazione nazionale Alpini di Sorbolo (Parma)
“Scaglionare” nel gergo da caserma significa costringere una “burba”, una recluta, a fare un servizio al posto di un altro, generalmente un “nonno” prossimo al congedo…
Guarda in cielo, c’è un aquilone
(continua)
inviata da Bartleby 22/6/2011 - 14:14

La ballata della borga

anonimo
Trovata sul sito dell’Associazione nazionale Alpini di Sorbolo (Parma)
Canzone di naja, sull’aria di “Io vagabondo” dei Nomadi, proveniente dalla caserma “Ottone Huber” di Bolzano, sede di comando delle truppe alpine.
Nel gergo militare “burba” è la povera recluta, mentre “borga” è colui che sta per congedarsi e tornare borghese…
Io tra poco me ne andrò
(continua)
inviata da Bartleby 22/6/2011 - 14:03
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Macchinista

anonimo
Testo trovato sul sito dell’Associazione nazionale Alpini di Sorbolo (Parma). Canzone di naja sulla melodia del canto delle mondine “Saluteremo il signor padrone”.

Nel gergo di caserma “burba” è la povera recluta.
Macchinista, macchinista del diretto,
(continua)
inviata da Bartleby 22/6/2011 - 13:53
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Allarmi!

anonimo
Trovata sul sito dell’Associazione nazionale Alpini di Sorbolo (Parma)
Canzone di naja, sull’aria dell’ “All'armi, siam fascisti” di triste memoria, proveniente dalla caserma “Ottone Huber” di Bolzano, sede di comando delle truppe alpine.
Qui però l’ordine di armarsi si trasforma nel suo opposto: via fucile e gavetta, si torna a casa!
Nel gergo di caserma “burba” è la povera recluta.
Allarmi!
(continua)
inviata da Bartleby 22/6/2011 - 13:23
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C'è una bella società

[1936]
Testo trovato sulle pagine dell’Istituto Centrale dei beni Sonori ed Audiovisivi, nato nel 2007 da una costola di quella Discoteca di Stato che fu proprio il De Angelis a promuovere negli anni 20.

Sempre – direi – per il percorso “Destra e reazionarismo contro e nella guerra”, un’altra allegra canzoncina del grande Rodolfo De Angelis dedicata, come E se non fosse vero? e la mitica “Sanzionami questo!”, all’embargo (fasullo) che la Società delle Nazioni (l’ONU di allora) decise contro l’Italia dopo l’aggressione all’Etiopia. In realtà fu poi solo la Gran Bretagna ad applicarlo, e pure blandamente.
Rodolfo De Angelis, futurista sarcastico e di libera opinione, denuncia senza mezzi termini l’ipocrisia di quel consesso e dei suoi partecipanti e quanto all’avventura coloniale italiana non si perde ad incensarla ma semplicemente mostra un Hailé Selassié molto preoccupato ed interdetto... (continua)
A Ginevra c'è una bella società!
(continua)
inviata da Bartleby 22/6/2011 - 11:37

La liberté c'est toute l'existence

[1931]
Dalla colonna sonora del film di René Clair “À nous la liberté”
Non ne sono sicuro, ma il testo dovrebbe essere dello stesso René Clair.
La musica è di Georges Auric (1899-1983), compositore francese.

Un film cui Charlie Chaplin fu certamente debitore per la realizzazione del suo “Modern Times” del 1936, così come René Clair fu in qualche modo debitore al Fritz Lang di “Metropolis” (1927)

“Due amici detenuti, Émile (Henri Marchand) e Louis (Raymond Cordy), cercano di evadere. Louis ci riesce grazie a Émile, che crea un diversivo e svia l'attenzione degli inseguitori. Fuori, Louis trova un lavoro e diventa commercianti di dischi per i fonografi. Mette su una piccola azienda. Il commercio prospera: con il tempo, la sua impresa diventa sempre più grande e importante. Émile, uscito di galera, senza un lavoro, disoccupato, vagabonda per strada, prende il sole... Un giorno, vede la... (continua)
La liberté, c’est toute l’existence,
(continua)
inviata da Bartleby 22/6/2011 - 09:43
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Napoli

da "Curre curre guaglió" (1993)
Al sax Daniele Sepe
In "Curre curre guaglió" (2014) con Enzo Avitabile e i Bottari

Questo pezzo ha ormai diciott'anni ma sembra, ne chiedo conferma agli amici napoletani, che ben poco sia cambiato ("La speranza Iervolino può lenire il mio dolore?" cantava Federico Salvatore, vedremo ora che succederà con la speranza De Magistris). Certo ora i camorristi non votano PSI ma PDL (ma votano anche alle primarie del PD...)

Per il resto, ancora oggi il governo sa solo mandare la polizia, giunto da Roma è arrivato a Napolì Bertolaso e l'ommo tutt’ ’e nu piezzo che "fà’ ’o gallo ’ncoppa munnezza" non è più Improta ma De Gennaro. Cambiano i nomi ma non la sostanza.

Senza dimenticare che la canzone ha anche una strofa significativa sull'immigrazione napoletana al nord, in particolare a Torino, che la fa rientrare nel percorso sulla guerra del lavoro.
Napolì
(continua)
21/6/2011 - 23:50
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Rodolfo De Angelis: Ma cos'è questa crisi?

[1933]

Una canzone di epoca fascista ma quanto mai attuale, in un momento in cui gli speculatori finanziari si stanno accanendo contro la povera Grecia e a noi ci tengono tutti buoni con la prospettiva di sacrifici "lacrime e sangue" necessari per superare una Crisi che hanno reso interminabile e che vale solo per i poveracci mentre loro, i ricchi e i potenti, continuano a concentrare ricchezze e ad oliare eserciti... Un altro dei vari stratagemmi nella solita "Guerra dei Centomila Anni che i ricchi fanno ai poveri", come direbbe il nostro Marco Valdo M.I....

"Ci sono brani che hanno una magia intrinseca che ci li fa amare spassionatamente sin dal primo ascolto, riuscendo ad ascoltarli anche dieci volte di fila senza mai annoiarci.
Tra tali capolavori, il sottoscritto mette sicuramente questo simpatico motivetto del 1933 che portò grande fortuna al suo autore ed interprete tale Rodolfo... (continua)
Si lamenta l’impresario che il teatro più non va
(continua)
inviata da Bartleby 21/6/2011 - 22:53
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E se non fosse vero?

[1935]

Beh, come ho detto introducendo Schiocca la frusta, Rodolfo De Angelis non era certo un antifascista, anzi, tutta la sua parabola artistica si consuma nel Ventennio... Basti poi ascoltare una canzone come "Sanzionami questo", dedicata alla "perfida Albione"che a partire dal 1935 fu di fatto il solo membro della Società delle Nazioni a sanzionare l'Italia per l'invasione dell'Etiopia. Eppure, anche in una canzone come quella, così intrisa di patriottismo da essere sempre salutata su YouTube dai soliti "A noi!" ed "Eia eia alalà!", Rodolfo De Angelis manteneva l'ironia ed il sarcasmo che lo contraddistingueva, prendendosi piuttosto gioco dell'ipocrisia dei potenti e della cosiddetta "comunità internazionale. Un discorso quanto mai attuale.
E nel marasma dei commenti fascistoidi al video di cui sopra, soltanto uno - quello di tal klingon055 - descrive bene quel che ho cercato malamente... (continua)
Zio Camillo dice sempre: "Non temere, stai tranquillo! Tutto quello che posseggo quando muoio lascio a te, solo a te, tutto a te, mio Cecè" seh seh...
(continua)
inviata da Bartleby 21/6/2011 - 19:19
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Schiocca la frusta

[1937]
Testo trovato nel repertorio del gruppo musicale Pane e Guerra (dove erroneamente si indica come interprete del brano Petrolini che invece era morto l’anno precedente)

Rodolfo de Angelis fu seguace del futurismo, amico di Marinetti e con lui fondatore del Teatro della Sorpresa. Lasciate precocemente le scene nel 1924, si dedicò alla scrittura di canzoni e di opere sul teatro di varietà.
Basta leggere le strofe di questa sua “Schiocca la frusta” per capire quanto De Angelis fosse poco allineato al fascismo o per lo meno disincantato rispetto ai suoi metodi, dal controllo dell’informazione al bellicismo (chiaro il riferimento nella seconda strofa al laboratorio del secondo conflitto mondiale che fu la Guerra di Spagna), e alle sue “conquiste” (la canzone si chiude con una netta denuncia della forte sperequazione sociale in atto), metodi e conquiste "a suon di frusta"..
.
Signore, ci parli della radio che frigge in quell’armadio...
(continua)
inviata da Bartleby 21/6/2011 - 15:42
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Freedom for Palestine

So many years of catastrophe
(continua)
inviata da adriana 21/6/2011 - 15:08
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Village Ghetto Land

VILLAGE GHETTO LAND
(continua)
inviata da Manuel 21/6/2011 - 12:21
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L'Internationale

RIPUARIO / RIPUARIAN

The Ripuarian language (Ripoaresch) is a very unique minor language in the German language area spoken by the people of the Lower and parts of the Middle Rhine area. It is a part of the West Franconian dialect group. However, it is often not classified as an immediate dialect of the German language, because it descended from Middle High German and partially Middle Low German and has developed separately from the German language ever since. Most German speakers will not even understand Ripuarian, whether in written or spoken form, and in many regards the language/dialect is as different to German as German is to Dutch.

Lyrics translated by F. Bayer

La lingua Ripuaria (Ripoaresch) è un idioma minoritario assolutamente unico parlato nell'area linguistica tedesca, nella Renania inferiore ed in parti di quella mediana. Fa parte del gruppo dei dialetti Frànconi occidentali.... (continua)
D' INTERNATIONAAL
(continua)
inviata da Frederic Bayer 21/6/2011 - 11:59

Gigi, ‘r fratello der prete

anonimo
[XIX secolo]
Sestine anticlericali toscane
Testo trovato su Il Deposito.

Come diceva sempre la mi’ povera nonna: “Preti, frati, porci e polli non si trovan mai satolli”
In questa canzone invece, per una volta, è Gigi, rappresentante del popolo affamato, che, prendendo alla lettera il “siamo tutti fratelli” nell’omelia del parroco, si presenta in canonica come giust’appunto “fratello” del pastore assente per le celebrazioni domenicali e si fa servire un lauto pasto dalla di lui perpetua.

Ed è proprio di questi giorni la notizia dell’arresto di un Gigi londinese, tal Patrick Ryan, che era solito mangiare a sbafo ma non dal prete a alla mensa dell’Esercito della Salvezza, bensì nei migliori ristoranti della capitale… 422 se n’è fatti prima di essere beccato! Grande Gigi! Grande Patrick!
Gigi era n’chiesa e la messa ‘ntendeva
(continua)
inviata da Bartleby 21/6/2011 - 11:59
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Canto nomade per un prigioniero politico

Questa canzone, personalmente, mi fa pensare al più celebre prigioniero politico italiano del secolo scorso: Antonio Gramsci. C'è da chiedersi se oltre le vicende Cilene anche la vita del grandissimo intellettuale abbia influenzato questa canzone del Banco.
Cristian A. 21/6/2011 - 10:59
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Blind Man

On a cold concrete sidewalk, on the corner of Fifth and Main
(continua)
inviata da anonymous 21/6/2011 - 04:34
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Il Pescatore

Per l'esame di spagnolo in università ho avuto la possibilità di portare una canzone in lingua, e ho deciso di portare "Il pescatore" di De André, questa versione è cantata da me sulla traduzione riportata in questo sito con un'unica modifica.

Emanuele 20/6/2011 - 23:23
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The War Is Over

Savaş şimdi bitti
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/6/2011 - 13:34
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We Don't Want Your War

On ne veut pas de votre guerre
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/6/2011 - 13:23
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Krieg

SOTA
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/6/2011 - 13:21
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Friedenspanzer

PEACE TANK
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/6/2011 - 12:37

Che ne diresti

Che ne diresti di riportare un po’ di pace
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/6/2011 - 11:55
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Storie di mare

Ancora una volta con sentimento
1982
Molto secca era la pelle del nostromo
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/6/2011 - 11:19
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Lu puzzu di la morti

IL POZZO DELLA MORTE
(continua)
inviata da giorgio 20/6/2011 - 08:08
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Telegramma al presidente

Version française – TÉLÉGRAMME AU PRÉSIDENT – Marco Valdo M.I. – 2011
Chanson italienne – Telegramma al presidente – Franco Trincale – 1971

Le Président (de la République) en question n'était pas encore Giorgio Napolitano, mais une autre vache sacrée de la social-démocratie italienne, Giuseppe Saragat.

Bien que datée de 1971, il y a quarante ans, cette chanson reste d'une brûlante actualité... En somme, il n'y a pas un mot à y ôter... Nous en sommes toujours au temps des assassins...
TÉLÉGRAMME AU PRÉSIDENT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/6/2011 - 15:51
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L'attendente

Chanson italienne – L'attendente – Franco Trincale – 1971

Une histoire d'ordonnance... Entre deux guerres... Chveik est monté en grade... Le Lieutenant est devenu capitaine....
L'ORDONNANCE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/6/2011 - 14:08
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Buongiorno Guerra

Album: "Campi di Popcorn" (1998)
Hi buongiorno guerra
(continua)
19/6/2011 - 10:41




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