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Prima del 2011-5-8

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Sogni grandiosi

Chanson italienne – Sogni grandiosi – Bandabardò – 1996
SONGES GRANDIOSES
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 8/5/2011 - 21:52
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Time Table

era dagli anni 70 che mi chiedevo cosa significasse... bellissimo testo, e grazie per l'ottima traduzione
Luigi 8/5/2011 - 18:54
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Vittoriu Emanueli

[2011]

Autori: L.Maio e M. Incudine - i testi sono comunque un collage di diversi canti tradizionali fra cui "La Leva" , "Vinni cu vinni e c'è lu triculùri" e "Guvernu 'talïanu ti ringraziu"

Album: Beddu Garibbardi

"Beddu Garibbardi – Quando i siciliani non erano ancora italiani", il nuovo progetto musicale di Mario Incudine è l'unico CD prodotto in Italia sull'epopea garibaldina.. Un lavoro storico che ha come scopo quello di raccontare l'arrivo dei Mille e l'Unità d'Italia dal punto di vista dei siciliani che vissero quella esperienza a principio seguendo l'onda dell'entusiasmo; e subito dopo manifestando grandissima delusione... Nel realizzare il progetto Incudine ha scelto di indossare una lente bifocale che mette in luce sia l'esaltazione di Garibaldi (visto prima come "l'Arcangelo Gabriele" e "Gesù Cristo" in persona), sia le grida di disperazione dei contadini ai quali il nuovo... (continua)
"Sintiti, sintiti!
(continua)
inviata da giorgio 8/5/2011 - 16:28
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The Wars End

dallo storico album "...And Out Come the Wolves" (1995) quello trainato dal singolo "Time Bomb"
Little Sammy was a punk rocker
(continua)
inviata da Luca 'The River' 8/5/2011 - 12:32
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Una storia da raccontare

[2011]
Album :Sale di Sicilia

UNA STORIA DA RACCONTARE è la nostra storia, immagine della cultura della “terra” dei nostri nonni e bisnonni, delle partenze e dei ritorni, quando i migranti eravamo noi. Ospite, nel prologo, la chitarra classica di Toti Basso
Fonte: Sito Ufficiale
È sempre bello guardare una nave
(continua)
inviata da adriana 8/5/2011 - 11:17
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Dopo la retata del velodromo d'inverno

In occasione del Giorno della memoria il cantautore Vittorio Merlo ha pubblicato una canzone intitolata "Dopo la retata del velodromo d'inverno", con un'introduzione che racconta la genesi di questo brano.

Il Giorno della Memoria ricorre il 27 gennaio in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

La canzone nasce dall'ascolto qualche anno fa di un programma trasmesso dalla radio pubblica francese "France-Info" in cui una signora raccontava la sua terribile esperienza vissuta durante la "retata del velodromo d'inverno" il 16 luglio 1942. In quell'occasione la polizia francese fornì un elenco dettagliato degli ebrei presenti a Parigi e alle 4 del mattino 12.884 ebrei (tra i quali 4.051 bambini e 5.802 donne) furono arrestati, rinchiusi nel Velodromo d'inverno in condizioni... (continua)
Era bello tornare
(continua)
inviata da adriana 8/5/2011 - 08:11
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Garibaldi

Chanson italienne – Garibaldi – Stormy Six – 1972
GARIBALDI
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 7/5/2011 - 22:53
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Il canto delle tessitrici

[1904]
Testo di Ernesto Maiocchi
Musica di anonimo
Presto, compagne, andiamo,
(continua)
inviata da giorgio 7/5/2011 - 20:58
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(The Man Who Dropped The Bomb On) Hiroshima

L'uomo che buttò la bomba su Hiroshima
(continua)
inviata da Federica 7/5/2011 - 20:08
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Eu vi este povo a lutar (Confederação)

(1982)
nell'album "Ser solidário"
Eu vi este povo a lutar
(continua)
inviata da adriana / B.B. 7/5/2011 - 16:52
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Canción del esposo soldado

Hola, Jorge. Acabo de ver que tienes puesta la canción que estoy buscando desde hace muchos años, "Canción del esposo soldado" de Adolfo Celdrán. Si pudieras mandarmela a mi mail te lo agradeceria enormente!!!

Saludos, Fina
(Fina)

JORGE??
6/5/2011 - 21:20
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Un pedazo de mi sangre

UN PEZZO DEL MIO SANGUE
(continua)
inviata da Maria Cristina 6/5/2011 - 14:49

Un soldado con cara de niño

UN SOLDATO CON LA FACCIA DA BAMBINO
(continua)
inviata da Maria Cristina 6/5/2011 - 14:42
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A la voz de un pueblo

ALLA VOCE DI UN POPOLO
(continua)
inviata da Maria Cristina 6/5/2011 - 14:35
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Arriba en la cordillera

LASSU' SULLA CORDIGLIERA
(continua)
inviata da Maria Cristina 5/5/2011 - 19:48
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A la inmensa mayoría

ALL'IMMENSA MAGGIORANZA
(continua)
inviata da Maria Cristina 5/5/2011 - 18:38
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L'Internationale

di Riccardo Venturi, 5 maggio 2011

Mancava finora una versione integrale della "Prima versione originale". Crediamo che sia molto utile conoscerla nella sua interezza, dato anche il suo carattere ancor più fortemente antimilitarista della versione storica". [CCG/AWS Staff]
L'INTERNAZIONALE
(continua)
5/5/2011 - 16:10
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Gimme Shelter

Canzone immortale.
Franky 5/5/2011 - 15:54

Stornelli presidenziali

La vita è un’avventura
(continua)
inviata da DonQuijote82 5/5/2011 - 15:01

Born To Win

[1942/45]

Canzone scritta da Guthrie durante la seconda guerra mondiale, quando prestò servizio sulle navi trasporto della marina USA. Guthrie stesso racconta che scrisse “Born To Win” (diventata in seguito anche il titolo di un libro pubblicato nel 1965, due anni prima della sua morte) durante un’attraversata verso l’Europa. La nave trasportava soldati diretti sul fronte francese e molti di loro stavano male a causa del mare mosso. Così, per distrarli, si decise di trasmettere un programma d’intrattenimento radiofonico attraverso gli altoparlanti ma la prima a riecheggiare fu una canzone intitolata “Born To Lose” (Nato per perdere), che non andava affatto bene per tirare su gli animi di ragazzi che stavano vomitando l’anima per il mal di mare e che avevano con la prospettiva di andare a combattere e magari a farsi ammazzare dai tedeschi… Così Guthrie scrisse di getto “Nati per vincere”,... (continua)
I had my fun and my troubles
(continua)
inviata da Bartleby 5/5/2011 - 14:57
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Il vestito di Rossini

interpretata anche dai Crifiu da "la strada del sogno" 2001
DonQuijote82 5/5/2011 - 14:46
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La ballata dell'invasione degli extraterrestri

Testo e Musica di Alberto Camerini, dall’album “Cenerentola e il pane quotidiano”, 1975.
Nessuno fece caso nessuno li notò,
(continua)
inviata da DonQuijote82 5/5/2011 - 14:35
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Poetas andaluces

grande poesia magnifica canzone stupenda nostalgia...
francesco benegiamo 5/5/2011 - 12:10
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Busted

[1962]
Scritta da Harlan Howard (1927–2002), prolifico songwriter americano, specializzato nella musica country.
Trovata su Raymond’s Folk Song Page
Questo è il testo originale che racconta della rovina (“We’re busted”, siamo rovinati) di una famiglia, costretta alla fame ed all’emigrazione a causa della chiusura della miniera dove lavora il padre. Howard nel 1963 lo riadattò per Johnny Cash, cambiando ambientazione e sostituendo alle miniere di carbone i campi di cotone.
Cash, e anche Ray Charles, fecero di questa canzone una loro hit.
Well, the bills are all due and the babies need shoes.
(continua)
inviata da Bartleby 5/5/2011 - 12:08

Liberty

[2006]
Album “Angry Old Man”
Give me your tired, poor masses to breathe free
(continua)
inviata da Bartleby 5/5/2011 - 10:12

What’s the Matter With Peace?

[2006]
Album “Angry Old Man”

“Autobomba o aereo da guerra, non c’è differenza: i bambini muoiono proprio nello stesso modo”.
Una riflessione sulla guerra non proprio comune per un vecchietto americano che si è vissuto l’11 settembre…
Alla faccia dei distinguo tra guerra convenzionale, guerra asimmetrica, terrorismo ed altre formule del genere che lasciano spesso il tempo che trovano, essendo definitorie di un unico fenomeno: la guerra.
I was born many years ago – after the war to end all war
(continua)
inviata da Bartleby 5/5/2011 - 10:06
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Dogs at Midnight

[1970]
Album “Tom Paxton 6”

Canzone sulla “black lung disease”, la “malattia del polmone nero”, ossia la forma di pneumoconiosi (antracosi) che colpisce i minatori del carbone.
You might hear dogs at midnight,
(continua)
inviata da Bartleby 5/5/2011 - 08:07
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L'Internationale

UDMURTO (VOTIACO) / UDMURT (VOTYAK)

La versione in lingua udmurta (votiaca) ripresa da udm:wikipedia. È seguita da una traslitterazione di massima in caratteri latini.

Standard version in the Udmurt (Votyak) language, reproduced from udm:wikipedia and followed by a transliteration in Latin characters [CCG/AWS Staff]
ИНТЕРНАЦИОНАЛ
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 5/5/2011 - 02:36
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Elle n'est pas morte!

La versione italiana che qui riportiamo è di Joe Fallisi ed è tratta da "L'uovo di Durruti" (2003).
NON È MORTA
(continua)
inviata da DonQuijote82 5/5/2011 - 01:41
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Contrasto tra l'aristocratica e la plebea sulla guerra di Tripoli

anonimo
Errata corrige
In Ci ragiono e canto n.2 c'è solo un frammento del contrasto ed è cantato da Caterina Bueno. In questo canto Rosa Balistrieri si limita ad un urlo/imprecazione in mezzo all'ottava.
Giovanni Bartolomei da Prato 4/5/2011 - 21:29
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Zamba del emigrante

ZAMBA DELL'EMIGRANTE
(continua)
inviata da Maria Cristina 4/5/2011 - 19:52
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Ninna nanna

Chiudi gli occhi e dormi, che mattino verrà
(continua)
inviata da DonQuijote82 4/5/2011 - 15:49
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Oltre il ponte

Una canzone degli Zoo (Mercanti di Liquore)
Alla fine contiene una citazione da Oltre il ponte

FRANKENSTEIN
(continua)
inviata da DonQuijote82 4/5/2011 - 15:46

Brigata Caio

[1944]
Nota anche come "Brigata partigiana"
Canto della Brigata di Manovra Garibaldina "CAIO", Santo Stefano d'Aveto, autunno 1944

Dal disco "Canti della Resistenza" (I Dischi dello Zodiaco, 1972) del Gruppo Folk Italiano, a cura di Paolo Castagnino "Saetta" e introdotto da Arnoldo Foà,

In “Canti della Resistenza italiana”, a cura di Anton Virgilio Savona e Michele Luciano Straniero, Milano, Rizzoli, 1985.

A presentazione del testo del canto partigiano "Brigata Caio", riporto quanto scriveva nel 1974 il partigiano Paolo Castagnino "Saetta" :

Nelle formazioni partigiane si cantava spesso, nei momenti di tregua, tra un'azione e l'altra, tra un rastrellamento e l'altro. Durante l'inverno i distaccamenti si riunivano nei casoni presso il fuoco, con le armi vicine, nella buona stagione all'aperto e il canto si alzava lento e suggestivo nella notte, tra i castagni frondosi.

Cantavano i... (continua)
Mentre il popolo languiva
(continua)
inviata da Bartleby 4/5/2011 - 11:47
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The Song of the Red Man

[1868]
Testo trovato su The Music of Henry Clay Work

Non mi pare che sulle CCG ci sia un percorso sul genocidio dei popoli nativi, dall’America all’Australia, o più in specifico sullo sterminio dei Pellerossa, sicchè non è facile dire se questa sia la canzone più antica qui presente scritta da un “viso pallido” apertamente schierato contro una mattanza legalizzata, perché pianificata dal governo USA ed eseguita dal suo esercito, che durò per oltre un centinaio d’anni, se vogliamo – peraltro del tutto arbitrariamente - collocarla tra il 1776, anno di nascita degli Stati Uniti d’America, ed il 1890, anno del massacro di Wounded Knee.

Henry Clay Work scrisse questa canzone nell’anno della battaglia del fiume Washita, in Oklahoma, quando il 7° cavalleggeri del generale Custer attaccò un accampamento dei Cheyenne sopravvissuti alla strage di Sand Creek di 4 anni prima, massacrando – anche in questa occasione – donne e bambini.
When the palefaces came in their whitewing'd canoes,
(continua)
inviata da Bartleby 4/5/2011 - 11:18
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Beautiful World

"Beautiful World" sembra una canzone allegra e ottimista. E' un mondo bello in cui vivere, alla gente importa di te, la gente è meravigliosa.

Fino al termine della canzone: è un mondo meraviglioso per te, ma non per me. E il significato della canzone cambia completamente.

Ancora più azzeccato è il videoclip del brano, dove alle frasi "è un mondo meraviglioso in cui vivere" sono accostate immagini di guerra.
It's a beautiful world we live in
(continua)
inviata da JacoZappa 3/5/2011 - 18:20

Inno dell'Unione Sovietica - Versione italiana

Ringraziamo Leonardo per questo documento comunque interessante, e per prevenire le immancabili accuse a base dei conteggi dei morti precisiamo - se ce ne fosse bisogno - che non vogliamo con questa pagina certo esaltare l'aspro cammino verso cui ci guida Stalìn...
CCG/AWS Staff 3/5/2011 - 16:35
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אַרבעטלאָזע מאַרש

Arbetloze marsh
[1937]
Testo e musica di Mordechai Gebirtig
Lyrics and music by Mordechai Gebirtig
Text und Musik von Mordechai Gebirtig


“Arbeitsloser Marsch”, uno dei più importanti canti socialisti in yiddish durante l’insurrezione di Varsavia. Questo fu composto da Mordechaj Gebirtig, che fu ucciso dai nazisti nel 1942. Cantata anche dalla Banda Bassotti". Questo lo scarno commento che DonQuijote 82, uno dei nostri più prolifici contributori, aveva inserito proponendo (a ragione) questa famosa canzone di Mordechai (Mardkhe) Gebirtig, in pratica il vero e eterno inno dei disoccupati di ogni epoca e di ogni paese. Purtroppo la canzone è rimasta a lungo in approvazione, stabilendo quasi un "record"; il fatto è che le CCG/AWS hanno dei ben precisi e severissimi criteri testuali: il testo originale della canzone è in lingua yiddish e in caratteri ebraici, e così deve essere inserita.... (continua)
איינס, צוויי, דרײַ, פיר,
(continua)
inviata da DonQuijote82 + CCG/AWS Staff 3/5/2011 - 15:38
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Santiago

Vorrà dire che alla prossima rivoluzione ti mandiamo la richiesta di autorizzazione in carta bollata. Ora insisterò perché anche la richiesta di autorizzazione all'uso della tortura nella base americana di Guantanamo ti venga fatta arrivare direttamente a casa. Mi raccomando non firmare.
Gianni 3/5/2011 - 15:18
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Aspettavamo il 2000

La mia generazione è sopravvissuta
(continua)
inviata da DonQuijote82 3/5/2011 - 15:15
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Grafted Into the Army

[1862]



All’inizio della Guerra civile l’arruolamento di volontari in ferma di breve termine era considerato sufficiente perché gli strateghi pensavano che il conflitto non sarebbe durato a lungo… Non passò molto tempo prima che si accorgessero di aver sbagliato i calcoli (come al solito, in ogni guerra che si rispetti). Quando le carneficine cominciarono ad essere tali che i volontari non riuscivano più a rimpiazzare morti, feriti e disertori, allora da entrambe le parti si corse ai ripari.
I primi furono i confederati, che già nell’aprile del 1862 obbligarono a tre anni di servizio militare tutti i maschi tra i 18 e i 35 anni (poi innalzati a 45). Nel marzo dell’anno seguente fu la volta degli unionisti: arruolamento obbligatorio per tutti i maschi tra i 20 e i 45 anni.
Le leggi di coscrizione obbligatoria non prevedevano scappatoie se non quella che il coscritto potesse inviare al... (continua)
Our Jimmy has gone for to live in a tent,
(continua)
inviata da Bartleby 3/5/2011 - 13:41




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