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Prima del 2011-12-22

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Coming Together

‎[16 maggio 1970]‎
Parole di Sam Melville
Musica del compositore minimalista e pianista ‎‎Frederic Rzewski scritta nel 1972.‎


Nato Grossman nel 1934 in un sobborgo di New York, in una famiglia disastrata dove dominavano ‎alcool, violenza ed abusi, Sam se ne andò molto presto per conto proprio, scegliendosi il cognome ‎di Melville in onore del suo scrittore preferito. Si guadagnò da vivere con mestieri umili, come il ‎raccatta-birilli nelle sale da bowling, ma poi riprese gli studi e divenne un disegnatore tecnico. ‎Amava la sua professione, ma quando la ditta dove lavorava gli affidò i disegni degli uffici che la ‎Chase Manhattan Bank voleva aprire nel Sudafrica dell’apartheid, Sam Melville si rifiutò e venne ‎licenziato. E’ in quel periodo che si avvicinò ai gruppi della sinistra pacifista e radicale ed è in ‎quell’ambito che Sam Melville maturò la convinzione che bisognava combattere... (continua)
I think ‎
(continua)
inviata da Bartleby 22/12/2011 - 15:45
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Remember Rockefeller at Attica

‎[1974]‎
Brano strumentale da “Changes One”‎

Come Attica Blues, Attica State e The Hostage, un brano scritto dopo il tragico epilogo di una rivolta nel ‎‎penitenziario di Attica, New York, avvenuta nel settembre del 1971.

L'effetto più immediato dell'omicidio di George Jackson fu la rivolta della prigione di Attica, nel settembre 1971: la ribellione nasceva da una lunga storia di torti profondi, ma la situazione era giunta al punto di rottura quando giunse la notizia della morte di Jackson.

Il carcere di Attica era circondato da un muro alto una decina di metri con uno spessore di oltre mezzo metro e quattordici torrette. I detenuti erano per il 54 percento neri; tutti gli agenti di custodia erano bianchi. I prigionieri passavano da quattordici a sedici ore al giorno in cella, la loro corrispondenza veniva letta, erano imposte restrizioni alle loro letture, le visite dei parenti si svolgevano... (continua)
‎[Strumentale]‎
inviata da Bartleby 22/12/2011 - 14:36
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The Hostage

‎[1971?]‎
Testo e musica di Tom Paxton.‎
Non credo che Paxton l’abbia mai incisa.‎
Venne interpretata invece da Judy Collins nel suo album del 1973 intitolato “True Stories ‎and Other Dreams”.‎

Come Attica Blues e Attica State, un brano scritto dopo il tragico epilogo di una rivolta nel ‎penitenziario ‎di Attica, New York, avvenuta nel settembre del 1971. A scatenare la rivolta fu – ‎insieme alle ‎pessime condizioni carcerarie e alla ferocia dei secondini – l’assassinio del leader delle ‎Black ‎Panthers George Jackson avvenuto qulche tempo prima nella prigione californiana di San Quentin. ‎L’allora ‎governatore Nelson Rockefeller (già, uno della celebre famiglia di nababbi) fece finta di ‎voler ‎trattare ma poi ordinò alla polizia di intervenire per ripristinare l’ordine. I reparti ‎antisommossa, ‎entrati nel perimetro del carcere, lanciarono un gran numero di lacrimogeni e poi si ‎misero... (continua)
I'm a guard in grey iron prison
(continua)
inviata da Bartleby 22/12/2011 - 14:28

‎200 mètres (Mexico 68)‎

‎[1969]‎
Da “Récital n°6”‎
Parole e musica di Jean-Max Brua.

Le olimpiadi di Città del Messico del 1968 furono quelle della sanguinosa repressione del ‎movimento studentesco nella Plaza ‎de las Tres Culturas (tra i 150 e i 300 morti)…‎

‎… ma anche quelle dei pugni guantati di nero dei primatisti afro-americani Tommie Smith e John ‎Carlos…‎
Ils sont huit sur la ligne de départ
(continua)
inviata da Bartleby 22/12/2011 - 13:22

Anche lo Stato

Chanson italienne - « Anche lo Stato è un ottimo alleato » - Collettivo del contropotere – 1976

En effet, dit Lucien l'âne. L'État est un allié fort utile... Mais pour qui ? Ce que je constate, moi qui ne suis qu'un âne, je vais te le dire... L'État est au service, pour ne pas dire à la botte, des riches et des vrais puissants... Il n'est, d'une certaine façon, qu'une entreprise de domestication des humains au profit des puissances d'argent. Mais que raconte la canzone ?

Mais tout simplement, mon ami Lucien l'âne, cette canzone décrit un épisode de la Guerre de Cent Mille Ans que les riches font aux pauvres pour mieux les exploiter, pour les dominer, pour les domestiquer, afin de continuer indéfiniment à accroître leurs profits, à augmenter leur main-mise sur le monde … C'est ce qu'on nomme la « croissance »... C'est le sens profond de son mécanisme à cette manipulatrice, c'est là le moteur... (continua)
L'ÉTAT AUSSI EST UN ALLIÉ FORT UTILE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/12/2011 - 12:06
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José Campos Torres‎

‎[1978]‎
Dall’album “The Mind of Gil Scott-Heron”.‎



Dopo H2OGaTe Blues‎ e We Beg Your Pardon (Pardon Our Analysis)‎, lo sguardo di Scott-Heron si sposta dall’“universale” del Watergate al ‎‎“particolare” di una vicenda che scosse l’America nel 1977 e 1978.‎



José “Joe” Campos Torres era un ventitreenne di origine messicana, veterano della guerra in ‎Vietnam.‎
Nel maggio del 1977 fu arrestato a Houston per aver fatto casino in un bar. Sei poliziotti bianchi lo ‎pestarono selvaggiamente e quando si accorsero di averlo ridotto in fin di vita, anziché portarlo in ‎ospedale, lo affogarono nel Buffalo Bayou, un corso d’acqua che attraversa la città texana.‎
Il corpo martoriato di Joe Campos Torres fu ritrovato due giorni dopo.‎
Erano i tempi in cui i militanti del Ku Kux Klan si facevano fotografare seduti sulle auto della ‎polizia di Houston e i loro reclutatori venivano ospitati nei... (continua)
I had said I wasn't going to write no more poems like this
(continua)
inviata da Bartleby 22/12/2011 - 12:06
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L'Internationale

SPAGNOLO [5] / SPANISH [5]





Versione spagnola da questa pagina, così come è cantata in Terra e Libertà (1995) di Ken Loach. Differisce leggermente da quella comunemente cantata.

Spanish version from this page, as sung in the motion picture Land and Freedom (1995) by Ken Loach. It slightly differs from the commonly sung version.
Arriba, parias de la Tierra.
(continua)
inviata da DonQuijote82 22/12/2011 - 11:44
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We Beg Your Pardon (Pardon Our Analysis)‎

‎[1974]‎
inclusa in "The First Minute of a New Day", album del 1975 con Brian Jackson.
Anche nell’album “The Mind of Gil Scott-Heron” del 1978‎



Altra spoken-song che è il naturale completamento di H2OGaTe Blues‎.‎
Non passò nemmeno un mese dall’impeachment e dalle sue dimissioni che Nixon - il mandante del ‎più grosso scandalo politico nella storia degli USA nonché uno dei maggiori artefici di una guerra ‎disastrosa ed il responsabile della morte di decine di migliaia di giovani americani in Vietnam – ‎ottenne il perdono, un “full, free and absolute pardon”, dal suo successore Gerald Ford, che ‎nemmeno era un presidente eletto ma semplicemente colui che si era trovato a subentrare alla Casa ‎Bianca dopo l’allontamento di Nixon, del suo vice Spiro Agnew e dell’intero staff presidenziale… ‎
Al solito “Cane non mangia cane” e “Una mano lava l’altra”…‎



‎ “Imploriamo il tuo perdono,... (continua)
We'd like to do an idea for you that was related to the H2OGaTe, Watergate blues
(continua)
inviata da Bartleby 22/12/2011 - 11:08
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H2OGaTe Blues‎

‎[1973]‎
dall'album "Winter in America" del 1974.

‎“H2OGaTe” non è l’improbabile formula del Gallio-Tellurio in soluzione acquosa ma un acronimo ‎chimico che sta per “Watergate”, il nome del più grosso scandalo politico nella storia degli USA (in ‎breve, la scoperta di una vasta e protratta opera di spionaggio ordita dai vertici del partito ‎repubblicano ai danni di quello democratico e del movimento pacifista) che portò all’impeachment ‎e alle dimissioni del presidente Nixon nell’agosto del 1974.‎



Una spoken song che è una riflessione sul Potere, le sue trame e la sua agonia sullo sfondo di un ‎paese cieco e sordo e annichilito da una lunga, sanguinosa guerra e da una disfatta costata la vita a ‎quasi 60.000 giovani americani.‎
I nomi che compaiono nel corso di questo blues sono tutti legati alle fitte trame e ai misteri che si ‎addensarono nella storia degli USA durante il secondo... (continua)
Heh, don't wanna be involved in this one, huh?
(continua)
inviata da Bartleby 22/12/2011 - 09:42
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Harold Land

(Anderson/Bill Bruford/Squire)

dall'album di debutto Yes (1969)
Harold Land with a wave of his hand,
(continua)
22/12/2011 - 00:12
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L'elastico

Chanson italienne – L'elastico – Giorgio Gaber – 1973
L'ÉLASTIQUE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 21/12/2011 - 22:43
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Si può

Chanson italienne – Si può (Seconda Versione) – Giorgio Gaber – 1992
ON PEUT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 21/12/2011 - 21:43
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Ho visto un re

Dai dai, conta su...ah be, sì be...
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/12/2011 - 15:11
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Non insegnate ai bambini


Bambini e soldati
di Michela Murgia

Sono curiosa di vedere se il governo Monti, tra un aumento d'aliquota e un innalzamento di età pensionabile, intenda usare le forbici anche sulle spese militari. Ignazio La Russa, prima che si chiudesse il dimenticabile intervallo in cui è stato ministro della Difesa, aveva infatti annunciato investimenti militari per il 2012 pari a 21.342 milioni di euro, cifra di cui farei fatica a capire la portata se non sapessi che è quasi 4 volte superiore a quella stanziata per il sistema universitario.

Quello militare e quello scolastico hanno bisogni diversi, obietterà qualcuno. Ma forse non poi così diversi, visto che le forze militari continuano a considerare la scuola pubblica come luogo di educazione privilegiata della cultura militare e che ogni tanto la scuola pubblica si comporta come se volesse dar loro ragione. Succede per esempio il 4 novembre, quando... (continua)
21/12/2011 - 14:38
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Driving Through Mythical America

‎[1971]‎
Canzone che dà il titolo a questo secondo album di Pete Atkin e Clive James.‎
Parole di Clive James
Musica di Pete Atkin

Come Hey Sandy, The Kent State Massacre, Jackson-Kent Blues e, soprattutto, Ohio, ancora una canzone su di un evento che ‎sconvolse l’opinione pubblica americana e mondiale, il massacro nei campus della Kent e della ‎Jackson University, quando tutti capirono che il governo di Nixon non solo trucidava i vietnamiti, ‎non solo mandava a morire i suoi giovani in Vietnam ma assassinava i propri cittadini anche negli ‎USA…‎

Un testo molto ricco di riferimenti letterari e cinematografici, per la cui comprensione rimando alle ‎‎note degli autori.‎
Four students in the usual light of day
(continua)
inviata da Bartleby 21/12/2011 - 13:36
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Con gli occhi di un soldato

Madmic
Un altro giorno è sorto, stessa merda stesso posto
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/12/2011 - 13:23
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Parlando ad un soldato

Francesco Brik
Sai tuo nonno aveva un numerino
(continua)
inviata da DonQuijote82 21/12/2011 - 13:16
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My Uncle

‎[1969]‎
Dall’album “The Gilded Palace of Sin”‎
Il brano fa anche parte della colonna sonora estesa del film culto “Easy Rider” di Dennis Hopper ‎‎(1969). Non compare nella soundtrack originaria ma nel secondo disco della Deluxe Edition del ‎‎2004.‎



Soprattutto a partire dal 1965, anno in cui si fece massiccia la coscrizione per la guerra in Vietnam, ‎il Canada divenne un porto sicuro per gli obiettori, i renitenti e i disertori americani. Scappare dai ‎‎“vicini di casa” era piuttosto facile perché il governo canadese non perdeva tempo con le procedure ‎per lo riconoscimento dello status di rifugiati ma ammetteva tutti semplicemente con il visto di ‎immigrazione. Si stima che i giovani statunitensi fuggiti in Canada per scampare alla guerra furono ‎tra i 30.000 e i 60.000 ma qualcuno si spinge a calcolare un numero molto maggiore – circa 125.000 ‎‎– di americani che per causa della... (continua)
A letter came today from the draft board
(continua)
inviata da Bartleby 21/12/2011 - 11:27
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Greetings (This Is Uncle Sam)‎

‎[1961]‎

Nel 1961 il coinvolgimento americano in Indocina era già abbondantemente in corso ma non è che ‎all’opinione pubblica fosse ancora molto chiaro. C’erano fronti più scottanti (Cuba e la “Baia dei ‎Porci”, URSS e “Muro di Berlino”… ) nella guerra nemmeno tanto fredda che Kennedy - come i ‎suoi predecessori e chi gli succederà – stava combattendo contro la minaccia comunista…‎
In effetti questa canzone - proposta dal primo gruppo vocale di bianchi a firmare per una ‎sottoetichetta della nerissima Motown - potrebbe anche riferirsi alla Corea (all’inizio degli anni 60 ‎vi erano lì di stanza almeno 50.000 marines sempre in allerta rossa) ma è al conflitto in Vietnam che ‎è legata, perché divenne una hit nel 1965 quando fu riproposta dai The Monitors, altro gruppo ‎vocale della Motown ma questa volta composto da neri…‎

Non certo un brano risolutamente contro la guerra, ma vi trapela... (continua)
Greetings
(continua)
inviata da Bartleby 21/12/2011 - 10:25
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Il soldato

Da "Storie di uomini e non" del 1973
Lontana una stella che non scalda
(continua)
inviata da DonQuijote82 20/12/2011 - 20:08
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Come in Out of the Rain

‎[1970]‎
Dall’album “Rhenium” del 1990, una delle ristampe, con integrazione di inediti, dell’originale ‎‎“Osmium” (noto pure con l’ulteriore titolo di “First Thangs”)‎
Happiness and peace
(continua)
inviata da Bartleby 20/12/2011 - 15:33
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Hallå där bonde

‎[1972]‎
Dall’EP intitolato “Vi slåss för vår framtid” (“Lottiamo per il nostro futuro”)‎



Una canzone di stile propagandistico contro la guerra in Vietnam e l’imperialismo americano, da un ‎gruppo musicale organico al partito comunista svedese. ‎
Dialogo tra un viet-cong, ben preparato militarmente e politicamente, e un contadino che all’inizio è ‎molto poco incline ad aiutare il comunista e ad essere da lui indottrinato… Alla fine il contadino ‎consentirà al viet-cong di nascondere nella sua capanna le armi catturate agli americani invasori, ‎diventando così lui stesso un combattente…‎
Non che questo genere di canzoni mi piaccia molto (e ce ne sono tante di questi “Pugni chiusi” ed ‎altri consimilari svedesi, un intero songbook, ‎‎“Sånger till Vietnam” – sempre che qualcuno abbia voglia di trascriverle…), però è pur sempre ‎una CCG ed una testimonianza della cultura antimperialista dell’epoca.‎
Kommunisten - Hallå där bonde, får jag gömma mig här?
(continua)
inviata da Bartleby 20/12/2011 - 15:00

Ein Volk, ein Helm...

Ein Volk, ein Helm...

Canzone française – Ein Volk, ein Helm... – Marco Valdo M.I. – 2011
Histoires d'Allemagne 56

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 –
l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.

Mil neuf cent cinquante-sept, deux pays, deux armées, un casque d'acier.

Houlala, dit Lucien l'âne en se hérissant, te voilà encore avec une histoire de casque... C'est bien la troisième fois, si j'ai bonne mémoire que tu racontes une histoire de casque...

De fait, c'est bien la troisième de ces histoires d'Allemagne qui racontent une histoire de casque... Il y a eu pour l'année 1902 - CANOTIERS ET CASQUES À POINTE et pour celle de 1915 – LES CASQUES D'ACIER...
Nous voici en 1957 et cette fois, ce sont les casques d'acier... qui reviennent... (continua)
L'aventure, c'est l'aventure
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 20/12/2011 - 13:38
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Viêt Nam

‎[1968]‎
Scritta dal poeta e cantautore francese Henri ‎Gougaud probabilmente ispirandosi ai versi di un qualche poeta vietnamita.‎
Nell’EP della Solleville che si apre con “Et je t’appelle”

Au Viêt Nam il y avait‎
(continua)
inviata da Bartleby 20/12/2011 - 10:17
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There Won't Be Many Coming Home

‎[1966]‎
Scritta da Roy Orbison e William "Bill" Dees.‎



Canzone che chiude la colonna sonora di “The Fastest Guitar Alive” (1967), l’unico – per fortuna! - ‎film interpretato dal grande songwriter americano, una commedia musicale western, ambientata sul ‎finire della Guerra Civile, in cui Orbison è un’improbabile spia confederata che, armata di un fucile ‎inserito all’interno di una chitarra, cerca di mettere le mani sull’oro degli Unionisti per provare a ‎cambiare le sorti del conflitto.‎

‎“E’ una riflessione su tutte le guerre, anche se la gente l’ha riferita alla guerra in Vietnam. Ma in ‎realtà io scrissi questa canzone per il mio primo film e in effetti si riferisce alla Guerra Civile, anche ‎se è vero che potrebbe riguardare pure la Terza Guerra Mondiale”. ‎‎Roy ‎Orbison
Listen all you people
(continua)
inviata da Bartleby 20/12/2011 - 09:20
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Doin' All Right

‎[1966]‎
Dall’album “The Fugs”, quello di Kill For Peace
Scritta da Richard Alderson, Ted Berrigan e Lee Crabtree.‎



Una canzone manifesto del movimento hippie con un chiaro riferimento alla guerra in Vietnam: ‎‎“Non ho nessuna intenzione di andare in Vietnam, preferisco starmene qui a scopare tua madre”…‎
Più chiaro di così!?!‎
I got hairs growing 'round my nose and throat
(continua)
inviata da Bartleby 20/12/2011 - 08:27
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Anarchia

Chanson italienne – Anarchia – Sindrome del dolore – 2008

Pourquoi Sindrome del dolore (Syndrome de la douleur) ?

De nombreuses fois, nous nous sommes vu renvoyé cette question et il nous semble que le moment est venu, une fois pour toutes, d'éclaircir le pourquoi de ce nom.
Nous n'exaltons ni la douleur, ni la souffrance, bien au contraire, mais nous savons pertinemment que cette société faite de joie vide et feinte, a son antagoniste dans le seul état humain qu'on ne peut normaliser : la douleur.
Pour cette raison, nous sommes contre tout ce travestissement de la douleur voulu par les mass-media ; et non contre son éradication.
Contre un système dépersonnalisant, normalisant, totalitaire, il ne nous reste qu'à révéler l'existence de la douleur pour le démasquer.
Reconnaître la douleur pour la combattre et l'anéantir, pas pour l'anesthésier, pour devenir des êtres pensants au-delà du rôle... (continua)
ANARCHIE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/12/2011 - 21:20
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Ya parte el galgo terrible

dall'LP "inti illimani 2 la nueva canción chilena" - 1974
THE FEROCIOUS GREYHOUND ATTACKS
(continua)
18/12/2011 - 23:42
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The Letter

[2006]
Lyrics & Music by Lee Stewart

A soldier writes home to tell the parents of another soldier that he has died..
"My motivation for writing this song has to be of the news reports of our soldier's who are dying needlessly in places such as Afghanistan..
"I would like to thank everyone who played my song by connecting through Neil Young's Web page Living with War Today".
One lone soldier stands beside a friend,
(continua)
inviata da giorgio 18/12/2011 - 21:53
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Donna Lionora

Chanson italienne – Donna Lionora – Alfonso De Pietro – 2011

Donna Lionora, ici dame Léonore, est l'héroïne de la révolution napolitaine de 1799... la première journaliste européenne morte pour ses mots...
DAME LÉONORE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/12/2011 - 21:34
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Sotto la neve il pane

Chanson italienne – Sotto la neve il pane – Andrea Sigona – 2009
LE PAIN SOUS LA NEIGE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/12/2011 - 20:58
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

PARODIA NEERLANDESE / DUTCH PARODY

La seguente strofa parodica in lingua neerlandese è stata contribuita dal sig. Dirk Vincke, che ringraziamo. Nulla si sa finora riguardo alla sua origine. Segue una traduzione italiana.

The following parodic verse in Dutch has been contributed by mr Dirk Vincke, whom we thank heartily. Its origin remains unknown. An Italian translation is provided.
Achter deze zomer
(continua)
18/12/2011 - 11:39
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Samba landó

SAMBA LANDÓ
(continua)
inviata da DonQuijote82 18/12/2011 - 11:18
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Seeds of Hope

[2007]
Lyrics & Music by Edward and Lisa Zurick
Album: War & Peace

A plea to people that there is hope from this terrible war..
A nation and a world in fear
(continua)
inviata da giorgio 18/12/2011 - 11:01




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