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Prima del 2011-11-30

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Figli di Annibale

Del fare figli italici e della pulizia etnica - puntuale commento di Femminismo a Sud all'inqualificabile articolo apparso su "Libero" (un titolo che è poesia allo stato puro: un ossimoro in una sola parola!)
Lorenzo 30/11/2011 - 22:58
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Und was bekam des Soldaten Weib?

Chanson allemande – Und was bekam des Soldaten Weib ? – Bertolt Brecht – 1942
Poème de Bertolt Brecht – tiré du Brave Soldat Schweijk
Musique de Kurt Weil
ET QU'A REÇU LA FEMME DU SOLDAT ?
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 30/11/2011 - 22:46

Dachau Express

Chanson française - Marco Valdo M.I. - 2009
DACHAU EXPRESS
(continua)
30/11/2011 - 22:24
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Emigrante

‎‎[1975]‎
Da “Pablo Guerrero en el Olympia”‎

Testo trovato su Cancioneros.com



‎“[…] Se il fiume Reno fosse il Río Guadiana [che scorre tra Spagna e Portogallo, ‎attraversando anche l’Extremadura, ndr] io e te non staremmo qui, ubriachi di nostalgia e di ‎birra, ubriachi di vino non bevuto, di quel vino forte che dà alla testa […] Ma lasciamo da parte la ‎malinconia, e se non c’è vino brindiamo pure con la birra e visto che me lo hai chiesto, ma solo per ‎questo, canticchiamo una canzone di Manolo ‎Escobar.””‎
Un día cambió todo:
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 14:58
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Samba landó

در پوشش شب
(continua)
inviata da DoNQuijote82 30/11/2011 - 14:12
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Oltre il confine

[2011]
Album : Unica
Oltre il confine che cosa c'è
(continua)
inviata da DonQuijote82 30/11/2011 - 13:41
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Luz negra

‎[1982]‎
Da “La revolución y las estrellas”‎
Scritta da Eduardo Carrasco.‎
Testo trovato su Cancioneros.com
Habría que decir que en lo inmediato
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 13:10
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Samba landó

SAMBA LANDÓ
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 11:34
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Juanito Laguna remonta un barrilete

30 novembre 2011


Le solite due parole del “traduttore”. Se questo testo non ha le difficoltà di Palimpsesto, appartiene pur sempre alla sensibilità di un poeta e il traditore traduttore ne deve tenere serio conto. Inoltre, il testo è letteralmente infarcito di argentinismi (o latinoamericanismi), a partire dal barrilete che, in Argentina, è sí l'aquilone, ma quello fatto di stracci. Confrontando tale testo con quello di Luchín, si vede bene come gli stracci siano sempre presenti, compagni inseparabili dei bambini poverissimi. Stracci addosso, stracci come giochi; bellissima l'immagine degli stracci che “sognan la colla” per essere tenuti un po' assieme. La palomita torcaza (o semplicemente torcaza) può corrispondere a due piccioniformi diffusi in Sudamerica: la Columba araucana e la Columbina picui; io ho scelto la prima perché ci stava un po' meglio nel verso. La huella (lett. “traccia,... (continua)
JUANITO LAGUNA FA VOLARE UN AQUILONE
(continua)
30/11/2011 - 11:32
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Sensemayá (Canto para matar una culebra)‎

‎[1934]‎
Una poesia del cubano Nicolás ‎Guillén, pubblicata nella raccolta intitolata “West Indies Ltd”, e messa in musica dal compositore ‎messicano Silvestre Revueltas nel 1938.‎



Un poema sinfonico metafora della lotta contro il neo-colonialismo che gli Inti Illimani ed Horacio ‎Salinas non poterono non fare proprio negli anni immediatamente successivi il golpe di Pinochet, la ‎velenosa e mortale “culebra” fascista del Cile. Il disco “Canción para matar una culebra”, ‎pubblicato il Italia, è infatti del 1979 e nacque dalla collaborazione tra esuli cileni, il gruppo nato ‎nel 1967 a Santiago, appunto, e Patricio Manns.‎



Secondo Steve ‎Peraza, ricercatore dell’Università americana St. Lawrence di Canton, NY, in “Sensemayá” ‎Guillén presenta temi e simboli africani senza però voler rimandare ai tradizionali significati ‎attribuiti dalla stessa cultura africana. La culebra, il serpente,... (continua)
‎¡Mayombe—bombe--mayombé!
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 11:14
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1984

Testo e musica di Gianluca Lalli

Altra canzone degli ucroniutopia dedicata a Orwell:

1984 - romanzo
Orwell 1984 (film)
Winston giura che da bambino
(continua)
inviata da DonQuijote82 30/11/2011 - 11:13
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Cuando me acuerdo de mi país

‎[1974]‎
In “Canción sin límites” del 1977.‎
Disco inciso con l’Orquesta Sinfónica de Cuba, paese dove Manns era riuscito fortunosamente a ‎riparare dopo il golpe del 1973.‎
Testo trovato su Cancioneros.com‎




Cuando me acuerdo de mi país: La “prova generale” de El equipaje del destierro

La canzone è del 1974; da pochi mesi Patricio Manns era riparato a Cuba, prima tappa del suo esilio ventennale dal Cile dopo il golpe di Pinochet dell'11 settembre 1973. A Cuba, Patricio Manns incise il disco Canción sin limites assieme all'Orchestra Sinfónica de Cuba.

Viene naturale dire che Cuando me acuerdo de mi país è il primo abbozzo, anche dal punto di vista linguistico e lessicale, del materiale grezzo che verrà poi plasmato definitivamente (e indimenticabilmente), nel 1980, con El equipaje del destierro. L'esilio è appena iniziato, e già il ricordo del proprio paese abbandonato modella la... (continua)
Cuando me acuerdo de mi país
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 10:25
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Canto para después de la comunión

‎[1965]‎
Da “Oratorio para el pueblo”, poi riproposto nel 1979 (con differenze minime nel testo) insieme al ‎gruppo Ayacucho.‎

Si de un mismo pan comimos
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 09:57
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Señor, ten piedad (Kyrie)‎

‎[1965]‎
Da “Oratorio para el pueblo”, poi riproposto nel 1979 (con differenze minime nel testo) insieme al ‎gruppo Ayacucho.‎
Señor, Tú que tienes piedad,
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 09:56
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Yo, pecador

‎[1965]‎
Da “Oratorio para el pueblo”, poi riproposto nel 1979 (con differenze minime nel testo) insieme al ‎gruppo Ayacucho.‎

Yo, pecador, voy cantando
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 09:55

La pericona

‎[1962]‎
Da “El folklore de Chile según Violeta Parra – Violeta Parra, canto y guitarra”.‎
Proposta anche da Víctor Jara durante il suo concerto nell’Aula Magna della Università di ‎Valparaíso il 29 maggio 1970.‎



La “pericona” è la variante cilena del “pericón”, un ballo popolare nato in Argentina ai primi ‎dell’800.‎
E la pericona dice sempre la verità…‎

La música y los esquemas generales del texto son, indudablemente, de una pericona tradicional de ‎Chiloé. Sin embargo, pensamos que el texto lleva tantas características del estilo de Violeta que ‎debe ser considerada coautora, a pesar de que en los créditos del disco se atribuya totalmente al ‎folklore.‎
La musica e lo schema generale del testo sono, indubbiamente, di una “pericona” tradizionale ‎di Chiloé [gruppo di isole nel sud del Cile]. Ma il testo ha così tante caratteristiche tipiche del suo ‎personalissimo stile che Violeta Parra ne dove essere considerata co-autrice, anche se i crediti del ‎brano sono da attribuirsi totalmente al folklore.
‎(Cancioneros.com)‎
La pericona dice
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 09:16
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Según el favor del viento

‎[1962]‎
Testo trovato su Cancioneros.com



La prima incisione di questa canzone (realizzata in casa con un piccolo registratore portatile) pare ‎essere quella documentata nell’EP “Violeta Parra. “Temas inéditos – Homenaje documental”, ‎pubblicato in Argentina nel 1987, dove “Según el favor del viento” si accompagnava a Arriba quemando el sol, o Y arriba quemando el sol, ‎‎“Hace falta un guerrillero” e Miren cómo sonríen.‎


Ma la canzone compare anche in una pubblicazione ufficiale realizzata dalla Parra in Argentina nel ‎‎1962, “El folklore de Chile según Violeta ‎Parra”, disco che però cadde sotto la mannaia della censura locale che impedì, per esempio, ‎l’inclusione di Porque los pobres no tienen.‎
Según el favor del viento
(continua)
inviata da Bartleby 30/11/2011 - 08:49
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Гъста e мъгла [Una nebbia spessa è scesa]

Questa sembra essere la pagina del sito a...più lenta progressione. A distanza di 4 anni dall'ultimo intervento, infatti, oggi (30 novembre 2011) da questa pagina è stato possibile reperire il testo originale bulgaro completo in alfabeto cirillico, letteralmente "seppellito" in mezzo ad un articolo. Confortante constatare che la nostra trascrizione era stata in gran parte esatta; mancava però una strofa (la seconda), che compariva nella traduzione italiana "primitiva" ma non nel testo dato dallo Strijdkoor Amahoro. Inoltre, è stata reperita anche la corretta grafia del nome dell'autore, mediante la quale siamo riusciti a reperire a sua volta una biografia completa dall'edizione bulgara di Wikipedia. Questa pagina è una storia lunga anni.
Riccardo Venturi 30/11/2011 - 00:58
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Svegliati

Hanno inventato i viaggi sulla luna
(continua)
inviata da DonQuijote82 29/11/2011 - 19:32

Chanson du départ

Chanson française – Chanson du Départ – Marco Valdo M.I. – 2009
CANZONE DELLA PARTENZA
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. & CCG Staff 29/11/2011 - 16:01
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Lupo

Allergico al recinto
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 29/11/2011 - 14:21
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Fastur liður

29 novembre 2011


Nota. Fastur liður significa alla lettera "punto fisso", "punto fermo".
LE SOLITE COSE
(continua)
29/11/2011 - 11:53
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Imagine

THAILANDESE (THAI) / THAI

วาดฝัน
เนื้อร้อง (ต้นฉบับภาษาอังกฤษ : จอห์น เลนนอน)
แปลไทย : นานาจิตตัง

Versione in lingua thai (thailandese) dal forum prachathon.org

Thai version from the forum prachathon.org
วาดฝัน
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 29/11/2011 - 10:06
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Let England Shake


Il conflitto globale permanente
di Rachele Cinarelli da Carmilla

PJ Harvey ha pubblicato il suo primo album nel 1992. In questi vent’anni di carriera, la critica rock ha voluto affibbiarle l'etichetta di rockeuse maledetta dai connotati fortemente eroticizzati, un giudizio che ha anche accompagnato l'interpretazione dei suoi testi. L'inglese Polly Jean ha sempre giocato vari ruoli: prima la ragazza dimessa di Dry, poi la diva conturbante con il volto talmente truccato da sembrare la maschera sciolta di Maria Callas di To Bring You My Love, poi la trentenne cool col vestito giusto nel posto giusto (Is This Desire, Stories from the City, Stories from the Sea), il tutto a volte prestando il fianco alla categorizzazioni, flirtando con i giornali di moda, e a volte togliendosi le etichette di dosso (ad esempio, definendo il paragone ricorrente con Patti Smith “giornalismo pigro”). Infine, negli... (continua)
CCG/AWS Staff 29/11/2011 - 09:31

Und was bekam des Prekarius Weib?

Ogni ritorno del perfido Scocciante su questo sito è segnato da maledizioni infernali, mòccoli e pedateneicogl scampanìi festosi e invocazioni di giùbilo, sebbene stavolta Egli si sia cimentato nientepopodimeno che con un celeberrimo testo di Bertolt Brecht (anche se stavolta, effettivamente, il pastore Niemöller non c'entra per niente). Dalla donna del soldato siamo passati, dice lo Scocciante, alla donna del precario; però la guerra sembra esattamente la stessa, e con gli stessi risultati (visti i bollettini delle morti sul lavoro). Poco male; il Grande Fratello 397 o-a-che-numero-è-arrivato pensa ad allietare gli spiriti, i ristoranti sono pieni e il vecchio detto "piove, governo ladro!" è stato aggiornato in "piove, governo tecnico!". Di che gioire. Intanto vediamo che cosa ci ha ammannito lo Scocciante, e non stiamo troppo a sottilizzare. [CCG/AWS Staff]
E che venne alla donna del precario
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 28/11/2011 - 23:36
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Da cannu semmu nati

anonimo
Effettivamente in tutti i (pochi) siti dove questo canto viene riportato, lo si definisce "sardo"; ma il linguaggio in cui è scritto mi sembra lontano dal sardo. Casomai in gallurese, ma aspetto notizie più precise.
Riccardo Venturi 28/11/2011 - 23:05

Le Miracle de Berne – Das Wunder von Bern

Le Miracle de Berne – Das Wunder von Bern

Canzone française – Le Miracle de Berne – Das Wunder von Bern – Marco Valdo M.I. – 2011
Histoires d'Allemagne 53

Au travers du kaléidoscope de Günter Grass. : « Mon Siècle » (Mein Jahrhundert, publié à Göttingen en 1999 –
l'édition française au Seuil à Paris en 1999 également) et de ses traducteurs français : Claude Porcell et Bernard Lortholary.



Mil neuf cent cinquante-quatre, nous voici en mil neuf cent cinquante-quatre, comme le temps passe, mon ami Lucien l'âne...

Dis-donc, Marco Valdo M.I. mon ami, il y avait bien longtemps que tu nous avais présenté une de tes Histoires d'Allemagne, je me demandais ce qui se passait... Si tu n'avais pas abandonné ton projet de faire les cent chansons, comme tu l'avais dit, sur les cent textes de Günter Grass, racontant cent ans de l'Histoire de l'Allemagne. Et voilà soudain que tu te mets à vouloir... (continua)
Le Walter Elf, le Onze de Walter
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 28/11/2011 - 22:59
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Capitano uomini a mare

Quella canzone è del 1936...il "capitano" italiano di quegli anni non aveva tempo da sprecare nelle operazioni di salvataggio, era troppo impegnato a profumare di gas nervini le terre d'Abissinia e di Etiopia. Se avesse visto una "faccetta nera" in mare l'avrebbe salutata alla romana...altro che salvarla.
Maria Rosaria 28/11/2011 - 21:09
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Vuelvo

28 novembre 2011

(Ho cercato di farla un po' ritmica...ma boh).
TORNO
(continua)
28/11/2011 - 19:08
Una pagina particolare per un'apparentemente oscura canzone di Libertà (anzi, di Libertà Osuna): Palimpsesto, scritta da Patricio Manns. Quando le CCG si calano nell'abisso della poesia...
Riccardo Venturi 28/11/2011 - 16:57
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Yo me vuelvo para Chile

Di Juan Capra non è menzionato il periodo di Roma, dove abitò sicuramente nel 1965 in via dei Coronari. Io sono stato suo amico e stavo frequentemente con lui di cui conservo un bellissimo ricordo e due opere in gessetto che mi ritraggono.
Alfredo Liberatori 28/11/2011 - 15:31
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Tammurriata nera

Veramente esauriente per chi vuole capire il significato di questa bellissima canzone. E' la canzone dell'Italia sconfitta e martoriata che riesce comunque a sopravvivere. Ma l'esperienza a volte insegna poco quando il ricordo si cancella o la malafede grida più forte. Il signor Simone Guerriero non può camuffare la verità chiamando "liberatori" coloro che sono stati i nostri TORTURATORI e ancor oggi hanno le loro basi sul NOSTRO suolo Patrio. Il fatto che abbiano vinto non ne diminuisce la barbarie e la misera statura morale !
(Teseo Tesei)

Beh, comunque la si pensi mi fa abbastanza impressione vedere su questo sito un "Teseo Tesei", dato che chi scrive è interamente di Marina di Campo da parte di madre. Un saluto! [RV]
28/11/2011 - 13:33
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Fiore rubato

la più bella poesia che abbia mai ascoltato sulla nostra terra grazie Mimmmo e grazie anche a Pino Aprile per il libro "Terroni" francesco da pompei
28/11/2011 - 07:28




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