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Prima del 2010-9-11

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Era una notte che pioveva (La sentinella)

anonimo
Chanson italienne - Era una notte che pioveva (La sentinella) – Anonyme (1916)

Interprétation : Duo di Piadena (dans "Maledetta la guerra e i ministri" - « Maudite la guerre et les ministres »)
Texte repris de "La musica dell'altra Italia".
LA SENTINELLE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/9/2010 - 17:11
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Guerra

[2006]
Texto e Edição: Luiz Sárga
Locução: Evaldo de Souza, Vitorio Honorato e Luiz Sárga
Album: Café e blues
Gravado nos Estúdios da FATEA/IST – Lorena – SP

Uma crítica de como a guerra entra nas nossas casas criando tecnologias que usamos diariamente.
Guerra...
(continua)
inviata da giorgio 11/9/2010 - 13:24
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Higher Than Mercy

[2006]
Lyrics and Music by Drew Gonsalves
Album: Independence
Bomb blast, lightening flash
(continua)
inviata da giorgio 11/9/2010 - 12:10
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Blood and Fire

[2006]
Lyrics and Music by Drew Gonsalves
Album: Independence
The year was 1999 A.D.
(continua)
inviata da giorgio 11/9/2010 - 09:56
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1947

sentita questa sera per la prima volta! Commovente, bellissima ... voglio risentirla!
1947
Graziella Porté 10/9/2010 - 22:31
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1 Trillion Dollar$

1 Trilione di dollari(Anti-Flag)
(continua)
inviata da v1k0s 10/9/2010 - 16:15
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Serge Gainsbourg & Jane Birkin: Je t'aime... moi non plus

[1967]
Scritta da Serge Gainsbourg nel 1967 e interpretata con la Brigitte Bardot che poi, a causa del marito Gunter Sachs (forse geloso, forse solo preoccupato dello scandalo che la canzone avrebbe sicuramente suscitato), non volle che fosse pubblicata.

Così Gainsbourg ci riprovò prima con Marianne Faithfull, poi con Valérie Lagrange ed infine con Mireille Darc, ma tutte quante non erano abbastanza “libere” da impegni.
Così la reincise e pubblicò nel 1969 (“année érotique”) con la Jane Birkin (io l’amo!), sua prossima moglie (beato lui!).

Maccome?!? Su queste cicciggì si parla sempre di Liberazione & di liberazioni (dalla guerra, dalla schiavitù, dalla miseria, dai potenti, dallo sfruttamento, dal lavoro,…) e mai di “liberazione sessuale”!?! Rimediamo subito! (Perfidi Admins, mi raccomando, almeno negli Extra, altrimenti domani, che è l’11 settembre, vengo lì e vi tiro giù tutte... (continua)
Je t'aime je t'aime
(continua)
inviata da Bartleby 10/9/2010 - 14:21
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La liberté des nègres

[1794]
Parole del cittadino Antoine-Pierre-Augustin de Piis.
Sull’aria di “Ah! De quel souvenir affreux” composta da François Devienne.
Testo incluso nella raccolta firmata dal citoyen de Piis intitolata “Chansons patriotiques: chantées, tant à la section des Tuileries, que sur le théâtre du Vaudeville”, pubblicata a Parigi nel 1794.
Interpretata da Ogeret nell’album “Marc Ogeret chante la Révolution” del 1989.

Il “16 pluviôse an II”, cioè il 4 febbraio 1794, la “Convention nationale” rivoluzionaria abolì la schiavitù. L’atto era certamente mosso da nobili ideali, eppure non era scevro da un intento meramente utilitaristico. Basti pensare che l’autore, Antoine-Pierre-Augustin de Piis, era il rampollo di una famiglia di coloni francesi che avevano fatto fortuna a Santo Domingo proprio grazie alla schiavitù. Ma alla fine del 700 i loro interessi erano minacciati dagli inglesi che premevano... (continua)
Le savez-vous, Républicains,
(continua)
inviata da Bartleby 10/9/2010 - 11:37
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La Pernette

anonimo
[XV Secolo]
Testo e melodia dal Manoscritto di Bayeux
[1490-1500]
Incisione del testo e della melodia originali:
Vincent Dumestre
Le Poème Harmonique, Aux marches de palais, 1997

[Xvème Siècle]
Texte et mélodie d'après le Manuscrit de Bayeux
[1490-1500]
Enregistrement du texte et de la mélodie originale:
Vincent Dumestre
Le Poème Harmonique, Aux marches de palais, 1997



La Pernette: Dal medioevo al rock psichedelico
di Riccardo Venturi



Il Manoscritto di Bayeux (Bibliothèque Nationale de Paris, Ms. fr. 9346), risalente alla fine del XV secolo, è forse il più importante codice contenente canzoni medievali in lingua francese, sia di corte che popolari. Contenente principalmente canzoni di origine normanda, fu edito per la prima volta in edizione critica da Thédore Gerold nel 1921; tra le 103 canzoni che vi sono contenute, La Pernette, nota anche come La Pernette se lève dalle... (continua)
La Pernette se lève,
(continua)
inviata da Bartleby + CCG/AWS Staff 10/9/2010 - 09:27
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Ne jouez pas aux soldats

[1925?]
Scritta da Paul Dalbret e Léo Félix Lelièvre.
Interpretata dalla cantante Fabienne nel disco collettivo “Chansons de France. 1900: la Belle Époque” (2006)
Testo trovato su Histoire de France en Chansons

Canzone apertamente antimilitarista, cosa non proprio consueta per l’anno in cui fu composta.
Credo che abbia molto a che fare con la vicenda personale di Paul Dalbret. Infatti egli fu dispensato dal servizio militare perché unica fonte di sostentamento della famiglia. Poi però, anche se aveva già 38 anni, fu richiamato all’inizio della guerra. Rimase quasi subito vittima di un attacco col gas mostarda e fu congedato a causa dei gravi danni permanenti subiti. Negli anni della guerra si dedicò alla composizione di canzoni patriottiche ma i suoi polmoni andarono progressivamente peggiorando e fu presto costretto a smettere di esibirsi.
Un’esistenza – come tante allora – marchiata a fuoco dalla insensatezza e dalla ferocia della guerra: forse sta qui la ragione del suo ripensamento al riguardo.
A mon petit garçon pour le jour de sa fête
(continua)
inviata da Bartleby 10/9/2010 - 08:48
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Oh, Freedom!



Nota.. La traduzione è stata sottoposta a revisione il 16.2.2015 dallo Staff del sito. E' stato qui usato l' "artificio dell'asterisco" per annullare la distinzione di genere.
OH LIBERTÀ
(continua)
inviata da Claudia xx 9/9/2010 - 23:17
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All These Things That I've Done

TUTTE QUESTE COSE CHE HO FATTO
(continua)
inviata da Claudia xx 9/9/2010 - 22:56
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Dreams of Peace

SOGNI DI PACE
(continua)
inviata da Claudia xx 9/9/2010 - 20:46

Don't Ask

Non Chiedere
(continua)
inviata da Maria Michelangeletti 9/9/2010 - 16:19

Guerre à la guerre!

[1920]
Parole di Jean Loysel
Musica di Raoul Soler
Testo trovato su Histoire de France en Chansons

Guerra del 1914-1918, bilancio di parte francese: 1,4 milioni tra morti e dispersi, ossia più del 10% della popolazione attiva della Francia di allora…
Aux champs de mort d'une guerre infernale
(continua)
inviata da Bartleby 9/9/2010 - 16:14
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La carcel de Cananea

[1973]
Album “Testimonios rebeldes”

Ci siamo già occupati del grande sciopero che nel 1906 organizzarono i minatori di Cananea, la più importante città mineraria del Messico, nello Stato di Sonora, al confine con gli States… “los mineros que enfrentan al fusil” canta León Gieco nella sua bellissima La memoria.
Riprendo quindi da quella pagina il commento, aggiungendo che quell’episodio, conclusosi con un saldo di 23 manifestanti morti, 22 feriti e centinaia di arresti ad opera dei rangers statunitensi e della polizia rurale porfirista, costituisce di fatto l’inizio della Rivoluzione messicana ed è non a caso chiamato "Cuna de la Revolución".



Le “tiendas de raya” erano gli spacci annessi ad ogni fabbrica o miniera. Erano di proprietà dei padroni, che spesso pagavano i lavoratori non con denaro corrente ma con buoni che potevano essere spesi soltanto nelle “tiendas”… Così quei pochi... (continua)
Voy a dar un pormenor
(continua)
inviata da Bartleby 9/9/2010 - 13:43
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Hey Hey Hurray

[2009]
Album “Roadhouse Sun”


Oh no, don't make a stand, you might piss off the government man
He might put a pistol in your hand, put you on a boat to go play in the sand


“Di’ quello che pensi o finirai pazzo, è tua la scelta.
Per quanto tempo ancora potrai essere d’accordo (con loro), che ci sia davvero bisogno di bombardarli?
Annota le tue parole su di un bong, girati una canna e fumati questa canzone”

[credo che l’ultima frase significhi: “Rilassati e fottitene di quel che dicono ‘sti fascisti”, infatti in America conservatori, guerrafondai, destrorsi e gente di qusta specie sono soliti usare l’espressione “Put down that bong!” ogni volta che sentono parlare di diritti, di pace, di non violenza, cose che loro ritengono da hippies capelloni e drogati…]
Hey hey what can you say you might head out to California
(continua)
inviata da Bartleby 9/9/2010 - 11:49
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Love Can Build a Bridge

"Love Can Build a Bridge" is the title of a song written by Naomi Judd, Paul Overstreet and John Barlow Jarvis, and recorded by American country music duo The Judds. It was released in December 1990 as the second single and title track from their album album of the same name. It was a Top 5 country hit in mid-1991.

It was later covered by Children For Rwanda as a charity single in aid of Save The Children. Although it was unsuccessful, reaching only number 57 in the UK singles chart in September 1994, it was then chosen as 1995's official Comic Relief single. A new version recorded by American singers Cher, Chrissie Hynde, Swedish singer Neneh Cherry and English singer/guitarist Eric Clapton was released and reached #1 in the UK charts for a week.

Declan Galbraith sang the song on his 2002 self-titled debut album. Irish boy band Westlife covered it on their eighth studio album The Love Album.
I'd gladly walk across the desert
(continua)
inviata da Calvin Russel 9/9/2010 - 01:48
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Comanche (the Brave Horse)

Johnny Horton
The battle was over at Custer's last stand
(continua)
inviata da Alan Smithee 9/9/2010 - 00:34
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Tony Blair

Bartleby 8/9/2010 - 22:43
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The Long Black Veil

IL LUNGO VELO NERO
(continua)
8/9/2010 - 22:40
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Je ne hurlerai pas avec les loups

[1982]
Album “Je ne hurlerai pas avec les loups”
Testo trovato nella Bibliothèque Libertaire.

Una lunga spoken-song, scritta a caldo dopo il golpe militare filo-sovietico in Polonia nel 1981 e l’inizio del lungo braccio di ferro tra il generale Jaruzelski e il leader di “Solidarność” Lech Wałęsa.

Un testo a tutto campo: dalla Polonia alla repressione in Francia, dall’imperialismo statunitense alla guerra d’Algeria, dal totalitarismo sovietico ai regimi sanguinari dell’America Latina, dalla rivoluzione iraniana alla dittatura degli ayatollah, dalla resistenza afghana contro i sovietici al fondamentalismo islamico, fino al conflitto in nord Irlanda, per arrivare a concludere che “Non prenderò mai un kalašnikov per imporre le mie idee, la mia legge o il mio credo… Ho troppa paura di avere torto!”
A quoi bon les vers et les rimes
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 8/9/2010 - 12:16
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Dai monti della Savoia

Chanson italienne – Dei monti della Savoia – Fabrizio De André

Avec cette chanson DES MONTS DE MA SAVOIE (fin des années 50), Fabrizio De André retrouve les accents des chansons populaires... En tous cas, elle raconte l'histoire d'un montagnard, un Savoyard, comme il y en eut des milliers et des milliers, contraint de quitter ses montagnes pour le monde des plaines... L'exil savoyard, l'exil des pays de montagne est toujours très important... les gens s'en vont encore dans les villes. Ce n'est pas qu'ils aiment çà, mais la montagne est rude et rugueuse... et elle ne peut entretenir tant de gens et y rester demande une aptitude à la solitude et à la sérénité ; à la lenteur aussi...

Oh, dit Lucien l'âne, cette chanson me va droit au cœur, moi qui comme la plupart des ânes, suis un montagnard exilé dans le monde des gens de plaine. Et je la connais, je l'ai beaucoup parcourue de ce petit... (continua)
DES MONTS DE MA SAVOIE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. (et fier de l'être) 8/9/2010 - 10:31
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Green Shirt

[1979]
Album “Armed Forces”

La descrizione di una sorta di “1984”: controllo mediatico (l’annunciatrice tv che ogni sera trasforma ogni colore in bianco e nero), omologazione (ciascuno indossa la sua maglietta verde militare), repressione (identificazione, intercettazione, tortura) mentre la vita continua apparentemente normale (“But you tease, and you flirt”).
“Quisling” è sinonimo di traditore, e si riferisce a Vidkun Quisling, primo ministro del governo collaborazionista norvegese durante l’occupazione nazista. Quello che non sapevo (e che lo stesso Costello spiega nelle note al brano) è che negli States, soprattutto in Wisconsin, ci sono parecchie “Quisling Clinic”, una catena di cliniche mediche (la prima fondata nel 1931) che appartengono alla famiglia Quisling. Tuttavia il fondatore, Sverre Quisling, sarà stato anche di origine norvegese, ma è nato e morto (a 102 anni!) negli USA per cui non ha avuto certamente nulla a che fare con il nazismo…
There's a smart young woman on a light blue screen
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 8/9/2010 - 09:33
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Abraham Lincoln

Clutch
Oh Abraham Lincoln, carried across the street
(continua)
inviata da Alan Smithee 8/9/2010 - 01:29

Sull’aspro monte

anonimo
[186?]
Canzone sui (o dei) briganti segnalatami dalla (per)fida brigantessa Adriana, amministratrice di queste CCG/AWS.
Testo trovato qui e tratto da “Carlo Antonio Gastaldi - Un operaio Biellese brigante dei Borboni” (Jaca Book, 1989), uno studio di Gustavo Buratti, detto Tavo Burat (1932-2009), giornalista, politico e scrittore biellese che già abbiamo incontrato su queste pagine a proposito della canzone Guarda giù dalla pianura degli Stormy Six.

Nel suo volumetto Tavo Burat scrive che la canzone si riferisce al brigantaggio in Puglia e che gli fu trasmessa da tal Sig. Pirro di Bari nel 1969.


Pasquale Domenico Romano, detto “Enrico la Morte”, in mezzo a due suoi uomini.

Adriana la Brigantessa ha voluto darmi la dritta di questa canzone perché lo studio da cui è tratta (che è si trova pubblicato anche nel volume collettivo Banditi e ribelli dimenticati. Storie di irriducibili al futuro... (continua)
Sull'aspro monte, dentro la foresta
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi & Adriana la Brigantessa 7/9/2010 - 15:21
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Disastro aereo sul canale di Sicilia

Per maggiori info sul disastro aereo di Montagna Longa, potete visitare il seguente blog: montagnalonga.wordpress.com
Luciano 7/9/2010 - 13:26

Les accapareurs

[5 novembre 1888]
Sull’aria della canzone “Le Midi bouge” di Paul-Auguste Arène.
Testo trovato sulla pagina “Jules Jouy: oeuvres choisies” (Canzoni tratte dalle opere "Chansons de l'année", 1888, e "Chansons de bataille", 1889.)

Sulla “Guerre de Cent Mille Ans que les riches font impitoyablement aux pauvres”, come è solito dire il nostro Marco Valdo M.I.… Dedicata ancora una volta ai fascio-mafiosi capitanati da Berlusconi e a tutti quelli che hanno contribuito in opere ed omissioni a mandarci dal culo.
Ma… “Prenez bien garde à vous !
Le peuple tisse
Sa toile, aveugle et sourd,
Et sa Justice
Vous pendra haut et court.”

(Jules Jouy, “Les acaparés”)
A Edouard Drumont
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 7/9/2010 - 10:47

La Carmagnole des corbeaux

[8 février 1885]
Sull’aria del celebre canto della Rivoluzione francese.
Testo trovato sulla pagina “Jules Jouy: oeuvres choisies” (Canzoni tratte dalle opere "Chansons de l'année", 1888, e "Chansons de bataille", 1889.)

Qui sono i corvi a danzare e a gioire pregustando il lauto pasto di carne umana che le cannonate forniranno loro…
A Philippe Gilles
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 7/9/2010 - 10:19

Haut-le-coeur

[5 février 1888]
Sull’aria di “On les guillotinera”, una canzone della Rivoluzione o della Comune, quella che faceva:
“On les guillotinera
Ces cochons des propriétaires,
On les guillotinera
Et le peuple sourira”
Testo trovato sulla pagina “Jules Jouy: oeuvres choisies” (Canzoni tratte dalle opere "Chansons de l'année", 1888, e "Chansons de bataille", 1889.)

Questa canzone racconta una pagina della storia di Francia della fine del XIX secolo ma che mi pare molto attuale, anche per il presente qui in Italia, dove una manica di affaristi fascio-mafiosi - guidata da Berlusconi ma sostenuta anche dalle colpevoli omissioni di un’opposizione imbelle - ha ormai ridotto Parlamento ed istituzioni, e in definitiva il Paese intero, ad una cloaca a cielo aperto.

Nel 1887 scoppiò a Parigi il cosiddetto “scandalo delle decorazioni”. Venne fuori che il deputato del Partito Radicale (centro-destra)... (continua)
A Clovis Hugues.
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 7/9/2010 - 09:30

L'Évangile du patron

[20 décembre 1886]
Estratto dai “Cantici del Capitale” del socialista Henri Tolain
Sull’aria del canto religioso “Jamais tu n'en pourras trop faire”.
Testo trovato sulla pagina “Jules Jouy: oeuvres choisies” (Canzoni tratte dalle opere "Chansons de l'année", 1888, e "Chansons de bataille", 1889.)
A mon ami Corréard
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 7/9/2010 - 08:29

Les irresponsables

[17 avril 1888]
Testo trovato sulla pagina “Jules Jouy: oeuvres choisies” (Canzoni tratte dalle opere "Chansons de l'année", 1888, e "Chansons de bataille", 1889.)
A Léopold LACOUR
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 7/9/2010 - 08:15
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El Presidente

Chanson italienne – EL PRESIDENTE – Modena City Ramblers
LE PRÉSIDENT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. (et fier de l'être) 6/9/2010 - 22:28
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How Many People

Dedicated To The Memory Of Chico Mendes

How Many People
(continua)
inviata da DonQuijote82 6/9/2010 - 16:39
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Per la gloria

(Lavezzi, Bella, Cocciante, Mango, Raf)

Dedicata a Chico Mendes.
Cantata anche da Mango

Questa storia non mi apparteneva
(continua)
inviata da DonQuijote82 6/9/2010 - 16:30

Pour la grève! (A tous les travailleurs de France)

[8 mars 1887]
Sulla melodia della canzone “L’air des pins” di Pierre Dupont.
Testo trovato sulla pagina “Jules Jouy: oeuvres choisies” (Canzoni tratte dalle opere "Chansons de l'année", 1888, e "Chansons de bataille", 1889.)
A mon ami Vialla
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 6/9/2010 - 15:38

La mélinite

[11 janvier 1887]

Sull’aria della canzone popolare “Ça vous coup' la gueule à quinze pas” (immagino che si trattasse di una chanson paillarde, da osteria).
“Couper la chique (o la gueule) à quinze pas” è un’espressione che nell’argot francese ha il significato di “farsi sentire da lontano”, sia come “deflagrazione” (intestinale) che come puzza che ne deriva.

La melinite, scientificamente “acido picrico”, è l’esplosivo che alla fine dell’800 veniva utilizzato per i proiettili d’artiglieria. Fu presto sostituito dal trinitrotoluene (TNT).
A mon ami Henri d'Arsay
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 6/9/2010 - 15:17

Le reveillon des gueux

[26 décembre 1886]
Sull’aria di “Digue, digue, digue, diguedidou” (Cloches de Corneville) [?]
Testo trovato sulla pagina “Jules Jouy: oeuvres choisies” (Canzoni tratte dalle opere "Chansons de l'année", 1888, e "Chansons de bataille", 1889.)
A mon ami Jean Richepin
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 6/9/2010 - 14:56

La chanson de la grève

[8 août 1888]
Sull’aria di “C'est ta poire!”, canto della Comune di Parigi.
Testo trovato sulla pagina “Jules Jouy: oeuvres choisies” (Canzoni tratte dalle opere "Chansons de l'année", 1888, e "Chansons de bataille", 1889.)
A Léopold Dauphin
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 6/9/2010 - 14:41

Victime du travail

[7 juin 1887]
Testo trovato sulla pagina “Jules Jouy: oeuvres choisies” (Canzoni tratte dalle opere "Chansons de l'année", 1888, e "Chansons de bataille", 1889.)
A mon ami A. Oskolowicz
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 6/9/2010 - 14:22
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Bomb The World

"Basta immaginare ciò che accadrebbe, fra la popolazione civile dei centri abitati, quando si diffondesse la notizia che i centri presi di mira dal nemico vengono completamente distrutti, senza lasciare scampo ad alcuno. I bersagli delle offese aeree saranno quindi, in genere, superfici di determinate estensioni sulle quali esistano fabbricati normali, abitazioni, stabilimenti ecc. ed una determinata popolazione. Per distruggere tali bersagli occorre impiegare i tre tipi di bombe: esplodenti, incendiarie e velenose, proporzionandole convenientemente. Le esplosive servono per produrre le prime rovine, le incendiarie per determinare i focolari di incendio, le velenose per impedire che gli incendi vengano domati dall'opera di alcuno. L'azione venefica deve essere tale da permanere per lungo tempo, per giornate intere, e ciò può ottenersi sia mediante la qualità dei materiali impiegati, sia impiegando... (continua)
Bart Pestalozzi 6/9/2010 - 11:39
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Malaunità


“Questa canzone vuole essere una controcelebrazione dei cosiddetti festeggiamenti per l'unità d'Italia - ha spiegato il cantante -. L'undici maggio di 150 anni fa è iniziata la morte del sud, e non solo metaforicamente; quello che i libri di storia scritti dai vincitori non raccontano è il massacro di almeno un milione di meridionali e lo spietato saccheggio economico, commerciale e culturale perpetrato ai nostri danni. Non c'è proprio nulla da festeggiare, almeno dalle nostre parti: viene negata la pura verità dei fatti.”

”il massacro di almeno un milione di meridionali”, dice Eddy Napoli… “Forse esagerano gli storici che, leggendo il Risorgimento in chiave borbonica, sostengono che il Meridione pagò l'Unità con 700.000 vittime. E probabilmente è un impeto di polemica quello che porta Antonio Ciano a ipotizzare un milione di morti. Ma, certo, la parola MASSACRO non è né gratuita né esagerata.”,... (continua)
Nuie simmo figlie d’’o sole e d’’a neve,
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 6/9/2010 - 11:16
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Ninco Nanco

[2009]
Dal dvd “Live in Kaulonia Tarantella Festival 2009”



Se personalmente – benchè io sia un piemontuso verace - provo un vero disgusto al solo pensiero delle celebrazioni di questa nostra falsa “unità d’Italia”, nata dalla violenza e dal sangue, che tra non molto ci investiranno con il loro corredo di retorica patria e napolitanesca (mi riferisco al nostro Presidente, capo di tutti i rètori), beh, non sono certo neppure qui a fare il neoborbonico e a celebrare Ninco Nanco come un partigiano ed uno sfortunato eroe rivoluzionario…
Prima di diventare uno dei luogotenenti più fidati di Carmine Crocco e trascorrere quattro anni a fare letteralmente a pezzi i piemontesi che stavano “convincendo” a suon di massacri le genti meridionali ad aderire “spontaneamente” alla “gloriosa” Unità, Ninco Nanco fu un violento e un tagliagole che finì brigante perché non gli era riuscito di arruolarsi... (continua)
Sarà una spina nel fianco Ninco Nanco quando campa,
(continua)
inviata da Bart Pestalozzi 6/9/2010 - 09:12
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Sans papier

[2004]
Album: Dans la rue
J'ai pas de papier d'après squ'on dit
(continua)
inviata da adriana 6/9/2010 - 07:31
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Dalle belle città (Siamo i ribelli della montagna)

Per quanto io ricordi, e ricordo bene, le formazioni della IV Zona operativa delle Brigate Garibaldi, con le quali mi trovavo, e poi i partigiani prigionieri della IV sezione del carcere di Marassi, quorum ego, la cantavamo in altro modo almeno in parte: "Di giustizia è la nostra disciplina- comunista l'idea che ci avvicina- rosso sangue il color della bandiera- di Stalin noi siam la balda schiera". Oggi così non sarebbe gradita, ma allora, sulle montagne liguri-piemontesi e nelle carceri della Gestapo proprio così le cantavamo. Aggiungo che conosco e cantavamo molte altre canzoni, ma "Bella ciao" proprio no, mai sentita se non dopo la guerra! Saluti
Adriano Vanzetti
Adriano Vanzetti. Milano 6/9/2010 - 00:07
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Isabella di Morra

Chanson italienne – Isabella di Morra – Alessio Lega – 2008

D'abord et avant tout, Lucien l'âne mon ami, je te prie de considérer la belle chose que nous a concoctée Alessio Lega, celui-là même à la voix rocailleuse que tu aimes tant. Une histoire tragique, un drame, l'assassinat d'une de ces belles poétesses qui feraient chavirer tous les cœurs et qui reviennent comme des fantômes quatre cents ans plus tard. Une chanson shakespearienne en diable que l'histoire de l'assassinat d'Isabelle de Morra et de son amant par un mari des plus jaloux et dès lors, des plus stupides qui se puissent être.

Je brûle de la connaître cette chanson et aussi de rencontrer ce joli fantôme, dit Lucien l'âne en frémissant de la tête à la queue.

Juste un mot pour attirer l'attention sur la proche similarité de l'histoire d'Isabelle de Morra (Favale, 1520 – 1546) et de celle de Marie d'Avalos (1560 environ –... (continua)
ISABELLE DE MORRA
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. (et fier de l'être) 5/9/2010 - 23:04
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Terra

Chanson italienne – Terra – Mario Azad Donatiello
TERRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. (et fier de l'être) 4/9/2010 - 23:23
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Les p'tits papiers


Le cri de colère d'Antonio Tabucchi : "Ce serait donc de la faute des Tziganes ?"

Le Monde, 4/9/2010

Depuis plus de dix ans, l'écrivain italien Antonio Tabucchi s'indigne de voir les droits des Tziganes bafoués dans son pays. Le Monde Magazine lui a demandé de réagir à la politique d'expulsions menée par le gouvernement français.

L'initiative de M. Sarkozy d'expulser les Roms de France peut être lue comme le prolongement du dessein politique qui lui avait inspiré le débat sur l'"identité nationale". Le sens de ce débat a été d'emblée très clair : un "blanchissage", une façon de ne pas assumer l'histoire dans son ensemble, la "défécation" de toutes les impuretés que l'histoire de chaque nation comporte forcément, pour bâtir une histoire artificielle comme l'Italie a essayé de le faire ces dernières années. Ce débat a fait un flop parce que, par bonheur, les Français ont de leur identité... (continua)
4/9/2010 - 20:55




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