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Una storia sbagliata

Chanson italienne – Una Storia sbagliata – Fabrizio De André – 1980

« C'est une chanson sur commande, peut-être la seule qui m'ait été commandée. Elle fut demandée par Franco Biancacci, à ce moment à RaiDue, comme indicatif de deux documentaires-enquêtes sur les morts de Pasolini et de Wilma Montesi. À cette époque, si je me souviens bien, j'avais commencé à écrire avec Massimo Bubola le disque qui fut intitulé « L'Indiano » (celui qui a comme couverture ce tableau de Remington qui représente un Indien à cheval).
C'est ainsi que je lui ai demandé de collaborer aussi à ce travail. Je me rappelle que nous décidâmes tout court de faire la chanson sur Pasolini, et pas vraiment parce que la mort de la pauvre Montesi nous indifférait, mais par le fait qu'à nous qui écrivions des chansons, comme je crois de la part de tous ceux qui se sentaient dans un certaine mesure liés au monde de la littérature... (continua)
UNE HISTOIRE FOIREUSE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 5/8/2010 - 21:40
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La Storia

Chanson italienne – La Storia - Subbuglio
(Une chanson pour Amnesty)
L'HISTOIRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 5/8/2010 - 21:27
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Benvenuti tra i rifiuti

[1978]
Album “Suicidio”

Testo trovato qui
Quando cade la notte
(continua)
inviata da The Lone Ranger 5/8/2010 - 15:47
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Il vestito vecchio e brutto

[1975]
Album “I falò di maggio”
Testo trovato qui

E pensare che ci sono ancora tanti sepolcri imbiancati, in doppiopetto o in tonaca, che vorrebbero rimettere le mani sull’utero delle donne, magari cancellando la 194 e sospingendole nuovamente verso l’aborto clandestino così tragicamente descritto in questa bella canzone di Sannucci…
E ho messo il vestito vecchio e brutto
(continua)
inviata da The Lone Ranger 5/8/2010 - 15:33

La morte comincia così

[1975]
Album “La luna e i falò”
Testo trovato qui
La morte comincia così
(continua)
inviata da The Lone Ranger 5/8/2010 - 14:52

Non è tempo...

[1975]
Testo e musica di Nadia Furlon e Mario Acquaviva
Album: Quarto Stato
Lyrics and music by Nadia Furlon and Mario Acquaviva
Album: Quarto Stato



"E' stato uno dei primi gruppi della Cooperativa L’Orchestra, l'etichetta musicale degli Stormy Six. Il loro disco, che prendeva il nome Quarto Stato, uscito nel 1975, ha avuto un certo ruolo nel campo della nuova musica politica, grazie alle numerose esibizioni, sostenute anche all’estero, soprattutto in Germania. Il disco era firmato dai due componenti del Quarto Stato, Nadia Furlon e Mario Acquaviva, che provenivano dalla Commissione Culturale del Movimento Studentesco, e si avvaleva del contributo di musicisti occasionalmente strappati al terreno jazzistico, Gaetano Liguori, Roberto Del Piano. C’erano alcuni pezzi che si elevavano sopra gli altri, Il brigante, Luca Marano (ripresi dalle tradizioni popolari del sud) e Non è tempo...... (continua)
Dedicata ad Antonino.
(continua)
inviata da adriana 5/8/2010 - 14:07
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Il brigante

[1975]
Testo e musica di Nadia Furlon e Mario Acquaviva
Album: Quarto Stato
Lyrics and music by Nadia Furlon and Mario Acquaviva
Album: Quarto Stato



"E' stato uno dei primi gruppi della Cooperativa L’Orchestra, l'etichetta musicale degli Stormy Six. Il loro disco, che prendeva il nome Quarto Stato, uscito nel 1975, ha avuto un certo ruolo nel campo della nuova musica politica, grazie alle numerose esibizioni, sostenute anche all’estero, soprattutto in Germania. Il disco era firmato dai due componenti del Quarto Stato, Nadia Furlon e Mario Acquaviva, che provenivano dalla Commissione Culturale del Movimento Studentesco, e si avvaleva del contributo di musicisti occasionalmente strappati al terreno jazzistico, Gaetano Liguori, Roberto Del Piano. C’erano alcuni pezzi che si elevavano sopra gli altri, Il brigante, Luca Marano (ripresi dalle tradizioni popolari del sud) e Non è tempo...... (continua)
Dedicata ad Antonino.
(continua)
inviata da adriana 5/8/2010 - 13:54
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Neda (You Will Not Defeat the People)

[2009]

Teheran, 20 giugno 2009.
Le elezioni presidenziali in Iran hanno appena confermato il presidente uscente Ahmadinejād, ma l’opposizione e la comunità internazionale denunciano i pesanti brogli commessi. La gente, soprattutto giovani, scende in strada a protestare. Neda Salehi Agha-Soltan ha 27 anni ed è una studentessa in filosofia. Anche lei è in strada a protestare quando, lontano dagli scontri che si stanno verificando, viene colpita a morte da un proiettile sparatole da un basij, un membro dei gruppi paramilitari usati dai pasdaran, i guardiani della rivoluzione khomeinista, per reprimere il dissenso.
L’assassino verrà subito catturato dalla folla e identificato in Abbas Kargar Javid, un basij assai noto.
Le immagini di Neda che muore, con il bel viso coperto di sangue, fanno subito il giro del mondo.
Neda, che in persiano significa “voce”, è oggi il simbolo della voce del dissenso, sempre più soffocata dal regime fascio-clerico-militarista iraniano.
Neda was a young girl
(continua)
inviata da The Lone Ranger 5/8/2010 - 13:11
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Mumia’s Song

[2001]
Album “Mobilize”

Si vedano anche Mumia Abu-Jamal e Mumia Abu-Jamal Was Framed.
Arm in Arm - Fists held high
(continua)
inviata da The Lone Ranger 5/8/2010 - 12:40
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Lager italiani

Storie diverse un'unica realtà
(continua)
inviata da adriana 5/8/2010 - 11:43
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Operation MOVE

[2004]
Album “Fuck World Trade”

MOVE era una comune radicale costituitasi all’inizio degli anni 70 a Philadelphia.
I suoi aderenti erano un po’ fuori di coccia, ma non erano certo dei terroristi, anzi, professavano il ritorno nel continente africano (molti di loro, ma non tutti, erano afro-americani), il rispetto per la natura e gli animali, il rifiuto per la tecnologia… Certo, nel quartiere vittoriano del Powelton Village dove avevano eletto la loro sede, i vicini di casa non erano affatto contenti di quei ragazzi rumorosi e sudicioni, sicchè si rivolsero alle autorità perché i MOVE fossero allontanati. All’epoca molti militanti rivoluzionari preferivano reagire alle aggressioni della polizia piuttosto che subirle… Così fecero i MOVE quando, nel 1978, la polizia di Philadelphia tentò una prima volta di sgomberarli: ci scappò il morto (un poliziotto), e molti MOVE furono sentenziati e... (continua)
Philadelphia
(continua)
inviata da The Lone Ranger 5/8/2010 - 11:13
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The American in Me

[1979]
Nell’EP “Avengers” e poi nell’omonima raccolta del 1983.
Scritta da Penelope Houston
Musica degli Avengers
It's the American in me that makes me watch the blood
(continua)
inviata da The Lone Ranger 5/8/2010 - 09:05
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Rosanera

Version française – ROSANERA – Marco Valdo M.I. – 2010
Chanson italienne (Cosmais) – Rosanera – Davide Van De Sfroos – 2005

Rosanera est une guitare... Elle fait le tour du monde dans les bras d'artistes... On y rencontre Federico Garcia Lorca, le poète assassiné par les franquistes – le 19 août 1936, Django le Manouche et aussi, Woodie Guthrie et Bob Dylan, guitaristes et chanteurs étazuniens, sans doute, Fabrizio De André et d'autres encore....
Elle – comme tous les musiciens populaires – joue pour tous, sans distinction... Sauf, car son nom (Rose Noire) vient d'un trou noir dans sa carcasse, trou causé par une balle de révolver, sauf pour ceux qui tirent des balles dans les guitares et – on peut le supposer – accessoirement, dans les guitaristes. Pour ceux-là, elle refuse obstinément de jouer le moindre son.
ROSANERA
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 4/8/2010 - 21:04
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Tre fratelli contadini di Venosa

bellissima
Omarillo 4/8/2010 - 15:42
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Polizia, una razza da estinguere

Per quello che valgono le vostre azioni...
(continua)
4/8/2010 - 15:31

Centomila disoccupati

[1978]
Album “La Corriera”

Testo trovato su La Musica de L’Altra Italia

“[…] e c'è già chi sorride pensando a una pace di piazze deserte e muri puliti, di silenzi endovena e consensi di tomba, di tecnici automi e poeti a gettoni […]”
Centomila disoccupati
(continua)
inviata da The Lone Ranger 4/8/2010 - 11:47

Via via la polizia!

[1970]
Dall’EP “Pinelli è stato ucciso”
Con Gualtiero Bertelli, Renzo Bonometto, Alberto D'Amico e Luisa Ronchini.
Testo trovato su Il Deposito
Che bella giornata
(continua)
inviata da The Lone Ranger 4/8/2010 - 10:57
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La mia parte

Album: Libertaria

Testo: Maurizio Maggiani e Marco Rovelli
Musica: Marco Rovelli

La mia parte è ispirata a situazioni e personaggi del romanzo Il coraggio del pettirosso di Maurizio Maggiani, e il testo della canzone è stato “congedato” insieme all'autore del romanzo. La comunità a venire è una comunità fatta di singolarità, ognuna delle quali vuole “la mia parte di Dio, la mia parte di anarchia”.
“L'anarchia an se po' dir”, diceva un cavatore, echeggiando inconsapevolmente Cusano e i mistici della teologia negativa. Non si può dire l'anarchia, come non si può dire l'amore. (L'anarchia e l'amore. O l'anarchia è l'amore?). Sono cose che si fanno, e poi si tentano confusamente di raccontare. O, ancora meglio, di cantare.
La mia parte, ovvero il corpo amante. Anarchico e amante.
Nel giardino dei mirti un etiope parlava
(continua)
inviata da adriana 3/8/2010 - 15:38
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Osama Yo' Mama

Osama - yo' mama didn't raise you right
(continua)
inviata da anonymous 3/8/2010 - 03:52
2 agosto 1980, 2 agosto 2010. Il nome di Maria Fresu continua a scoppiare, forse, in ciò che rimane della coscienza civile di questo paese.
Riccardo Venturi 3/8/2010 - 00:04

La Ballade de Miguel

Voici une canzone, una vera lamentazione, un attitu... comme on en fait en Sardaigne pour les morts... Afin qu'ils restent - au moins - dans la mémoire. On le verra dans la canzone, Miguel était un syndicaliste militant, un parmi les autres. Celui que la Camarde (elle s'écrit presque comme une camarade...) est venue chercher l'autre jour... Miguel était - et il le proclamait bien haut et bien souvent - un anar. On ne sait si, pour le monde c'est une gloire, mais pour nous, c'est un honneur.
Un ami part toujours trop tôt
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 2/8/2010 - 23:48
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La pistola

Version française – LE PISTOLET – Marco Valdo M.I. – 2010
Chanson italienne – La Pistola – Giorgio Gaber – 1978
LE PISTOLET
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 2/8/2010 - 22:22

Forse da qualche parte...

Ormai è fatta
liberamente ispirato dall'omonimo racconto autobiografico di Horst Fantazzini.

www.myspace.com/ilcst
www.myspace.com/imagealiveordead
adriana 2/8/2010 - 14:46
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Tu che hai sbagliato tutto

[1975]
Album “Del carcere”

Testo trovato qui

Una canzone che fa il paio con Dalle capre di Claudio Lolli.
Tu che hai sbagliato tutto
(continua)
inviata da The Lone Ranger 2/8/2010 - 10:59
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Padroni

Una vita di lavoro, senza soddisfazioni
(continua)
1/8/2010 - 21:38
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Winds Of Change

[1986]
Lyrics & Music by Rob Lincoln.

"Winds of Change" is a song about right wing governments who hide behind the word 'freedom'.. It's one of my angriest political songs without any humor at all, but that needs some rewriting (the song also has at least two lines that can use replacing. I've put them in parentheses in the lyrics. If you have better lines, please by all means send them along. While the political references are old, the same old stuff is still going on).
I now find that is not the most artistic way of approaching song writing but it can sometimes work. Whether it works here, you be the judge.
I'm posting an old recording from around the time I wrote the song. Lessick & Lincoln did some nice harmonies on this one when we first started out in 1989. This is a scratchy solo tape from 1986. I always thought I wanted to do a flamenco version of this, but I have lost... (continua)
You have many names,
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2010 - 12:29
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Rosanera

"Solo chi spara a una chitarra non ha diritto a una canzone..."
adriana 1/8/2010 - 10:29
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Freedom

[1991]
Lyrics & Music by Rob Lincoln

This one is a true story based on an article I read about a homeless veteran named Jessie Carpenter, who died of exposure just across from the White House in 1990 somewhere around Christmas time... Only played this song one time in public.

Some comments included: "A fine angry, gritty song stripped bare.. I could imagine a little seething electric guitar intermittent or perhaps a dirty harmonica" "Not sure how I feel about this one...Spent a year in Nam myself and lost my best friend during the war in Plieku province. One thing the war taught me was... try your best to keep your children and their children out of it....Both of my children have been spared that in life so far...Who knows what the future will bring...All I know is I didn't have a choice...it was go or go to jail. I got very lucky and was assigned to a very safe base camp in Chu Lai...Well... (continua)
My name is Jesse Carpenter and I fought for freedom
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2010 - 10:16
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Proud

[1992]
Lyrics & Music by Rob Lincoln

"Proud" was inspired after hearing two different widows of Persian Gulf War soldiers give nearly the same interview. It is sadly still relevent today. For those of you familiar with the version on the Lessick & Lincoln CD, this version may surprise you. (Steve Lessick contributed a line or two on this one)

Comments included: "Great anti-war song-maybe even more relevant today." "I checked out Proud. A very sad event in a widow's life. Most people don't know what to say and it's easier to not say anything. I would hate to be the lady, parents or the kids. No dad coming home.

"I caught the emotion sarcasm - keep a stiff upper lip, be proud. What he did for his country and king is to be commended, but I still cry at the needless, senseless loss of life and at the pain of a wife and child not having the man in their life anymore".
She's got the letter now,
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2010 - 09:51
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Born to Follow

[2004]
Lyrics & Music by Rob Lincoln

Written during the height of the Iraq War. How many US soldiers have died since then?
I wonder how many Iraqi civilians died as a result of this war of choice. Do you?
Charlie was a soldier
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2010 - 09:06
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Proud Soldiers

[2010]
Songwriters: Pamme, John Vanselow, Joe Caruso

"I will never forget that night for as long as I live. I had fallen asleep in front of the TV only to awaken to the harsh and grim reality of war. There before me was the war torn and courageous face of Lt. Jeffrey N. Zaun. Having been too young to appreciate the Vietnam War, I was forced to confront unfamiliar emotions. The images of helplessly brutalized POW's haunted me. As their eyes cried out to embrace their country, I knew in my heart their terror had just begun.
I then realized that through music, I could find the solace I was so desperately in search of. What follows was a labor of love; a reaching out to the soldiers and their families in an attempt to offer comfort in these trying times of sacrifice. With the help of friends and producer Jimmy Hotz, what began in a moment of inspiration has now become a song of hope, in the... (continua)
Shot down from grace,
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2010 - 08:53
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Union Makes Strong

[2010]
Lyrics & Music by David Rovics
Album: Ten New Songs

"I was just fiddling around on the guitar one day and this is what came out. I was thinking of stories Bob and Jo Steck used to tell about the 1930's in their respective homes – Bob in Iowa and Jo in New York City. I suppose this song represents the most fundamental message I and others like me are trying to communicate – in union we can achieve anything".
Back in the Depression - farmers held the line
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2010 - 08:47
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Little Drummer Boy

[2000]
Lyrics & Music by Rob Lincoln

"This spooky song -about a drummer boy fighting for the Union- came to me in less than 5 minutes and was never played again – until now".
On a sun streaked day
(continua)
inviata da giorgio 1/8/2010 - 08:43

M'affaccio alla finestra

anonimo
Canzone risalente alla prima guerra mondiale. Testo raccolto nel 1976 da Corrado Lampe e Pietro Lolletti a Lanuvio (Castelli Romani, Provincia di Roma). Veniva cantato dalle braccianti del luogo nel primo dopoguerra.
M'affaccio alla finestra
(continua)
inviata da Corrado Lampe 31/7/2010 - 22:34
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Alice's Restaurant Massacree

Alice's Restrurant is translated into Danish and sung by Per Juul, 1969. Triola TDL 219. In 1981 Juul made a new and much better recording of the song: Per Juul i live i Alice's Restaurent on EMI.
Holger Terp 31/7/2010 - 14:00
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Livorno popolare

[2004]
Album: Aumenta La Rabbia
La Livorno che conosciamo sta cambiando
(continua)
inviata da giorgio 31/7/2010 - 09:20
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Spezza le catene

[2004]
Album: Aumenta La Rabbia
Da ogni parte dello stivale
(continua)
inviata da giorgio 31/7/2010 - 08:32
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The Night Chicago Died

(1974)
Daddy was a cop
(continua)
inviata da Beavis 31/7/2010 - 04:03
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Twilight Zone

Album: Cut - 1982
Somewhere early morning in hotel room
(continua)
inviata da Beavis 31/7/2010 - 01:40
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Manhattan

Shakey Davey's got a twelve gauge in his hand
(continua)
inviata da Anonymous 30/7/2010 - 23:11
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Pocahontas

POCAHONTAS
(continua)
inviata da Francesco Costa 30/7/2010 - 18:24
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America The Beautiful

AMERICA, LA BELLA
(continua)
inviata da Francesco Costa 30/7/2010 - 17:56

Mea culpa

Album: Libertaria


Dal libretto dell'album
Céline, nel suo pamphlet Mea culpa, scritto nel 1936 di ritorno dalla Russia dov'era andato a riscuotere i diritti d'autore del Viaggio al termine della notte (il romanzo di Bardamu), gridava con rabbia come in quel paese l'uomo fosse asservito al lavoro,fosse diventato mera appendice della macchina produttiva, né più né meno che in Occidente. Da quel momento, il “Bardamu” in carne e ossa si diede alla sua deriva delirante, carica d'odio per l'umanità.
Due anni prima Henry Miller aveva scritto nel Tropico del capricorno: "Il lato buffo di tutti questi sistemi di governo utopistici è che continuano a promettere di liberare l'uomo… ma anzitutto cercano di farlo funzionare come un orologio caricato per otto giorni. Chiedono all'individuo di diventare schiavo per rendere possibile la libertà del genere umano. E' una strana logica. Non dico che il... (continua)
Giù la testa
(continua)
inviata da adriana 30/7/2010 - 13:48
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Shock And Awe

Una piccola nota per contestualizzare: la canzone è una denuncia contro la guerra in Iraq, guerra che si sarebbe potuta evitare, se ci si fosse fermati a riflettere quando ce n'era la possibilità, guerra che doveva essere una Shock&Awe (guerra lampo) ma che ha portato migliaia di morti e 'milioni di lacrime'.
GUERRA LAMPO
(continua)
inviata da Francesco Costa 30/7/2010 - 12:12
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Не стреляй

C'è un errore di logica rispetto all'originale russo che io conosco molto bene... nell'ultimo verso qui si scrive "he implored that boy for one thing" o qualcosa del genere, ma in realtà non è lui che implora il ragazzo, è il ragazzo che implora lui, come è abbastanza chiaro dall'originale e del resto è anche ovvio...
Francesco 30/7/2010 - 12:11
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Lost John

[1940]
Nella raccolta “Chain Gang Blues” (1976)

Nel corso della sua carriera Sonny Terry collaborò con grandi artisti come Blind Boy Fuller, Brownie McGhee, Cisco Houston e Woody Guthrie. E proprio con questi ultimi due registrò negli anni 40 parecchie canzoni. “Lost John” è presente infatti nell’album “Struggle” di Woody Guthrie, realizzato nel 1976 dalla Folkways Records.

Sulle “chain gangs”, le squadre di detenuti alla catena costretti a lavorare dall’alba al tramonto sulle strade, nei campi e nelle cave di pietra in tutti gli States fino alla metà degli anni 50, si vedano anche Another Man Done Gone, Chain Gang, Cryin' Who? Cryin' You! (Part I & II), Nine Foot Shovel e No More Chain Gang. Il sistema delle “chain gangs” era una fonte inesauribile di manodopera a costo zero e, considerato che i neri sono sempre stati la maggioranza della popolazione carceraria, un modo per perpetrare lo schiavismo anche decenni dopo la sua abolizione.
Gonna tell you the story
(continua)
inviata da The Lone Ranger 30/7/2010 - 11:29
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La pistola

L'Italia della violenza a mano armata
Dieci milioni di armi e pochi controlli
Dalla cronaca delle ultime settimane una sequenza tragica: impiegati licenziati e amanti frustrati che sparano e uccidono. Una famiglia su sei possiede pistole o fucili. Ai poligoni gente di ogni tipo, operai e avvocati. Ma l'Europa impone norme sempre più severe
di MEO PONTE

da Repubblica online

GLI ULTIMI spari a Loreto. Due donne uccise e una terza ferita dalla pioggia di proiettili calibro 7,65 esplosi da Claudio Alberto Sopranzi, guardiano di camping e uno dei trentamila italiani legittimati al possesso di una pistola. Un altro era Paolo Iacconi, il rappresentante che il 23 luglio ha ucciso i suoi ex datori di lavoro a Massarosa e poi si è suicidato: aveva il nulla osta per detenere armi, ma solo in casa, nonostante lunghi ricoveri in clinica per depressione. E ancora: Riccardo Regazzetti che ha usato... (continua)
daniela -k.d.- 30/7/2010 - 10:39
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Angelita di Anzio

Conosco questa storia e la canzone fin da bambina, mio papà me la raccontava sempre e quando non lo faceva ero io a chiederglielo, senza stancarmi mai, perché niente deve
andare perso! A mia volta anch'io l'ho raccontata.
Ho risentito casualmente la canzone qualche giorno fa e
per me è sempre come la prima volta: una struggente emozione.
Vania 29/7/2010 - 22:35
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Perché non ci vai tu

Peggio di così non poteva finire ... chissà quanti altri morti ci saranno pur sapendo che questa guerra è gia stata perduta... i governi sono come i giocatori incalliti ....perdono, perdono , ma continuano a giocare sperando nel miracolo ...però non considerano che al posto del denaro ci sono esseri umani e ancora di più : non hanno figli né persone care in quei luoghi dove il binomio morte - vita sono inseparabili.

da Il Messaggero
RC 29/7/2010 - 17:13

Inno dei lavoratori (Canto di guerra)

[1892]
Sull’aria de “La Marsigliese”.
Testo trovato su la Musica de L’Altra Italia

Canzone scritta da Gori nel carcere di San Vittore, a Milano, arrestato per la sua partecipazione alla manifestazione del Primo Maggio durante la quale, come capitò ogni anno nel decennio 1888-1898, era scoppiato l’ennesimo duro scontro tra lavoratori e polizia.
O proletari che braccio e pensiero
(continua)
inviata da The Lone Ranger 29/7/2010 - 14:59

Canto del prete Kassam

[1971]
Canzone della Resistenza palestinese, tradotta da Dario Fo e inserita nel suo spettacolo "Fedayn, La rivoluzione del popolo palestinese attraverso la sua cultura e le sue canzoni”

Il prete Kassam altri non è che ‘Izz al-Dīn al-Qassām (1882-1935).

Colui che oggi da il nome al braccio armato di Hamas e pure ai razzi che da Gaza spesso piovono sulle città israeliane come Ashkelon e Sderot è stato un guerrigliero di origine siriana che combattè contro i colonialisti di varia nazionalità, prima contro gli italiani invasori della Libia, poi contro i francesi che volevano papparsi la Siria e infine contro i mandatari britannici e i sionisti in Palestina.
Non morì impiccato, come si dice nella canzone, ma cadde in una battaglia contro gli inglesi nei pressi di Jenin.
Fu certamente una figura controversa, per il suo radicalismo religioso, per i suoi rapporti – invero piuttosto difficili... (continua)
Prete Kassam
(continua)
inviata da The Lone Ranger 29/7/2010 - 13:38
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Giải phóng Miền Nam

LIBERATE THE SOUTH
(continua)
inviata da The Lone Ranger 29/7/2010 - 12:34




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