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Prima del 2010-8-20

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The Star Spangled Banner

There will never be a better guitarist than Jimi
Hollie 20/8/2010 - 21:28
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Para que nunca más

[1980]
Album: Canto + Vida
Al contemplar tu mirada tan triste
(continua)
inviata da adriana 20/8/2010 - 15:27
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Estadio Chile

Bartolomeo Pestalozzi 20/8/2010 - 14:43
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Grito serás del continente

[1976]
Album “Isabel Parra de Chile”
Testo trovato su Cancioneros.com

Canzone dedicata al fratello Ángel Parra, che nel 1973, subito dopo il golpe, fu arrestato e rinchiuso dapprima nello Stadio nazionale a Santiago per poi essere trasferito nel terribile campo di concentramento di Cachabuco, vicino ad Antofagasta, dove fu detenuto per un anno fino al momento della sua espulsione dal Cile.
A Cachabuco Ángel Parra continuò, nonostante tutto, a comporre canzoni, alcune delle quali furono anche registrate clandestinamente da lui insieme ad altri prigionieri e si trovano nel disco intitolato “Cachabuco” del 1975.
Digo que exilio es estar solo
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 20/8/2010 - 14:20
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El barzón

[1920]
Album “Cancionero popular mexicano (vol. 1)”, 1980.
Scritta da Miguel Muñiz

“Barzón” è il collare in legno che veniva posto al collo delle bestie da traino per tirare l’aratro.
In Messico, con l’avvento dell’era del neoliberismo selvaggio e la sottoscrizione del cosiddetto NAFTA (l’accordo di libero scambio tra USA, Messico e Canada), contadini e piccoli proprietari, espropriati delle loro terre e ridotti alla fame da latifondisti e multinazionali, si organizzarono nel movimento sociale “El Barzón” il cui motto è “Debo, no niego, pago lo justo” e il cui inno è proprio questa canzone popolare risalente all’epoca della Rivoluzione o, meglio, a quella del post-Rivoluzione, quando le speranze di una vera e generalizzata riforma agraria si infransero sul muro della restaurazione…
Inutile dire che “El Barzón” fu tra le prime organizzazioni sociali ad appoggiare apertamente l’insurrezione neo-zapatista dei nativi del Chiapas nel 1994.
Esa tierras del rincón
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 20/8/2010 - 13:26
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Il vecchio e il bambino

Io lessi, da qualche parte,che questa canzone gli venne ispirata da un racconto di Jack London, il titolo del racconto è "Il morbo scarlatto".
L'ho cercato a lungo finché l'ho trovato e vi assicuro che la canzone lo interpreta alla perfezione.
gigabriel 20/8/2010 - 11:37
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El fusil del poeta

[2009]
Album “Seis Poemas”
Parole e musica di Chabuca Granda
Mientras jugó la guerra de los niños
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 20/8/2010 - 10:56

Johannesburgo

[1960]
Album “Décimas y poemas” (poi anche in “Cumanana” del 1970)

“…Quando a Johannesburg arriverà la resa dei conti voglio esserci, dobbiamo esserci tutti, figli di madre negra! Con la voce ancestrale, il machete in pugno e la parola elementare: fratello…”
Al maestro Nicolás Guillén
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 20/8/2010 - 10:32
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Ritmos negros del Perú

[1959]
Album “Nicomedes Santa Cruz y su conjunto Kumanana”

La “Décima” è una forma di declamazione poetica tradizionale del Perù. La Décima peruviana – di cui Nicomedes Santa Cruz è stato il più grande interprete – può a buon diritto ritenersi precursiva del “poetry slam” e pure del rap, anche se non sempre era accompagnata dalla musica.
La dedica che precede il brano è un omaggio a colui che viene definito “El Patriarca de la Música Negra”, il chitarrista, cantante, ballerino, percussionista e poeta peruviano Porfirio Vásquez (1902-1971)
A don Porfirio Vásquez
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 20/8/2010 - 10:03

Il maestro guerrafondaio

Parole e musica di Gino Negri; manoscritto inedito, databile al 1969 circa; canzone inclusa in un spettacolo (probabilmente mai rappresentato) intitolato La dolce guerra.
(Marco Moiraghi)
C’era il maestro Huber:
(continua)
inviata da Marco Moiraghi 20/8/2010 - 08:58

Kissinger et son prix Nobel de la paix

E costui sarebbe il novello Premio Nobel per la Pace?

La guerra nell'ombra dell'America di Obama

di Christian Rocca

da Il Sole 24 Ore del 17 agosto 2010

NEW YORK - L'America di Barack Obama, il paese del presidente Nobel per la pace 2009, sta conducendo una guerra segreta, oltre a quella palese in Afghanistan e Iraq, in una dozzina di paesi stranieri e in due continenti....

***

BOMB SHELL BARACK

da Infowars.com

Barack Obama

Il giornalista investigativo Wayne Madsen dimostra in questa sua accurata inchiesta come il presidente USA Barack Obama sia il prodotto di una "intelligence community", cioè un uomo della CIA cresciuto in una famiglia le cui figure principali (padre, madre e patrigno) sono sempre stati sul libro paga della più potente agenzia di spionaggio del mondo.
Se qualcuno aveva ancora la speranza che qualcosa fosse cambiato dopo l'era dei Bush...
Bartolomeo Pestalozzi 19/8/2010 - 22:56
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No Shame in Cryin'

I'm trying to bring attention to the plight of the
returning veterans of Iraq and Afghanistan. PTSD & suicide rates are epidemic. Please listen to my song: "No Shame In Cryin." I'm trying to get anyone to listen to this and play it for our returning troops no matter what your political beliefs. The song is about an older veteran (I'm a Vietnam medic vet) talking to the younger guys just returning to get the help they need. My songs are free and down loadable on various web sites through CD title: Walt Cronin - California I Gotta Run
Peace On Earth ( it's not a seasonal thing )
Walt Cronin
www.thegousters.com
http://airplaydirect.com/music/waltcronin/ (songs,lyrics and notes) No Shame In Cryin' ( song # 6 )
I say to my brothers much younger than me
(continua)
inviata da Walt Cronin 19/8/2010 - 17:41
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Perché non ci vai tu

"Againistan"
Bartolomeo Pestalozzi 19/8/2010 - 16:19
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No sé el perquè de les guerres

[1966]

Guillermina Motta è stata una protagonista del movimento della Nova Cançó catalana e membro del collettivo “Els Setze Jutges” di cui fecero parte anche artisti come Francesc Pi de la Serra, Joan Manuel Serrat, Maria Del Mar Bonet e Lluís Llach, solo per citare i più noti.
Testo trovato su Cancioneros.com
De política no hi entenc prou,
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 19/8/2010 - 15:29
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Pisagua 1973

[1993]
Album :Pisagua 1973

Sul campo di concentramento di Pisagua si veda l'introduzione di Riccardo Venturi alla canzone La patria prisionera degli Inti Illimani.

(Bartolomeo Pestalozzi)
Con el puño en alto
(continua)
inviata da adriana 19/8/2010 - 15:23
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El banquerito

[1969]
Album “Canciones funcionales/Ángel Parra interpreta a Atahualpa Yupanqu”
Testo trovato su Cancioneros.com
Está sufriendo el banquero,
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 19/8/2010 - 14:30
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Pisagua

Album : Gritos de mimo

Musica: Los De Marras
Letra: Hector Pavelic
Sul campo di concentramento di Pisagua si veda l'introduzione di Riccardo Venturi alla canzone La patria prisionera degli Inti Illimani.
(Bartolomeo Pestalozzi)
Pisagua siempre Pisagua
(continua)
inviata da adriana 19/8/2010 - 14:25
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Por qué no te quedas en casa

[199?]
Canzone inedita, una delle prime scritte da Serrano, senza dubbio ispirata ad una celebre frase del poeta uruguayano Mario Benedetti, quando suggerì di andare oltre al “Yankee go home!” e suggerì di sostituirlo con “Yankee STAY home!”.
A veces me pregunto por qué el Imperio
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 19/8/2010 - 14:23
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La bala

[1972]
Scritta da Víctor Jara su di una melodia popolare venezuelana.
Nell’album “La población”, così come ristampato nel 2001 con l’inclusione di alcuni inediti – come questa “La bala” - non presenti nel disco originale.

“La población” è un progetto, che Víctor Jara volle realizzare con un amico e collaboratore, il drammaturgo Alejandro Sieveking, una “cantata” – un “concept album” si dice oggi – dedicato alla nascita di una delle tante “poblaciones” – appunto – i “barrios” illegali che a partire dal 1957 cominciarono a costituirsi nell’area metropolitana di Santiago del Cile in seguito ad ondate successive di occupazioni attuate da masse di senza tetto e diseredati. “La Victoria”, situato nel comune di Pedro Aguirre Cerda ed occupato nel 1957, fu il primo di questi insediamenti, il primo in Cile e in tutta l’America Latina.
Dieci anni dopo fu la volta della “toma” (la “conquista”)... (continua)
Voy a contarles la historia
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 19/8/2010 - 13:23
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Nana a una niña de Vietnam

[1975]
Album “La Nueva Canción”
Scritta da Carlos Francisco Elías e Víctor Víctor, dominicano come l’interprete.
Testo trovato su Cancioneros.com
Niña, niña de Vietnam,
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 19/8/2010 - 10:50

Carta hallada en la camisa de un soldado norteamericano muerto en Vietnam. Junio, 1972

[1972]
Testo trovato su Cancioneros.com
Cuando me escribiste ya no estaba allí.
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 19/8/2010 - 10:32
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Salvatore Giuliano

E' una canzone molto bella. Ascoltandola si prova una forte emozione e viene il desiderio di ricominciare a lottare per la giustizia vera e la vera libertà. Forse non abbiamo abbastanza fame.
Laura
laura 18/8/2010 - 23:33
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Un final felíz

[2007]

cover

Scritta da Leo Maslíah, musicista e scrittore di Montevideo.

“Canción del gran compositor y autor uruguayo Leo Maslíah. Lo conocimos en un concierto en un Pub de Santiago. Nos envió por Email su canción e inmediatamente la montamos. Con su ironía característica muestra el terrible problema de la impunidad frente a las atrocidades de la guerra sucia en los países del cono sur, en la que todo se ha dado por resuelto con una mera promesa de los militares y de la policía de no volver a cometer estos actos nunca más.” (Quilapayún)
Esta es una historia que tiene un final feliz
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 15:49
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Dónde está la que quiero

[2007]
Album “Siempre”

Scritta da Luis Advis.

“Canción que pertenece a la obra de Luis Advis ‘Sinfonía de los tres tiempos de América’ escrita en homenaje a los desaparecidos y que nosotros mismos grabamos en España junto a la cantante Paloma San Basilio en un disco editado en 1986. En la obra, las partes solistas las cantaba ella, en esta nueva versión, nosotros hacemos todo.” (Quilapayún)
¿Donde está la que quiero, donde está?
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 15:42
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Rumba por la paz

[2007]
Album “Siempre”

Scritta da Sebastián Quezada, percussionista formatosi a Cuba. Si è unito ai Quilapayún nel 2005.

"Omo Añá" en yoruba quiere decir “hijo de Añá”. “Añá” es la entidad que vive dentro del tambor consagrado "batá", con el cual se celebran las fiestas de santo en la santeria. Regino, mi maestro, era un Omo Añá de los mas respetados de Cuba, y luego, del mundo. Los batás se han repartido mucho por el Caribe, México, Estados Unidos, Venezuela... Por razones musicales me hicieron una ceremonia de lavarme las manos para que tenga la posibilidad de tocar esos tambores consagrados. Se trata de una ceremonia Africana dura, con muchos cantos y ojos vendados y penitencias, etc. No soy Omo Añá, pero tengo las manos lavadas. Yo hice eso por tocar y cantar esa música y no por razones religiosas. Los grandes músicos tamboreros lo entendieron bien y me han apoyado. Así es el cuento africano de mi vida.” (Sebastián Quezada)
Andando por todo el mundo
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 15:36
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Sacco y Vanzetti

[1928]
Album:.Los Anarquistas ~ 1904-1936
Marchas y canciones de lucha de los obreros anarquistas argentinos

Testo reperito in questa pagina
Recitado:
(continua)
inviata da adriana 18/8/2010 - 13:54
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Canción para Víctor Jara

[1979]
Album “Umbral”
Scritta da Eduardo Carrasco
Yo no tenía voz
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 13:27
Percorsi: Víctor Jara
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Arriba en la cordillera

[1965]
Parole e musica di Patricio Manns.

Forse la canzone più famosa di Patricio Manns…
Qué sabes de cordillera
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 13:16
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A la mina no voy

Dal 5 agosto scorso 33 minatori sono bloccati ad oltre 300 metri di profondità in una miniera di rame e oro a San José, nella regione di Atacama a nord del Cile. Ieri le sonde dei soccorritori si sono dovute fermare a 350 metri per l’improvviso distacco di un “frammento” di roccia, un monolito di 700 tonnellate costituito da materiale impenetrabile per durezza.
Si dispera ormai di trovare qualcuno ancora in vita.

I gruppi musicali cileni Quilapayún, Inti Illimani e Los Tres hanno deciso di riproporre “A la mina no voy” in solidarietà ai lavoratori intrappolati nelle viscere della terra.
(fonte: Cancioneros.com)

Questa nuova versione della canzone è scaricabile sulla pagina creata apposta dal “conjunto”.
Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 12:52
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Las ollitas

[1977]
Album “La marche et le drapeau - Anthologie de chansons inédites”
Scritta da Sergio Ortega

Questa canzone, scritta dal compositore e pianista cileno Sergio Ortega, ironizza sui “cacerolazos” (protesta di piazza fatta percuotendo pentole e tegami) che la destra cilena (Democrazia Cristiana e i fascisti del Partito Nazionale e di Patria e Libertà) organizzavano ad ogni piè sospinto contro il governo di Allende.
Quella che in tempi più recenti, in America Latina ma anche in Islanda, per esempio, è diventata una forma consueta di espressione del dissenso popolare per la politica economica di questo o quel governo, fu inaugurata in Cile nel 1971 proprio dalla destra che – come dice la canzone – se in piazza batteva sulle pentole vuote, a casa le pentole più grosse le aveva ben piene di ogni bendiddio, con riferimento al boicottaggio contro Allende attuato dalla borghesia e dagli oligarchi... (continua)
La derecha tiene dos ollitas
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 11:26
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General Prats, usted tenía razón

[1977]
Album “La marche et le drapeau - Anthologie de chansons inédites”
Scritta da Eduardo Carrasco e Guillermo Oddó

Carlos Prats fu nominato comandante in capo dell’esercito cileno nel 1969 dal presidente Frei in sostituzione di René Schneider Chereau, assassinato da un gruppo di militari golpisti, con il supporto della CIA, per essere un soldato fedele alle istituzioni.
Nel 1974 Carlos Prats fece la stessa fine del suo amico Shneider, e per lo stesso motivo: la lealtà verso le istituzioni democratiche. Allende aveva voluto Prats non solo come capo dell’esercito ma anche come ministro della difesa e vice-presidente e Prats gli fu leale fino alla fine ma, travolto dai continui attacchi, anche fisici, che gli venivano dagli ambienti militari più reazionari, fu costretto a dimettersi da ogni incarico nell’agosto del 1973, raccomandando ad Allende il suo “fidato” vice, tal Augusto Pinochet... (continua)
A la rosa de la aurora
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 10:40
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Tío Caimán

A quanto mi risulta, i primi a registrare questa canzone scritta da Carlos Francisco Chang Marín non furono gli Inti-Illimani ma i Quilapayún nel loro album "Quilapayún Cuatro" del 1970.
Quindi è forse a loro che il brano dovrebbe essere attribuito...
Bartolomeo Pestalozzi 18/8/2010 - 08:47
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Guanajuato

[2009]
Lyrics and Music by David Rovics
Album: Ten Thousand Miles Away


A song for one of the hundreds of would-be Mexican immigrants who die of thirst on the US-Mexico border every year..
I was raised in Guanajuato
(continua)
inviata da giorgio 18/8/2010 - 08:44
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Between the Walls

[1997]
Lyrics by Klak Guguilje
Music by S-cuk Gogs
Album: Demo [2007]

The song is main about the border issues through not only "Natives' view", but also a Latin... Since after all Latins, Hispanics, etc. are natives too, if you know what has happen to the Aztec, Mixtec, Zapotec, Mayan, Incas, Tainos, etc. history..
They marked a line right through our land,
(continua)
inviata da giorgio 18/8/2010 - 08:27
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Hello Mama

[Mama]
(continua)
inviata da The Great Cornholio 18/8/2010 - 04:45
Percorsi: Guantanamo Bay
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Bologna '77

Erri De Luca e Gianmaria Testa per Giorgiana Masi e Carlo Giuliani

adriana 17/8/2010 - 15:26
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El Plan Leopardo

[1975]
Album “Adelante!”

Scritta da Willy Oddó, membro dei Quilapayún, sulla base del racconto di un anonimo testimone su quello che la DINA, la polizia politica di Pinochet, battezzò “Plan Leopardo”, una trappola tesa all’indomani dell’11 settembre ai militanti di sinistra che, soprattutto nel sobborgo di Santiago denominato La Legua, si erano opposti armi in pugno al golpe fascista.
In un primo momento i servizi segreti rilasciarono gli attivisti arrestati, ma poi infiltrarono a La Legua alcuni agenti che si finsero reclutatori di una qualche organizzazione armata di sinistra e riuscirono così a mettere le mani sui capi della resistenza. Pedro Rojas, Luis Orellana Pérez, Alejandro Gómez Vega, Carlos Cuevas e Luis Canales, tutti militanti comunisti del comitato locale “Galo González” di La Legua, furono arrestati dalla DINA tra il 18 e il 20 di dicembre del 1973 e condotti in uno dei... (continua)
Un día triste y oscuro
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 17/8/2010 - 14:36
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Al vent

Grazie mille, Alessandro!La vostra dedizione mi ha toccato il cuore.
Gustavo Sierra Fernández 17/8/2010 - 14:27
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Malembe

[1975]
Album “Adelante!”

“Malembe”, o “maleme”, è un termine di origine africana (bantu?) usato in molti paesi dei Caraibi, in Brasile e in Venezuela ma non sono riuscito a risalire al significato preciso. “Malembe” può essere un saluto, un augurio di buona giornata, ma in Venezuela significa anche “andare lentamente” e indica anche un tipo di danza praticata nel corso di certe feste sincretiche, come il “Tamunangue” o “Son de Negros” che si tiene nello Stato del Lara. “Maleme” può significare anche “misericordia”, quella invocata in tante canzoni popolari dal vecchio nero che ha trascorso l’intera esistenza in schiavitù…
Credo che in questa canzone dei Quilapayún – di cui essi stessi indicano l’origine cubana - il “Malembe” assuma la valenza dello spirito del popolo che soffre ma che sempre si ribella e colpisce i propri oppressori.
Aquí traigo mi Malembe
(continua)
inviata da Bartolomeo Pestalozzi 17/8/2010 - 13:21




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