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Prima del 2010-4-15

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Οι μέρες είναι πονηρές

Στίχοι: Νίκος Γκάτσος
Μουσική: Μάνος Χατζιδάκις
Πρώτη εκτέλεση: Μανώλης Μητσιάς
Απò “Ἀθανασία”, 1970

Testo: Nikos Gatsos
Musica: Manos Hatzidakis
Prima esecuzione: Manolis Mitsias
Da “Athanassia” (Immortalità) – 1970
Γυναίκα σκύψε τo κεφάλι
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 15/4/2010 - 23:03
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Μπαρμπαγιάννη Μακρυγιάννη

Barbagiánni Makrygiánni
[1974]
Στίχοι: Νίκος Γκάτσος
Μουσική: Σταύρος Ξαρχάκος
Πρώτη εκτέλεση: Νίκος Ξυλούρης
Versi: Nikos Gatsos
Musica: Stavros Xarchakos
Primo interprete: Nikos Xylouris


Ιωάννης (Γιάννης) Μακρυγιάννης (Yannis Makriyannis), fu un importante generale nella riscossa antiottomana del 1821, che portò all’indipendenza di una parte della Grecia e alla formazione dello Stato neogreco.
La sua figura è rilevante non solo sul piano militare e politico, ma anche su quello della cultura neogreca, poiché, nonostante la sua pressoché nulla formazione letteraria, riuscì a scrivere un libro di memorie, la cui lingua “δημοτική” (dimotikì, detta anche “μαλλιαρά”, cioè la “pelosa”, la “capellona”, l’ “incolta”, come la chiamavano con sprezzo i fautori della “καθαρεύουσα”, cioè della lingua “purificata”. Si leggano in proposito le esilaranti, ma precise pagine di Alberto Savinio... (continua)
Μπαρμπα-Γιάννη Μακρυγιάννη
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 15/4/2010 - 22:42
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Ελλάδα Ελλάδα

Elláda Elláda
[1979]
Στίχοι: Νίκος Γκάτσος
Μουσική: Δήμος Μούτσης
Πρώτη εκτέλεση: Μανώλης Μητσιάς
Απò: “To Δρομολόγιο”

Versi: Nikos Gatsos
Musica: Dimos Moutsis
Primo interprete: Manolis Mitsias
Dall'Album "To Δρομολόγιο/Itinerario"

Si legge "Grecia Grecia", e si percepisce che il grido di dolore di Gatsos (e Moutsis) è perfettamente adattabile ad ogni paese attuale. Potrebbe essere "Italia, Italia", "Francia, Francia", "Portogallo, Portogallo". Speranze, generazioni, persino rivoluzioni affogate tra l'indifferenza, il calcio, la sporcizia, il razzismo, l'idiozia. In questi giorni in cui la Grecia è sull'orlo di un baratro accuratamente preparatole e servitole dal sistema "economico" europeo e internazionale, una canzone che diventa di un'attualità assolutamente spaventosa. [CCG/AWS Staff]
Που πήγαν οι μέρες, που πήγαν οι μήνες που πήγαν τα χρόνια.
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 15/4/2010 - 22:10
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Μάνα μου Ελλάς

Στίχοι: Νίκος Γκάτσος
Μουσική: Σταύρος Ξαρχάκος
Πρώτη εκτέλεση: Νίκος Δημητράτος
Άλλες ερμηνείες: Γιώργος Νταλάρας, Γλυκερία
Απὸ τὴν ταινία "Ρεμπέτικο" τοῦ Κώστα Φέρρη – 1983

Versi: Nikos Gatsos
Musica: Stavros Xarchakos
Primo interprete: Nikos Dimitratos
Altri interpreti: Yorgos Dalaras, Glykeria
Dal film "Rebetiko" di Kostas Ferris - 1983


La canzone fu scritta per il film "Rebetiko" di Kostas Ferris e si riferisce, propriamente, alla sciaguratissima avventura nella quale i circoli militaristi e l'opinione pubblica, fanatizzata dalla cosiddetta "Μεγάλη Ιδέα" (la Grande Idea panellenica, di riconquistare ai Turchi i territori che erano già appartenuti e Bisanzio, se non ad Alessandro Magno), si imbarcarono cercando di approfittare della sconfitta e della caduta dell'Impero Ottomano alla fine della Prima Guerra Mondiale. Ne conseguì una delle più profonde ferite di cui ebbe a... (continua)
Δεν έχω σπίτι πίσω για να ρθω
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 15/4/2010 - 21:57
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Per Claudio Varalli

avevo 14 anni quando e morto claudio i suoi funerali si sono svolti nella chiesa di san arialdo a baranzate di bollate( dove io abitavo)mi sono unito all'immensa folla per la prima volta ho sentito cantare la canzone dei morti di reggioemilia ho pianto tutto il giorno sento ancora nel cuore quella stretta.
emiliano per claudio
15/4/2010 - 17:53

Cardinal Law


Benedetto XVI ha fallito. I cattolici perdono la fiducia
di HANS KÜNG(*)

Da La Repubblica del 15 aprile 2010

Benedetto XVI ha fallito i cattolici perdono la fiducia
Negli anni 1962-1965 Joseph Ratzinger - oggi Benedetto XVI - ed io eravamo i due più giovani teologi del Concilio. Oggi siamo i più anziani, e i soli ancora in piena attività. Ho sempre inteso il mio impegno teologico come un servizio alla Chiesa. Per questo, mosso da preoccupazione per la crisi di fiducia in cui versa questa nostra Chiesa, la più profonda che si ricordi dai tempi della Riforma ad oggi, mi rivolgo a voi, in occasione del quinto anniversario dell'elezione di papa Benedetto al soglio pontificio, con una lettera aperta. È questo infatti l'unico mezzo di cui dispongo per mettermi in contatto con voi.

Avevo apprezzato molto a suo tempo l'invito di papa Benedetto, che malgrado la mia posizione critica nei... (continua)
Alessandro 15/4/2010 - 13:24
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You Will Answer

[2006]
Lyrics & Music by Anne Feeney
Album: Dump the Bosses Off Your Back [2008]

"...Well, better we'd do it.. the Judgment Day...
I wrote this blues during a workshop at the U.S. Labor Against the War conference in Cleveland. It's been a part of the play "Buried: The Story of the Sago Mine Disaster" ever since..
Last night as I lay tossing and a-turning in my bed I dreamed
(continua)
inviata da giorgio 15/4/2010 - 13:05
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Unit 731

[2009]
Album “World Painted Blood”


Il generale giapponese Ishii Shiro, il boia di Ping Fang, l’Auschwitz giapponese in Cina.

Unità 731 è il nome di un'unità dell'esercito giapponese, che fu attiva dal 1936 al 1945 in Manciuria (Cina nordorientale), principalmente nel campo di Ping Fang situato nel nord-est della città cinese di Harbin, parte del governo fantoccio di Manchukuo.
Agli ordini del generale Ishii Shiro (ideatore, organizzatore e capo indiscusso dell'Unità 731, egli stesso esperto batteriologo), l'unità (ufficialmente destinata alla purificazione dell'acqua) fu incaricata di studiare e testare armi chimiche e biologiche, violando il protocollo di Ginevra che il Giappone aveva firmato nel 1925, ma ratificato solo nel 1970, nel quale tali armi furono messe al bando.
Fra il 1942 e il 1945 migliaia di prigionieri soprattutto cinesi (donne e bambini inclusi), ma anche mongoli,... (continua)
I am the last of the dying insane
(continua)
inviata da Alessandro 15/4/2010 - 11:39
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Disaster At The Mannington Mine

[1969]
Lyrics & Music by Hazel Dickens

[1968]‎

Alle 5.30 del 20 novembre del 1968 un pozzo di una miniera di carbone situata tra Farmington e ‎Mannington, Marion County, West Virginia, saltò in aria con un’esplosione che fu udita molte ‎miglia più lontano. Dei 99 minatori che si trovavano in quelle gallerie solo 21 riuscirono a trarsi in ‎salvo, gli altri 78 morirono nelle viscere della terra, ridotti come il carbone che scavavano. Ci ‎vollero più di 10 anni per riportare in superficie i resti di quei poveretti…una ventina di corpi non ‎furono mai nemmeno più ritrovati… ‎
La deflagrazione era stata così devastante che neppure fu possibile capire esattamente da cosa fosse ‎stata provocata… Quel che fu chiaro è che il livello di sicurezza in cui i minatori erano costretti a ‎lavorare erano pressochè pari a zero. Con un intervento un po’ tardivo, almeno per quei 78 morti ‎ammazzati,... (continua)
We read in the paper and the radio tells
(continua)
inviata da giorgio 15/4/2010 - 11:19
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Strange Fruit

Una poesia scritta dalla poetessa americana Rita Dove e dedicata a Billie Holiday e al poeta di Brooklyn Michael S. Harper.

CANARY

For Michael S. Harper

Billie Holiday's burned voice
had as many shadows as lights,
a mournful candelabra against a sleek piano,
the gardenia her signature under that ruined face.

(Now you're cooking, drummer to bass,
magic spoon, magic needle.
Take all day if you have to
with your mirror and your bracelet of song.)

Fact is, the invention of women under siege
has been to sharpen love in the service of myth.

If you can't be free, be a mystery.

[Traduzione italiana da cantosirene.blogspot.com]

CANARINO

a Michael S. Harper

La voce bruciata di Billie Holiday
aveva tante ombre quante luci,
un candelabro triste contro un lucido piano,
la gardenia la sua firma sotto la faccia rovinata.

(Ora sì che vai bene, batterista e basso,
cucchiaio magico, magico... (continua)
Alessandro 15/4/2010 - 10:54
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Dump The Bosses Off Your Back

[1916]
Lyrics by John Brill - here with additional lyrics by Mark Gunnery and Anne Feeney
Music: sung to the tune of "What a Friend We Have In Jesus/Take It to the Lord in Prayer"
Album: Dump the Bosses Off Your Back [2008]
Are you cold, forlorn and hungry?
(continua)
inviata da giorgio 15/4/2010 - 08:46
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The Cat Came Back

Old Mr. Johnson had problems of his own.
(continua)
inviata da DonQuijote82 15/4/2010 - 06:58
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Revuelta de piedras

[1991]
Album "Por instinto"

Canzone dedicata alla prima Intifada palestinese, iniziata nel 1987.
Deja de llorar por tanta sangre... cuando él nació
(continua)
inviata da Alessandro 14/4/2010 - 10:02
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Enemigo

[1996]
Album "Insolencia"
Tus noticias han llegado
(continua)
inviata da Alessandro 14/4/2010 - 09:51
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El último vagón

[1988]
Album “Rojo”


Canzone dedicata ad Agustín Rueda Sierra (1952-1978), torturato ed ucciso dalle guardie del carcere di Carabanchel, Madrid, nella notte tra il 13 e il 14 marzo 1978.
Agustín Rueda Sierra era nato in un villaggio di minatori della Catalogna, in una famiglia molto umile. Faceva l’operaio, e a soli 18 anni proprio in fabbrica mise su un’associazione che organizzava proiezioni, conferenze spettacoli e tornei di calcio, di cui era appassionato. Per tenersi vivi, per non soccombere ad un destino di sfruttamento ed alienazione…
Nel 1972 aderì ad uno sciopero dei minatori della sua città natale, Sallent de Llobregat, e così fu licenziato per ritorsione. Poco dopo fu arrestato per aver partecipato ad un’altra manifestazione di protesta contro le miserevoli condizioni di vita di minatori e operai a Sallent. Da quel momento Agustín non riuscì più a trovare un lavoro e continuò... (continua)
Mil novecientos setenta y ocho, mes de Marzo en cualquier lao
(continua)
inviata da Alessandro 14/4/2010 - 09:29
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Death Of Mother Jones

[1931]
Lyrics & Music by anonymous
Album: PayDay at Coal Creek [1998]

"Mother" Mary Jones fought tirelessly for workers' rights in the coal mines and the textile mills, and was, in her long life, as beloved by the Knights of Labor in the 1870's as she was by the Industrial Workers of the World in the early twentieth century, which she helped found in 1906.
The world today is mourning
(continua)
inviata da giorgio 14/4/2010 - 08:29
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Trading With The Enemy

[2001]
Lyrics & Music by David Rovics
Album: Living In These Times
I saw her in the city center
(continua)
inviata da giorgio 14/4/2010 - 08:12
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G.I. Blues

Dal film G.I. Blues (1960)
They give us a room
(continua)
inviata da Kevin Joyce 14/4/2010 - 02:39
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El general

[1989]
Album "Pasión por el ruido"

Los "Generalísimos" Franco y Pinochet... A LA MIERDA!!!
El general es testarudo, aquí todo está prohibido
(continua)
inviata da Alessandro 14/4/2010 - 00:12
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Vent'anni in più

Chanson italienne - Vent'anni in più – Lineamaginot – 2003
VINGT ANS DE PLUS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 13/4/2010 - 22:33

La Belle Libertaire

La Belle Libertaire

La Belle libertaire – Marco Valdo M.I. – 2010
Cycle du Cahier ligné – 104

La Belle Libertaire est la cent-quatrième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

Quel titre séduisant, j'ai bien envie de la rencontrer cette « pâle aux cheveux de jais » ? Qui est-elle ? Allons, Marco Valdo M.I. mon ami, dis-moi tout cela.

D'abord, mon cher ami Lucien l'âne aux yeux de braise, je t'annonce que ceci, cette belle libertaire est la dernière chanson du cycle du Cahier Ligné. Rappelle-toi, ce cycle, je l'ai commencé il y a une année. C'est long une année. Et je ne savais quelle serait sa dimension, de combien de canzones il serait fait, ni lesquelles, ni quand je terminerais. Et maintenant, voici la fin. Devant moi, comme un grand vide... Que va devenir notre ami le prisonnier, que va devenir notre blessé, que va devenir... (continua)
Les Dieux font le monde à leur ressemblance.
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 13/4/2010 - 22:06
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Una lágrima en el suelo

[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.
Salen de Malaga historias
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 15:50
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Agua estancada

[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.

Primavera del 1939. I sentimenti di un combattente repubblicano catturato dai fascisti vittoriosi alla fine della guerra civile...
Suena el viento desecho
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 15:48
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Las siete de la tarde

[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.

Primavera del 1939. I fascisti del Bando nacional hanno vinto il confronto. I combattenti repubblicani sono allo sbando e cercano di riparare in Francia o in Inghilterra o in Sudamerica…
Caminar con los pies rotos hasta un triste descampado.
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 15:44
Sabato 10 aprile la polizia afghana, con l'appoggio dell'International Security Assistance Force (ISAF), ha arrestato nell'ospedale di Lashkar Gah alcuni volontari di Emergency con l'accusa di terrorismo.

Karzai, le forze d'occupazione internazionali e pure il governo italiano - considerate le dichiarazioni che Frattini e la Russa fanno alla stampa - hanno utilizzato tutti i mezzi, anche i più biechi, per far fuori Emergency dall'Afghanistan soltanto perché è un testimone scomodo di questa sporca guerra

Firmate l'appello.
Lorenzo Masetti 13/4/2010 - 15:33
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Casas viejas

[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.


A dire il vero, in Spagna non ci volle la guerra civile e poi l’avvento del fascismo per vedere scorrere il sangue degli spagnoli. Anche negli anni della cosiddetta Seconda Repubblica (1931-1939) furono frequenti le insurrezioni anti-borghesi, di matrice socialista e, più spesso, anarchica. E furono sempre represse nel sangue.
Anche la Repubblica ammazzava i propri cittadini inconformi.
Nel 1933 a Casa Viejas, vicino a Cadice in Andalusìa, gli anarchici della CNT, con il sostegno di tutta la popolazione, organizzarono uno sciopero rivoluzionario: fu distribuito cibo a tutti, fu destituito il sindaco, fu abolita la proprietà privata e, disgraziatamente, furono uccisi anche un paio di soldati. Il governo repubblicano, guidato da Manuel Azaña, ne mandò molti altri, al comando del capitano Manuel Rojas,... (continua)
Tierra maldita.
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 15:31
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L'unica superstite

Ho vent'anni..ormai ascolto i modena city ramblers praticamente da sempre...sono davvero incredibili..
L'atrocità della guerra viene raccontata con un semplice testo di una canzone..e con una musica stupenda..ogni volta che sento questa canzone mi rendo conto dell'importanza del ricordare come i PARTIGIANI siano stati i veri eroi e i veri vincitori della guerra..
grazie a tutti..
un saluto speciale a Enrico Berlinguer..
Stè
13/4/2010 - 15:29
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22 de mayo

[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.


Il forte di San Cristóbal sul monte Ezcaba, vicino a Pamplona, fu usato come carcere a partire dall’insurrezione anarco-socialista del 1934 in Catalogna e nelle Asturie. Nel 1936, all’inizio della Seconda Repubblica, il Fronte Popolare aveva avviato la progressiva chiusura di quel carcere, già tristemente noto, e 400 prigionieri erano stati amnistiati. Ma allo scoppio della guerra civile la Navarra cadde subito in mano ai fascisti e il forte di San Cristóbal divenne la prigione per i militanti repubblicani catturati in combattimento. Una prigione ancor più terribile di prima, sovraffollata, governata col bastone, dove i detenuti morivano di malattia, di percosse e di suicidio. Alla sua chiusura, nel 1945, il forte di San Cristóbal aveva ingoiato oltre 300 detenuti… Senza contare quelli che morirono... (continua)
Que ha pasado para que el barro guarde tus pasos antes de salir
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 14:26
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Infierno de piedra

[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.
Llega por fin a la estación, rompe la noche un triste farol
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 13:41
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Matilde Landa

[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.



Matilde Landa (1904-1942) era nata a Badajoz, in Extremadura. Il padre era un dirigente repubblicano ed un formatore molto impegnato all’interno dell’Instituto Libre de Enseñanza. Il fratello Rubén era un professore di filosofia, molto amico del grande poeta Antonio Machado. Era questa l’aria che Matilde aveva respirato fin da piccola. Nel 1923 si trasferì a Madrid per laurearsi in scienze naturali, e nella capitale iniziò anche la sua militanza nella politica e nel sociale. Iscritta al partito comunista, allo scoppio della guerra civile si occupò dell’organizzazione del Socorro Rojo Internacional, l’assistenza sanitaria repubblicana. Nel 1939, incaricata di tenere in piedi il partito comunista in clandestinità, non fuggì da Madrid ma venne quasi subito catturata dai fascisti, condannata a morte (poi... (continua)
Tatuada con aspereza de balas y cárcel,
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 13:31
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Los maestros

[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.

Come El maestro di Patxi Andión, una canzone dedicata ai maestri rurali che nella Spagna repubblicana combattevano l’analfabetismo e l’educazione bigotta tradizionalmente impartita dai preti… Inutile dire che con la vittoria dei fascisti molti di questi maestri formati all’Instituto Libre de Enseñanza fecero una brutta fine. E le Sotanas tornarono nelle scuole ad impartire i “sani valori” del franchismo: Dio, Patria e Famiglia.
Déjame que recuerde esa historia que pasó hace ya mucho tiempo
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 12:39
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Battle of Blair Mountain

[2004]
Album: Songs for Mahmud

"I read the book by Lon Savage, Thunder In the Mountains, and wrote this song, about the biggest battle in the West Virginia Coal Mine War of 1920-21".
1921 was the year seems like yesterday to me
(continua)
inviata da giorgio 13/4/2010 - 12:16
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Song for Ginger Goodwin

[2009]
Album: Ten Thousand Miles Away

"Last summer I had the pleasure of singing at an event in northern Vancouver Island that happens every year in memory of Albert "Ginger" Goodwin (1887-1918)
a prominent local labor organizer who was killed by an agent of the state on July 27 1918 because he refused to fight in a bosses' war".
He grew up in Yorkshire County
(continua)
inviata da giorgio 13/4/2010 - 12:08
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Sotanas

[2009]
Album “La tierra está sorda”, interamente dedicato alla Guerra civile spagnola.

Puzzavano di morto le tonache…(e non che oggi profumino!)
Huelen a muerto las sotanas que acechan como alimañas
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 11:49
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Pétalos

[2009]
Album “La tierra está sorda”

Come Hasta siempre, Tensi, un'altra canzone dedicata a “Las Trece Rosas”, tredici ragazze che il 5 agosto 1939 furono fucilate dai fascisti insieme ad altri 43 repubblicani... La guerra civile era finita all'inizio di aprile, ma i fascisti non erano soliti applicare le regole della Convenzione sul trattamento dei prigionieri di guerra che già esisteva dal 1929...
Cómo duele Madrid esta noche, como lloran las estrellas
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 11:37
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Hasta siempre, Tensi

[2009]
Album “La tierra está sorda”

Canzone dedicata a “Las Trece Rosas”, tredici donne tra i 29 e i 18 anni, alcune delle quali militanti comuniste e socialiste, uccise dai fascisti di Franco il 5 agosto 1939 a Madrid, alla fine della guerra civile. Quel mattino, al cimitero di Almudena, furono fucilati 56 prigionieri repubblicani, tra cui le tredici ragazze. Questi i loro nomi (nessuna però si chiamava Hortensia, come nella canzone):

Carmen Barrero Aguero (20 anni)
Martina Barroso García (24 anni)
Blanca Brisac Vázquez (29 anni)
Pilar Bueno Ibáñez (27 anni)
Julia Conesa Conesa (19 anni)
Adelina García Casillas (19 anni)
Elena Gil Olaya (20 anni)
Virtudes González García (18 anni)
Ana López Gallego (21 anni)
Joaquina López Laffite (23 anni)
Dionisia Manzanero Salas (20 anni)
Victoria Muñoz García (18 anni)
Luisa Rodriguez de la Fuente (18 anni).
La mujer que iba a morir se llamaba Hortensia,
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 11:23
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La hora final

[1968]
Album “La Hora Final” (1969)
Testo trovato su Cancioneros.com
Alguna vez la loba da su leche
(continua)
inviata da Alessandro 13/4/2010 - 10:42
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Άρνηση [Στο περιγιάλι το κρυφό]

La versione italiana (cantabile) di Gian Piero Testa

Ho provato a vedere se si potesse fare una versione italiana cantabile, ma abbastanza rispettosa del senso originario, non come quella che cantava Milva.
Questo è un risultato, ovviamente migliorabile.
RINUNCIA
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 13/4/2010 - 09:53
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Whoever wins in November

[2005]
Album: For The Moment

There may have been a distinction between those two war criminals. Perhaps even a distinction that we might call significant, but certainly not one that will, in itself, allow our species to survive.
Whoever wins in November
(continua)
inviata da giorgio 13/4/2010 - 08:47
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The Best Democracy Money Can Buy

[2003]
Album: Who Would Jesus Bomb?
I can't stand the news
(continua)
inviata da giorgio 13/4/2010 - 08:14
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Signora Patria

[2001]
Album: CantiEControCantiInCantina
Avevo quattro figlie nate dai solchi di questa terra mia
(continua)
inviata da giorgio 12/4/2010 - 21:05
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Blackbird

MERLO
(continua)
inviata da Bbonf 12/4/2010 - 20:34
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Αρκαδία IV - ᾩδαί

Versione italiana di Gian Piero Testa


Andreas Kalvos
di Gian Piero Testa


Andreas Kalvos ( Ἀνδρέας Κάλβος) non fu né capito né amato dai suoi contemporanei della madre patria; e rimase in una sorta di limbo fino a quando, solamente alla fine del XIX sec., l'indiscusso vate Kostìs Palamàs diede la sveglia ai suoi connazionali: avevano avuto un gran poeta, e “manco lo sapeveno”.

Kalvos era nato nel 1792 a Zante, terra veneziana allora, ed era stato trascinato appena decenne a Livorno dal padre Giannetto Zaneto Calvo (Ioannis Kalvos), un tipo di scavezzacollo che, dopo essere stato al soldo della Serenissima e dopo avere sposato una signorina “zakinthinià” di notabile famiglia, per campare del suo si era dato a traffici estemporanei, e un bel giorno aveva mandato a quel paese, a un tempo, l’intemerata moglie e le sacre sponde di Zacinto sua. A Livorno, Andreas cominciò a diventare Italiano:... (continua)
Arcadia IV - Odi
(continua)
inviata da Gian Piero Testa 12/4/2010 - 15:16
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Un bel dì vedremo

alberto,io credo che hai assolutamente ragione,però anke tu le guardi le kazzate della telavisione,anke tu compri le cose fatte da bambini e persone sfruttate,quindi,se ti vuoi veramente ribellare ai "potenti",tu prima di tutti devi dare l'esempio agli altri.Voglio vedere se hai le palle di metterti vestiti fatti in casa,niente televisione,ipod,e quelle"cazzate".Voglio vedere se hai le palle di andare a vivere come un eremita!!!se lo farai,io mi unirò nella tua rivolta,altrimenti quello che stai dicendo sn solo un mucchio di cazzate!!!!
madia 12/4/2010 - 13:48
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فيديو-أيها المارون

“Quelli che passano tra parole fugaci” fu scritta contro l’occupazione militare all’inizio della Prima Intifada (1987).
L’ex primo ministro israeliano Yitzhak Shamir citò il poema alla Knesset, il parlamento israeliano, come oltraggioso. Darwish replicò così: "Se vedono la loro esistenza come incerta e condizionata, allora vuol dire che si auto-accusano per il fatto di occupare la Palestina”.
O VOI, PASSANTI TRA PAROLE FUGACI!
(continua)
inviata da Alessandro 12/4/2010 - 13:29
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Proverbi siciliani

Testo: proverbi tradizionali
Musica: anonimo
Arrangiamento: Rosa Balistreri
Album: Terra ca nun senti [1973]
Tutti li cosi vannu a lu pinninu
(continua)
inviata da giorgio 12/4/2010 - 12:27
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E adesso ammazzateci tutti

siete fantastici
12/4/2010 - 12:26
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Somebody Blew Up America

[2001]
Spoken song scritta dal poeta-attivista Amiri Baraka subito dopo l’11 settembre 2001.
Un feroce attacco al razzismo e all’imperialismo americani che, secondo l’autore, dominano la politica interna ed estera degli USA.
Il brano contiene anche l’adesione di Baraka ad una delle tante declinazioni della tesi complottista, mai verificata, secondo cui dietro all’attentato alle Torri Gemelle ci siano stati lo stesso governo americano in combutta con Israele. Per questo l’Anti-Defamation League ha denunciato Baraka per anti-semitismo e le autorità americane hanno cercato di rimuoverlo dal suo incarico di docenza e di revocargli il titolo di “Poet Laureate of New Jersey”. Ma Baraka non ha mai fatto marcia indietro e si è difeso, sempre rilanciando, affermando che con “Somebody Blew Up America” non ha mai offeso gli ebrei ma ha voluto attaccare Israele, il razzismo e il militarismo.
(fonti: en.wikipedia e www.amiribaraka.com)
(All thinking people
(continua)
inviata da Alessandro 12/4/2010 - 12:07




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