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Oeil qui rit

Œil qui rit
 
Canzone léviane – Œil qui rit – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 44
 
 
Œil qui rit est la quarante-quatrième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

Œil qui rit... Quel drôle de titre, dit Lucien l'âne formé à Carthage. C'est un peu comme Jean qui rit...

Mais, voyons, Lucien mon ami, c'est précisément de ça qu'il est question... De Jean qui rit et qui pleure. Dans les bons moments, Jean rit, dans les moments sombres, Jean pleure. Et le destin de notre prisonnier-guerrier-blessé-enfermé est fait de ces jours fastes et néfastes que nous connaissons tous. Et avec notre canzone léviane, nous sommes en bonne compagnie... Celle de Voltaire et de son petit poème de 1772, intitulé précisément Jean qui rit et qui pleure. Mais, bien sûr, Jean qui rit et Jean qui pleure est une histoire bien plus ancienne.... (continua)
Œil qui voit est vu;
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/8/2009 - 22:17
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Tutta la vita davanti

[2009]
Album: Articolo Uno

Dopo il disco Lavoro e dignità dei Ned Ludd, un altro disco interamente dedicato al mondo del lavoro:

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Comincia così la nostra Costituzione. Se pensiamo però a ciò che accade nelle nostre vite e nella società, vediamo tante contraddizioni.
Questo album parla del lavoro, delle conquiste e delle sconfitte nel passato, di diritti raggiunti ma anche di una regressione di questi ultimi
nell’attualità in cui viviamo. Parla di sudore e sfruttamento di operaie, operai, minatori e braccianti, parla di migranti di ieri (gli italiani)
e di migranti di oggi, parla di mancanza di memoria e di coscienze addormentate.
Parla di giovani disoccupati senza certezze e senza speranza. Della vergogna dei morti sul lavoro, migliaia in questo paese.
Con la forza e con la tenerezza, dalle storie della nostra terra a quelle... (continua)
“E io cercavo lavoro e ho trovato questo, e sono pure brava. Io non avrei mai creduto di poter essere tanto spietata con quelle povere casalinghe.”
(continua)
inviata da DonQuijote82 19/8/2009 - 18:41
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Tammurriata nera

Cioè per ogni frase ci sono tre verisoni differenti!!!!
Levate a pistuldà da cosa vine
Circillo chi è
e lanze
ecc...

DAVVERO ESAUSTIVO ma mi ha aperto anche molti dubbi,
la teoria degli artisti di strada e del femmeniello mi sembra dare maggiori spiegazioni a parecchi fatti...

in qualsiasi caso

COMPLIMENTISSI PER IL VOSTRO LAVORO
vi ho lasciato la mia mail...se ci fossero aggiornamenti sarei lieto di ricevere una mail di notifica!!!

Ciao
Marco 19/8/2009 - 17:26
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China

"Te la faccio passare io la voglia di stare tutto il santo giorno davanti a quel compiùter!"

Da La Repubblica del 19 agosto 2009.

Ragazzi seviziati per 'guarirli' dal web. Uno muore, orrore e proteste in Cina

dal nostro corrispondente GIAMPAOLO VISETTI

PECHINO - Esplode in Cina la rivolta contro gli istituti che, con metodi militareschi, promettono di guarire i teenager "malati di web". Pu Liang, 14 anni, è stato ricoverato ieri in gravi condizioni all'ospedale dopo essere stato pestato dai suoi educatori dell'"Anti-traditional Education Training Center" di Chengdu, nella provincia del Sichuan. L'adolescente ha subìto molte fratture e gravi lesioni ai reni. I medici hanno scoperto che i suoi polmoni erano pieni d'acqua.
La polizia ha arrestato il capo degli istruttori e denunciato alcuni compagni di cure di Pu Liang.

La notizia, riportata oggi dai giornali, ha scatenato forti reazioni.... (continua)
Alessandro 19/8/2009 - 15:55
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Guns Are The Tongues

[2007]
Album "Sweet Warrior"

Con la figura della spietata terrorista/mantide religiosa protagonista di 'Guns are the tongues' ho voluto affrontare "il tema di un genere di violenza che condiziona altri esseri umani. E’ tutto nella testa delle persone, non importa chi siano i tuoi nemici: è incline a commettere atti di violenza chi fondamentalmente non ha a cuore gli altri. Sono le tue idee astratte a sopraffare ogni altra cosa, ogni tipo di connessione con il resto dell’umanità. Il tema della canzone è la manipolazione delle persone da parte di altre persone, la politica resta sullo sfondo: potrebbe essere l’Irlanda come qualunque altro posto”.
(Intervista a Richard Thompson da Rockol)
Carrie ran a murderous crew
(continua)
inviata da Alessandro 19/8/2009 - 15:39
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Genocide (The Killing of the Buffalo)

[1980]
Album "Chinatown"
When they try to tell you knowledge is a dangerous thing
(continua)
inviata da Alessandro 19/8/2009 - 14:58
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Freedom Song

[1975]
Album "Fighting"
Listen right, I'll the hard luck story
(continua)
inviata da Alessandro 19/8/2009 - 14:48
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Ashes In The Fall

[1999]
Album "The Battle of Los Angeles"
A mass of hands press on the market window
(continua)
inviata da Alessandro 19/8/2009 - 13:13
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Prova a pesare Annibale

Chanson italienne – Prova a pesare Annibale – Giorgio Gaber – 1970 – Texte et musique d'Anton Virgilioi Savona, d'après Juvénal.

Houlala, dit Lucien l'âne en une extase thérésienne et quasi-comateuse, en voilà un dont je me souviens très bien, moi qui ai étudié à Carthage. C'est toute ma jeunesse çà... Ce fut un grand général cet Hannibal Barca; il sut tenir tête à l'Empire. Mais, de fait, il ne doit pas en rester grand chose. De ses ennemis non plus. Ce fut un grand massacreur, mais eux aussi. Personnellement, je ne vois pas l'intérêt à faire la guerre...

Moi, non plus, mon ami Lucien. Surtout d'y passer sa vie... pour finalement se suicider. Ne penses-tu pas qu'on ne vient à bout des empires (et de tous leurs pouvoirs) qu'en laissant contribuer eux-mêmes à leur propre perte.

Cela tient à leur démesure, à leur folie des grandeurs... En somme, ce sont des gamineries... Regarde-moi, je... (continua)
VA-T-EN PESER HANNIBAL
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 19/8/2009 - 11:22
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Happiness is a Warm Gun

Beh, alle volte una "warm gun" può essere davvero d'aiuto, specie per sbrigare velocemente le noiose faccende domestiche...

The new "Kitchen Gun"!!!

Now with laser sight and night vision, for "after dark cleaning"!!!
Alessandro 19/8/2009 - 11:00
Video!

Il tango della ronda

Autore e interprete: Carlo Besana
Coordinamento: Enrico Testino
Aspetti musicali: Vito Carlucci
Video: Sergio Gibellini
Altri interpreti:
Susanna, Claudio, Raffaella, Domenico, Milena,
Simone, Anna, Marie-Hélène ed altri amici del CEP...

Sull'aria del "Tango delle capinere" di Bixio-Cherubini

Nella suggestiva cornice del centro storico di Genova (ma anche al PalaCep) è stato realizzato questo video per contribuire in modo ironico (ma non troppo) alla discussione sulle "famigerate" ronde .....si ringraziano gli amici che hanno simpaticamente partecipato alla realizzazione del video, tra i quali Claudio Vignati, Susanna Giorato, Raffaella Piccardo, Romina Testino, Edmondo Mele, Domenico "megu" Chionetti, Marie Hélène Faye, Massimo Archetti, Lorenzo Archetti, Stefania Servi, ed i tanti amici intervenuti al PalaCep. - da YouTube, via il Blog di Marco2000.
Lassù nel Nord-Italia
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff 18/8/2009 - 23:45
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Dal cielo

[2009]
Album: Articolo Uno

Dopo il disco Lavoro e dignità dei Ned Ludd, un altro disco interamente dedicato al mondo del lavoro:

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Comincia così la nostra Costituzione. Se pensiamo però a ciò che accade nelle nostre vite e nella società, vediamo tante contraddizioni.
Questo album parla del lavoro, delle conquiste e delle sconfitte nel passato, di diritti raggiunti ma anche di una regressione di questi ultimi
nell’attualità in cui viviamo. Parla di sudore e sfruttamento di operaie, operai, minatori e braccianti, parla di migranti di ieri (gli italiani)
e di migranti di oggi, parla di mancanza di memoria e di coscienze addormentate.
Parla di giovani disoccupati senza certezze e senza speranza. Della vergogna dei morti sul lavoro, migliaia in questo paese.
Con la forza e con la tenerezza, dalle storie della nostra terra a quelle... (continua)
Dal cielo, venuto dal cielo
(continua)
inviata da Donquijote82 18/8/2009 - 18:11
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Articolo uno

[2009]
Album: Articolo Uno

Dopo il disco Lavoro e dignità dei Ned Ludd, un altro disco interamente dedicato al mondo del lavoro:

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Comincia così la nostra Costituzione. Se pensiamo però a ciò che accade nelle nostre vite e nella società, vediamo tante contraddizioni.
Questo album parla del lavoro, delle conquiste e delle sconfitte nel passato, di diritti raggiunti ma anche di una regressione di questi ultimi
nell’attualità in cui viviamo. Parla di sudore e sfruttamento di operaie, operai, minatori e braccianti, parla di migranti di ieri (gli italiani)
e di migranti di oggi, parla di mancanza di memoria e di coscienze addormentate.
Parla di giovani disoccupati senza certezze e senza speranza. Della vergogna dei morti sul lavoro, migliaia in questo paese.
Con la forza e con la tenerezza, dalle storie della nostra terra a quelle... (continua)
“L’ITALIA È UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO”
(continua)
inviata da Donquijote82 18/8/2009 - 17:53
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Lavoro e dignità

Version française – Travail et Dignité – Marco Valdo M.I. - 2009
Chanson italienne (et anglaise) – Lavoro e Dignità – Ned Ludd – 2007
TRAVAIL ET DIGNITÉ
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 18/8/2009 - 17:48
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Where Is Home?

[2007]
Album "A Weekend in the City"

"The words to 'Where is Home?' begin at the funeral of Christopher Alaneme, a black teenager stabbed to death in Kent in April 2006 in a racially motivated attack. Okereke has described him as a "cousin" due to their respective Nigerian mothers being good friends. The track ostracises right-wing newspapers for propounding a hysterical fear of black youths in hoodies, which often leads to opportunities being denied to the Black British community at large"
(en.wikipedia)

"It's to do with the idea of me, as a second generation black person, living in the UK, I don't really feel comfortable, I don't really feel the door of opportunity in this country is open to me. All these articles in the mainstream press - all these images you see of young black kids terrorizing people - are reinforcing the idea of us as The Other."
(Kele Okereke, leader dei Bloc Party)

Christopher... (continua)
After the funeral breaking cola nuts
(continua)
inviata da Alessandro 18/8/2009 - 16:37
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Done With Bonaparte

il "little corporal" a cui ti riferisci ha ben poco a che fare con Hitler (che fu effettivamente caporale durante il 14 -18) ma nello specifico con Napoleone stesso. Chiamato "Pétit-Caporal" (dovuto al fatto che la sua carriera lo face salire di grado saltando molto molte tappe. quasi da caporale fino a generale). Con buona pace del padre di Knopfler..forzarci un collegamento è veramente duro
Ema 18/8/2009 - 15:18
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Salvatore Giuliano

Voglio sperare che il testo della canzone e anche alcuni commenti siano semplicemente poco informati. Tuttavia qualche dubbio è giustificato visto che le ricerche su questo personaggio di G. Casarrubea sono state pubblicate nel 1997 con il titolo "Portella della ginestra". nei libri successivi, fino al più recente intitolato "Lupara nera" vengono alla luce fatti e misfatti, trame e strategie di lotta politica contro lo stato repubblicano italiano e, in merito a questo personaggio, la sua organica partecipazione militare e politica con le trame della destra eversiva italiana.
Un Che Guevara fascista? Certo in questo paese confuso e disorientato anche questa abbiamo sentito!
Leonardo 18/8/2009 - 11:31
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Little Weapon

[2007]
Album "Lupe Fiasco's The Cool"
Little Terry got a gun, he got from the store,
(continua)
inviata da Alessandro 18/8/2009 - 11:00

The Saigon Children

Are you missing Just a little rain?
Holger Terp
(Holgerterp@pc.dk)

No, Holger. See here. The song is included under Joan Baez. Anyway, its right title is "What have they done to the rain". Thanks! [CCG/AWS Staff]
17/8/2009 - 20:57
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Strani pensieri

ÉTRANGES PENSÉES
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 17/8/2009 - 20:39

Bottines et gros souliers

Bottines et gros souliers
 
Canzone léviane – Bottines et gros souliers – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 43
 
 
Bottines et gros souliers est la quarante et troisième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

Le monde de l'enfance est déjà marqué par la division du monde en deux : le monde des riches et celui des pauvres. Vois-tu, mon ami Lucien, toi qui es un peu comme un observateur, une sorte d'anthropologue, cette canzone léviane raconte une histoire enfantine, un moment de la réflexion (du retour sur soi) du prisonnier- guerrier- blessé. Il se retrouve loin dans son passé à revivre les jours et les saisons de ce temps-là et découvre avec une certaine stupéfaction qu'il n'avait jamais eu de bottines de football, alors que d'autres garçons en avaient.

Et alors, qu'est-ce que ça peut bien faire, demande... (continua)
Quand j'étais gamin...
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 17/8/2009 - 18:32
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Figlia mia

[2009]
Album: Articolo Uno

Dopo il disco Lavoro e dignità dei Ned Ludd, un altro disco interamente dedicato al mondo del lavoro:

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Comincia così la nostra Costituzione. Se pensiamo però a ciò che accade nelle nostre vite e nella società, vediamo tante contraddizioni.
Questo album parla del lavoro, delle conquiste e delle sconfitte nel passato, di diritti raggiunti ma anche di una regressione di questi ultimi
nell’attualità in cui viviamo. Parla di sudore e sfruttamento di operaie, operai, minatori e braccianti, parla di migranti di ieri (gli italiani)
e di migranti di oggi, parla di mancanza di memoria e di coscienze addormentate.
Parla di giovani disoccupati senza certezze e senza speranza. Della vergogna dei morti sul lavoro, migliaia in questo paese.
Con la forza e con la tenerezza, dalle storie della nostra terra a quelle... (continua)

(continua)
inviata da DonQuijote82 17/8/2009 - 18:14
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Don't Drag Me Down

[1996]
Album "White Light, White Heat, White Trash"

"This is a song about ignorance and racism and the astounding fact that it still exists. This song is also about the government cover-ups and lies. When I hear the truth about our forefathers, I'm ashamed. They don't mention in school that our forefathers exterminated a whole Native American race. I experience discrimination all the time. I know what it's like be discriminated against - being seated in the back of a restaurant because of my tattoos. Its cruel but people still judge you by the way that you look and I am reminded daily that commercial and mainstream ideals are quite different from my own."
(Intervista a Mike Ness, leader del gruppo)
Children are taught to hate
(continua)
inviata da Alessandro 17/8/2009 - 15:48
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Ballata del Cammino della Non-Violenza

Trascritta all'ascolto da Adriana

Ho lavorato alla fiat dal 1972 al 1995 ma gli ultimi anni feci solo gli ultimi due mesi come lavoro effettivo.
Nel 1981 partii per i 20 mesi di obbiettore di coscienza (150 al mese) in irpinia, zona terremotata, vicino a Napoli.e dal 1982 a Comiso contro i missili nucleari.
Fui messo due anni in cassa integrazione quindi pagato senza lavorare finché tornato nel 1985 decisi di non voler piu costruire camion militari e per questo fui licenziato anche se con altre scuse secondarie.
Al processo contro la Fiat, rifiutai i 14 milioni di lire che mi furono offerti per non proseguire la causa, che persi comunque, anche se uno dei tre giudici in camera di consiglio , mi fu poi riferito, mostro' di apprezzarmi
Chiamato alla televisione, Canale 5 da Maurizio Costanzo che mi intervisto', non seppi mai nulla se fu mai mandato in onda: penso che la FIAT sponsor... (continua)
Siamo partiti il 29 giugno
(continua)
inviata da adriana e Lorenzo 17/8/2009 - 14:14
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The Vanishing Race

[1964]
Album "Bitter Tears: Ballads of the American Indian"

Canzone scritta dal musicista Johnny Horton, grande amico di Cash, scomparso prematuramente nel 1960 in un incidente automobilistico. Cash la interpretò come se si trattasse di una vera danza sacra di morte dei nativi americani.

Ii Ii ou Ii Ii Ii ou Ii Ii ou
(continua)
inviata da Alessandro 17/8/2009 - 13:50
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Drums

[1964]
Album "Peter La Farge On The Warpath" (1965)
Publicato su Broadside #44 (April 1964)

... ma registrata qualche mese prima da Johnny Cash nel suo "Bitter Tears: Ballads of the American Indian".

"Another song about education - this one the attempted forcible assimilation of the remaining Indians, partly by teaching them history from the white man's point of view, even giving them "white" names. The chorus warns that Indian culture will not go away."
(from Ramblings of A Ragged Clown Music Blog)

From the Indian reservation to the governmental school
(continua)
inviata da Alessandro 17/8/2009 - 13:33
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Fuori gli U.S.A. dall'Iraq

anfibi sporchi di sangue
(continua)
17/8/2009 - 12:27
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Apache Tears

[1964]
Album : "Bitter Tears: Ballads of the American Indian"

Hoof prints and foot prints deep ruts the wagons made
(continua)
inviata da Alessandro 17/8/2009 - 12:08
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Ah ça ira!

anonimo
prego...
http://www.alllienaaa.splinder.com/

(è pertinente, credete)

fatevi vivi! non lasciamo cadere nel vuoto queste parole incoraggianti
juliadb2001@yahoo.it 17/8/2009 - 07:07
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La scienza, il progresso, la nuova nobiltà

Chanson italienne - La scienza, il progresso, la nuova nobiltà – Fausto Rossi – 1995
LA SCIENCE, LE PROGRÈS ET LA NOUVELLE NOBLESSE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/8/2009 - 23:11

Peur de la Liberté

Peur de la Liberté
 
Canzone léviane – Peur de la Liberté – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 42
 
 
Peur de la Liberté est la quarante et deuxième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

Le prisonnier-blessé-guerrier, plongé dans la méditation et dans le songe ininterrompu qui emplit le temps vide de l'enfermement, poursuit son voyage onirique et cette longue marche de la pensée. Vois-tu, Lucien l'âne et mon ami, cette réflexion – au sens profond de ce terme : réfléchir, c'est-à-dire penser, mais aussi réfléchir, redonner l'image, rendre l'image, renvoyer l'écho à celui qui l'a émis... Un temps s'installe entre les deux et c'est précisément lui qui permet la réflexion... Un décalage nécessaire à la pensée. Cette canzone est proprement une canzone léviane. D'abord par son titre : Peur de la Liberté.

Oui, oui,... (continua)
Quand sonne l'heure de la libération
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 16/8/2009 - 22:41
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The Soldier Song

Album: Shine (2007)
Mother, I'm fine, everything's ok
(continua)
inviata da Angela Brett 16/8/2009 - 22:06
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Primo maggio

[2009]
Album: Articolo Uno

Dopo il disco Lavoro e dignità dei Ned Ludd, un altro disco interamente dedicato al mondo del lavoro:

“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.
Comincia così la nostra Costituzione. Se pensiamo però a ciò che accade nelle nostre vite e nella società, vediamo tante contraddizioni.
Questo album parla del lavoro, delle conquiste e delle sconfitte nel passato, di diritti raggiunti ma anche di una regressione di questi ultimi
nell’attualità in cui viviamo. Parla di sudore e sfruttamento di operaie, operai, minatori e braccianti, parla di migranti di ieri (gli italiani)
e di migranti di oggi, parla di mancanza di memoria e di coscienze addormentate.
Parla di giovani disoccupati senza certezze e senza speranza. Della vergogna dei morti sul lavoro, migliaia in questo paese.
Con la forza e con la tenerezza, dalle storie della nostra terra a quelle... (continua)
"Quando c'erano le manifestazioni ci portavano anche me, e mi piaceva un sacco, perché era come una festa: ci andavano tutti e novemila e vedessi come erano belli, forti, allegri, con le tute blu, coi cartelli, gli striscioni. Lì in mezzo anche l'ultimo arrivato si sentiva invincibile: se toccavano uno toccavano tutti"
(continua)
inviata da Donquijote82 16/8/2009 - 16:14
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This Is England

[1985]
Album "Cut the Crap"

The song makes up an accurate list of the problems in England circa 1984, addressing inner-city violence (particularly knives), urban alienation, life on council estates, unemployment, England's dying motorcycle industry, a South Atlantic winter that had recently killed hundreds of young English people, racism and police corruption as well as two very common subject matters in the mid-'80s from left-wing song-writers, the Falklands War and the consumerist, subservient mind-set of many of English people at the time. (en.wikipedia)
"Four for a pound your face flannels, three for a pound your tea towels!" [market trader shouting]
(continua)
inviata da Alessandro 16/8/2009 - 00:05
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Intentando crecer

[1996]
Album "Historias & Corridas"
Juega un niño en sudamérica
(continua)
inviata da Alessandro 15/8/2009 - 23:36
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Historias & Corridas

[1996]
Album "Historias & Corridas"
Corridas en las calles
(continua)
inviata da Alessandro 15/8/2009 - 23:34

A media asta

[1998]
Album "A media asta"
Crecí cantando el himno nacional.
(continua)
inviata da Alessandro 15/8/2009 - 23:09
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Το μπλόκο της Καισαριανής

Παίζοντας μουσική ανεβαινείς λυγμός...(Quando gira una musica, tu singhiozzo mi afferri...) dice il verso di Dionìsis Karadjiàs in "Beatrice in via Zero" di Theodorakis. E ascoltando, non senza "lighmòs", ancora una volta e casualmente il Blocco di Kessarianì per la voce di Haroùla Alexìou, ho colto che tra il testo che lei interpreta e quello scritto c'è una differenza, della quale non mi ero mai accorto. Nella strofa dedicata a Leftéris, l'imbianchino-pittore, il testo scritto ripete i versi della strofa precedente, dedicata a Yorgos dalla dolce voce: " e commovesti il quartiere ancor più in là di Pangrati". La Alexìou invece dice, riferendosi a ciò che Lefteris all'ultimo istante ha dipinto sul muro: "e lo guardano nel quartiere ancor più in là di Pangrati". Non so assolutamente dire quale lezione sia quella giusta: ma, una volta che me ne sono accorto, non potevo evitare di segnalarlo.
Gian Piero Testa 15/8/2009 - 19:24
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Porte dell'Ovest

Nona strada e Sesta
(continua)
inviata da Donquijote82 15/8/2009 - 17:10
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Strade d’appennino

2006
Onda

The Apennine mountains are the memory lane of Emilia Romagna. They have seen the yearly passing of the shepherds, that spent winters in Tuscany and came back in May to Emilia, begging their food and paying villagers with songs, often devotional ones; during WWII they have looked on the fighting between the Nazi and the partisans, and a lot of suffering of the civil population. The speaking voice interspersed with the song belongs to Alberto's aunt Liliana Delmonte, the sole survivor of a small village in the Apennines south of Reggio Emilia, whose inhabitants were exterminated by Nazi elite troops on the night of June 24th 1944. The theme is based on an Icelandic traditional song
Strade di Appennino immobili sospese sulle valli
(continua)
inviata da Donquijote82 15/8/2009 - 17:04




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