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Battipaglia

Battipaglia 9 aprile 1969 - Il filmato



Si tratta di un filmato televisivo d'inchiesta girato a pochi giorni della rivolta e che venne riprodotto un anno dopo in una sezione del PCI di Battipaglia e che poi divenne motivo della rivisitazione , dei presenti , dei fatti.
Riccardo Venturi 26/12/2009 - 23:25
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Militarismen

[1911]
Testo / Lyrics / Tekst: Jeppe Jensen Aakjær
Musica / Music / Musik: [?]
Registrata da / Recorded by / Indspillet af: Kjeld Ingrisch
1978, LP "Muld og Malm"

Questa canzone di pace danese fa parte di un “pacchetto” inviatoci dall'amico e collaboratore danese Holger Terp, che naturalmente ringraziamo. Le canzoni di tale “pacchetto”, introvabili al di fuori della Danimarca, sono rimaste a lungo in approvazione per motivi tecnici; riusciamo adesso finamente ad inserirle (e a tradurle).

This Danish peace song is part of a block of peace songs contributed by our Danish friend and contributor Holger Terp, whom we thank heartily. The songs in this “block” are hardly to be found outside Denmark and have been long left for approval due to technical reasons; finally, we start including (and translating) them.

En kandidat til Danmarks første fredssang ("Una candidata ad essere considerata... (continua)
Saa sidder I gamle Gubber der
(continua)
inviata da CCG/AWS Staff & Holger Terp 26/12/2009 - 19:40
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Uocchie

[2005]
Album: Mo’ siente [2006]
Uocchie senza cchiù luce,
(continua)
inviata da giorgio 26/12/2009 - 16:44
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Masters Of War

Holger Terp 26/12/2009 - 16:11
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La Savoiarda

D.D.T.
Ciao sono andy moraz l'autore della savoiarda ... mi fa piacere che la mia canzone abbia creato dibattito e sia stata tradotta anche in francese ... e mi fa piacere che vi siate appropriati di questo brano... nato per riflettere su una pagina della nostra storia spesso dimenticata ... per il resto e' ovvio che siamo distanti anni luce ma certe azioni compiute da uomini come Bresci hanno una valenza oggettivamente incontestabile(andy moraz)

Ciao a te Andy, e grazie per averci scritto queste parole. Sono parole semplici, che non creano confusioni e fraintendimenti; abbiamo cercato di fare la stessa cosa. Verissimo che le azioni compiute da uomini come Bresci abbiano una valenza incontestabile, tanto più in questa melassosa, mielosa, ipocrita "Italia dell'amore" che ci vorrebbero propinare. Saluti e buon anno. [RV]
26/12/2009 - 14:26
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Pasolini

Questa la Poesia di Pasolini parte finale della poesia "Vittoria", ricordo del fratello Guido, partigiano ucciso dai GAP, tratta da " poesia in forma di rosa "
Dove sono le armi? Io non conosco
(continua)
inviata da Donquijote82 26/12/2009 - 14:21
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Iraq

26 dicembre 2009

A Vic non posso offrire che una traduzione. Ma è fatta con un ricordo. Ciao, nessuno ti dimenticherà.
IRAQ
(continua)
26/12/2009 - 12:08
"Come in un libro scritto male", Vic Chesnutt se n'andato per un'altra strada il giorno di "Natale". Lo vogliamo ricordare con la sua bellissima Iraq. Bye fellow, you are one of us.
Riccardo Venturi 26/12/2009 - 11:41
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Mille lire

Piccolo Grande Claudio Di Paco ,hai scritto canzoni bellissime , ma ancora di piu' canzoni che lasciano il segno dentro di noi , e che ci fanno capire che la vita non e' tutta rosa e fiori ,ma ci sono realta' che noi abbiamo completamente dimenticato in questa folle corsa che comandata solo dal dio denaro, mille lire , cinque euro ,non sono nulla per noi ,ma tanto per quei bambini che ogni 15 secondi muoiono dimenticati da tutti....
bravo Claudio , un cantautore ,ma sopratutto un uomo che sicuramente meritava piu' successo di quello che hai .
Lena
lena stiglici 26/12/2009 - 11:36
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Iraq

Vic Chesnutt ci ha lasciati

Quelle notizie che non vorremmo mai sentire, soprattutto a Natale: il cantautore americano Vic Chesnutt è deceduto ieri, 25 dicembre, alle 14:59, dopo essere entrato in coma due giorni prima. Apparentemente, la causa del decesso sarebbe un tentativo di suicidio attraverso l'ingerimento di farmaci.

La notizia dello stato di coma era stata data dal sito del New York Times: la famiglia lo aveva confermato ma non aveva rilasciato dichiarazioni circa le cause. Le voci avevano cominciato a circolare già da mercoledì, dopo che l'amica Kristin Hersh aveva postato sul proprio Twitter questa frase: "Please send grateful thoughts his way".

Sempre secondo quanto scriveva la Hersh su Twitter, confermando l'ipotesi del tentato suicidio, la situazione era apparsa da subito critica: in caso di sopravvivenza al coma Chesnutt avrebbe comunque potuto riportare seri danni al cervello.

La... (continua)
26/12/2009 - 10:42
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Voglie 'e parlà

[2005]
Album: ‘A camorra song'ìo
Mo siente e fatt' comme stann'
(continua)
inviata da giorgio 26/12/2009 - 08:53
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Nuvole a Vinca

"C'è l'orgoglio di sapere che le nostre forze armate sono una vera eccellenza, un esempio per le nuove generazioni. La stragrande maggioranza degli italiani guarda a voi con affetto e si sente rappresentata da questi uomini e donne che hanno scelto di servire la patria in armi. Purtroppo abbiamo anche quest'anno avuto dei lutti e pianto la scomparsa di uomini valorosi che si sono spinti fino all'estremo sacrificio nella meritoria opera di consolidamento della pace. Tra i reparti schierati in questo piazzale c'è l'elite delle nostre forze armate, come il Comsubin della marina, erede della non dimenticata Decima Mas"
Dal discorso pronunciato il 23 dicembre 2009 a Livorno (caserma Vannucci, sede della brigata folgore) dal (molto poco) onorevole ministro della Repubblica (nata dalla Resistenza) ignazio la russa.

Le “MAS” (memento audere semper) sono state unità speciali della regia marina... (continua)
Alessandro 25/12/2009 - 22:55
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Stupida razza

Benvenuti in questo mondo ricoperto di cemento
(continua)
inviata da adriana 25/12/2009 - 18:04
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White as Snow

BIANCO COME NEVE
(continua)
24/12/2009 - 22:52
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Mad Cowboy Disease

[2004]
Lyrics and Music: Victor René Sadot
Album: Broadsides & Retrospectives [2005 - Crazy Planet Band]

A broadside on Bush Neo-Con war policies provides a ridiculous explanation for the lies and violence of these mad cowboys: 'It must have been the dinner at the Inauguration Ball. There must have been some Mad Cow on the menu after all.'

"My brother Rob and I attended the demo in DC just after the “shock and awe” infrastructure destruction and beginning of the occupation nightmare... we saw a protest sign that said: «There is a cure for Mad Cowboy Disease…»
We laughed and turned to each other and said: «Song!»
You know it's kind o' Sci-Fi what's happening today…
(continua)
inviata da giorgio 24/12/2009 - 21:05
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The Backlash Blues

Non so se la traduzione del titolo come "rifiuto" sia corretta... "Backlash" significa letteralmente "reazione violenta" ma anche "ritorno"...
LE BLUES DU REFUS
(continua)
inviata da Alessandro 24/12/2009 - 21:02
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Are You a Citizen Or Are You a Slave ?

[2003]
Songwriters: Victor René Sadot & Cindy Abramowicz Hubschmitt
Album: Broadsides & Retrospectives [2005 - Crazy Planet Band]

Written with Cindy Hubschmitt, the song challenges cynicism and apathy about social justice issues. It could become an anthem if it gets heard...

Comments by Vic Sadot (1 2)
Are you a Citizen? - Or are you a Slave?
(continua)
inviata da giorgio 24/12/2009 - 19:57
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The Patriot Call

[2005]

Song about what patriotism REALLY should be: taking care of one's country...
"I was motivated to write this song due to the misinterpretation that patriotism is about killing people when a leader shoves an unwilling country into war."
In this country there's a choice
(continua)
inviata da giorgio 24/12/2009 - 19:48

Catene

Sento il sangue freddo
(continua)
inviata da Donquijote82 24/12/2009 - 19:26
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Africa Nera

Ho 7 anni e sono africano
(continua)
inviata da Donquijote82 24/12/2009 - 19:24

Migranti

Ci sono giorni passati a inventare
(continua)
inviata da Donquijote82 24/12/2009 - 19:21
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Darquier

[1979]
Pubblicata su di un 45 giri nel 1979, poi eseguita dal vivo in una tournée del 1980 e inserita nell’album live “Répression dans l'Hexagone”, registrato nel corso di quella tournée ma pubblicato solo nel 1992.

Testo trovato sul sempre ottimo l’histgeobox



Una canzone dedicata a Louis Darquier de Pellepoix, uno dei tanti cani fascisti che all’interno del governo di Vichy servirono i nazisti durante l’occupazione della Francia.
Figlio di famiglia alto borghese, Darquier de Pellepoix vantava origini nobili e si faceva chiamare col titolo di barone… Fancazzista, disonesto, nazionalista, virulento antisemita, il “barone” era l’uomo ideale per i nazisti, che lo vollero – contro il parere del maresciallo Pétain, che giudicava Darquier de Pellepoix un esaltato torturatore e un ladro – a capo dell’ufficio affari ebraici del governo di Vichy. Fu proprio Darquier de Pellepoix, insieme al... (continua)
L'homme respecté
(continua)
inviata da Alessandro 24/12/2009 - 14:38
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Nouveau Monde

[1997]
Album "T'es fou"

Canzone dedicata alla "conquista che non scoprì l'America", per dirlo con Eduardo Galeano...
Quand je bois de l'eau, de l'eau, de l'eau,
(continua)
inviata da Alessandro 24/12/2009 - 13:02
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La rose et le réséda

[1943]
Album “Les Choses de rien”

Una poesia di Louis Aragon, poeta e scrittore francese, attivista nella Resistenza, partecipe del movimento dadaista e fondatore di quello surrealista (si veda su questo sito Boulevard Aragon, canzone a lui dedicata da Serge Reggiani).

Apparve per la prima volta nella primavera del 1943 su di un giornale di Marsiglia e l’anno successivo Aragon la incluse nella sua raccolta intitolata “La Diane Française”, aggiungendovi una dedica a quattro membri della Resistenza, due cristiani (“Colui che crede al cielo”, la reseda, una pianta erbacea con proprietà calmanti) e due comunisti (“Colui che non crede al cielo”, la rosa), assassinati dai nazisti:

À Gabriel Péri et d’Estienne d’Orves
comme à Guy Môquet et Gilbert Dru

Gabriel Péri era un giornalista ed attivista del Partito comunista. Honoré d'Estienne d'Orves era un ufficiale della marina francese, vicino... (continua)
Celui qui croyait au ciel
(continua)
inviata da Alessandro 24/12/2009 - 12:30
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Fleur de Paris

[1944]
Parole di Maurice Vandair
Musica di Henri Bourtayre

Cette chanson que chante Maurice Chevalier est pleine de symbolisme. En général, la « fleur de Paris » est la patrie ou l’esprit français. Mais aussi, presque chaque vers décrit un autre aspect que la fleur symbolise en particulier.
Les premiers vers disent «mon épicier l’avait gardée dans son comptoir, le percepteur la conservait dans son tiroir.» Je crois que c’est une référence aux faux papiers que les Résistants faisaient. Ce qu’ils cachaient peut être aussi le procès verbal des rentrées d’argent. Par exemple, si un percepteur ne reportait pas la vraie quantité qu’on avait produite c’était une forme de résistance.
Le cinquième vers dit : «l’ex-caporal en parlait à l’ex-général». Ce vers parle de Charles de Gaulle et les Forces Françaises Libres ainsi que ceux qui se sont battus contre les Nazis. Le sujet de la chanson est... (continua)
Mon épicier l'avait gardée dans son comptoir
(continua)
inviata da Alessandro 24/12/2009 - 11:42

Soldats sans armes

[1966]
Parole di Maurice Vidalin
Musica di Maurice Jarre

Si tratta della canzone presente sul lato B di un 45 giri pubblicato nel 1966. Sul lato A, Paris en colère
Dopo l'omaggio ai combattenti della Liberazione, ecco quello alle migliaia di "soldati senza armi", i civili sconosciuti che quella liberazione resero possibile con la loro resistenza di tutti i giorni, costata un altissimo tributo di sangue.
La guerre était perdue
(continua)
inviata da Alessandro 24/12/2009 - 11:23
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Paris en colère

[1966]
Parole di Maurice Vidalin
Musica di Maurice Jarre

Agosto 1944. Liberazione di Parigi.
Que l'on touche à la liberté
(continua)
inviata da Alessandro 24/12/2009 - 11:14
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Il y avait une ville

Una canzone sull'olocausto atomico di Hiroshima e Nagasaki, scritta nel 1958 e poi inclusa nell'EP "Claude Nougaro" del 1964.
Que se passe-t-il?
(continua)
inviata da Alessandro 24/12/2009 - 10:31
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Extracomunitario

Dall'unico album della band, "Pislas" (1993)

E insomma, questo pezzo ha più di quindici anni, quindici anni, inserire imprecazione a scelta.
Ma sembra parli esattamente del 2009. Due ipotesi: (1) I Paolino erano profeti, vedevano già quanto saremmo diventati stronzi; (2) Siamo sempre stati stronzi così, procediamo nella stronzaggine in moto rettilineo uniforme, la sensazione di peggiorare è un'illusione prospettica.

Sia come sia, correggerei soltanto due osservazioni. "Non sei informato al di fuori della tua cultura": si è poi capito che ne sappiamo poco anche di quest'ultima. "Non sei cattivo". Ecco, secondo me dobbiamo cominciare a dircelo: siamo cattivi. Siamo gente cattiva, ossessionati dai nostri difetti e prontissimi a rifarci su chi è più sfigato di noi.

Di buono c'è che a Natale continuiamo a festeggiare un extracomunitario. Questo non ce lo può togliere nessun leghista.

(commento di leonardo da piste - noi postiamo per la gente che lavora)
Io non sono mica razzista, però
(continua)
24/12/2009 - 10:00
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Primavera di Praga

Le CCG/AWS - Sezione Intrattenimento sono liete di presentare il:
AWS/CCG - Entertainment Division is happy and proud to present the:

VINCENZO MINICI SHOW®
ovvero: Un itagliano degli anni zero


Viene mantenuta la grafia originale. TUTTO DA COMMENTI ORIGINALI SULLE CCG!!!

1.

"vincenzo minici

è facile essere comunisti e condannare il regime comunista spietato e sanguinario come quelo nazista ed anche di più vergogna v ergogna vergogna"

2.

"ricordiamo le vittime del comunismo da piazza tien a men a prAGA vergogna vergogna vergogna"

3.

"si prega di non effettuare la censura comunista vi"

4.

"comunisti rispondete 339 4730426 vincenzominici@tiscali.it"

5.

"c'e la censura comunistoanarcoide?"

6.

"voi siete la guerra e l'ingiustizia sociale altro che"
CCG/AWS Staff 23/12/2009 - 22:54

Pornostar

Buonasera,
non mi intendo di musica, ma visto il nome uguale ( il che non è semplice) al mio le Auguro Buone Feste e un Felice NATALE!!!
Scusi per la mia intromissione...

Massimo Chiacchio
massimo chiacchio 23/12/2009 - 22:25
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Giorgio Gaber: I reduci

Un interessante commento critico da Luvemil's Blog:

Su un sito ho letto la dicitura canzoni contro la guerra e poi il testo di “I reduci” di Gaber.

Il testo è il seguente:

[...]

Ovviamente sono rimasto scandalizzato dal fatto che fosse citata come canzone contro la guerra, e mi sono affrettato a mandare un commento, andato perduto per la mia stupidità, ma fa niente.

Il punto è: leggete il testo “dalle scuole ai quartieri alle fabbriche per confrontarsi / decidere insieme la lotta in assemblea.”, “come se capir la crisi voglia dire / che la crisi è risolta.”, “ma il fatto di avere la coscienza / che sei nella merda più totale / è l’unica sostanziale differenza / da un borghese normale.”. Questa non è roba da guerra, è lotta di classe.

Estrapolare solo gli ultimi versi

E allora ci siamo sentiti insicuri e stravolti
come reduci laceri e stanchi, come inutili eroi,
con le... (continua)
Riccardo Venturi 23/12/2009 - 22:12
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Eroi nel vento

Chanson italienne – Eroe nel vento – Liftiba – 1985
HÉROS DANS LE VENT
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 23/12/2009 - 20:42
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Brancaleone alle Crociate [Pirulè]

Il commento al testo è al limite del grottesco. E' stancante leggere argomentazioni vuote come queste, dettate da un senso comune bonaccione, un po' "asino" e semplicione... da bambino goffo e un poco deficiente, diciamo (per puro buonismo). Mi piacerebbe che argomenti e iniziative per la pace avessero miglior sostanza.
(alex)

Vi presento il solito "alex" ("alex" è un nick talmente comune da poter essere preso quasi proprio come nome comune) che entra in questo sito, va sulla pagina di una canzone (a caso o che cercava, questo non lo si può sapere) e si sente in dovere di dire la sua con il solito linguaggio da "pierino ipercritico". Di alex come questo ne ho e ne hanno incontrati tutti in rete, tutti con il solito bagaglio lessicale ("grottesco", "senso comune" ecc.). che dire? Il commento a "Pirulè" non è senz'altro dei più cospicui del sito, ma sospetto che anche di fronte a un trattato... (continua)
23/12/2009 - 16:57
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Woman Of The Ghetto

[1969]
Album "The Spice of Life"
Parole di Marlena Shaw
Musica di Richard Evans e Bobby Miller

Testo trovato sul sempre ottimo l’histgeobox

Potremmo dire che si tratta di una Say It Loud - I'm Black and I'm Proud in versione femminile cantata da una delle più belle voci black del soul americano....
I was born, raised in a ghetto
(continua)
inviata da Alessandro 23/12/2009 - 15:30
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Dans la gueule du loup

Il testo di questa canzone, dedicato alla "nuit noire" del 17 ottobre 1961 a Parigi, è una poesia dell'algerino Kateb Yacine.

Egli stesso scrisse, confrontando le manifestazioni indipendentiste ad Algeri e Parigi: "Réussir à Alger une telle démonstration de force, face à l’armée française omniprésente, suréquipée, et aux fascistes déchaînés de l’OAS, c’était énorme. Mais refaire, moins d’un an après, la même démonstration à Paris, la capitale d’un empire qui avait, au début du siècle, prétendu dominer le monde, c’était se jeter dans la gueule du loup ! Et c’est bien ce qui s’est passé le 17 Octobre 1961. On a vu ce jour-là, des dizaines de milliers d’Algériens affluer dans Paris, venus de toute la France. On a vu, place de l’Opéra, les parias des bidonvilles. Les journaux étaient pleins de ces images insoutenables qui m’inspiraient plus tard ces strophes de ce poème."
Alessandro 23/12/2009 - 14:55
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17 Octobre

[2006]
Album “Table d'écoute”



Con Paris, Oct61 un’altra canzone che racconta del terribile 17 ottobre 1961 a Parigi, la “nuit noire” nel corso della quale la polizia fascista e razzista del prefetto Maurice Papon (già prefetto della Gironde tra il 1942 e il 1944, durante il regime di Vichy) si scatenò contro un corteo di algerini e maghrebini che manifestava per l’indipendenza dell’Algeria (mentre erano già in corso negoziati tra Francia e FLN) e contro gli omicidi extragiudiziali compiuti quasi quotidianamente dalle forze dell’ordine contro gli immigrati nord-africani. L’ordine del massacro venne direttamente da Papon che dichiarò in radio e televisione “Per ogni colpo dato ne restituiremo dieci”… Ma fu peggio di una decimazione: ai 300 maghrebini uccisi nel corso del 1961 se ne aggiunsero altre decine (tra i 50 e i 200, non è mai stato possibile appurare il numero esatto) assassinati... (continua)
Alger, capitale, au commencement des « sixties »
(continua)
inviata da Alessandro 23/12/2009 - 14:36
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Paris, Oct61

[1995]
Album “Les Choses de rien”

Testo (corredato di approfondita scheda storica) trovato sull’imprescindibile l’histgeobox



Parigi, 1961.
In Algeria la guerra era al suo culmine e, anzi, si era ormai da tempo trasferita in suolo francese, dove vivevano già all’epoca non meno di 400.000 immigrati algerini, 150.000 solo nella regione di Parigi. La comunità algerina, e per analogia con essa, tutti i nordafricani immigrati in Francia vivevano in un clima di insicurezza permanente, vessati di continuo dai controlli, dalle retate e dalle violenze della polizia e vittime del razzismo e del fascismo di molti francesi. Un paio d’anni prima, il prefetto di Parigi Maurice Papon (già funzionario di polizia durante il regime di Vichy) aveva avuto l’idea geniale di istituire una forza di polizia speciale, costituita da volontari di origine maghrebina, dedicata alla repressione delle cellule del... (continua)
Paris sous Paris
(continua)
inviata da Alessandro 23/12/2009 - 12:32
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Comme une fille

[1969]
Paroles et musique: Léo Ferré
Testo e musica: Léo Ferré
Album "L'Été 68"



Si tratta della canzone che chiude il disco dedicato da Léo Ferré al maggio francese, L'été 68. Ben diverso il rapporto di Ferré con la rivolta rispetto a quello dell'altro grand anarchiste della canzone francese, Georges Brassens: diretto e partecipativo nel primo caso, di comunanza e di lotta; distaccato seppure con simpatia nel secondo. Uno come Ferré non poteva però restare ai margini ed esprimere soltanto una vaga simpatia: Ferré non era, e non è mai stato, un individualista. L' "Estate '68" cui fa riferimento il titolo dell'album è quello della tentata "restaurazione gollista" dopo la rivolta del maggio: le consuete elezioni che danno una schiacciante maggioranza ai "silenziosi", alla Francia borghese spaventata a morte che chiede il "ritorno alla normalità": un ritorno che non poteva però più esistere.... (continua)
Comme une fille
(continua)
inviata da Alessandro 23/12/2009 - 09:45
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Eroi nel vento

Scatti ai nervi e sensi che
Le ombre dei sogni, scuotono
Spazza Vento e porta via
il bambino che gioca con il Mare
Eroe Nel Vento 22/12/2009 - 23:40
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Parole sante

Chanson italienne – Parole Sante – Ascanio Celestini – 2007

Il y a deux immeubles

Un est le centre commercial avec sa belle enseigne, son toit hyperbolique et ses vitres luisantes qui le font ressembler à un autogrill d'autoroute de Mars. L'autre un parallélépipède rectangle pensé par quelque géomètre avec des coliques est le callcenter. L'un est fait pour être regardé et de fait, tous le voient. L'autre est invisible un peu car on n'aime pas le voir, un peu car son jumeau voyant qui se trouve à côté accapare toute l'attention. Par contre, il se fait entendre. Il nous parle au téléphone quand il appelle à la maison pour nous vendre un aspirateur ou un nouveau plan tarifaire. Il nous parle quand on appelle le numéro vert écrit sur l'étiquette d'une boisson gazeuse ou d'un tampon absorbant. À côté des jumeaux de ciment armé passe la route et autour il y a la bourgade.
Collé au bourg, il y... (continua)
SAINTES PAROLES
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/12/2009 - 23:13
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

PARODIA FRANCESE / FRENCH PARODY - ...A dit Lily Marlène di Pierre Dac
...A DIT LILY MARLÈNE - La parodia francese di Pierre Dac
...A DIT LILY MARLÈNE - The French Parody by Pierre Dac

Sulla melodia originaria, con testo scritto da Pierre Dac.
To the original tune, with new lyrics by Pierre Dac.

Trovata pierredac.isuisse.com, sito dedicato alle canzoni che Pierre Dac propose durante le sue trasmissioni da Radio Londra tra il 1943 e il 1944.
… A DIT LILY MARLÈNE
(continua)
inviata da Alessandro 22/12/2009 - 15:11
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Le déserteur

anonimo
Testo trovato sul sito Vinyls Revolution, che mette a disposizione in formato .ogg canzoni anarchiche e di lotta tratte da vecchi dischi in vinile.
Questa - il cui testo non mi pare compaia al momento sulle CCG - è compresa nel disco intitolato "Chansons Contre".

Purtroppo non sono disponibili altre informazioni circa le fonti originarie.
En arrivant au régiment
(continua)
inviata da Alessandro 22/12/2009 - 14:30
Percorsi: Disertori
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זאָג ניט קײנמאָל

Zemerl è un sito benemerito, ma purtroppo alquanto deficitario dal punto di vista testuale. Ad esempio, la seguente versione spagnola, così come desunta dal sito in questione, ha dovuto essere sottoposta ad un robusto aggiustamento. [RV]
NUNCA DIGAS
(continua)
inviata da Alessandro 22/12/2009 - 13:29
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Lili Marleen [Lied eines jungen Wachtpostens]

Pierre DAC mena, dans les années 40 du siècle dernier, depuis Londres un vigoureux combat contre Adolf, Benito et les autres. Par la radio : "Un Français parle aux Français". Il proposa cette Lily Marlène, revue et corrigée dans un esprit de résistance... Ora e sempre : Resistenza ! On pourrait peut-être en mettre une trace parmi les autres Marlènes...

Ainsi Parlaient Marco Valdo M.I. et Lucien Lane
Marco Valdo M.I. 22/12/2009 - 13:05

La Chèvre Atomique

La Chèvre Atomique

Canzone léviane – La Chèvre Atomique – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 72

La Chèvre Atomique est la septante-deuxième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

En voilà bien une autre maintenant, dit Lucien l'âne en levant le museau pour saisir une branchette de saule. Ne me regarde pas comme çà, Marco Valdo M.I. mon ami, je ne fais rien de mal en croquant cette branchette de saule... Ne sais-tu pas les vertus analgésiques de Salix... J'ai pris froid et j'ai mal aux dents, voilà tout et je me soigne et d'ailleurs, mon ami Salix le saule (Salix, c'est son nom) m'a donné son accord et il est très heureux de pouvoir me soigner, tout en étant soigné lui-même, car il est bon pour lui qu'on lui taille un peu la chevelure. Cependant, ce qui me turlupine plus encore, c'est cette étrange chèvre atomique.... (continua)
Devant la pâture déteinte et poussiéreuse,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 22/12/2009 - 12:41
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La historia esta

la cultura es la sonrisa
22/12/2009 - 12:13
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L'artilleur de Metz

anonimo
Spero che nessun@ se ne abbia a male se - stimolato da un paio di interventi di Marco Valdo M.I. - posto questa "chanson paillarde" in cui si canta di un artigliere che col suo "pezzo" non dispensa piombo ma solo amore, facendo strage sì, ma di "cuori" femminili.
Dal che si dimostra che le spade possono essere trasformate anche in qualcos'altro oltre che in aratri...
E dal che si dimostra pure che è sacrosanta la recente affermazione del nostro Premier convalescente (auguri!) che è sempre l'amore che vince sull'odio...

Viva l'ammore! Viva le donne! Viva il buon vino! Viva l'artigliere di Metz!
Quand l'artilleur de Metz
(continua)
inviata da Alessandro 22/12/2009 - 11:40
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Les fils de Pétain

Ciao Marco Valdo M.I.,

grazie per i tuoi contributi su Pierre Dac. Mi hanno fatto capire molto meglio quale poteva essere l'impatto delle sue trasmissioni sui tutti quei francesi - la grande maggioranza - che all'epoca avevano a cuore davvero il proprio paese, e che sapevano che i cani nazi-fascisti non avrebbero abbaiato a lungo... Proporre delle canzoni contro i collaborazionisti di Vichy usando le arie delle più divertenti e dissacranti canzonacce da osteria doveva aver un effetto dirompente... Della serie "Una risata vi seppellirà"...

Ho trovato qui una versione - diciamo - "extended stimulation" della chanson paillarde sul "trascinamento dei coglioni per terra" che hai postato tu... Di "La peau de couille" c'è pure l'mp3... mi ha fatto molto ridere, anche se ne ho capita la metà... Ti offro questa ricerca perchè credo che tu potrai ridere il doppio, comprendendola per intero...

Buon divertimento!
Alessandro 21/12/2009 - 23:07
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Ariva i barbari

bello, mi piace.
mi permetto però di far notare che i peòci in questa canzone non sono i mitili o cozze che dir si voglia, ma REALMENTE i pidocchi.
difficile sarebbe portare dall'entroterra i mitili in barena...
walter 21/12/2009 - 20:48




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