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Chiapaneca

[2004]
Album "Devenir"

Canzone dedicata ai ribelli del Chiapas, gli indios neo-zapatisti che nell'ormai lontano 1994 si sollevarono in armi contro il governo messicano ed il neoliberismo mondiale...
Anche se nessuno ne parla più, loro sono ancora lì a lottare per la dignità, la libertà e la vita.
Esos rasgos que asoman del borde del pasamontañas
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 22:50

Le Crabe In Tenebris

Le Crabe In Tenebris

Canzone léviane – Le Crabe In Tenebris – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 57

Le Crabe In Tenebris est la cinquante-septième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

Quelle histoire cette canzone, dit Lucien l'âne en raclant d'un pied sévère le sol devant son poitrail. Il y faudrait une sorte d'explication de textes. J'y vois mille choses et j'aimerais savoir si je me trompe ou si je vois juste. Par exemple, j'ai l'impression que ce crabe me rappelle quelque chose, un peu un univers à la Kafka... C'est çà, on dirait une chanson d'un personnage de Kafka. Celui-là qui avance sans jamais avancer vraiment... Celui-là qui se sent menacé par on ne sait quelle force obscure ... Mais en même temps, on dirait une histoire que j'ai entendue des milliers de fois dans ma jeunesse... Celle d'Oedipe.

En... (continua)
Un homme avance, à quatre pattes, vers l'escalier
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 14/10/2009 - 22:38
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Quan creus que ja s'acaba

[1970]
Album "Per destruir aquell qui l'ha desert"

Cosa sono la dittatura, il fascismo, il totalitarismo?
Mostri che non sono mai morti, zombie che ritornano quando credi che sia finita, l'ascensore che di notte si ferma al tuo piano e qualcuno che ti urla di aprire la porta...
Difficile rendere meglio l'atmosfera mortifera che si respirava in Spagna sotto Franco...
Si veda anche la canzone De nit a casa, junts, dallo stesso album, dove ritorna l'incubo dell'ascensore... e pare quasi di viverlo tanta è l'intensità con cui è descritto.
Quan creus que ja s'acaba,
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 22:18

Sette paia di scarpe

Chanson italienne - Sette Paia di Scarpe – Corrado Sannucci – 1975

Dans les années septante, les ouvriers – surtout des femmes et des jeunes – qui travaillaient dans les fabriques de chaussures tombaient malades de « polynévrites des colles », à cause de l'inhalation des vapeurs exhalées par les mastics et les peaux traitées... Puis, la sécurité dans les établissements s'améliora mais, surtout, les productions commencèrent à être délocalisées dans des pays en voie de développement, où colles et tans empoisonnés purent à nouveau être utilisés pour abaisser les coûts et … les ouvriers, souvent des enfants ou à peine plus âgés.

Mais, dit Lucien l'âne, sais-tu que Corrado Sannucci vient de mourir.

Oui, dit Marco Valdo M.I., c'est bien pour ça que je m'empresse de traduire une de ses chansons pour le saluer au moment du grand voyage, au départ de l'émigration ultime. Cela dit, ce qui est... (continua)
SEPT PAIRES DE CHAUSSURES
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 14/10/2009 - 20:49

Giro d'Italia

Giuseppe - Joseph Porcu, déserteur et résistant, dont le cycle Dachau Express raconte l'odyssée vient de nous quitter ce lundi 12 octobre 2009. Il était né à Dolia Nova (Sardaigne).
Marco Valdo M.I. 14/10/2009 - 18:32
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Universal Soldier

Danish Version

Den ukendte soldat
St. Marie, Buffy
Niller SI
Den ukendte soldat. Farver
Triola TD 289 1966
Source: Sangbog for fredsfolk
Republished on the CD Let's go : den store danske 60'er box, 2005.

Holger Terp
DEN UKENDTE SOLDAT
(continua)
inviata da Holger Terp 14/10/2009 - 17:07
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Yo vivo en un tiempo de guerra

Incisa da Viglietti in "Daniel Viglietti y el Grupo de Experimentación Sonora del ICAIC" (1973)
Alessandro 14/10/2009 - 15:46
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Sólo digo compañeros

[1971]
Album "Canciones chuecas"
Escucha, yo vengo a cantar
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 15:43
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Cielito de los muchachos

[1971]
Album "Canciones chuecas"
Una poesia di Mario Benedetti messa in musica da Viglietti.
Están cambiando los tiempos
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 15:39
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Masa

[1937]
Versi del poeta peruviano César Vallejo ‎‎(1892-1938) da “España, aparta de mí este cáliz”, ultima raccolta pubblicata prima della ‎prematura scomparsa a Parigi.‎
Musica di Daniel Viglietti nell' album "Canciones chuecas" [1971]
Anche nel disco degli Aguaviva intitolato “Apocalipsis” del 1971.‎
Interpretata anche da Carlos Andreu in "Carlos Andreu chante César Vallejo - Collection L'INIMAGINARI N° 1 Francia 1988"




César Vallejo fu molto vicino alla Repubblica spagnola, fin dalla sua nascita nel 1931.‎
Nel 1936, con l’inizio della guerra civile, fu con ‎‎Neruda tra i fondatori del “Comité ‎Iberoamericano para la Defensa de la República Española”, scrivendo sul giornale Nueva ‎España. Nel 1937 partecipò al Congreso Internacional de Escritores Antifascistas e poi ‎viaggiò per tutto il paese, sui fronti di guerra, per rendersi conto personalmente dell’evoluzione del ‎conflitto.‎

In... (continua)
Al fin de la batalla,
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 15:35
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Dinh-Hung, juglar

[1971]
Album "Canciones chuecas"
Scritta dal poeta Washington Benavides e dal musicista Héctor Numa Moraes, entrambi compatrioti di Viglietti.
Te contaré una historia
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 15:27
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Canción para mi América

[1963]
Album "Canciones folklóricas y seis impresiones para canto y guitarra"

Interpretata anche da Mercedes Sosa in "Yo no canto por cantar..." (1966)
Dale tu mano al indio
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 15:15
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Quena

[1966]
Album "Yo no canto por cantar..."
Testo e musica di Arsenio Aguirre
Del antiguo Cuzco cruzó hasta Arequipa
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 15:06
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Canción del derrumbe indio

[1966]
Album "Yo no canto por cantar..."
Canzone scritta da Fernando Figueredo Iramain

Nel 1965 Mercedes Sosa fu invitata da Jorge Cafrune (uno dei più celebri interpreti della tradizione musicale popolare argentina) al "Festival Folclórico de Cosquín". Gli organizzatori della rassegna non erano al corrente dell'iniziativa di Cafrune e quando "La Negra Sosa" salì sul palco i commenti non furono teneri ("¿quién es esa mina, con esa pinta de sirvienta? ¿Qué hace acá?", disse uno degli impresari)... Noncurante del mormorio, la Sosa attaccò con la "Canción del derrumbe indio" di Fernando Figueredo Iramain, accompagnando la voce solamente con la ritmica di un tamburo... L'esecuzione fu accolta da un'ovazione e la Sosa ebbe la sua consacrazione, ottenendo un contratto con la PolyGram per incidere "Yo no canto por cantar..."
(fonte: es.wikipedia)
Juntito a mi corazón,
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 13:18
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Fundamento coplero

[1970]
Album "El grito de la tierra"
Parole e musica di Raúl Mercado e Ángel Ritro
Tu eres rico, tu eres pobre
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 11:09
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Triunfo agrario

Letra: Armando Tejada Gómez
Música: César Isella
Arreglo: Mario Arreseygor

Dall'album "El pueblo unido", non datato, realizzato in Germania probabilmente nel 1975.
Este es un triunfo, madre,
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 09:38
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Over Here and Over There

[2003]
Album: Songs of Solidarity
Well, everybody's talking on the thoroughfare,
(continua)
inviata da giorgio 14/10/2009 - 09:31
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A Santo Domingo

Letra: Pablo Neruda, "Versaínas por Santo Domingo"
Música: Víctor Víctor (altrove Leo Rodríguez)
Arreglo: Rodolfo Larumbe y Carlos Groisman

La canzone, come proposta dal Quinteto Tiempo, si trova in "Vivo" (2004)

Il 5 dicembre 1492 Cristóbal Colón sbarcò su di un'isola che battezzò "La Española", oggi Santo Domingo. I nativi taínos lo accolsero bene e lo aiutarono addirittura a costruire il primo insediamento europeo nel Nuovo Mondo, Fuerte Navidad... Ma già l'anno seguente gli indigeni avevano capito che marcava molto male con i forestieri e smisero di essere ospitali e gentili... Fuerte Navidad fu raso al suolo... Com'è andata poi, lo sappiamo...
Disculpe si le digo unas locuras
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 09:06
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La raíz de tu grito

[1970]
Letra: Alfredo Cacho Rubio
Música y arreglo: Jorge Cumbo

Il Quinteto Tempo presentò per la prima volta questa canzone al Festival di Baradero, Buenos Aires, nel 1967. Nel 1970 la incisero sul loro primo singolo (sul lato B, Te recuerdo Amanda di Víctor Jara). Oggi la si può ascoltare all'interno del cd "Antológico" del 2006.
Te golpearon el rostro
(continua)
inviata da Alessandro 14/10/2009 - 08:41
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Children Of The World

[2006]
Another song by Eileen Penman. Her song, Children of the World, was inspired by the poverty and cruelty experienced on a daily basis by street children in cities throughout the world.'
We are the children of the street
(continua)
inviata da giorgio 14/10/2009 - 08:30
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Somebody's Mother

[2004]
Tonight somebody's mother's lying underneath a wall
(continua)
inviata da giorgio 14/10/2009 - 08:26
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Contro

il dieci ottobre e' stato il 65° anniversario dell'eccidio nazifascista di Marzabotto: oratore ufficiale il professor Cacciari sindaco di Venezia, un discorso filosofico improntato sul perdono politico laico e un perdono della chiesa molto bello che si può leggere nel sito del comune
mentre ascoltavo mi e' venuta in mente questa canzone e penso che sia ancora attuale sia ieri sia oggi e domani
grazie
nevio casalecchio di reno 13/10/2009 - 18:52
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Alerta en primavera

[2002]
Album "Quinteto Tiempo canta a Armando Tejada Gómez"

Letra: Armando Tejada Gómez
Música: Hugo Díaz Cárdenas
Arreglo: Carlos Groisman

Ancora una canzone sul terrore della dittatura in Argentina e sul suo nefasto epilogo, la guerra delle Malvinas...
Lo he leído, me han dicho, lo he bebido
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 14:42
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Canción de caminantes

Una bellissima canzone scritta dalla Walsh e incisa nel 1981 dal Cuarteto Zupay, celeberrimo gruppo di musica popolare argentina, nel loro disco intitolato "Dame la mano y vamos ya", il primo dei tre dedicati interamente alla grande autrice, compositrice e cantante.
Una canzone coraggiosissima, visto che si era ancora sotto la dittatura che, ormai al tramonto e prossima a suicidarsi sulle coste delle Malvinas, era comunque capace di terribili colpi di coda contro gli oppositori...
Porque el camino es árido y desalienta.
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 13:12
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Potosí

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).

A Potosí, nel sud della Bolivia c'è una montagna chiamata Sumaq Orcko (Cerro Rico) dove c'era uno dei più grandi giacimenti d'oro del mondo, sfruttato come tale fino alla metà del 600...
Per tirare fuori l'oro dal ventre della montagna gli spagnoli perfezionarono un sistema di schiavitù già utilizzato dai sovrani inca e così si procurarono per oltre un secolo braccia a gratis tra i nativi, che in quella miniera morirono forse non a milioni ma certamente a decine di migliaia...
Así íbamos desapareciendo de la faz del continente.
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 11:50
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Mutilaciones

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).

*Diaguita è un termine quechua/aymara per indicare le popolazioni indigene di idioma cacán che abitavano le regioni montuose del nord est argentino e il Norte Chico del Cile.
I diaguitas si batterono prima contro gli Incas e poi, per oltre cent'anni, contro gli spagnoli...
Nos cortaban las orejas y nos amputaban
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 11:31
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Taki Ongoy (2)

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).
Caerá en la tierra
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:48
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Aya Marcay Quilla

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).
"Aya Marcay Killa" è il mese del calendario inca dedicato alla commemorazione dei defunti.
Nunca pierdas a tu niño en tus brazos.
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:46
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Año 1530 - Peste

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).
No había descanso para nuestro dolor:
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:40
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Encuentro en Cajamarca

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).
No, ciertamente no eran dioses.
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:38
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Taki Ongoy

[1986]
Album "Taki Ongoy"

"Taki Ongoy" significa "Malattia del canto" o "Malattia della danza" nella lingua quechua parlata in area andina. Era il nome di un movimento politico e religioso indigeno di resistenza all'invasione spagnola sviluppatosi sulle Ande peruviane nella seconda metà del XVI secolo. Il nome derivava dalla credenza che gli spiriti degli antenati, arrabbiati per il rapido annichilamento della cultura indigena ad opera della Conquista, si impadronissero del corpo dell'inca inducendolo a suonare e ballare le melodie tradizionali per annunciare la volontà divina di restaurare la mitologia, la cultura e la politica preispaniche...Un movimento millenarista cui in qualche modo può essere paragonato quello della "Danza degli Spettri", di tre secoli successivo, sviluppatosi fra gli indiani del nord America ormai sconfitti...

"Taki Ongoy" è un concept album ideato da Heredia insieme... (continua)
Donde están nuestros hijos ahora
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:30
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Mi madre y María

[2005]
Album "Tiernamente amigos"
Cantata da Heredia insieme a Mercedes Sosa.

Una canzone dedicata alle "abuelas" e alle "madres de Plaza de Mayo", due generazioni di donne cui la feroce dittatura fascista ha portato via figli e nipoti...
Yo sé que estas allí llorando madre
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 09:44
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Mariposa de Bagdad

[2008]
Album "Ciudadano"
Ella escribe versos en la arena mientras vuelan dos gaviotas
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 09:34
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El viejo Matías

Dall'album "Recital" del 1982, ma credo che sia stata scritta molti anni prima...
La lluvia y el viento eran dos hermanos
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 09:28
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Fired Up!

[1999]
Lyrics and music by Holly Near
Album: Edge
Fired up ain't gonna take it no more
(continua)
inviata da giorgio 13/10/2009 - 08:05

Biglietto di ritorno

[1975]
Album "La luna e i falò" (Folkstudio)

Testo trovato su La Musica de L'Altra Italia

Anche su questa pagine parliamo spesso dei morti sul lavoro, meno dei morti senza lavoro... Penso - per parlare solo del caso più eclatante di questi ultimi tempi - all'ondata di suicidi (oltre una ventina) che nell'arco di un anno e mezzo hanno accompagnato la feroce ed irresponsabile "ristrutturazione" aziendale in France Telecom...
Qui, in questa canzone di Sannucci, la storia è un'altra, ma è uguale...
Senza neanche metter le sirene son venuti
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 08:02
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Orange Crush

Sono arrivato a scoprire queste foto e l'intero problema dell' "Orange" che da ignorante non conoscevo, grazie proprio ai R.E.M. ... Ecco il ruolo sociale della musica... l'orrore che gli uomini possono creare non ha davvero limiti...
lorenzo olivero 13/10/2009 - 01:45
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Ël canarin

Interpretata da Roberto Balocco nel disco "Le canssôn dla piòla" (1965)

La storia di un comune ladro di barriera che si riscatta all'ultimo momento rifiutandosi di collaborare con i fascisti e preferendo farsi fucilare piuttosto che obbligare, con ogni mezzo, un "capo dei sovversivi" a parlare.
Cara mama con questa mia
(continua)
inviata da Paolo Sirotto 12/10/2009 - 23:50
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Il vecchio e il bambino

la versione di Guccini resta l'unica che da pathos e brividi sulla pelle per le altre, pollice verso : al rogo !

http://altogetherchieti.blogspot.com/
(enio)

Ma ti riferisci alle traduzioni o alle interpretazioni della canzone da parte di altri artisti?

Certo, concordo che la versione dei Nomadi non è all'altezza di quella di Guccini (non mi vengono in mente altre versioni, se non forse una di Teresa de Sio) comunque invocare addirittura un rogo mi sembra esagerato, non trovi?
(Lorenzo)
12/10/2009 - 16:27

A Sad Day on the Coalfields

[1929]
Testo trovato su Union Songs

L'autore della canzone, Roger Grant, era un minatore che partecipò ai "Rothbury Riots" del dicembre 1929, quando la polizia sparò sui minatori australiani che manifestavano contro i tagli ai salari ed il ricorso ai crumiri.
Questa canzone fu cantata al funerale di Norman Brown, un minatore che morì colpito dalle pallottole dei poliziotti.
Si veda anche la canzone Ballad of Norman Brown.
There were sounds of sobs and crying as the daylight floods the sky,
(continua)
inviata da Alessandro 12/10/2009 - 15:32

Ballad of Norman Brown

[1962]
Testo trovato su Mudcat

L'Hunter Valley nel New South Wales in Australia è una zona oggi famosa per i vasti vigneti e l'ottimo vino che vi si produce.
Ma la principale risorsa dell'economia rimane da sempre l'estrazione del carbone.
Nel 1929, la grande depressione mondiale partita dagli USA colpì pure l'Australia. Le compagnie minerarie (la Rio Tinto, in particolare) decurtarono il salario ai lavoratori e, al loro rifiuto, chiusero le miniere e poi cercarono di riavviare la produzione ricorrendo al crumiraggio. A Rothbury, il 16 dicembre 1929, 4000 minatori scesero in strada per protestare contro l'arroganza delle compagnie, spalleggiate dal governo conservatore, e per impedire ai crumiri di entrare nei pozzi... La polizia sparò sui manifestanti uccidendo Norman Brown, un minatore di 29 anni, e ferendo un'altra cinquantina di persone.
L'anno seguente i minatori capitolarono e tornarono al lavoro accettando una paga ridotta del 12,5%...
La miniera di carbone di Rothbury chiuse nel 1974...
(fonte: en.wikipedia)
There was a very simple man,
(continua)
inviata da Alessandro 12/10/2009 - 15:12
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Invisible Hand

[2005]
Lyrics and music by Ethan Miller
Album: Riot Folk live in PDX

In economics, the "invisible hand", also known as the invisible hand of the market, is the term economists use to describe the self-regulating nature of the marketplace. The invisible hand is a metaphor first coined by the economist Adam Smith in "The Theory of Moral Sentiments". For Smith the invisible hand was created by the conjunction of the forces of self-interest, competition, and supply and demand, which he noted as being capable of allocating resources in society. This is the founding justification for the laissez-faire economic philosophy.
« The old story says we have to depend on big corporations. The new story tells us we can earn a livelihood, gain freedom, and build community through cooperation.
Call it "globalization", or the "free market", or "capitalism". Whatever its name, people across the United... (continua)
Well old Adam Smith, he gave us this myth
(continua)
inviata da giorgio 12/10/2009 - 08:48
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Il mio dovere

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci e Francesco Sighieri

Voce: Federica Camba, Nicola Pecci

La mia casa è più lontana della luna
(continua)
12/10/2009 - 00:11
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Quattro metri quadri

Chanson italienne – Quattro Metri Quadri – Malasuerte FI*sud
QUATRE MÈTRES CARRÉS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/10/2009 - 21:45
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In mezzo al mare

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci, Francesco Sighieri e Marco Vichi

Grandi fosse per migliaia di occhiali
(continua)
11/10/2009 - 16:56
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La vostra guerra

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci e Francesco Sighieri

Il dramma dei Desaparecidos visto dal singolare punto di vista di un torturatore. Sullo sfondo l'Argentina dei mondiali di calcio del '78 con il frastuono della finale che copriva ogni altra cosa.

Sapete anche voi di avere perso
(continua)
11/10/2009 - 16:26

Popolo sovrano

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci e A. Luchi

Popolo oppresso, servi della gleba
(continua)
11/10/2009 - 16:15
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White Lies

[2005]
Lyrics and music by Ethan Miller
Album: If All The Land Would Rise

It is all-too-easy for white folks to see racism as simply a white-supremacist attitude (that we, of course, don’t have) or a set of overtly discriminatory actions (that we, of course, don’t do). What more difficult to see—and to acknowledge—is the racism that is built into the very structure of our "whiteness": racism as a historically-constructed system of power which benefits some people (those marked as "white") at the expense of others (those marked as "black", “non-white", or simply "other”).
Those of us marked as “white,” no matter how well-intentioned our anti-racist attitude, benefit in various ways (differently, of course, depending on gender, sexuality, age, class, and ethnicity) from "white skin privilege". By our very birth into a racist system, we exercise this privilege. And we internalize this privilege,... (continua)
White is a tool that was made by a nation
(continua)
inviata da giorgio 11/10/2009 - 13:08
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Ballata per un eroe

Cara Renata, ecco il testo della Guera d'Abissinia di Gipo

Ancora gnanca disdeut ani a l'han ciamalo përmanent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
l'han mandalo an Abissinia a la cassa dij serpent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'é rivà a l'Amba Alagi con ël cul ch'l'era rovent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'han ciamalo a rappòrto, a l'han falo sot-tenent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'é ciapasse anche l'ameba, a corìa com'ël vent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'ha cambià sinquanta braje, a n'avìa fin-a aj dent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
A l'han daje na mudaja, a l'han dije "It ses content?"
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
Chiel a podìa nen rësponde përchè a l'era al nùmer sent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'ha trovà na mòretina, a l'ha daje 'n bel present
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'han portalo dal dotor, a l'han tajaje lòn ch'a pend
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
E Vitòrio Emanuele, anche... (continua)
Paolin Siròt 11/10/2009 - 12:09

La bomba

Version française - LA BOMBE – Marco Valdo M.I. - 2009
Chanson italienne – La Bomba – Tuttigiùperterra – 2008

Le plus petit commun dénominateur (PPCD)
Entre ce qui devait être
Et ce qui s'est réellement passé,
Est « ce qui ».
LA BOMBE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/10/2009 - 10:57
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Turn Your Guns

[2005]
Lyrics and music by Ethan Miller
Album: If All the Land Would Rise

From "Truthout" to Congress: Stop Funding Endless War
Wednesday 07 October 2009
by TruthOut | Staff Editorial


On the war's eighth anniversary, we urge our president, our Congress and our country to cut the military purse strings and reject an escalation of violence in Afghanistan.
Yesterday, the Senate passed $128 billion for the wars in Iraq and Afghanistan. This appropriation could fuel a "surge" in deployment of US troops to Afghanistan; Gen. Stanley McChrystal recommends an increase of up to 40,000 soldiers.
If the American people had voted on this latest defence spending bill, they might well have rejected the funding. Most polls find that a definitive majority of Americans oppose an escalation of combat troops in Afghanistan. A recent McClatchy survey found that only 35 percent favored sending more... (continua)
There've been rumors circulating
(continua)
inviata da giorgio 11/10/2009 - 09:44
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Ready for the Rain

[2005]
Album: ...Was All Doomed to Die in the End
Lyrics and music by James A. Larson

There are quite a few folks like this, and it's important that we recognize them, for they keep this world spinning.
He levelled his gun, and the battle was won
(continua)
inviata da giorgio 11/10/2009 - 09:13

Les Ponts du Diable

Les Ponts du Diable
Canzone léviane – Les Ponts du Diable – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 56

Les Ponts du Diable est la cinquante-sixième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

À propos, dit Lucien l'âne en se grattant l'occiput avec sa postérieure gauche, sais-tu mon ami Marco Valdo M.I., je sais que tu tiens à ton petit appendice – ce petit M.I. est en quelque sorte ton titre, ta marque personnelle. A-t-on idée d'ailleurs de se concevoir ainsi avec un petit appendice...

Oh, Lucien l'âne mon doux ami quadrupède, je t'arrête là. Que serait un homme sans son petit appendice ? Je te le demande. Je ne parle pas bien sûr de l'homme à l'état de nature, comme le sont les ânes, mais bien de l'homme en société. Un petit appendice, crois-moi, cela pose son homme et lui donne, par conséquent, une position sociale.... (continua)
Dialecte, campagne médiévale,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 10/10/2009 - 22:15
Percorsi: Il Diavolo




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