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Prima del 2009-10-13

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Contro

il dieci ottobre e' stato il 65° anniversario dell'eccidio nazifascista di Marzabotto: oratore ufficiale il professor Cacciari sindaco di Venezia, un discorso filosofico improntato sul perdono politico laico e un perdono della chiesa molto bello che si può leggere nel sito del comune
mentre ascoltavo mi e' venuta in mente questa canzone e penso che sia ancora attuale sia ieri sia oggi e domani
grazie
nevio casalecchio di reno 13/10/2009 - 18:52
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Alerta en primavera

[2002]
Album "Quinteto Tiempo canta a Armando Tejada Gómez"

Letra: Armando Tejada Gómez
Música: Hugo Díaz Cárdenas
Arreglo: Carlos Groisman

Ancora una canzone sul terrore della dittatura in Argentina e sul suo nefasto epilogo, la guerra delle Malvinas...
Lo he leído, me han dicho, lo he bebido
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 14:42
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Canción de caminantes

Una bellissima canzone scritta dalla Walsh e incisa nel 1981 dal Cuarteto Zupay, celeberrimo gruppo di musica popolare argentina, nel loro disco intitolato "Dame la mano y vamos ya", il primo dei tre dedicati interamente alla grande autrice, compositrice e cantante.
Una canzone coraggiosissima, visto che si era ancora sotto la dittatura che, ormai al tramonto e prossima a suicidarsi sulle coste delle Malvinas, era comunque capace di terribili colpi di coda contro gli oppositori...
Porque el camino es árido y desalienta.
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 13:12
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Potosí

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).

A Potosí, nel sud della Bolivia c'è una montagna chiamata Sumaq Orcko (Cerro Rico) dove c'era uno dei più grandi giacimenti d'oro del mondo, sfruttato come tale fino alla metà del 600...
Per tirare fuori l'oro dal ventre della montagna gli spagnoli perfezionarono un sistema di schiavitù già utilizzato dai sovrani inca e così si procurarono per oltre un secolo braccia a gratis tra i nativi, che in quella miniera morirono forse non a milioni ma certamente a decine di migliaia...
Así íbamos desapareciendo de la faz del continente.
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 11:50
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Mutilaciones

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).

*Diaguita è un termine quechua/aymara per indicare le popolazioni indigene di idioma cacán che abitavano le regioni montuose del nord est argentino e il Norte Chico del Cile.
I diaguitas si batterono prima contro gli Incas e poi, per oltre cent'anni, contro gli spagnoli...
Nos cortaban las orejas y nos amputaban
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 11:31
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Taki Ongoy (2)

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).
Caerá en la tierra
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:48
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Aya Marcay Quilla

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).
"Aya Marcay Killa" è il mese del calendario inca dedicato alla commemorazione dei defunti.
Nunca pierdas a tu niño en tus brazos.
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:46
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Año 1530 - Peste

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).
No había descanso para nuestro dolor:
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:40
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Encuentro en Cajamarca

[1986]
Da concept album "Taki Ongoy", dedicato all'omonimo movimento indigeno peruviano di resistenza alla conquista spagnola (seconda metà del XVI secolo).
No, ciertamente no eran dioses.
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:38
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Taki Ongoy

[1986]
Album "Taki Ongoy"

"Taki Ongoy" significa "Malattia del canto" o "Malattia della danza" nella lingua quechua parlata in area andina. Era il nome di un movimento politico e religioso indigeno di resistenza all'invasione spagnola sviluppatosi sulle Ande peruviane nella seconda metà del XVI secolo. Il nome derivava dalla credenza che gli spiriti degli antenati, arrabbiati per il rapido annichilamento della cultura indigena ad opera della Conquista, si impadronissero del corpo dell'inca inducendolo a suonare e ballare le melodie tradizionali per annunciare la volontà divina di restaurare la mitologia, la cultura e la politica preispaniche...Un movimento millenarista cui in qualche modo può essere paragonato quello della "Danza degli Spettri", di tre secoli successivo, sviluppatosi fra gli indiani del nord America ormai sconfitti...

"Taki Ongoy" è un concept album ideato da Heredia insieme... (continua)
Donde están nuestros hijos ahora
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 10:30
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Mi madre y María

[2005]
Album "Tiernamente amigos"
Cantata da Heredia insieme a Mercedes Sosa.

Una canzone dedicata alle "abuelas" e alle "madres de Plaza de Mayo", due generazioni di donne cui la feroce dittatura fascista ha portato via figli e nipoti...
Yo sé que estas allí llorando madre
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 09:44
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Mariposa de Bagdad

[2008]
Album "Ciudadano"
Ella escribe versos en la arena mientras vuelan dos gaviotas
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 09:34
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El viejo Matías

Dall'album "Recital" del 1982, ma credo che sia stata scritta molti anni prima...
La lluvia y el viento eran dos hermanos
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 09:28
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Zamba de los humildes

[1962]
Parole di Armando Tejada Gómez
Musica di Oscar Matus

Da "La voz de la zafra", primo album della grande "Voz de los sin voz", scomparsa il 4 ottobre scorso.
Il poeta Tejada Gómez, il chitarrista Oscar Matus e "la Negra Sosa" con questo album diedero di fatto vita al Movimiento del Nuevo Cancionero argentino.

Una canzone che non è proprio contro la guerra ma che credo dia benissimo l'idea di quale fosse, fin dall'inizio, la traiettoria artistica, umana e politica di Mercedes Sosa... Prendetelo come un mio omaggio a questa grandissima cantante...
Zambita para que canten
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 09:00
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Fired Up!

[1999]
Lyrics and music by Holly Near
Album: Edge
Fired up ain't gonna take it no more
(continua)
inviata da giorgio 13/10/2009 - 08:05

Biglietto di ritorno

[1975]
Album "La luna e i falò" (Folkstudio)

Testo trovato su La Musica de L'Altra Italia

Anche su questa pagine parliamo spesso dei morti sul lavoro, meno dei morti senza lavoro... Penso - per parlare solo del caso più eclatante di questi ultimi tempi - all'ondata di suicidi (oltre una ventina) che nell'arco di un anno e mezzo hanno accompagnato la feroce ed irresponsabile "ristrutturazione" aziendale in France Telecom...
Qui, in questa canzone di Sannucci, la storia è un'altra, ma è uguale...
Senza neanche metter le sirene son venuti
(continua)
inviata da Alessandro 13/10/2009 - 08:02
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Orange Crush

Sono arrivato a scoprire queste foto e l'intero problema dell' "Orange" che da ignorante non conoscevo, grazie proprio ai R.E.M. ... Ecco il ruolo sociale della musica... l'orrore che gli uomini possono creare non ha davvero limiti...
lorenzo olivero 13/10/2009 - 01:45
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Ël canarin

Interpretata da Roberto Balocco nel disco "Le canssôn dla piòla" (1965)

La storia di un comune ladro di barriera che si riscatta all'ultimo momento rifiutandosi di collaborare con i fascisti e preferendo farsi fucilare piuttosto che obbligare, con ogni mezzo, un "capo dei sovversivi" a parlare.
Cara mama con questa mia
(continua)
inviata da Paolo Sirotto 12/10/2009 - 23:50
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Il vecchio e il bambino

la versione di Guccini resta l'unica che da pathos e brividi sulla pelle per le altre, pollice verso : al rogo !

http://altogetherchieti.blogspot.com/
(enio)

Ma ti riferisci alle traduzioni o alle interpretazioni della canzone da parte di altri artisti?

Certo, concordo che la versione dei Nomadi non è all'altezza di quella di Guccini (non mi vengono in mente altre versioni, se non forse una di Teresa de Sio) comunque invocare addirittura un rogo mi sembra esagerato, non trovi?
(Lorenzo)
12/10/2009 - 16:27

A Sad Day on the Coalfields

[1929]
Testo trovato su Union Songs

L'autore della canzone, Roger Grant, era un minatore che partecipò ai "Rothbury Riots" del dicembre 1929, quando la polizia sparò sui minatori australiani che manifestavano contro i tagli ai salari ed il ricorso ai crumiri.
Questa canzone fu cantata al funerale di Norman Brown, un minatore che morì colpito dalle pallottole dei poliziotti.
Si veda anche la canzone Ballad of Norman Brown.
There were sounds of sobs and crying as the daylight floods the sky,
(continua)
inviata da Alessandro 12/10/2009 - 15:32

Ballad of Norman Brown

[1962]
Testo trovato su Mudcat

L'Hunter Valley nel New South Wales in Australia è una zona oggi famosa per i vasti vigneti e l'ottimo vino che vi si produce.
Ma la principale risorsa dell'economia rimane da sempre l'estrazione del carbone.
Nel 1929, la grande depressione mondiale partita dagli USA colpì pure l'Australia. Le compagnie minerarie (la Rio Tinto, in particolare) decurtarono il salario ai lavoratori e, al loro rifiuto, chiusero le miniere e poi cercarono di riavviare la produzione ricorrendo al crumiraggio. A Rothbury, il 16 dicembre 1929, 4000 minatori scesero in strada per protestare contro l'arroganza delle compagnie, spalleggiate dal governo conservatore, e per impedire ai crumiri di entrare nei pozzi... La polizia sparò sui manifestanti uccidendo Norman Brown, un minatore di 29 anni, e ferendo un'altra cinquantina di persone.
L'anno seguente i minatori capitolarono e tornarono al lavoro accettando una paga ridotta del 12,5%...
La miniera di carbone di Rothbury chiuse nel 1974...
(fonte: en.wikipedia)
There was a very simple man,
(continua)
inviata da Alessandro 12/10/2009 - 15:12
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Invisible Hand

[2005]
Lyrics and music by Ethan Miller
Album: Riot Folk live in PDX

In economics, the "invisible hand", also known as the invisible hand of the market, is the term economists use to describe the self-regulating nature of the marketplace. The invisible hand is a metaphor first coined by the economist Adam Smith in "The Theory of Moral Sentiments". For Smith the invisible hand was created by the conjunction of the forces of self-interest, competition, and supply and demand, which he noted as being capable of allocating resources in society. This is the founding justification for the laissez-faire economic philosophy.
« The old story says we have to depend on big corporations. The new story tells us we can earn a livelihood, gain freedom, and build community through cooperation.
Call it "globalization", or the "free market", or "capitalism". Whatever its name, people across the United... (continua)
Well old Adam Smith, he gave us this myth
(continua)
inviata da giorgio 12/10/2009 - 08:48

Il mio dovere

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci e Francesco Sighieri

Voce: Federica Camba, Nicola Pecci

La mia casa è più lontana della luna
(continua)
12/10/2009 - 00:11
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Quattro metri quadri

Chanson italienne – Quattro Metri Quadri – Malasuerte FI*sud
QUATRE MÈTRES CARRÉS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 11/10/2009 - 21:45
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In mezzo al mare

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci, Francesco Sighieri e Marco Vichi

Grandi fosse per migliaia di occhiali
(continua)
11/10/2009 - 16:56
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La vostra guerra

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci e Francesco Sighieri

Il dramma dei Desaparecidos visto dal singolare punto di vista di un torturatore. Sullo sfondo l'Argentina dei mondiali di calcio del '78 con il frastuono della finale che copriva ogni altra cosa.

Sapete anche voi di avere perso
(continua)
11/10/2009 - 16:26

Popolo sovrano

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci e A. Luchi

Popolo oppresso, servi della gleba
(continua)
11/10/2009 - 16:15
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White Lies

[2005]
Lyrics and music by Ethan Miller
Album: If All The Land Would Rise

It is all-too-easy for white folks to see racism as simply a white-supremacist attitude (that we, of course, don’t have) or a set of overtly discriminatory actions (that we, of course, don’t do). What more difficult to see—and to acknowledge—is the racism that is built into the very structure of our "whiteness": racism as a historically-constructed system of power which benefits some people (those marked as "white") at the expense of others (those marked as "black", “non-white", or simply "other”).
Those of us marked as “white,” no matter how well-intentioned our anti-racist attitude, benefit in various ways (differently, of course, depending on gender, sexuality, age, class, and ethnicity) from "white skin privilege". By our very birth into a racist system, we exercise this privilege. And we internalize this privilege,... (continua)
White is a tool that was made by a nation
(continua)
inviata da giorgio 11/10/2009 - 13:08
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Ballata per un eroe

Cara Renata, ecco il testo della Guera d'Abissinia di Gipo

Ancora gnanca disdeut ani a l'han ciamalo përmanent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
l'han mandalo an Abissinia a la cassa dij serpent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'é rivà a l'Amba Alagi con ël cul ch'l'era rovent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'han ciamalo a rappòrto, a l'han falo sot-tenent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'é ciapasse anche l'ameba, a corìa com'ël vent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'ha cambià sinquanta braje, a n'avìa fin-a aj dent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
A l'han daje na mudaja, a l'han dije "It ses content?"
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
Chiel a podìa nen rësponde përchè a l'era al nùmer sent
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'ha trovà na mòretina, a l'ha daje 'n bel present
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
L'han portalo dal dotor, a l'han tajaje lòn ch'a pend
MAPIN MAPON MÈ PARE CONTENT
E Vitòrio Emanuele, anche... (continua)
Paolin Siròt 11/10/2009 - 12:09
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Turn Your Guns

[2005]
Lyrics and music by Ethan Miller
Album: If All the Land Would Rise

From "Truthout" to Congress: Stop Funding Endless War
Wednesday 07 October 2009
by TruthOut | Staff Editorial


On the war's eighth anniversary, we urge our president, our Congress and our country to cut the military purse strings and reject an escalation of violence in Afghanistan.
Yesterday, the Senate passed $128 billion for the wars in Iraq and Afghanistan. This appropriation could fuel a "surge" in deployment of US troops to Afghanistan; Gen. Stanley McChrystal recommends an increase of up to 40,000 soldiers.
If the American people had voted on this latest defence spending bill, they might well have rejected the funding. Most polls find that a definitive majority of Americans oppose an escalation of combat troops in Afghanistan. A recent McClatchy survey found that only 35 percent favored sending more... (continua)
There've been rumors circulating
(continua)
inviata da giorgio 11/10/2009 - 09:44
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Ready for the Rain

[2005]
Album: ...Was All Doomed to Die in the End
Lyrics and music by James A. Larson

There are quite a few folks like this, and it's important that we recognize them, for they keep this world spinning.
He levelled his gun, and the battle was won
(continua)
inviata da giorgio 11/10/2009 - 09:13

Les Ponts du Diable

Les Ponts du Diable
Canzone léviane – Les Ponts du Diable – Marco Valdo M.I. – 2009
Cycle du Cahier ligné – 56

Les Ponts du Diable est la cinquante-sixième chanson du Cycle du Cahier ligné, constitué d'éléments tirés du Quaderno a Cancelli de Carlo Levi.

À propos, dit Lucien l'âne en se grattant l'occiput avec sa postérieure gauche, sais-tu mon ami Marco Valdo M.I., je sais que tu tiens à ton petit appendice – ce petit M.I. est en quelque sorte ton titre, ta marque personnelle. A-t-on idée d'ailleurs de se concevoir ainsi avec un petit appendice...

Oh, Lucien l'âne mon doux ami quadrupède, je t'arrête là. Que serait un homme sans son petit appendice ? Je te le demande. Je ne parle pas bien sûr de l'homme à l'état de nature, comme le sont les ânes, mais bien de l'homme en société. Un petit appendice, crois-moi, cela pose son homme et lui donne, par conséquent, une position sociale.... (continua)
Dialecte, campagne médiévale,
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 10/10/2009 - 22:15
Percorsi: Il Diavolo

Dormi bambino

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci e Francesco Sighieri

Dormi dormi bel bambino
(continua)
10/10/2009 - 20:20

Jawohl

Testo di Marco Vichi
Musica di Nicola Pecci e Alessandro Luchi
Voce: Alessandro Ledda e Nicola Pecci

Ventimila ombre si staccano dal suolo
(continua)
10/10/2009 - 20:04
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Brigante se more

scusate ma perché deve per forza esistere una sola ed unica veramente vera versione della canzone? non so se la canzone l'abbia scritta bennato o meno, ma lo ritengo poco importante, può essere, può essere che l'abbia fatta a partire da un altro canto popolare, può essere che esista un canto popolare con due versioni... una monarchica e l'altra libertaria... un po' come i marxisti leninisti che nel ritornello dell'internazionale aggiungevano "l'internazionale di lenin"... i movimenti di resistenza non sono mai stati perfettamente omogenei, non vedo perché dovrebbero esserlo in italia... durante la Resistenza al nazifascismo c'erano i cattolici, gli anarchici, i comunisti, i socialisti, gli scout, i cani sciolti... io non penso sia un "tradimento" verso i briganti mettere un verso libertario piuttosto che monarchico (e viceversa). probabilmente c'erano sia gli uni che gli altri... probabilmente... (continua)
unghio 10/10/2009 - 18:22
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Baby I'm A Soldier

TESORO SONO UN SOLDATO
(continua)
inviata da Moira Giusti 10/10/2009 - 17:21
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Nassiriya

Non credo nella pace senza Dio.
Essere senza Dio significa infrangere le Sue Leggi.
Ho imparato che quando suona una chitarra muoiono tanti bambini con il sesso libero ideologico. In Italia vi sono più di 400 aborti al giorno: una strage di innocenti.
La Chiesa e Dio condannano tale indifferenza; possiamo dire che tutto questo è le sue conseguenze.
La vera pace nasce se si fa pace prima con Dio.
(Armando)

Per me faresti meglio a farti qualche bella & sana trombata, e vedresti che tu staresti anche più in pace. Il che non esclude ovviamente il credere in Dio, va da sé. Take it easy, my brother! [RV]
10/10/2009 - 12:18
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Ufo su Firenze

Sono contento di trovare una mia poesia in questo sito che seguo ed apprezzo... Tomskar, il nipote sconosciuto
Tommaso Scarcia 10/10/2009 - 10:28
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Marta

Io ho sentito questa canzone quando facevo le medie ed è stata da subito una delle mie preferite. E' grazie alla raccolta "Gli anni '70" che mi sono innamorata delle canzoni di Venditti. Riconosco anch'io che purtroppo ha preso una strada commerciale e troppo romantica dagli anni '90, è per questo che non amo le sue ultime canzoni né riesco a comprare i suoi ultimi album. Rimane il fatto che per me è un grandissimo cantautore, che dà voce alle storie della gente comune e riesce a far emozionare come pochi ultimamente...
Lara 9/10/2009 - 22:09
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Nambuangongo Meu Amor

Incisa nel 1974
Il testo è costituito da una poesia scritta nel 1961 dal poeta portoghese Manuel Alegre de Melo Duarte.

Nel 1961 a Nambuangongo, una città della provincia di Bengo in Angola, iniziò di fatto la guerra per l'indipendenza del paese africano dalla dominazione portoghese. Per qualche mese la città venne proclamata capitale provvisoria della Repubblica Socialista di Angola. Poi i militari portoghesi la espugnarono facendo anche ricorso al napalm. Tra di essi c'era pure Manuel Alegre, che di lì a poco sarebbe stato arrestato dalla polizia politica e incarcerato con l'accusa di aver cercato di organizzare una ribellione dei militari contro la guerra coloniale...
Em Nambuangongo tu não viste nada
(continua)
inviata da Alessandro 9/10/2009 - 13:27
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Canción del esposo soldado

[1977]
Album "Denegado"
Scritta da Miguel Hernández
Musica di Luís Cília
He poblado tu vientre de amor y sementera,
(continua)
inviata da Alessandro 9/10/2009 - 11:41
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Canción de vísperas

[1977]
Album "Denegado"
Scritta dal poeta cubano Nicolás Guillén
Que vida la que vivimos
(continua)
inviata da Alessandro 9/10/2009 - 11:35
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We Shall Not Be Moved

anonimo
NO NOS MOVERAN
(continua)
inviata da Alessandro 9/10/2009 - 11:30

Día de fiesta

[1977]
Scritta da Luis Cilía
Día de fiesta
(continua)
inviata da Alessandro 9/10/2009 - 11:26
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Glory And Fame

[1993]
Album: We Just Want The World .[2005]
Lyrics and music by David Rovics

"I already recorded this song on my CD, Make It So [1996], and might not have recorded it once again, except that when Anne Feeney heard me sing it around a campfire at the Kerrville Folk Festival, she said she liked it but that it might stand a little editing. I had long thought that myself, and after she made the suggestion, Chrysler helped me cut out half the verses during a long drive one night someplace in the Midwest. My other name for the song is "Labor History 101." I used to call it "Ballad of the Proletariat," but Pete Seeger suggested I change the title, pointing out that "proletariat" is a "long, Latin word" which "might as well be in Swahili, or Chinese." I originally wrote the song in the spring of '93, and it has obviously been a victim of the "folk process."
I pulled the stones for the emperor,
(continua)
inviata da giorgio 9/10/2009 - 09:38
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Yellow Ribbon

[2005]
Album: Starlight On The Rails: A Songbook
Lyrics and music by Utah Phillips

Let's pay tribute to old Utah passed away last year (May, 23, 2008)… More or less moving our way closer to the end of the century, here is a song Utah wrote during the American slaughter in Iraq known euphemistically as the "Gulf War". One of many great anti-war songs written before and since. A song about following a higher law than the unjust laws of a country with a large oil lobby. When Utah was touring around at the time, he took the train, claiming that his car « doesn't run on blood ».
I've travelled through this country
(continua)
inviata da giorgio 9/10/2009 - 08:25
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Venerdì schianto

Chanson italienne – Venerdì Santo – Riccardo Scocciante – 2009

L'immarcescible Rik Scoccia écrit à notre site : « Me trouvant actuellement de passage dans la riante cité de Plaisance, pour des histoires de femmes d'enrichissement culturel et spirituel, il m'est revenu d'une connaissance que que justement des tours de la centrale de l'Enel (Compagnie d'Électricité nationale) de cette ville, le bon Francesco Guccini tira son inspiration pour la puissante image des « tours de fumée » de Il vecchio e il bambino. J'ai pensé ainsi remettre au jour une vieille, très vieille chanson du susdit, Venerdì Santo et de la massacrer réélaborer même, d'une manière à ce qu'elle puisse franchement servir d'espoir et de souhait pour un futur meilleur et surtout, rapide. » Dans ce cas, cela dit entre nous, comment lui donner tort ? Et nous en sommes tellement convaincus que dans la section vidéo nous avons... (continua)
VENDREDI JE MEURS
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 8/10/2009 - 22:14
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Ballade von der Judenhure Marie Sanders

In italiano corrente
La Ballata di Marie Sanders, la Donna dell’Ebreo
(continua)
inviata da Bruno Leoni 8/10/2009 - 20:42
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La domenica delle salme

Un capolavoro assoluto! Che altro scrivere?
Giambattista 8/10/2009 - 18:43

The Massacres of My Lai (Song My) and Truong An, March 1968

"I confess, without shame, that I am sick and tired of fighting — its glory is all moonshine; even success the most brilliant is over dead and mangled bodies, with the anguish and lamentations of distant families, appealing to me for sons, husbands, and fathers ... it is only those who have never heard a shot, never heard the shriek and groans of the wounded and lacerated ... that cry aloud for more blood, more vengeance, more desolation...."

"Confesso, senza vergogna, che non ce la faccio più a combattere - tutta 'sta gloria è una sciocchezza; anche la vittoria più brillante è ottenuta al prezzo di morti e corpi maciullati, con il tormento ed il dolore di parenti lontani che mi chiedono della sorte dei loro figli, dei loro mariti, dei loro padri... Sono soltanto quelli che non hanno mai sentito uno sparo, che non hanno mai sentito le urla e i gemiti dei feriti e degli straziati, a chiedere urlando ancora sangue, ancora vendetta, ancora desolazione..."

Gen. William Tecumseh Sherman, 1865.
Alessandro 8/10/2009 - 01:08




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