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Prima del 2008-3-9

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Il soldato di Napoleone

Tutti gli adattamenti dall’italiano al friulano, nell'album "Cjantant Endrigo", sono di Alberto Zeppieri; a questo specifico adattamento, riguardante “Il soldato di Napoleone”, ha collaborato anche Adrian Cescje.

Commento di Sergio Endrigo al brano, del pari tratto dal booklet di questo disco:
“Fu un’idea di Ennio Melis, il direttore artistico della RCA, farmi collaborare con Pier Paolo Pasolini, scrivere e musicare ballate che parlassero del mondo che aveva descritto nei suoi romanzi, i ragazzi di vita, la Roma delle periferie. Così ci incontrammo, lui mi disse di cercare tra le sue poesie friulane della raccolta “La Meglio Gioventù”, la storia della famiglia Colussi (sua madre), dall’età di Napoleone alla Resistenza. Io presi la prima parte, c’era già la traduzione, mi limitai a togliere qualche sillaba e ad adattarla alla metrica della musica che avevo scritto”.
IL SOLDÂT DI NAPOLEON
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 9/3/2008 - 23:37
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Su in collina

Francesco ci regala con questa canzone l'ennesima emozione.. che altro dirgli, se non GRAZIE..
chiara 9/3/2008 - 20:39
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Girotondo intorno al mondo

Tutti gli adattamenti dall’italiano al friulano, nell'album "Cjantant Endrigo", sono di Alberto Zeppieri.

Commento di Sergio Endrigo al brano, del pari tratto dal booklet di questo disco:
“Sotto le armi studiavo tattica e strategia, ma anche il francese. Mi capitò di leggere un romanzo di Argon, “Les cloches de Bâle” (“Le campane di Basilea”), che raccontava di una grande festa con cortei di ragazzini e ragazzine vestiti da angioletti che, per scongiurare la guerra, cantavano una poesia di Paul Fort: “Se tutte le ragazze e i ragazzi del mondo si dessero la mano”. A me piacque così la tradussi e la musicai”.
CORI-CORI-INTOR INTOR DAL MONT
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 9/3/2008 - 03:39
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E per la strada (Poveri miei figli abbandonati)

anonimo
Il Parmense fu protagonista di grandi scioperi contadini e bracciantili nel maggio-giugno 1908; il disagio delle famiglie degli scioperanti fu grande e alla metà del mese di maggio fu presa una decisione per molti aspetti eroica: i bambini degli scioperanti furono inviati presso altre città, ospiti di compagni socialisti.
La canzone parte proprio da questo episodio, giungendo poi ad enunciare con notevole chiarezza i sentimenti che animavano le masse in lotta, disposte ad affrontare l'apparato repressivo dello Stato borghese tutto schierato a difesa dei padroni. Il testo è ricavato da un foglio volante stampato appunto nel 1908; la musica da una registrazione originale di Gianni Bosio e Roberto Leydi a s. Benedetto Po (Mantova) nel 1962 (informatrice: l'ex mondina Teodolinda Rabuzzi).
Note tratte da Canzoni Italiane di Protesta di G. Vettori.
Riferimento discografico: LP "E PER LA STRADA... (continua)
Poveri figli miei abbandonati,
(continua)
9/3/2008 - 00:52
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Il cavaliere senza morte

[2008]
Album:Pica

Stralcio dell'intervista a Davide Van De Sfroos
reperita su musicalnews
Ambrosia J.S. Imbornone: Ne “Il Cavaliere senza Morte” si elencano le mitologie belliche, dalla violenza che connota l’eroe all’ideologia della Guerra Santa: quanti Cavalieri senza Morte esistono ancora?

Davide Van De Sfroos : Ognuno di noi quando è vittima o carnefice o spettatore della continuità della guerra è come il cavaliere della canzone che passa attraverso le epoche ed è costretto a vedere mutare i tempi ma mai l'idea di guerra stessa. Sembra chiederci " quanto vogliamo che continui ancora?
De tera n'ho traversàda, de acqua n'ho cognussüda,
(continua)
inviata da adriana 8/3/2008 - 11:56
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Drive On

Album: "American Recordings" (1994)
I got a friend named Whiskey Sam
(continua)
7/3/2008 - 18:19
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Iraq

Quando si esibisce con i colleghi cantautori Mark Eitzel (American Music Club) e Will Johnson (Centro-matic, South San Gabriel), tra il 2005 e il 2006 si chiamavano Undertow Orchestra, il prolifico cantautore Vic Chesnutt, canta spesso una canzone scritta in maniera intelligente sulla "guerra" in Iraq. Chesnutt preferisce usare la parola invasione per descrivere quello che sta succedendo tuttora in Iraq e lo puntualizza anche in questa canzone, scritta dalla prospettiva dello Zio Sam. Utilizza una metafora in cui gli USA sono visti come uno stupratore che si illude di salvare la sua vittima da un marito che la maltratta.

Le parole sembrano tristemente realistiche nonostante questa metafora assurda. Vic Chesnutt è sempre stato apprezzato per le parole ingegnose e a volte ciniche ma in questa canzone - quando il motivo per scriverla è così importante - sembra superare se stesso. Mi è capitato... (continua)
She is beautiful and rich
(continua)
7/3/2008 - 10:01
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John Doe

[2001]
Album: "Alert Aware Involved"

Listen to the song at myspace.com
There was this wise man I once knew
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 6/3/2008 - 21:48

What's It Gonna Take?

[2003]
Album: "The Code/Whatever It Takes Split Ep."

Listen to the song at myspace.com
As the modern world divides to war
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 6/3/2008 - 21:24
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Compagni a venire

[1975]
Album: "Canzoni di rabbia"
Potrò mai perdonare
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 6/3/2008 - 21:08

Inka Lied [El Condor pasa]

Canzonetta dal cavolo?
ma cosa caxxo capite di musica,ascoltatevi quelle caxxo di musiche Techno,oppure una canzone qualsiasi di questo tempo,canzoni fatte con i piedi dove ci sono solo rumori e testi senza senso
W Simon&Garfunkel 6/3/2008 - 18:12
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Equal Rights

[1977]
Album: "Equal Rights"

Title track dell'album del 1977
Everyone is crying out for peace yes
(continua)
inviata da Alessandro 6/3/2008 - 08:43
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Apartheid

Dall'album "Equal Rights" del 1977.
You in a me land
(continua)
inviata da Alessandro 6/3/2008 - 08:25
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Fagioli 'olle 'otenne

Salve a tutti, in particolar modo a Daniele, in quanto nipote dell'amico del mio babbo anch'egli facente parte della compagnia che portò la commedia in teatro la prima volta.Era Mauro Puccinelli, amico e collega di tante serate passate con la chitarra in mano tra barzellette e stornelli talvolta interpretati anche da noi bimbi (all'epoca).Non ho il CD ma il vecchio 33 giri che ascolto in particolar modo quando sento troppo il vuoto lasciato da babbo anche se al momento dell'incisione non c'era più, in quanto morto nel 1981. Però non posso fare a meno di ricordare anche gli altri due :oltre ad Attilio e Mauro c'erano Mario Casini e Elbano Scotto e guardando bene è con profondo rammarico che noto che di questi 4 non c'è più nessuno......PECCATO!!!!
Antonella Puccinelli 6/3/2008 - 00:34
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Uno come noi

STUPENDA! Sono un fan dei Nomadi ma ascolto in genere tutta la musica "impegnata". Complimenti per il sito, fatto bene e ricco di informazioni esatte! Continuate così. Buon lavoro, Erminio.
erminio 5/3/2008 - 19:55
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Aidid

i punkreas dei tempi d'oro,semplici,diretti e incazzati
proctor 5/3/2008 - 18:58
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Gli operai

COMPLIMENTI PER IL BLOOG
******* 5/3/2008 - 14:36
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Sequences

stupenda
5/3/2008 - 12:15
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The Klan

Da "Real Eyes" (1980)
Countryside was cold and still
(continua)
inviata da Alessandro 5/3/2008 - 09:54
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A Prayer For Everybody (To Be Free)

Da "Secrets" (1978).
This is a prayer for everybody
(continua)
inviata da Alessandro 5/3/2008 - 09:50
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Daniele Silvestri: Cohiba

Testo e musica di Daniele Silvestri
suonata con la Bandabardò

da "Il dado" del 1996
dedicata al Che e alla lotta del popolo cubano che continua
C'è, in un'isola lontana, una favola cubana
(continua)
inviata da i.fermentivivi 5/3/2008 - 09:49
Percorsi: Che Guevara
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Winter In America

Da "The First Minute of a New Day" (1975).
From the Indians who welcomed the pilgrims
(continua)
inviata da Alessandro 5/3/2008 - 09:46
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Save The Children

Da "Pieces of a Man"(1971)
If you're driving through the country on a lazy afternoon
(continua)
inviata da Alessandro 5/3/2008 - 09:32
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Seeds Of Brotherhood

Dall'album "Fire & Fleet & Candlelight" (1967)
It's time to open your eyes
(continua)
inviata da Alessandro 4/3/2008 - 22:06
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One World

Una bellissima title track risalente al 1977.
Some of us live like princes, some of us live like queens
(continua)
inviata da Alessandro 4/3/2008 - 21:46
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99 Luftballons

ke ritmo potente

ps:un bacio...la canzone e' bella!!!!
miki 4/3/2008 - 13:12
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Il mercenario di Lucera

Allora ... con ritardo, ma puntualmente torno ad intervenire per far conoscere come stanno le cose riguardo al Mercenario di Lucera. E non offendetevi se parlo di ignoranza. Ignoranza nel senso di ignorare le cose, non come offesa. Dunque, un giorno il Barone De Boccard, uno dei fondatori del Bagaglino, portò un curioso personaggio nel nostro cabaret. Era, appunto, un mercenario. Fu una lunga nottata, durante la quale ci raccontò molte cose. Da quei racconti, Pierfrancesco Pingitore trasse la ormai famosa ballata che fu musicata da Dimitri Gribanowski. La canzone fu affidata a Pino Caruso che la incise anche su un 45 giri con sul retro "La ballata del Che" cantata da Gabriella Ferri. (di questa ultima canzone non sono certo del titolo). Indubbiamente, nel testo, c'è un certo modo di affrontare la vita in modo anarco menefreghista. Ma vrei voluto farvi ascoltare quello che disse, in quella... (continua)
4/3/2008 - 09:54
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In The Ghetto

davvero un bel pezzo. Devo preparare una relazione sul ghetto/ ghettizzazione: perfetto!
Angela 4/3/2008 - 08:37
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Primo Maggio di festa

[1976]
Album: "Ho visto anche degli zingari felici"
Testo di Claudio Lolli
Musica di Tomasetta, Soldati, Costa, Lolli
Lyrics by Claudio Lolli
Music by Tomasetta, Soldati, Costa, Lolli



Quando apparve nei negozi “Ho visto anche degli zingari felici” (EMI, 1976), quarto album di Claudio Lolli, le piazze d’Italia fremevano di stragi e sogni. Era il momento in cui si celebrava l’unione – o la sovrapposizione - del pubblico con il privato. Album-concept (non frequente, nel nostro panorama), lunga suite di 45 minuti divisa in otto parti, con riprese e temi ricorrenti, “Ho visto anche degli zingari felici” fotografa la sua epoca come pochi altri lavori. Senza per questo risultare datata: due anni fa la suite è stata infatti riadattata con nuovi arrangiamenti da Lolli insieme al Parto delle nuvole pesanti.

Primo maggio di festa, odore di polvere e calore.

Nella cameretta entrava un pulviscolo... (continua)
Primo maggio di festa oggi nel Viet-Nam
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 3/3/2008 - 12:09
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The Here And The Now: Out Of The Blue

INASPETTATAMENTE
(continua)
inviata da Marco Bazzoli 3/3/2008 - 11:36

Gavte la nata, Gioan

A proposito dell'espressione torinese "Gavte la nata" non possiamo esimerci dal riportare l'esilarante parafrasi data da Umberto Eco ne "Il pendolo di Foucalt":

Quella volta Belbo aveva perso il controllo. Almeno, come poteva perdere il controllo lui. Aveva atteso che Agliè fosse uscito e aveva detto tra i denti: «Ma gavte la nata.»
Lorenza, che stava ancora facendo gesti complici di allegrezza, gli aveva chiesto che cosa volesse dire.
«È torinese. Significa levati il tappo, ovvero, se preferisci, voglia ella levarsi il tappo. In presenza di persona altezzosa e impettita, la si suppone enfiata dalla propria immodestia, e parimenti si suppone che tale smodata autoconsiderazione tenga in vita il corpo dilatato solo in virtù di un tappo che, infilato nello sfintere, impedisca che tutta quella aerostatica dignità si dissolva, talché, invitando il soggetto a togliersi esso turacciolo, lo si... (continua)
Lorenzo Masetti 2/3/2008 - 21:22

In giorni simili

[2007]
Album: Grida
Sorridevi raccontandoti
(continua)
inviata da adriana 2/3/2008 - 17:34
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Dio è morto

Non è molto corretto parlare di Nietzsche come filosofo di destra o di sinistra. La sua filosofia è apolitica. I messaggi che vuole portare a tutta l'umanità vanno al di la' dei semplici schieramenti politici.
In ogni caso, questa canzone è davvero profonda e bellissima, Guccini è stato molto in gamba.
Giuseppe 2/3/2008 - 16:09
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Vitti na crozza

scusate l'intrusione.. sono Peppy Maniglia di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento.. Sono un chitarrista classico e conosco molto bene il figlio di Franco Li Causi.. desideravo semplicemente dire che l'arrangiamento originale della canzone, non solo non comprendeva "la lalla lleru", ma era anche suonata in minore, non come la si sente adesso in maggiore.. grazie..
giuseppe maniglia 1/3/2008 - 21:50
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Paolo Pietrangeli: Contessa

Leggo che nella ricorrenza della Battaglia di Valle Giulia,celebrata alla facoltà di Architettura Paolo Pietrangeli non se l'è sentita di cantare Contessa: incredibile,ma allora la parodia di Corrado Guzzanti esiste veramente!

Coppini di Romanina Blues
Paolo Coppini 1/3/2008 - 19:47
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Lettre à Kissinger

[1975]
Paroles et musique: Julos Beaucarne
Testo e musica: Julos Beaucarne
Album: Chandeleur 75


"La notte tra il 2 e il 3 febbraio 1975 la compagna di Julos Beaucarne, madre dei suoi figli, viene assassinata da un folle. Julos scrive allora uno dei capolavori della canzone, un disco straziante e d'incontenibile bellezza: Chandeleur 75 ("Candelora 75") [...] Fino a cantare la sua Lettera a Kissinger, canzone di denuncia dedicata a Víctor Jara, cantautore cileno torturato e ucciso nello stadio di Santiago nei giorni immediatamente successivi al golpe di Pinochet. Julos non stigmatizza tanto gli sgherri, i gorilla o gli esecutori materiali, ma indirizza il suo sdegno soprattutto verso i mandanti del governo statunitense, direttamente coinvolto nell'elaborazione e nel finanziamento del golpe. La sua canzone, priva di retorica, apparentemente impoetica, è un'asciutta cronaca dell'inferno."

Alessio... (continua)
J'veux te raconter Kissinger
(continua)
1/3/2008 - 12:00
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Redemption Song

la versione di joe strummer non ha aggettivi per essere definita.avreste dovuto esserci quando la banda bassotti l'hanno usata come sigla prima di iniziare i concerti , e migliaia di persone l'han cantata in coro...ma la versione con johnny cash- pur se appena un gradino sotto come esecuzione- è un monumento alla musica popolare :tre grandissimi - i piu' grandi- in cui si fondono folk rock punk e reggae in un unico inno immortale. mi succede raramente, ma - non so se per la loro scomparsa , recente nel caso di cash e strummer (quest'ultima avvertita da me come una predita PERSONALE) ,o per l'incredibile lirismo della canzone, ma anche a me son venute le lacrime agli occhi....
marco 1/3/2008 - 11:10
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Fiori

[1988]
Testo di Sergio Endrigo
Musica di Sergio Endrigo e Rocco De Rosa
Lyrics by Sergio Endrigo
Music by Sergio Endrigo and Rocco De Rosa
Album: Il Giardino di Giovanni

Uno straordinario uso della metafora connota questo brano, a mio avviso particolarmente emozionante.

L'ho potuto ascoltare per la prima volta solo in epoca molto recente, senza conoscerne in anticipo il testo (irreperibile - che io sappia - persino nel pur ricco e molto ben curato sito ufficiale dell'artista) ... e di certo non mi aspettavo, dato l'incipit squisitamente "floreale" in tono con il titolo, questo suo progressivo "sbocciare" (è il caso di dirlo!), a sorpresa, in una denuncia antibellica tanto dura, potente, icastica ma capace, ad un tempo, di mantenersi sempre profondamente poetica.

Al pari di "Stazioni", altra CCG matura di grande impatto offertaci da Endrigo, questa "Fiori" ha la sfortuna di far parte... (continua)
Fiori
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 1/3/2008 - 00:31

Lettera (di Nicola Sacco)

[2004]
Album :L'Unico Elemento

Siamo sempre più legati al materialismo e più consumiamo, più concetti come lotta, ideali, etica, morale, giustizia, uguaglianza vanno svanendo inghiottiti dal mercato globale e così rimaniamo impassibili alle continue violenze che ogni giorno ci circondano, nella nostra realtà quotidiana, nazionale, europea, mondiale e che non cessano mai.
Considero la lettera di Nicola Sacco una sorta di passaggio di consegna alle generazioni future (nella figura di suo figlio), nel continuare ciò che stavano portando avanti i compagni di quel tempo che avevano a loro volta ereditato e raccolto da quelli passati…se noi rappresentiamo il futuro…credo che abbiamo altamente deluso le aspettative dei nostri “padri”; siamo per lo più generazioni senza radici, persi nel caos del consumo, dei media, in sogni di arrivismo nella società del lavoro non più divisa in classi, ma più... (continua)
Possono bruciare i nostri corpi,
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 18:43
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Le Urla

Album :L'Unico Elemento

Non vogliamo sentire, vedere, parlare. Siamo noi in prima persona a non voler accettare l’esistenza di atroci realtà, barbarie, vili persecuzioni per il benessere di pochi; ma sembra che non vi sia più memoria, che si sia dimenticato ciò che è stato in passato e quindi ripetiamo gli stessi errori: deturpiamo questo pianeta, cancellando culture ed etnie, combattendo guerre assurde… è un olocausto continuo.
Perché il nostro tanto amato ed osannato benestare è ancora a discapito di esseri viventi che vengono sfruttati solo perché considerati di categoria inferiore, che sia l’operaio sottopagato di una multinazionale, nei così chiamati paesi in via di sviluppo, sia il bambino costretto a lavorare nelle condizioni più atroci o, ancora peggio, costretto ad uccidere per una stupida guerra di territorio (finanziata da multinazionali per il controllo delle risorse) nei... (continua)
Sono il sangue che bagna le tue mani
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 18:31
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Febbraio '94

[2004]
Album :L'Unico Elemento


Come le carceri, i manicomi e gli ospedali psichiatrici possono solamente rinchiudere un corpo. I pensieri, i sogni, le speranze continuano a essere attivi e di conseguenza minacciosi per coloro che vedono nella forza individuale un pericolo. Questa poesia è stata scritta da una persona non adatta a vivere negli standard di normalità, per cui rinchiusa in un manicomio. Il pregiudizio l’aveva condannata ad essere “malata di mente” e quindi emarginata. Noi non lo accettiamo: il cervello dell’uomo è un’ universo talmente vasto che nessuno si può arrogare il diritto di giudicarlo sano o malato. Saccenti ed esperti dottori psichiatrici osservano e giudicano dei comportamenti che loro e la società non ritengono normali tacciandoli come malattia e quindi da curare. Fin dal passato i “malati” venivano curati con metodi più riconducibili a torture corporali (elettroshock,... (continua)
Gli spazi si ristringono sempre più
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 18:20
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Indistruttibili

[2008]
Album:Passaggi

Ci sono nella vita persone che passano senza lasciare nessuna traccia e nessun ricordo. Altre invece rimangono, nella pelle soprattutto e negli anni maturano, si evolvono, diventando uomini insieme. E l’uomo che ricorda (e quello che ascolta o viceversa) non è altro che il ragazzo di ieri. A lui appartiene il disegno delle storie che non possono essere cancellate, anzi rimangono scolpite nella grande corteccia della memoria.
Meravigliosi miracoli.
Cala la sera dentro di me….
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 14:27
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Domani

[2008]
Album:Passaggi

“Rammenta sempre Dante, nel gioco occasionale della felicità di non tenerla tutta per te, aiuta i perseguitati e le vittime perché sono questi gli amici migliori. Nella lotta della vita, troverai così molto di più e sarai rinato.”
(Lettera di Nicola Sacco al figlio di Vanzetti, Dante. Prigione di Stato del Massachussetts, 23 agosto 1927)
Ogni sera tu ritorni da me
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 14:22
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Per non dimentiCarlo

[2008]
Album:Passaggi

In piazza Alimonda il mistero resta ancora vivo. Da qui la richiesta che una Commissione Parlamentare riapra il caso. Da qui per non versare più lo stesso sangue. Il nostro
Un uomo disteso da solo
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 14:14
Percorsi: Genova - G8
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Natale '44

[2008]
Album:Passaggi

E’ difficile immaginare una Milano diversa come lo è stata nel ’44, l’anno più duro, quello della Repressione e del Linciaggio. Ma anche l’anno della Resistenza e degli Uomini che insieme ad altri conquistarono la libertà a mani piene. Tanti fecero ritorno, altri No. Come questo amore che sbocciato casualmente in Inverno non vide mai la Primavera, ma che valeva la pena Vivere fino alla Fine.
Mentre la luna se ne andava a passeggio…
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 14:12
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Dieci preghiere

[2008]
Album:Passaggi

Nel Bosco delle Castagne, in provincia di Udine Belluno, nel 1944 i fascisti si resero protagonisti dell’impiccagione di dieci partigiani una a distanza dell’altro di pochi alberi. Un’offesa alla dignità umana.



Località Bolzano bellunese, Belluno, Belluno, Veneto

Data 10 marzo 1945

Matrice strage Nazista

Numero vittime 11

Numero vittime uomini 11

Numero vittime uomini adulti 10

Numero vittime uomini senza informazioni 1

Descrizione: Il 6 marzo 1945 due (o tre) militari tedeschi muoiono a causa di una mina posta sotto un cartello antitedesco, al poligono di tiro di Belluno. Questo scatena la rappresaglia da parte del maggiore Schroder, il quale, al termine di una riunione con altri ufficiali, stabilisce l’uccisione di cinquanta partigiani. Una volta ottenuta l’approvazione del maggiore delle SS Thirolf da Bolzano, Schroder chiede i prigionieri al tenente... (continua)
L’una in punto....il fuoco cuoceva
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 14:09
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Dio stanotte non abita qui

[2008]
Album:Passaggi

Questa canzone è ispirata ad Aldo Gastaldi, partigiano. Comandante della divisione “Cichero” a 25 anni. Del suo volto mi ha stupito la forza, la sicurezza, il coraggio. Valori che lasciano il segno, che ti formano nel cuore e nell’anima. Questa canzone non vuole assumere una visione blasfema, ma spesso mi sono chiesto, dopo aver visto tanti, troppi cadaveri della Resistenza, dove fosse Dio e se in qualche modo la Chiesa poteva fermare tutte le atrocità della guerra.
Se la notte passa piano quando cerchi l’orizzonte
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 14:05
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Da dentro

[2008]
Album:Passaggi

Non so cosa si possa provare all’interno di un carcere, ma volevo rappresentare un uomo che scrive una lettera “da dentro” ascoltando Radio Gap , la “Radio del Movimento”
E ’ notte cala la neve
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 14:01
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Sotto questo dolore

[2008]
Album:Passaggi

“…e che differenza c’è con la bambina Clara Cecchini, di Valla, che le hanno ucciso padre e madre? Aveva solo quell’amore e gliel’hanno tolto. Era di otto anni,allora, e vennero i tedeschi a casa sua e dissero ai famigliari che uscissero sotto il pergolato,si mettessero bene in fila,che gli dovevano fare la fotografia. La bambina si assestò i capelli, e volle dare la mano alla madre,in fila con gli altri. I tedeschi con una sventagliata di mitra li massacrarono tutti. E lei,Clara, restò solo ferita,ma non si mosse vicino al padre e alla madre morti, e restò li come un cadaverino, finché non vennero i partigiani…”. (Alcide Cervi “I miei sette figli” ed. Riuniti)
Dal sito ufficiale
C’è una voce che chiama lontano
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 13:54
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Nella lotta

[2008]
Album:Passaggi

A luglio del 2001 si è verificata la più grande sospensione dei diritti democratici dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Le testimonianze degli abusi, dei soprusi e delle menzogne raccontate sono il frutto di un’attenta analisi di chi ha voluto restituire e restituirci la Verità che spesso diventa Intoccabile.
dal sito ufficiale
Contro questi spari
(continua)
inviata da adriana 29/2/2008 - 13:47
Percorsi: Genova - G8
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Fíjate bien

[2000]
Letra y Música de Juanes
Testo e Musica di Juanes
Lyrics and Music by Juanes
Album: "Fíjate bien"


Una canzone piena di ritmo che parla delle mine antiuomo in senso figurato.
Te han quitado lo que tienes
(continua)
inviata da Marcia 29/2/2008 - 10:15
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Preghiera semplice

Una curiosità d'epoca circa il "grado effettivo" - pressochè nullo, ipse dixit! - di coinvolgimento dell'allora ventenne Claudio Baglioni nella realizzazione della colonna sonora del film "Fratello Sole Sorella Luna" di Franco Zeffirelli ... anche se, ad ascoltare i tre brani in oggetto (Preghiera Semplice; Fratello Sole Sorella Luna; Canzone di San Damiano), in fondo in fondo non si direbbe ... :-)

Dal libro "Claudio Baglioni - Il romanzo di un cantante", a cura di Michelangelo Romano, Lato Side edizioni, novembre 1978. Pagine 27-28:

"Prima di realizzare questo disco [l'album "Questo piccolo grande amore" del 1972, NdR] ci fu un'esperienza tutto sommato insignificante, una canzone nella colonna sonora di 'Fratello sole sorella luna' di Zeffirelli, ma fu un episodio nato con scarsa convinzione; in realtà alla RCA non sapevano più cosa farmi fare, avevo perso, lo sbarco non era riuscito,... (continua)
Alberta Beccaro - Venezia 29/2/2008 - 01:33
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Voice Of The Voiceless

[1992]
Album: "Rage Against The Machine"

Canzone dedicata a Mumia Abu Jamal, attivista, scrittore e giornalista statunitense condannato a morte ingiustamente per l'omicidio del poliziotto Daniel Faulkner.
I RATM si sono battutti molto per la sua liberazione.

Mumia Abu Jamal è un giornalista nero noto per le sue battaglie contro la corruzione della amministrazione e della polizia in Pennsylvania.
Conosciuto come "la voce dei senza voce", Jamal ha vissuto una vita vibrante di lotta dalla parte dei poveri, i neri e gli espropriati negli U.S.A. e anche dalle spaventose condizioni del braccio della morte, continua a parlare come portavoce degli oppressi in articoli che compaiono regolarmente nei giornali di tuttto il paese.
UGH!, UGH!
(continua)
inviata da Marcia 28/2/2008 - 18:37
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The Here And The Now: A Beatiful War

UNA BELLA GUERRA
(continua)
inviata da Marco Bazzoli 28/2/2008 - 16:55

Stazioni

[1988]
Testo di Sergio Endrigo
Musica di Sergio Endrigo e Rocco De Rosa
Lyrics by Sergio Endrigo
Music by Sergio Endrigo and Rocco De Rosa
Album: Il Giardino di Giovanni

Non servono commenti particolari per questa canzone ... basta leggerne il testo.

Una sola nota, relativa al dispiacere per il fatto che questo brano, oltre a parecchi altri rimasti pressochè del tutto ignoti ai più, sia contenuto in un album misconosciuto ed irreperibile: "Il Giardino di Giovanni" (New Enigma, 1988), pubblicato da un'oscura casa discografica destinata, di lì a poco, ad essere dichiarata fallita.

Il titolo dell'album, che è poi quello del brano di apertura, è dedicato a Giovanni D'Amico - un amico reale di Endrigo - ed al suo giardino nell'isola di Pantelleria.
Le stazioni le stazioni le stazioni
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 28/2/2008 - 02:25
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Se il Primo Maggio a Mosca

[1981]
Testo e musica di Sergio Endrigo
Album: ... E noi amiamoci

Dall'album "...E noi amiamoci" (Fonit Cetra, 1981), ecco la plumbea oppressione senza scampo propugnata dal comunismo di stampo e di matrice sovietici ... così come ci appare in questo vero e proprio piccolo "polittico", dipinto con il poetico pennello di un artista sensibile, impegnato ed intelligente (che, pure, sempre si dichiarò comunista nella vita).

(Alberta Beccaro - Venezia)
Se il I° maggio a Mosca fosse estate
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 28/2/2008 - 01:56
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Trieste

[1981]
Testo e musica di Sergio Endrigo

Dall'album "...E noi amiamoci" (Fonit Cetra, 1981), ecco un ritratto - a tratti gaio ed a tratti rannuvolato, proprio come il capoluogo giuliano e come la sua inimitabile storia - di quella che fu la città d'adozione dell'esule istriano Sergio Endrigo dai suoi 14 anni in poi.

Un ritratto che ci suona carico d'affetto, vivido, le cui pittoresche sembianze giungono fin quasi ad essere antropomorfe.

Coloro che siano vissuti per qualche anno almeno a Trieste, come chi scrive questo commento, possono ritrovare - nei versi poetici di Endrigo come pure nella sua musica, qui volutamente "austroungarica" - i lineamenti, mai fissi, sempre cangianti, di questa città-caposaldo della storia patria italiana.

Ma la Trieste bella, vezzosa e simpatica di inizio canzone ci appare progressivamente, nel finale del brano, anche e soprattutto come la venerabile "martire... (continua)
In tutti i miei pensieri
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 28/2/2008 - 01:32
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Where Do The Children Play?

Dall'album "Tea for the Tillerman" del 1970.

Questa e altre tre canzoni comprese nell'album fanno anche parte della colonna sonora dello splendido film-culto di Hal Ashby "Harold and Maude" del 1971.
Well I think it's fine, building jumbo planes.
(continua)
inviata da Alessandro 28/2/2008 - 00:31




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