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Prima del 2008-3-14

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Mio fratello è figlio unico

La canzone "Mio fratello è figlio unico" ha avuto un effetto sconvolgente sulla mia vita. Può sembrare esagerato ma è così.Ha un'incredibile forza d'urto,scuote certezze, fa vacillare fortezze, rende partecipi di sofferenze che ci sfiorano,rende consapevoli della propria sofferenza. "Mario" o "Mariù"? E' la stessa cosa ma, in qualche misura, il senso cambia: Mario è "mio fratello"(disgregato, deriso, calpestato. Sono dalla sua parte), Mariù è l'amore che consola, che comunque c'è.
Dora 14/3/2008 - 13:46
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L'Orlando

Risulta disponibile su CD l'originale ed interessante versione live di questo brano - risalente all'ottobre 2001 - cantata dal gruppo Il Parto delle Nuvole Pesanti al Premio Tenco di quell'anno, ove l'annuale Rassegna della Canzone d'Autore fu proprio dedicata ad Endrigo.
Questo imponente album-tributo ad Endrigo, che poi è uno dei cosiddetti e benemeriti "dischi del Tenco", si chiama Canzoni per Te (Alabianca, 2002).

Copertina:http://www.sergioendrigo.it/Discografia/Copertine/IDDCT128553870-2_fr.JPG
Alberta Beccaro - Venezia 14/3/2008 - 01:47
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Supper's Ready

sono cresciuta con questa canzone :( ...con la voce di peter che mi parlava d'innamorati, di narciso, di Winston Churchill vestito da donna... XD la adoro!
purtroppo non ho mai incontrato ragazzi o ragazze della mia età appassionati dei genesis in tutta la mia vita...ed è un peccato perchè trasmettono tanto. penso che nessun altro gruppo prog sia stato tanto poetico e romantico quanto loro...soprattutto peter grazie alla sua vena artistica ha dato tanto, troppo! e senza di lui i genesis non sono stati più quelli che erano... un gran peccato!!!
ciaociao a tutti :)
p.s: rivoglio il rock progressiveeeeeeeeeeeeeeeee :'(
Julia90 13/3/2008 - 23:07
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The Home Front

Dall'ultimo album della band di Athens, "Brighter Than Creation's Dark" (2008).

Se That Man I Shot parla della "guerra portata a casa", questa The Home Front parla della "casa portata in guerra"...

"[...] Lei non ha più potuto dormire da quando Tony è andato in guerra [...] Non bastano il 9/11 o l'Uranio per fermare la menzogna. Lei è stata lasciata a casa, in prima linea. Tutti e due da soli."
The hours creep across the face
(continua)
inviata da Alessandro 13/3/2008 - 08:39
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Stranizza d'amuri

E' proprio bella...dà un senso di calore e semplicità...la versione della consoli poi è insuperabile secondo me(per chi non lo sapesse, la cover di carmen consoli è inclusa in un album intitolato"voli imprevedibili" che raccoglie i vari tributi fatti al cantautore dai migliori interpreti italiani)
Giuliano (Da Napoli) 11/3/2008 - 22:16
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Sul ponte di Perati bandiera nera

anonimo
Indistintamente che siano fascisti o no, i soldati della repubblica sociale erano comunque soldati che morivano per una causa che secondo loro era "giusta".
E questa è comunque una canzone di guerra che canta le difficili situazioni che vive in qualsiasi schieramento un fante sia rosso che nero, quindi avevano tutti i diritti di cantarla.

(lorenzo)

Vedi, penso che ciascuno abbia il diritto di cantare quello che vuole. Mi sembra però che queste parole così dolenti sulla propria sorte siano contraddittorie in bocca a chi stava difendendo quello stesso regime che aveva spedito gli alpini a morire in Albania. Probabilmente i repubblichini avevano adottato il canto per via della "bandiera nera", non capendo o non volendo capire che si trattava di una bandiera di lutto, e non certo di una bandiera fascista!
(Lorenzo)
11/3/2008 - 19:03
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That Man I Shot

Dall'ultimo album dei DBT, "Brighter Than Creation's Dark".

"[...] And "That Man I Shot" is a blazing, troubling masterpiece in which a soldier home from Iraq can't tear away the memory of a man he killed in combat ("That man I shot, I didn't know him/I was just doing my job, maybe so was he"). It's a tale of the most human consequences of war that's built from equal portions of anger, confusion, and compassion, and it's hard to imagine any other band pulling off its fusion of Southern-fried street smarts and guitar-fueled thunder. It's one of several brilliant moments on Brighter Than Creation's Dark, and less than three weeks into 2008 it's hard not to escape the feeling that with this disc we may already have the best album of the year."
Dalla recensione di Mark Deming su Allmusic.com
That man I shot, He was trying to kill me
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 16:10
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The Sands of Iwo Jima

Dall'album "The Dirty South" (2004)
George A. was at the movies in December '41
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 15:41
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Pictures of Adolf Again

Da "Time of the Last Persecution" (1971) il secondo e ultimo album di Bill Fay, ispirato ad alcuni libri dell'Antico Testamento.
In the papers, on the TV screens
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 12:07
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Love Vigilantes

Il brano che apre l'album "Low-Life" del 1985.

According to Bernard Sumner, "Love Vigilantes" is one of the few songs for which he started out wanting to tell a story rather than his usual method of listening to a newly composed piece and writing lyrics to match the mood of the music. Having "decided to write a Redneck song", Sumner's lyrics tell a rather "tongue-in-cheek" tale of a soldier returning home from Vietnam only to find that his wife had received a telegram informing her that he had died.[4] Sumner further relates that the ending is open to interpretation. Either the soldier had actually died and returns as a ghost or the telegram was sent mistakenly and he is quite alive. Either way, he finds her lying on the floor having committed suicide with the telegram in her hand, an ending Sumner describes as "a very country tragedy"

Wikipedia
Oh I've just come
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 11:28
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Yo George

Canzone inclusa nella compilation Body of War e che apre anche il più recente lavoro di Tori Amos, "American Doll Posse". (2007)
I salute to you Commander
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 11:20
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Battle Hymns

Dalla compilation antimilitarista Body of War
Battle hymns for the broken
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 11:06
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Fields of Agony

Traccia che fa parte della compilation antimilitarista Body of War
How many people, how many have died?
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 10:55
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Overcome (The Recapitulation)

Traccia che fa parte di Body of War, la compilation antimilitarista edita dalla Sire Records
We've had enough
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 10:51
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Letter From Iraq

Una delle tracce che fanno parte della complation antimilitarista Body of War
The hot Sunni sun
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 10:43
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Guerrilla Radio

Quarta traccia dal primo dei due cd della compilation antimilitarista Body of War. Originariamente in The Battle of Los Angeles (1999)
Transmission third world war third round
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 10:33
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American Terrorist

Seconda traccia del primo dei due cd di cui è composta la compilation antimilitarista Body of War della Sire Records.
Close your mind
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 10:28
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Hero’s Song

E' la traccia che apre Body of War la doppia compilation antimilitarista che uscirà il 18 marzo prossimo, edita dalla Sire Records, e che si accompagna all'uscita del film omonimo di Phil Donahue and Ellen Spiro, con la colonna sonora di Eddie Vedder:
Body of War
Here I am
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 10:21
Percorsi: Eroi
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Rages of Babylon

"This is the year of five Joseph Arthur releases (four EPs and an album), and it begins here, with a harmonica and an acoustic and in the body of a scared, desert-set soldier: protecting the "land of the free," hoping his family remembers him years after his blood is spilled in the sand, after his bones are shipped back across the sea."
Da questa pagina
Another town I have been before
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 08:47
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Love During Wartime

"Little Beirut" è il nome dato dallo staff di Bush Sr. alla cità di Portland, Oregon, a causa della "calorosa" accoglienza che gli fu riservata dai suoi cittadini durante una visita dell'allora presidente all'inizio degli anni '90.

"Love during wartime" è una ironica canzone d'amore dedicata a Condoleezza Rice, il "mastino nero" dell'attuale presidente George W. Bush

Dal sito della band:

Tying into the Bush-coined name of the band, Little Beirut tackles the younger Bush’s administration, namely Condoleezza Rice, with a love song entitled “Love During Wartime”.
“’Love During Wartime’,” explains vocalist Hamilton Sims, “is a jab at the war and the goings on of the Bush administration. But it’s also a jab at the fact that in order for [Rice] to become the most powerful woman in the history of U.S. politics, she had to be completely desexualized to make it okay. Hence why a love song to her seems so absurd.”
Oh my babe
(continua)
inviata da Alessandro 11/3/2008 - 08:18
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Paix

[1972]
Disque : Paix
Paix à celui qui hurle parce qu'il voit clair
(continua)
inviata da adriana 11/3/2008 - 07:53
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Femmes algériennes

[1995]
Disque : Vivre libre
Femmes algériennesFemmes algériennes, mes soeurs de race,
(continua)
inviata da adriana 11/3/2008 - 07:41
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Frères humains

[1979]
Disque : Passions
Frères humains
(continua)
inviata da adriana 11/3/2008 - 07:28
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Francesco Baracca

[1982]

Testo di Maria Giulia Bartolocci/Sergio Bardotti
Lyrics by Maria Giulia Bartolocci/Sergio Bardotti
Musica di Sergio Endrigo
Music by Sergio Endrigo
Album: Mari del Sud (Fonit Cetra, 1982)

La straordinaria copertina è firmata da Hugo Pratt ... e si vede!

"Francesco Baracca" è una fra le molte gemme di questo album di Sergio Endrigo mai ristampato su CD, che è anche uno dei più ricercati in assoluto, fra i suoi dischi, dai collezionisti di rarità in vinile.

Una musica dolce e quasi ipnotica, composta da Endrigo, veste il bel testo scritto a quattro mani da sua moglie Maria Giulia Bartolocci e dal fido amico di sempre, Sergio Bardotti.
Un poetico affresco dedicato agli ultimi istanti dell'esistenza terrena del celebre aviatore Francesco Baracca, consumatasi in quel fatidico 1918. Onusto di gloria, aveva solo trent'anni.

Per ricordare a tutti noi - ancora una volta - come la... (continua)
Era un antico mattino italiano
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 11/3/2008 - 01:50
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Working Class Hero

cazzo unisce piu lo sputo che la religione....ma che religione hai visto? quella dei teletubbies? e le crociate le hai studiate? e le streghe arse vive? e non dirmi che sono cose del medioevo perche sei un pirla....e il preservativonochevaiallinferno? e l'abortonocheseiunassasino? e lo sfarzo in cui è avvolto il vaticano? il cappello a punta che vale piu della città un cui risiedo? il fatto che mi dicano di fare la carità quando sono piu ricchi di uno stato? tutta roba che unisce questa si...io alla fiabe non credo piu da quando ho 6 anni.

e per piacere... "w i greenday" cosa??? come si può paragonare lennon a simili...vabbe

scusate lo sfogo ma oggi è una giornata del cazzo.
Stefano 11/3/2008 - 00:25
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Aida

GRAZIE RINO ALMENO ADESSO MI SENTO REALIZZATO A SENTIRE LE TUE CANZONI
ANGELO E CARLETTO
ANGELO 10/3/2008 - 19:30
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The War Correspondent

yeah this song is pretty good
julien 10/3/2008 - 03:41
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Il soldato di Napoleone

Tutti gli adattamenti dall’italiano al friulano, nell'album "Cjantant Endrigo", sono di Alberto Zeppieri; a questo specifico adattamento, riguardante “Il soldato di Napoleone”, ha collaborato anche Adrian Cescje.

Commento di Sergio Endrigo al brano, del pari tratto dal booklet di questo disco:
“Fu un’idea di Ennio Melis, il direttore artistico della RCA, farmi collaborare con Pier Paolo Pasolini, scrivere e musicare ballate che parlassero del mondo che aveva descritto nei suoi romanzi, i ragazzi di vita, la Roma delle periferie. Così ci incontrammo, lui mi disse di cercare tra le sue poesie friulane della raccolta “La Meglio Gioventù”, la storia della famiglia Colussi (sua madre), dall’età di Napoleone alla Resistenza. Io presi la prima parte, c’era già la traduzione, mi limitai a togliere qualche sillaba e ad adattarla alla metrica della musica che avevo scritto”.
IL SOLDÂT DI NAPOLEON
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 9/3/2008 - 23:37
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Su in collina

Francesco ci regala con questa canzone l'ennesima emozione.. che altro dirgli, se non GRAZIE..
chiara 9/3/2008 - 20:39
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Girotondo intorno al mondo

Tutti gli adattamenti dall’italiano al friulano, nell'album "Cjantant Endrigo", sono di Alberto Zeppieri.

Commento di Sergio Endrigo al brano, del pari tratto dal booklet di questo disco:
“Sotto le armi studiavo tattica e strategia, ma anche il francese. Mi capitò di leggere un romanzo di Argon, “Les cloches de Bâle” (“Le campane di Basilea”), che raccontava di una grande festa con cortei di ragazzini e ragazzine vestiti da angioletti che, per scongiurare la guerra, cantavano una poesia di Paul Fort: “Se tutte le ragazze e i ragazzi del mondo si dessero la mano”. A me piacque così la tradussi e la musicai”.
CORI-CORI-INTOR INTOR DAL MONT
(continua)
inviata da Alberta Beccaro - Venezia 9/3/2008 - 03:39
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E per la strada (Poveri miei figli abbandonati)

anonimo
Il Parmense fu protagonista di grandi scioperi contadini e bracciantili nel maggio-giugno 1908; il disagio delle famiglie degli scioperanti fu grande e alla metà del mese di maggio fu presa una decisione per molti aspetti eroica: i bambini degli scioperanti furono inviati presso altre città, ospiti di compagni socialisti.
La canzone parte proprio da questo episodio, giungendo poi ad enunciare con notevole chiarezza i sentimenti che animavano le masse in lotta, disposte ad affrontare l'apparato repressivo dello Stato borghese tutto schierato a difesa dei padroni. Il testo è ricavato da un foglio volante stampato appunto nel 1908; la musica da una registrazione originale di Gianni Bosio e Roberto Leydi a s. Benedetto Po (Mantova) nel 1962 (informatrice: l'ex mondina Teodolinda Rabuzzi).
Note tratte da Canzoni Italiane di Protesta di G. Vettori.
Riferimento discografico: LP "E PER LA STRADA... (continua)
Poveri figli miei abbandonati,
(continua)
9/3/2008 - 00:52
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Il cavaliere senza morte

[2008]
Album:Pica

Stralcio dell'intervista a Davide Van De Sfroos
reperita su musicalnews
Ambrosia J.S. Imbornone: Ne “Il Cavaliere senza Morte” si elencano le mitologie belliche, dalla violenza che connota l’eroe all’ideologia della Guerra Santa: quanti Cavalieri senza Morte esistono ancora?

Davide Van De Sfroos : Ognuno di noi quando è vittima o carnefice o spettatore della continuità della guerra è come il cavaliere della canzone che passa attraverso le epoche ed è costretto a vedere mutare i tempi ma mai l'idea di guerra stessa. Sembra chiederci " quanto vogliamo che continui ancora?
De tera n'ho traversàda, de acqua n'ho cognussüda,
(continua)
inviata da adriana 8/3/2008 - 11:56
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Drive On

Album: "American Recordings" (1994)
I got a friend named Whiskey Sam
(continua)
7/3/2008 - 18:19
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Iraq

Quando si esibisce con i colleghi cantautori Mark Eitzel (American Music Club) e Will Johnson (Centro-matic, South San Gabriel), tra il 2005 e il 2006 si chiamavano Undertow Orchestra, il prolifico cantautore Vic Chesnutt, canta spesso una canzone scritta in maniera intelligente sulla "guerra" in Iraq. Chesnutt preferisce usare la parola invasione per descrivere quello che sta succedendo tuttora in Iraq e lo puntualizza anche in questa canzone, scritta dalla prospettiva dello Zio Sam. Utilizza una metafora in cui gli USA sono visti come uno stupratore che si illude di salvare la sua vittima da un marito che la maltratta.

Le parole sembrano tristemente realistiche nonostante questa metafora assurda. Vic Chesnutt è sempre stato apprezzato per le parole ingegnose e a volte ciniche ma in questa canzone - quando il motivo per scriverla è così importante - sembra superare se stesso. Mi è capitato... (continua)
She is beautiful and rich
(continua)
7/3/2008 - 10:01
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John Doe

[2001]
Album: "Alert Aware Involved"

Listen to the song at myspace.com
There was this wise man I once knew
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 6/3/2008 - 21:48

What's It Gonna Take?

[2003]
Album: "The Code/Whatever It Takes Split Ep."

Listen to the song at myspace.com
As the modern world divides to war
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 6/3/2008 - 21:24
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Compagni a venire

[1975]
Album: "Canzoni di rabbia"
Potrò mai perdonare
(continua)
inviata da daniela -k.d.- 6/3/2008 - 21:08
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Inka Lied [El Condor pasa]

Canzonetta dal cavolo?
ma cosa caxxo capite di musica,ascoltatevi quelle caxxo di musiche Techno,oppure una canzone qualsiasi di questo tempo,canzoni fatte con i piedi dove ci sono solo rumori e testi senza senso
W Simon&Garfunkel 6/3/2008 - 18:12
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Equal Rights

[1977]
Album: "Equal Rights"

Title track dell'album del 1977
Everyone is crying out for peace yes
(continua)
inviata da Alessandro 6/3/2008 - 08:43
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Apartheid

Dall'album "Equal Rights" del 1977.
You in a me land
(continua)
inviata da Alessandro 6/3/2008 - 08:25
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Fagioli 'olle 'otenne

Salve a tutti, in particolar modo a Daniele, in quanto nipote dell'amico del mio babbo anch'egli facente parte della compagnia che portò la commedia in teatro la prima volta.Era Mauro Puccinelli, amico e collega di tante serate passate con la chitarra in mano tra barzellette e stornelli talvolta interpretati anche da noi bimbi (all'epoca).Non ho il CD ma il vecchio 33 giri che ascolto in particolar modo quando sento troppo il vuoto lasciato da babbo anche se al momento dell'incisione non c'era più, in quanto morto nel 1981. Però non posso fare a meno di ricordare anche gli altri due :oltre ad Attilio e Mauro c'erano Mario Casini e Elbano Scotto e guardando bene è con profondo rammarico che noto che di questi 4 non c'è più nessuno......PECCATO!!!!
Antonella Puccinelli 6/3/2008 - 00:34
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Uno come noi

STUPENDA! Sono un fan dei Nomadi ma ascolto in genere tutta la musica "impegnata". Complimenti per il sito, fatto bene e ricco di informazioni esatte! Continuate così. Buon lavoro, Erminio.
erminio 5/3/2008 - 19:55
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Aidid

i punkreas dei tempi d'oro,semplici,diretti e incazzati
proctor 5/3/2008 - 18:58
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Gli operai

COMPLIMENTI PER IL BLOOG
******* 5/3/2008 - 14:36
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Sequences

stupenda
5/3/2008 - 12:15
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The Klan

Da "Real Eyes" (1980)
Countryside was cold and still
(continua)
inviata da Alessandro 5/3/2008 - 09:54
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A Prayer For Everybody (To Be Free)

Da "Secrets" (1978).
This is a prayer for everybody
(continua)
inviata da Alessandro 5/3/2008 - 09:50
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Daniele Silvestri: Cohiba

Testo e musica di Daniele Silvestri
suonata con la Bandabardò

da "Il dado" del 1996
dedicata al Che e alla lotta del popolo cubano che continua
C'è, in un'isola lontana, una favola cubana
(continua)
inviata da i.fermentivivi 5/3/2008 - 09:49
Percorsi: Che Guevara
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Winter In America

Da "The First Minute of a New Day" (1975).
From the Indians who welcomed the pilgrims
(continua)
inviata da Alessandro 5/3/2008 - 09:46
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Save The Children

Da "Pieces of a Man" (1971)
If you're driving through the country on a lazy afternoon
(continua)
inviata da Alessandro 5/3/2008 - 09:32
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Seeds Of Brotherhood

Dall'album "Fire & Fleet & Candlelight" (1967)
It's time to open your eyes
(continua)
inviata da Alessandro 4/3/2008 - 22:06
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One World

Una bellissima title track risalente al 1977.
Some of us live like princes, some of us live like queens
(continua)
inviata da Alessandro 4/3/2008 - 21:46
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99 Luftballons

ke ritmo potente

ps:un bacio...la canzone e' bella!!!!
miki 4/3/2008 - 13:12
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Il mercenario di Lucera

Allora ... con ritardo, ma puntualmente torno ad intervenire per far conoscere come stanno le cose riguardo al Mercenario di Lucera. E non offendetevi se parlo di ignoranza. Ignoranza nel senso di ignorare le cose, non come offesa. Dunque, un giorno il Barone De Boccard, uno dei fondatori del Bagaglino, portò un curioso personaggio nel nostro cabaret. Era, appunto, un mercenario. Fu una lunga nottata, durante la quale ci raccontò molte cose. Da quei racconti, Pierfrancesco Pingitore trasse la ormai famosa ballata che fu musicata da Dimitri Gribanowski. La canzone fu affidata a Pino Caruso che la incise anche su un 45 giri con sul retro "La ballata del Che" cantata da Gabriella Ferri. (di questa ultima canzone non sono certo del titolo). Indubbiamente, nel testo, c'è un certo modo di affrontare la vita in modo anarco menefreghista. Ma vrei voluto farvi ascoltare quello che disse, in quella... (continua)
4/3/2008 - 09:54




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