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Percorso La guerra del lavoro: emigrazione, immigrazione, sfruttamento, schiavitù

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¿Dónde está mi hermano Santi?

[2017]
Parole e musica di Germán Maldonado
Interpretata da Taty Almeida, delle Madres de Plaza de Mayo (Línea Fundadora), Liliana Herrero, Miss Bolivia, Palo Pandolfo, Bersuit, Dolores Solá, Teresa Parodi, Horacio Fontova, Gastón Goncalvez y Nonpalidece e molti altri artisti argentini

Germán, autore di questa canzone, è il fratello di Santiago Maldonado, 28 anni, desaparecido lo scorso 1 agosto mentre partecipava ad una manifestazione di protesta nel territorio della comunità indigena mapuche Pu Lof en Resistencia de Cushamen, provincia di Chubut. In quella zona i mapuche sono in lotta con il gruppo industriale Benetton, grandissimo latifondista (900.000 ettari di terra, di cui un terzo nel Chubut) che fino ad oggi ha fatto solo finta di riconoscere parzialmente i diritti dei nativi su quelle terre, devolvendone alle comunità alcune migliaia di ettari totalmente improduttivi. Le proteste... (continua)
Un Primero de agosto
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/10/2017 - 08:35
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Kolla en la ciudad

(2014)
Album: Madre Tierra (con La Bruja Salguero)

Il 12 ottobre, il giorno in cui le spedizioni europee hanno messo piede per la prima volta sul continente americano e hanno dato così inizio a una storia piena di sofferenze, stermini, sfruttamento, e chi più ne ha più ne metta, è un giorno che viene festeggiato. Viene festeggiato in Spagna, che è stata tra i principali protagonisti della colonizzazione, come Fiesta nacional de España o Día de la Hispanidad (che quest’anno è risultato ancora più stridente per via dei fatti catalani). Viene festeggiato come Columbus Day negli Stati Uniti d’America che certamente nelle epoche successive non hanno perso economicamente (per usare un eufemismo) nei rapporti con l’America meridionale e centrale. Però viene festeggiato anche nella maggior parte dei paesi latinoamericani. In Argentina, ad esempio, fu costituito come festa nazionale nel 1917 dal... (continua)
Venderé la última tierrita de colores, 
(continua)
inviata da Stanislava 18/10/2017 - 14:20

Peón golondrina

[1967]
Versi di Armando Tejada Gómez
Musica di Eduardo Gómez, uno dei musicisti componenti del gruppo Los Trovadores (insieme a Francisco Romero, Carlos José Pino, Héctor Anzorena e Sergio José Ferrer)
Nella cantata intitolata “Los Oficios de Pedro Changa”, realizzata da Armando Tejada Gómez con Los Trovadores. E’ stata rieditata nel 1984, come quasi tutta l’opera di Tejada Gómez, pesantemente censurata in Argentina sotto la dittatura militare.
Testo trovato su Pacoweb
De verme cruzar los cielos
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/10/2017 - 13:51
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Why Aye Man

Versione italiana di Francesca

COSI' AMICO

Non c'era modo di stare a galla
Abbiamo dovuto andarcene sul traghetto
Emigrati per soldi
In rotta per la Germania
Ci lasciammo alle spalle Maggie
I tempi eran duri nella terra dei Geordies
Prendemmo i nostri attrezzi e macchinari
E balzammo da Newcastle a qui

Così amico, così amico, così amico
Così amico, così amico, così amico

Siamo tribù nomadi, ragazzi in viaggio
Tra polvere, sporco, crimini e rumore
Trapani e martelli, badili e pale
Traiamo qualcosa dai mattoni
Ci son inglesi, irlandesi, scozzesi, un bel mucchio
Abbiamo fatto le Nazioni Unite
Muratori, carpentieri ogni mestiere
Edifici tedeschi, manifattura britannica

Così amico, così amico, così amico
Così amico, così amico, così amico

Non c'era più lavoro da Maggie
Ora stiamo sull'autostrada
Io dormo in un container
Ma m'andrebbe anche bene un materasso tra delle lamiere

Ci... (continua)
Francesca 12/10/2017 - 17:12
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Fiesta de guardar

Versi di César Fermín Pediguero (1921-1984), cantante, poeta e giornalista argentino
Musica di Gustavo "Cuchi" Leguizamón (1917-2000), compositore argentino
Trovo il brano in un disco del 1973 di un duo folklorico argentino chiamato Dúo Salteño, composto da Néstor Echenique y Patricio Giménez.

Un’habanera “salteña”, perchè sia gli autori che gli interpreti sono tutti artisti originari di Salta, nel nord-ovest argentino, ai piedi delle Ande.

Le fiestas de guardar sono le feste comandate, giorni di riposo per tutti, ma non per gli schiavi della terra...
Hoy es día domingo, Señor,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/10/2017 - 14:17
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Serenata de Villa Miseria

Versi di José Moreno (?) altrove attribuiti ad Armando Tejada Gómez
Musica di Gustavo "Cuchi" Leguizamón (1917-2000), compositore argentino
Trovo il brano in un disco del 1973 di un duo folklorico argentino chiamato Dúo Salteño, composto da Néstor Echenique y Patricio Giménez.

Villas Miseria è il nome che in Argentina si dà alle baraccopoli che sorgono nei pressi delle grandi città, dove vivono i più diseredati del paese, in genere marginali o migranti interni provenienti dalle zone rurali.
Pare che l’espressione derivi da un libro dello scrittore Bernardo Verbitsky intitolato “Villa Miseria también es América”, pubblicato nel 1957.
Aquí mi casa está, esta es mi casa
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/10/2017 - 12:22
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Quando sarà abolito il capitale

anonimo
Ciao sono Cinzia, io l'ho imparata da bambina dalla nonna che la canticchiava ricordando i suoi anni di gioventù, lei era del 1901. Era una bigottona dell'az cattolica e la cantava con evidente intento canzonatorio. È difficile capire quanta consapevolezza ci fosse in questo atteggiamento, che oggi mi irrita, abitando lei in un piccolo paesino d'alta montagna cattolico fin nelle midolla e privo di alternative.. certo è che il testo pare adattarsi sia ad anarchici un bel pò autoironici sia a prese in giro di paese un pò allegrone e distanti da idealismi e intellettualismi ideologici
Cinzia 9/10/2017 - 22:13
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Refugee

2005
Walking This Land

This song took a while to eventuate. I was compelled to write it out of disgust at our current government’s hypocrisy and racist attitudes towards people’s who have suffered so much in their own homelands and have travelled across our northern waters in unseaworthy boats in the hope for a new future for themselves and their families. The fact that Australia sends troops to Afghanistan and Iraq because the local citizens need help and protection and we imprison theirrefugee’s who come from there is utter hypocrisy.

John Howard and his liberal party counterparts should be forever condemned for using the plight of these people’s lives to further their own political ends. The lies about queue jumping and children overboard, the imprisonment of children and the torture many of these refugee’s have been subjected to, deserve condemnation - for now, and into the future.
I come from the land of the desert
(continua)
inviata da Dq82 8/10/2017 - 21:00
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Un món, dues classes de persones

6 ottobre 2017 21:56
UN MONDO, DUE CLASSI DI PERSONE
(continua)
6/10/2017 - 22:02
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L'Internationale

CORNICO (CORNOVAGLIESE) / CORNISH

La presente versione in lingua cornica (cornovagliese /Kernowek/) ci è stata inviata da Anise Cabella Aoa, che ringraziamo. A sua volta è stata ripresa da questo forum, dove è stata inserita dall'utente Anselm.

The following version of the Internationale in the Cornish language has been contributed by Anise Cabella Aoa, whom we thank heartily. It has been reproduced, in its turn, from this forum, contributed by the user Anselm [RV]
KAN AN DISPAGH
(continua)
inviata da AniseCabellaAoa 1/10/2017 - 01:09
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Fuego en Anymaná

[1972]
Versi di Armando Tejada Gómez (1929-1992), importante scrittore, poeta e cantautore argentino, uno dei fondatori del “Movimiento del Nuevo Cancionero” nell'Argentina dei primi anni 60.
Musica di César Isella, nel suo disco con Los Trovadores intitolato “A José Pedroni (El regreso del juglar)”, dedicato ad un altro noto poeta argentino, José Bartolomé Pedroni Fantino (1899-1968)
Testo trovato su Cancioneros.com

Interpretata più volte da Mercedes Sosa (a cominciare dal disco “A quién doy” del 1980) e poi anche dal Cuarteto Zupay, León Gieco e Abel Pintos, tra gli altri.



Benchè lo scrittore, poeta e cantautore argentino Armando Tejada Gómez (1929-1992) sia considerato una delle figure più rilevanti della cultura argentina del 900, fino ad oggi non era mai stato inserita sulle CCG/AWS la sua scheda biografica, cioè non aveva ancora quel rilievo d'autore che invece gli spetta.... (continua)
Dicen que yo, de solo estar
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/9/2017 - 22:26

In volo

2011
Scritti con Pablo

Un brano sulle morti sul lavoro (dette stupidamente bianche, e dovrebbero essere rosso sangue) tra la preghiera che diventa bestemmia e il rancora verso chi sfrutta lavoro e lavoranti anche a costo della vita. Il fantasma di De Andrè aleggia sui versi, bello il finale in crescendo con un timpano in grande evidenza e chitarre etniche.
(bielle.org)
Il vento in lacrime lo baciò in fronte
(continua)
inviata da Dq82 27/9/2017 - 09:23
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Gwerz ar vezhinerien

Il gruppo bretone Gwalarn nel 2000 nel loro disco A-Raok Mont Pelloc'h oltre che questa canzone, omaggiano Denez Abernot interpretandone anche un altro gwerz, quello sulla disoccupazione (dilabour) che viene vista come il peggiore dei mali.Il testo ad orecchio, più o meno dice: Quest'anno in Bassa Bretagna, quando l'Ankou è arrivata con il suo rastrello, ha trovato la porta aperta. Aperte la porta e le finestre e i vecchi tutti vestiti a lutto. Nei cuori davanti alla casa né canti né grida, né urla, solo i ratti che giocano fin che possono...in francese. E pertanto in Bassa Bretagna non c'è né rivolta né epidemia, né epidemia, né rumore di guerra e a Elliant neppure la peste...
Flavio Poltronieri 26/9/2017 - 19:47

Eccidio di Modena 9 gennaio 1950

[1979]
Parole e musica: Canzoniere Il Contemporaneo (Modena)

Un'altra canzone sull'eccidio di Modena del 9 gennaio 1950, ripresa dal Deposito - Canti di Lotta. "Il 9 gennaio 1950, la polizia di Scelba apriva il fuoco premeditatamente, a sangue freddo, sugli operai che protestavano contro la serrata delle Fonderie Riunite di Modena.". Sull'eccidio di Modena si veda meglio L'eccidio di Modena. [RV]
Non parlare, non hanno più suono
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 25/9/2017 - 11:18
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Giunti, tubi, palanche e ska

JUNTAS, CAÑOS, TABLONES, SKA
(continua)
inviata da Stracci 23/9/2017 - 22:14
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Mis Riñones

Los Jubilados
1990
Estimado señor don,
(continua)
inviata da Stracci 23/9/2017 - 05:00
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La pobrecita (Zamba del Tucumán)

[1946]
Parole e musica di Héctor Roberto Chavero, in arte Atahualpa Yupanqui (1908-1992)
Un brano inciso anche nella sua sola parte strumentale.
Il primo album in cui è contenuto questo singolo è stato “Campo abierto”, 1969

Pure nel repertorio di Mercedes Sosa (in “Hasta la victoria”, 1972)
Testo trovato su Cancioneros.com

Una canzone recentemente riproposta dall'italiano Antonio Francesco Quarta nel suo album del 2015 interamente dedicato ad Atahualpa Yupanqui, intitolato “Amores de Tierra”, (per il quale rimando alla recensione di Flavio Poltronieri su Estatica)
Le llaman la pobrecita
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/9/2017 - 22:21
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Fiume

[2017]
All'Italia

Un album che parla di emigrazione, un vero e proprio concept-album che omaggia storie di vita degli Italiani di ieri e di oggi, parlando di rinascita, di rinnovamento, di forza.

Un uomo ritorna, ormai anziano, nel pezzo di terra istriano che da bambino aveva dovuto lasciare insieme alla madre. Quanto era avvenuto in quelle terre negli anni della sua infanzia è ben noto. Suo padre non era riuscito ad andarsene in tempo, in difesa ostinata di una piccola attività con la quale dava da vivere alla moglie e al figlio. E la vita di chi all’epoca visse sfollato in Italia fu difficile. Anche per una sorta di diffidenza, diciamo di tipo storico e politico, che spesso circondava questi esuli italiani. Una frase del padre accompagnerà quest’uomo per tutta la sua vita, ritornando anche nel momento in cui, dopo tanto tempo, egli decide di tornare là dove era partito.
Ricordo quel giorno come fosse ieri
(continua)
inviata da dq82 15/9/2017 - 11:49
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Aquitania

[2017]
All'Italia

Un album che parla di emigrazione, un vero e proprio concept-album che omaggia storie di vita degli Italiani di ieri e di oggi, parlando di rinascita, di rinnovamento, di forza.

Un giovane parte verso la Francia Sud Occidentale per spendere la propria vita di contadino. Viene da un mondo in cui anche la possibilità di imparare a scrivere e a leggere, durante l’infanzia, non era data. Per questa ragione, cerca aiuto per poter comunicare il suo amore alla giovane donna che non è potuta partire con lui. Dalla quale vuole tornare. Perché la sua vita è rimasta idealmente in una valle del Trentino da dove è partito e dove alla fine riuscirà a tornare per bussare alla porta di chi lo ha aspettato.
Sono partito che era fine estate
(continua)
inviata da dq82 15/9/2017 - 11:38
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London

2017
All'Italia

E’ una canzone contemporanea e felice. Dove un ragazzo parte per Londra conservando l’amore che lo lega a chi invece rimane. Col desiderio e la certezza che questo amore può sopravvivere al cambiamento di vita. Chissà, forse perché l’odierna possibilità di muoversi rende ogni orizzonte molto più vicino di ieri. Dunque, si può magari partire anche con leggerezza di sentimenti e con entusiasmo. Per provare a modellare la propria vita in una direzione che si ritiene più giusta. Per scoprire nuove opportunità. Senza che per questo un amore vero sia destinato a finire ma, anzi, aspettandolo il prima possibile allo scalo dell’aeroporto.

Il ragazzo del video, per inciso, è Tommaso Priviero figlio di Massimo, che a Londra ci vive (o ci ha vissuto per un periodo).
Partirò amore mio
(continua)
inviata da dq82 15/9/2017 - 11:26
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Abd el-Salam

La notte fra il 14 e 15 settembre 2016 l'operaio Abd El Salam veniva schiacciato da un tir nel corso di un picchettaggio a Piacenza. Questa tragedia, questo delitto deve essere assunto come punto di consapevolezza e di svolta per chi non si arrende al presente.
Domani ricorderemo Abd con una canzone inedita scritta e suonata insieme a Davide Giromini.
Alessio Lega

CCG/AWS Staff 15/9/2017 - 09:32
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Pablo pueblo

[1977]
Parole e musica di Rubén Blades
Nel suo disco intitolato “Metiendo mano!”
Testo trovato su Genius
Eh le le le le le le le
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/9/2017 - 10:22

La esquina de los paraos

[1977]
Scritta da José María Carrillo
Nell’album del gruppo intitolato “Sevillanas Democráticas”
Testo trovato su questo blog dedicato ai Gente del Pueblo
Hay una esquina en mi pueblo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/9/2017 - 11:42
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El Salustiano

[1976]
Parole e musica di Carlos Cano
Nel suo disco intitolato “A duras penas”

Canzone sulla condizione degli spagnoli andalusi costretti dalla miseria ad emigrare verso altri paesi Europei. Lo stesso Carlos Cano negli anni 60 dovette lasciare la natale Granada per cercare lavoro in Svizzera e Germania. La canzone è quindi sicuramente autobiografica.
Hasta un pueblo d’Alemania ha llegao el Salustiano
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2017 - 21:01
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New Immigration Law

1997
Single: New Immigration Law / Holy Mount Zion

Holy Mount Zion
America Yeah na Am talking about the law in america The new immigration law Man no hear bout the new immigration law Tabled in congress in America Say what hear me now The new law all yall man nor fit talk
(continua)
inviata da Dq82 7/9/2017 - 17:55

La víspera

[1977?]
Versi di Pedro Cobos (1928-1989), giurista, scrittore e poeta originario di Jumilla, nella comunità autonoma spagnola di Murcia.
Nella raccolta intitolata “La Vida Perdularia”, pubblicata solo nel 1989, dopo la morte dell’autore
Musica di José “Pepe” Nieto, arrangiatore, compositore e produttore degli Aguaviva
Nel disco degli Aguaviva intitolato “No hay derecho”, 1977.
Escrito está en un papel
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 7/9/2017 - 08:42

Ease My Revolutionary Mind

[1946]
Parole e musica di Woody Guthrie
Una canzone mai incisa dall’autore, riprese recentemente da Tom Morello negli album di tributo collettivo “Note Of Hope: A Celebration Of Woody Guthrie” (2011) e “Woody Guthrie At 100! Live At The Kennedy Center” (2013)


[Nell’immediato secondo dopoguerra] quella di Guthrie era una voce sempre più isolata che, dal deserto, invocava la ricostituzione della società americana e la distruzione del capitalismo. Nel luglio del 1946, scrisse così ad Asch:

“Questo è il sistema che vorrei vedere estinguersi. Ha ammazzato diversi membri della mia famiglia, ne ha gassati diversi e ne ha traumatizzati molti di più nell'ultima guerra mondiale e, in questa guerra mondiale appena passata, ne ha dispersi molti altri. Ha fatto fuggire famiglie di miei parenti e amici, centinaia di migliaia di persone, costringendole a vagare, senza una casa, peggio che se fossero... (continua)
Night is here again, baby,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/9/2017 - 15:49
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Tammurriata 'du caporale

[2017]

Album : Mediterraneo
Le tre del mattino è ancora buio
(continua)
inviata da adriana 1/9/2017 - 19:11
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Mediterraneo

[2017]

Album : Mediterraneo
Sento da lontano suonare i tamburi
(continua)
inviata da adriana 1/9/2017 - 18:56
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Il treno che viene dal sud

Versione piemontese di autore anonimo (Torino 1954) da Youtube

dq82 31/8/2017 - 16:45
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Yahya

Album : Musica di terza classe

Componimenti Testo e Musica Fernando Cedrone

Per quelli che viaggiavano con un biglietto di terza classe su un transatlantico per l’America, per quelli che viaggiano su un treno con un biglietto di terza classe per Milano, per quelli che viaggiano su una carretta del mare con un biglietto di terza classe per lampedusa o peggio ancora con un biglietto di terza classe di sola andata per il fondo del mediterraneo.
Dove ci sono gli ultimi c’è un biglietto di terza classe e soprattutto c’è un luogo che si chiama terza classe, un contenitore dove va a finire chi non ce la fa e resiste scappando, cercando una possibilità altrove.
E quasi sempre, in quel luogo, nella terza classe, si puo udire una musica meridionale, una cantata in dialetto di Provincia di Terra di Lavoro, Lucana, Calabre o Africana.
In quel luogo, dove si soffre e ci si accontenta di cose semplici, si può ascoltare una musica di terza classe.
Yahya vive in Italia ma la notte dorme in Africa
(continua)
inviata da adriana 30/8/2017 - 10:31
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Organetto di terza classe

Album : Musica di terza classe

Componimenti Testo e Musica Fernando Cedrone

Per quelli che viaggiavano con un biglietto di terza classe su un transatlantico per l’America, per quelli che viaggiano su un treno con un biglietto di terza classe per Milano, per quelli che viaggiano su una carretta del mare con un biglietto di terza classe per lampedusa o peggio ancora con un biglietto di terza classe di sola andata per il fondo del mediterraneo.
Dove ci sono gli ultimi c’è un biglietto di terza classe e soprattutto c’è un luogo che si chiama terza classe, un contenitore dove va a finire chi non ce la fa e resiste scappando, cercando una possibilità altrove.
E quasi sempre, in quel luogo, nella terza classe, si puo udire una musica meridionale, una cantata in dialetto di Provincia di Terra di Lavoro, Lucana, Calabre o Africana.
In quel luogo, dove si soffre e ci si accontenta di cose semplici, si può ascoltare una musica di terza classe.
Salpa e viaggia sicuro e lento
(continua)
inviata da adriana 30/8/2017 - 10:00

O te capa istesset de la festa

anonimo
Testo reperito in questa pagina
O tè capa, 'istesset da la festa
(continua)
inviata da adriana 30/8/2017 - 08:19
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From Enslavement to Obliteration

[1988]
Nell’album intitolato “From Enslavement to Obliteration”
Commited to a life of slavery
(continua)
inviata da Dq82 14/8/2017 - 22:15




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