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Percorso La guerra del lavoro: emigrazione, immigrazione, sfruttamento, schiavitù

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In viaggio

2011
Nell’album intitolato “Sud”

(Cesare Chiodo, Bungaro, Fiorella Mannoia)

Fiorella Mannoia presenta questa canzone, nei live, raccontando che in quel periodo suonava con musicisti stranieri (africani e sudamericani) e che ha messo in musica i loro racconti: immaginando il saluto si una madre ad un figlio che parte, emigra... Alcune volte questa presentazione è più esplicitamente rivolta all'emigrazione, altre volte più intima parlando di un generico saluto materno al propri* figli*. Ma considerando anche il titolo dell'album in cui è inserita secondo me è una CCG a tutti gli effetti
Domani partirai
(continua)
inviata da dq82 14/1/2017 - 09:58

Scoperta

1974
45 giri Scoperta/Marcia d'amore
Pareva fosse un giorno come gli altri,
(continua)
inviata da dq82 12/1/2017 - 17:42
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Rosso colore

La canzone pubblicata nel 1977 è la fusione di tre canzoni (con la stessa musica e con parte del testo ripetuto) pubblicate nell'album di esordio del cantautore emiliano, inizialmente uscito come vinile (come supplemento al n° 5 di Mezzo cielo, rivista del movimento politico Lega del Vento Rosso, di cui Bertoli all'epoca faceva parte, e che pubblicava alcuni dischi di musica militante come allegati alla rivista), ristampato come musicassetta l'anno successivo (ed allegato al n° 30 del 14 settembre 1974 della rivista Servire il popolo), ed infine stampato sotto forma di CD nel 2006.

Le tre canzoni erano Rosso, Rosso Colore e Rosso colore dell'amore.

Riportiamo le due che hanno delle strofe aggiuntive non riprese nella versione del 1977


0.00 Rosso
3.02 Rosso colore
8.08 Rosso colore dell'amore
ROSSO
(continua)
11/1/2017 - 23:16
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The Enemy Within (the Band)

[1995]
Parole e musica di Ralph McTell
Nell'album intitolato “Sand in Your Shoes”

Bella e classica, bandistica, che la banda musicale della miniera è qui la protagonista del brano.
Il “nemico interno” - così additati dalla propaganda di Margaret Thatcher - erano i minatori inglesi in sciopero nel 1984/85, in quello che è stato uno dei più duri confronti tra un gruppo di lavoratori ed un governo occidentale nella seconda metà del 900.

Dopo oltre 50 settimane di protesta, due morti, centinaia di licenziamenti e migliaia di procedimenti giudiziari, il sindacato votò la fine dello sciopero ed il ritorno al lavoro (per quei pochi che l'avrebbero ritrovato ancora...)

“Bloodied but unbowed”, sanguinanti ma non vinti.
There was a time when the strike was on
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/1/2017 - 21:28
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Il Lavoro non esiste

[2016]
Album : Stato d'eccezione
Non stacchi dalla linea neanche se hai il cagotto
(continua)
inviata da adriana 11/1/2017 - 17:21
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Factory Girl

[1969]
Parole e musica di Ralph McTell
Nell’album intitolato “My Side of Your Window”, autoprodotto
Hurrying across the bridge before the siren calls.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/1/2017 - 16:57
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Les cathédrales de l'industrie

Quando Gabriel Yacoub canta "andrò in queste città dell'inferno dell'est che portano tutte nomi d'angelo" l'immagine richiama gli altoforni di Uckange,Gandrange e Florange en Lorraine che stavano chiudendo una dopo l'altra.
Flavio Poltronieri 11/1/2017 - 14:19
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From Clare to Here

[1976]
Parole e musica di Ralph McTell
Nel suo album “Right Side Up”

Una delle canzoni più famose di Ralph McTell, un breve ed intenso racconto dell’emigrazione irlandese… La contea di Clare è nel centro-ovest dell’Irlanda, sull’oceano Atlantico.
There's four who share this room
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/1/2017 - 09:12
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Lavorare con lentezza

(che la traduce riprendendo il testo dal nostro sito)
РАБОТА С ЗАМЕДЛЕНИЕМ
(continua)
6/1/2017 - 10:27
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L'Internationale

INDONESIANO / INDONESIAN [3]

La versione indonesiana dei Marjinal (gruppo anarco-punk di Surabaya)
The Indonesian version by the Anarcho-Punk band Marjinal from Surabaya.
DE INTERNASIONALE
(continua)
inviata da L'Anonimo Toscano del XXI secolo 6/1/2017 - 00:08

Il lavoro cieco

2016
Il fiore inverso

È il brano più apertamente politico di questa raccolta, in cui i versi spietatamente dipingono lo scenario di una sconfitta ormai consumata, dalle cui ceneri però, inopinatamente, spunta ostinata la speranza concreta di una nuova utopia.
Lo spoken di Voce si fa quasi sussurrato, assume toni e intenzioni da melanconica fiaba, in aperto contrasto con la durezza dei contenuti, con la riproposta ossessiva dell’ormai datato slogan “lavorare meno, lavorare tutti”, che nel finale del refrain si trasforma nell’assai più radicale e disperato “vivere tutti, morire meno”, mentre la tromba di Fresu dialoga fittamente con lo struggente violoncello di Adele Pardi e Nemola struttura con la chitarra di Dario Comuzzi uno spazio sonoro sfumato e risonante di echi.
Il cuore è questo vuoto al centro del sentire
(continua)
inviata da Dq82 31/12/2016 - 11:32
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Bella Ciao

English environment version by Raised voices
London, 18 October 2014: No More Austerity! Demand the Alternative
Oh we are singing for education
(continua)
inviata da dq82 29/12/2016 - 19:09
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En avant la classe ouvrière

(Salvo Lo Galbo)
Siamo il programma che fu scritto
(continua)
inviata da Salvo Lo Galbo 23/12/2016 - 18:27
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Refugee

Words C. Cockburn,
Music M. Carmichael
Repression knows no borders
(continua)
inviata da dq82 22/12/2016 - 15:36
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The Bhopal Disaster

Traditional Irish Tune
Words: Mavis Cook (Raised Voices)

Il disastro di Bhopal è avvenuto il 3 dicembre 1984 nella città indiana di Bhopal a causa della fuoriuscita di 40 tonnellate di isocianato di metile (MIC), dallo stabilimento della Union Carbide India Limited (UCIL), consociata della multinazionale statunitense Union Carbide specializzata nella produzione di fitofarmaci.

La nube formatasi in seguito al rilascio di isocianato di metile, iniziato poco dopo la mezzanotte del 3 dicembre 1984, uccise in poco tempo 2.259 persone e avvelenò decine di migliaia di altre. Il governo del Madhya Pradesh ha confermato un totale di 3.787 morti direttamente correlate all'evento, ma stime di agenzie governative arrivano a 15.000 vittime.
All round the world, many people are dying
(continua)
inviata da dq82 22/12/2016 - 07:32
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Bella Ciao

English environment version by Raised voices
2014 21 Sep: Climate march, London, as part of the Global People's Climate March around the UN climate summit in NYC
Oh we are marching for the environment
(continua)
inviata da Dq82 21/12/2016 - 10:20
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Can't Stop Fighting

[2016]
Dal 7” intitolato semplicemente “III”, la terza uscita per questo gruppo (punk)rock di Filadelfia, capitanato dalla voce robusta (e non solo la voce!) di Tina Halladay.
Testo trovato sulla pagina della band su Bandcamp

Una canzone sulle donne vittime del lavoro e della violenza a Ciudad Juárez, Stato di Chihuahua, Messico.
In quella città ai confini con gli USA – e proprio per questo costellata di maquiladoras, fabbriche e fabbrichette che sono l'inferno per i lavoratori – a partire dal 1993 sono state sequestrate, stuprate, torturate, mutilate ed uccise quasi 400 ragazze.
In tutti questi anni solo per una decina di questi atroci delitti sono stati trovati i responsabili.
Paloma walks home at night from the maquiladora
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/12/2016 - 21:27
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Un dì di maggio alle undici di notte

[fine 800, inizio 900]
Testo trovato sul sito dell'Archivio Provinciale della Tradizione Orale del MUCGT – Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, Università di Trento

“Canzone narrativa da cantastorie pubblicata da qualche foglio volante (stampa popolare) entrata a far parte del repertorio dei minatori. Il testo racconta la tragica storia di tre minatori italiani morti investiti da un masso nella galleria in cui stavano lavorando. La canzone ha punti di contatto con un'altra versione registrata in provincia di Brescia [Pianta 1976].” (introduzione tratta dal sito citato)

La prima galleria ferroviaria del Sempione, dalla Val d'Ossola italiana all'alta Valle del Rodano svizzera, fu inaugurata nel 1905 dopo sette anni dall'inizio dei lavori. Fu un'impresa di grande difficoltà che venne portata a termine grazie al lavoro di 3.000 minatori (i trafurett), 58 dei quali morirono nelle... (continua)
Un dì di maggio alle undici di notte
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/12/2016 - 22:12
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A nostra indiatura

2013
Indiature
Per tutti quelli Corsi spatriati
(continua)
inviata da dq82 8/12/2016 - 15:50
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Back in Flesh

[1980]
Scritta dai Wall of Voodoo (Stan Ridgway, Marc Moreland, Bruce Moreland, Chas Gray e Joe Nanini), quelli dell’indimenticabile “Mexican Radio

Nell’album d’esordio (se si eccettua un precedente EP) della band californiana, intitolato “Dark Continent”, pubblicato nel 1981.

Il brano si trova anche nella colonna sonora del film musicale “Urgh! A Music War” (1982)
Someone smashed my alarm
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/12/2016 - 12:58
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Ai caduti della Thyssenkrupp di Torino

Canto sociale dedicato agli operai della società multinazionale tedesca bruciati vivi (per la mancanza del rispetto delle norme di sicurezza) in nome del profitto degli azionisti di una banda di avvoltoi assassini.
Tra il 5 e il 6 di dicembre a Torino,
(continua)
inviata da adriana 6/12/2016 - 10:02
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Sora padrona, bongiorno a lei



Questa è la versione registrata nel 1965 da Caterina Bueno
in un’osteria di Santa Fiora (GR).
Cantata da un numeroso gruppo di minatori provenienti da varie zone dell’Amiata specialisti del «bei» che accompagnano con notevole maestria la vibrante prima voce di E. Brianti anche lui lavoratore dell’Amiata.
Nel coro spicca la voce di Caterina Bueno stessa.
Giovanni Bartolomei da Prato 4/12/2016 - 12:19
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Paddy Works on the Railway

anonimo
From here
Polish scout song
NA KOLEJOWYM SZLAKU
(continua)
inviata da krzyś 3/12/2016 - 18:09

Vieni fuori compagno

Il testo originale di Bertolt Brecht: il dramma didattico Die Maßnahme (La linea di condotta) (1930)
da rundfunkschaetze.de
DER KONTROLLCHOR
(continua)
inviata da Dq82 30/11/2016 - 15:44
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Aberfan

[1973]
Parole e musica di David Ackles (1937-1999), cantautore e pianista statunitense
Nel disco intitolato “Five & Dime”

David Ackles è stato un grandissimo cantautore e musicista, purtroppo molto sottovalutato e sfortunato.
Tra il 1968 ed il 1973 fece quattro dischi (“Five & Dime” è l'ultimo) che non ebbero nessun successo di pubblico.
Nel 1981 ebbe un brutto incidente d'auto, travolto da un altro conducente ubriaco, e quasi perse un braccio. Non glielo amputarono, con una grande forza di volontà, esercizio e disciplina lui tornò a suonare, ma non fu più come prima.
Un cancro se l'è portato via nel 1999.

“Aberfan” racconta di un disastro accaduto in quella cittadina mineraria gallese nel 1966.
Per 50 anni i detriti di lavorazione provenienti da una vicina miniera di carbone erano stati depositati a monte del villaggio, a formare poco alla volta un'enorme collina. Nei primi anni... (continua)
It was rainy in the morning as the men left for the mine,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/11/2016 - 23:30

Vengo da lontano

Artisti Vari - We are not going back (Nota, 2016)

ancora più interessante la terza delle voci a cui è dedicato questo intervento, quella di Jagjit Rai Mehta, bracciante di stalla indiano in un’azienda agricola di Piadena, in provincia di Cremona: la voce di un’esperienza quasi utopica di condivisione e integrazione senz’altro insolita ma anche per questo segno di una possibilità alternativa. Tanto per cominciare, Jagjit, figlio di un cantore sacro Punjabi, canta su una specie di monodia affine a quelle del padre, ma in italiano:

Jagjit ha composto questa canzone (che di volta in volta improvvisa aggiungendo altri versi) in occasione della Festa della Lega di Cultura di Piadena a Pontirolo di Drizzona. Si tratta di un evento annuale al quale partecipano centinaia di persone venute letteralmente da tutta Europa, per cantare, chiacchierare, mangiare insieme sull’aia e nel prato della casa... (continua)
Vengo da lontano
(continua)
inviata da Dq82 25/11/2016 - 18:51
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We Are Not Going Back

Artisti Vari - We are not going back (Nota, 2016)

“Musiche migranti di resistenza, orgoglio e memoria” è il sottotitolo del CD di ventiquattro tracce, curato da Alessandro Portelli, edito dall’etichetta friulana nel formato libro-CD (block-Nota) e realizzato in collaborazione con il Circolo Gianni Bosio e l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi. In realtà, “We are not going back” è la terza produzione discografica del progetto “Roma Forestiera” (dal titolo di una canzone romana che nel 1949 lamentava la fine della musica dalle strade delle città, soppiantata dalla radio e dalla popular music d’oltreoceano), iniziato nel 2009, che si prefigge di indagare le musiche di quei migranti che hanno riportato la musica nelle nostre strade. Prima ci sono stati “Istaraniyeri - Musiche migranti a Roma” e “Yo Soy El Descendiente” della coppia ecuadoriana Janeth Chiliquinga e Sergio Cadena.... (continua)
Dq82 25/11/2016 - 17:40
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Norwich Gaol

Una canzone in memoria di Peter Bellamy (1944-1991), scritta da Phil Edwards, musicista, folk singer e curatore di Fifty-Two Folk Songs, un bel blog purtroppo fermo da più di un anno.

La canzone in ricordo di Peter Bellamy - l'ultimo post sul blog, in data 25 ottobre 2015 - è corredata anche da una lunga nota del suo autore.

ONE EVENING IN AUTUMN

As I walked out one evening in autumn
To view the green hills and to take the fresh air
I seemed to see another evening that I never saw truly
And I thought what I might say if I could be there.

O why do you sit up here, Bellamy, Bellamy,
In the cool of the day, in the sun’s dying light?
“To look out upon the country, to look out on the land,
To look down on the people and bid them goodnight.”

And what do you have with you, Bellamy, Bellamy,
What have you brought for your comfort and good?
“Cold ground beneath my head will be my only... (continua)
Bernart Bartleby 25/11/2016 - 08:46
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Funeral de um lavrador

Versione della Banda POPolare dell'Emilia Rossa feat. Lucio Gaetani (ex MCR)

23/11/2016 - 17:37

Vieni fuori compagno

Vieni fuori, compagno! Rischia
(continua)
inviata da Dq82 23/11/2016 - 17:15
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Cotton Fields

Enhän ollut vielä kovin vanha,
(continua)
inviata da Juha Rämö 23/11/2016 - 10:39
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Dicono

2016
Cuore Elettroacustico

Racconta di quello che la gente dice e sente dire, dei luoghi comuni che ci martellano e che, radicandosi nelle menti più fragili, generano paure e diffidenze nello straniero, nel diverso.
Dicono se sei sensibile e ti preoccupi per ogni cosa bruci prima.
(continua)
inviata da Dq82 19/11/2016 - 18:29

Just a Note (the Exile Song)

[1958]
Parole e musica di Ewan MacColl e Peggy Seeger, con la produzione di Charles Parker della BBC Radio
Da “Song of a Road”, secondo capitolo delle Radio Ballads composte tra il 1958 ed il 1964 da Ewan MacColl per la BBC Radio

“Song of a Road” era dedicato alla costruzione della prima autostrada in Gran Bretagna, la M1, da Londra a Leeds
“Just a Note (The Exile Song)” è dedicata agli operai irlandesi che lavorarono in quell’impresa.
Just a note for time is short dear.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/11/2016 - 16:00
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El Muro (de la Vergüenza)

Versione inglese di Shanon
THE WALL (OF SHAME)
(continua)
inviata da Shanon 16/11/2016 - 02:42
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All Our Trades Are Gone

[1992]
Parole e musica di Mick Fitzgerald (1951-2016), attore, musicista, cantautore e cantatorie dublinese
Nell’album di June Tabor intitolato “Angel Tiger”

Una canzone dedicata a quanti nella Gran Bretagna di fine secolo scorso sono stati esclusi dal lavoro e posti ai margini della società. Credo che l’autore, Mick Fitzgerald, scomparso solo qualche mese fa, si riferisse in particolare alla gente “pavee”, detta anche “irish travellers” o “tinkers”, i nomadi d’Irlanda e Gran Bretagna…
We will sit here in the morning
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/11/2016 - 08:59
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Aprite le città

(2016)
Album: L’amore devi seguirlo

“Gennaro rappresenta tutti i disadattati che soffrono, i disperati, gli incazzati. Di fronte alle file chilometriche di migranti, ai bambini che muoiono in mare, alla gente che non ha una terra in cui vivere, io dico di aprire le città, di spalancare le braccia. Esprimo la voglia di essere uniti e solidali”.

Nada
Gennaro parla una lingua amara,
(continua)
13/11/2016 - 17:31
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Ai Brigoli di Casalecchio

[1965]
Parole di Massimo Dursi, pseudonimo di Otello Vecchietti (1902-1982), giornalista, scrittore e commediografo bolognese.
Musica di Valentino Bucchi (1916-1976), compositore fiorentino.
Interpretata da Laura Betti nell'EP intitolato “Ordine e disordine”
Al pianoforte Ubaldo Continiello (1941-2014), pianista e compositore di colonne sonore.

I Brégoli, o Brigoli, o Breguàl, collegano Bologna a Casalecchio di Reno e danno il nome alla Via de' Bregoli dove si incontra una Via Crucis che inizia dalla chiesa di San Martino, posta all'inizio del parco Talon, a Casalecchio e termina nelle vicinanze della Basilica di San Luca, sul monte della Guardia, a Bologna lungo via di Monte Albano.
E' un sentiero affascinate e pittoresco, pieno di storia.
I bolognesi sono molto affezionati ai Brigoli perché è usanza il lunedì di Pasqua effettuare la famosa gita che porta a San Luca.

Laura Betti... (continua)
Per far le cose per bene
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/11/2016 - 21:33

Nobody Knew She Was There

[1977?]
Parole e musica di Ewan MacColl
Nell'album “Kilroy Was Here” del 1980, con Peggy Seeger
Testo trovato su Mudcat Café

Uno struggente omaggio di Ewan MacColl alla madre, Betsy Henry Miller, che lo crebbe in mezzo a mille difficoltà, in una povertà resa dignitosa dal suo instancabile lavoro come donna delle pulizie negli uffici e nelle imprese di Salford e Manchester, un lavoro invisibile che iniziava nel cuore della notte e finiva quando la città cominciava a pulsare... Il padre di MacColl, William Miller, era operaio fonditore, militante socialista, spesso licenziato e bandito per via della sua attività sindacale. Credo che il lavoro in fonderia ne avesse anche minato la salute. La coppia perse tre dei quattro figli, sopravvisse solo Ewan, e nonostante tutte queste avversità la forza della piccola Betsy fu sempre incrollabile...
She walks in the cold dark hour before the morning
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/11/2016 - 23:26
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John Hardy (Was a Desperate Little Man)

[fine 800]
Una delle più note ballate popolari americane, la cui prima incisione risale al 1924 ad opera di tali Samantha Bumgarner (banjo) ed Eva Davis (voce)
Da allora gli artisti che l'hanno interpretata non si contano: Carter Family, Lead Belly, , Pete Seeger, Joan Baez e tantissimi altri noti e meno noti.
Dato il titolo simile, il contesto geografico ed il tema comuni, quello del lavoro dei negri nella Virginia della seconda metà dell'800, viene spesso confusa e mescolata con un altro standard della musica popolare americana, John Henry
Il testo che propongo è quello reperito sul blog Kidnapping, Murder and Mayhem ed attribuito alla Carter Family che lo incise nel 1928.

La vicenda del minatore negro John Hardy è ben raccontata al link appena citato e anche sul bel sito Executedtoday, dedicato alla pena di morte e ai mille modi e motivi con cui nei secoli alcuni uomini hanno preteso... (continua)
John Hardy, he was a desperate little man,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 6/11/2016 - 22:31
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Which Side Are You On?

Broadside #57, Aprile 1965

Note: This new set of words to the Kentucky miner's song of the 1930's, was brought to Broadside by Len Chandler in the fall of 1964 when he returned from a summer of activity in the Freedom Hovement in Mississippi. It was sung extensively there and recently by the Selma, Alabama, marchers

Tune: Which Side Are You On by Mrs. Florence
Come all you bourgeoise black men
(continua)
inviata da dq82 4/11/2016 - 11:14
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La valigia dell’emigrante

E bellissima
3/11/2016 - 20:00
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Eco del mare

2015
SignorHunt

Feat. Enzo Avitabile
Eco d’o mare a tutt ‘e guagliun
(continua)
inviata da Dq82 2/11/2016 - 13:06
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Working Class Hero

Versione degli Eld Attack Krossa.



Questa è stata una sorpresa. E non è nemmeno niente male.
leoskini 31/10/2016 - 19:24
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Attraverso l'acqua

2016
Lotto infinito

Testo di Enzo Avitabile e Francesco De Gregori.
Musica di Enzo Avitabile.

“Attraverso l’acqua” che canti con Francesco De Gregori racconta il dramma dei migranti di Lampedusa…
Ho scritto questa canzone a Lampedusa in occasione della presentazione del film di Johnathan Demme “Music Life” sulla mia vita. Il brano è cresciuto man mano, si è allargato fino a diventare un brano che racconta non solo il dramma di chi approda su quell’isola, ma anche la nostra migrazione, la migrazione della nostra anima. Siamo tutti immigrati perché cerchiamo questa sponda d’oro, questa terra di nessuno. Lampedusa è così la terra della speranza, il simbolo della salvezza, mentre il mare è sia fonte di vita ma anche un ostacolo da superare. Insieme a Francesco De Gregori cantiamo questo canto di accoglienza... (continua)
Pecché m’addimane si songo italiano,
(continua)
inviata da Dq82 31/10/2016 - 08:31

O pescecan terribile

[primi anni del 900]
Parole e musica di Antonio Mazzuccato, direttore del Gruppo corale Borgo Vittoria di Torino negli anni tra il 1908 e il 1922, così come eseguito nel 1973 da Angelo Giorcelli, classe 1890, operaio FIAT, membro originario del coro, durante un'intervista condotta da Emilio Jona e Sergio Liberovici
In Jona, Liberovici, Castelli, Lovatto - "Le ciminiere non fanno più fumo. Canti e memorie degli operai torinesi", Donzelli 2008.


La corale nacque nel 1903 all’interno del Circolo Educativo Socialista di Borgo Vittoria, che poi ebbe sede presso l'imponente edificio della Casa del Popolo di Borgo Vittoria e Madonna di Campagna, costruito intorno al 1910 con il finanziamento e la forza lavoro dei circoli rionali socialisti, e incendiato dai fascisti nel 1922. In seguito, sulle sue ceneri, venne allestita una sala cinematografica, l'Apollo, con annessa sala danze. Oggi vi sorge... (continua)
O pescecan terribile
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 26/10/2016 - 22:55




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