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Percorso Guerra alla Terra

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Wolf

Un interessantissimo progetto di studio dei lupi sull'Appennino rischia di essere interrotto in Toscana perché vaste parti del territorio demaniale saranno acquistate e recintate dal cravattaio di lusso Stefano Ricci. Consiglio a tutti intanto di passare una notte da lupi al Rifugio Diacci.
Lorenzo 20/8/2018 - 12:05
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Assez

Il serait temps que l'homme s'aime
(continua)
inviata da JJ 17/8/2018 - 18:42
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Don't Go Near the Water

Irish transcreation by Gabriel Rosenstock
FAN AMACH ÓN UISCE
(continua)
inviata da Gabriel Rosenstock 31/7/2018 - 13:07
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La chanson du Larzac

anonimo
La lutte du Larzac est un mouvement de désobéissance civile non-violente contre l'extension d'un camp militaire sur le causse du Larzac qui dura une décennie, de 1971 à 1981, et qui se solda par l'abandon du projet sur décision de François Mitterrand, nouvellement élu Président de la République.

L'opposition s'est d'abord organisée autour de 103 paysans locaux qui se sont soulevés contre l'expropriation de leurs terres à la suite du projet du ministre de la Défense, Michel Debré (UDR), sous la présidence Pompidou, d'agrandir le camp militaire du Larzac de 3 000 à 17 000 hectares, ce qui aurait concerné une douzaine de communes. En 1973, cinq ans après mai 1968, entre 60 000 et 100 000 personnes de différents courants convergèrent vers le Larzac pour soutenir les paysans et former un mouvement hétéroclite qui livrera une « guerre d'usure » aux pouvoirs publics. Les rassemblements et le réseautage... (continua)
Le Larzac restera
(continua)
inviata da adriana 18/7/2018 - 11:43
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Gardons le Larzac

anonimo
La lutte du Larzac est un mouvement de désobéissance civile non-violente contre l'extension d'un camp militaire sur le causse du Larzac qui dura une décennie, de 1971 à 1981, et qui se solda par l'abandon du projet sur décision de François Mitterrand, nouvellement élu Président de la République.

L'opposition s'est d'abord organisée autour de 103 paysans locaux qui se sont soulevés contre l'expropriation de leurs terres à la suite du projet du ministre de la Défense, Michel Debré (UDR), sous la présidence Pompidou, d'agrandir le camp militaire du Larzac de 3 000 à 17 000 hectares, ce qui aurait concerné une douzaine de communes. En 1973, cinq ans après mai 1968, entre 60 000 et 100 000 personnes de différents courants convergèrent vers le Larzac pour soutenir les paysans et former un mouvement hétéroclite qui livrera une « guerre d'usure » aux pouvoirs publics. Les rassemblements et le réseautage... (continua)
Aimerais-tu voir ta maison
(continua)
inviata da adriana 18/7/2018 - 11:37

La mort d'un globe

MORTE DI UN PIANETA
(continua)
inviata da Salvo Lo Galbo 4/7/2018 - 19:14
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The Return Of The Giant Hogweed

Quando "Repubblica" si accorse della Pànace di Mantegazza

Repubblica Online, 20 giugno 2018


(Naturalmente con parti intere che sembrano quanto meno "ispirate" -se non proprio copiate- da questa pagina...)
L'Anonimo Toscano del XXI secolo 21/6/2018 - 00:20
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Don't Fall In

[2016]
Versi di Kate Tempest
Musica di Kate Tempest e Dan Carey
Nell'album intitolato “Let Them Eat Chaos”
Testo ripreso da Genius

Let Them Eat Chaos è un ritratto di sette persone che alle 4.18 di mattina sono sveglie nei loro appartamenti nel sud di Londra. Non sono poveri né ricchi, ma sono immersi nel caos delle loro esistenze. Il che non può essere che dovuto a un caos più generale che è là fuori, nel mondo della politica e della società. […] Le storie private sono escamotage per parlare di una società malata, persa. […]

Ancora un brano da “Che mangino il caos”, parafrasi del “S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche”, espressione attribuita a Maria Antonietta ma certamente precedente. Anche questa “Don't Fall In” è scurissima e priva della speranza che invece comincia a trasparire, sotto forma di esortazione, solo alla fine dell’album, con “Tunnel Vision
We came from the four corners, we are the raw waters
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/5/2018 - 14:23
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Tunnel Vision

[2016]
Versi di Kate Tempest
Musica di Kate Tempest e Dan Carey
Nell'album intitolato “Let Them Eat Chaos”
Testo ripreso da Genius

“Let Them Eat Chaos è un ritratto di sette persone che alle 4.18 di mattina sono sveglie nei loro appartamenti nel sud di Londra. Non sono poveri né ricchi, ma sono immersi nel caos delle loro esistenze. Il che non può essere che dovuto a un caos più generale che è là fuori, nel mondo della politica e della società. […] Le storie private sono escamotage per parlare di una società malata, persa. […]

L’ultima traccia, ‘Tunnel Vision’, ha il compito di lasciare l’ascoltatore con un sentimento meno amaro. È una vera chiamata alle armi, a vivere le nostre vite da svegli, a prenderci le responsabilità per quelle azioni che rendono il mondo malato («Sono state le nostre bombe a iniziare questa guerra che ora infuria molto lontano… Sono state le nostre imbarcazioni... (continua)
Indigenous apocalypse, decimated forest, the Winter of our discontent’s upon us
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/5/2018 - 09:47
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Sankara

2017
Baïkonour

Sankara is named after the african politician Thomas Sankara. Through metaphoric figures, the song deals with the imperialist capitalist system and it’s consequences that lead to the destruction of Earth.
Fears fall at night to ruin my day, 
(continua)
inviata da Dq82 28/5/2018 - 23:07
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Geotenn ar marv

Da Parigi vi segnalo che oggi esce il nuovo cd di Re Denez Prigent dal titolo "Mille Cammini" e che nell'occasione offrirà un concerto gratuito giovedi prossimo a Montparnasse, in Piazza Edgar Quinet.
Flavio Poltronieri 18/5/2018 - 16:45
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Qui non passa

È il singolo del collettivo salentino realizzato in collaborazione dell’attore tarantino e della regina della black music

La voce del popolo salentino prende forma e vita attraverso un pezzo che mescola atmosfere gipsy e metropolitane lanciando un messaggio di forte impatto sociale. Dal 19 aprile il pezzo sarà in radio accompagnato dalla pubblicazione del video ufficiale.

Il forte carico emotivo di “Qui non passa” e la sua tematica così coinvolgente sono stati collante e detonatore di una grande collaborazione fra tre importanti realtà musicali “made in Salento”: Salento All Stars, Michele Riondino & Revolving Bridge, Mama Marjas.

Calde atmosfere, chitarre e fisarmoniche come una carovana gipsy sulle quali ondeggia la sinuosa melodia che abbraccia come il torrido sole salentino. Le atmosfere rarefatte della canzone sulle quali viaggiano le voci di Alfredo Quaranta e Mama Marjas, lasciano... (continua)
Per chi si sveglia ogni singolo giorno
(continua)
inviata da Erika 9/5/2018 - 21:43
Downloadable! Video!

Marghera

I danni alle persone e all'ambiente sono descritti
"allegramente" da Skardy e soci ...

http://www.sullamaca.it/canzone-momentanea/marghera-la-montedison-e-pitura-freska/
Enri1968 15/4/2018 - 14:04
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Hands All Over

(1989)
Testo di Chris Cornell
Musica di Kim Thayil

dal secondo album dei Soundgarden, Louder Than Love

Una canzone su tutto il male che l'umanità ha fatto e continua a fare a Madre Natura e non solo.

It's just sort of an environmental thing. Not strictly environmental, but mostly. It's basically about how we humans tend to screw up everything that's good enough as it is ... or everything that we're attracted to, we love to go and defile it.

Chris Cornell
Hands all over
(continua)
8/4/2018 - 22:35
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They Come Like Armies

[2017]
Una - credo – recentissima ballata del buon vecchio radicale ebreo Leon Rosselson
Ho trovato il testo sul suo sito ufficiale

Un brano contro il “fracking”, la fratturazione idraulica, pratica geotecnica di perforazione del sottosuolo finalizzata a rendere disponibili giacimenti di gas ed idrocarburi intrappolati nelle viscere della terra. Il fracking esige quantità enormi d’acqua e inoltre inquina le falde acquifere ed è anche ritenuto aver effetti sull’aumento del rischio sismico.
They come like armies, they assault the land
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 29/3/2018 - 14:27
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Pare

Tratta dal volume Multifilter – Mito e memoria del padre nella canzone, a cura di Sergio Secondiano Sacchi, Edizioni squi[libri], Roma 2017 (p. 71). Nei due CD allegati al libro, la canzone è interpretata dalla cantante catalana Rusó Sala nell'originale; la traduzione di Sergio è qui “di servizio”. Il breve scritto di Carlo Petrini che la presenta è riportato qui nell'introduzione alla canzone. [RV]
PADRE
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 29/3/2018 - 07:58
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Io vi parlo di Milano

[1972]
Parole e musica di Diego De Palma
La traccia che dà il titolo al suo unico disco, realizzato in collaborazione con Giovanna Marini e Franco Coggiola e prodotta dalla I Dischi del Sole.
Nell'aprile di quello stesso anno Diego De Palma morì in un incidente motociclistico
Testo trovato su YouTube
Io vi parlo di Milano
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/3/2018 - 15:22
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La città dell'aria

Testo:Daniele Coccia Paifelman*, Simone Saccucci
Voce recitante: Simone Saccucci
Voci: Daniele Coccia Paifelman, Leonardo Angelucci, Francesco Polucci
Fisarmonica: Alessndro Marinelli*
Chitarra acustica: Eric Caldironi*
Chitarra elettrica: Francesco Argenis Grammatico

* de Il muro del Canto

Prima di Natale non avrei mai immaginato di ritrovarmi a scrivere una canzone sulla città in cui sono cresciuto, dove è nato mio padre e dove i miei nonni arrivarono in cerca di futuro negli anni ‘40.
Parlo di Guidonia Montecelio, terzo comune del Lazio per numero di abitanti. La "Cittá dell'Aria", così denominata in virtù del suo passato bellico poiché fondata da Benito Mussolini nel 1937 attorno ad un aeroporto militare.
Questo appellativo, oggi, risulta sconvolgente. Il livello critico della qualità dell'aria che respiriamo quotidianamente, per via di molteplici fattori che hanno contribuito... (continua)
Questa è la storia di chi uccide figli
(continua)
inviata da Dq82 2/2/2018 - 13:03
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La ballata del pedone

[1963]
Scritta da Giorgio Gaber e Vittorio Pierantoni
Singolo sul lato B della mitica “Goganga”

Propongo questa canzone nel percorso “Guerra alla Terra” pensando al traffico che ci uccide giorno dopo giorno, nell’incertezza - quando non nell’indifferenza - degli amministratori pubblici, mentre le canaglie come Marchionne, Müller e gli altri industrialoni fanno soldi a palate, e per giunta ricorrendo alla truffa colossale dei software per alterare le rilevazioni sulle emissioni e utilizzando cavie, anche umane, per presunti esperimenti volti solo a favorire i grandi colossi dell’auto...
Veniva giù da corso Tricolore
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 1/2/2018 - 11:42
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Mother I Feel You

anonimo
Pare uno degli inni del movimento internazionale chiamato Rainbow Family
Il testo trovato qui
Mother I feel you under my feet,
(continua)
inviata da k 26/1/2018 - 16:16
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Cold Grey Fairyland

[1993]
Scritta da Mary Dillon e Clódagh Warnock
In "Déanta", album d'esordio di questa folk band nord irlandese.
Il testo appare sempre incompleto su vari siti nella Rete. Per fortuna c'è sempre l'ottimo e insostituibile Mudcat Café dove Matt R l'ha contribuito per intero...

Sellafield è una località inglese, nella Cumbria, sul mare d'Irlanda, dove fin dal secondo dopoguerra sono stai costruiti diversi impianti nucleari, ad uso militare e civile. Negli anni 50 e 70, e poi ancora nel 2004 e 2005, a Sellafield ci sono stati incidenti anche molto gravi. Nel 1957 ci fu una fuga di materiale radioattivo pari a 1/10 di quella prodotta ad Hiroshima. Centinaia i morti, gli effetti a medio lungo periodo di difficile valutazione, ma basta pensare che gli esperti inglesi hanno valutato che lo smantellamento e la bonifica dell'area occupata dal vecchio reattore Magnox, spento nel 2003, richiederebbero un centinaio d'anni di lavoro, fino al 2115...
Children, sweet dreams
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/12/2017 - 23:04
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Lil Malta

[2007]
Testo e musica di Walter Micallef
Lyrics and music by Walter Micallef
Album: Ħamsin ("Cinquanta")



Walter Micallef suona e canta, scrivendosi le sue canzoni (oltre un centinaio) fin da quando aveva sedici anni (ne ha sessantadue adesso); dal 1973, cioè da quando di anni ne aveva diciotto, si esibisce in tutti i festival popolari dell'Arcipelago, principalmente in quello che si chiama Il-Għanja tal-Poplu (“La musica del popolo”), che ha vinto più volte sempre e rigorosamente come kantawtur. Fatto sta, però, che il primo album registrato in studio da Walter Micallef risale a quarant'anni dopo il suo esordio: si intitola M'jien xejn (“Non sono nessuno”), e di prim'acchito è stato considerato come uno dei migliori album di canzoni in lingua maltese degli ultimi vent'anni. Il 23 marzo 2007 Walter presenta il suo secondo album, intitolato Ħamsin (“Cinquanta”, ovvero gli anni che aveva... (continua)
'L Malta fottewha xi kuntratturi
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 15/12/2017 - 19:54
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Synthetic World

[1970]
Scritta da Jerry Williams Jr., in arte Swamp Dogg
Nell'album intitolato “Total Destruction to Your Mind”

What a song! What a voice!
Hey you, I'm up from the bayou
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 23/11/2017 - 21:31
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One Way Road

[2010]
Parole e musica di John Butler, importante cantautore australiano, classe 1975
Nell’album intitolato “April Uprising”
They come, they take
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/11/2017 - 14:35
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Hopelessness

[2016]
Scritta da Anohni e Daniel Lopatin
La traccia che dà il titolo all'album

So beautiful and hopeless!: “Non m'importa di me, né di te. Mi dispiace per gli animali e gli alberi che non possono mettersi in salvo. Come ho fatto a diventare un virus? Ho preso più di quanto mi servisse. Non ho lasciato nulla come scorta. Ho depredato fino a lasciare tutto secco. Ho vissuto nella menzogna... Disperazione...”


Le nuove canzoni hanno titoli come Drone bomb me, Execution, Violent men, Crisis. Da dove viene tutta questa rabbia?

“A volte mi sono spaventata a cantare testi così, non c’ero abituata. Ci sono argomenti che nonostante una grande tradizione nella musica americana oggi vengono ignorati dalla musica pop, e mi ritrovavo quasi a disagio a cantare testi così forti e impegnati. Ho intitolato l’album Hopelessness per questo senso di mancanza di speranza. In America c’è questo grande scollamento... (continua)
How did I become
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/10/2017 - 22:48
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Why Did You Separate Me From the Earth?

[2016]
Scritta da Anohni e Ross Birchard
Nell'album “HOPELESSNESS”


Le nuove canzoni hanno titoli come Drone bomb me, Execution, Violent men, Crisis. Da dove viene tutta questa rabbia?

“A volte mi sono spaventata a cantare testi così, non c’ero abituata. Ci sono argomenti che nonostante una grande tradizione nella musica americana oggi vengono ignorati dalla musica pop, e mi ritrovavo quasi a disagio a cantare testi così forti e impegnati. Ho intitolato l’album Hopelessness per questo senso di mancanza di speranza. In America c’è questo grande scollamento tra la gente e i problemi, c’è una tale sequenza di problematiche che si sentono senza forze, come dovessero svuotare l’oceano con un cucchiaio. Dalla sottomissione delle donne alla disparità di paga, lo svuotamento della middle class, la tremenda politica estera degli Stati Uniti, la situazione esplosiva nel Medio Oriente, la crisi... (continua)
Why did you separate me from the earth?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 25/10/2017 - 22:26
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Constantine's Dream

Luca Lanzi della Casa del vento racconta un aneddoto riguardo a questo brano, alla fine della registrazione Sauro Lanzi (il fisarmonicista) disse (alla toscana): "Bello questo brano, semmai un po' 'orto"

Dq82 24/10/2017 - 09:18
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Doñana

[1980]
Scritta da Gloria van Aerssen (1932-2015) e Carmen Santonja (1934-2000), le Vainica Doble
Nel loro album intitolato “El eslabón perdido”
Testo trovato su questa pagina dedicata alle Vainica Doble

“Coto de Doñana” è il nome di una località andalusa dove c’è uno dei più importanti sistemi naturali palustri del mondo, situato proprio alla confluenza tra Mediterraneo ed Atlantico. Nel parco naturale di Doñana c’è un’incredibile biodiversità, soprattutto per quel che riguarda le specie di uccelli. E pensare che nei primi anni 50 il governo franchista aveva progettato di trasformare quell’area naturale in una sterminata piantagione di riso ed eucalipto. Ad opporsi all’annunciata devastazione fu un nobile illuminato, tal marchese Mauricio González-Gordon, il quale aveva molte proprietà nel Doñana e che mobilitò illustri naturalisti ed il WWF per la sua protezione e conservazione.

Nell’ultima... (continua)
En el Coto de Doñana se ha envenenao un pajarito
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/9/2017 - 15:59
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Agáchate, que te pierdes

[1973]
Scritta da Gloria van Aerssen (1932-2015) e Carmen Santonja (1934-2000), le Vainica Doble
Nel loro secondo album intitolato “Heliotropo”
Árbol añoso y sufrido
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 20/9/2017 - 12:24

L'omo e l'arbero

[1928-32]
Versi di Carlo Alberto Salustri, detto Trilussa, dalla raccolta “Giove e le bestie”, pubblicata nel 1932

Messi in musica da Giuseppe Micheli nel disco “Trilussa e il suo tempo (e la sua Roma)”
Interpretazione di Alba Bosi, Marcello Baldassarini e i solisti del gruppo Folkloristico Romano.
Mentre segava un arbero d'olivo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/9/2017 - 20:45

En aquel tiempo que los ríos eran limpios

[1979]
Parole e musica di Joaquín Carbonell
Nel disco intitolato “Sin ir más lejos”
En aquel tiempo que los ríos eran limpios
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2017 - 11:06
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La ballena azul

[1971]
Parole e musica di Gloria van Aerssen (1932-2015) y Carmen Santonja (1934-2000)
Nell’album d’esordio delle Vainica Doble, eponimo, pubblicato nel 1972
Nel disco la canzone era interpretata da Laura de Cárdenas, figlia di Gloria van Aerssen
La ballena azul está triste y sola,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 11/9/2017 - 10:36
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Me lo dijo el rio

2016
Brano inedito del gruppo hondureño Son de pueblo
Testo trovato su Berta Cáceres

Canción dedicada a Berta Cáceres, luchadora social asesinada en Honduras el pasado 3 de marzo 2016
Volviste a la tierra mujer
(continua)
inviata da Dq82 10/9/2017 - 22:01

Nino Buenaventura: Ritratto d'amore con l'assassino

2016
Testo di Nino Buenaventura.
È una poesia perciò entra tra gli Extra, chissà che qualcuno voglia darle una musica...


¡Berta Cáceres presente!

Pubblicato il 29 marzo 2016 · in America Latina, Bologna non più Bologna, Poesia ·

di Helena Scully Gargallo e Nino Buenaventura

[Presentiamo un testo di Helena Scully Gargallo sull’attivista Berta Cáceres, vilmente uccisa il 3 marzo scorso in Honduras. La sua lotta e la memoria non si fermano. Il testo è stato letto il 23 Marzo 2016, ore 19.34, calendario Mediterraneo, Circolo Anarchico Berneri, Bologna. Di seguito riportiamo una poesia di Nino Buenaventura dedicata a Berta, “Ritratto d’amore con assassinio”, scritta in italiano e tradotta in spagnolo dallo stesso Nino. F.L.]

Difficile parlare con la rabbia e il dolore che percorrono tutto il corpo, bloccando la gola, impedendo alla parola e al pensiero di fluire.

Difficile sfidare l’impotenza... (continua)
Le tue figlie sono minute,
(continua)
inviata da Dq82 10/9/2017 - 15:50
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Erika, Erika

Anche il brano "Mordu" dell'arpista bretone Myrdhin (in coppia con Zil) inciso nel cd "Duo Ars Celtica: Fréhel Feeries" nel 2000 è ispirato a questa catastrofe.
Flavio Poltronieri 28/8/2017 - 20:04




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