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Percorso Guerra alla Terra

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Continuate a uccidere il poeta

2018
Nuovo Cantacronache 4

L’urgenza di un Nuovo Cantacronache in questi tempi così svuotati di senso e bellezza è un fatto scontato.

Dal gruppo torinese che si proponeva di “evadere dall’evasione”, Igor Lampis raccoglie il testimone del rigore programmatico, del taglio narrativo, della versificazione incalzante in rima baciata, dell’osservazione acuta che si fa invettiva, tra sberleffo e dramma, declinando il tutto con un’attitudine punk che schiaffeggia in maniera provocatoria il belcanto, le buone maniere e qualsiasi deriva estetizzante per dire con schiettezza vino al vino e pane al pane.

Lampis narra con il piglio del cantastorie l’epopea sommersa della gente comune, quella che se la passa male, quella che si arrangia di lavoro in lavoro, vessata dall’opprimente assenza dello Stato. La sua è la voce del guastafeste che canta fuori dal coro: la voce di chi rifiuta l’omologazione,... (continua)
Continuate a uccidere il poeta,
(continua)
inviata da Dq82 4/2/2019 - 13:29
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The Prophet's Song

con alcune correzioni tratte dal volume Queen tutti i testi tradotti - Arcana editrrice
IL CANTO DEL PROFETA
(continua)
3/2/2019 - 01:07
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The Numbers

con solo una correzione perché gli "scintillatori" mi sembra una traduzione sbagliata di shimmers, io propongo "bagliori". Da notare che originariamente nel testo in questa pagina avevamo "chimeras" e non "shimmers".
I NUMERI
(continua)
inviata da Lorenzo 8/1/2019 - 21:52
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Sotto il cielo dell'ILVA

(2015)

Album: Così in cielo così in terra

Solo una canzone di amore e di speranza o molto di più? A volte quello che non viene detto ma solo suggerito arriva al cuore in maniera più efficace di tante denunce dirette. Due ragazzi che scappano da Taranto, città in cui si continua a vivere all'ombra della minaccia ecologica dell'ILVA con il suo corollario di malattie, di ricatti occupazionali, di fughe e di ritorni.

L’idea della canzone è nata durante un tour. Il testo è stato scritto e revisionato passando da una città all’altra, in treno, in Autogrill, subendo nel corso del tempo diverse variazioni: “La parola ‘Rovina’ in origine era ‘Eroina’, e il titolo invece che ‘Sotto il cielo dell’Ilva’ era ‘Amore ai tempi dell’Ilva’”.

Parole che, per i motivi che le hanno ispirate, hanno avuto una gestazione difficile: “Sotto il cielo dell’Ilva” ci spiega Una, “è la trasformazione della sofferenza... (continua)
Ti ricordi quella notte sulla spiaggia
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 12/12/2018 - 22:41
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Chernobyl dieci anni dopo

Riccardo Venturi, 5-12-2018 15:01




CHERNOBYL TEN YEARS LATER
(continua)
5/12/2018 - 15:03
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Ccù si vaddò si sabbò

[2016]
Parole e musica di Don Chrisciotte, cantautore "germiliano", tra Germania e Sicilia.
Un brano del 2016 poi incluso nel suo EP "Demo Patia", pubblicato nel 2018

La Sicilia sud-orientale, come altre terre, è stata martoriata, sventrata, stuprata dalla politica degli appalti selvaggi. Dei quartieri senza orizzonti. Dell'industrializzazione forzata e frettolosa che ha assicurato, nel brevissimo periodo, quel "benessere" da boom economico tanto reclamizzato. Un "benessere" fatuo, ricco solo di false e vane speranze. Che ha creato un sistema clientelare e corrotto. E che sopratutto ha cancellato con un colpo di spugna riti e tradizioni, creando la tipica capitalistica miseria culturale.

Megara Iblea, Siracusa. Trentacinque chilometri di costa incontaminata, di mare e di terra fertile, dove gli antichi Greci, per primi, decisero di insediarsi. Megara Iblea. Oggi, contaminata da idrocarburi,... (continua)
Ccù si vaddò si sabbò
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 24/11/2018 - 17:49
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Marina di Melilli


Pippo Fava sull'area di Siracusa Priolo Melilli
Bernart Bartleby 22/11/2018 - 23:19

L'omo e l'arbero

Chanson italienne – L'omo e l'arbero – Trilussa – 1932
Poème de Carlo Alberto Salustri, dit Trilussa, tiré du recueil “Giove e le bestie”, publié en 1932
Mis en musique par Giuseppe Micheli dans le disque “Trilussa e il suo tempo (e la sua Roma)”
Interprétation : Alba Bosi, Marcello Baldassarini et les solistes du Gruppo Folkloristico Romano.


Dialogue Maïeutique

Vois-tu, Lucien l’âne mon ami, «  L’HOMME ET L’ARBRE », est évidemment un sujet gigantesque à propos duquel il y aurait tant et tant à dire. On en disait déjà deux ou trois choses l’autre jour en discutant d’une autre chanson de Trilussa qui parlait d’un arbre qui faisait son testament (Er testamento d’un arbero).

Cet arbre-là était généreux, remarque Lucien l’âne, mais dans le fond, j’ai l’impression que tous les arbres ont toujours été généreux, même sans le savoir, comme le Monsieur Jourdain de Molière faisait de la prose.... (continua)
L’HOMME ET L’ARBRE
(continua)
inviata da Marco Valdo M.I. 29/10/2018 - 17:02
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Simmo tutte Sioux

2017
Simmo tutte Sioux

Dopo il successo del brano “Gente do sud“, con cui i Terroni Uniti stanno portando il loro messaggio di accoglienza e fratellanza dei popoli in tutto il Paese fino ad espugnare Pontida, la roccaforte della Lega in cui lo scorso maggio hanno tenuto un concertone antirazzista, il collettivo di artisti napoletani ritorna con un nuovo singolo “Simmo tutte Sioux”, a sostegno di una nuova causa, questa volta oltreoceano.

Da Napoli a Standing Rock, il canto dei Terroni uniti si unisce alla causa delle popolazioni indigene che vivono nei territori compresi tra il tra North Dakota e South Illinois, attraversati dai fiumi Missouri e Mississippi. All’inizio del 2016 queste popolazioni hanno dato vita a una protesta conosciuta come “NODAPL” (No Dakota Access Pipeline) contro la costruzione di un oleodotto che viola una terra considerata sacra e che costituisce una minaccia... (continua)
Come o sangre ca scorr intra terra
(continua)
inviata da Dq82 29/10/2018 - 16:29
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Wolf

Un interessantissimo progetto di studio dei lupi sull'Appennino rischia di essere interrotto in Toscana perché vaste parti del territorio demaniale saranno acquistate e recintate dal cravattaio di lusso Stefano Ricci. Consiglio a tutti intanto di passare una notte da lupi al Rifugio Diacci.
Lorenzo 20/8/2018 - 12:05
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Assez

Il serait temps que l'homme s'aime
(continua)
inviata da JJ 17/8/2018 - 18:42
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Don't Go Near the Water

Irish transcreation by Gabriel Rosenstock
FAN AMACH ÓN UISCE
(continua)
inviata da Gabriel Rosenstock 31/7/2018 - 13:07
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La chanson du Larzac

anonimo
La lutte du Larzac est un mouvement de désobéissance civile non-violente contre l'extension d'un camp militaire sur le causse du Larzac qui dura une décennie, de 1971 à 1981, et qui se solda par l'abandon du projet sur décision de François Mitterrand, nouvellement élu Président de la République.

L'opposition s'est d'abord organisée autour de 103 paysans locaux qui se sont soulevés contre l'expropriation de leurs terres à la suite du projet du ministre de la Défense, Michel Debré (UDR), sous la présidence Pompidou, d'agrandir le camp militaire du Larzac de 3 000 à 17 000 hectares, ce qui aurait concerné une douzaine de communes. En 1973, cinq ans après mai 1968, entre 60 000 et 100 000 personnes de différents courants convergèrent vers le Larzac pour soutenir les paysans et former un mouvement hétéroclite qui livrera une « guerre d'usure » aux pouvoirs publics. Les rassemblements et le réseautage... (continua)
Le Larzac restera
(continua)
inviata da adriana 18/7/2018 - 11:43
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Gardons le Larzac

anonimo
La lutte du Larzac est un mouvement de désobéissance civile non-violente contre l'extension d'un camp militaire sur le causse du Larzac qui dura une décennie, de 1971 à 1981, et qui se solda par l'abandon du projet sur décision de François Mitterrand, nouvellement élu Président de la République.

L'opposition s'est d'abord organisée autour de 103 paysans locaux qui se sont soulevés contre l'expropriation de leurs terres à la suite du projet du ministre de la Défense, Michel Debré (UDR), sous la présidence Pompidou, d'agrandir le camp militaire du Larzac de 3 000 à 17 000 hectares, ce qui aurait concerné une douzaine de communes. En 1973, cinq ans après mai 1968, entre 60 000 et 100 000 personnes de différents courants convergèrent vers le Larzac pour soutenir les paysans et former un mouvement hétéroclite qui livrera une « guerre d'usure » aux pouvoirs publics. Les rassemblements et le réseautage... (continua)
Aimerais-tu voir ta maison
(continua)
inviata da adriana 18/7/2018 - 11:37

La mort d'un globe

MORTE DI UN PIANETA
(continua)
inviata da Salvo Lo Galbo 4/7/2018 - 19:14
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The Return Of The Giant Hogweed

Quando "Repubblica" si accorse della Pànace di Mantegazza

Repubblica Online, 20 giugno 2018


(Naturalmente con parti intere che sembrano quanto meno "ispirate" -se non proprio copiate- da questa pagina...)
L'Anonimo Toscano del XXI secolo 21/6/2018 - 00:20
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Don't Fall In

[2016]
Versi di Kate Tempest
Musica di Kate Tempest e Dan Carey
Nell'album intitolato “Let Them Eat Chaos”
Testo ripreso da Genius

Let Them Eat Chaos è un ritratto di sette persone che alle 4.18 di mattina sono sveglie nei loro appartamenti nel sud di Londra. Non sono poveri né ricchi, ma sono immersi nel caos delle loro esistenze. Il che non può essere che dovuto a un caos più generale che è là fuori, nel mondo della politica e della società. […] Le storie private sono escamotage per parlare di una società malata, persa. […]

Ancora un brano da “Che mangino il caos”, parafrasi del “S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche”, espressione attribuita a Maria Antonietta ma certamente precedente. Anche questa “Don't Fall In” è scurissima e priva della speranza che invece comincia a trasparire, sotto forma di esortazione, solo alla fine dell’album, con “Tunnel Vision
We came from the four corners, we are the raw waters
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/5/2018 - 14:23
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Tunnel Vision

[2016]
Versi di Kate Tempest
Musica di Kate Tempest e Dan Carey
Nell'album intitolato “Let Them Eat Chaos”
Testo ripreso da Genius

“Let Them Eat Chaos è un ritratto di sette persone che alle 4.18 di mattina sono sveglie nei loro appartamenti nel sud di Londra. Non sono poveri né ricchi, ma sono immersi nel caos delle loro esistenze. Il che non può essere che dovuto a un caos più generale che è là fuori, nel mondo della politica e della società. […] Le storie private sono escamotage per parlare di una società malata, persa. […]

L’ultima traccia, ‘Tunnel Vision’, ha il compito di lasciare l’ascoltatore con un sentimento meno amaro. È una vera chiamata alle armi, a vivere le nostre vite da svegli, a prenderci le responsabilità per quelle azioni che rendono il mondo malato («Sono state le nostre bombe a iniziare questa guerra che ora infuria molto lontano… Sono state le nostre imbarcazioni... (continua)
Indigenous apocalypse, decimated forest, the Winter of our discontent’s upon us
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 30/5/2018 - 09:47
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Sankara

2017
Baïkonour

Sankara is named after the african politician Thomas Sankara. Through metaphoric figures, the song deals with the imperialist capitalist system and it’s consequences that lead to the destruction of Earth.
Fears fall at night to ruin my day, 
(continua)
inviata da Dq82 28/5/2018 - 23:07
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Geotenn ar marv

Da Parigi vi segnalo che oggi esce il nuovo cd di Re Denez Prigent dal titolo "Mille Cammini" e che nell'occasione offrirà un concerto gratuito giovedi prossimo a Montparnasse, in Piazza Edgar Quinet.
Flavio Poltronieri 18/5/2018 - 16:45
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Qui non passa

È il singolo del collettivo salentino realizzato in collaborazione dell’attore tarantino e della regina della black music

La voce del popolo salentino prende forma e vita attraverso un pezzo che mescola atmosfere gipsy e metropolitane lanciando un messaggio di forte impatto sociale. Dal 19 aprile il pezzo sarà in radio accompagnato dalla pubblicazione del video ufficiale.

Il forte carico emotivo di “Qui non passa” e la sua tematica così coinvolgente sono stati collante e detonatore di una grande collaborazione fra tre importanti realtà musicali “made in Salento”: Salento All Stars, Michele Riondino & Revolving Bridge, Mama Marjas.

Calde atmosfere, chitarre e fisarmoniche come una carovana gipsy sulle quali ondeggia la sinuosa melodia che abbraccia come il torrido sole salentino. Le atmosfere rarefatte della canzone sulle quali viaggiano le voci di Alfredo Quaranta e Mama Marjas, lasciano... (continua)
Per chi si sveglia ogni singolo giorno
(continua)
inviata da Erika 9/5/2018 - 21:43




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