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Autore Caterina Bueno

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Diarsera posi un giglio, ovvero E cinquecento catenelle d'oro

anonimo
[XVI / XVII secolo]
[16th / 17th Century]
[16ème / 17ème siècle]

Canto popolare toscano
A folksong from Tuscany
Chanson populaire de Toscane

Raccolto da / Collected by / Recuillie par
Caterina Bueno
1968, La veglia
1996, La veglia (Riedizione / New Release / Réédition)

Ogni canzone d'amore è contro la guerra. Anzi, ogni canzone è contro la guerra.
Davide “Darmo” Giromini
Campi Bisenzio, Centro Sociale Cienfuegos (K100), 2012.

Se sulla prima, Maremma amara, non c'è alcun dubbio, sulla seconda ci potrebbe essere una qualche contesa. Sto parlando delle canzoni popolari toscane più famose, lo avrete capito: sono uno, del resto, che ha sempre fatto gran giri per il mondo per poi tornare sempre dalle mie parti, alle quali sono abbarbicato come una pianta di rosmarino.

Vada come vada, prima o seconda che sia, c'è qualcuno, anzi qualcuna, che c'è sempre di mezzo. Si chiama Caterina... (continua)
E cinquecento catenelle d’oro
(continua)
inviata da L'Anonimo Toscano del XXI Secolo 17/3/2017 - 03:08
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Uspavanka (Nini sine, spavaj sine)

Beša ti se na moru kovala: La ninna-nanna di derivazione, certi archetipi tra ninne-nanne bosgnacche e toscane e gli Intrecci della Storia Umana

Le uspavanke bosgnacche sono, come c'è perfettamente da aspettarsi, di origine turca e sono antichissime. Il motivo della “culla fabbricata in mare” è presente già in una ninna-nanna di origine probabilmente cinquecentesca intitolata appunto Beša ti se na moru kovala, che qui riportiamo data l'evidente derivazione da essa della uspavanka di questa pagina. Nel testo, i turchismi sono numerosi (tra parentesi, molti turchismi sono stati recentemente rimessi in auge per giustificare l'esistenza di una “lingua bosniaca” contrapposta al “serbo” e al “croato”, idiomi che di converso hanno teso ultimamente ad eliminare i turchismi sostituendoli con termini prettamente di origine slava).

La ninna-nanna originale (oppure: il ceppo originale della ninna-nanna)... (continua)
Beša ti se na moru kovala,
(continua)
inviata da Gaspard de la Nuit 25/3/2016 - 05:18
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Vien la primavera

anonimo
Canzone della tradizione popolare toscana (anarchica?) riconducibile ai canti del Maggio.
Su Il Deposito si afferma che il canto fu raccolto da Caterina Bueno nel fiorentino.
Ne trovo il testo anche sul sito dell’ Archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana, e infatti il brano fa parte del repertorio di Morbello Vergari e del Coro degli Etruschi da lui fondato nei primi anni 70.
Nell’album del Coro degli Etruschi intitolato “Quando ne vai in Maremma”, realizzato recentemente, nel quarantennale dalla fondazione.
Vien la primavera, fioriscono bei fiori
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 9/1/2016 - 20:57

Il Maggio allegro

[1974]

Parole e musica di Morbello Vergari (1920-1989), poeta e scrittore originario della Maremma grossetana, fondatore nei primi anni 70 del Coro degli Etruschi.

Interpretata da Morbello Vergari con il Coro degli Etruschi e Caterina Bueno in uno spettacolo tenutosi il 25 novembre 1975 all’Auditorium del Centro FLOG di Firenze.
Testo trovato sul sito del Coro.
Spuntando il nuovo sole
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/1/2016 - 14:58
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La libertà (La palummedda janca)

[1848]
Canto popolare siciliano (da Palermo)
Da: Valerio Santagati e Caterina Bueno
"Lu pisu di lu duluri"
Undici canti sulla storia del Meridione
e due poesie recitate da Ignazio Buttitta
a cura di Valentino Santagati e Cristiano Vavalà
(1993)



In parecchie pagine di questo sito, particolarmente quelle del percorso sul Brigantaggio, si sono manifestati dei ‘Neoborbonici’, che invero hanno portato qua dentro una voce spesso originale e motivata, contribuendo a non poché verità storiche decisamente dissonanti; e questo sito è senz'altro noto non solo per accettare assai volentieri, ma anche per ricercare dissonanze lontanissime dal pensiero generale (che quasi sempre è pensiero del potere). Continuando quindi a dissonare, e ricercando quotidianamente come è nostra abitudine, ci siamo imbattuti in questo canto palermitano (che ha come fonti studiosi del calibro di Giuseppe Pitrè e... (continua)
La palummedda janca
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 23/3/2015 - 21:40
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Colombo che sul poggio sei volato

anonimo
Canzone popolare toscana ("Rispetto")
A Tuscan folksong ("Rispetto")


Il rispetto originale nell'interpretazione del gruppo Vincanto. Castelfranco di Sotto (Pisa), 22 marzo 2014.


Colombo che sul poggio sei volato è il primo dei “rispetti” che Caterina Bueno andò raccogliendo in varie zone della Toscana, e dei quali fa parte anche Maremma amara. Il materiale storico è evidentemente lo stesso, nonostante la Maremma non vi sia nominata espressamente; ma si tratta di un componimento che può avere valore più generale. L'innamorata che, disperata, chiede notizie a un colombo o a qualsiasi altro uccello (un uccello vola, e quindi vede tutto) è un τόπος popolare assai diffuso in ogni cultura. Per che cosa si allontana, un innamorato, dalla sua bella? Per lavorare, per emigrare, per andare a fare la guerra. Il mondo rurale questo ha visto per millenni. Il rispetto, nel testo fornito e cantato... (continua)
Colombo che sul poggio sei volato,
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 12/2/2015 - 12:11
È senz'altro la canzone popolare toscana più famosa del mondo, Maremma amara; talmente famosa, che, qua dentro nel nostro sito, non c'era. Una delle famose dimenticanze delle CCG, nonostante fosse stata nominata qua e là e, soprattutto, nonostante la bella rivisitazione dei Del Sangre, Maremma, che ne riporta il (breve) testo integrale come ritornello. È arrivato il momento di dedicare una pagina a questa canzone di duro lavoro, di dolore e di morte, risalente al primo '800 e riscoperta negli anni '60 dalla grande Caterina Bueno.
Riccardo Venturi 9/2/2015 - 23:48
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Maremma amara

anonimo
[Inizio del XIX secolo]
Canzone popolare della Toscana meridionale
[Early 19th century]
A folkson from Southern Tuscany

Maremma amara, Maremma maiala
di Riccardo Venturi

Il termine Maremma, per secoli e secoli, è stato un nome comune, col suo plurale: si poteva parlare, e si parlava, di maremme per indicare qualsiasi terreno costiero paludoso, compreso il suo tratto d'entroterra. Derivando dal latino maritima, il cui significato dovrebbe essere chiaro, se ne capisce il perché; tuttora qualche anziano, o qualcuno che ha il gusto della lingua italiana d'un tempo, si lascia sfuggire una maremma laddove, oggi, si preferisce un più scientifico ecosistema palustre o altri termini di quest'epoca così attenta all'ecologia.

Col tempo, quasi inutile dirlo, si è stabilita una Maremma per antonomasia: la zona paludosa costiera tra la Toscana meridionale e il Lazio settentrionale, per intendersi.... (continua)
Tutti mi dicon Maremma, Maremma...
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 9/2/2015 - 12:19
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La malcontenta

anonimo
[Fine 800 – inizio 900]
Nota anche come “Dirindina (o Teresina) la malcontenta”.
Una canzone popolare toscana presente nel repertorio di Caterina Bueno e di Daisy Lumini.

Testo trovato nel canzoniere femminista a cura del Centro Femminista di Padova (credo che l’indicazione coincida con quella de Il Deposito, ossia nel libretto del disco "Canti di donne in lotta", del Canzoniere femminista-gruppo musicale del comitato per il salario al lavoro domestico di Padova, Vedette, Zodiaco, 1974 (o 1975)
Gli ultimi versi tra parentesi - che chiudono il brano drammaticamente - sono stati aggiunti in un secondo tempo alla versione originale.

Trovo al brano anche in un disco di Antonietta Laterza ‎intitolato “Alle sorelle ritrovate”. L’album è del 1975 (Cramps Records) e la copertina è inequivocabile:
Dirindina la malcontenta
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 3/6/2014 - 13:59
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Il trenino che parte e va

Canzone del dopoguerra raccolta a Cavriglia che risale al periodo delle grandi lotte nelle miniere. Veniva cantata per fare colletta dalle donne (le mogli dei minatori) che la mattina partivano in treno per scendere a San Giovanni Valdarno.

Togni è Giuseppe Togni, ministro dell'industria nel 1948.

Note tratte da Sopra i tetti di Firenze, omaggio a Caterina Bueno di Riccardo Tesi & Maurizio Geri. Nel disco omaggio la canzone è cantata da Lucilla Galeazzi.
Ecco il trenino che parte e va
(continua)
16/2/2013 - 21:46
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Ho visto un re

L'ascolto di un "bei" amiatino raccolto da Caterina Bueno ha ispirato "Ho visto un re".
In questo video Dario Fo racconta l'episodio.

Giovanni Bartolomei da Prato 8/2/2013 - 20:15
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Maremma

Forse - anzi, senz'altro, a mio avviso - " Tutti mi dicon Maremma" avrebbe dignità di canzone ‎autonoma su queste pagine, visto che mi pare si tratti di un antico e triste canto di lavoro, quello dei ‎pastori del centro Italia che si recavano a svernare nella Maremma paludosa, malsana e infestata ‎della malaria (così Giuseppe Vettori in “Canzoni italiane di protesta 1794 – 1974”, citato su ‎‎Il Deposito)…‎

Visto però che si trova già qui nel ritornello, ho pensato di aggregare anche il testo così come ‎cantato in modo così bello e toccante dalla grande Caterina Bueno in molti suoi dischi, a ‎cominciare da “Canti del lavoro 3” del 1964‎

TUTTI MI DICON MAREMMA

Tutti mi dicon Maremma, Maremma
e a me mi pare una Maremma amara.‎
L'uccello che ci va perde la penna,‎
io c'ho perduto una persona cara.‎

Sia maledetta Maremma Maremma,‎
sia maledetta Maremma e chi l'ama.‎
Sempre mi trema il cor quando ci vai
perchè ho paura che non torni mai.‎
Dead End 10/10/2012 - 12:02
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Uguaglianza

Tratto dalla registrazione dal vivo dello prima rappresentazione dello spettacolo di Dario Fo "Ci ragiono e canto n.2", andato in scena alla Camera del Lavoro di Milano l'8 aprile 1969

Il testo che scorre nel video è quello pubblicato nel libretto edito da Giorgio Bertani Editore nel novembre 1972 e che è leggermente diverso da quello cantato da Caterina Bueno, che riporto di seguito:
Sei morto nel cantiere,
(continua)
inviata da DonQuijote82 9/11/2011 - 15:44
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Dop'ott'ore

Da Ci ragiono e canto
Interpretata da Caterina Bueno

cirag


Dop'ott'ore
(continua)
inviata da DonQuijote82 31/10/2011 - 23:34
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Compagni se vi assiste la memoria (Storia di Licio Nencetti Partigiano)

Un'altra canzone su Il comandante Licio, quel Licio Nencetti di Lucignano che a soli 17 anni – mentre tanti altri si arruolavano o si lasciavano arruolare fra i repubblichini – fondò la brigata partigiana chiamata "La Teppa" e combattè i nazi-fascisti nel Casentino fino a quando venne catturato e fucilato nel maggio del 1944.

Testo trovato su "I canti partigiani come documento" - Materiali ed analisi su canti partigiani nell’Aretino, di Enzo Gradassi, 1990. L'autore di questo saggio afferma che il canto gli fu riferito dall'aretino Enzo Piccoletti, storico capitano del quartiere di Porta Sant’Andrea, che però ne attribuiva la paternità a un poeta improvvisatore di nome A. Casini
Il Deposito conferma l'origine ma attribuisce la raccolta del brano a Diego Carpitella, celebre etnomusicologo che collaborò con Ernesto de Martino e Alan Lomax.
The Lone Ranger 20/6/2010 - 23:29
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O poveri soldati

anonimo
[1815 ca.]
Canto popolare della Montagna Pistoiese ripreso da Giuditta Scorcelletti in "Canti popolari toscani"
A Tuscan folksong from Pistoia Highlands reproposed by Giuditta Scorcelletti in "Canti popolari toscani" (Tuscan Folksongs)




"Poveri soldati" potrebbe essere la rappresentazione della ribellione spontanea dei soldati coscritti, contro le azioni repressive del Granduca di Toscana, dopo il suo ripristino in seguito al Congresso di Vienna.
(Da wikipedia)

Tra i canti popolari della Montagna Pistoiese se ne tramanda uno, raccolto nella zona di Rivoreta, probabilmente risalente al tempo del governo di Ferdinando III d'Asburgo Lorena (1814-1824). Il testo (edito in Canti popolari della provincia di Pistoia, incisione discografica e testi, a cura di S. Landini e M. Landini, Pistoia 1978) conserva il ricordo delle tribolazioni dei soldati addetti alla guardia dei confini, sottoposti... (continua)
O poveri soldati,
(continua)
10/8/2009 - 00:24




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