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Muerte a los borbones

(2012)

Aggiungiamo una nuova canzone alla collezione di pezzi contro la monarchia spagnola (vedi anche Una historia real o Jo vull ser rei). Per canzoni come questa il rapper catalano Pablo Hasél ha subito in Spagna numerose condanne come anche un altro rapper spagnolo Valtonyc.
Vuelvo a desmontar ese cuento para niños de que "el rey puso freno al fascismo"
(continua)
9/4/2018 - 23:15
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Si chiamava Gesù

Traducción al español por Hampsicora (L.Trans.)
SE LLAMABA JESÚS
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 3/4/2018 - 07:38
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Francesco Guccini: Van Loon

Traducción al español de José María Micó
Interpretazione di / Interpretada por Sílvia Comes



La traduzione di Van Loon in spagnolo, perfettamente cantabile ed effettivamente cantata dalla cantante catalana Sílvia Comes, proviene dal volume Multifilter – Mito e memoria del padre della canzone, a cura di Sergio Secondiano Sacchi, Edizioni squi[libri], Roma 2017. Un ringraziamento speciale va proprio a Sergio, che me ne ha spedito una copia in regalo e che ha dichiarato di seguire e di servirsi assiduamente di questo sito. La traduzione è riprodotta con il suo consenso. Il libro contiene due CD in allegato; nel secondo è presente l'interpretazione in spagnolo di Sílvia Comes. Si riproduce qui di seguito anche il breve scritto di Francesco Guccini presente nel volume (p. 187); dispiace un po' di non poter riprodurre l'illustrazione di Sergio Staino, con un topolino ruggente sopra un libro di... (continua)
VAN LOON
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 28/3/2018 - 20:23
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Víctor Jara: El árbol del olvido

Testo del poeta uruguaiano FERNÁN SILVA VALDÉS, musica di ALBERTO GINASTERA

La canzone si trova in: "Canto Libre" del 1970.

In occasione della recente pubblicazione del mio ricordo di Lhasa de Sela su Blogfoolk Magazine
ho notato l'assenza di “El árbol del olvido” nella pagina dedicata a Victor Jara, che propongo di inserire.

La canzone è del 1938. Lhasa, nel 1997, a conclusione del suo primo disco “La Llorona” interpreta la medesima versione cantata da Victor Jara.
En mis pagos hay un árbol,
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 23/3/2018 - 18:38
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A Song of Peace

UNA CANCION DE PAZ
(continua)
inviata da bibiana castro 18/3/2018 - 04:27
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Ez dakit zergatik

NO SÉ POR QUÉ
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 17/3/2018 - 20:02
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Muerte de Emiliano Zapata

Versi comunemente attribuiti a tal Armando Liszt Arzubide, ma credo si tratti invece di Germán List Arzubide (1898-1998), poeta "estridentista" che prese parte come combattente alla Rivoluzione messicana.

Musica di Ignacio López Tarso (1925-), attore, una delle ultime figure ancora viventi dell'epoca d'oro del cinema messicano (1936-1959).

Negli anni 60 e 70 Ignacio López Tarso realizzò alcuni dischi dedicati alla Rivoluzione messicana, tra cui "Corridos de la Revolución" del 1964, da cui è tratta questa ballata dedicata al "Caudillo del Sur"

La versione più nota di questo corrido è quella (ridotta nel numero delle strofe) interpretata da Amparo Ochoa, con il titolo de "Bola suriana de la muerte de Emiliano Zapata", per esempio nel suo disco del 1975 "El cancionero popular".
Testo trovato su Bibliotecas Virtuales de México, dove sono raccolti non meno di 150 corridos dedicati al solo Zapata...
Escuchen señores,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 17/3/2018 - 16:47
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Stranizza d'amuri

EXTRAÑEZA DE AMOR
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 14/3/2018 - 01:18
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Dios Patria y Rey

(1984)

dall'album Zona Especial Norte (split con un altro gruppo punk basco, i R.I.P.).
Originariamente doveva essere inserita in un album solo degli Eskorbuto "De interés nacional" che però non credo venne mai pubblicato
¿Os cuento un cuento?
(continua)
21/2/2018 - 23:49
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Antimilitar

Album: Zona Especial Norte - 1984
split con un altro gruppo punk basco, Eskorbuto
Izquierda izquierda izquierda derecha izquierda
(continua)
21/2/2018 - 23:45
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Terrorismo Policial

(1984)
Album: No Te Muevas!
Un cañón acaricia tu espalda
(continua)
21/2/2018 - 23:41
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Patridiotas

(2014)

Per testi a simili a questo, il rapper maiorchino Josep Miquel Arenas conoscuto come Valtonyc è stato condannato oggi nella democraticissima Spagna a tre anni e sei mesi di carcere per "apologia del terrorismo" (per i riferimenti a ETA e GRAPO) e vilipendio della Casa Reale. Ecco le frasi per cui lo hanno condannato.
La rabia del oprimido tiene que estar al caer,
(continua)
21/2/2018 - 00:09
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Ο καημός

Μετέφρασε στα ισπανικά :
ΓιώργοςMVD, Γιώργος
stixoi.info, 19-03-2007
LA PENA
(continua)
inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ "Gian Piero Testa" 20/2/2018 - 18:53
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La Lega (Sebben che siamo donne)

anonimo
Castilian (Spanish) language by Movimiento Feminista Madrid/Feminist Movement Madrid
Versione castigliana (spagnola) del Movimiento Feminista Madrid/Movimento Femminista Madrid

Video aquí/here/qui

http://www.feministas.org/madrid/
http://hacialahuelgafeminista.org/
http://www.feministas.org/
El dia 8 de marzo
(continua)
inviata da [ΔR-PLU] 19/2/2018 - 20:57
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Masacre 68

[1990]
Nell’album “¡No Estamos Conformes!”
Testo trovato qui

I Massacre 68 sono stati un gruppo punk hardcore messicano attivo tra il 1987 ed il 1991 (ma sono ancora in giro). Il nome scelto fa riferimento alla strage di Tlatelolco del 2 ottobre 1968.
No son de los nuestros, no son campesinos
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/2/2018 - 13:24
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Ejercito nacional

[1990]
Nell’album “¡No Estamos Conformes!”
Testo trovato qui

I Massacre 68 sono stati un gruppo punk hardcore messicano attivo tra il 1987 ed il 1991 (ma sono ancora in giro). Il nome scelto fa riferimento alla strage di Tlatelolco del 2 ottobre 1968. E l’Ejercito nacional messicano fu, anche in questo caso come in tanti altri, artefice e carnefice (anche se certamente quel giorno la gran parte dei soldati era all’oscuro di ciò che stava per accadere.)
Ejercito nacional
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/2/2018 - 12:45
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Un dia en Pekín

[1990]
Nell’album ¡No Estamos Conformes!

I Massacre 68 sono stati un gruppo punk hardcore messicano attivo tra il 1987 ed il 1991 (ma sono ancora in giro). Il nome scelto fa riferimento alla strage di Tlatelolco del 2 ottobre 1968. E i nostri non potevano esimersi dal dedicare una canzone ad una strage analoga, quella di Tien An Men del 4 giugno 1989, realizzata non da fascisti ma da comunisti…
Cientos de estudiantes
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/2/2018 - 17:40
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Dove l'aria è polvere

Crónica del día en que
(continua)
inviata da Dq82 26/1/2018 - 15:41
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Les effarés

Traducción al español contribuida por Christian Guernes (L.Trans.)

Nella pagina Lyricstranslate si riporta la fonte, vale a dire il blog Grandes Poetas Famosos; ma la poesia non vi appare (almeno attualmente). L'autore della traduzione potrebbe comunque essere Mauricio Bacarisse. [RV]
LOS DESPAVORIDOS
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 24/1/2018 - 08:11
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¡Unidad!

¡UNIDAD!
(continua)
inviata da Dq82 8/1/2018 - 10:07
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The Circle (Song for Layla Al-Attar and los Olvidados)

Traduzione spagnola da Youtube (sotto la versione di Marta Gomez)
¿Quién mató a esta mujer a este artista esta madre?
(continua)
7/1/2018 - 11:40
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Alerta

2011
Evelyn Cornejo
Alerta, alerta
(continua)
inviata da Dq82 4/1/2018 - 15:39
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Kein Kinderlied

NO ES UNA CANCIÓN DE CUNA
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/1/2018 - 10:28

Heimweh, wonach?

NOSTALGIA, ¿DE QUÉ?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 4/1/2018 - 09:54
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Fosa comun

2005
Gatillazo
No eran mártires ni héroes, sólo fueron a luchar 
(continua)
inviata da Dq82 16/12/2017 - 15:24
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Esto va por Carlos

[2007]
Un brano dei Roycer, gruppo rap, reggae, dancehall da Madrid, dedicato a Carlos “Pollo” Palomino, uno studente madrileno di 16 anni assassinato l’11 novembre di 10 anni fa.

Quel giorno la Democracia Nacional (DN), partito di estrema destra, aveva organizzato a Madrid una manifestazione contro l’immigrazione. Molti giovani antifascisti, tra cui il sedicenne Carlos Palomino, si erano dati appuntamento per organizzare una contro-manifestazione. Saliti sulla metro alla fermata di Legazpi, Carlos e i suoi amici individuarono subito sul vagone un militante di estrema destra, molto riconoscibile dall’abbigliamento.

Costui, tal Josué Estébanez de la Hija, 23 anni, soldato professionale, aveva già estratto e nascosto un lungo coltello e quando Carlos Palomino lo affrontò, lui lo colpì immediatamente al torace. Carlos Palomino morì poco dopo. Nella successiva colluttazione con altri passeggeri... (continua)
Ojala ese cerdo ahora viviera esta miseria
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/12/2017 - 13:45

El tiempo está a favor de los pequeños

[1982]
Parole e musica di Silvio Rodríguez
Un brano del 1982 che l’anno seguente fu poi incluso e intitolò un disco collettivo dedicato alla lotta del popolo salvadoreño contro la dittatura militare.
Testo trovato su Cancioneros.com.

Nel brano vengono citati il poeta e rivoluzionario Roque Dalton (1935-1975) e Agustín Farabundo Martí Rodríguez (1893-1932). Il secondo, leader della rivolta contadina e comunista contro il solito regime militare golpista, fu fucilato dai suoi nemici, ma il primo fu assassinato dai suoi stessi compagni, che lo accusarono falsamente di collaborazionismo.
El tiempo está a favor de los pequeños
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/12/2017 - 11:42

Para irle cantando a El Salvador

[1983]
Parole e musica di Vicente Feliú
Nel disco collettivo “El tiempo está a favor de los pequeños”, dedicato alla lotta del popolo salvadoreño contro la dittatura militare.

Ho trovato questa canzone sul fondamentale Cancioneros.com. Gli amministratori del sito l’hanno proposta in prima pagina, come brano del giorno, lo scorso 11 dicembre, commemorando un episodio terribile avvenuto durante la lunga e sanguinosa guerra civile in Salvador (1979-1992), che vide opporsi il governo militare golpista (sostenuto da USA, Cile, Argentina e Israele) alla resistenza raccolta sotto la sigla del FMLN (Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional, sostenuto da Cuba e Nicaragua).

Il 10 dicembre del 1981 il battaglione “Atlacatl” dell’esercito salvadoregno (un’unità di élite, specificamente formata alla controinsurrezione, con ufficiali e sottoufficiali addestrati direttamente dagli USA) piombò... (continua)
Que no nos venza la muerte,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 13/12/2017 - 08:46
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Somos Sur

(Dame el micrófono)
(continua)
10/12/2017 - 23:25
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Senza perdere la tenerezza



Testo trascritto all'ascolto, sperando in un contributo di qualcuno per le parti non comprese
SIN PERDER LA TERNURA
(continua)
inviata da Dq82 6/12/2017 - 09:22
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La casa de Dios

[2017]

Album : Desde la cuna hasta la muerte
Cuando era niño por tradición a la iglesia fui a parar
(continua)
inviata da adriana 3/12/2017 - 11:54
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Sinfronterica

[2017]

Album : Desde la cuna hasta la muerte

Con Anliz, Futta y Mob
Si no hay fronteras, vas a ver como cambia todo,
(continua)
inviata da adriana 3/12/2017 - 11:36
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Feliz falsedad

[2017]

Album : Desde la cuna hasta la muerte
Ya llega navidad, consumo extremo y sin piedad, Go to the shopping escondidxs a calmar la ansiedad, Neo esclavos con deudas falseando felicidad, Comprando toda la mierda que la publicidad nos da, SALUD!!! Gritan brindando con mucho placer, Familiares que se odian y no se quieren ni ver, caras falsas, miradas tramposas no la puedo entender, esa maldición de tradición que siguen intentando imponer, Chantaje y engaño año tras año les hacen daño, Ilusionando a lxs niñxs, negociando con su cariño, Cuanto se gasta en regalos y pirotecnia, Papá Cruel? miles lloran de tristeza cada día por culpa de él, el vaticano festeja con su tribu de tarados obedientes que ni se quejan MAS LOS ENGAÑAN MAS SE DEJAN, las noticias retransmiten la asquerosa misa de gallo, Me dan nauseas me rallo estallo es por eso ... (continua)
inviata da adriana 3/12/2017 - 11:25
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El hijo del torturador

[2017]

Album : Desde la cuna hasta la muerte
Mi vida siempre fue extraña, particular, fuera de lo normal,
(continua)
inviata da adriana 3/12/2017 - 10:53
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Ni una menos

2017
Ni una menos

Ni Una Menos es un grito colectivo contra la violencia machista. Surgió de la necesidad de decir “basta de femicidios”, porque en Argentina cada 30 horas asesinan a una mujer sólo por ser mujer. La convocatoria nació de un grupo de periodistas, activistas, artistas, pero creció cuando la sociedad la hizo suya y la convirtió en una campaña colectiva. A Ni Una Menos se sumaron a miles de personas, cientos de organizaciones en todo el país, escuelas, militantes de todos los partidos políticos. Porque el pedido es urgente y el cambio es posible, Ni Una Menos se instaló en la agenda pública y política.
quisiera tener cosas dulces que escribir
(continua)
inviata da Dq82 2/12/2017 - 15:42
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Mujer lunar

2014
Canto

Il Guatemala è uno dei paesi con il più alto numero di violenze sessuali sulle donne, Rebeca Lane, sociologa e rapper mette in musica una nuova immagine di donna: né Dio, né Patria, né marito, né partito.
Ni dios ni patria ni marido ni partido
(continua)
inviata da Dq82 2/12/2017 - 15:30
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Cornelis Vreeswijk: Somliga går med trasiga skor

Traducción al español por stefanmani
Desde lyricstranslate
ALGUNOS ANDAN CON ZAPATOS ROTOS
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 20/11/2017 - 07:17
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Una bala en mi cabeza

2016
Corren malos tiempos para ser anarquista...sincronicemos la utopia
Laberintos de desidia,
(continua)
inviata da Dq82 13/11/2017 - 17:11
Percorsi: Genova - G8
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El hombre que se convirtió en animal

1986
Documento

Compuse esta canción poco después de haber leído La metamorfosis de Franz Kafka, que era uno de esos libros que circulaban por el Campo de Melinka de mano en mano y de cabaña en cabaña. Me imagino que no necesito decir quién es el metamorfoseado del cual aquí se habla. Por razones de seguridad estos versos sólo se cantaron en voz baja y ante un público selecto de presos políticos. Hoy forman parte mi disco Documento (1986), que grabé al cumplirse diez años de mi exilio en Alemania y que compila las 27 canciones que nacieron de mi experiencia como prisionero.
cantoscautivos.cl

Ispirato dal libro la Metamorfosi di Kafka, uno dei pochi libri che giravano nel campo di concentramento di Melinka, fu scritta questa canzone per Augusto Pinochet.
Esta historia es la triste historia
(continua)
inviata da Dq82 8/11/2017 - 09:45
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Curas y milicos

1986
Documento

No quiero exagerar, pero el Campo de Melinka llegó a funcionar no solo como fábrica de artesanía y sala de espectáculos, sino que hasta de universidad. Todos los días se daban clases de idiomas, de astronomía, de artes plásticas, de medicina o literatura. Se construían hornos solares. Se ofrecían charlas de aracnología. Se desarrollaban programas de alfabetización. Para un veinteañero como yo, interesado en conocer más a fondo la historia americana, había profesores de americanismo que, si querían, te regalaban todo su conocimiento sin cobrarte entrada. Fue oyendo a uno de esos profesores que supe del Padre Bartolomé de las Casas, un religioso que vivió en Centroamérica y se ganó el título de Defensor de los Indios en el período más cruento de la Conquista. Su vida estuvo llena de derrotas. No logró impedir los excesos que se cometían con la aprobación de la Iglesia Católica,... (continua)
Si la cruz llegó a este mundo
(continua)
inviata da Dq82 8/11/2017 - 09:33
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Amor

1986
Documento

Autor: Sergio Vesely / Guillermo Núñez

Esta canción está basada en un poema escrito en el Campo de Prisioneros de Puchuncaví por Guillermo y dedicado a su compañera Soledad. De todas las canciones que hice estando preso esta es la única que no lleva letra mía. El motivo es muy humano y sencillo: Guillermo se me acercó un día para preguntarme si podía ponerle música a unos versos que él había escrito para cantarlos a su amada la próxima vez que ella viniera a visitarlo. A mí la idea me pareció tan original y me gustó tanto que decidí ayudarle. Tomé la hoja de papel con el poema, me lo llevé a mi celda en una de las cabañas vecinas y después de leerlo y releerlo varias veces me puse a componer esta canción. Es una pena, pero no me acuerdo si Soledad llegó a oírla alguna vez.
“Amor” hoy forma parte de mi disco Documento (1986), así como otras 26 canciones nacidas desde mi encierro en diferentes centros de detención de la dictadura.
cantoscautivos.cl
Amor,
(continua)
inviata da Dq82 8/11/2017 - 09:28
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Diálogo musicalizado entre dos ancianos presos

1986
Documento

En el Campo de Detenidos de Puchuncaví (Melinka) me tocó compartir la celda con un hombre de edad que provenía de Lota, donde trabajó extrayendo carbón de las minas durante toda una vida. Su lenguaje me llamó la atención desde un principio. Era muy distinto al “chileno” de un capitalino veinteañero como yo. Cuando él conversaba con sus colegas presos yo no entendía casi nada. Esta canción la compuse en la celda, transcribiendo parte de esas conversaciones, y es uno de los 27 temas contenidos en el disco Documento (1986), que grabé al cumplirse diez años de mi exilio en Alemania y que compila todas esas creaciones que nacieron de mi experiencia como prisionero.
cantoscautivos.cl
¿Qué pasa, cumpadre, que no cumpa na?
(continua)
inviata da Dq82 8/11/2017 - 09:23
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Capitán, el rumbo es una isla errante

1986
Documento

Esta canción fue dedicada a Óscar Castro, a quien tuve la suerte de conocer en 1975 en Puchuncaví. Con su experiencia teatral – Óscar ya era un actor bastante conocido antes de caer detenido – se integró de lleno al trabajo cultural que nosotros habíamos organizado en el así llamado “Campo de Melinka”, donde todos los viernes se presentaba el espectáculo de los presos. Nuestra amistad fue breve pero muy intensa. Varias veces, en medio de una conversación seria, él se desconectaba, se subía a un barco imaginario llamado “El Supertricio” y me invitaba a viajar con él por el reino de su fantasía. En esos momentos, yo me olvidaba de que estaba preso.
“Capitán, el rumbo es una isla errante” hoy forma parte del disco Documento (1986), así como otras 26 canciones nacidas desde mi encierro en diferentes centros de detención de la dictadura.
cantoscautivos.cl
Hice buenas migas con un capitán,
(continua)
inviata da Dq82 8/11/2017 - 09:13
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Canción de amor a una desaparecida

1986
Documento

Daniela era el nombre político de María Cecilia Labrín, militante del Movimiento de Izquierda Revolucionaria de Chile (MIR). Agentes de la DINA (policía política del régimen) la detuvieron en su domicilio de la calle Latadía de Santiago el mes de agosto de 1974. Nunca volvieron a tenerse noticias de ella.

Desde mi celda compuse esta canción dedicada a la memoria de Daniela, de Cecilia… Es uno de los 27 temas contenidos en el disco Documento (1986), que grabé al cumplirse diez años de mi exilio en Alemania y que compila todas esas creaciones que nacieron de mi experiencia como prisionero.
cantoscautivos.cl
Daniela en dolores,
(continua)
inviata da Dq82 7/11/2017 - 22:08
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Canción del desaparecido

1986
Documento

Varios de mis amigos y compañeros desaparecieron después de caer detenidos. La dictadura negaba conocer su paradero, pero yo sabía que mentía.  Muchos de ellos estuvieron presos conmigo en los calabozos de Villa Grimaldi. Esta canción se cantó en una celda de la Cárcel de Valparaíso con un vigía parado al lado de la puerta, por si se acercaba algún gendarme. Hoy, junto con otras 26 canciones nacidas en la prisión, la “Canción del desaparecido” forma parte de mi disco Documento (1986) grabado en Alemania al cumplirse mis primeros diez años de exilio.
cantoscautivos.cl
He comenzado este canto
(continua)
inviata da Dq82 7/11/2017 - 22:01
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El Chueco Maciel

(1971)

Canciones chuecas

"El Chueco Maciel nació en los cantegriles de Montevideo en 1970. Cantegril era una zona de mucho lujo en Punta del Este, entonces el pueblo con ese humor crítico que caracteriza a los nuestros, le aplicó a los lugares más pobres el término cantegril. Y allí creció un muchacho que venía del interior del Uruguay, en el proceso de migración campo-ciudad, que se llamaba Nelson Maciel y le decían "chueco", porque allá nombran así a los que caminan con los pies un poco hacia adentro. Entonces este muchacho comenzó a hacer algunos asaltos para acercar comida a los miembros del cantegril. Asaltó camiones de comestibles y bancos para conseguir dinero para ayudar a los pobladores del cantegril. De este modo, se convirtió en un símbolo creciente. Se le defendió mucho en el cantegril, hasta que un día fue capturado y asesinado dentro de una camioneta. Esto despertó una enorme... (continua)
¿Por qué tu paso dolido
(continua)
31/10/2017 - 23:49
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Jo vull ser rei


Canción muy republicana, en la que el cantante se pregunta por qué él no puede ser rey, con todas las facilidades que eso conllevaría. Predomina la ironía, y la letra está bien trabajada.
YO QUIERO SER REY
(continua)
31/10/2017 - 23:03
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Lautanen Guatemalan verta

La poesia di Pablo Neruda / The Poem by Pablo Neruda
ALMERÍA
(continua)
inviata da Juha Rämö 31/10/2017 - 12:31
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Los invisibles

(2016)
EP: La Respuesta

Dedicata agli invisibili, le vittime della violenza della polizia in Argentina negli anni della "democrazia" e in particolare a Luciano Arruga
Los invisibles hacen el amor
(continua)
29/10/2017 - 21:43
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Palabras

(1974)

Album: Cantar y Callar
Palabras para cantar.
(continua)
29/10/2017 - 21:01
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Canelo Sagrado

(2015)
Scritta da Camilo Salinas e Ana Tijoux
dal documentario "Genoveva" di Paola Castillo

L'albero detto in spagnolo Canelo (Drimys winteri) originario del Cile e dell'Argentina è tradizionalmente considerato sacro dal popolo mapuche. La canzone è stata scritta per il documentario "Genoveva" da Ana Tijoux e Camilo Salinas, musicista cileno che fa parte dei giovani componenti del gruppo Inti-Illimani Histórico insieme ad alcuni degli storici membri del celebre gruppo cileno. Il documentario racconta la ricerca delle radici, a partire dalla scoperta della protagonista di avere una bisnonna mapuche ed affronta i temi della discriminazione, del razzismo e delle terre strappate a questo popolo indigeno, sia in Cile che in Argentina.

“El trabajo creativo partió contándole a Anita el lugar que tenía dentro de la estructura del documental y cómo estaba muy unida al tema de dar una valorización,... (continua)
Pequeña esta es tu memoria
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 24/10/2017 - 23:23
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La guerra di Piero

SPAGNOLO / SPANISH [2] - Mercedes Sanchez Marco

Versione spagnola di Mercedes Sanchez Marco
da Via del campo
LA GUERRA DE PIERO
(continua)
23/10/2017 - 23:06
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Triste maestro

[2012]
Parole e musica di Walter Cuevas, cantautore originario del Neuquén argentino.

Dopo Queriendo atrapar el viento (A Carlos Fuentealba) e Mataron a un maestro (Chacarera a Carlos Fuentealba), ancora una canzone in morte (in vita!) di Carlos Fuentealba (1966-2007), insegnante, sindacalista e militante socialista, assassinato a sangue freddo da un poliziotto, tal José Darío Poblete, durante una manifestazione nell'ambito di uno sciopero dei docenti nel dipartimento andino di Neuquén. I manifestanti avevano attuato un blocco stradale ma erano stati indotti a rimuoverlo dalle soverchianti forze di polizia intervenute nella repressione. Mentre gli scioperanti si ritiravano, chi a piedi chi in auto, alcune camionette della polizia, senza nessuna ragione, bloccarono il corteo. Carlos Fuentealba si trovava sul sedile posteriore di un'auto quando José Darío Poblete, agente dei gruppi antisommossa,... (continua)
Triste maestro
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/10/2017 - 17:06
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Mataron a un maestro (Chacarera a Carlos Fuentealba)

[2007]
Parole e musica di Gustavo Lubián, musicista argentino che ha fatto parte per anni della formazione di León Gieco

Dopo Queriendo atrapar el viento (A Carlos Fuentealba), un'altra canzone in morte (in vita!) di Carlos Fuentealba (1966-2007), insegnante, sindacalista e militante socialista, assassinato a sangue freddo da un poliziotto, tal José Darío Poblete, durante una manifestazione nell'ambito di uno sciopero dei docenti nel dipartimento andino di Neuquén. I manifestanti avevano attuato un blocco stradale ma erano stati indotti a rimuoverlo dalle soverchianti forze di polizia intervenute nella repressione. Mentre gli scioperanti si ritiravano, chi a piedi chi in auto, alcune camionette della polizia, senza nessuna ragione, bloccarono il corteo. Carlos Fuentealba si trovava sul sedile posteriore di un'auto quando José Darío Poblete, agente dei gruppi antisommossa, appoggiò il... (continua)
En el sur los arrayanes
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/10/2017 - 16:48
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Queriendo atrapar el viento (A Carlos Fuentealba)

[2007]
Parole e musica di Carlos María Seta (1960-), chitarrista e compositore bonaerense

Una canzone in morte (in vita!) di Carlos Fuentealba (1966-2007), insegnante, sindacalista e militante socialista, assassinato a sangue freddo da un poliziotto, tal José Darío Poblete, durante una manifestazione nell'ambito di uno sciopero dei docenti nel dipartimento andino di Neuquén. I manifestanti avevano attuato un blocco stradale ma erano stati indotti a rimuoverlo dalle soverchianti forze di polizia intervenute nella repressione. Mentre gli scioperanti si ritiravano, chi a piedi chi in auto, alcune camionette della polizia, senza nessuna ragione, bloccarono il corteo. Carlos Fuentealba si trovava sul sedile posteriore di un'auto quando José Darío Poblete, agente dei gruppi antisommossa, appoggiò il fucile al vetro della macchina ed esplose il candelotto lacrimogeno che aveva innestato nella... (continua)
Queriendo atrapar el viento
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 22/10/2017 - 16:27
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Copla (Canto obligado por Luciano Arruga)

[2012]
Parole e musica di Santiago Aysine e Salta La Banca
Testo trovato su CMTV

Il titolo è quello dell'EP interamente dedicato alla vicenda di Luciano Arruga, un ragazzino della provincia di Buenos Aires che nel 2009, dopo essere stato tratto in arresto dalla polizia, era scomparso nel nulla. Il suo corpo fu ritrovato 5 anni dopo in una sepoltura anonima in un cimitero nei pressi della capitale argentina.

Jorge Julio López e Santiago Maldonado non sono stati gli unici desaparecidos nell'Argentina democratica, quella che nel 1983 uscì da oltre 50 anni quasi ininterrotti di governi autoritari o dittatoriali...

Luciano Arruga aveva 16 anni quando il 31 gennaio 2009 scomparve nel nulla dopo essere stato fermato per l'ennesima volta dalla polizia. In quegli ultimi mesi Luciano era stato arrestato molto spesso e tutte le volte era stato picchiato con violenza dai poliziotti, sempre gli stessi,... (continua)
- Yo
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/10/2017 - 23:06

Julio Lopez que aparezca con vida

anonimo
[201?]
Sull'aria di “Bombón asesino”, una celebre cumbia del gruppo Los Palmeras di Santa Fe
Testo trovato su Canciones del PO (Partido Obrero argentino, piccola formazione marxista di orientamento trotskista)

Una canzone intonata nei cortei per la ricomparsa in vita di Jorge Julio López (1929-?), desaparecido una prima volta sotto la dittatura di Videla e soci (1976-1982), liberato nel 1979, testimone di giustizia in un'importante causa contro assassini e torturatori di quel regime, desaparecido nuovamente nel 2006 alla vigilia della sentenza e mai più ricomparso.

Dopo il rinvenimento nei giorni scorsi del cadavere di Santiago Maldonado, scomparso il 1 agosto durante un'operativo di polizia contro i mapuche del Chubut, Jorge Julio López torna ad essere l'unico desaparecido politico in Argentina dal ritorno della democrazia.
El pueblo agita
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/10/2017 - 18:20
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Refugees

Traducción (anonima) al castellano desde Lyricstranslate


Vídeo promo original de VDGG, 1970.
REFUGIADOS
(continua)
inviata da L'Anonimo Toscano del XXI secolo 20/10/2017 - 08:15
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¿Dónde está mi hermano Santi?

[2017]
Parole e musica di Germán Maldonado
Interpretata da Taty Almeida, delle Madres de Plaza de Mayo (Línea Fundadora), Liliana Herrero, Miss Bolivia, Palo Pandolfo, Bersuit, Dolores Solá, Teresa Parodi, Horacio Fontova, Gastón Goncalvez y Nonpalidece e molti altri artisti argentini

Germán, autore di questa canzone, è il fratello di Santiago Maldonado, 28 anni, desaparecido lo scorso 1 agosto mentre partecipava ad una manifestazione di protesta nel territorio della comunità indigena mapuche Pu Lof en Resistencia de Cushamen, provincia di Chubut. In quella zona i mapuche sono in lotta con il gruppo industriale Benetton, grandissimo latifondista (900.000 ettari di terra, di cui un terzo nel Chubut) che fino ad oggi ha fatto solo finta di riconoscere parzialmente i diritti dei nativi su quelle terre, devolvendone alle comunità alcune migliaia di ettari totalmente improduttivi. Le proteste... (continua)
Un Primero de agosto
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/10/2017 - 08:35
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Kolla en la ciudad

(2014)
Album: Madre Tierra (con La Bruja Salguero)

Il 12 ottobre, il giorno in cui le spedizioni europee hanno messo piede per la prima volta sul continente americano e hanno dato così inizio a una storia piena di sofferenze, stermini, sfruttamento, e chi più ne ha più ne metta, è un giorno che viene festeggiato. Viene festeggiato in Spagna, che è stata tra i principali protagonisti della colonizzazione, come Fiesta nacional de España o Día de la Hispanidad (che quest’anno è risultato ancora più stridente per via dei fatti catalani). Viene festeggiato come Columbus Day negli Stati Uniti d’America che certamente nelle epoche successive non hanno perso economicamente (per usare un eufemismo) nei rapporti con l’America meridionale e centrale. Però viene festeggiato anche nella maggior parte dei paesi latinoamericani. In Argentina, ad esempio, fu costituito come festa nazionale nel 1917 dal... (continua)
Venderé la última tierrita de colores, 
(continua)
inviata da Stanislava 18/10/2017 - 14:20

José Pedroni: El niño de Guatemala

[1954]
Versi del poeta argentino José Bartolomé Pedroni Fantino (1899-1968)
Testo trovato su questo sito dedicato a José Pedroni

“El 18 de junio de 1954 se produce un golpe de estado para derrocar al presidente democráticamente electo Jacobo Arbenz Guzman. En el trancurso de esta jornada muere asesinado por la metralla de los aviones enemigos un niño que jugaba en las calles de la capital guatemalteca.” (N del E)

Jacobo Arbenz Guzmán (1913-1971) era un militare di carriera ma anche un docente di scienze e storia. Sua moglie proveniva da una ricca famiglia di proprietari terrieri ma aveva convinzioni politiche di sinistra. Nel 1944 il colonnello Arbenz Guzmán appoggiò la deposizione del dittatore Ubico e fu ministro della difesa nel governo progressista di Juan José Arévalo, del quale divenne successore nel 1951 a seguito di democratiche elezioni. I due primi atti... (continua)
Te prometí una canción:
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/10/2017 - 13:41
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Canción por el fusil y la flor

[196?]
Scritta da Damián Sánchez e Bernardo Palombo
Testo trovato su Cancioneros.com




Interpretata da César Isella nel 1972, nel suo disco “A José Pedroni (El regreso del juglar)”
In seguito dallo stesso autore Bernardo Palombo con il gruppo Cantoclaro nel disco “Argentina: por el fusil y la flor” del 1975 (prodotto da Barbara Dane e dalla Paredon Records)
Sempre nel 1975, la proposero i Canturía nel disco “Chanson pour le fusil et la fleur”
Nel 1977 è la volta di Mercedes Sosa e Gloria Martin ‎nel loro album Si se calla el cantor

“Ascoltami: voglio essere un fiore, ma sennò, sarò un fucile.”
Cuando no sirve la canción
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/10/2017 - 09:05
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La bicicleta con alas

[1967]
Versi del poeta argentino José Bartolomé Pedroni Fantino (1899-1968)
Musica di Coco Domínguez, compositore.
Testo trovato su questo sito dedicato a José Pedroni

Una poesia che fu forse l’ultima di Pedroni, prima di essere stroncato da un infarto nel 1968.
Interpretata da César Isella, nel disco “A José Pedroni (El regreso del juglar)” del 1972, e da Los Trovadores, nel loro album “Pequeñas historias” del 1985.
La bicicleta un día va a volar.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 18/10/2017 - 08:38
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Heroes

HÉROES
(continua)
inviata da Dq82 17/10/2017 - 17:31




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