Lingua   
Lista semplice
Mostra filtri
Lingua
Percorso
Data

Lingua Inglese

Rimuovi tutti i filtri

Some People

[1970]
Parole e musica di Chuck Berry
La traccia che chiude l'album intitolato “Back Home”, quello che segnava il ritorno alla Chess Records dopo anni alla Mercury
Purtroppo non mi è riuscito di trovarne una versione su YouTube...
Some people live each week in fun and play
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/3/2017 - 20:57
Video!

I'll Dance on Your Grave, Mrs Thatcher

2009
I'll Dance on Your Grave, Mrs Thatcher

Poi feat. in "Won't Go Quietly" (2013) dei "Between the wars"
Just a lad of sixteen summers
(continua)
inviata da Dq82 18/3/2017 - 15:35
Downloadable! Video!

Dark Horse on the Wind

“Dark Horse on the Wind” è stata composta da Liam nel 1966 in occasione del 50esimo anniversario della Rivolta di Pasqua ed è un’amara riflessione sul periodo dei “Troubles”.
Oh those who died for liberty
(continua)
inviata da Cattia Salto 17/3/2017 - 12:41
Video!

Here I Am

1978
The Boys of Company C O.S.T.

Cinque ragazzi americani si arruolano nel reparto dei Berretti Verdi alla vigilia dello scoppio della guerra del Vietnam. La loro amicizia, i loro rapporti e i loro ideali verrano messi a dura prova dall'ambiente militare e dalla sporca guerra.
Uncle Sam I’m in Vietnam,
(continua)
inviata da dq82 15/3/2017 - 09:45
Video!

Silent Passage

(1974)

Bob Carpenter è stato un cantautore canadese , purtroppo morto precocemente nel 1995, che nella sua carriera ha pubblicato un solo disco " Silent Passage " nel 1974. Il disco all'epoca non ha avuto un gran successo di vendite , ma , vista la qualità , è diventato un piccolo oggetto di culto . Ristampato una prima volta nel 1984 ( anche allora senza grande risonanza ) , è poi stato riscoperto con la ripubblicazione su cd nel 2014 , anno nel quale è stato indicato come una delle ristampe più belle dell'anno .
In effetti può essere considerato una gemma del cantautorato nordamericano degli Anni 70 e consiglio caldamente a tutti di ascoltarlo . Purtroppo i testi non sono mai stati pubblicati ufficialmente , e , vista la voce estremamente espressiva ma non certo limpida di Carpenter , ed il fatto che gli stessi sono molto evocativi e criptici , anche gli stesso americani a volte... (continua)
Before the war I had no need for travelling
(continua)
inviata da gabriele 13/3/2017 - 11:33
Video!

Dreaming on a World

1992
Matters of the Heart

Soprannominata la "Bob Dylan in gonnella" qui ricorda Imagine di John Lennon.
I know I may be wishing
(continua)
inviata da Dq82 13/3/2017 - 10:07
Video!

Better Get It Right the First Time

(2017)
dall'album Freedom Highway

La canzone è dedicata al movimento Black Lives Matters.
Young man was a good man
(continua)
12/3/2017 - 22:10
Video!

Running Fast

(2008)
Album: Psychodelice

Parlando dei testi, cosa c’è di onirico e cosa di reale? Running Fast per esempio dà l’idea di un sogno...

Forse è un’impressione che i miei testi possono dare, ma in realtà sono molto ancorati alla realtà, al vissuto. Ovviamente si deve partire da una nota autobiografica, anche se comunque per me molto nasce dall’immaginazione. “Running Fast” poi è molto reale, può sembrare un sogno, una visione, in realtà si tratta di un dèjà-vu, un rivivere e riaffrontare dei momenti dolorosi, vissuti nel 2001 a Genova (durante i fatti del G8, ndr). L’ho scritta due anni fa, cinque anni dopo quello che era successo, ed è stata dura fermarsi a ripercorrere quei momenti, ma proprio in questo caso la musica ha avuto la funziona di cura dal dolore.

L'isola che non c'era
Last night
(continua)
12/3/2017 - 20:34
Percorsi: Genova - G8
Downloadable! Video!

Follie preferenziali

English translation by Alessandro Murtas

Please note: this rap song contains a huge number of puns (like any other Caparezza song) that are pretty much untranslatable. Since I preferred to maintain the translation as close to the original in order to preserve the (IMHO) artist's lyrical genius, I understand that English speakers could find some parts to be a little confused and meaningless: many of these parts are in the hook, and I tried to explain them in notes next to the really confusing lines. I really did I could to make justice to this song, and I'm sorry if the results aren't the best!
PREFERENTIAL FOLLIES
(continua)
inviata da Alessandro Murtas 11/3/2017 - 02:21
Video!

At the Purchaser's Option

(2017)
dal secondo album solista di Rhiannon Giddens, Freedom Highway

La canzone è ispirata ad un annuncio pubblicitario datato intorno al 1830 che pubblicizzava una giovane donna nera da vendere come schiava. La pubblicità terminava con la frase "Ha con sé un bambino di nove mesi, che è disponibile su richiesta dell'acquirente".

Last year I came across an advertisement from the 1830s for a young woman. Thinking about her, and how she had to maintain her humanity against horrific odds inspired this song named for the end of the ad: ‘She has with her a nine-month old baby, who is at the purchaser’s option.’
(Rhiannon Giddens)


Una bella recensione dell'album
I have a babe but shall I keep him
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 9/3/2017 - 23:50
Video!

Shaking the Tree

(1989)
con Youssou N'Dour

Originariamente apparsa sull'album di Youssou N'Dour e poi in una nuova versione nella raccolta di Peter Gabriel "Shaking the Tree" del 1990, una bella canzone sui diritti delle donne e sulla necessità della lotta per l'emancipazione femminile, in Africa e nel mondo.
Souma Yergon, Sou Nou Yergon, We are shakin' the tree
(continua)
8/3/2017 - 23:53
Video!

Erupt and Matter

[2016]
Scritta da Richard Melville Hall, in arte Moby
Nell'album intitolato “These Systems Are Failing”, con The Void Pacific Choir (Mindy Jones, Julie Mintz, Jonathan e Joel Nesvadba, Jamie Drake e Lauren Tyler Scott)

“These systems are failing” è un bel calcio nel culo. Un calcio in culo sferrato con forza. Un calcio in culo sferrato con rabbia. E’ un album da ascoltarsi preferibilmente ad alto volume, senza tregua. Moby & the Void Pacific Choir hanno espresso in questo disco il loro punto di vista che è uno e uno solo: il nostro sistema ha fallito.
(dalla recensione di Paolo Panzeri su Rockol)
Step out of the dancehall
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/3/2017 - 15:58

Vietnam Veterano

Album: California Corazón (1983)

Una canzone dedicata ai chicanos, gli statunitensi di origine messicana che hanno combattuto nella guerra del Vietnam. Al pari dei neri, los chicanos sono stati mandati a morire in guerra ma hanno continuato ad essere discriminati, sia all'interno dell'esercito che nel loro paese.


An emotional musical saga, "Vietnam Veterano" portrays the feelings that Chicano communities experienced during the Vietnam War. In the song, Al Reyes, a musician and an award-winning journalist, reveals some of the tensions caused by the war; however, it is the interview excerpts (with veteran David Rodriguez) woven into the composition that illuminate the hard-to-understand feelings soldiers and protesters of the war were having. Combat soundscapes, added to the musical and narrative sections, intensify the affect of the track, complementing Reyes' plaintive vocals.

(liner notes from Rolas de Aztlán: Songs of the Chicano Movement, Smithsonian Folkways)
You found yourself on a beach in Da Nang
(continua)
7/3/2017 - 22:23
Video!

Who Shot Ya?

(2016)
Cover di un celebre brano del rapper Notorious B.I.G. del 1994

Nel 2016 i Living Colour sono tornati con una interpretazione di un vecchio brano di Notorious B.I.G., generalmente interpretato in riferimento alla faida tra rapper della West Coast e della East Coast in cui furono uccisi sia il rivale Tupac Shakur che lo steosso Notorious B.I.G.

Nella versione dei Living Colour la canzone diventa una denuncia contro le violenze della polizia contro la comunità afro-americana,
[Intro: ?]
(continua)
5/3/2017 - 23:34
Downloadable! Video!

War

La versione dell'oltraggiosa band industrial slovena Laibach, dal loro album intitolato “NATO”, uscito nell'ottobre del 1994.
Solo qualche mese prima, in febbraio, la NATO aveva abbattuto quattro aerei serbi che avevano violato la no fly zone imposta. In aprile il primo coinvolgimento attivo nella guerra di Bosnia, con una serie di raid aerei su avamposti serbi nei pressi di Goražde...
WAR
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 5/3/2017 - 20:19
Video!

All We Need Is Peace and Love

2016
People are Confusion
(continua)
inviata da dq82 3/3/2017 - 22:27
Video!

Mandela Thanks

Free Africa

Mandela hombre de gran corazon e inteligencia nos enseño a todos como trabajar por la paz y la libertad, gracias MANDELA POR TODO!!!
Mandela we always
(continua)
inviata da dq82 3/3/2017 - 22:12
Video!

Minarets

Album: Remember Two Things (1993)

Written about the persian gulf war (1990-1991), specifically how minarets were used to broadcast air raid sirens in baghdad, while americans sat safely in their living rooms watching the missile attacks on CNN like it was a fireworks show. The song reminds it wasn't a show, it was people dying.
Santa Maria choose your children
(continua)
inviata da Amy 3/3/2017 - 02:27
Video!

Corrido de Donald Trump (El Donald de Alambre)

English translation of “Corrido de Donald Trump” (El Donald de Alambre)
Note: This corrido is a takeoff on the age-old, bawdy Mexican folk song “El Mono de Alambre.”
Good day, ladies and gentlemen.
(continua)
inviata da adriana 26/2/2017 - 10:17
Video!

Ke Sakihitin Awasis

[2015]

Album :POWER IN THE BLOOD

"Title is in the Cree language and it means “I love you, Baby.” I dedicate it to all the generations of Indigenous people who keep Native America alive in our hearts, in our cultures, and in our actions towards our most sacred mother, Nature."
He’s not like a stranger he’s more like a vision you’d seen
(continua)
inviata da adriana 26/2/2017 - 09:48
Video!

The Uranium War

[2015]

Album :POWER IN THE BLOOD

"A true story from within the American Indian movement.
This is a prequel to my other song “Bury My Heart at Wounded Knee,” and I dedicate it to the family of the late Anna Mae Aquash whom I mention in both songs. A real tragedy."
Ay ha ay ha yo Ho
(continua)
inviata da adriana 26/2/2017 - 09:37
Video!

All for You Sophia

(2004)
lato B del singolo "Take Me Out" tratto dal primo album della band scozzese

In realtà avremmo dovuto inserire questa canzone il 28 giugno 2014, in occasione del centenario dell'attentato di Sarajevo, ma non l'abbiamo fatto e rimediamo oggi. I Franz Ferdinand sono una rock band scozzese che prende il nome dalla vittima dell'attentato che fu il casus belli della Grande Guerra. Si esibiscono spesso con alle spalle il classico ritratto di Gavrilo Princip, l'attentatore di Sarajevo.

Forse questa canzoncina non è esattamente contro la guerra, ma racconta la storia dell'attentato dal punto di vista del principe ereditario che si rivolge prima di morire all'amata moglie Sofia e si immagina il disastroso futuro che si profila con la sua morte (Europe's going to weep...). Nient'altro che una canzone pop, ma che ha certamente qualcosa da dire su come l'attentato di Sarajevo sia entrato a... (continua)
Bang, bang, Gavrilo Princip
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 23/2/2017 - 22:39
Video!

Mare varcandu

CROSSING THE SEA
(continua)
inviata da Letizia 21/2/2017 - 23:19
Video!

Supercapitalism

[2007]
Parole e musica di Wynton Learson Marsalis (1961-), trombettista, compositore e docente di musica jazz afroamericano.
Brano facente parte dell'album “From the Plantation to the Penitentiary”, con Carlos Henriquez (contrabbasso), Ali Jackson (batteria), Dan Nimmer (pianoforte), Walter Blanding (sax tenore e soprano) e Jennifer Sanon (voce)

Propongo questo bel pezzo come Extra, vista la sua soggettiva, ma forse varrebbe bene un CCG se si considera che il Supercapitalism è il mandante di quasi tutte le guerre e di quasi tutti i mali che affliggono l'umanità...

Bravissima la Jennifer Sanon.
Gimme that. Gimme this.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/2/2017 - 22:55
Video!

From the Plantation to the Penitentiary

[2007]
Parole e musica di Wynton Learson Marsalis (1961-), trombettista, compositore e docente di musica jazz afroamericano.
Title track dell'album del 2007, con Carlos Henriquez (contrabbasso), Ali Jackson (batteria), Dan Nimmer (pianoforte), Walter Blanding (sax tenore e soprano) e Jennifer Sanon (voce)

“Why I say from the plantation to the penitentiary is because I see a lot of similarities between the incarceration, the style of it now and the way of enslavement. Is it the same? No it is not exactly the same, but it is the same result in many ways, it generates a lot of income, and it reduces people to less than what they are.”
(Wynton Marsalis in un'intervista citata da Li Onesto su Revolution #82, March 18, 2007)
From the plantation
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 21/2/2017 - 21:20
Video!

Why? (Am I Treated So Bad)

[1965]
Parole e musica di Roebuck "Pops" Staples (1914–2000), il patriarca del gruppo
Nell'album intitolato “Why”

Una canzone dedicata ai cosiddetti Little Rock Nine, un gruppetto di nove studenti afroamericani che nel 1957 si iscrissero alla scuola superiore di Little Rock, Arkansas.

Il governatore segregazionista Orval E. Faubus mandò i soldati ad impedire l'ingresso ai nuovi alunni, ma il presidente Eisenhower mandò l'esercito federale a scortarli affinchè potessero entrare. Finalmente ammessi, i nove furono costretti a subire ogni sorta di violenze ed angherie inflitte loro dai compagni bianchi. Particolarmente accanite furono le ragazze, che arrivarono a gettare dell'acido in faccia a Melba Joy Pattillo, una dei nove.

Per un'introduzione più accurata alla vicenda dei Little Rock Nine rimando a State of Arkansas (My Name Is Terry Roberts) di Pete Seeger.
Why, am I treated so bad?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/2/2017 - 21:43
Video!

Sins of the Father

Questa lunga, ossessiva, biblica, visionaria canzone, contenuta in Real Gone del 2004, contiene allusioni ai brogli elettorali di Jeb Bush, fratello di George W.
Sins Of The Father
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 19/2/2017 - 20:51
Video!

Chocolate City

[1975]
Scritta da George Clinton, Bootsy Collins e Bernie Worrell
Title track dell'album del 1975
La voce nella parti recitate è quella di George Clinton
Testo ripreso da Genius

Le “Chocolate Cities” sono le città statunitensi a maggioranza nera. Quelle che George Clinton citava a metà degli anni 70 erano Washington, D.C., Newark, New Jersey, Gary, Indiana, Los Angeles, California, Atlanta, Georgia e New York City, New York.
I Parliament, alfieri del funk e del black pride, immaginavano il potere in mano agli afroamericani ed un governo con Muhammad Ali presidente, Aretha Franklin first lady e Stevie Wonder ministro della cultura..
Uh, what's happening CC?
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/2/2017 - 18:22
Video!

Blues for Martin Luther King

[1968]
Il pianista e cantante di Chicago Otis Spann scrisse questo struggente blues all'indomani dell'assassinio di MLK
Il brano si trova in alcune raccolte, a partire da “Rare Gems” del 1977.

Otis Spann è stato uno dei più grandi pianisti blues di sempre ma nel 1970, quando se lo portò via prematuramente un cancro al fegato, venne sepolto in una tomba anonima... Ci vollero 30 anni e una colletta tra i suoi estimatori prima che il bluesman ricevesse una lapide. Fu inaugurata nel 1999 e recita: “Otis played the deepest blues we ever heard – He'll play forever in our hearts” (en.wikipedia)
Oh, did you hear the news
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/2/2017 - 17:54
Video!

Ramblin' Round

[1941]
Parole di Woody Guthrie
Sulla melodia di "Goodnight, Irene" incisa da Leadbelly nel 1933.
Il brano si trova in parecchie raccolte, a partire da “Columbia River Ballads” (o “Columbia River Collection”)
Interpretata anche da Bob Dylan, Odetta e Barbara Dane.
Testo trovato su woodyguthrie.org
Ramblin' around your city,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/2/2017 - 17:25
Video!

We're a Winner

[1967]
Parole di Curtis Mayfield
Musica di Curtis Mayfield e Johnny Pate
Singolo del 1967, poi title track di un album del 1968.

Il testo di questo inno fondamentale del black pride si trova in Rete riportato da un mucchio di siti di lyrics e immancabilmente con svariati strafalcioni... Sono dovuto andare sul numero del 15 febbraio 1968 della rivista musicale “Jet” (su Google Books) per trovare il testo corretto...
We're a winner
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/2/2017 - 15:38
Video!

Where's the Revolution

[2017]
Scritta da Martin Lee Gore
Primo singolo estratto dall'album “Spirit”, di prossima uscita
You've been kept down
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 19/2/2017 - 14:12
Video!

Oliver Cromwell

[1969]
Parole di John Cleese
Sulle note di "Polonaise héroïque" Polonez As-dur op. 53 di Fryderyk Chopin
Da http://www.montypython.net/scripts/oliver.php

"Oliver Cromwell"" is a song released by Monty Python in 1989, and featured in their 1991 album Monty Python Sings. John Cleese, who wrote the lyric, originally debuted the song on February 2, 1969 in the radio show I'm Sorry, I'll Read That Again, where it was introduced as "The Ballad of Oliver Cromwell". It is sung to Frédéric Chopin's Heroic Polonaise, and documents the career of British statesman Oliver Cromwell, from his service as Member of Parliament (MP) for Huntingdon to his installation as Lord Protector of the Commonwealth of England. The main lyrics are performed by John Cleese, accompanied by a small chorus comprising Eric Idle and other singers.

"Oliver Cromwell" is sung to the first ("A") section of the Polonaise, including... (continua)
Spoken: THE MOST INTERESTING THING ABOUT
(continua)
inviata da Krzysiek :) 19/2/2017 - 08:34
Video!

Hymn to Freedom

[1962]
Capolavoro del grande pianista jazz Oscar Emmanuel Peterson, detto semplicemente O.P., canadese ma figlio di genitori immigrati dai Caraibi.
Nel suo disco intitolato “Night Train”, pubblicato nel 1963, con Ray Brown al contrabbasso e Edmund Thigpen alla batteria.
“Hymn To Freedom” è il brano che chiude l'album.

Un inno alla libertà di una chiarezza e semplicità sconvolgenti, nonostante il virtuosismo della scrittura e dell'esecuzione.
Sulla copertina, realizzata dal fotografo Pete Turner, la motrice di un treno in corsa, un'immagine da sempre così importante ed evocativa per tutti quelli – come i neri d'America - allora come oggi in cerca del cambiamento e della libertà.
[Strumentale]
inviata da Bernart Bartleby 17/2/2017 - 20:57
Video!

Seize the Time

[1969]
Parole e musica di Elaine Brown, l'unica donna ai vertici del Black Panthers Party tra il 1974 ed il 1977.
Nell'album “Seize The Time - Black Panther Party”, composto dalla Brown su richiesta del Movimento. Con The Pan-Afrikan Peoples Arkestra diretta da Horace Tapscott.

Non è certo una CCG questa, che il BPP aveva dichiarato guerra allo Stato razzista e alla sua polizia, ma è una canzone di resistenza, di resistenza armata. Allora era un'opzione che divenne legittima per molti afroamericani, soprattutto dopo l'assassinio il 4 aprile del 1968 di Martin Luther King, emblema dell'altra via, quella non violenta.
“Seize The Time” è stato uno degli slogan più famosi del BPP, coniato in quegli anni da Robert George "Bobby" Seale, uno dei pochi suoi dirigenti che non sia morto ammazzato.

Elaine Brown – abbandonata dal padre in tenera infanzia e cresciuta con grande fatica e dignità dalla... (continua)
You tell me that the sun belongs
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/2/2017 - 21:21
Video!

The End of Silence

[1969]
Parole e musica di Elaine Brown, l'unica donna ai vertici del Black Panthers Party tra il 1974 ed il 1977.
Nell'album “Seize The Time - Black Panther Party”, composto dalla Brown su richiesta del Movimento. Con The Pan-Afrikan Peoples Arkestra diretta da Horace Tapscott.

Non è certo una CCG questa, che il BPP aveva dichiarato guerra allo Stato razzista e alla sua polizia, ma è una canzone di resistenza: “Tutto questo silenzio finirà, non ci resta che prendere le armi e comportarci da uomini”. Allora era un'opzione che che divenne legittima per molti afroamericani, soprattutto dopo l'assassinio il 4 aprile del 1968 di Martin Luther King, emblema dell'altra via, quella non violenta.

Elaine Brown – abbandonata dal padre in tenera infanzia e cresciuta con grande fatica e dignità dalla madre - fu una dirigente delle Black Panthers, prima una sorta di ministro della cultura, poi la referente... (continua)
Have you ever stood
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 16/2/2017 - 20:53
Video!

Elaine Brown (Interlude)

2016
Here

Canzone dedicata a Elaine Brown, attivista per i diritti dei neri e dei carcerati, membro del Black Panther party, dal quale fuoriuscì per l'eccessivo sessismo e maschilismo, scrittrice e cantante Seize the Time (Vault, 1969) e Until We're Free (Motown Records, 1973)
Okay, can I do one more? It's really quick.
(continua)
inviata da Dq82 16/2/2017 - 10:59
Video!

This Little Light of Mine

“This Little Light of Mine” è un gospel per bambini scritto intorno al 1920 da Harry Dixon Loes (1895-1965), un compositore di inni cristiani, un bianco.
Ma nei primi anni 50 l'inno venne adottato dal movimento per i diritti civili, in seno al quale il testo venne elaborato da attiviste afroamericane come Zilphia Horton e Fannie Lou Hamer.
Celebri le esecuzioni di Betty Fikes, The Seekers e Odetta.

Ma ho voluto attribuire il brano a Sam Cooke – che ne diede una magnifica interpretazione nello splendido “Live at The Copa”, 1964, uno dei miei dischi preferiti – perchè il grande cantautore, troppo presto scomparso, volle portare una canzone intonata nelle marce per i diritti civili all'interno dei nightclub, facendo in modo che il movimento e le sue rivendicazioni di giustizia e di pace acquistassero un audience maggiore rispetto a quella sua propria.
Una sensibilità che l'autore di A Change... (continua)
A-amen a-amen a-amen
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/2/2017 - 23:39
Video!

Promised Land

[1964]
Versi di Chuck Berry
Sulla melodia della folk song “The Wabash Cannonball”
Nell'album intitolato “St. Louis to Liverpool”



The biblical story of the Exodus had long been a source of hope and inspiration for African Americans dating back to the era of slavery. In 1965 rock & roll pioneer Chuck Berry released a song called “Promised Land” that tells the story of a “poor boy” who leaves his home in Norfolk, Virginia to try and make it big in Los Angeles. He boards a Greyhound bus that takes him through many of the cities and towns where the Freedom Riders had encountered resistance and violence a few years before the song’s release. The bus on which Berry’s protagonist rides bypasses the town of Rock Hill, South Carolina where the Riders first encountered armed white resistance but makes a note of Alabama where the worst violence was experienced in Anniston, Birmingham, and Montgomery... (continua)
I left my home in Norfolk Virginia
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 15/2/2017 - 22:46
Video!

Richard and Linda Thompson: The Great Valerio

[1974]
Written by Richard Thompson
Performed by Richard and Linda Thompson
(Solo voice: Linda Thompson)
Albums: I Want to See the Bright Lights Tonight [1974]
Live (More or Less) [1976] & others
Also performed by Maggie Holland [Still Pause, 1983] & other artists

Scritta da Richard Thompson
Eseguita da Richard e Linda Thompson
(Voce solista: Linda Thompson)
Album: I Want to See the Bright Lights Tonight [1974]
Live (More or Less) [1976] e altri
Interpretata anche da Maggie Holland [Still Pause, 1983] e altri artisti

Ancora una volta, per la conoscenza di questa canzone debbo tornare a Maggie Holland e al suo album di “cover” del 1983, Still Pause. A lungo, in epoche di mezzi precari e improvvisati, per me questa è stata una canzone di Maggie Holland senza sapere che la canzone era stata, in realtà, scritta nel 1974 da Richard Thompson, membro della prima ora dei Fairport Convention;... (continua)
High up above the crowd
(continua)
inviata da Riccardo Venturi 15/2/2017 - 12:33
Video!

Forest

da "Cuckooland"
Hannibal/Rykodisc
2003

Apparentemente sembra la trasognante canzoncina di una zingarella che canta in riva al fiume, mentre la luna dà un'occhiata e il canto si alza come fumo verso il cielo, dal buio verso la luce come il sole sulla foresta. Ma i presagi sono cattivi…. e infatti è una metafora allucinante, perché quello non è solo fumo e la nuvola che passa sopra la luna non è una nuvola qualsiasi. Invero subito dopo nel testo entrano il campo di sterminio per zingari di Lety, nella Repubblica Ceca e quello più tristemente noto di Auschwitz, dove più volte è stato ricordato non ci fu solo il genocidio degli ebrei. Nei tre anni tra il 1941 e il 1944, i rom deportati furono all'incirca 23.000 di cui ne sopravvissero appena 2.000. Lety è attualmente una fattoria per l'allevamento di maiali e nulla in quel luogo commemora o testimonia di quello di atroce che avvenne nel passato.

... (continua)
Deep in the forest
(continua)
inviata da Flavio Poltronieri 15/2/2017 - 12:09
Video!

Los Angeles

[1980]
Scritta da John Doe ed Exene Cervenka
Celeberrima traccia che dà il titolo all'album di questa punk rock band losangelina, prodotto dall'ex Doors Ray Manzarek

Descrizione di una tizia in cui Exene Cervenka si era imbattuta, il prototipo dell'americano bianco di classe media, razzista integrale intollerante di ogni forma di vita che non sia la propria. La tizia in questione raccontava di non vedere l'ora di andarsene da quel per lei insopportabile crogiolo di razze e di culture, come in effetti fecero tanti bianchi statunitensi soprattutto negli anni tra i 50 e i 70, un fenomeno complesso noto come white flight che conosciamo bene anche da noi in Europa...

Iconograficamente, il testo di questo brano è tutto condensato nell'immagine in copertina, così chiaramente allusiva alle “vecchie, care” croci infuocate del Ku Klux Klan...
Già, pure loro hanno sostenuto apertamente Trump alle ultime elezioni...
She had to leave Los Angeles
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/2/2017 - 23:07
Video!

Look in Their Eyes

[2016]
Parole e musica di David Crosby
Nell'album “Lighthouse”

“I have a friend, Marsha Williams, who went repeatedly on her own dime to Greece and went to the beach where the boats come. And pulled people out of the water. And she told me about a day when she pulled hundreds and hundreds of people out of the water. Which is, wrap a blanket around them, give them some water, give them some hot coffee, give them some food, try to find them a place to sleep, see if they need medicine. She tries to help them. Now she does that and these people she doesn’t know. They’re a different color, different religion, different country, different everything, but she knows they’re human beings. I know they’re human beings, you know they’re human beings. And the people who deny that, what I’m tellin’ them is, if you look into their eyes, you will see another human being – in anguish, in desperate anguish,... (continua)
Friend of the shadows
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/2/2017 - 22:30
Video!

Embarrassment

[1980]
Scritta da Lee "Kix" Thompson e Mike Barson
Un celeberrimo singolo, tratto dal secondo album della ska band inglese, “Absolutely”
Testo trovato su Songfacts

Canzone che racconta di quando Tracy, la sorella di Lee Thompson, rimase incinta. Solo che il suo partner era un nero, e in famiglia non la presero molto bene, anzi... Pare che ai Thompson ci sia voluto un paio di anni per riprendersi e accettare la cosa...
Come già cantava Gaber, in Un'idea: “In Virginia il signor Brown era l’uomo più antirazzista. Un giorno sua figlia sposò un uomo di colore... Lui disse, bene, ma non era di buon umore...”

Curioso che “embarrassment” in inglese significhi imbarazzo, disagio ma in spagnolo “embarazada”, stessa radice, voglia dire incinta... D'altra parte in passato anche da noi si usava dire imbarazzata di una donna gravida... La lingua racconta sempre una storia, qui forse quella di tempi... (continua)
Received a letter just the other day,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/2/2017 - 21:56
Video!

Brother Louie

[1973]
Scritta da Lester Errol Brown ed Anthony Wilson
L'hit più nota – seconda solo all'immortale “You Sexy Thing” - per questo gruppo interraziale inglese.
Testo trovato su Songfacts e sistemato un po' all'ascolto.

Sintesi di “Guess Who's Coming to Dinner”, in salsa inglese.
Il ritornello strizza l'occhio a Louie Louie, quella originale di Richard Berry/The Kingsmen.
She was black as the night
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/2/2017 - 20:46
Video!

Black Pearl

[1969]
Scritta da Irwin Levine, Phil Spector e Toni Wine
Interpretata da Sonny Charles, voce e leader di questa band R&B di musicisti bianchi e neri originaria di Fort Wayne, Indiana
Nel loro album intitolato “Love Is All We Have To Give”
Testo trovato su Songfacts
Ooh-ooh
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 14/2/2017 - 18:47
Video!

If You're Out There

[2008]
Scritta da Marcus John Bryant, Devon Harris e Trevor Horn
Singolo estratto dall'album “Evolver”

Una decente CCG, peccato solo che quell'anno John Legend andò a cantarla pure alla convention del Partito Democratico a Denver... “No more broken promises, no more call to war”, mentre quelli continuavano la guerra in Afghanista e Iraq e si preparavano ai nuovi bagni di sangue in nord Africa...
If you hear this message, wherever you stand
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/2/2017 - 21:16
Video!

Your Racist Friend

[1990]
Scritta da John Flansburgh e John Linnell
Nell'album intitolato “Flood”

Quante volte sarà capitato ad ognuno di trovarsi inaspettatamente ad ascoltare qualcuno che biascica discorsi razzisti o fascisti... Mandarlo a cagare subito ed allontanarsi, anche fosse amico del tuo amico, che non si può stringere la mano al diavolo e riderci su...

Se ne sono accorti anche la Merkel e i suoi, che volevano medagliare i due poliziotti italiani che hanno fermato per sempre Anis Amri, il terrorista tunisino autore della strage al mercatino di Natale a Berlino nel dicembre scorso... I tedeschi hanno scoperto che sui profili social dei due eroici “servitori dello Stato” (dipendenti pubblici, è bene ricordarlo) era tutto un fiorire di saluti romani, busti de Dvce e frasi violente e razziste contro gli immigrati...

La medaglia verrà invece giustamente assegnata alla memoria del camionista polacco ucciso da Amri nel tentativo di opporsi al furto del mezzo con cui poi il tunisino avrebbe seminato la morte.
This is where the party ends
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/2/2017 - 20:47
Video!

Dancing in the Street

(1964)

Scritta da Marvin Gaye, William "Mickey" Stevenson e Ivy Jo Hunter.

Possibile che quella che sembrava un'innocente party song danzereccia venga considerata un inno del movimento dei diritti civili e un appello a scendere in piazza e ribellarsi? Sì se la canzone, un vero e proprio classico della produzione della Motown, ha tra gli autori un giovane Marvin Gaye ed è interpretata da un trascinante gruppo femminile capitanato dalla grande Martha Reeves.

La canzone nasce dalla collaborazione tra Marvin Gaye, Ivy Jo Hunter e William (Mickey) Stevenson, tre songwriters di punta dell'etichetta Motown di Detroit, che giocò negli anni '60 un ruolo fondamentale nella diffusione della musica nera, creando un'originale combinazione di soul e pop, capace di rompere le barriere razziali rendendo popolare un genere afroamericano anche tra i giovani bianchi. L'ispirazione arriva un caldo giorno... (continua)
Calling out around the world
(continua)
inviata da Lorenzo Masetti 12/2/2017 - 19:58
Video!

World Without Borders

1982
Danseparc
Living life as if life were safe
(continua)
inviata da dq82 12/2/2017 - 18:43
Video!

Were You There When They Crucified My Lord

anonimo
[19° secolo]
Uno degli spiritual, gli inni religiosi degli schiavi afro americani, più famosi
Il testo fu trascritto per la prima volta in “Old Plantation Hymns”, raccolta realizzata e pubblicata nel 1899 da William Eleazar Barton (1861-1931), ministro della Chiesa congregazionalista (protestante, tra puritanesimo e calvinismo)
Testo trovato su en.wikipedia

Negli anni 60 e 70 del 900 “Were You There When They Crucified My Lord” divenne un inno del movimento per i diritti civili. Molti artisti afroamericani e non vi si sono cimentati, a partire dalla splendida versione di Max Roach del 1971 (in “Max Roach With The J.C. White Singers ‎– Lift Every Voice and Sing”), dedicata nel sottotitolo a “Malcolm, Martin, Medgar And Many More”, Malcolm X, Martin Luther King, Medgar Evers e tutti gli altri neri che hanno dato la vita per la loro gente.
Were you there when they crucified my Lord? (Were you there?)
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/2/2017 - 18:42
Video!

Go Tell It on the Mountain

[1865 ca / 1963]
Parole di Fannie Lou Hamer, combinando, insieme a versi originali, le strofe dell'omonimo inno religioso natalizio ottocentesco e l'invocazione “Let my people go” tratta da un altro spiritual, “Go down, Moses”.
La melodia è quella dell'originale, il cui testo - risalente all'epoca della guerra civile o anche prima - fu trascritto per la prima volta nel volume “New Jubilee Songs and Folk Songs of the American Negro”, pubblicato nel 1907 da John Wesley Work, Jr. (1871-1925), il primo afro-americano ad occuparsi di ricerca sulle canzoni popolari ed inni religiosi dei neri d'America.
Testo ed informazioni a cura di Azizi Powell

Fannie Lou Hamer (1917-1977), famosa ed instancabile attivista per i diritti civili, scrisse questa versione a Greenwood, Mississippi, nel 1963, durante una delle campagne di registrazione dei neri finalizzate all'esercizio del diritto di voto, allora... (continua)
Go tell it on the mountain,
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/2/2017 - 18:08
Video!

The Train From Washington

[1980]
Parole e musica di Gil Scott-Heron
Nell'album “Real Eyes”

“40 acri (circa 16 ettari) e un mulo” è quanto il generale unionista Sherman promise agli schiavi neri liberati alla fine della guerra civile. Loro credettero ciecamante in quella promessa, soprattutto quei tanti che tra le fila dell'Unione avevano combattuto. La riforma agraria, basata sulla confisca dei latifondi e la loro parcellizzazione per garantire la redistribuzione delle terre alle famiglie degli schiavi liberati, iniziò in South Carolina, Georgia e Florida in base al Special Field Orders No. 15 emesso da Sherman nel 1865, ma ebbe vita brevissima. Nel giro di poco le terre confiscate tornarono ai loro precedenti proprietari bianchi e moltissimi furono i casi di raggiro nei confronti dei neri ad opera di truffatori che si spacciavano per agenti del governo e chiedevano soldi per facilitare il disbrigo delle pratiche... (continua)
During reconstruction time they were folks who have been promised 40 acres and a mule.
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 12/2/2017 - 12:45
Downloadable! Video!

Oltre il ponte

di Eric Cislo (Eric Oblivion)
epcislo@gmail.com
https://soundcloud.com/ericoblivion/oltre-il-ponte

Ecco la mia traduzione d'Italo Calvino... Oltre il Ponte.... da Modena City Ramblers
https://soundcloud.com/ericoblivion/oltre-il-ponte
PAST THE BRIDGE
(continua)
inviata da Eric Cislo (Eric Oblivion) epcislo@gmail.com https://soundcloud.com/ericoblivion/oltre-il-ponte 12/2/2017 - 00:00
Video!

Imagine World Peace

"Imagine World Peace" is Italian rock noir band BELLADONNA's tribute to John Lennon and to all victims of human violence.
I am prone to fantasize
(continua)
inviata da Andrea 11/2/2017 - 21:56
Video!

Malcolm X

The dignity of a life that fights
(continua)
inviata da dq82 10/2/2017 - 17:19
Video!

Against racism

The only prayer i believe in
(continua)
inviata da dq82 10/2/2017 - 16:55
Video!

Ballade vom ertrunkenen Mädchen

ABOUT THE DROWNED GIRL
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/2/2017 - 22:29
Video!

Zweiter Bericht über den Unbekannten Soldaten unter dem Triumphbogen

SECOND REPORT ON THE UNKNOWN SOLDIER UNDER THE TRIUMPHAL ARCH
(continua)
inviata da Bernart Bartleby 8/2/2017 - 20:13

Divide and Conquer

This song is a commentary on the ongoing conflicts in the middle east. Listen out for some soundbytes from western leaders such as David Cameron, John Kerry, Hillary Clinton, Barack Obama and Nicolas Sarkozy concerning the war in Libya that provide additional context as to what this song is specifically condemning.

From the songwriter:
"It deals with what’s really going on in the Middle East. The media only give us one side of the story, but when you dig deeper, you find layers of truth about natural resources, like oil, that are influencing the region. The media report on how the new political regime has brought democracy to the region but maybe the inhabitants were better off before. What the West are really delivering is mainly destruction. They’re making people fight each other and when the West conquers, the big companies come in and make money.”
Divide and conquer
(continua)
7/2/2017 - 15:28




hosted by inventati.org