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This Land Is Your Land

Woody Guthrie


Lingua: Inglese

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(Bruce Springsteen)
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(Lila Downs)
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(Pete Seeger)


Parole di Woody Guthrie
Musica ripresa dall'inno battista "When the World's on Fire" (Oh My Loving Brother)

Words by Woody Guthrie
Music adapted from the Baptist hymn "When the World's on Fire" (Oh My Loving Brother)

"Non so se sia una dimenticanza, certo non parla direttamente di pace, ma visto il periodo in cui è stata scritta, l'autore e alcuni versi probabilmente ci sta bene." [DQ82]
Concordiamo col "Donqui"; una canzone del genere ci sta sempre bene. Presentiamo qui la versione completa della canzone come riportata sul sito woodyguthrie.org. Come detto, la versione incisa nel 1944 non comprende le ultime tre strofe, più apertamente politiche. Per questo la canzone è stata spesso fraintesa. [CCG/AWS Staff]


woody guthrieThis Land Is Your Land" is one of the United States' most famous folk songs. Its lyrics were written by Woody Guthrie in 1940 on an existing melody, in response to Irving Berlin's "God Bless America", which Guthrie considered unrealistic and complacent. Tired of hearing Kate Smith sing it on the radio, he wrote a response originally called "God Blessed America for Me". Guthrie varied the lyrics over time, sometimes including more overtly political verses than appear in recordings or publications.

Guthrie used the melody of "Oh, My Loving Brother", a Baptist gospel hymn that also inspired the Carter Family's "Little Darlin', Pal of Mine." He wrote the song in 1940 and recorded it in 1944. The song was not published until 1951, when it was included in a mimeographed booklet of ten songs with typed lyrics and hand drawings. The booklet was sold for twenty-five cents, and copyrighted in 1945.

The first known professionally printed publication was in 1956 by Ludlow Music (now a unit of The Richmond Organization), which administered the publishing rights to Guthrie's tune. Ludlow later issued versions with piano and guitar accompaniments.

In 2002, it was one of 50 recordings chosen that year by the Library of Congress to be added to the National Recording Registry.

The song was sung by Springsteen and Pete Seeger, accompanied by Seeger's grandson, Tao Rodríguez-Seeger, at We Are One: The Obama Inaugural Celebration at the Lincoln Memorial on January 18, 2009. The song was restored to the original lyrics (including the 'There was a big high wall there' and 'Nobody living can ever stop me' verses) for this performance (as per Pete Seeger's request) with the exception of a change in the end of the 'Relief Office' verse to "As they stood hungry, I stood there whistling, This land was made for you and me."

Wikipedia

This Land is your Land è una celebre canzone tradizionale statunitense scritta da Woody Guthrie nel 1940. Fa parte del patrimonio folk USA e, oltre che dal suo compositore, è stata eseguita nel tempo in differenti versioni da molti cantanti tra cui Peter Paul & Mary e Bruce Springsteen.

La melodia di This Land is your Land è stata composta sulla base di quella del gospel When the world's on fire (Quando il mondo andrà a fuoco), più conosciuto nella versione del gruppo The Carter Family, registrato dieci anni prima che Guthrie realizzasse la sua canzone.

This Land is your Land è stata scritta in risposta alla famosa canzone God bless America (Dio benedica l'America, del 1918) di Irving Berlin, che Guthrie considerava poco realistica ed anzi piuttosto faziosa. Infatti il titolo originale col quale This Land is your Land era stata composta è God Blessed America for me

This Land is your Land è stata scritta nel 1940 ma pubblicata solo nel 1945, con alcune variazioni, effettuate dallo stesso autore.

È probabile che, vista la terribile situazione in cui si trovava il mondo alla fine del secondo conflitto mondiale, l'autore abbia preferito eliminare queste strofe, scritte prima che la guerra divampasse, rendendo la canzone molto più patriottica di quanto non fosse stata originariamente pensata.
Una versione realizzata nel 1972 riproduce comunque la canzone nella sua versione originale.

Tao Rodríguez-Seeger, Pete Seeger and Bruce Springsteen - This Land Is Your Land - We Are One: The Obama Inaugural Celebration at the Lincoln Memorial January 18, 2009.
Tao Rodríguez-Seeger, Pete Seeger and Bruce Springsteen - This Land Is Your Land - We Are One: The Obama Inaugural Celebration at the Lincoln Memorial January 18, 2009.


Il discorso di Barack Obama termina con la formula “God Bless the United States of America”, Dio benedica gli Stati Uniti d’America, una sia pure rituale rivendicazione del rapporto speciale fra l’America e Dio. Ma il giorno prima, davanti alla statua di Lincoln e alla spianata dei monumenti, Pete Seeger e Bruce Springsteen hanno cantato, e fatto cantare a un milione di persone “This Land is my Land”, la canzone che Woody Guthrie scrisse, negli anni ’40, proprio per esprimere rabbia e dissenso verso i sentimenti patriottardi della canzone “God Bless America” di Irving Berlin. E vale la pena di soffermarsi su questo momento, e sul suo dialogo con il discorso presidenziale del giorno dopo.

Obama & SpringsteenSpero abbiamo visto in molti il momento emozionante in cui il vecchio Pete Seeger, che dagli anni ’30 a oggi è stato la voce e l’ispirazione del folk revival democratico e militante, passava il testimone a un rocker come Bruce Springsteen: sta a lui, e alla sua musica, oggi parlare dell’America. Negli anni ’50, Pete Seeger era stato in lista nera per la sua vicinanza al partito comunista: che fosse uno dei perseguitati di allora a sancire il nuovo ciclo alla Casa Bianca (con una canzone scritta da un altro comunista) era commovente. Tanto più che, come abbiamo visto, Pete Seeeger non si è pentito per niente.
A sua volta, fin dall’inizio della sua carriera Bruce Springsteen ha avuto chiaro che il rock, musica giovane del momento presente, del futuro e del nuovo, ha anche un passato, uno spessore di storia e di memoria. Gran parte della sua musica è stata un richiamo ai principi fondatori del rock and roll. Pensiamo alla sua ormai classica “Thunder Road” (1975): Mary esce sul portico con l’abito bianco mosso dal vento, e sullo sfondo c’è Roy Orbison che “canta per chi è solo”, citazione di un disco di 15 anni prima, che per il rock sono ere geologiche; in più, il titolo veniva da un film (e da una canzone) di Robert Mitchum del 1958, ambientato fra i minatori di Harlan. Se Roy Orbison cantava per i “lonely”, fin da allora Bruce Springsteen – come scrisse allora un critico – cantava per tutti i giovani ribelli che avevano smesso di essere giovani ma non di essere ribelli. E figuratevi quanto è vero questo per il quasi novantenne Pete Seeger, sugli scalini del Lincoln Center, a cantare quasi settant’anni dopo una canzone che imparò quando aveva vent’anni.

“This Land Is Your Land”, questa terra è la tua terra, è diventata una specie di inno patriottico, insegnata ai bambini e sfigurata dalla pubblicità, un elogio della vastità e della bellezza di un’America ideale di foreste, campi di grano, cieli e strade aperte. Ma non è tutta qui. Ispirato dal New Deal e infuriato da “God Bless America”, Woody Guthrie popola quest’America ideale con la presenza sofferta degli Stati Uniti reali. Sono strofe dimenticate e censurate (ma Bruce Springsteen le cantò in concerto già nei primi anni ’80), strofe cancellate, che evocavano la crisi degli anni ’30 e che raccontano la crisi di oggi: “nelle piazze delle mie città ho visto la mia gente fare la fila per il sussidio, e mentre loro stavano lì affamati io pensavo, quanto vorrei che questa terra fosse fatta per te e per me”. E che dichiaravano dove stava la causa: “c’era un gran muro che cercava di fermarmi, e sopra c’era scritto proprietà privata – ma dall’altra parte non c’era scritto niente”.

L’altro giorno, a Washington, Pete Seeger e Bruce Springsteen l’hanno cantata, e l’hanno fatta cantare, tutta intera a un milione di persone. Inaugurare un presidente americano con una canzone contro la proprietà privata (che poi diventa pure una metafora della ricchezza di carta con niente dietro che stava all’origine della crisi del ’29 come di quella del 2008) non è uno scherzo. E allora dire “questa terra è la mia terra” non significa solo adesione sentimentale: significa dire che uno può amare il proprio paese, e dire che deve cambiare (e l’aveva già detto, senza farsi capire allora, Bruce Springsteen con “Born in the USA”).

Ma il cambiamento di cui parlano Guthrie, Springsteen e Seeger va oltre le formule dei padri fondatori. Per chi è stata fatta questa terra? Che significa questa bandiera? Chi siamo, “you and me”, chi è il “we” dello “yes we can” e del “we the people”? E questo USA dove siamo nati, questa America benedetta, che cosa è e che cosa vogliamo che sia? Tutta la storia della musica popolare, della canzone di protesta, e del rock and roll, ha posto queste domande al nuovo presidente. Che qualcosa ha detto: ha riconosciuto le difficoltà materiali di tanti americani, in cerca di sussidi come nella canzone di Woody Guthrie; ha preso atto della necessità di dare una regolata al mercato, di ricostruire l’immagine internazionale degli Stati Uniti, di restituire un ruolo alle istituzioni pubbliche. Possono essere passi sulla lunga strada proclamata da Woody Guthrie. Se lo saranno, e quanto si andrà lontano, più che da Barack Obama dipenderà da “you and me”.

(Alessandro Portelli)
This land is your land This land is my land
From California to the New York island;
From the red wood forest to the Gulf Stream waters
This land was made for you and me.

As I was walking that ribbon of highway,
I saw above me that endless skyway:
I saw below me that golden valley:
This land was made for you and me.

I've roamed and rambled and I followed my footsteps
To the sparkling sands of her diamond deserts;
And all around me a voice was sounding:
This land was made for you and me.

When the sun came shining, and I was strolling,
And the wheat fields waving and the dust clouds rolling,
As the fog was lifting a voice was chanting:
This land was made for you and me.

As I went walking I saw a sign there
And on the sign it said "No Trespassing."
But on the other side it didn't say nothing,
That side was made for you and me.

In the shadow of the steeple I saw my people,
By the relief office I seen my people;
As they stood there hungry, I stood there asking
Is this land made for you and me?

Nobody living can ever stop me,
As I go walking that freedom highway;
Nobody living can ever make me turn back
This land was made for you and me.

inviata da DonQuijote82 - 4/2/2009 - 17:02




Lingua: Italiano

Versione italiana tratta dal libretto del disco "Il seme e la speranza" dei Gang

semesper

Nel disco compare una versione corale con Graziano Romani, Michele Anelli, Alice Fabretti, Francesco Grillenzoni (dei Tupamaros), Stefano "Cisco" Bellotti (ex Modena City Ramblers), Andrea Parodi, Maurizio Zannato (dei Marmaja), Marco Mezzetti (dei Ratoblanco), Paolo Enrico Archetti Maestri (degli Yo Yo Mundi), Gianluca Spirito (dei Ned Ludd), Lorenzo Semprini, Luca Mirti (dei Del Sangre)
QUESTA TERRA È LA TUA TERRA

Questa terra è la tua terra questa terra è la mia terra
dalla California all’isola di New York
dalle foreste di sequoie alle acque del Golfo del Messico
questa terra è fatta per te e per me

Mentre camminavo su quel nastro di asfalto
vidi sopra di me il cielo infinito
vidi sotto di me la valle dorata
questa terra è fatta per te e per me

Ho girato e vagato e inseguito i miei passi
attraverso le sabbie scintillanti dei deserti di diamante
e tutto intorno a me una voce risuonava
questa terra è stata creata per te e per me

Il sole usciva splendente e io camminavo
nei campi di grano che ondeggiavano e la nube di polvere si alzava
mentre la nebbia saliva una voce cantava
questa terra è stata fatta per te e per me

Mentre camminavo vidi un cartello
e sul cartello c’era scritto “Non oltrepassare”
ma dall’altra parte non c’era scritto niente
questa parte è stata fatta per te e per me

All’ombra del campanile ho visto la mia gente
vicino all’Ufficio Assistenza ho visto la mia gente
loro stavano lì affamati ed io stavo lì a chiedermi
questa terra è stata fatta per te e per me?

Nessuno potrà mai fermarmi
mentre percorro quella grande strada della libertà
nessuno potrà mai farmi tornare indietro
questa terra è stata fatta per te e per me

inviata da DonQuijote82 - 4/2/2009 - 17:39




Lingua: Inglese

Questa variante ("private property verse") è stata pure cantata da Woody Guthrie (Accompagnata da una traduzione italiana)
The following variant ("private property verse") has been also sung by Woody Guthrie. Provided with an Italian translation.
There was a big high wall there that tried to stop me;
Sign was painted, it said private property;
But on the back side it didn't say nothing;
That side was made for you and me.

C'era un gran muro alto che provò a fermarmi;
c'era scritto su un avviso, "proprietà privata";
ma sul lato di dietro non diceva nulla,
quel lato era fatto per me e per te.

inviata da DonQuijote82 - 4/2/2009 - 17:03




Lingua: Inglese

Additional verses by Pete Seeger
Strofe aggiuntive di Pete Seeger

Sono accompagnate da una traduzione italiana.
Maybe you've been working as hard as you're able,
But you've just got crumbs from the rich man's table,
And maybe you're thinking, was it truth or fable,
That this land was made for you and me.

Woodland and grassland and river shoreline,
To everything living, even little microbes,
Fin, fur, and feather, we're all here together,
This land was made for you and me.

Forse hai lavorato duro quanto puoi
ma hai avuto solo briciole dalla tavola del ricco,
e forse stai pensando: ma era vero o era finto
che questa terra era fatta per te e per me.

Boschi, prati e le rive dei fiumi
per ogni essere vivente, anche i minuscoli microbi,
la penna, la pelliccia e la piuma, siamo tutti insieme qui,
questa terra è stata fatta per te e per me.

18/5/2009 - 00:01




Lingua: Inglese

A Native American verse. Followed by an Italian translation.
Una strova Nativa americana, accompagnata da una traduzione italiana.
This land is your land, but it once was my land,
Until we sold you Manhattan Island.
You pushed our Nations to the reservations;
This land was stolen by you from me.

Questa terra è la tua terra, ma un tempo era mia,
finché non ti abbiamo venduto l'isola di Manhattan.
Hai cacciato le nostre Nazioni nelle riserve,
questa terra tu la hai rubata a me.

18/5/2009 - 00:04




Lingua: Inglese

Other additional verses from Wikipedia. Followed by an Italian translation.
Altre strofe aggiuntive da wikipedia. Accompagnate da una traduzione italiana.
Nobody living can ever stop me,
As I go walking that freedom highway;
Nobody living can ever make me turn back
This land was made for you and me.

In the squares of the city, in the shadow of a steeple;
By the relief office, I'd seen my people.
As they stood there hungry, I stood there asking,
Is this land made for you and me?

Nessun vivente potrà azzardare a fermarmi
mentre cammino sulla strada maestra della libertà;
nessun vivente potrà farmi tornare indietro,
questa terra è stata fatta per me e per te.

Nelle piazze cittadine, all'ombra di una siepe,
all'ufficio di collocamento ho visto la mia gente;
mentre stava là affamata, io stavo là e chiedevo:
questa terra è stata fatta per te e per me?

inviata da DonQuijote82 - 9/1/2012 - 10:57




Lingua: Inglese

Versione inglese di Utah Phillips

This Land Is Not Our Land

As I was walking an endless breadline,
My landlord gave me a two-week deadline.
The local paper printed a better headline:
"This Land Is Not For You And Me!"

This land is their land. It is not our land.
From your plush apartment to your Cadillac car land,
From your Wall Street office to your Hollywood star land,
This land is not for you and me.

And take your slogan and kindly stow it.
If this is our land, you'd never know it.
Let's get together and overthrow it.
This land was made for you and me.

inviata da DoNQuijote82 - 10/2/2014 - 23:30




Lingua: Svedese

Svensk version av Mikael Wiehe
Swedish version by Mikael Wiehe
Versione svedese di Mikael Wiehe

Mikael Wiehe
Mikael Wiehe


La versione è adattata alla Svezia.
This version is modified to fit Swedish reality.
DET HÄR ÄR DITT LAND

Det här är ditt land
Det här är mitt land
från Ales stenar
till norra Lappland
från Bohus klippor
till Gotlands raukar
Landet, det tillhör
dej och mej

Med mörka skogar
och höga furor
med vita björkar
och röda stugor
med fält och åkrar
och varv och gruvor
landet, det tillhör
dej och mej

Med skär och kobbar
och djupa fjärdar
med ljusa hagar
och svarta tjärnar
med sina blånande
berg i fjärran
landet, det tillhör
dej och mej

Det här är ditt land
Det här är mitt land
från Ales stenar
till norra Lappland
från Bohus klippor
till Gotlands raukar
Landet, det tillhör
dej och mej

Jag åkte norrut
längs Höga kusten
när skogen rodnade
Det var om hösten
Och havet glittrade
i morgonluften
i landet som tillhör
dej och mej

Jag stod på toppen
av Kebnekaise
och såg på solen
som aldrig sjunker
på myr och mossar
på fjäll och forsar
och på landet som tillhör
dej och mej

Det här är ditt land
Det här är mitt land
från Ales stenar
till norra Lappland
från Bohus klippor
till Gotlands raukar
Landet, det tillhör
dej och mej

Jag stod där hemma
när dimman lättar
Jag stod bland rapsfält
och klara bäckar
där boken grönskar
och storken häckar
i landet som tillhör
dej och mej

Det var på kvällen
Jag stod vid stranden
under Vintergatan
och Karlavagnen
Jag tog min älskade
hårt i handen
och sa, landet, det tillhör
dej och mej

Det här är ditt land
Det här är mitt land
från Ales stenar
till norra Lappland
från Bohus klippor
till Gotlands raukar
Landet, det tillhör
dej och mej

inviata da DonQuijote82 - 9/1/2012 - 11:00




Lingua: Basco

Versione basca da eu.wikipedia
Basque version from eu:wikipedia
LUR HAU ZURE LURRA DA

Lur hau zure lurra da, lur hau nire lurra da
Kaliforniatik New York uhartera
Redwood Forest basotik Golkoko itsaslasterreko uretaraino
Lur hau zuretzat eta niretzat egina dago.

Autobidearen ertzetik oinez nihoala
Zeru mugagabea nire gain ikusten nuen
Nire azpian urrezko harana ikusten nuen
Lur hau zuretzat eta niretzat egina dago.

Ni kuxkuxean eta ibiliz eta nire oin urratsak jarraitzen nenbilen
Diamantezko basamortuetako hondar apartsuari
Nire inguruan ahots bat ohiukatzen zegoen bitartean
Lur hau zuretzat eta niretzat egina dago.

Eguzkia dizdiratsua atera zenean, eta oinez nebilela
Eta gari soroak agurtuaz eta hondar lainoak biraka
Ahots batek garraixi egin zuen, lainoa altxatuz zihoanean,
Lur hau zuretzat eta niretzat egina dago.

Lur hau zure lurra da, lur hau nire lurra da
Kaliforniatik New York uhartera
Redwood Forest basotik Golkoko itsaslasterreko uretaraino
Lur hau zuretzat eta niretzat egina dago.

inviata da DonQuijote82 - 9/1/2012 - 11:04




Lingua: Gallese

La versione gallese (cimrica) di Dafydd Iwan da Welsh Ballads
Dafydd Iwan's Welsh version

Qui il testo completo
Here complete lyrics

Dafydd Iwan.
Dafydd Iwan.

Dafydd Iwan was born in 1943 in Brynaman, a village on the western edge of the South Wales Coalfield, in an area where Welsh was still the predominant community language. By a strange coincidence, the previous year had seen the birth of another icon of the pop world, John Cale (of Velvet Underground fame), in the nearby village of Garnant, although their musical, cultural and ideological paths would be strikingly different in many ways. Both John Cale’s and Dafydd Iwan’s mothers were teachers by profession, but while John Cale’s father was a coal miner, Dafydd Iwan’s was a Nonconformist minister. When Dafydd was twelve years of age, his father accepted a call to pastor a church in the village of Llanuwchllyn in the Bala area of central north Wales, a rural area very different from Brynaman, but similar to the extent that Welsh was the everyday language of the community. The family’s move to Llanuwchllyn in the mid 1950s also meant that Dafydd Iwan’s teenage years were spent in fairly close proximity to the Tryweryn valley at the very time the Liverpool Corporation was seeking to drown it. The move also brought him into close proximity with the senior camp of the influential youth movement, Urdd Gobaith Cymru (The Welsh League of Youth, lit. ‘The League of the Hope of Wales’), situated in a converted mansion on the shores of Bala Lake. Working at the camp during school holidays brought Dafydd Iwan into contact with young Welsh-speakers from all parts of Wales, and it was there that he first began to perform informally on the guitar.

There are three matters relating to Dafydd Iwan’s early upbringing which ought, perhaps, to be highlighted. Firstly, it was thoroughly Welsh — apart from his secondary-school education, which was for the most part through the medium of English. Such a practice was normal at the time, even in those areas where Welsh was the predominant community language, and was satirized by Dafydd Iwan in a humorous protest song he wrote in 1967, ‘Cân yr Ysgol’ (‘The School Song’), in which he contrasts the Welshness of the community in which he was raised with the Englishness of his schooling in that community, except for ‘an occasional lesson in Welsh, fair play!/Because I was a little Welshman!’ By ‘a thoroughly Welsh upbringing’, one does not only mean that he was reared in a community in which Welsh was the normal everyday language, but also that he was steeped in traditional Welsh culture. Both of his parents were university graduates, who were well-versed in the culture of Welsh-speaking Wales and committed to promoting that culture, a commitment which included giving their children a good grounding in it.

One aspect of that grounding is the next matter which needs to be emphasised, namely that Dafydd Iwan's upbringing gave him ample opportunity to perform inpublic from a very early age. Dafydd was not a shy child, and during his childhood and youth he was to perform regulary in public at various religious and cultural activities organized by his father's chapel and on an inter-chapel level, not to mention the plethora of eisteddfodau (competitive cultural festivals) which exist in Welsh-speaking Wales in all shapes and sizes and at all levels, local, regional and national. Dafydd Iwan's upbringing, then, not only gave him a good grounding in traditional Welsh culture, but also made him an experienced public performer.

His upbringing also led naturally to his becoming a Welsh nationalist in political terms. His parents were both ardent nationalists, and (as has already been noted) his paternal grandfather, Fred Jones - another Nonconformist minister - was one of the founding members of Plaid Cymru in 1925. Indeed, being a member of Plaid Cymru was such a family affair that Dafydd Iwan could claim in 1966 that around 120 members of his family were party members.

But there is another sense in which his upbringing led naturally to his becoming a Welsh nationalist. For historical and geographical reasons, loyalty to the nation and national identity has often played second fiddle in Wales to more local or regional allegiances. Part of the reason for this is the divisive nature of Wales’s mountainous terrain; another is that Wales has never experienced a strong central national government and has had until very recently few national institutions. Furthermore, from the late Middle Ages, the ruling classes in Wales became increasingly anglicized in language and culture, and more and more London-centric in their concerns and abode, with no middle class of any significance developing until the rapid growth of urbanization and industrialization during the nineteenth century. In recent centuries, then, the nearest Welsh cultural life has often come to an ‘aristocracy’ in terms of national leadership, has been the social grouping one might describe as ‘ministers of religion and teachers’, a grouping whose members, as a result of educational opportunities and the often peripatetic nature of their calling, are not normally as deep-rooted in one particular community and have horizons which are frequently broader than most. It is no surprise, then, to see one author note that ‘schoolmasters and ministers...have formed the backbone of so many aspects of the nationalist movement in Wales’. Neither is such a grouping unfamiliar to ballad students, since throughout Europe ‘ministers of religion and teachers’ have often in the past been the first port of call in a given community for collectors of folk traditions seeking informants.

We see this heightened sense of national rather than local identity not only in Dafydd Iwan’s immediate family background, but also in his own personal experience. For example, he begins the autobiography he published in 1981 by stating that his upbringing and dispersed family roots mean that he does not feel a strong sense of belonging to any one particular locality; rather, he says, his commitment is to Wales as a unit.[24] This is stated very clearly in one of Dafydd Iwan’s earliest songs, ‘Mae’n Wlad i Mi’, based on ‘This Land is Your Land’ by the influential American singer-songwriter, Woody Guthrie. The song’s theme is that every part of Wales is the heritage of every Welsh person.

Painting the World Green: Dafydd Iwan and the Welsh Protest Ballad by Dr E. Wyn James, School of Welsh, Cardiff University.)
MAE'N WLAD I MI

Mae’n wlad i mi ac mae’n wlad i tithau,
O gopa’r Wyddfa i lawr i’w thraethau,
O’r De i’r Gogledd, o Fôn i Fynwy,
Mae’r wlad hon yn eiddo i ti a mi.

Mi fum yn crwydro hyd lwybrau unig,
ar foelydd meithion yr hen Arenig,
A chlywn yr awel yn dweud yn dawel,
“Mae’r wlad hon yn eiddo i ti a mi.”

Mae’n wlad i mi ac mae’n wlad i tithau,
O gopa’r Wyddfa i lawr i’w thraethau,
O’r De i’r Gogledd, o Fôn i Fynwy,
Mae’r wlad hon yn eiddo i ti a mi.

Mi welais ddyfroedd Dyfyrdwy’n loetran,
Wrth droed yr Aran ar noson loergan,
A’r tonnau’n sisial ar lan Llyn Tegid,
“Mae’r wlad hon yn eiddo i ti a mi.”

Mae’n wlad i mi ac mae’n wlad i tithau,
O gopa’r Wyddfa i lawr i’w thraethau,
O’r De i’r Gogledd, o Fôn i Fynwy,
Mae’r wlad hon yn eiddo i ti a mi.

Mae tywod euraidd ar draeth Llangrannog
A’r môr yn wyrddlas ym mae Llanbedrog:
O dan yr eigion mae clychau’n canu,
“Mae’r wlad hon yn eiddo i ti a mi.”

Mae’n wlad i mi ac mae’n wlad i tithau,
O gopa’r Wyddfa i lawr i’w thraethau,
O’r De i’r Gogledd, o Fôn i Fynwy,
Mae’r wlad hon yn eiddo i ti a mi.

inviata da DonQuijote82 - 1/9/2011 - 16:06




Lingua: Inglese

Traduzione inglese di una parte della versione gallese:
Partial English translation of Dafydd Iwan's Welsh version:
In wandering along lonely pathways
On the vast moorland of the old Arennig*,
I would hear the breeze whisper softly:
‘This land belongs to you and me.’

This land is my land, this land is your land,
From Snowdon’s summit down to its beaches,
From south to north Wales, from Anglesey to Monmouth,
This land belongs to you and me.

*[mountain, near Bala]

inviata da DonQuijote82 - 1/9/2011 - 16:07




Lingue: Inglese, Italiano (Lombardo Laghèe)

La versione in Lombardo "Laghèe" di Davide Van De Sfroos al Premio Tenco 2012



Qualora ci fosse qualche lombardo che volesse correggere la grafia e completare le parti mancanti è il benvenuto
E questa tera l'è la tua tera
da California fino giù al mar
da la furesta fino a New York
l'è la tera per me e per te

Quand che ho viaggià su questa strada
sut a la nocc tuta stellata
suvra la val tuta indorada
ho pensà quest ch'è'l per me e per te

E ho caminà, ho girovagà
ma in su i mei pass son po turnà
spiaggia d'argent e de diamant
una vuc m'al dis che chest l'è il nostro ...

E ho truvà mur che me fermava
tutt i cartei de proprietà privada
ma questa sera costruì na gott
l'è la tera per me e per te

Nel sul brusa senza direzion
tra i camp de grano e il pulveron
una vus cantava questa canzon
diseva questa tera è creata anche per non

Ma ho vedut me gent tutt in una stanza
giù inb negli uffizi de l'Assistenza
erano cuscià come ribatin
chissà se quest l'è il nostro sit
... la fam ... la miseria
chissà se questa tera l'e per me

This land is your land This land is my land
da California fino a New York
da la furesta fino giù al mar
This land was made for you and me.

inviata da DonQuijote82 - 21/11/2012 - 19:48




Lingua: Finlandese

Finlandizzazione di Juha Rämö
Finlandization by Juha Rämö
Suomettanut Juha Rämö
TÄMÄ MAA ON MEIDÄN

Tää maa on sun maa, tää maa on mun maa
Lapin perukoilta Hankoniemeen asti.
Vaaran rintehiltä lakeuden rantaan
tämä maa on tehty meille vaan.

Tätä maata kuljen, saloja ja soita,
metsätaipaleita, hallaraivioita
sinitaivas ylläin kulkuani ohjaa.
Tämä maa on tehty meille vaan.

Kun taival jatkuu soraharjanteita,
rantahietikoita, naavakuusikoita
niin kaikkialta sen laulun kuulen:
tämä maa on tehty meille vaan.

Aamun autereessa viljapellon ylle
usvapilvi nousee maalle seesteiselle
ja järven aallot tutun laulun toistaa:
tämä maa on tehty meille vaan.

Vapaana kuljen vapaassa maassa,
ei vapauttamme voi meiltä ottaa,
ei kieltotaulut voi sitä muuttaa:
tämä maa on tehty meille vaan.

Jos varjon maassa tää kansa kulkee,
jos nälkä, puute sen syliin sulkee,
niin silloinkin voi sen laulun kuulla:
tämä maa on tehty meille vaan.

Vapauden tietä siis kulkekaamme,
oikeutta kansan puolustakaamme.
Sen merkki aina olkoon tää laulu:
tämä maa on tehty meille vaan.

inviata da Juha Rämö - 16/4/2015 - 13:47




Lingua: Esperanto

Traduzione in Esperanto di: La Pupo

Vortoj: Woody Guthrie
Tradukado Esperante per: La Pupo

Words: Woody Guthrie
Transalted into Esperanto by: La Pupo
ĈI TIU LANDO FARITA ESTIS POR VI KAJ MI:

Ĉi tiu terpeco estas via lando
Ĉi tiu terpeco estas mia lando
El Kalifornio al la Novjorko insulo;
El la ruĝaj arbaroj al la akvoj de la golfo
Ĉi tiu lando farita estis por vi kaj mi.

Kiam mi piediris tra la rubanda strato,
Mi vidis supre senfinajn ĉielojn:
Mi vidis sub min l' ora valo;
Ĉi tiu lando farita estis por vi kaj mi.

Mi vagis kaj vagis kaj mi sekvis miajn spurojn
Al la scintilantaj sabloj de diamantajn dezertojn;
Kaj ĉiuĉirkaŭ min iu voĉo sonis:
Ĉi tiu lando farita estis por vi kaj mi.

Kiam brilanta suno aperis, kaj mi promenis,
Kaj skuas tritikojn kampojn kaj nuboj de polvoj leviĝis
Kiam la nebulo estis levante, iu skandanta voĉo diris:
Ĉi tiu lando farita estis por vi kaj mi.

Dum mi iris marŝante tie signon mi vidis
Kaj sur signon ĝi diris "Neniu Trudas."
Sed aliflanke ne diri ion,
Ĉi tiun flankon farita estis por vi kaj mi.

En l' ombro de la spajro mi vidis mian popolon,
Proksime helpoficejo mian popolon mi vidis;
Dum ili staris tie malsata, mi staris tie petante
Ĉu tiu lando farita estis por vi kaj mi?

Neniu vivanta povos haltigi min,
Dum mi iros promeni la granda libereca strato;
Neniu vivanta povos iam faru min returni
Ĉi tiu lando farita estis por vi kaj mi.

inviata da La Pupo - 12/10/2014 - 11:07




Lingua: Esperanto

Traduzione in Esperanto: Duo Espera
La versione di Duo Espera.

Tradukis esperante: Duo Espera
La Duo Espera versio.
JEN VIA MONDO:

Jen via mondo, jen nia mondo,
Kun neĝa monto kaj mara ondo,
De la tropikoj ĝis la polusoj.
Jen vasta mond' por ĉiuj ni.

Kiam mi iris sur voj' sen celo,
Jen supre brilis blua ĉielo,
Kaj l' oregalo sxajnis grena valo:
Jen vasta mond' por ĉiuj ni.

Jen via mondo, jen nia mondo,
Kun neĝa monto kaj mara ondo,
De la tropikoj ĝis la polusoj.
Jen vasta mond' por ĉiuj ni.

Vagante, spurojn mi sekvis lerta,
Kaj min turmentis soif' dezerta,
Dum mi sopiris, iu voĉo diris:
Jen vasta mond' por ĉiuj ni.

Jen via mondo, jen nia mondo,
Kun neĝa monto kaj mara ondo,
De la tropikoj ĝis la polusoj.
Jen vasta mond' por ĉiuj ni.

Mi la okulojn ŝirmis per mano,
Kaj mi vidis ondojn de l' oceano,
La suno dronis kaj iu voĉo sonis:
Jen vasta mond' por ĉiuj ni.

Jen via mondo, jen nia mondo,
Kun neĝa monto kaj mara ondo,
De la tropikoj ĝis la polusoj.
Jen vasta mond' por ĉiuj ni.

Jen vasta mond' por vi,
Jen vasta mond' por mi,
Jen vasta mondo por ĉiuj ni.

inviata da La Pupo - 12/10/2014 - 11:29




Lingua: Italiano

Versione dei Krasì
da Terra [2016]
Terra

TERRA

Sta terra è tua, sta terra è miaa
Da lu Salentu alla Lombardia
da Lampedusa alla Val di Susa
questa è la terra per me e per te

Sta terra è tua, sta terra è miaa
Da lu Salentu alla Lombardia
da Lampedusa alla Val di Susa
questa è la terra
questa è la terra
questa è la terra
per me e per te

inviata da dq82 - 3/2/2016 - 10:00


SPARTITO - SONG SCORE

A questo indirizzo lo spartito.
Go to song's score.

musc

matteo88 - 24/2/2009 - 12:02


Il 3 maggio 2009 Pete Seeger ha festeggiato i suoi 90 anni con un concerto al Madison Square Garden di New York a cui hanno partecipato moltissimi artisti. Questo è il discorso che Bruce Springsteen ha tenuto in questa occasione, tratto da Democracy Now:



Mentre io e Pete viaggiavamo verso Washington per la cerimonia di insediamento del presidente Obama, mi ha raccontato l'intera storia di "We Shall Overcome", di come si sia trasformata in una canzone del movimento operaio e poi, grazie all'estro di Pete, sia stata adottata dal movimento per i diritti civili.

E quel giorno, mentre cantavamo "This Land Is Your Land" ho guardato Pete. Il primo presidente nero degli Stati Uniti era seduto alla sua destra. E ho pensato al viaggio incredibile che aveva fatto Pete. Sapete, la mia stessa esperienza, l'essere cresciuto negli anni '60 in una città segnata dalle rivolte razziali, rendeva quel momento qualcosa di difficile da credere. E Pete aveva alle spalle trenta anni più di me di lotte e di vero attivismo. Era così felice quel giorno. Era un po' come dirgli "Pete, sei vissuto più di quei bastardi. Li hai seppelliti." È stato così bello. Così bello.

Alle prove il giorno prima, faceva un freddo cane. Erano tipo 10 gradi sottozero. E Pete stava là con addosso la sua camicia di flanella. Gli ho detto: "Ehi, faresti bene a metterti addosso qualcosa oltre alla camicia!", e mi fa "Sì ho la calzamaglia e la maglietta sotto questa roba".
Poi gli ho chiesto: "Come vuoi affrontare 'This Land Is Your Land'?" visto che sarebbe stata quasi alla fine dello spettacolo. E tutto quello che ha detto è stato: "Beh, so che voglio cantare tutte le strofe, tutte quelle che scrisse Woody, soprattutto le due che furono tolte, quelle sulla proprietà privata e sull'ufficio sussidi". E ho pensato, certo, è normale. Questo è quello che Pete ha fatto per tutta la vita: canta sempre tutte le strofe ogni volta, soprattutto quelle che ci piacerebbe lasciare da parte, quegli episodi della storia del nostro popolo che ci farebbe comodo ignorare.

Ad un certo punto, Pete Seeger ha deciso che sarebbe stato una memoria vivente e cantante di tutta la storia americana. Sarebbe stato l'archivio vivente della musica e della coscienza americana, una dimostrazione del potere della canzone e della cultura di guidare la storia, di spingere gli eventi americani verso fini più umani e giusti. Ha deciso che avrebbe avuto il coraggio e l'audacia di essere la voce della gente.

Ora nonostante l'aspetto da nonno benevolo di Pete, sapete, lui è una creatura di un ottimismo testardo, ribelle e cattivo. Porta dentro di sé una durezza d'acciaio che smentisce questa facciata da nonno buono, e che non lo fa indietreggiare di un passo dai principi in cui crede.

A novant'anni, rimane un pugnale piantato nel cuore delle illusioni che il nostro paese ha di sé stesso. Pete Seeger canta ancora tutte le strofe ogni volta, e ci ricorda i nostri immensi fallimenti, oltre a puntare una luce verso i nostri migliori angeli all'orizzonte, dove il paese che abbiamo immaginato e tenuto caro, speriamo, ci aspetta. E oltretutto non fa pesare questo suo ruolo per niente. Questo ruolo è diventato per lui qualcosa di naturale e disinvolto. E' una persona divertente e molto eccentrica.

La canzone che... - ora faccio uscire Tommy - e la canzone che Tom Morello ed io stiamo per cantare l'ho scritta a metà degli anni '90 ed è nata come una sorta di conversazione con me stesso. E' stato un modo di ritrovare le mie radici. E l'ultima strofa della canzone è il bellissimo discorso che Tom Joad sussurra alla madre alla fine di Furore (The Grapes of Wrath). Dice "dovunque un poliziotto picchia una persona, dovunque un bambino nasce gridando per la fame dovunque c'è una lotta contro il sangue e l'odio nell'aria cercami, mamma, e io ci sarò.". Ebbene, Pete c'è sempre stato. Sempre.

Traduzione di Lorenzo Masetti
As Pete and I traveled to Washington for President Obama’s inaugural celebration, he told me the — he told me the entire story of "We Shall Overcome," how it moved from a labor movement song and, with Pete’s inspiration, had been adopted by the civil rights movement.

And that day, as we sang “This Land Is Your Land,” I looked at Pete. The first black president of the United States was seated to his right. And I thought of — I thought of the incredible journey that Pete had taken. You know, my own growing up in the ’60s, a town scarred by race rioting, made that moment nearly unbelievable. And Pete had thirty extra years of struggle and real activism on his belt. He was so happy that day. It was like, Pete, you outlasted the bastards, man. You just outlasted them. It was so nice. It was so nice.

At rehearsals the day before, it was freezing. It was like fifteen degrees. And Pete was there, he had his flannel shirt on. I said, “Man, you better wear something besides that flannel shirt!” He says, “Yeah, I’ve got my long johns on under this thing.” I said — and I asked him, I said, “How do you want to approach ‘This Land Is Your Land’?” as it’d be near the end of the show. And all he said was, “Well, I know I want to sing all the verses. You know, I want to sing all the ones that Woody wrote, especially the two that get left out, you know, about private property and the relief office.” And I thought, of course, you know, that’s what Pete’s done his whole life: he sings all the verses all the time, especially the ones that we’d like to leave out of our history as a people, you know?

At some point — at some point, Pete Seeger decided he’d be a walking, singing reminder of all of America’s history. He’d be living archive of America’s music and conscience, a testament of the power of song and culture to nudge history along, to push American events towards more humane and justified ends. He would have the audacity and the courage to sing in the voice of the people.

Now, despite Pete’s somewhat benign grandfatherly appearance, you know, he is a creature of a stubborn, defiant and nasty optimism. He carries — inside him, he carries a steely toughness that belies that grandfatherly facade, and it won’t let him take a step back from the things he believes in.

At ninety, he remains a stealth dagger through the heart of our country’s illusions about itself. Pete Seeger still sings all the verses all the time, and he reminds us of our immense failures, as well as shining a light towards our better angels in the horizon, where the country we’ve imagined and hold dear, we hope, awaits us. And on top of it, he never wears it on his sleeve. He’s become comfortable and casual in this immense role. He’s funny and very eccentric.

The song that — I’m going to bring Tommy out. And the song Tommy Morello and I are about to sing, I wrote it in the mid-’90s, and it started as a conversation I was having with myself. It was an attempt to regain my own moorings. And its last verse is the beautiful speech that Tom Joad whispers to his mother at the end of The Grapes of Wrath. It says, “Wherever there’s a cop beating a guy, wherever a hungry newborn baby cries, wherever there’s a fight against the blood and the hatred in the air, look for me, Mom. I’ll be there.” Well, Pete has always been there.

1/9/2011 - 20:20




Lingua: Inglese

Springsteen's Verses

During The River Tour and the Born In The U.S.A. Tour, Bruce Springsteen usually used the chorus and three verses (verse 1, verse 2, and verse 3 below), and occasionally he added one of three more verses. The chorus and the six verses are:

The chorus, verse 1, verse 2, and verse 3 are from the original Woodie Guthrie version. Verse 4 is written by Springsteen. He used it eight times in Europe in May 1981. Starting from the second performance (28 Apr 1981 in Paris), he modified that verse to include a reference to the Brixton riot that took place on 11 Apr 1981. Verse 5 has some similarities to a verse that Guthrie occasionally used: "Nobody living can ever stop me / As I go walking that freedom highway / Nobody living can ever make me turn back / This land was made for you and me". It seems that Springsteen intended to sing that verse but he forgot the lyrics, so he made them up on the spot (see the live 14 Sep 1981 version). Verse 6 is a verse that Guthrie occasionally used.

When Springsteen performed THIS LAND IS YOUR LAND with Pete Seeger and Tao Rodríguez-Seeger during the Barack Obama inaugural celebration concert "We Are One" on 18 Jan 2009, two verses were performed for the first time by Springsteen. These two verses were also performed on 03 May 2009 during The Clearwater Concert. One of these two verses was also performed on 15 Mar 2012 during the South By Southwest music festival and on 18 Oct 2012 during the Barack Obama election rally in Parma, OH.

springsteenlyrics.com
Springsteen's Verses
During The River Tour and the Born In The U.S.A. Tour, Bruce Springsteen usually used the chorus and three verses (verse 1, verse 2, and verse 3 below), and occasionally he added one of three more verses. The chorus and the six verses are:

Chorus: Well this land is your land, this land is my land
From California to the New York Island
From the Redwood Forest to the Gulf Stream waters
Well this land was made for you and me
(example taken from the live 28 Dec 1980 version)

Verse 1: Well once I rode that ribbon highway
I saw above me an endless sky
I saw below me a golden valley
Oh this land was made for you and me
(example taken from the live 19 Apr 1981 version)

Verse 2: I roamed and I rambled and I followed my footsteps
Through the sparkling sands of her diamond deserts
And all around me a voice was crying
It said this land was made for you and me
(example taken from the live 28 Apr 1981 version)

Verse 3: Well the sun came shining as I went strolling
Through the wheat fields waving and the dust clouds rolling
And the bells were ringing and the fog was lifting
And I seen this land was made for you and me
(example taken from the live 13 May 1981 version)

Verse 4: Now they're dying on the streets of New York and in Liberty City
Down in Harlem County and on the streets of Brixton
People watching, people worry
If this land was made for you and me
(example taken from the live 26 May 1981 version)

Verse 5: And though they may try, they'll never stop me
And though they may try, they'll never own me
'Cause I am wandering, and I know
That this land was made for you and me
(example taken from the live 14 Sep 1981 version)

Verse 6: One Sunday morning in the shadow of the steeple
By the Relief Office I saw the people
And they were hungry and they were wondering
If this land was made for you and me
(example taken from the live 04 Sep 1985 version)

Verse 7: I climbed a wall there that tried to stop me
A painted sign there said "private property"
But on the other side it didn't say nothing
That side was made for you and me
(example taken from the live 18 Jan 2009 version)

Verse 8: Nobody living can ever stop me
As I go walking my freedom highway
Nobody living can make me turn back
This land was made for you and me
(example taken from the live 18 Jan 2009 version)

inviata da dq82 - 25/4/2016 - 14:27


Ragazzi, se posso, vorrei inserire, anche come commento se lo riterrete opportuno, questa mia considerazione sulla canzone.
Grazie in ogni caso.


Scritta nel 1940 in risposta all'ottimismo borghese di God Bless America di Irving Berlin, This Land Is Your Land si è fatta progressivamente strada nei cuori della working class americana, trasformandosi da inno patriottico studiato a scuola in masterpiece delle battaglie sociali e dei diritti civili. Ha infervorato la gioventù di Bob Dylan, trascinandolo verso la professione della musica (ascoltate la sua versione live del 1961 contenuta in No Direction Home: The Soundtrack, The Bootleg Series Vol.7, incredibilmente lenta e sofferta, ogni nota è un graffio, ogni accordo un pugno…); ha scolpito la maturità di Bruce Springsteen (cominciò a cantarla per protesta a 30 anni, all’epoca della campagna elettorale di Reegan per la presidenza USA, si trova incisa in Live/1975-85); ha conosciuto nuova vita verso la fine degli anni Ottanta per via della riscoperta della musica di Guthrie e Leadbelly da parte dello star system dell’epoca (procuratevi Folkways: A Vision Shared, con interpretazioni che vanno da Willie Nelson agli U2); ha raggiunto l’apice di notorietà grazie all'esecuzione di Pete Seeger, Springsteen e Tao Rodríguez durante la cerimonia di inaugurazione del mandato di Obama a Washingston nel gennaio 2009: una prova corale e festosa che traduce in emozioni la lotta per un ideale e rinnova il sospetto che forse la musica un po’ il mondo lo può davvero cambiare. This Land Is Your Land ha percorso le generazioni come un fiume carsico, forte di un messaggio da condividere. Il testo gioca su una contrapposizione di immagini. Nelle prime strofe si parla della bellezza dei luoghi commentati col verso

Questa terra è stata fatta per te e per me.

Improvvisamente il testo vira in negativo e si passa alla descrizione di alcune ingiustizie che sporcano l’incanto dei paesaggi:

Stavo camminando, quando ho visto un cartello
E sul cartello c’era scritto “Vietato entrare”,
ma dall'altra parte non c’era scritto niente
Quella parte è fatta per te e per me.

All'ombra di un campanile ho visto la mia gente
all'ufficio dell’assistenza sociale,
mentre loro stavano lì affamati, io ero lì che mi chiedevo
“È davvero questa la terra che è stata creata per te e per me?”

Tutto questo è molto simile a quanto si sperimenta nelle aziende: privilegi e crisi finanziarie mettono a dura prova la sensibilità di chi si sente attaccato alla maglia. Arriva un capo nuovo, si diversifica il mercato, si cambia strategia: si chiede fermezza, ma si pretende flessibilità. Si prova la sensazione che ci venga tolto quello che sentiamo nostro e un po’ è davvero così perché in fondo abbiamo contribuito a crearlo. A volte si tratta solo di un lungo temporale, altre volte di qualcosa di definitivo. A questa seconda ipotesi non c’è un vero rimedio, ma esiste una modalità di prevenzione: trovare soddisfazione non tanto nel risultato (che è qualcosa di cui comunque, esattamente come di un prodotto artistico, godranno altri) quanto nell'idea, nell'iniziativa, nell'operosità dell’azione e allora

Nessun essere vivente potrà mai fermarmi
mentre sto camminando su questa strada di libertà,
nessun essere vivente potrà mai farmi tornare indietro:
questa terra è stata creata per te e per me.

E così il nostro spazio, la nostra cifra, la nostra unicità saranno preservati.

Alessandro Carènzan - 9/7/2014 - 12:34


La Pupo - 12/10/2014 - 12:52


Tio estas la versio de "Jen nia Mondo" per la kantisto JoMo.
Questa è una versione de "Jen nia Mondo" cantata da JoMo.
This version of "Jen nia Mondo" is sung by JoMo.

Link Video Rallytube

Il cantante francese JoMo (J. M. Leclerq), che detiene il record del concerto con canzoni nel maggior numero di lingue, qui canta in Esperanto "Jen nia Mondo" in occasione della Giornata Europea delle Lingue svoltasi a Chiavari il 26 settembre 2009.

La Pupo - 13/10/2014 - 13:22


segnalo per la serie: "Questa terra è la nostra Terra" (dove si esprime il senso di appartenenza, NON di proprietà, chiaro)
ciao
GS

http://www.nodalmolin.it/A31-autostrada-discarica-o#.VqngcYthgWI

Gianni Sartori - 28/1/2016 - 10:35


La versione di Sharon Jones, con i suoi The Dap-Kings, un brano incluso nell'album "Naturally" del 2005



Naturally

Sharon Jones, "Lady Soul", 4 maggio 1956 - 18 novembre 2016.

Sharon Jones & The Dap-Kings

Bernart Bartleby - 27/11/2016 - 12:25


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