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La bomba

Nomadi
Lingua: Italiano

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[1985]
(Rossi)
Da "Ci penserà poi il computer"
cip

"È il disco più bello degli anni '80. Tutte canzoni di un certo spessore, con una sola pecca a mio parere: oltre la solita qualità di registrazione non certo perfetta (ma con quella i Nomadi non potevano farci nulla), la mancanza quasi totale di una buona chitarra e la troppa presenza di tastiere, a volte "soffocante".
Sul contenuto nulla da dire, è il disco della mitica "Il pilota di Hiroshima", che scava nella coscienza di coloro che commisero quell'atroce e insensato gesto, e della bellissima "Lontano".
Altre canzoni molto belle sono: "Bianchi e neri", una bellissima e intensa favola del grande Cortesi sul razzismo in una chiave molto molto originale, e le sottovalutate, a mio parere, "Edith" e "Tra loro", che sempre secondo il mio modestissimo parere non stonerebbero affatto riproposte oggi dal vivo, anzi...
Una musica e un arrangiamento particolare fanno di "Agguanta il leone" una canzone molto interessante, una di quelle canzoni che spiccano dalla discografia dei Nomadi come vere sorprese.
"Sempre di corsa" ha un testo molto bello, e anche questa canzone andrebbe rivalutata.
"La bomba", "La deriva" e "Nuvole basse" sono degli ottimi pezzi che completano un album davvero bello e interessante.
Degna di nota anche la copertina, disegnata da Augusto, con un fumetto che ritrae tutti i componenti del gruppo in un fiume con l'acqua alla gola, e con Augusto che esclama sarcastico il titolo dell'album "Ci penserà poi il computer", il tutto in puro stile western."
(da Solonomadi)

Nel 2015 viene pubblicato "il sogno di 2 sedicenni è diventato realtà". Alcuni brani dei vecchi Nomadi, in particolare quelli dei dischi Ci penserà poi il computer e Quando viene sera, dell'epoca in cui i Nomadi erano senza produzione, e che quindi da un lato erano deboli musicalmente, dall'altro Beppe ne possiede personalmente i master originali sono stati rimusicati dall'attuale band, con la voce di Augusto, rivalutando dei brani che forse erano risultati a suo tempo un po' deboli.
Nel cielo suona una tromba
o forse invece è una bomba
o forse è solo un temporale
che mi sorprende per le scale
ma cosa dico non ci sento
ora sta cambiando il vento.

Ascolto l'eco dei tuoni
e inseguo ancora i miei sogni
sogni rosa di un bambino
che guarda il mondo da vicino
e che non crede a chi dirà
che astenersi è santità.

Ecco che il vento è cambiato
e un altro tempo ha portato
il tempo della primavera
di un giorno in cui non è mai sera
ma questo giorno non mi dà
che un cielo grigio di realtà

E intanto gocciola il tempo
e sembra privo di senso
ma giù dal cielo una bomba cadrà
sulla terra evaporerà
il riso dei bimbi, il verde dei prati
i sogni d'amore mai giocati.

Ancora il vento è cambiato
e un gran silenzio ha lasciato
con giochi vuoti di parole
sciolte come nebbia al sole
in fondo a tutto resta già
un fatto che è violenza in verità.

Lo so non basta cantare
però io questo so fare
sentirsi un po' più innocente
rispetto al silenzio di tanta gente
portar sorriso quando si muore
quando sulla testa scoppierà un sole.

inviata da Riccardo Venturi


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