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Terra in bocca

I Giganti


Lingua: Italiano


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(I Giganti)


[1971]
Testi di Piero De Rossi
Lyrics by Piero De Rossi
Musiche di Mino Di Martino
Music by Mino Di Martino
Arrangiamenti di Vince Tempera
Arrangements by Vince Tempera

trimboccaTerra in bocca (sottotitolo: "Poesia di un delitto") è un album del gruppo italiano I Giganti pubblicato nel 1971.

Il lavoro è di fatto un atto di coraggio, una forte accusa alla mafia per la guerra dell'acqua nella Sicilia riarsa. La storia di due giovani innamorati si intreccia alla storia del paese ed è vivamente descritta nei testi di Piero De Rossi ancora molto attuali.
Le musiche sono quasi tutte opere di Mino De Martino, ma furono depositate alla Siae da Vince Tempera, che curò gli arrangiamenti del disco.
Il disco fu registrato negli studi "Play-co" di Milano, ed all'incisione collaborarono anche il chitarrista dei Latte e Miele, Marcello Dellacasa, oltre che Ellade Bandini ed Ares Tavolazzi, componenti con Tempera dei The Pleasure Machine.
L'album fu trasmesso solo una volta alla radio, poi nessuno ne seppe più nulla e fu la fine dei Giganti.

Riecheggia in Terra in bocca lo stile di 6 anni prima, con qualche interessante accenno di jazz e lo strepitare delle chitarre elettriche. I brani sono 12, tutti legati tra loro, senza pausa.

Una particolarità: la prima ristampa in CD realizzata dalla "Vinyl Magic" venne pubblicata nel 1989 ed è diversa dal disco originale (contenendo probabilmente una registrazione demo): la lunghezza complessiva di questa versione è di 44'11", e rispetto alla versione uscita a suo tempo il suono è molto meno ricco ed orchestrato, più acustico, ma in alcuni punti più intenso; inoltre mancano alcuni recitativi. La seconda edizione del 1993 sempre della Vinyl Magic (apparentemente identica alla prima nella copertina ma con un diverso disegno dell'etichetta), ha la lunghezza di 46'44" ed è invece identica a quella del disco in vinile. Infine nel 2000 il disco è stato ristampato dalla Akarma.

it.wikipedia
(Alessandro)


“Terra in bocca” è un ambizioso album concept - un misto di progressivo e pop melodico italiano - che parla di mafia, con testi ottimi e a dir poco coraggiosi, nonché arrangiamenti musicali complessi i quali, talvolta, non si abbinano alla perfezione alle parole. Non vi sono pause fra i brani, secondo la migliore tradizione concept: l’album consiste in due sole parti (lati “A” e “B” dell’LP originale).
Proprio per il suo contenuto polemico, l’album fu bandito dalle radio italiane. Non è certo facile spiegare a chi non è italiano i motivi per cui questo album fu boicottato e censurato in patria. I testi di “Terra in bocca” parlano di un omicidio commesso in Sicilia nel 1936 - tema nel quale si intreccia una storia d’amore. Testi indubbiamente piacevoli e ispirati, tuttavia la Mafia (e intendo quella di casa nostra, in particolare quella della Sicilia – ahimé, mia terra d’origine da parte paterna) era – ed è tuttora – un argomento “delicato” da affrontare.
“Nel 1960 il governo italiano non solo non si interessava del fenomeno della mafia, ma esplicitamente lo negava… La mafia era – ed è tuttora – un sistema che in Sicilia (e, più in generale, nel Sud) controlla e muove gli interessi economici e di potere di una classe che possiamo grosso modo definire “borghese”. Essa non sorge e si sviluppa nel vuoto dello Stato (cioè quando lo Stato , con le sue leggi e le sue funzioni, manca) ma dentro lo Stato. La mafia, insomma, altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta.” Leonardo Sciascia scrisse queste parole nel 1972 quale introduzione ad una ristampa del suo romanzo “Il giorno della civetta”. Dopotutto la lettura di romanzi può essere più piacevole e istruttiva della lettura di saggi “seri” sulla mafia. Così, se proprio volete cogliere l’atmosfera di questo album, vi suggerisco di leggere alcuni romanzi come “Il giorno della civetta” e “A ciascuno il suo” di Leonardo Sciascia.

Many prog fans from outside Italy probably only know "I Giganti" for their much sought-after album entitled “Terra in bocca”. Yet, this band from Milan formed in 1964 and was one of the most successful beat groups in Italy during the Sixties, having recorded two albums and around fifteen singles before splitting in 1972. They even played with the Beatles during one of the concerts held by the Fab Four in Italy. All the members were also good singers and the nice contrast between their different voices (including the characteristic bass tone of drummer Enrico Maria Papes) was one of the most impressive elements in their 60's production.
"Terra in bocca" is a very ambitious concept album - a combination of prog music and Italian melodic pop - about mafia, with strong and brave lyrics and complex music arrangements which, however, are sometimes not perfectly matched with the lyrics. Each track of the album is seamlessly linked to the following one, to form two side-long suites.
For its contents, the album was banned by the Italian radio network. It’s no easy task at all trying to explain to people living outside Italy the reasons why this good album was banned and censured by the media. The lyrics of “Terra in bocca” are about a murder committed in a small village of Sicily, Italy, in 1936. Pretty nice and inspired lyrics indeed, yet the Mafia (I mean the real Mafia as we mean it in Italy, especially in Sicily - alas, my father’s homeland) was (and still is, though to a lesser extent) a “troublesome” subject to deal with.
“In 1960, the Italian government did not only cope with the Mafia-related problems: they did deny that such problems existed. The Mafia was - and still is, more than ever before - a system that controls any economic and political activity in Sicily (and in Southern Italy in general). A system whose interests and goals are shared by a social class that could be approximately termed “upper class”. A system that does not grow and develop outside the Government (due to the latter being too weak or unable to fight criminals): the Mafia flourishes within the Government itself. In other words, a criminal organization that can be termed a “scrounging upper class” that exploits and impoverishes both the land and the honest people.” Sicilian writer and novelist Leonardo Sciascia wrote this article in 1972 as an explanatory foreword to his famous novel “Il giorno della civetta” (“The day of the owl”). All in all, reading a novel about Mafia can be much more rewarding and educative than reading any essay on this subject. Therefore, if you really wish to understand the meaning of “Terra in bocca”, I recommend that you read such novels as “Il giorno della civetta” and “A ciascuno il suo” (both of them written by Leonardo Sciascia).
After this lengthy commentary, I wish most of all to recommend that you listen to “Terra in bocca”.


(dal blog / from the weblog Yesterdays And Todays)


I testi del concept album sono riprodotti da questa pagina in unica soluzione:

Parti 1 e 2, divise nei movimenti seguenti:

Largo iniziale
Molto largo
Avanti
Avanti tutto - Brutto momento - Plim plim
Plim plim al parossismo - Delicato andante
Rumori - Fine incombente
Fine lontana - Allegro per niente
Tanto va la gatta al lardo - Su e giù
Larghissimo - Dentro tutto
Alba di note - Rimbalzello triste
Rimbalzello compiacente - Ossessivo ma non troppo
Fine
LATO A / SIDE ONE

Largo iniziale – molto largo – avanti

Lungo e disteso t’hanno trovato
Con quattro colpi piantati nel petto
A tradimento t’hanno sparato
Senza neanche darti il sospetto

Ora tu giaci senza le scarpe
Dentro a un cespuglio di biancospino
Mentre sul mare vanno le barche
Che ti ricordano fin da bambino

Qualcuno corre già nella via
Mentre passando la polizia
Porta il tuo corpo ormai senza vita
Alla tua casa ancora assopita

“Quel giorno il paese si svegliava come sempre, come tutti i giorni, al rintocco del mattutino, con le prime
donne sedute sui gradini delle loro case, con le reti stese ad asciugare, con il primo odore di pane, con le voci
dei contadini nei campi, e il mare in lontananza, che ascolta, e racconta”

Son solo cento case, tutto il paese,
una gran chiesa con il campanile,
un bar-tabacchi senza pretese,
tutto raccolto sembra un cortile

Quattro strade strette strette
Che portano in piazza
Una donna, due donne,
Un vecchio, un bambino
Con le brocche sulla testa
Una lunga processione
Scende al centro del paese
Per comprare solo acqua

In questo maledetto paese
Son vent’anni che il Comune
Ha promesso un acquedotto
Ma promesso solamente
Il raccolto sta morendo
Qui da noi non piove mai
Siamo stanchi di aspettare
L’acqua non arriva mai...
L’acqua non arriva mai...
L’acqua non arriva mai...

C’è solo un carrettiere
Che ad ogni ora passa con l’acqua, quella da bere
La vende a 10 lire al bicchiere
Chi non ha soldi non la può bere

I patriarchi di due famiglie
Come se fossero due nazioni
Scendono in campo in mille battaglie
Sono nemici da generazioni

Lunedì....Sparatoria nel mercato del pesce
Martedì...Col tritolo fan saltare una casa
Mercoledì...In campagna hanno ucciso un pastore
Giovedì...Han gettato l’autobotte dal molo
Venerdì...Han trovato una cisterna inquinata
Poi di sabato...Tutto il paese è rimasto senz’acqua
Ma di domenica, ma di domenica
Tutti alla piazza, a festeggiare il santo del giorno
Tutti salutano, tutto è normale

“Don Vincenzo carissimo, salutammo a vossia
Baciamo le mani don Gaetano, ossequi alla signora”

Nel paese un’esplosione violenta......Fa crollare come in guerra una casa
Martedì ......arrivano i carabinieri......Per fare un verbale

Ma di domenica, ma di domenica
Tutti alla piazza, a festeggiare il santo del giorno
Tutti salutano, tutto è normale

Non è successo niente di normale

Avanti tutto – brutto momento – plim plim

“I was in Sicily in 1936
Sun and sea like in California, wonderful!
No one washes teeth,
Just someone drink milk: terrible!”

Poi nel paese bianco di sole
Scorre in silenzio il tuo funerale
Piange la gente, sboccian le viole
E una ragazza si sente male

Tu, pieno di sole
Lei, bianca di sale
Un tramonto che moriva in mare
Così è nato il vostro amore
Tu che di domenica cercavi il suo sguardo
Tra la gente nella chiesa
Lei che sorrideva di nascosto
Timorosa del rimprovero di Dio

Vi parlate già da un anno
Son contenti i genitori
Poi le nozze si faranno
Io, io ero stato scelto
Per essere compare

Tu, pieno di sole
Lei, bianca di sale
Un tramonto che moriva in mare
Così è nato il vostro amore
Tu che di domenica cercavi il suo sguardo
Tra la gente nella chiesa
Lei che sorrideva di nascosto
Timorosa del rimprovero di Dio

Vi parlate già da un anno
Son contenti i genitori
Poi le nozze si faranno
Io, io ero stato scelto
Per essere compare

Tu, pieno di sole
Lei, bianca di sale

“Io, ho il sole nel cuore e tu mi illumini”

Plim plim al parossismo – delicato andante

Si scompone in mille suoni
Un lamento di campane
Lenta e funebre magia
Che in paese più nessuno fa dormire
Se parlavo di tuo padre
E del dramma di un paese
Dove regna l’omertà
Ti chiudevi nel silenzio e non parlavi quasi mai

Sì, nello sguardo innocente, c’era solo ingenuità
Tu pieno di sole, lei bianca di sale
Queste immagini sono per me ricordi
Di un amore semplice, di un amore facile
Del tuo amore disperato che non vuol morire
Testardo come un asino, violento come un temporale
Fragile come un bambino che ha paura

La miseria porta in grembo
La violenza come un figlio
Che per crescere dovrà
Divorare tutto il bene, solo il male lascerà

Il tuo mondo si è fermato
Niente conta ormai per te
Brucia la tua gioventù
E nessun avvenimento vale più
Di ogni appuntamento
Che tu davi a lei

Sì, nello sguardo innocente, c’era solo ingenuità
Tu pieno di sole, lei bianca di sale
Queste immagini sono per me ricordi
Di un amore semplice, di un amore facile
Del tuo amore disperato che non vuol morire
Testardo come un asino, violento come un temporale
Fragile come un bambino che ha paura

Tu che di domenica cercavi il suo sguardo
Tra la gente nella chiesa
Lei che sorrideva di nascosto
Timorosa del rimprovero di Dio

Tu pieno di sole, lei bianca di sale
Queste immagini sono per me ricordi
Di un amore semplice, di un amore facile
Del tuo amore disperato che non vuol morire
Del tuo amore calpestato
Del tuo amore calpestato, ferito e ucciso

Rumori – fine incombente

*

LATO B / SIDE TWO

Fine lontana – allegro per niente

No, non era più un mistero,
lo sapevano in paese, lo sapeva il mondo intero
le mie mani ho rovinato lavorando sotto il sole
che bruciava le colline
ogni zolla ho frantumato
ogni angolo di terra fino in fondo al mio podere
queste mani hanno scavato
ma l’acqua no, no, no, non l’ho trovata mai

Qualcuno poi m’ha consigliato
Di pensare ai fatti miei
Eran questioni personali
Ho risposto: “andate via, faccio quello che mi pare
Questa terra è casa mia”
Loro mi hanno minacciato,
il mio orgoglio hanno ferito
per amore ho mentito
ed in faccia gli ho gridato
“Ho trovato l’acqua e la regalo a tutti”

Ho trovato nella stalla
Il mio mulo sgozzato
Poi di notte hanno incendiato i granai
Qualche giorno dopo mi han tagliato le viti
Per farmi paura, per farmi paura
No no no no, non ce n’ho, no, no, continuerò
Per farmi paura, per farmi paura
No no no no, non ce n’ho, no, no, continuerò

Loro mi hanno minacciato,
il mio orgoglio hanno ferito
per amore ho mentito
ed in faccia gli ho gridato
“Ho trovato l’acqua e la regalo a tutti”

“Perché voi non riuscite a capire quello che sta dicendo?”
“Io ho il sole nel cuore...e tu m’illumini”

Tanto va la gatta al lardo – su e giù

Lungo e disteso t’hanno trovato
Con quattro colpi piantati nel petto
A tradimento t’hanno sparato.....
Quando il tuo corpo hanno trovato
Senza scarpe e senza vita
I tuoi occhi neri sbarrati nel vuoto
Davanti alla morte
Avevano fotografato la paura
Quando il tuo corpo hanno trovato
Senza scarpe e senza vita
Nella tua bocca
Ancora spalancata
Ad invocare l’ultimo aiuto
C’era solo terra e non respiro

Nel tuo letto di morte
Col tuo vestito di festa
Ti hanno vegliato due giorni
Ti ha visto tutto il paese
Ti hanno baciato le mani
Accarezzato i capelli
Hanno sfilato in silenzio
Son tutti senza parole
La casa è piena di gente
La gente piange e poi prega
Ogni preghiera è una rosa
Ti hanno coperto di fiori

Ed io, seduto su una sedia guardo tutto ma
Non ho il coraggio di guardarti

A chi debbo ringraziare per questo figlio morto
Per questo mio dolore
e questo mio dolore, per questo mio dolore, per questo mio dolore
A chi debbo ringraziare, a chi debbo ringraziare
La mano che ti ha ucciso
L’egoismo del potere
O il mio orgoglio smisurato,
il senso che io dò all’onore

Sapevo di non potere
Lottare con le montagne
Ma ero pronto a pagare
Pagare io di persona
Come potevo pensare
Io che ti ho dato la vita
Di regalarti alla morte
Parlare non serve a niente
Ora il tuo corpo ha un vestito
Coperto solo di fiori
Abbandonato sul letto
Sopra il tuo letto di morte

Ed io, seduto su una sedia guardo tutto ma
Non ho il coraggio di guardarti

A chi debbo ringraziare per questo figlio morto
Per questo mio dolore
e questo mio dolore, per questo mio dolore, per questo mio dolore
A chi debbo ringraziare, a chi debbo ringraziare

Tua madre, la terra, in una nuova ferita
Coprirà il tuo corpo come un germoglio di grano
Che morirebbe d’inverno
senza spuntare mai

No no no, non è vero
Questa è solo fantasia
Questa terra ti odierà
Scaverà dentro di te
Il tuo volto sfigurerà
Ma cosa resterà di....

Tua madre, la terra, ti pianterà nel cuore
Radici di rose per darti la vita
Ogni anno in primavera
Quando il sole tornerà

No no no, non è vero
Questa è solo poesia
Questa terra ti odierà
Scaverà dentro di te
Il tuo volto sfigurerà
Ma cosa resterà, cosa resterà di....

Resterà soltanto, solamente il mio rimorso
Come un’ombra no no no, non mi lascerà
Urlerà di notte
Di notte nel silenzio
No no non mi distruggerà, non mi distruggerà

Io piango, io piango, io piango
So chi devo ringraziare
Ma so che devo fare
Sì, so chi devo ringraziare
Ora so che devo fare

Lui certamente conosce chi è stato
E già lo aspetta al crocevia
E quando passa
Lungo il fossato
Gli spara in faccia
E così sia....

“Addì 18 agosto 1936, in contrada Sorci è stato ritrovato un morto sparato......
19 agosto ’36, all’altezza delle terrazze del Buonconvento è stato trovato un morto sparato...
20 agosto ‘36, alla presenza di tre guardie, e mia, si costituisce Calogero Sonnino, dichiarandosi l’uccisore
dell’uomo trovato alle terrazze del Buonconvento, e padre del ragazzo trovato ucciso in contrada Sorci...
22 agosto 1936, tramite la mia persona Sonnino fa sapere alla famiglia di volere il figlio sepolto nel suo
podere
25 agosto 1936, alla presenza del medico legale, del curato, del sepoltore, di sette congiunti, e mia, si
procede alla tumulazione, durante lo scavo, all’improvviso, dalla terra........”

Larghissimo – dentro tutto

“Calogero Sonnino aveva ragione, aveva perduto un figlio ma aveva trovato l’acqua.
Sì, ma se tuo padre aveva ragione, tu.....”

Io ho il sole nel mio cuore... Io ho il sole e tu m’illumini
Io ho il sole nel mio cuore... Io ho il sole e tu m’illumini

Alba di notte – rimbalzello triste

Lungo e disteso t’hanno trovato
Con quattro colpi piantati nel petto
A tradimento t’hanno sparato
Senza neanche darti il sospetto
Ora tu giaci senza le scarpe
Dentro a un cespuglio di biancospino
Mentre sul mare vanno le barche
Che ti ricordano fin da bambino

Qualcuno corre già nella via
Mentre passando la polizia
Porta il tuo corpo ormai senza vita
Alla tua casa ancora assopita
Qualcuno corre già nella via
Mentre passando la polizia
Porta il tuo corpo ormai senza vita
Alla tua casa ancora assopita

Quando ti vedono i tuoi parenti
Si levano subito pianti e lamenti
S’alza tuo padre con la doppietta
Corre ansimando per fare vendetta

Lui certamente conosce chi è stato
E già lo aspetta al crocevia
Poi quando passa
Lungo il fossato
Gli spara in faccia
E così sia....

Poi nel paese bianco di sole
Scorre in silenzio il tuo funerale
Piange la gente, sboccian le viole
E una ragazza si sente male

Dentro la terra t’hanno calato
Davanti al mare il tuo primo amore
Non puoi far nulla del tuo passato
Per te non corrono più le ore
Dentro la terra t’hanno calato
Davanti al mare il tuo primo amore
Non puoi far nulla del tuo passato
Per te non corrono più le ore

Quante speranze, quante illusioni
Tu ti eri fatto su questa terra
Le hanno abbattute senza ragioni
Come si abbatte un soldato in guerra
Lungo e disteso t’hanno trovato
Con quattro colpi piantati nel petto
Tu ti credevi quasi immortale
Hai sedici anni, ma sei morto lo stesso

Rimbalzello compiacente – ossessivo ma non troppo – fine

inviata da Alessandro - 15/2/2008 - 11:16




Lingua: Inglese

La traduzione integrale in inglese, a cura di Andrea Parentin, da questa pagina
Full English translation by Andrea Parentin, reproduced from this page
SOIL IN THE MOUTH

First Part

They found you stretched at full length
With four bullets planted in your chest
They shot you treacherously
They didn’t let you suspect anything

Now you’re laying without your shoes
In a hawthorn bush
While the boats that remember you since you were a child are sailing on the sea

Somebody’s already running down the alley
While the police passing by
Carry your body without life
To your house still asleep

As soon as your relatives see you
They begin to cry and to mourn
Your father set off
with his double-barrelled gun
He runs panting for vengeance

Of course he knows the killer
And he’s already waiting for him
at the crossroad
And when the killer passes along the ditch
He shoot him into the face and so be it

Then in the village white of sun
Your funeral silently streams
People cry, the violets blossom
And a girl get sick

They put you into the ground
In front of the sea
Your first love
You can’t do nothing with your past
For you the hours do not run anymore

How many hopes how many illusions
You had on this world
They killed you without a reason
As they would have killed a soldier in war

They found you stretched at full length
With four bullets planted in your chest
You thought you were almost immortal
But you died in a common way
When you were just sixteen

You were my best friend
I remember all of you
This morning I woke up early
Because I couldn’t sleep
And walking again over
your last day’s steps

I’m on the beach and I’m staring at the boats
That come back with the lights off

You were coming back in the morning
After a night of fish and stars
I remember your face
That vein on your forehead
That just in that moment
Was beating a little bit harder

On that day our village was awakening
As ever, as every day
With the early women sitting
on their home’s stairs
With the fishing-nets stretched to dry
With the first smell of bread
With the voices of the peasants in the fields…

In the whole village
There are only hundred houses
A big church with the bell tower
And a pub without pretension
There are only hundred houses in the village
It is so curled up that it seems a courtyard

Four narrow alleys
That lead to the square
One woman, two women, one old man, one child with jugs on their heads
A long procession
Goes down to the centre of the village
Just to buy water

In this damned village
The Municipality has been promising
An aqueduct for twenty years
But it has only been promising
The harvest is dying
Here it never rains
We are tired to wait
The water never comes

There’s only one carter that at every hour
Passes by with the drinking water
He sells it for ten lire at glass
People without money can’t drink

The name of the carter is Tommaso
He’s a good man
He works for Don Vincenzo
Who shares the power in the village
With Don Gaetano
Speculation on labour, on building trade
On citrus fruits and fish export
And only because of prestige reasons
They contend to each other the business
of water distribution
That is the very respectable balcony
Of Don Vincenzo – Bacio le mani (1)

The patriarchs of two families
As they were two Nations
Fight thousands battles
They have been enemies for generations

Monday: shots in the fish-market
Tuesday: they blew up a house with TNT
Wednesday: in the country a shepherd
was murdered
Thursday: they threw down the tank truck
from the dock

Friday: they found the cistern polluted
Then on Saturday all the village was
without water
But on Sunday everybody goes to the square
To celebrate the Saint of the day
Everybody greets, everything’s O.K.

Good morning don Vincenzo
Good morning don Gaetano
Send my regards to your wife (2)
Let’s greet, let’s greet
Anyhow who pay the cost
Is the people of the village

But on Sunday everybody goes to the square
To celebrate the Saint of the day
Everybody greets, everything’s normal

Then in the village white of sun
Your funeral silently streams
People cry, the violets blossom
And a girl get sick

You, you full of sun
She, she white of salt
A sunset that was dying into the sea
That’s how you fell in love each other

On Sundays you were looking
For her glance among the people in the church
She was stealthy smiling
Fearing God’s blame

“Tommaso, you must give me the water”
“I can’t give it to you
You still have a debt of 70 lire”
“But you know I need it for my fields,
For my cattle, for the harvest
It hasn’t rained for a long time”
“There’s nothing I can do
You must ask to Don Vincenzo”
“Never! – I don’t want to owe anything
to anyone”
“But Don Vincenzo is a good man
He’s done good to everybody in the village”
“I know this kind of charity,
Go to Don Vincenzo
And tell him that I will find the water by myself digging in my field”

You, you full of sun
She, she white of salt
A sunset that was dying into the sea
That’s how you fell in love each other

On Sundays you were looking
For her glance among the people in the church
She was stealthy smiling
Fearing God’s blame

You had been talking for a year
Your parents were happy
Then you would have married
I was been chosen to be your best man

You full of sun
She white of salt
A sundown that was dying into the sea

Second Part

A bell's lament
Breaks in thousands sounds
Slow and gloomy magic
That doesn’t let sleep anybody in the village

When I was talking about your father
And about the tragedy of a village
Where “omertà” rules
You used to withdrawn into silence
And you didn’t almost speak at all
Yes, in your innocent glance
There was only ingenuity

You full of sun
She white of salt
These imagines are for me souvenirs
Of a fragile love
Of a simple love
Of your desperate love
That doesn’t want to die
Stubborn like a donkey
Violent like a storm
Fragile like a scary child

Misery brings in his womb
Violence like a son
That will have to eat up all the good
To grow up
Leaving only the evil

Your world stopped
Now nothing is worth for you
Your youth is burning
And nothing is more precious
Than a date
With her
Yes, in your innocent glance
There was only ingenuity

You full of sun
She white of salt
These imagines are for me souvenirs
Of a fragile love
Of a simple love
Of your desperate love
That doesn’t want to die
Stubborn like a donkey
Violent like a storm
Fragile like a scary child

On Sundays you were looking for
Her glance among the people in the church
While she was stealthy smiling
Fearing God’s blame

You full of sun
She, white of salt
These imagines are for me souvenirs
Of a fragile love
Of a simple love
Of your desperate love
That doesn’t want to die
Of your treaded love
Of your love treaded, wounded and killed

By this time it wasn’t a mystery
anymore
In the village everybody knew
Everybody knew
I worn out my hands
Working under the sun
That was burning the hills
I broke into shivers every clod
Every single piece of soil
In my farm
These hands have been digging
But I never found the water

Someone then gave me advice
To mind my own business
That was for personal reasons
I answered them to go away
I do what I like
This ground is my home
They threatened me
And they wounded my pride
I lied because of my honour
And I shouted in their face
I found the water and I’m going
to give it for free to everybody

Then I found my mule slaughtered
Then they burn my barns
Someday after they cut down my vineyard
Just to frighten me, to frighten me
No no no I won’t give up
Just to frighten me, to frighten me
No no no I won’t give up

They found you stretched at full length
With four bullets planted in your chest
They shot you treacherously
They didn’t let you suspect anything

When they found your body
Without shoes without life
Your black eyes
Wide open in the void
In front of the death
Took a photograph of the fear

When they found your body
Without shoes without life
In your mouth still open
To invoke for the last help
There was no breath but only soil

They watched all night at you
In your death-bed
In your Sunday clothes
Everybody in the village saw you
They kissed your hands
They caressed your hair
They paraded silently

Everybody is silent now
The house is crowded
People pray while crying
For each prayer one rose
They covered you with roses
Sitting on a chair I’m watching everything
But I’m not so brave to look at you

Who have I to thank
For this dead son
For this pain
For my pain
For this
Who have I to thank
The hand that murdered you
Is the selfishness of the power
Or my pride without limits
And the meaning that I give to honour

I knew I couldn’t
Fight against the mountains
But I was ready to pay
To pay by myself in person
How could I think
Me, that gave life to you
To give you to death
Talking is useless
Because your body is just a suit
Covered only with flowers
Left on the bed
On your death-bed
Sitting on a chair I’m watching everything
But I’m not so brave to look at you

Who have I to thank
For this dead son
For this pain
For my pain
For this
Who have I to thank
Who have I to thank

Your mother the earth
In a new wound
Will cover your body
With a shoot of wheat
That could die during the winter
Without blossom

No no no, that’s not true
That’s only fantasy
This earth will hate you
Will dig into your body
Will deform your face
What will remain of…

Your mother the earth
Will plant into your heart
Roots of roses to give you the life
Every year in springtime
When the sun will come back

No no no, that’s not true
That’s only poetry
This earth will hate you
Will dig into your body
Will deform your face
What will remain of…

It will remain only
Only my remorse
Like a shadow
It won’t leave me
It will scream in the night
In the silence of the night
Slowly it will destroy me
It will destroy me

I’m crying, I’m crying, I’m crying
I know who I have to thank
Now I know what I have to do
Yes, I know who I have to thank
Now I know what I have to do

Of course he knows the killer
And he’s already waiting for him
at the crossroad
And when the killer passes along the ditch
He shoot him into the face and so be it

Then your father gave himself up to the police
But from the jail he let us know
That he would have liked
You were buried in his farm
Near his home in his field
When we started digging
that ground

Something extraordinary happened
The soil begun to get wet
More and more, more and more
Streams of water like blood in the veins
Wet that arid ground
Your father was right
He lost a son
But he found the water
Yes, but if your father was right
What was your reason?

They found you stretched at full length
With four bullets planted in your chest
They shot you treacherously
They didn’t let you suspect anything

Now you’re laying without your shoes
In a hawthorn bush
While the boats that remember you since you were a child are sailing on the sea

Somebody’s already running down the alley
While the police passing by
Carry your body without life
To your house still asleep (x2)

As soon as your relatives see you
They begin to cry and to mourn
Your father set off
with his double-barrelled gun
He runs panting for vengeance

Of course he knows the killer
And he’s already waiting for him
at the crossroad
And when the killer passes along the ditch
He shoot him into the face and so be it

Then in the village white of sun
Your funeral silently streams
People cry, the violets blossom
And a girl get sick

They put you into the ground
In front of the sea
Your first love
You can’t do nothing with your past
For you the hours do not run anymore (x2)

How many hopes how many illusions
You had on this world
They killed you without a reason
As they would have killed a soldier in war

They found you stretched at full length
With four bullets planted in your chest
You thought you were almost immortal
But you died in a common way
When you were just sixteen.

inviata da Alessandro - 15/2/2008 - 11:19




Lingua: Francese

Version française - Marco Valdo M.I. – 2009

Toi, Lucien mon ami, porteur de lumière, toi qui es un âne et qui dans tous les pays vas partout de ton petit pas, vas partout, entends tout et vois-tout, tu dois savoir ce qu'est la Mafia et ses méfaits et bien de ses secrets. Tu pourrais donc apprécier cette chanson qui raconte une jolie, mieux une belle histoire d'amour, qui tourne à la tragédie par l'intervention de la Mafia.

Oh, dit Lucien l'âne, bien sûr que nous les ânes on a de grands yeux et de grandes oreilles... et que des histoires de méchantes actions de la Mafia, on en connaît des tonnes. Ce sont vraiment de mauvaises bêtes que ces mafieux et tous ceux qui les servent. Ils seraient même capables de tuer un âne ou une mule...

Tu ne crois pas si bien dire... mon bon ami... Dans la chanson, « ils » égorgent un mulet. C'est une chanson relativement récente, mais l'histoire elle remonte à 1936. C'est un épisode de la guerre de l'eau que la Mafia a menée pour continuer à s'assurer le contrôle et le monopole de la distribution de l'eau dans les villages de Sicile. L'eau, denrée précieuse entre toutes, denrée dont on ne peut se passer sous le soleil dément de la Sicile, fait l'objet d'un commerce et dans le village de Sorci, un homme décide de chercher l'eau dans sa propriété... Il creuse, il creuse... On tue son mulet, on brûle ses greniers, on abat ses vignes, on veut lui faire peur. On tue son fils. L'homme désespéré va venger son garçon et … faire enterrer le jeune mort de seize ans dans son terrain... Et comme dans une légende miraculeuse, comme il y en avait au Moyen-Âge, l'eau surgit du fond de la tombe. Et comme bien tu penses, cette guerre de l'eau est un épisode de la Guerre de Cent Mille Ans que les riches mènent contre les pauvres... Tant cet épisode de 1936, qui est exemplaire et métaphorique du grand combat planétaire pour la maîtrise de l'eau où interviennent les États et des mafias bien plus grandes que la petite mafia sicilienne. Encore qu'en Sicile, à l'heure actuelle, la guerre de l'eau se poursuit...

D'ailleurs, si je me souviens bien, dit l'âne, cette chanson « Terra in Bocca » n'a-t-elle pas été interdite dès sa création par les autorités italiennes.... Aux temps de la Démocratie Chrétienne et de Giovanni Leone, lequel souviens-t-en fut l'avocat de la mafia dans le procès qu'intenta la mère de Salvatore Carnevale, lui aussi assassiné un matin au bord d'un chemin de Sicile.

Tu as une parfaite mémoire. Il s'agissait de protéger certains intérêts et de faire taire des voix par trop véritables et impertinentes. Interdit de radio et de télévision, le groupe I Giganti décida dès lors de se dissoudre. Il vient de resurgir.
Maintenant, sur la forme de cette chanson... Il faudrait parler de ces chansons, une sorte d'opéra, composé de plusieurs chansons... Manière de faire de la chanson un art majeur, de lui donner de l'ampleur, de lui donner les moyens d'échapper à la forme trop réduite, au costume trop petit que les marchands lui ont imposés. Les Giganti renouaient ainsi avec les aèdes de l'antiquité et les grandes chansons de geste. En cela réside aussi leur importance...

Somme toute, dit l'âne en clignant de l'œil, ils tissent leur part du grand linceul du vieux monde... Au fait, Marco Valdo M.I., mon ami, pourquoi as-tu traduit "quatre trous rouges au côté droit" au lieu de "quatre trous plantés dans la poitrine" ?

Tout simplement car le dormeur du val avait deux trous rouges au côté droit.
Enfin, dernière chose, cette chanson est toute entière traversée par un monologue, ce monologue du père :
Je pleure, je pleure, je pleure
Je sais qui je dois remercier
Et je sais ce que je dois faire
Si, je sais qui je dois remercier
Maintenant, je sais ce que je dois faire.

, c'est le même que celui de la mère de Carnevale, un monologue où "Le parole sono pietre", "Les Mots sont des pierres"...

Ainsi Parlait Marco Valdo M.I.
LA TERRE EN BOUCHE

On t'a retrouvé étendu de tout ton long
Avec quatre trous rouges au côté droit
Ils t'ont abattu en traître
Sans même te laisser une chance

À présent, tu gis sans tes chaussures
Dans un buisson d'aubépine
Pendant que sur la mer s'en vont les barques
Qui se souviennent de toi encore enfant.

Déjà quelqu'un court sur la route
Pendant que passe la police
On emporte ton corps désormais sans vie
À ta maison encore assoupie.

Ce jour-là le village s'éveillait comme toujours, comme tous les autres jours, au carillon du matin, avec les premières femmes assises sur les escaliers de leurs maisons, avec les filets étendus à sécher, avec l'odeur du premier pain, avec les voix des paysans dans les champs et la mer au loin qui écoute et raconte.

Il y a seulement cent maisons, tout le village,
Une grande église avec son clocher,
Un bar-tabac sans prétention.
Le tout rassemblé, on dirait une cour.

Quatre rues étroites
Qui conduisent à la place
Une femme, deux femmes,
Un vieux, un enfant;
Avec leurs brocs sur a tête
Une longue procession
Descend au centre du village
Juste pour acheter l'eau.

Dans ce maudit pays
Il y a vingt ans que la Commune
A promis un aqueduc
Mais seulement promis.
La récolte meurt
Ici chez nous, il ne pleut jamais.
Nous sommes fatigués d'attendre
L'eau n'arrive jamais...
L'eau n'arrive jamais...
L'eau n'arrive jamais...

Il y a seulement un charretier
Qui à toute heure passe avec l'eau, celle à boire
Il la vend dix lires le verre
Qui n'a pas d'argent ne peut la boire.

Les patriarches de deux familles
Comme si ce fût de deux nations
S'affrontent en mille batailles
Ils sont ennemis depuis des générations.

Lundi … Fusillade au marché aux poissons
Mardi … Une maison saute à la dynamite
Mercredi... Dans la campagne, on a tué un berger
Jeudi... On a jeté du môle le camion-citerne.
Vendredi... On a trouvé une citerne empoisonnée
Puis, Samedi... Tout le village est resté sans eau
Mais dimanche, mais dimanche
Tous sur la place, à fêter le saint du jour,
Tous saluent, tout est normal.

« Don Vincenzo très cher, nous vous saluons
Nous vous baisons les mains, Don Gaetano, hommages à Madame »
Dans le pays, une explosion violente... comme à la guerre, fait crouler une maison
Mardi... arrivent les carabiniers... Pour faire un procès-verbal.
Mais dimanche, mais dimanche
Tous sur la place, à fêter le saint du jour,
Tous saluent, tout est normal.
Il ne s'est rien passé de normal.

“I was in Sicily in 1936
Sun and sea like in California, wonderful!
No one washes teeth,
Just someone drink milk: terrible!”

Puis dans le village blanc de soleil
Passe en silence ton enterrement
Les gens pleurent, se lamentent les violons
Et une fille se sent mal.

Toi plein de soleil
Elle, blanche de sel
Un coucher de soleil qui mourait en mer
Ainsi est né votre amour
Toi qui le dimanche cherchait son regard
Parmi les gens à l'église
Elle qui souriait en cachette
Par crainte de la désapprobation divine.

Vous vous parliez depuis un an déjà
Vos parents étaient contents
Et les noces allaient se faire
Moi, moi, j'avais été choisi
Pour être témoin.

Toi plein de soleil
Elle, blanche de sel
Un coucher de soleil qui mourait en mer
Ainsi est né votre amour
Toi qui le dimanche cherchait son regard
Parmi les gens à l'église
Elle qui souriait en cachette
Par crainte de la désapprobation divine.


Vous vous parliez depuis un an déjà
Vos parents étaient contents
Et les noces allaient se faire
Moi, moi, j'avais été choisi
Pour être témoin.

Toi plein de soleil
Elle, blanche de sel

« Moi, j'ai le soleil au cœur et toi, tu m'illumines »

Le lamento des cloches
Se décompose en mille morceaux
Magie lente et funèbre
Au village, plus personne n'arrive à dormir
Si on parlait de ton père
Et du drame d'un pays
Où règne l'omertà
Tu t'enfermais dans le silence et tu ne parlais presque jamais.

Oui, dans ton regard innocent, il y avait seulement de l'ingénuité
Toi plein de soleil, elle blanche de sel.
Ces images sont pour moi des souvenirs
D'un amour simple, d'un amour facile
De ton amour désespéré qui ne veut pas mourir
Têtu comme un âne, violent comme un orage
Fragile comme un enfant qui a peur.

La misère porte comme un enfant
La violence en son giron
Qui pour croître devra
Dévorer tout le bien et seul laissera le mal.

Ton monde s'est arrêté
Rien ne compte plus désormais pour toi
Ta jeunesse brûlée
Et aucun événement ne vaut plus
Qu'aucun des rendez-vous
Que tu lui donnais.

Oui, dans ton regard innocent, il y avait seulement de l'ingénuité
Toi plein de soleil, elle blanche de sel.
Ces images sont pour moi des souvenirs
D'un amour simple, d'un amour facile
De ton amour désespéré qui ne veut pas mourir
Têtu comme un âne, violent comme un orage
Fragile comme un enfant qui a peur.

Toi qui le dimanche cherchait son regard
Parmi les gens à l'église
Elle qui souriait en cachette
Par crainte de la désapprobation divine.

Toi plein de soleil, elle blanche de sel.
Ces images sont pour moi des souvenirs
D'un amour simple, d'un amour facile
De ton amour désespéré qui ne veut pas mourir
De ton amour piétiné
De ton amour piétiné, blessé et tué.

Non, il n'y avait plus de mystère,
On le savait dans le pays, le monde entier le savait
Mes mains ont retourné en travaillant sous le soleil
Qui brûlait les collines
J'ai craqué chaque motte
Chaque coin de terre jusqu'au fond du fond de mon terrain
Ces mains ont creusé
Mais l'eau non, non, non, je ne l'ai jamais trouvée.

Ensuite, quelqu'un m'a conseillé
De penser à mes affaires
C'étaient des questions personnelles
J'ai répondu : « Va-t-en, je fais ce qu'il me plaît.
Cette terre, c'est chez moi. »
Alors, ils m'ont menacé.
Ils ont blessé mon orgueil.
Par amour, j'ai menti
Et en face, je leur ai crié :
« J'ai trouvé l'eau et je la donne à tous ».

J'ai trouvé dans l'étable
Mon mulet égorgé
Puis, de nuit, ils ont incendié mes greniers.
Un jour après, ils m'ont taillé les vignes.
Pour me faire peur, pour me faire peur
Non non non, pas peur, non, non, je continuerai
Pour me faire peur, pour me faire peur
Non non non, pas peur, non, non, je continuerai

Alors, ils m'ont menacé.
Ils ont blessé mon orgueil.
Par amour, j'ai menti
Et en face, je leur ai crié :
« J'ai trouvé l'eau et je la donne à tous ».

« Pourquoi ne voulez-vous pas comprendre ce que je dis ? »
« Moi, j'ai le soleil au cœur... et tu m'illumines »

On t'a retrouvé étendu de tout ton long
Avec quatre trous rouges au côté droit
Ils t'ont abattu en traître...
Quand on a trouvé ton corps
Sans chaussures et sans vie
Tes yeux noirs écarquillés dans le vide
Avaient photographié la peur
Quand on a trouvé ton corps
Sans chaussures et sans vie
Dans ta bouche
Encore béante
D'invoquer l'ultime secours
Il y avait seulement la terre et pas de souffle.

Sur ton lit de mort
Avec ton habit de fête
On t'a veillé deux jours
Tout le pays t'a rendu visite
On t'a baisé les mains
Caressé les cheveux.
On a défilé en silence
Tous sans un mot
La maison est remplie de gens
Les gens pleurent et puis, prient
Chaque prière est une rose
On t'a couvert de fleurs

Et moi, assis sur une chaise je regarde tout mais
Je n'ai pas le courage de te regarder.

Qui dois-je remercier pour ce fils mort
Pour ma douleur
Et cette douleur, pour ma douleur, pour cette douleur
Qui dois-je remercier, qui dois-je remercier
La main qui t'a tué
L'égoïsme du pouvoir
Ou mon orgueil démesuré
Le sens que je donne à l'honneur.

Je savais ne pouvoir
Lutter contre les montagnes
Mais j'étais prêt à payer
Payer, moi, en personne,
Comment pouvais-je penser
Moi qui t'ai donné la vie
De te donner la mort.
Parler ne sert à rien.
À présent ton corps a un habit
Couvert seulement de fleurs
Abandonné sur le lit
Sur ton lit de mort.

Et moi, assis sur une chaise je regarde tout mais
Je n'ai pas le courage de te regarder.

Qui dois-je remercier pour ce fils mort
Pour ma douleur
Et cette douleur, pour ma douleur, pour cette douleur
Qui dois-je remercier, qui dois-je remercier

Ta mère, la terre, en une nouvelle blessure
Couvrira ton corps comme un germe de blé
Qui mourrait dans l'hiver
Sans jamais pousser.

Non non non, ce n'est pas vrai
C'est seulement un rêve
Cette terre te détestera
Elle creusera au-dedans de toi
Elle défigurera ton visage
Mais que restera-t-il de...

Ta mère, la terre, te plantera dans le cœur
Des racines de rose pour te redonner vie
Chaque année au printemps
Quand reviendra le soleil.

Non non non, ce n'est pas vrai
C'est seulement poésie
Cette terre te détestera
Elle creusera au-dedans de toi
Elle défigurera ton visage
Mais que restera-t-il, que restera-t-il de...

Seul restera, seulement mon remords
Comme une ombre non non non, ne me laissera pas
Il hurlera de nuit
De nuit dans le silence
Non non, il ne me détruira pas, il ne me détruira pas

Je pleure, je pleure, je pleure
Je sais qui je dois remercier
Et je sais ce que je dois faire
Si, je sais qui je dois remercier
Maintenant, je sais ce que je dois faire.

Lui certainement sait qui c'était
Et l'attend déjà au croisement
Et quand il passe
Le long du fossé
Il tire dans sa face
Et ainsi ce fut...

« Aujourd'hui 18 août 1936, dans le hameau de Sorci a été retrouvé mort abattu...
19 août 1936, à la hauteur des terrasses du Buonconvento a été trouvé mort abattu...
20 août 1936, en présence de trois gardes, et moi, s'est constitué Calogero Sonnino, se déclarant
l'assassin
de l'homme trouvé aux terrasses du Buonconvento, et père du garçon trouvé assassiné dans le hameau de Sorci...
22 août 1936, par mon entremise Sonnino fait savoir à sa famille de vouloir que son fils soit enterré dans son terrain,
25 août 1936, en présence du médecin légiste, du curé, du fossoyeur, de sept conjoints et moi,
on
procède à l'inhumation, durant le creusement, à l'improviste, de la terre... »

« Calogero Sonnino avait raison, il avait perdu un fils, mais il avait trouvé l'eau.
Si, mais si ton père avait raison, toi... »
Moi, j'ai le soleil au cœur... Moi j'ai le soleil et tu m'illumines
Moi, j'ai le soleil au cœur... Moi j'ai le soleil et tu m'illumines

On t'a retrouvé étendu de tout ton long
Avec quatre trous rouges au côté droit
Ils t'ont abattu en traître
Sans même te laisser une chance
À présent, tu gis sans tes chaussures
Dans un buisson d'aubépine
Pendant que sur la mer s'en vont les barques
Qui se souviennent de toi encore enfant.

Déjà quelqu'un court sur la route
Pendant que passe la police
On emporte ton corps désormais sans vie
À ta maison encore assoupie.
Déjà quelqu'un court sur la route
Pendant que passe la police
On emporte ton corps désormais sans vie
À ta maison encore assoupie.

Quand tes parents te voient
Pleurs et lamentations s'élèvent subitement
Se lève ton père avec son fusil
Et tout haletant court faire vengeance

Lui certainement sait qui c'était
Et l'attend déjà au croisement
Et quand il passe
Le long du fossé
Il tire dans sa face
Et ainsi ce fut...

Puis dans le pays blanc de soleil
Avance en silence ton enterrement
Les gens pleurent, se lamentent les violons
Et une fille se sent mal.

Dans la terre, ils t'ont descendu
Devant la mer, ton premier amour
Ne peut plus rien faire de ton passé
Pour toi, les heures ne passent plus
Dans la terre, ils t'ont descendu
Devant la mer, ton premier amour
Ne peut plus rien faire de ton passé
Pour toi, les heures ne passent plus.

Combien d'espérances, combien d'illusions
T'étais-tu faites sur cette terre
Qu'ils ont abattues sans raison
Comme on abat un soldat à la guerre
On t'a retrouvé étendu de tout ton long
Avec quatre trous rouges au côté droit
Tu te croyais quasi immortel
Tu as seize ans, mais tu es mort quand même.

inviata da Marco Valdo M.I. - 24/7/2009 - 21:57


Volevo segnalare che, a riguardo di "Terra in bocca" dei Giganti è recentemente uscito un libro, scritto da Brunetto Salvarani e Odoardo Semellini, intitolato "Terra in bocca. Quando i Giganti sfidarono la mafia", edito da Il Margine (Trento). All'interno vi è anche il cd con la versione originale dell'opera e una chicca: la primissima registrazione di "Lungo e disteso" cantata ed eseguita alla chitarra dall'autore dei testi Piero De Rossi. Per altre informazioni: www. il-margine.it
Mi premeva segnalare sia il libro - che è molto ben fatto - sia il cd, in modo che chi non l'ha ascoltato possa apprezzarne la bellezza di un'opera purtroppo ingiustamente dimenticata.
Ciao a tutti,
Angela Tusberti

Angela Tusberti - 20/7/2009 - 23:09


opera immensa

antonio231095 - 4/4/2016 - 01:07


bel disco, coraggioso, boicottato.

Vincillo - 6/7/2016 - 10:45



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