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A Bunch Of Lonesome Heroes

Leonard Cohen


Lingua: Inglese

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Leonard Cohen, A Bunch Of Lonesome Heroes.


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[1969]
Lyrics and music by Leonard Cohen
Testo e musica di Leonard Cohen
Album: Songs from a Room

roomcohen


Questa canzone non era stata dimenticata. Non era stata mai inserita finora per la mancanza di un commento adeguato che la potesse spiegare, o che almeno cercasse di farlo. E', alla fine, arrivato.

La dirompenza delle canzoni di Leonard Cohen è difficilmente misurabile coi comuni metri. Scendere nei significati dei versi di Cohen significa non perdere mai di vista ciò che lega la parola alle infinite possibilita che essa dà, al servizio di una visione dei fatti che riesce al tempo stesso ad essere precis, quasi cronachistica, e trascendentale. Così per la storia di questo celebre, unico pugno di eroi solitari, soldati nel Vietnam del 1969, persone normali sbattute nella notte buia e fitta. Uomini. Che cos'è quell'ordinary load che si portano addosso? Certo, è il "carico di ordinanza" del soldato, ma può essere anche inteso come il "fardello quotidiano" di ogni vita. Perché questi eroi, in realtà, sono tutt'altro che tali. Sono persone qualsiasi catapultate in un inferno buio, dove il nemico è in agguato, e che prima di morire ("di tramutarsi in oro", perché gli eroi, morendo, si trasformano in oro -se non è anche un accenno alle medaglie postume loro riservate), vorrebbero tanto raccontare la loro storia, la loro vita. Un ultimo gesto prima di scomparire nel nulla e nella finta del coraggio. Ma nessuno li sente, e non si sentono neppure tra loro (c'è la notte buia e fitta fra loro). Ognuno sta pensando alla propria, di storia, e non può sentire quella dell'altro; e così l'inferno della guerra si trasforma anche in inferno di solitudine e di egoismo, quale è peraltro usualmente. Un canto inutile, quindi; "canto per tutti coloro cui non servo".

Questo sul primo piano della canzone, il più immediato, il più facilmente coglibile. Ma le canzoni di Cohen non ne hanno mai uno solo. Nella storia dell'eroe che vorrebbe raccontare la sua storia prima di "tramutarsi in oro" interviene il narratore in prima persona, in una situazione quotidiana. E' lui che sta raccontando (alla sua compagna?) la vicenda di questo pugno di eroi solitari (e assai litigiosi) persi nella notte; magari, chissà, insieme sono (solo) stati in quei posti, o in posti simili, e lui cerca di immaginare e di far immaginare meglio; ma c'è una compagnia, e delle persone si attendono qualcosa di diverso, che attiene a situazioni privatamente note, un "errore", qualcosa. Intanto, laggiù, gli eroi solitari vanno avanti, o non vanno da nessuna parte, e la notte è appena iniziata. Uno di loro sente che sta per morire, solo, mentre il mondo ha da occuparsi dei propri fatti -anche chi, in quel preciso momento, ha provato a parlare, a intuire, a immaginare di loro. Sovrapposizioni e interposizioni che possono avere ancora molteplici applicazioni; canzone di solitudine negli inferni del secolo, la guerra, la città; canzone di desolata presa di coscienza dell'incomunicabilità anche nelle situazioni estreme, canzone dell'irruzione dell'indifferenza. Una canzone di Leonard Cohen. Ma si sa che, per Cohen, non si deve parlare solo di "canzone", anche se senz'altro lo è (ed altro probabilmente non vuole e non deve essere!); si deve parlare di scansione della realtà col microscopio della parola in musica. Ma una scansione mai fredda, mai distaccata, mai priva di partecipazione. A flickering light in the darkness. [RV]
A bunch of lonesome and very quarrelsome heroes
were smoking out along the open road;
the night was very dark and thick between them,
each man beneath his ordinary load.
"I'd like to tell my story,"
said one of them so young and bold,
"I'd like to tell my story,
before I turn into gold."

But no one really could hear him,
the night so dark and thick and green;
well I guess that these heroes must always live there
where you and I have only been.
Put out your cigarette, my love,
you've been alone too long;
and some of us are very hungry now
to hear what it is you've done that was so wrong.

I sing this for the crickets,
I sing this for the army,
I sing this for your children
and for all who do not need me.
"I'd like to tell my story,"
said one of them so bold,
"Oh yes, I'd like to tell my story
'cause you know I feel I'm turning into gold."

inviata da Riccardo Venturi - 6/1/2008 - 22:38




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
Eseguita a mano il 7 gennaio 2008 alle ore 2.20 del mattino
Turno "Delta 9" Basic Life Support, 118 Campo di Marte (Firenze) su un piccolo quadernetto "Moleskine"
UN PUGNO DI EROI SOLITARI

Un pugno di eroi, solitari e assai bellicosi,
stava fumando in piena strada;
scura di tenebre, e fitta la notte fra loro,
ognuno gravato dal suo fardello d'ordinanza.
"Mi piacerebbe raccontare la mia storia",
disse uno di loro, giovane e ardimentoso;
"Mi piacerebbe raccontare la mia storia
prima di tramutarmi in oro."

Ma in realtà nessuno lo sentiva,
la notte era così buia, fitta e appena iniziata;
già, mi sa che questi eroi debbano vivere sempre là
dove io e te altro non siamo che stati.
Butta via la sigaretta, amore mio,
sei stata sola per troppo tempo;
alcuni di noi ora bramano di sentire
cos'è che hai fatto di tanto sbagliato.

Questo lo canto per i soldati*,
questo lo canto per l'esercito;
questo lo canto per tutti i tuoi figli
e per tutti quelli cui non servo.
"Mi piacerebbe raccontare la mia storia",
disse uno di loro, così ardimentoso;
"Mi piacerebbe raccontare la mia storia
prima di tramutarmi in oro."
NOTA

* Nell originale, crickets. Alcune traduzioni italiane consultate (compresa quella di Massimo Cotto) riportano gli immancabili "grilli" che non si capisce ovviamente cosa ci stiano a fare. A cricket, in slang, è semplicemente un soldato.

7/1/2008 - 08:26




Lingua: Francese

La versione francese di Jacques Vassal dal Leonard Cohen Site
(anche qui sono stati corretti "i grilli")
UNE BANDE DE HÉROS SOLITAIRES

Une bande de héros solitaires et très belliqueux
Fumaient le long de la route en plein air
La nuit était très sombre et très touffue entre eux,
Chaque homme portant son fardeau ordinaire ;
« J'aimerais raconter mon histoire,
Dit l'un d'entre eux si jeune et courageux
J'aimerais raconter mon histoire
Avant de me changer en or. »

Mais personne ne pouvait vraiment l'entendre,
La nuit si sombre et touffue et verte ;
Je crois bien que ces héros devront toujours vivre là-bas
Où toi et moi avons seulement été.
Enlève ta cigarette, mon amour
Tu es resté trop longtemps seul
Et plusieurs d'entre nous ont maintenant très faim
D'entendre ce que c'est que tu as fait de si mal.

Je chante ceci pour les soldats
Je chante ceci pour l'armée
Je chante ceci pour vos enfants
Et pour tous ceux qui n'ont pas besoin de moi.
« J'aimerais raconter mon nistoire
Dit l'un d'entre eux si courageux
J'aimerais raconter mon histoire,
Car vous savez je sens que je me change en or. »

inviata da Riccardo Venturi - 8/1/2008 - 11:55




Lingua: Polacco

Versione polacca di Maciej Karpiński e Maciej Zembaty
Tłumaczenie Maciej Karpiński i Maciej Zembaty
Piosenki Leonarda Cohena
GARSTKA SAMOTNYCH BOHATERÓW

Garstka samotnych i skłóconych bohaterów
Noga za nogą przemierzała szlak
Ciemna i gęsta noc zapadła między nimi
Zwyczajny ciężar każdemu zginał kark
"Chcę opowiedzieć o sobie"
Najmłodszy śmiałek rzekł
"Chcę opowiedzieć o sobie
Nim w złoto zmienię się"

Lecz nikt go nie mógł usłyszeć
W tę ciemną i gęstą noc
Bohaterowie na zawsze pozostaną
Tam gdzie my sami byliśmy tylko raz
Odłóż papierosa kochanie
Zbyt długo już byłaś sama
Opowiedz nam co robiłaś
I dlaczego się nie udało

Ta pieśń jest dla żołnierzy
Ta pieśń jest dla świerszczy
Ta pieśń jest dla twoich dzieci
Dla wszystkich którzy mnie nie chcą
"Chcę opowiedzieć o sobie"
Najmłodszy śmiałek rzekł
"Chcę opowiedzieć o sobie
Bo czuję że już w złoto zmieniam się"

inviata da Riccardo Venturi - 7/1/2008 - 08:46


Qualcuno dubita che si tratti di una canzone contro la guerra, e tra le maggiori? La trova, in prima posizione e con tanto di video, nella pagina di Veterans for Peace, assieme a diverse altre canzoni...nostre ospiti.

Riccardo Venturi - 7/1/2008 - 08:35



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