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Lumantela par tri nôs paisân

Collettivo Ticino Riva Sinistra


Lingua: Italiano (Lombardo Milanese)


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Registrata nel 1980
Parole e musica del Collettivo Ticino Riva Sinistra

partizan


Non sappiamo, purtroppo, chi fossero quei tre ragazzi fucilati a vent'anni di cui parla questa bella canzone che riproduciamo dall'introvabile brochure dattiloscritta Il Canzoniere del Collettivo Ticino Riva Sinistra (Quindici canzoni popolari con testo a fronte), edito dalla Cooperativa Il Guado, una cui copia ci è stata gentilmente fatta pervenire dall'impareggiabile Simone Galli di Saronno, che ringraziare semplicemente sarà sempre troppo poco (anche perché ci ha inviato due CD zeppi di mp3, che potremo mettere online in un prossimo futuro a sostituire la pagina del Circolo di Rifondazione Comunista di Magenta –che ospitava tutte le canzoni del CTRS poi malauguratamente e inspiegabilmente rimosse).

Ma dicevamo di quei tre ragazzi, quei tre paisân di Castano Primo, nell'hinterland milanese, il paese di Giovanni Ardizzone. Così come non sappiamo niente di quel prevosto che offrì inutilmente la sua vita in cambio di quella di quei tre ragazzi partigiani. Potremmo, certamente, fare delle ricerche come tante e tante ne abbiamo fatte in questo sito, spesso riportando alla luce e alla memoria vicende assolutamente dimenticate. Ma abbiamo preferito, stavolta, non farlo. Perché questi tre ragazzi di Castano Primo, o di Magenta, o di chissà quale altro paese attorno a quella che una volta era Milano, quella Milano dello Sciambola, rappresentano tutti quei ragazzi che sono morti a vent'anni. Per che cosa? Verrebbe voglia di dire che sono morti invano, ad esempio pensando a Calderoli (uno a caso). Ma noi ce li teniamo, e ce li terremo per sempre. Assieme a noi. Sempre ventenni. Forever young. [RV]
Sèmp'na futa
lasâgh'i penn
ma òi che brüs s'te ghe vint'ann
lua che pirutâ i tusânn
si l'è n'ügheta
qûa' ind'sacheta
un palancôn
t'a g'an cres par dâgh'la füga
a quî ca cöenta o la ga giüga
e pöe brüsagh' magâi'l paiôn

'nbè a vint'ann
tri nôs paisân
culpa il credi'nd'un dumân
da libartà giüstizia e pân
s'en truâa dôs
puntâa i mascìn-pistòl
ma öegiu süciu e'n pê in la fôsa
în vusâa 'nmò a tüta pôsa
"viva l'Itaglia e i Partigiân"

Mîa quistiôn
incöe töe il zâe
nè cirtâ sü chi ricàgia
tül quel zangui senza màgia
'urzü da l'öedi
se in süi tudar
o in sü quî ludar
giangianês repüblichiti
giènerini o reseghiti
che ai tugniti gh'i'en dai in mân

Se nè pöe
e l'e verità
'n'om me'l por praôstu al postu
da quel zangui a l'ea ufrì il zò
se fin dèn
il plutôn d'esicüziôn
g'a ne stai c'ân sparâa a oltu
quî ch'e mortu aluâ l'e mortu
par fa disidâ l'amur

sacranôn
che liziôn
da tri fiöe
cupâa a vint'ann.

inviata da Riccardo Venturi - 15/9/2007 - 19:13



Lingua: Italiano

Traduzione italiana ricopiata da "Il Canzoniere del Collettivo Ticino Riva Sinistra - Quindici canzoni popolari con testo a fronte". Ciclostilato. Cooperativa IL GUADO - 20020 Rebecchetto (MI) - tel. 0331 - 88.14.75

Avvertenza dal ciclostilato. Le traduzioni dei testi che seguono, al fine di evitare l'aggravio pedante di glosse e note filologico-linguistiche, sono fedeli -puntigliosamente, parola per parola- agli originali dialettali.
LAMENTO PER TRE NOSTRI CONCITTADINI

Sempre una fregatura
lasciarci le penne
ma più brucia se hai vent'anni
allorché svestire ragazze
è diventato agevole
quando in saccoccia
un soldino
basta e avanza per dare la baia
a quelli che contano o gli va tutto bene
e poi insidiargli magari il letto

Beh a vent'anni
tre nostri concittadini
colpa il credere in un domani
di libertà giustizia e pane
si sono trovati addosso
spianate le machine-pistol
ma ciglio asciutto e un piede nella fossa
hanno gridato ancora a tutta forza
"viva l'Italia e i Partigiani"

Non è questione
oggi di indagare
né di accertare su chi ricada
tutto quel sangue senza macchia
voluto dall'odio
se sui tedeschi
o su quei senzacuore
incoscienti repubblichini
della G.N.R. o della Resega
che ai tedeschi glieli hanno messi in mano

Che se poi
ed è verità
un uomo come il povero prevosto al posto
di quel sangue aveva offerto il suo
se fin dentro
il plotone di esecuzione
ce ne sono stati che hanno sparato in alto
chi è morto allora è morto
per risvegliare l'amore

Sacro nome
che lezione
da tre ragazzi
accoppati a vent'anni.

inviata da Riccardo Venturi - 15/9/2007 - 19:30


Trovo su Stragi nazifasciste i nomi dei tre partigiani fucilati per rappresaglia nel cimitero di Castano Primo il 26 febbraio del 1945. Erano tutti e tre nativi di Castano Primo e appartenevano alla Brigata Autonoma “Leopoldo Gasparotto” operante nell'Alto milanese, intitolata a “Poldo”, comandante delle Brigate Giustizia e Libertà della Lombardia, internato nel campo di Fossoli e lì ucciso insieme ad altri prigionieri nel giugno del 1944.

I nomi dei tre giovani partigiani:

Griffanti Franco, nato il 14 luglio 1925
Noè Antonio, nato il 19 novembre 1924
Noè Franco, nato il il 25 maggio 1923


Bernart Bartleby - 12/7/2017 - 10:56


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