Lingua   

Er soudarded zo gùisket é ru [Ar soudarded zo gwisket e ruz]

Max Ar Fur


Lingua: Bretone (Vannetais)


Ti può interessare anche...

Ma zat
(Cécile Corbel)
Complainte de Marion du Faouët
(Tri Yann)
Gwerz tabut Kemper
(Alan Stivell)


[ca. 1880]
Scritta da Max Ar Fur
Skrevet gant Max Ar Fur
Written by Max Ar Fur
Musica / Sonerezh / Music: Tradizionale / Hengounel / Traditional
Poi divenuta canzone popolare bretone
Goude deuet da vezañ ur c'hanaouenn poblel
Then turned into a Breton folksong
Interpreti moderni / Jubennourien modern / Modern performers :
1. Gweltaz Ar Fur (Gildas Le Fur)
2. Soazig Kermabon ("Chant et Harpe Celtique", 1980; "Horizons Celtiques", 1997)
3. Gilles Servat (Album: Comme je voudrai!, 2000)

soudgwisSi è visto finora, nel rifacimento della Sezione Bretone del sito, come le canzoni di coscritti occupino la place d'honneur tra quelle tradizionali. Questa, invece, è la canzone di un soldato, il soldato Ar Fur. «Ar Fur» significa «Il saggio» in bretone, ma non è una qualche sorta di soprannome: è un cognome assai diffuso (francesizzato in «Le Fur»). Non è un caso che il primo ad averla cantata in epoca moderna sia stato Gweltaz Ar Fur (Gildas Le Fur in francese), negli anni '70: la canzone, scritta verso il 1880 da suo nonno, Max Ar Fur, parla a sua volta di un altro parente morto durante la guerra franco-prussiana del 1870. Sono notizie riportate da Gilles Servat nel suo album Comme je voudrai! del 2000: Servat l'aveva imparata a sua volta proprio da Gweltaz Le Fur. Scrive Servat nell'album: »Si può pensare che la terra bagnata dalle lacrime dei Bretoni sia quella di Conlie, dove il battaglione bretone rimase inutilizzato, a marcire nel fango. Nella canzone sembra si parli di una sorta di 'collegamento telepatico' che annuncia la morte di un familiare partito per la guerra.» (Il riferimento a Conlie riporta diritto alla canzone dei Tri Yann, Kerfank 1870, che ne parla specificamente.)

La si crede generalmente una canzone popolare; ma popolare, in senso pieno, lo è diventata soltanto quasi un secolo dopo che è stata scritta. In questo caso non si deve forse, però, parlare di «invenzione della tradizione»: la Bretagna è uno dei pochi luoghi in Europa dove certe canzoni scritte da un autore diventavano canzoni popolari in breve tempo, anche in tempi recenti. E, infatti, sono parecchie le canzoni della «Sezione Bretone» che, ricercando, ho dovuto togliere dall'anonimo
per attribuirle finalmente a qualcuno di ben preciso. Comunque la si veda, si tratta di una canzone popolare nel vero senso del termine; e tra le più belle dell'intero patrimonio musicale bretone.

Non soltanto per la melodia, di origine tradizionale, che è, come si suol dire, «assassina». Anche il testo non è certamente tra le solite «partenze del coscritto» (ma anche tra queste si trovano dei capolavori); mesto, dolente, con la storia del soldato Ar Fur, «il miglior soldato dell'armata» che, forse per darsi coraggio, non crede di morire. Però, fin dalla prima strofa (che viene ripetuta alla fine), la morte incombe con quei soldati vestiti di rosso mentre i preti son vestiti di nero. Anche il soldato Ar Fur sa bene che cosa lo aspetta, introdotto dalle bellissime strofe centrali del cimitero del paese, con l'albero che appassisce quando il soldato muore. Er soudarded zo gùisket é ru è un canto giustamente celebrato, da annoverare tra i grandi canti di soldati del mondo con la sua atmosfera al tempo stesso concreta e tragica, e soprannaturale.

Il paese del soldato Ar Fur, cantato dal suo omonimo, è quello di Brizieux, Brizak in bretone. Brizieux, dove sembra che il cimitero esista ancora, è adesso un quartiere campagnardo di Vannes; allora doveva essere un semplice villaggio. E se siamo a Vannes, bisognerà dire anche due parole sul linguaggio in cui il canto è scritto. In bretone, certo; ma nel dialetto di Vannes, Gwenedeg, o Vannetais. Il Vannetais è considerato il dialetto più aberrante della lingua bretone, specialmente per quanto riguarda la pronuncia (ma ha anche le sue forti particolarità morfosintattiche). Prima dell'introduzione (o invenzione) del «Bretone Unificato», i corsi di bretone erano costretti a riservare una sezione speciale al Vannetais, oppure a presentare le due varianti (il «KLT» -Kernew/Leon/Treger- e il Vannetais) fianco a fianco, raccomandando di scegliere una delle due varietà e di non mischiarle. E così, se saltapicchiando nella «Sezione Bretone» vi siete magari un po' abituati al bretone più o meno standard (quello che i francesi chiamano a volte «bretone tonante», dall'effetto che fa alle loro orecchie), vi ritroverete ora con un dialetto dove tutto viene smollicciato, palatalizzato, aspirato, deformato; dove «gw» si pronuncia come in «ciuccio», dove la «zh» finale si pronuncia come uno schiarimento di gola («Breizh» si pronuncia «BreiHH») e dove le parole sono talmente legate assieme da non capirci assolutamente nulla.

Serve, tutto questo, per introdurre un po' qualche moderno interprete di questo capolavoro della folksong bretone. Di Gweltaz Ar Fur si è già parlato: è stato colui che ha letteralmente disseppellito questo vero e proprio «canto di famiglia». Difficile chiamarlo altrimenti: un canto scritto da un Ar Fur sul soldato Ar Fur e poi interpretata dal bardo Ar Fur, loro discendente. Ascoltiamola dunque con tutto il suo infernale Vannetais:



Si tratta di un'interpretazione abbastanza “rustica”, proveniente dal rinascimento musicale bretone degli anni '70. Non c'è dubbio che, fra tutte, è la più autentica, nonché la "capostipite". Facendo un salto di qualche anno, andiamo al 1980 e a quella che, a mio parere, è l'interpretazione più bella anche se, forse, infedele (ma non esistono “infedeltà” nella canzone popolare). Totalmente opposta alla “rusticità” di Gweltaz Ar Fur, ecco dunque la delicatissima, ancorché abbreviata, interpretazione della valente cantante e arpista Soazig Kermabon, nota semplicemente come “Soazig” (dall'album Chant et Harpe Celtique del 1980, poi riproposto nell'album collettivo Horizons Celtiques del 1997). Anche lei la canta comunque in Vannetais stretto:



Arriviamo quindi a Gilles Servat e alla sua interpretazione del 2000: purtroppo non la si può fare ascoltare, perché il video non c'è da nessuna parte. Per il resto si rimanda a quanto detto nella prima parte di questa introduzione

servcomme


Ma sono tanti altri gli interpreti di questa canzone, compresi chi la ha interpretata in bretone standard e persino il polistrumentista ungherese Zoltán Arany, che non ha osato cimentarsi col Vannetais ma che pronuncia un bretone standard decente (e che ha fatto una versione molto bella, con un video altrettanto bello). Ma occorre ribadire che, in Bretagna, questa è una canzone popolare nel senso oramai pieno del termine. E che il soldato Ar Fur riposi in pace sotto il suo albero. [RV]
Er soudarded zo gùisket é ru,
O lin de lin da lan dé lin da
Er soudarded zo gùisket é ru,
Er véleion gùisket é du.

Gwellañ soudard é oé én armé,
O lin de lin da lan dé lin da
Gwellañ soudard é oé én armé,
Oé er soudard Ar Fur, é oé.

Heñ e lare d'é gamarad,
O lin de lin da lan dé lin da
Heñ e lare d'é gamarad,
'gredan ket e varùein erhad.

Pa varùein mé kreiz er brezél,
O lin de lin da lan dé lin da
Pa varùein mé kreiz er brezél,
Intéret mé én douar santél.

Pa varùein mé é ti ma sad,
O lin de lin da lan dé lin da
Pa varùein mé é ti ma sad,
Intéret mé ér vourh Brizak.

Er vourh Brizak kreiz er vèred,
O lin de lin da lan dé lin da
Er vourh Brizak kreiz er vèred,
Ur sapin-groez eh eus plañtet.

Ur ùézenn-groez eh eus plañtet,
O lin de lin da lan dé lin da
Ur ùézenn-groez eh eus plañtet,
Jaméz délienn n'en deus mañket.

Med er blé-ma heñ zo gouiùet,
O lin de lin da lan dé lin da
Med er blé-ma heñ zo gouiùet,
Soudard Ar Fur e zo marùet.

Komañs e rae en douar de hlubein,
O lin de lin da lan dé lin da
Komañs e rae en douar de hlubein,
Ged er Vretoned é ouilein.

Gwellañ soudard é oé én armé,
O lin de lin da lan dé lin da
Gwellañ soudard é oé én armé,
Oé ar soudard Ar Fur, é oé.

Er soudarded zo gùisket é ru,
O lin de lin da lan dé lin da
Er soudarded zo gùisket é ru,
Er véleion gùisket é du.

inviata da Riccardo Venturi - 7/9/2007 - 00:17




Lingua: Bretone

Il testo in bretone unificato standard
Ar pozioù e Brezhoneg-Peurunvan
Di Riccardo Venturi, 5 gennaio 2015
gant Richard Gwenndour, 5 a viz Genver 2015

Non avevo quasi neppure finito di rifare il testo in bretone standard, quando mi sono accorto che c'era chi aveva già provveduto: il gruppo Gwalarn di Véronique Autret, che ha interpretato la canzone in bretone normalizzato. Potevo evitarmi la fatica, ma mi fa piacere constatare che gli Gwalarn ("Nord-ovest") la cantano esattamente come l'ho scritta io... [RV]

AR SOUDARDED ZO GWISKET E RUZ

Ar soudarded zo gwisket e ruz,
O lin de lin da lan de lin da
Ar soudarded zo gwisket e ruz,
Ar veleien gwisket e du.

Gwellañ soudard a oa en arme,
O lin de lin da lan de lin da
Gwellañ soudard a oa en arme,
Oa ar soudard Ar Fur, a oa.

Eñ a lare d'e gamaraded,
O lin de lin da lan de lin da
Eñ e lare d'e gamaraded,
Ne gredan ket e varvin ervat.

Met pa varvin-me kreiz ar brezel,
O lin de lin da lan de lin da
Met pa varvin-me kreiz ar brezel,
Interit me e douar santel.

Met pa varvin-me e ti ma zad,
O lin de lin da lan de lin da
Met pa varvin-me e ti ma zad,
Interit me er vourk Brizak.

Er vourk Brizak kreiz ar vered,
O lin de lin da lan de lin da
Er vourk Brizak kreiz ar vered,
Ur sapr-groez ez eus plañtet.

Ur wezenn-groez ez eus plañtet,
O lin de lin da lan dé lin da
Ur wezenn-groez ez eus plañtet,
James delienn n'en deus mañket.

Met ar bloaz-mañ eñ zo gweñvet,
O lin de lin da lan de lin da
Med ar bloaz-mañ eñ zo gweñvet,
Soudard Ar Fur a zo marvet.

Komañs a rae an douar da c'hlebiañ,
O lin de lin da lan dé lin da
Komañs a rae an douar da c'hlebiañ,
Gant ar Vretoned o ouelañ.

Gwellañ soudard a oa en arme,
O lin de lin da lan de lin da
Gwellañ soudard a oa en arme,
Oa ar soudard Ar Fur, a oa.

Ar soudarded zo gwisket e ruz,
O lin de lin da lan de lin da
Ar soudarded zo gwisket e ruz,
Ar veleien gwisket e du.

5/1/2016 - 21:59




Lingua: Bretone (Vannetais)

La versione abbreviata interpretata da Soazig (Soazig Kermabon) nel 1980 nell'album "Chant et Harpe Celtique", e poi nel 1997 (nell'album collettivo "Horizons Celtiques").
Si veda anche l'introduzione

Soazig Kermabon e Fred Samzun, il suo volinista.
Soazig Kermabon e Fred Samzun, il suo volinista.


Riportiamo la versione di Soazig nella grafia tradizionale del Vannetais, sebbene adesso sia rarissimamente usata (oppure viene unificata a quella standard). Come si può vedere, due strofe sono invertite di posto.
ER SOUDARDED ZO GÙISKET É RU
[AR SOUDARDED ZO GWISKET E RUZ]

Er soudarded zo gùisket é ru,
O din din dan dé lan di dé lin da
Er soudarded zo gùisket é ru,
Er véleion gùisket é du.

Gwellañ soudard é oé én armé,
O din din dan dé lan di dé lin da
Gwellañ soudard é oé én armé,
Oé er soudard Ar Fur, é oé.

Heñ e lare d'é gamarad,
O din din dan dé lan di dé lin da
Heñ e lare d'é gamarad,
'gredan ket e varùein ervad.

Pa varùein mé é ti ma sad,
O din din dan dé lan di dé lin da
Pa varùein mé é ti ma sad,
Intéret mé ér vourh Brizak.

Pa varùein mé kreiz er brezél,
O din din dan dé lan di dé lin da
Pa varùein mé kreiz er brezél,
Intéret mé én douar santél.

Er soudarded zo gùisket é ru,
O din din dan dé lan di dé lin da
Er soudarded zo gùisket é ru,
Er véleion gùisket é du.

inviata da Richard Gwenndour/Gwenedour - 5/1/2016 - 23:34




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
5 gennaio 2016
I SOLDATI VAN VESTITI DI ROSSO

I soldati van vestiti di rosso,
O lin de lin da lan de lin da
I soldati van vestiti di rosso,
E i preti van vestiti di nero.

Il miglior soldato che era nell'armata,
O lin de lin da lan de lin da
Il miglior soldato che era nell'armata
Sì che era il soldato Ar Fur.

E diceva ai suoi compagni,
O lin de lin da lan de lin da
E diceva ai suoi compagni,
Non credo di morire davvero.

Ma se dovessi morire in guerra,
O lin de lin da lan de lin da
Ma se dovessi morire in guerra,
Seppellitemi in terra benedetta.

Ma se morissi in casa di mio padre,
O lin de lin da lan de lin da
Ma se morissi in casa di mio padre,
Seppellitemi al paese di Brizieux.

Al paese di Brizieux nel camposanto,
O lin de lin da lan de lin da
Al paese di Brizieux nel camposanto,
Un abete da croce ci sta piantato.

Un albero da croce ci sta piantato,
O lin de lin da lan de lin da
Un albero da croce ci sta piantato,
E mai ha perso il suo fogliame.

Però quest'anno è appassito,
O lin de lin da lan de lin da
Però quest'anno è appassito,
Morto è il soldato Ar Fur.

La terra ha cominciato a bagnarsi,
O lin de lin da lan de lin da
La terra ha cominciato a bagnarsi
Assieme alle lacrime dei Bretoni.

Il miglior soldato che era nell'armata,
O lin de lin da lan de lin da
Il miglior soldato che era nell'armata
Sì che era il soldato Ar Fur.

I soldati van vestiti di rosso,
O lin de lin da lan de lin da
I soldati van vestiti di rosso,
E i preti van vestiti di nero.

5/1/2016 - 21:41




Lingua: Francese

La traduzione francese d'arte di Christian Souchon (2006)
Traduction française rythmique de Christian Souchon (2006)
LES SOLDAS VONT DE ROUGE VÊTUS

Les soldats vont de rouge vêtus
Les soldats vont de rouge vêtus,
O lin de lin da lan de lin da la la
Les soldats vont de rouge vêtus
Les prêtres vont en noir, le vois-tu?

Et le meilleur soldat de l'armée
O lin de lin da lan de lin da la la
Et le meilleur soldat de l'armée
C'est, je crois, Le Fur qu'il se nommait.

Lequel disait à ses compagnons:
O lin de lin da lan de lin da la la
Lequel disait à ses compagnons:
"Je ne crois pas mourir pour de bon.

Mais si je meurs au cours du combat,
O lin de lin da lan de lin da la la
Mais si je meurs au cours du combat,
En terre bénie enterrez-moi!

Oui, mais si je meurs dans ma maison
O lin de lin da lan de lin da la la
Oui, mais si je meurs dans ma maison
Au bourg de Brisac menez-moi donc.

Dans le cimetière de Brisac
O lin de lin da lan de lin da la la
Dans le cimetière de Brisac
Un sapin j'ai planté pour ma croix.

Un arbre pour ma croix j'ai planté
O lin de lin da lan de lin da la la
Un arbre pour ma croix j'ai planté
Jamais aiguille n'y a manqué."

Mais cette année l'arbre est abattu:
O lin de lin da lan de lin da la la
Mais cette année l'arbre est abattu:
Le brave soldat Le Fur n'est plus.

Et l'on a commencé de creuser.
O lin de lin da lan de lin da la la
Et l'on a commencé de creuser.
Les Bretons se sont mis à pleurer

Les soldats vont de rouge vêtus
O lin de lin da lan de lin da la la
Les soldats vont de rouge vêtus
Et les prêtres en noir, le vois-tu?

Les soldats vont de rouge vêtus
O lin de lin da lan de lin da la la
Les soldats vont de rouge vêtus
Et les prêtres en noir, le vois-tu?

inviata da DonQuijote82 + AWS/CCG Staff - 24/11/2011 - 16:12




Lingua: Inglese

English translation by Richard Gwenndour
Piacenza (Plesañs), 13.2.2016
THE SOLDIERS ARE DRESSED IN RED

The soldiers are dressed in red,
O lin de lin da da la la
The soldiers are dressed in red
And the priests are dressed in black.

The best soldier who was in the army
O lin de lin da da la la
The best soldier who was in the army
Was the soldier Ar Fur, it was he.

And he said to his comrades:
O lin de lin da da la la
And he said to his comrades:
“I don’t think I’ll die in combat.

But if I should die in combat,
O lin de lin da da la la
But if I should die in combat,
Please bury me in blessed ground.

But if I should die at my father’s home
O lin de lin da da la la
But if I should die at my father’s home
Please take me to the village of Brizieux.

In the graveyard of Brizieux
O lin de lin da da la la
In the graveyard of Brizieux
There’s a fir tree planted over my cross.

There’s a fir tree planted over my cross,
O lin de lin da da la la
There’s a fir tree planted over my cross
And needles there have never failed."

But the fir tree is felled this year,
O lin de lin da da la la
But the fir tree is felled this year,
The soldier Ar Fur is no more.

And then the earth became wet,
O lin de lin da da la la
And then the earth became wet
With all Bretons’ tears.

The best soldier who was in the army
O lin de lin da da la la
The best soldier who was in the army
Was the soldier Ar Fur, it was he.

The soldiers are dressed in red,
O lin de lin da da la la
The soldiers are dressed in red
And the priests are dressed in black.

inviata da Richar Gwenndour - 13/2/2016 - 09:56




Lingua: Portoghese

Versione portoghese da lyricstranslate.com
Versão portuguesa de Lyricstranslate
OS SOLDADOS VÃO VESTIDOS DE VERMELHO

Os soldados vão vestidos de vermelho
O din di dan di lin di di di dan
Os soldados vão vestidos de vermelho
Os padres vão de negro, tu vês?

E o melhor soldado do exército
O din di dan di lin di di di dan
E o melhor soldado do exército
Eu acho que era chamado de Fur

O qual dizia aos companheiros
O din di dan di lin di di di dan
O qual dizia aos companheiros
Não acredito na morte sem luta

Mas se morrer em combate
O din di dan di lin di di di dan
Mas se morrer em pleno combate
Que me enterrem numa terra bendita

Sim, mas seu morrer em casa
O din di dan di lin di di di dan
Sim, mas seu eu morrer em casa
Então levem-me à aldeia de Brissac

No cemitério de Brissac
O din di dan di lin di di di dan
No cemitério de Brisac
Quero embaixo de minha cruz, um abeto plantar

Uma árvore em minha cruz, eu plantei
O din di dan di lin di di di dan
Uma árvore em minha cruz eu plantei
Nunca mais faltaram agulhas

Mas este ano, a árvore foi derrubada
O din di dan di lin di di di dan
Mas este ano, a árvore foi derrubada
O bravo soldado Fur não existe mais

E começaram a cavar
O din di dan di lin di di di dan
E começaram a cavar
E os bretões puseram-se à chorar

Os soldados vão vestidos de vermelho
O din di dan di lin di di di dan
Os soldados vão vestidos de vermelho
Os padres vão de negro, tu vês?

Os soldados vão vestidos de vermelho
O din di dan di lin di di di dan
Os soldados vão vestidos de vermelho
Os padres vão de negro, tu vês?

inviata da DonQuijote82 + AWS/CCG Staff - 24/11/2011 - 16:20




Lingua: Svedese

Svensk översätting av XXI. Århundrades Toskanska Anonym
20. Februari 2017 08:00

Soldaterna äro klädda i rött...
Soldaterna äro klädda i rött...
SOLDATERNA ÄRO KLÄDDA I RÖTT

Soldaterna äro klädda i rött,
O lin de lin da lan de lin da
Soldaterna äro klädda i rött,
Och prästerna äro klädda i svart.

Bäste soldaten som var i armén,
O lin de lin da lan de lin da
Bäste soldaten som var i armén,
var ja soldaten Ar Fur, det var han.

Och han sade till hans kamrater,
O lin de lin da lan de lin da
Och han sade till hans kamrater,
Jag tror icke att jag verkligen dör.

Men skulle jag dö i kriget,
O lin de lin da lan de lin da
Men skulle jag dö i kriget,
Så begrav mig i vigd jord.

Skulle jag dö i min faders hus,
O lin de lin da lan de lin da
Skulle jag dö i min faders hus,
Så begrav mig i Brizieux by.

I Brizieux bys kyrkogård,
O lin de lin da lan de lin da
I Brizieux bys kyrkogård
finnes det en stor korsgran.

Det finnes där en stor korsgran,
O lin de lin da lan de lin da
Det finnes där en stor korsgran,
Som aldrig förlorat sina löv.

Men i detta år har den vissnat,
O lin de lin da lan de lin da
Men i detta år har den vissnat
Ty soldaten Ar Fur är död.

Och hela jorden blev våt,
O lin de lin da lan de lin da
Och hela jorden blev våt
Med Bretonernas bittra tåror.

Bäste soldaten som var i armén,
O lin de lin da lan de lin da
Bäste soldaten som var i armén,
var ja soldaten Ar Fur, det var han.

Soldaterna äro klädda i rött,
O lin de lin da lan de lin da
Soldaterna äro klädda i rött,
Och prästerna äro klädda i svart.

inviata da L'Anonimo Toscano del XXI Secolo - 20/2/2017 - 08:01


La versione di Zoltán Arany
Stumm Zoltán Arany, soner hungarian a gan e brezhoneg gant distagadur mat!



Zoltán Arany (o meglio, Arany Zoltán all'ungherese) è un polistrumentista e "world musician" magiaro. Suona e canta molto bene in molte lingue, e pronuncia il bretone standard in modo ottimo. Però, nel suo video YouTube, qualifica la canzone di "canto ribelle giacobita del XVIII secolo". I giacobiti in Bretagna?!?

Zoltán Arany (Arány Zoltán hervez an doare hungarek) a zo ur «soner -bed» hungarian. Mat-mat e son ha gan e kalz a yezhoù, hag eus ar c'hentañ e zistag ar brezhoneg-peurunvan. Koulskoude, en e video YouTube e lavarer eo ar c'hananouenn ur «c'han dispac'hel yakobour eus ar 18vet kantved». Yakobourien e Breizh?!?

Richard Gwenndour - 6/1/2016 - 01:14


Il brano interpretato dal gruppo russo (moscovita) Meldis.



Il brano interpretato dal gruppo russo (moscovita) Meldis. Il brano è stato registrato il 2 marzo 2013 durante un concerto nella città di Vladimir. La cantante e arpista si chiama Anastasija Ivanovna Papisova; interpreta la versione abbreviata di Soazig. Però canta in bretone standard; forse per una russa il Vannetais sarebbe stato un po' troppo. A questo punto manchiamo soltanto io che canto e Krzysiek Wrona all'arpa...dlen dlen...da non perderci...gulp...il soldato Le Fur torna dal regno de' morti e ci spara secchi...vabbè, meglio la Papisova col telenn...

Anastasija Ivanovna Papisova
Anastasija Ivanovna Papisova

Ришард Гуенндур - 6/1/2016 - 02:35




e con Estas Tonne

Krzyś :( - 6/1/2016 - 01:46


Da noi, nei tempi remoti, che per me sarebbero gli anni 70, i fagioli nella salsa di pomodoro con le patate lesse (calde) si chiamavano "i fagiolini alla bretona". Una pietanza mai, e poi mai, fino ai giorni nostri conosciuta in Bretagna : DDD
Credo, che basta sapere sta cosa, per passare "ad al di là migliore" in pochi istanti, altro che nirvana.
Mondo, ti saluto :)

Христофор - 6/1/2016 - 02:45


Come no....il famoso pomodoro bretone, che fa il paio coi meravigliosi pomodori scozzesi delle patatine Highlander, da innaffiare magari con ottimo vino norvegese e peperoncino estone... :-P

Comunque a me, nei miei tempi remoti (per me gli anni '60) a scuola hanno dato da mangiare per 5 anni di fila i fagiolini, e ne ho derivato un odio cosmico !!!

Richard Gwenndour a-enep ar fav-glas! - 6/1/2016 - 03:07


Caro Riccardo, l'interpretazione di Soazig che tu citi proveniente da Horizons Celtiques (che è una compilation di autori vari) del 1997, in realtà è presa dal suo primo LP Chant et Harpe Celtique del 1980. Questa canzone lei l'ha imparata da sua nonna Marie-Jeanne LE PEUTREC originaria di Hennebont.
Per ciò che riguarda Gweltaz Ar Fur, personaggio molto impegnato ed attivo in Bretagna in tutte le grandi lotte dei lavoratori negli anni della Rinascita e anch'egli nativo di Hennebont, dopo un paio di 45 giri e un paio di LP da metà degli anni 70 non ha più inciso canzoni e nell'aprile del 1980 ha aperto a Quimper, al numero 2 du rue du Roi Gradlon (bel nome, vero?!) la libreria Ar Bed Keltiek. Naturalmente libri e dischi dalla Bretagna. Questo fino a metà febbraio 2011 (attualmente la libreria esiste ancora ma ha totalmente cambiato genere ed è gestita da altri). Ultima nota: nel 2010 ha inaspettatamente inciso dopo questo lunghissimo silenzio un terzo disco dal titolo MEBAY 'VO GLAW: undici pezzi di cui dieci inediti.
Kenavo

Flavio Poltronieri - 6/1/2016 - 12:09


Flav c'her, lammet em eus da zifaziañ digoradur ar bajenn-mañ hervez an disklêriadurioù az peus roet din. Evit gwir ez anaven ar c'hanaouenn-mañ e stumm Soazig hepken hervez ar bladenn “Horizons Celtiques” ha n'ouien ket e oa bet enrollet abaoe 1980 dija en ur bladenn all. Trugarez evit da geleier prizius. Kenavo ha salud!

Richard Gwenndour - 6/1/2016 - 19:43


Ricollegandomi a quanto ho scritto il 6 gennaio scorso, l'unico brano non inedito del disco è appunto "Ar soudarded a zo gwisket e ruz" che Gweltaz reinterpreta con il nuovo arrangiamento molto evocativo e minimale (che mi ricorda le cose migliori di Dan Ar Braz)ad opera del chitarrista Patrice Marzin. Viene affermato che si tratta di un omaggio familiare, che la canzone gli è stata insegnata dal padre e che racconta di un suo prozio che ha trovato la morte lontano da casa durante la guerra del 1870. La divisa militare francese era a quel tempo di colore robbia.

Flavio Poltronieri - 27/2/2016 - 10:08


Gweltaz Ar Fur interpreta la canzone al Cornouaille Festival Quimper (2010)
Gweltaz Ar Fur performing the Song at Cornouaille Festival Quimper (2010)


Richard Gwenndour - 13/4/2016 - 16:41


L'interpretazione di Lucie Mandrages - Askolenn
The song performed by Lucie Mandrages - Askolenn


Richard Gwenndour is back - 30/12/2016 - 10:30


Non mi mettete nel Lamponeto, ma in un Rovo ci starei....
Salute e buona frutta a tutti i partécipanti!

Da
Krzyś

krzyś - 31/12/2016 - 05:01


In alto a questa pagina campeggia la foto del 45 giri, la canzone la si può ascoltare anche nel relativo LP "Chants Celtiques" uscito nel 1973 per la major Atlantic (fatto piuttosto insolito per questo tipo di musica).
Una curiosità può essere che il pezzo di apertura del 33, "An drop hep penn na lost" ovvero "Andro senza capo nè coda" altro non è che la "Suite sudarmoricaine" che di quei tempi Alan Stivell suonava all'Olympia di Parigi. Che altro non è che il tradizionale bretone "E pardon Spezed". Per completezza d'informazione, ne riporto il testo ma reputo meglio non tradurla in italiano perchè di Antiwar non c'è proprio niente e non vorrei espormi a eventuali strali...kenavo

E pardon Spezed e oan bet
Ur plac'h yaouank am eus kavet
la la la la le lo

'Barzh ar park vras hon eus kousket
Ur verol bras am eus paket
la la la la le lo

D'an ospital on bet kaset
War an daol vras on bet lakaet
la la la la le lo

Ha ma lost bras 'zo bet troc'het
Dre ar prenestr eo bet kaset
la la la la le lo

Ur meil ki-bleiz 'zo tremenet
Ha ma lost bras e-neus debret
la la la la le lo

Hag ar ki-bleiz a zo marvet
la la la lo la la la le lo

Flavio Poltronieri - 6/3/2017 - 18:15


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org