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Soldaten

Hans Christian Andersen


Lingua: Danese


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(anonimo)


[1830]
Versi del famoso scrittore danese, nella sua raccolta intitolata “Digte”, pubblicata nel 1830
Musica del compositore norvegese Edvard Grieg (1843-1907), risalente al 1865
Anche le versioni tedesca e francese sono state musicate da altri noti compositori, tra cui Robert Schumann, Wilhelm Furtwängler e Pierre Mathé.
Testo tovato su Lieder.net

Deserter execution (American Civil War, 1861)
Deserter execution (American Civil War, 1861)
Med dæmpede Hvirvler Trommerne gaae,
ak, skal vi dog aldrig til Stedet naae,
at han kan faa Ro i sin Kiste?
Jeg tror mit Hjerte vil briste!

Jeg havde i Verden en eneste Ven!
Ham er det man bringer til Døden hen
med klingende Spil gennem Gaden,
og jeg er med i Paraden!

For sidste Gang skuer han nu Guds Sol,
nu sidder han alt paa Dødens Stol,
de binde ham fast til Pælen!
Forbarm dig, Gud, over Sjælen!

Paa en Gang sigte de alle ni.
De otte skyde jo rent forbi,
de rysted paa Haanden af Smerte,
kun jeg traf ham midt i hans Hjerte!

inviata da Bernart Bartleby - 10/1/2018 - 15:52




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
Piacenza, 10 gennaio 2017 20:40
IL SOLDATO

Con rullìi smorzati vanno i tamburini,
- Ah, giammai giungeremo in quel posto
Ov'egli potrà trovar pace nella bara?
- Penso che mi si spezzerà il cuore!

Io avevo al mondo soltanto un amico,
Ed è lui che a morte stanno recando
al suon della fanfara per la strada,
ed io pure qua sono, nel plotone in parata!

Per l'ultima volta mira il sole di Dio,
- e già siede tutto sulla sedia di morte;
al palo lo legano stretto,
- Dio, abbi pietà della sua anima!

Insieme prendon la mira tutti e nove
ed otto colpi hanno già sparato;
tremavan lor le mani dal dolore,
- possa io averlo colpito dritto al cuore!

10/1/2018 - 20:41




Lingua: Tedesco

Traduzione tedesca / German translation / Traduction allemande / Deutsche Übersetzung: Adelbert von Chamisso
DER SOLDAT

Es geht bei gedämpfter Trommel Klang;
Wie weit noch die Stätte! der Weg wie lang!
O wär' er zur Ruh' und alles vorbei!
Ich glaub', es bricht mir das Herz entzwei!

Ich hab' in der Welt nur ihn geliebt,
Nur ihn, dem jetzt man den Tod doch giebt.
Bei klingendem Spiele wird paradiert,
Dazu bin auch ich kommandiert.

Nun schaut er auf zum letztenmal
In Gottes Sonne freudigen Strahl, –
Nun binden sie ihm die Augen zu, –
Dir schenke Gott die ewige Ruh'.

Es haben die Neun wohl angelegt,
Acht Kugeln haben vorbeigefegt.
Sie zitterten alle vor Jammer und Schmerz –
Ich aber, ich traf ihn mitten ins Herz.

inviata da Juha Rämö - 10/1/2018 - 23:16


Mi sono permesso, sulla scorta anche di questa pagina, di riportare il testo del Lied anderseniano all'effettiva grafia dell'epoca (il danese ha subito nel tempo diverse riforme ortografiche; quella attuale risale a poco prima degli anni '50 del XX secolo). Non si tratta soltanto di ortografia: il danese di Andersen è per forza di cose arcaico, e così la poesia è stata redatta (ad esempio con tutte le forme plurali dei verbi, che sono da secoli fuori uso nel danese parlato e da circa un secolo anche da quello scritto). Il testo riportato da BB è in grafia moderna, e chi lo ha trascritto si è lasciato sfuggire delle forme linguistiche moderne.

Riccardo Venturi - 10/1/2018 - 20:52


E ci mancherebbe, Riccardo, manco ce lo sapevo che il danese si fosse così rinnovato nel 900...



L'unico danese che ho mai conosciuto è quello dei 4 bassotti!

BAU!

B.B. - 10/1/2018 - 22:52


Danese e bassotti a parte, forse la canzone potrebbe essere inserita anche nel percorso sui Disertori.

E' vero che nella canzone non viene specificato il motivo dell'esecuzione del soldato, ma il fatto che venga fatto fucilare dai commilitoni e non da un plotone della polizia militare mi pare possa indicare un'esecuzione "esemplare" che normalmente veniva riservata proprio ai disertori o ai "vigliacchi di fronte al nemico"...

B.B. - 10/1/2018 - 23:22


Hai assolutamente ragione per quanto riguarda il percorso sui disertori, e vado subito a provvedere. Per quanto riguarda le riforme ortografiche, è una delle cose più curiose non solo del danese, ma di tutte le lingue scandinave continentali. In generale, la loro ortografia storica era pesantemente influenzata dal tedesco (avrai forse notato che nella grafia originale del tempo di Andersen, i sostantivi si scrivevano con l'iniziale maiuscola, ad esempio). Le lingue scandinave erano arrivate a non utilizzare la lettera "v", e usavano invece la "w" tedesca; e così via. In generale, le riforme ortografiche, specie dopo la II guerra mondiale, hanno avuto uno scopo ben preciso: quello di allontanare quanto più possibile la grafia da quella tedesca. Chissà perché...

Riccardo Venturi dall'Intercity 583 - 11/1/2018 - 08:09



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