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Augh

Mara Redeghieri
Lingua: Italiano

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(2017)
dal nuovo album "Recidiva" di Mara Redeghieri, la ex cantante degli Üstmamò
Recidiva

Augh: un’onomatopea, un “falso storico”, l’attribuzione fumettistica e cinematografica di un connotato primitivo. È logos colonialistico: l’uomo occidentale che pensa di rivolgersi al nativo emulando il suo linguaggio, imponendo la sua visione di linguaggio.

Come un canto di battaglia, Augh procede su un ritmo di ispirazione tribale, incombente e percussivo. La voce sta sul battere: incalza, martella, marcia. Ha un suono metallico, arcigno, un ibrido tra l’avatar e il corporate.

Augh


L’uomo occidentale si presenta con i verbi all’infinito, senza coniugarli: come nel più gretto degli stereotipi sullo scontro di civiltà, come certi doppiaggi italiani che ancora oggi stuprano il senso di un personaggio genericamente ‘straniero’.

Noi avere macchina molto potente
Noi avere internet connection credit cards


È una canzone in prima persona plurale, dove eccezionalmente chi parla incarna il personaggio negativo, l’invasore bianco, appunto, se la mettiamo con gli indiani.

I pifferai cambiano, ma il piffero è rimasto lo stesso, pre Duemila come post Duemila: la televisione. Anche qui, intesa come un tipo: l’anelito di visibilità ha cambiato canali di trasmissione, aggiungendone di nuovi, riversandosi nella rete, ma non ha perso quel fascino ipnotico, semmai è diventato più sofisticato.

La rivoluzione non ti fa mangiare
Questo grande sciopero fa male fa male
Meglio fare a modo, torna nell’ovile
Guarda che programmi che ci sono alla tv


Augh procede per caratteri, non per riferimenti realistici. L’invasore, il finto buono, lo straniero primitivo, l’abbindolamento, il trattamento migliorativo, l’inclusione, la comunicazione. Come gli archetipi incarnati dalle marionette di un teatrino, come quello che si vede nel video del brano: una stanzetta, una Mara infantile e insieme glaciale che assiste allo show su una tv di cartone in cui si confrontano un pellerossa e Donald Trump, unico effettivo gancio al presente (anche se sTrump è il nome di un altro brano, altrettanto velenoso, di Recidiva).

Alla fine quel che facciamo finta di non vedere, è che tutto si perpetra secondo un determinismo sempre più meccanico, asettico, ma altrettanto, se non maggiormente, vorace:

Essere tua colpa se la vita ti va male


Come a dire: così deve andare, così sarà, prenditi quello che ti stiamo dando e ringrazia, perché poteva andarti peggio. Arrenditi. Augh.

Dopo aver fatto rimbalzare la sua metrica monofonica, appesa a una melodia che ruota attorno a una sola nota, come una salmodia, la voce di Mara comincia a reiterare l’ultimo verso, il più crudele, il più beffardo. A ogni ripetizione si metallizza, diventando sempre più simile a un generatore sintetico vocale. L’insistenza ha il fastidio di una punta di lama premuta sul costato. È un effetto teatrale, di una teatralità di ricerca contemporanea: l’umano che incontra il tecnologico, il tecnologico che diventa effetto espressivo.

estratti dalla recensione di Vincenzo Rossini su Unadimille
Noi avere macchina molto potente
Noi avere internet connection, credit cards
Noi avere casa, lavoro, badante cameriere
un bypass nel cuore, un piccolo tumore
quindi noi avere tutti i diriti di godere

Noi volere bene a badante e cameriere
Come al nostro cane a seconda dell’umore
basta
stringere corda al collo senza esagerare

Se ti vuoi salvare devi lavorare
nella grande fabbrica c'è posto speciale
lavorare in nero per diciotto ore
vieni a costruire il nostro mondo
migliore
vieni a costruire il nostro mondo
migliore

Grandi capi bianchi niente può fermare
sempre più petrolio, tanto più potere
Guai se tu sbagliare, se non ce la fare
essere tua colpa se la vita ti va male

La rivoluzione non ti fa mangiare
Questo grande sciopero fa male fa male
Meglio fare a modo, torna nell’ovile
Guarda che programmi che ci sono alla tv

Noi gestire fabbrica molto efficiente
fare tutto in serie, più velocemente
inquinare aria, avvelenare mare
Non è nostra colpa se non riesci a respirare

Noi avere immagine giusta, vincente
buona produzione, molto accativante
Mangia questa mela devi consumare
ma chi se ne frega se la vita ti va male

Non ti lamentare, non è così male
tanto a casa tua non avevi da mangiare
ora mangia e dormi, ora sogna e speri
che anche il tuo bambino possa avere la tv

Grandi capi bianchi niente può fermare
sempre più petrolio tanto più potere
Guai se tu sbagliare se non ce la fare
essere tua colpa se la vita ti va male

Essere tua colpa se la vita ti va male
Essere tua colpa se la vita ti va male
Essere tua colpa se la vita ti va male
Essere tua colpa se la vita ti va male
Essere tua colpa se la vita ti va male

30/6/2017 - 21:24


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