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Ottave in rima per Lorenzo Bargellini detto "Mao"

Anonimo Toscano del XXI secolo


Lingua: Italiano (Toscano Fiorentino)


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atxxi
[10 giugno 2016]
Si cantano sulla tipica cantilena delle ottave.

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Se 'un tu ci avevi casa e manco i'lesso
C'era Lorenzo che lui ci pensava,
E 'un ve lo dico, ma succedeva spesso
Che lui per tutti si mobilitava.
La testa no non ce l'aveva rasa,
E lo chiamavan Mao o i' Capellone,
E lui co' i' Movimento per la Casa
Era dovunqu' 'e c'era la tensione.

Se c'era una famiglia disfrattata,
Oppur se c'era una occupazione,
Correva sì con l'aria trafelata
A battagliar per quella situazione.
Co' i' motorino e colla cannottiera,
Oppure colla tuta militare,
Dei senza casa era la bandiera,
L'amico ed il compagno tuttofare.

Lottava da quand'era ragazzino,
Nella Firenze degli annisettanta,
Già co' capelli lunghi e piccolino
E allora la violenza gli era tanta.
Ma lui non si lasciò mai impressionare
Da cariche e dai brutti manganelli,
E per decenni ha avuto a seguitare,
Credeva lui in un mondo di fratelli.

Non c'erano stranieri e né italiani
Ma solo i proletari e gli oppressi,
Con quella grande faccia e colle mani
Contro quelli ch'eran sempre gli stessi.
Palazzinari e speculatori,
Gli sfruttatori in giacca e cravatta,
Le banche e tutti quanti lorsignori
Che non ti lascian manco una ciabatta.

Lui unn'era pe' la “casa agli italiani”,
Come que' fascistacci che c'è ora,
La casa gli è pe' tutti e anche i' domani
E que' nazisti vada alla malora.
Lo odiavano anche quelli d'i' Comune,
I' sindaco piddino e gli assessori,
E lui faceva a i' tiro alla fune
Coi poliziotti e gli sgomberatori.

Firenze bella e Firenze dannata,
Ridotta a una vetrina per i ricchi,
Firenze espulsa e già sgomberata
A suon di sbirri e cariche e di picchi.
I' Ponte Vecchio dato a' miliardari,
La gente massacrata dagli affitti,
Consorterie di palazzinari,
Nababbi indiani in Palazzo Pitti.

Firenze in mano a questi manìaci
Che sgomberan persino i bambini,
Come per i' giardino de' Nidìaci
Svenduto a una banda d'assassini.
Firenze co' massoni e “La NAZI-one”,
Firenze, àrtro che “Angeli del Bello”,
Ché i' solo angelo a lor disposizione
E gliè ma l'angelo d'i' manganello.

Lottava ancor Lorenzo Bargellini,
Quando l'ha colto una morte sì gretta.
Ci s'è rimasti come de' cretini
Alla notizia vile e maladetta.
Ciaveva poco più cinquantott'anni,
Passati a reclamà' casa e diritti,
A fa' a' signori sempre de' gran danni
E a occupare i palazzi sfitti.

Ed or ch'è morto ci hanno pur provato
A fàgni i “coccodrilli” e i lagrimoni,
Gl' ipocriti renziani e i' padronato,
Giornali di regime e istituzioni.
E ci han provato a fàgni i “ricordi”,
Però noi 'un ci si sogna di cascàcci,
A que' tromboni rimaniamo sordi,
'Un ciàbbino nemmen da riprovàcci.

Lo abbiamo accompagnato in tremila
Da San Marco infino a Santacroce,
Tutta un'altra Firenze che ora sfila
Con una sola anima e una voce.
Accompagnato sotto la calura,
Tremila che gridavan sotto i' sole,
Trecento o poco più pe' la Questura
Che 'un sa contà, oppure proprio 'un póle.

Nipote gli era lui d'i' Bargellini,
I' sindaho detto “dell' Alluvione”,
Lui prese un'altra strada, e co' tapini
Lottò tutta una vita a profusione.
E noi continueremo la su' lotta
Senza paura e né compromissione,
A accompagnallo 'e s'era una frotta,
E sì gni s'è rifatta un'alluvione!

Lorenzo Bargellini ci ha insegnato
A non chinare i' capo a' potenti,
E tutti noi ormai 'e s'è imparato:
Non trattative ma càrci ne' denti.
Concludo con il dir che della sorte
s'illustra ognora il curioso fatto:
'E lo chiamavan “Mao” ed in sua morte
Trovato, udite, fu proprio da i' Gatto.

Non è pe' di' facezie o bischerate,
Ma gliè segno di una continuazione,
Gliè segno d'un futuro e non mollate
La lotta pe' cambià la situazione.
Sembra di rivedèllo ancora in piazza,
Ché queste sono storie mai finite,
In mezzo alla gente che s'incazza,
Ché i gatti ci hanno sempre sette vite.

10/6/2017 - 11:36


Bellissima, caro Anonimo, bellissima...

Maria Cristina - 10/6/2017 - 12:57


Immaginavo che avrei trovato qui qualcosa su Lorenzo Bargellini, ma non mi aspettavo una canzone così commovente.

silva - 10/6/2017 - 15:01


Grazie di aver messo la tua arte in ricordo di un grande compagno.

aldo - 11/6/2017 - 13:28


Veramente bella...lo stornello gli sarebbe piaciuto tantissimo a i' Capellone, grazie per questo contributo "alla fiorentina"
CON LORENZO NEL CUORE HASTA SIEMPRE!

Ale - 12/6/2017 - 09:33


E chi lo sa; speriamo che un giorno o l'altro i' Mao si decida a risorgere per dircelo, nel qual caso sono preparato a tutte le evenienze (anche quella di pigliarmi di bischero, o di ricevere un lattone n'i' muso). Una sola cosa, Ale: non è uno stornello, sono ottave in rima. Uno stornello potrebbe essere:

Fior di ginestra,
C'è i' Bargellini fuor dalla finestra,
Di sotto 'e c'è gli sbirri antisommossa
Bisognerebbe sì squarciàgni l'ossa

Fior di sambuco,
N'i' muro ora ci voglian fare un buco,
Ci sgomberano l'asilo e anche i' Concorde
Ma si pensa a Lorenzo e poi si morde

Fior d'acetosella,
Ora gli arriva qua pure i' Nardella,
Ci vo' sonà la carica e i' violino,
Noi gni si sona un tango bargellino


ecc. ecc.


(Saluti)

L'Anonimo Toscano del XXI Secolo - 12/6/2017 - 10:50


DI NUOVO INTERCETTATO IL MISTERIOSO ANONIMO TOSCANO DEL XXI SECOLO
Al corteo in ricordo di Lorenzo Bargellini

anonimotosc


Oramai sono rimasti solo lui e Banksy, anche se recentemente si è saputo che quest'ultimo si chiamerebbe "Robert". Le immagini dell'introvabile Anonimo Toscano sono comunque ben più rare dei murales dell'artista di Bristol: qui lo vediamo al corteo in memoria di Lorenzo "Mao" Bargellini (lo scorso 8 giugno a Firenze) recare una bandiera che al Mao sarebbe piaciuta parecchio: quella della Fiorentina. Si notino anche gli occhiali scuri per mantenere nascostissima la sua vera identità. Chi sarà? Nonostante le sporadiche immagini, il mistero rimane fitto, anche perché la foto risulta scattata da un altrettanto misterioso personaggio noto come "Io Non Sto Con Oriana". Ad infittire l'enigma, sullo sfondo anche una non meglio identificata bandiera del Cagliari.

25/6/2017 - 14:32


Se Banksy è il cantante dei Massive Attack l'anonimo toscano in dove suonerà? nei suonatori terra terra?

Lorenzo - 25/6/2017 - 14:51


Dice che oggi l'Anonimo Toscano è stato intravisto a cantare strani cori anarchici a Alessandria (Piemonte), ma le notizie si accavallano e non sono verificabili...

25/6/2017 - 23:52


Really, he looks like me very, very much...I'm astonished! He could become a good theme for a wall painting...!

Banksy - 26/6/2017 - 00:33


In ricordo di Mao Bargellini
di Antonio Riga

Il 4 giugno a Firenze, a 59 anni, è morto di infarto Lorenzo Bargellini, storico leader del Movimento di lotta per la casa di Firenze.

“Partito da Lotta Continua, Bargellini occupava illegalmente i palazzi vuoti, consegnandoli ai senzatetto. Poi le manifestazioni in piazza per il diritto alla casa, i picchetti all’alba per impedire gli sfratti. Era soprannominato Mao dagli amici, più volte sanzionato penalmente per le sue irruzioni. Svolgeva i lavori socialmente utili per scontare le tante condanne”, così la cronaca fiorentina on line.

Lorenzo Bargellini era nipote di Piero Bargellini, il sindaco dell’Alluvione del ’66, ma ad una vita comoda e garantita ha preferito, per dirla in breve, la lotta di classe.

Sul suo profilo F.B. campeggia una foto in limpido B&N metà ’70, alla testa di un corteo, capelli lunghi e braccia tese sulla spranga.

Y.T. è piena di video di vari lustri, con le sue dichiarazioni e le manifestazioni del Movimento.

Quarant’anni ininterrotti sul pezzo e nessuna stagione del riflusso per Mao Bargellini.

Come tutti coloro che vivono a Firenze e che hanno memoria della stagione delle lotte, conoscevo perfettamente di vista Lorenzo ma non ho mai avuto niente a che fare con lui, se non incontrarlo una volta in veste professionale, dopo che una palazzina di un mio cliente, affittata alla Regione, era stata occupata da una ottantina di somali, molti dei quali con pratiche di asilo politico in corso, capitanati e organizzati dal Movimento. Tralascio il resoconto tecnico della vicenda che si concluse con il finanziamento, da parte della Regione e col supporto di una cooperativa sociale, di un progetto di “rilascio spontaneo”, tramite mediazioni culturali, alfabetizzazioni ed avviamento al lavoro. Visitai con il mio cliente l’immobile – nel quale, in pochi giorni, gli occupanti erano diventati 140, divisi per piani fra somali, eritrei ed etiopi – e l’accesso si rese possibile su autorizzazione di Lorenzo Bargellini, che ci accolse ed al quale gli occupanti si erano interamente affidati. Capii da quell’incontro la capacità che Bargellini aveva non solo nella gestione degli occupanti – per nulla semplice, visto che erano somali della zona di Mogadiscio, i più restii a forme di integrazione – ma anche nell’interlocuzione con tutte le Pubbliche Amministrazioni coinvolte nella vicenda.

Ebbi l’idea di un uomo sereno, tanto civile nel colloqui quanto fermo nei suoi propositi e, soprattutto, alieno da qualsiasi forma di protagonismo narcisistico.

Dopo la morte si sono lette le dichiarazioni di politici cittadini, tutte genericamente rispettose della persona, scontate nella censura alle occupazioni illegali ma pronte a ricordarne la tempra di “uomo vero, di una coerenza incrollabile” o a sostenere che “se il Movimento non ha intrapreso derive radicali, il merito è stato proprio di Bargellini”.

Ma la resipiscenza dei politici è stata rifiutata dal Movimento di lotta per la casa, che ha rivendicato la “parte” scelta da Mao Bargellini, con la testardaggine e senza compromissioni di chi ha scelto di fare sul serio.

Un corteo di duemila persone per il centro città, il saluto dei compagni sui muri delle periferie ed un comunicato; bello, non solo perché un necrologio per la morte di un rivoluzionario “è romantico per definizione”, come avrebbe detto Gramsci, ma perché intransigente nel restituire la figura e la scelta di vita di Lorenzo Bargellini.

Eccolo.

Ci sono morti che pesano come macigni. Quella di Lorenzo è una di queste. Perdiamo un compagno come pochi. Straordinario nella sua generosità e nella sua coraggiosa testardaggine. Lorenzo ha passato una vita dietro le barricate, senza mai fermarsi, anche negli anni e nei momenti più difficili. Per lui non è mai stato il momento sbagliato per lottare. Una vita dedicata a tenere alta la bandiera di un riscatto possibile, da conquistare sul campo. Non con le “chiacchiere”. Lorenzo se ne è andato, ma non lascia il vuoto. Quelli come lui vivono per lasciare qualcosa di molto prezioso ai propri compagni. Lui lo ha fatto, impegnandosi fino all’ultimo respiro affinché il fuoco delle lotte non si spegnesse.

E non si spegnerà.

E’ questa la nostra promessa, che facciamo a Lorenzo e ai suoi nemici di una vita intera. Non importa se oggi dalle istituzioni arrivano parole di cordoglio e attestati di stima. La memoria di Lorenzo continuerà a essere una memoria di parte, un’immagine indelebile, scolpita nei cuori e nella memoria di migliaia di proletari di questa città: quelli con cui Lorenzo si è schierato, dalla stessa parte della barricata. Perché quello era il suo posto, e siamo sicuri che sarebbe infastidito, oggi, dai tentativi di istituzionalizzare e santificare la sua memoria. Lorenzo non ha mai condiviso niente con chi sta nei palazzi, e non è stato un santo. La sua vita ha deciso di viverla contro, dando tutto se stesso nella lotta contro i ricchi e i potenti. Perché non c’è un altro modo di essere al fianco degli ultimi, e lui lo sapeva. Siamo invece sicuri che quello che vorrebbe è continuare a vivere nella memoria di chi non ha nulla e vuole riprendersi tutto. Quello che ci chiederebbe sarebbe di portarlo con noi nei prossimi picchetti e nelle prossime occupazioni, di continuare a essere in qualche modo al nostro fianco ad affrontare una carica della polizia, di fare tesoro dei suoi insegnamenti per tornare a dare l’assalto al cielo… come prima, più di prima… con lui per sempre nei nostri cuori.

Non lo deluderemo…

I compagni e le compagne del movimento di Lotta per la Casa


da carmilla online

daniela -k.d.- - 11/8/2017 - 13:42


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