Lingua   

No “Dal Molin”

anonimo


Lingua: Italiano (Veneto)

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L òrc ariverà
(I Belumat)
Col cuore in man
(Alfredo Lacosegliaz)


Vauro,
Vauro, "Il Manifesto", 18-2-07


IL 17 FEBBRAIO ERAVAMO TUTTI A VICENZA A PROTESTARE CONTRO L'AMPLIAMENTO DELLA BASE AMERICANA DAL MOLIN!

Scarica Lo SPOT VIDEO sulla manifestazione da Global Project!
GALLERIA FOTOGRAFICA / PHOTOGALLERY da/from Global Project
LE CCG A VICENZA/AWS IN VICENZA



Da:http://www.altravicenza.it/

nodalmolin
.


"Testo di un paroliere dialetàle, forse bìso, ma ancòra no mòna dàl tùto...
Ciao, Tita Stern"

(su l’aria “Osteria numero nove...”)
Un video che spiega ciò che sta accadendo a Vicenza:
da YouTube
(Silva)
Forse ‘riva i ‘Mericani
parabonzi bonzi bon
I ghe ‘n parla da tre àni
parabonzi bonzi bon
Hullweck dìse “Sì ala Base”,
con Vicenza invese el tàse!
Dighe de no, Vicenza,
Dighe: “NO DAL MOLIN!”

Forse ‘riva i ‘Mericani
parabonzi bonzi bon
Col Governo dei ingàni!
parabonzi bonzi bon
I se ne frega del “Cermìs
e i vol far la Base “bis”!
Dighe de no, Vicenza,
Dighe: “NO DAL MOLIN”

‘Rivarà i Americani?
parabonzi bonzi bon
Par acòrdi tanto strani!
parabonzi bonzi bon
No sa gnente el Ministero,
tùto avòlto nel mistero!
Dighe de no, Vicenza,
Dighe: “NO DAL MOLIN”

‘Rivarà ‘sti Americani?
parabonzi bonzi bon
I vorìa portàr ‘reoplàni
parabonzi bonzi bon
S-ciopi, bombe, cariarmati,
muri e reticolàti!
Dighe de no, Vicenza,
Dighe: “NO DAL MOLIN”

Xe ‘rivà i Americani?
parabonzi bonzi bon
‘Ghe somèia più a marsiàni!
parabonzi bonzi bon
I vòl fàrla da paròni,
I vàda fòra dai coiòni!
Dighe de no, Vicenza,
Dighe: “NO DAL MOLIN”
Dighe de no, Vicenza,
Dighe: “NO DAL MOLIN”

inviata da adriana - 11/2/2007 - 08:41


CENTOCINQUANTAMILA "NO ALLA GUERRA"!
Galleria Fotografia
Vicenza, 17 febbraio 2007
da Global Project

150,000 "NO WAR"!
Photogallery
Vicenza, Italy, February 17, 2007
from Global Project


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buish


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Riccardo, Adriana, Manuela, Walter, Paolo e tutti gli altri 150.000 - 18/2/2007 - 10:45


LE CCG/AWS A VICENZA IL 17-2-2007
Verranno inserite altre foto via via che saranno pronte.
Other pics will be included as they are ready.


Riccardo Venturi, amministratore delle CCG/AWS, assieme a Sugo, partigiano della Divisione
Riccardo Venturi, amministratore delle CCG/AWS, assieme a Sugo, partigiano della Divisione "Arno", di anni 80. Accanto, la bandiera della sua divisione, brigata "Sinigaglia". Sezione del corteo del CPA - Centro Popolare Autogestito Firenze Sud - cui va un saluto e un abbraccio. - Foto di Manuela Scelsi, Lugano, Svizzera.


Vicenza, 17 febbraio 2007. Lo striscione del CPA - Centro Popolare Autogestito Firenze Sud. Foto di Manuela Scelsi, Lugano, Svizzera.
Vicenza, 17 febbraio 2007. Lo striscione del CPA - Centro Popolare Autogestito Firenze Sud. Foto di Manuela Scelsi, Lugano, Svizzera.

18/2/2007 - 11:27


Scusate la digressione, ma questo titolo di Repubblica.it aveva un doppio senso secondo me fantastico che meritava di essere visto:

D'Alema: con nuove basi possiamo ripartire

Lorenzo - 23/2/2007 - 17:53


NOVARA, 4 NOVEMBRE 2007, CONTRO GLI F35 E LE BASI NATO PER NON FESTEGGIARE LA "VITTORIA" NEI MASSACRI IMPERIALISTI
Anche "Canzoni Contro la Guerra" aderisce alla manifestazione
nof35.org

coordinamento contro gli F-35

CCG/AWS Staff - 1/11/2007 - 15:41


Il gigante dai piedi d'argilla

10/02/2009 fonte: Presidio Permanente


[...] Il dispositivo messo in campo questa mattina dal Questore Sarlo ha dimostrato tutta la sua imponenza: un gigante militare fatto per intimidire, vietare, respingere, intimorire. Ma con i piedi d'argilla, perché legata a uno scenario di scontro creato dalla Questura e rifiutato dai cittadini [...]


Guarda il primo video sulla giornata di oggi

Stiamo preparando nuovi contributi filmati

Un centinaio tra carabinieri e poliziotti in assetto antisommossa che avanzano lungo viale Dal Verme per centinaia di metri respingendo con spintoni, insulti, minacce e violenze manifestanti pacifici che arretrano; blindati e volanti schierati in ogni strada laterale nella zona limitrofa all'ingresso del Dal Molin per impedire ai vicentini di avvicinarsi; minacce d'arresto verso i cittadini che, pacificamente, si oppongono alla realizzazione della nuova base militare, ma anche verso chiunque stazionava, in numero maggiore di tre persone, sui marciapiedi limitrofi alla rotatoria di Via Ferrarin. Sedici persone trattenute in Questura per un blocco stradale, a cui hanno fatto compagnia due reporter presenti alle iniziative per documentare gli eventi. Centinaia di denunce annunciate per “violenza privata aggravata”, il reato che, secondo la Questura, si configurerebbe per il blocco dei camion. Il dispositivo messo in campo questa mattina dal Questore Sarlo ha dimostrato tutta la sua imponenza: un gigante militare fatto per intimidire, vietare, respingere, intimorire. Ma con i piedi d'argilla, perché legata a uno scenario di scontro creato dalla Questura e rifiutato dai cittadini.

Avrebbero voluto arrestare decine di persone questa mattina; per i fermi avevano attrezzato la scuola di polizia: gli uffici di V.le Mazzini, nelle previsioni del Questore, non erano sufficienti a ospitare tutti i fermati. Avrebbero voluto manganellare e picchiare perché, come ha dichiarato Sarlo, «non esiste alcuna possibilità di confronto con coloro che sfidano il divieto»; e il divieto, quest'oggi, era di manifestare contro la nuova base statunitense. Ma questa mattina qualcuno con la testa sulle spalle e il senso di responsabilità, in strada, c'era: erano i manifestanti, che hanno rifiutato lo scontro che hanno tentato di imporre le forze dell'ordine per dedicarsi al tentativo di bloccare, in una giornata così difficile, i lavori in corso.

E così, per due volte, i camion della ditta Carta Isnardo sono stati fermati; la prima volta sui cancelli dell'azienda, raggiunta da decine di persone. Dopo un'ora di blocco, l'ennesimo intervento di forza della celere che ha respinto le persone minacciando l'arresto. Poi, in una rotatoria lungo il percorso che i mezzi fanno quotidianamente; ed è in questa occasione che le forze dell'ordine hanno fermato 14 persone e due giornalisti, in seguito rilasciati. In mattinata, invece, a finire in Questura erano stati due ragazzi con la sola colpa di essersi parcheggiati con un furgone – che conteneva un impianto audio – in un parcheggio.

In serata, centinaia di persone si sono ritrovate in Piazza dei Signori. Una prima risposta alla sospensione della democrazia attuata quest'oggi in città. Se l'obiettivo era di far chiudere i cittadini nelle proprie case, non è stato raggiunto. Vicenza continuerà a difendere la propria terra e il proprio diritto a opporsi pacificamente alla nuova base militare. È per queste ragioni che sabato prossimo torneremo in strada, con un corteo in difesa della democrazia e del diritto dei cittadini a esprimere il proprio dissenso e la propria opposizione a un progetto imposto. Un corteo a cui chiediamo di partecipare a tutti coloro che rifiutano la violenza e l'imposizione e si riconoscono nella democrazia e nella partecipazione; vogliono militarizzare non solo il Dal Molin ma l'intera vita cittadina: continueremo a batterci per imperdirlo.

adriana - 11/2/2009 - 18:55


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