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Aguaviva ...La que mana y corre naturalmente [Cada vez más cerca]

Aguaviva


Lingua: Spagnolo


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(Aguaviva)
Masa
(Daniel Viglietti)
La juventud tiene razón
(Manolo Díaz)


[1970]
Aguaviva...quella che sgorga e scorre naturalmente
Realizzazione di Manolo Díaz. Su licenza Discos Acción
Edizione italiana dell'album Cada vez más cerca [1970]

...la que mana y corre naturalmente


Alla riscoperta degli AGUAVIVA

Al termine (o quasi) di una laboriosa opera di sistemazione del mio materiale musicale, ho creduto doveroso proporre all'attenzione dei lettori/frequentatori di CCG questo album del gruppo spagnolo degli AGUAVIVA, di cui peraltro ormai disponevo solo, oltre che di una musicassetta miagolante, di poche sbiadite fotocopie della copertina del disco.
Sfidando nel contempo le ire degli amministratori del sito, che già mi hanno diffidato dall'invio di testi che non siano di singole canzoni.
Ma questo lavoro ha un significato solo se le canzoni vengono "ascoltate" nella completa sequenza, di circa 34 minuti e non singolarmente, altrimenti si perde oltre al senso, anche il pathos che questi ragazzi riuscivano a evocare, trasformando l'evento contingente (la dittatura del caudillo Francisco Franco e soci di malaffare) in qualcosa di universale, con puntate sì verso il più assoluto pessimismo/nichilismo, ma lasciando la possibilità di riscatto a quella generazione e si spera anche alle successive.
Per altre indicazioni, che non credo necessarie, rimando alle note di copertina che seguono, mentre per il vero e proprio ascolto segnalo che tutti i brani sono presenti online nei vari siti che ben conoscerete, tipo musica-libera.net e affini. Vorrei solo segnalare la presenza di varie copie mp3 piuttosto scabercie, che dovrete scartare per preparare la "scaletta" per un ascolto quanto meno decente.

gianfranco - 2 novembre 2015

Aguaviva in concerto al Palasport di Torino (ottobre 1970).
Aguaviva in concerto al Palasport di Torino (ottobre 1970).


AGUAVIVA
quella che sgorga e scorre naturalmente...

Avvertenza. Alcune canzoni erano già presenti nel sito, sia nell'interpretazione di Aguaviva, sia di altri. Poiché la seguente pagina è dedicata coralmente all'album, abbiamo deciso di lasciare le pagine già esistenti linkandole nell'elenco seguente. [CCG/AWS Staff]

Lato 1
1. ROBOT (J. A. Múñoz - M. Díaz)
2. CANTARÉ (Manolo Díaz)
3. MÍA ES LA VOZ (L. Felipe - M. Díaz)
4. LOS CUENTOS (L. Felipe - M. Díaz)
5. ROLLING STONES (C. Bertolo - M. Díaz)
6. LA NADA (Manolo Díaz)
7. CREEMOS EL HOMBRE NUEVO (R.Alberti - M.Díaz)

Lato 2
1. LÍMITES (Manolo Díaz)
2. LA UNIÓN DEL MUNDO (Manolo Díaz)
3. ABORTO (J. A. Múñoz - M. Díaz)
4. AY AMOR (F. García Lorca - M. Díaz)
5. FEDERICO (Manolo Díaz)
6. LUNA, LUNA, LUNA (F. García Lorca - M. Díaz)
7. 24 BOFETADAS (F. García Lorca - M. Díaz)
8. POETAS ANDALUCES (R. Alberti 1950 - M. Díaz)
9. BLA, BLA, BLA (Manolo Díaz)
agcada


Nessun nome e tanti nomi, nessun volto e tanti volti... Nomi che qui non leggerete, volti che qui non vedrete perché per loro c'è un solo nome e un solo volto: quello di AGUAVIVA. ACQUAVIVA... quella che sgorga e scorre naturalmente, l'acqua limpida, l'acqua fresca, l'acqua giovane ... Sono una trentina di giovani, studenti e insegnanti di fresca nomina, residenti a Madrid ma provenienti da ogni parte di Spagna, che nel 1968 si unirono per dar vita ad uno spettacolo teatrale che dicesse qualcosa di nuovo, di sincero e che, come prevedibile, una volta pronto, si impigliò nelle maglie della censura, Altri forse si sarebbero arresi ma i giovani di AGUAVIVA vollero tentare un'altra strada. La casa discografica Acción, collegata alla catena radiofonica SER, accettò di pubblicare su un 45 giri due brani che avrebbero dovuto far parte dello spettacolo, POETAS ANDALUCES e CANTARÉ, il primo su un poema dell'esule Rafael Alberti, il secondo scritto per loro da Manolo Díaz, autore delle musiche dello spettacolo. Fu un successo formidabile, al quale seguì il successo dell'LP che qui presentiamo. Perché ora i giovani di AGUAVIVA vogliono portare il loro messaggio nel mondo. Essi hanno fatto loro le parole di Rafael Alberti: "Creiamo l'uomo nuovo cantando, l'uomo nuovo di Spagna cantando, l'uomo nuovo del mondo cantando"


01 - ROBOT



A mo' di ironica presentazione dell'L.P. ecco il discorsetto, più o meno sconclusionato, di un robot, simbolo della disumanizzazione della società contemporanea: "Signore e signori, per la prima volta nella storia dei cataclismi sonori, un gruppo di umani privilegiati va ad avere acquiescenza auditiva della più intima e psicoedelica realtà dell'happening...".

Señoras y señores:
Por primera vez en la historia
de los cataclismos sonóricos,
un grupo de humanos privilegiados
va a tener aquiescencia auditiva
en la más intima y psicodélica
realidad del happening...

02 - CANTARÉ



Alla voce disumana del robot si contrappongono le voci umanissime dei giovani di Aguaviva in quello che è un po' il loro manifesto: "Tutti gente di oggi, vivi per dubitare, forti per credere, insieme per cantare. Canterò canterò... Le nostre voci sono brevi cammini che ci vanno portando verso di voi; i vostri principi ci muovono ad unirci, sono le ispirazioni dei nostri canti...".

Todos, gente de hoy,
vivos para dudar
fuertes para creer
juntos para cantar.

Cantaré, cantaré
cantaré, cantaré
cantaré, cantaré
cantaré, cantaré...

Nuestras voces son cortos caminos
que nos van llevando hacia vosotros;
vuestras fuentes nos mueven a unirnos,
son la inspiración de nuestros cantos.

Cantaré, cantaré
cantaré, cantaré...

Todos, gente de hoy,
Vivos para dudar,
fuertes para creer
juntos para cantar.

Cantaré, cantaré
cantaré, cantaré
cantaré, cantaré
cantaré, cantaré...

(recitado)

... Una conferencia sobre Camboya ha sido propuesta por Vietnam del Norte. Israel rechaza la posibilidad de un Estado palestino en Cisjordania. Ciento cinco ahogados en el naufragio de una motora en el golfo Pérsico. - Hoy se conmemora la muerte de León Felipe, poeta pobre, viejo y feo...

03 - MÍA ES LA VOZ



La voce indifferente della radio passa dalla Cambogia, alla Palestina, ad un naufragio nel Golfo Persico, alla commemorazione di León Felipe, poeta spagnolo morto in esilio, nel Messico povero, vecchio e amareggiato. Aguaviva lo commemora con ben altro spirito interpretandone una delle più belle liriche: "Fratello... tuo è il podere, la casa, il cavallo e la pistola... Mia è la voce antica della terra... Tu ti tieni tutto e mi lasci nudo ed errante per il mondo... Ma io ti lascio muto! Muto! E come raccoglierai il grano e alimenterai il fuoco se io mi porto via la canzone?".

Hermano... tuya es la hacienda...
la casa, el caballo y la pistola...
Mía es la voz antigua de la tierra.
Tu te quedas con todo
y me dejas desnudo y errante por el mundo...
más yo te dejo mudo... ¡mudo! -
Y ¿cómo vas a recoger el trigo
y alimentar el fuego
si yo me llevo la canción?

04 - LOS CUENTOS



E' ancora la voce di León Felipe nella bocca dei ragazzi di Aguaviva: "lo non so molte cose, è vero. Dico soltanto quello che ho visto. E ho visto che la culla dell'uomo la dondolano con i racconti, Che le grida di angoscia dell'uomo le soffocano con i racconti. Che il pianto dell'uomo lo asciugano con i racconti. Che le ossa dell'uomo le sotterrano con i racconti. E che la paura dell'uomo ha immaginato tutti i racconti. Io so poche cose, è vero. Ma mi hanno addormentato con tutti i racconti. E so tutti i racconti.".

Yo no sé muchas cosas, es verdad
Digo tan solo lo que he visto.
Y he visto:
que la cuna del hombre la mecen con cuentos...
Que los gritos de angustia del hombre los ahogan con cuentos...
Que el llanto del hombre lo taponan con cuentos...
Que los huesos del hombre los entierran con cuentos...
Y que el miedo del hombre...
ha inventado todos los cuentos.
Yo sé muy pocas cosas, es verdad.
Pero me han dormido con todos los cuentos...
Y sé todos los cuentos.

05 - ROLLING STONES



"Siamo figli dell'impulso, schiavi del futuro, prigionieri legati dalle catene del passato. Siamo le pietre rotolanti, i ciottoli, the rolling stones, che scendono follemente per il pendio, siamo pezzetti metallici di carne che la calamita della china attira, sempre rotolando ... rotolando ... ogni volta più in fretta, ogni volta più vicino al precipizio,all'abisso, alla fine, all'oltre. E neanche sappiamo chi ci posti sulla cima, né chi diede il primo impulso, né ci scagliò nel vuoto, né ci condannò a rotolare..",
È questo un poema nichilista del giovane poeta spagnolo Constantino Bertolo che si riallaccia poeticamente al celebre "Like a Rolling Stone" di Bob Dylan e musicalmente alla produzione del non meno celebre complesso inglese Rolling Stones, e che terminia con le parole: "...Un monte. Una pietra, Una china, Un precipizio. Il vuoto... Il nulla ".


Somos hijos del instinto,
esclavos del porvenir,
prisioneros sujetos por las cadenas del pasado.
Somos las piedras rodantes, los cantos rodados
the rolling stones, que bajan locos
por la ladera
somos trocillos metálicos de carne
que atrae el imán de la pendiente,
siempre rodando...
rodando...
cada vez más de prisa,
cada vez más cerca
del salto,
del abismo,
del final, del más allá.
Y ni siquiera sabemos quién nos ha puesto en la cima,
ni quién nos dio el primer impulso,
ni quién nos arrojó al vacio,
ni quién nos condenó a rodar;
somos las piedras rodantes, los cantos rodados,
the rolling stones.
Una montaña.
Una piedra.
Una pendiente.
Un salto.
El vacío...
La nada.

06 - LA NADA



Dal nulla, evocato da Manolo Diaz con due frequenze in re, si passa, anche dal punto di vista sonoro, alla creazione, alla parola "Hombre" (uomo) costruita gradualmente dal canto, al re iniziale di...


07 - CREEMOS EL HOMBRE NUEVO



"Creiamo l'uomo nuovo cantando" dice questa lirica scritta da Rafael Alberti, "L'uomo nuovo di Spagna, cantando. L'uomo nuovo del mondo, cantando. Canto questa notte di stelle in cui sono solo, esiliato. Ma sulla terra non c'è nessuno che sia solo se sta cantando. L'albero è in compagnia delle foglie, e se è secco non è più un albero. L'uccello è col vento e le nubi, e se è muto non è uccello. Il mare è in compagnia delle onde, e il loro canto rallegra le barche. Il fuoco ha la fiamma, le scintille e persino le ombre quando è alto. Nulla è solitario sulla Terra. Creiamo l'uomo nuovo cantando".

Creemos el hombre nuevo cantando,
El hombre nuevo de España, cantando,
El hombre nuevo del mundo, cantando.
Canto esta noche de estrellas
en que estoy solo, desterrado...
Pero en la tierra no hay nadie
que esté solo si está cantando.

Al árbol lo acompanan las hojas,
y si está seco ya no es árbol.
Al pájaro, el viento, las nubes,
y si está mudo ya no es pájaro.
Al mar lo acompañan las olas,
y su canto alegre los barcos.
Al fuego, la llama, las chispas,
y hasta las sombras cuando es alto.

Nada hay solitario en la Tierra.
Creemos el hombre nuevo, cantando.

08 - LÍMITES



"La mia vita confina al nord con la morte. A sud, con mia madre ferita. Alla destra, il mio padrone che mi conta l'aria. E alla sinistra, il tuo sorriso, amica da amare, amante". L'uomo è nato, l'uomo vive nei limiti che gli pone la vita, l'uomo sa che morirá... ma l'uomo ama, e il brano termina in una fuga evocatrice del rapporto sessuale.

Mi vida limita al norte
con la muerte.
Al sur, con mi madre herida.
A la derecha, mi amo
contabilizando el aire.
Y a la izquierda, tu sonrisa,
amiga de amar, amante,
amante,
amante,
amante,
amante...

09 - LA UNIÓN DEL MUNDO



La voce delle ragazze dá un senso all'amore con un ingenuo messaggio di fiducia e di speranza: "lo voglio cantarti una canzone, perchè tu sappia il mio perchè, perchè voglio che tu ed io lottiamo per l'unione del mondo. Ma devo dirti anche che per cominciare bisogna avere l'affetto che tu ed io dobbiamo insegnare al mondo. Cominciamo soli tu ed io, presto si uniranno molti altri. Vengano pure, insegnerò loro come si fa a salvare il nostro mondo, lo voglio cantarti una canzone etc.".

Yo quiero cantarte una canción
para que tu sepas mi porqué,
porque quiero que tu y yo
luchemos por la unión del mundo.

Pero he de decirte también
que para empezar hay que tener
el cariño que tu y yo
debemos enseñar al mundo.

Vamos a empezar solos tu y yo,
pronto se unirán otros muchos.
Cuando vengan más, les enseñaré
cómo hay que salvar nuestro mundo.

Yo quiero cantarte una canción
para que tu sepas mi porqué,
porque quiero que tu y yo
luchemos por la unión del mundo,
la unión del mundo,
la unión del mundo
la unión del mundo
la unión del mundo
la unión del mundo
la unión del mundo
la unión del mundo
la unión del mundo.

10 - ABORTO



Questo brano manca nella versione dell'LP pubblicato in Spagna essendo stato proibito dalla censura. E' un agghiacciante dialogo tra un padre, una madre e un figlio che deve nascere e che non nascerà perché i genitori, che ben potrebbero essere i due giovani che abbiamo incontrato nelle due canzoni precedenti, decideranno di non farlo nascere piuttosto che fargli affrontare il mondo in cui dovrà vivere. Il dialogo è commentato da due cori, uno di donne che geme e uno di "snob" che in tono sostanzialmente frivolo raccomanda il controllo. Non siamo certo di fronte ad un'apologia dell'aborto, bensì alla condanna di una società che può provocare tale tragica distorsione del più bell'atto d'amore.

F.: Voglio essere al principio della mia non-esistenza. - M.: Essere in potenza, che lotta per nascere. - ?.: Che geme per nascere. - M.: Che palpita. - P.: Che sgambetta. - M.: Che piange - F.: Voglio potere, voglio essere, voglio nascere. - P.: Non può essere. - M.: Non voler nascere. - P.: Se lo facciamo chi lo saprá? - F.: La vita mi germina, mi germoglia, mi erompe. - M.: La vita è crudele, ingrata. - P.: E' necessario adattarsi. - M.: La vita è dura, ci fa cattivi. Ci fa odiare. Ti amo piccolo essere che palpiti con passione! - P.: Non c'è posto per l'amore. - M.: Per la pace. - P.: C'è da lottare. - M.: C'è anche da soffrire. - F.: Voglio provare, voglio essere. - M.: Vuoi soffrire? - F.: Voglio amare. - M.: Non potrai! - F.: Voglio amare. t- M.: Non potrai amare! - F.: Voglio amare. - M.: Dovrai lottare per vivere, dovrai ingannare. - P.: Non possiamo aspettare più. Bisogna farlo. - M.: Dovrai tradire. - P.: Dovremo uccidere. - M.: Il freddo. - P.: La passione, l'odio. - M.: Il dolore. - F.: L'amore! - M.: L'amore?- P.: Non c'è amore. - F.: L'amore è eterno. - M.: Si corrompe. - P.: Si vende. - M.: Imputridisce. - F.: L'amore crea, l'amore dà vita. Il vostro amore mi ha reso possibile. - M.: Il nostro amore? - P.: Il piacere? - M.: il dolore? - F.: L'amore! - M.: Il nostro amore può ucciderti. Non volere il mondo. Non è necessario che tu venga. - F.: Non conosco il mondo. Cos'è il mondo? - P.: Un focolare povero. - M.: Un vestito povero. - P.: Un salario povero. - M.: Inanizione. - P.: Discriminazione.- M.: Mortalità. - P.: Infermità. - M.: Paura. - P.: Terrore. - M.; Stanchezza. - P.: Servizio militare. - M.: Mestruazione - P.: Merda. - M.: Sudore. - P.: Orgasmo.- M.: Droghe - P.: Alcool - M.: Guerra - P.: Napalm - M.: Bisogna evitargli questo dolore. - P.: Lo facciamo per il tuo bene... - M.: Non nascerà. È già passato tutto. - P.: è meglio così. Non soffrire più.


- FETO: Quiero ser en el principio de mi no-existencia.
- MADRE: Ser en potencia, que pugna por nacer.
- PADRE: Que gime por nacer.
- MADRE. Que late.
- PADRE: Que patalea.
- MADRE: Que llora.
- FETO: Quiero poder, quiero ser, quiero nacer.
- PADRE: No puede ser.
- MADRE: No quieras nacer.
- PADRE: Si lo hacemos ¿quien sabré?
- FETO: La vida me brota, me sale, me desborda.
- MADRE: La vida es cruel, ingrata.
- PADRE: Es necesario actuar.
- MADRE: La vida es dura, nos hace malos. Nos hace odiar. Te amo pequeñó ser que late con pasión!
- PADRE: No hay lugar para el amor.
- MADRE: Para la paz.
- PADRE: Hay que luchar.
- MADRE: Hay que sufrir también.
- FETO: Quiero probar, quiero ser.
- MADRE: ¿Quieres sufrir?
- FETO: Quiero amar.
- MADRE: No podrás!
- FETO: Quiero amar.
- MADRE: ¡No podrás amar!
- FETO: Quiero amar.
- MADRE: Tendrás que luchar para vivir, que engañar.
- PADRE: No podemos esperar más. Hay que hacerlo.
- MADRE: Tendrás que traicionar.
- PADRE: Tendremos que matar.
- MADRE: El frío.
- PADRE: La pasión, el odio.
- MADRE- El dolor
- FETO: ¡El amor!
- MADRE: ¿El amor?
- PADRE: No hay amor.
- FETO: El amor es eterno
- MADRE: Se corrompe.
- PADRE: Se vende.
- MADRE: Se pudre.
- FETO: El amor crea, el amor da vida. Vuestro amor me hace posible.
- MADRE: ¿Nuestro amor?
- PADRE: ¿El placer?
- MADRE: ¿El dolor?
- FETO: ¡El amor!
- MADRE: Nuestro amor puede matarte. No quieras el mundo. No debe venir.
- FETO: No conozco el mundo. ¿Qué es el mundo?
- MADRE: Un vestido pobre.
- PADRE: Un sueldo pobre.
- MADRE: Inanición.
- PADRE: Discriminación.
- MADRE: Mortalidad.
- PADRE: Enfermedad.
- MADRE Miedo.
- PADRE: Terror.
- MADRE: Cansancio.
- PADRE: Milicia.
- MADRE: Menstruación.
- PADRE: Mierda.
- MADRE: Sudor.
- PADRE: Orgasmo.
- MADRE: Drogas.
- PADRE: Alcohol.
- MADRE: Guerra.
- PADRE: Napalm.
- MADRE: Hay que evitarle ese dolor.
- PADRE: Lo hacemos por su bien.
- MADRE: Lo hacemos por tu bien...
- MADRE: No nacerá. Ya pasó todo.
- PADRE: Es mejor así. No sufrir más.

11 - ¡AY AMOR



Dai problemi della vita, del mondo a quelli della Spagna, che poi sono anch'essi problemi di tutti. Su una musica di sapore andaluso una breve lirica di Federico García Lorca che parla della sua bella terra insanguinata: "fiume Guadalquivir va tra gli aranci e gli olivi. I due fiumi di Granada scendono dalla neve al grano. Ahi, amore che ci fu l'aria, ahi amore che ci fu e niente vino. Il fiume Guadalquivir ha le sponde granata, i due fiumi di Granada, uno pianto e l'altro sangue. Ahi, amore che ci fu per l'aria, ahi amore che ci fu e niente vino [*]".


El río Guadalquivir va entre naranjos y olivos,
Los dos ríos de Granada bajan de la nieve al trigo.
Ay amor que se fue por el aire,
Ay amor que se fue y no vino.

El río Guadalquivir tiene las barbas granate,
los dos ríos de Granada, uno llanto y otro sangre.
Ay amor que se fue por el aire,
ay amor que se fue y no vino.

Federico García Lorca.

12 - FEDERICO



A Federico García Lorca è intitolata e dedicata questa canzone del giovane Manolo, che rievoca la vita del poeta e chiarisce il significato che egli ha per i suoi connazionali di oggi: "Presento un amico, che non conobbi, ché il mio principio fu dopo la fine. Dicendo canzoni il suo corpo abbracciai; leggendo i suoi versi, il suo grido ascoltai. Lui vive qui e vive in me. Con lui ho dipinto le terre di luce, le case di bianco e il cielo di azzurro. E stando a Granada. tra la gente mi stabilii. Yerma, il Camborio, l'Argentinita, Isabel. Lui vive qui e vive in me. E con la sua chitarra il popolo cantò, i quattro garzoni come canto io. Il suo sangue la sua opera, la sua breve vita ricorderò : io so che il mio amico tutti i giorni torna a nascere. Lui vive qui e vive in me ".

Presiento un amigo, que no conocí,
porque mi principio fue después del fin.
Diciendo canciones su cuerpo abracé,
leyendo sus versos, su grito escuché.

Él vive aqui y vive en mi,
Con él he pintado las tierra de luz,
las casas de blanco, y el cielo de azul
y estando en Granada, entre su gente me instalé.

Yerma, el Camborio, la Argentinita, Isabel,
Él vive allí y vive en mi.
Y con su guitarra el pueblo cantó,
los cuatro muleros como canto yo.

Su sangre y su obra, su corta vida recordaré,
Yo sé que mi amigo todos los dias vuelve a nacer.
Él vive aqui y vive en mi.


13 - LUNA LUNA LUNA



Luna, luna, luna, luna, luna
del tiempo de la aceituna,
Cazorla enseña su torre
y Benamejil la oculta,
Cazorla enseña su torre
y Benamejil la oculta.

Luna, luna, luna, luna, luna
un gallo canta en la luna.
Señor Alcalde, sus niñas
están mirando a la luna
Señor Alcalde, sus niñas
están mirando a la luna.

"Luna, Luna, Luna, Luna del tempo delle olive. Cazorla mostra la sua torre e Benamejil [**] la nasconde. Luna, Luna, Luna, Luna, un gallo canta nella Luna. Signor Alcalde, le sue figliole stanno guardando la Luna."

E' il canto di un gitano scritto da Federico García Lorca. Ed è sempre un gitano che canta, con le parole di Lorca, prima di essere ucciso dalla "Guardia civil".




14 - 24 BOFETADAS



"Ventiquattro schiaffi, venticinque schiaffi, dopo mia madre di notte mi metterá in carta d'argento. Poliziotto di guardia dammi qualche sorsetto d'acqua, acqua con pesci e barche, acqua, acqua, acqua, acqua. Ahi, comandante delle guardie che stai su, nel tuo salone, non ci saranno fazzoletti di seta per pulirmi la faccia".

Veinticuatro bofetadas,
veinticinco bofetadas,
después mi madre a la noche
me pondrá en papel de plata,
después mi madre a la noche
me pondrá en papel de plata.

Guardia Civil caminera
dadme unos sorbitos de agua,
agua con peces y barcos,
agua, agua, agua, agua, agua,
agua con peces y barcos,
agua, agua, agua, agua, agua.

Ay, mandor de los civiles
que estás arriba en tu sala,
no habrá pañuelos de seda
para limpiarme la cara,
no habrá pañuelos de seda
para limpiarme la cara.

15 - POETAS ANDALUCES



La Spagna e il mondo hanno bisogno di poeti per lottare contro le ingiustizie. Lo dice un poeta, Rafael Alberti, andaluso come Garda Lorca, nella sua "Ballada para los poetas andaluces de hoy" (Ballata per i poeti andalusi di oggi, da lui scritta nel 1950 in esilio. E' il brano più noto di AGUAVIVA, quello che ha portato questi ragazzi al successo e alla possibilità di incidere e diffondere questo L.P.
"Che cantano i poeti andalusi di ora? Che guardano i poeti andalusi di ora? Che sentono i poeti andalusi di ora? Cantano con voce di uomo, ma dove sono gli uomini? Guardano con occhi di uomo, ma dove sono gli uomini? Sentono con petto ma dove sono gli uomini? Cantano, e quando cantano sembra che siano soli. Guardano, e quando guardano sembra che siano soli. Che oramai l'Andalusia sia rimasta senza nessuno? Che forse sui monti andalusi non ci sia più nessuno? Che sui campi e nei mari andalusi non ci sia più nessuno? Non c'è più chi risponde alla voce del poeta? Che guardi al cuore senza muri del poeta? Tante cose sono morte che non c'è più che il poeta? Cantate forte, udrete che odono altri orecchi. Guardate in alto, vedrete che guardano altri occhi. Sentite con forza, saprete che palpita altro sangue. Non è più il poeta chiuso giù nel suo oscuro sotterraneo. Il suo canto sale dal più profondo, quando, libero nell'aria, è ormai di tutti gli uomini".


¿Qué cantan los poetas andaluces de ahora?
¿Qué miran los poetas andaluces de ahora?
¿Qué sienten los poetas andaluces de ahora?

Cantan con voz de hombre
Pero, ¿dónde los hombres?
Con ojos de hombre miran
Pero, ¿dónde los hombres?
Con pecho de hombre sienten
Pero, ¿dónde los hombres?

Cantan, y cuando cantan parece que están solos
Miran, y cuando miran parece que están solos
Sienten, y cuando sienten parece que están solos
¿Qué cantan los poetas, poetas andaluces de ahora?
¿Qué miran los poetas, poetas andaluces de ahora?
¿Qué sienten los poetas, poetas andaluces de ahora?

Y cuando cantan, parece que están solos
Y cuando miran , parece que están solos
Y cuando sienten, parece que están solos

Pero, ¿dónde los hombres?

¿Es que ya Andalucía se ha quedado sin nadie?
¿Es que acaso en los montes andaluces no hay nadie?
¿Que en los campos y mares andaluces no hay nadie?

¿No habrá ya quien responda a la voz del poeta,
Quien mire al corazón sin muros del poeta?
Tantas cosas han muerto, que no hay más que el poeta

Cantad alto, oiréis que oyen otros oidos
Mirad alto, veréis que miran otros ojos
Latid alto, sabréis que palpita otra sangre

No es más hondo el poeta en su oscuro subsuelo encerrado
Su canto asciende a más profundo,
Cuando abierto en el aire ya es de todos los hombres

Y ya su canto es de todos los hombres
Y ya su canto es de todos los hombres
Y ya su canto es de todos los hombres
Y ya su canto es de todos los hombres

16 - BLA, BLA, BLA



E siamo al brano di chiusura di questo microsolco, in chiave anticlimatica, autocritica, demitizzante. E' un canto senza parole, o meglio con parole senza senso, col quale AGUAVIVA ironizza su AGUAVIVA. Vuol dire che le loro voci non hanno senso, non hanno significato se nelle loro bocche non ci sono le parole dei poeti. E', come tutto il disco, un atto sincero di umiltà e di fede.

"Balada para los poetas andaluces de hoy" e "Creemos el hombre nuevo" sono inclusi rispettivamente in Poesie" e "Il poeta nella strada" di Rafael Alberti, editi in Italia da Arnoldo Mondadori nella collezione "Lo Specchio".
[*] La traduzione proposta nell'introduzione a questa canzone che si trova nel libretto è del tutto errata, un vero e proprio abbaglio. La traduzione corretta è: "Ahi, amore, che te ne sei andato per l'aria / Ahi, amore, che te ne sei andato e non sei venuto." [RV]


[**] Nota. Cazorla è una località dell'Andalusia a circa 200 km da Granada. E' famosa per le sue mura medievali intatte e per la torre (ora fatiscente) antichissima. Famosa anche per gli ulivi e per la produzione di olio (da qui il riferimento nella poesia di Lorca). Con il nome di "Benamejil" Lorca intende senz'altro il villaggio di Benamejí, in provincia di Córdoba. [RV]

inviata da Gianfranco - 2/11/2015 - 09:22


non essendo il testo precedente scopiazzato da alcun sito ma pazientemente trascritto dalle fotocopie della copertina del disco Carosello, potrebbe essere presente qualche errore e/o imprecisione (accenti o caratteri sbagliati)
invito pertanto i lettori a portare pazienza, (ho controllato e ricontrollato il testo almeno una ventina di volte) e a segnalare via mail eventuali errori per le correzioni (come richiesto dalle norme del sito)
resto a disposizione per qualsiasi cosa.
gianfranco 2 novembre 2015

Gianfranco - 2/11/2015 - 09:39


Il lavoro che hai fatto, Gianfranco, è enorme e merita la massima considerazione; la quale, qua dentro, si esplica principalmente proprio con il controllo capillare (con l'eventuale revisione) e con la resa della pagina in un modo adeguato. Stai pur certo che ci dedicheremo come si deve alla cosa, e per l'intanto un ringraziamento sesquipedale per questa tua fatica.

CCG/AWS Staff - 2/11/2015 - 17:13


ringrazio gli amministratori per le gentili parole, e ne approfitto subito per rivolgere un ringraziamento anche ai miei amici musicofili, dei quali da tempo purtroppo ho perso le tracce per i preziosi tesori da loro donatimi, in genere sotto forma di pregevoli (dopo svariati decenni) registrazioni, che in questi giorni ho (ri)riscoperto e (ri)digitalizzato.

In particolare Marco Donelli, passato nel mondo dei più, che mi introdusse ai piaceri del folk franco-breto-europeo (folque, micamac, ange vert e tanti altri) e in cambio io gli feci conoscere e apprezzare i Tre Martelli, cosa che non mi ha mai perdonato.

Oppure il mio amico Massimo F., che oltre che strumentista nel gruppo dei Madrigalisti di Genova, era noto come presentatore dei concerti, di cui dò un tipico esempio.
- La assessora/incaricata/etc. si allontana dopo aver detto le solite frasi tipo "Lascio la parola a loro perchè di queste cose non ci acchiappo una beata cippa" allora si avanza Massimo brandeggiando uno strano coso, ed al microfono, dopo essersi schiarito l'ugola dice: "Questo (pausa) è un cromorno" Fine della presentazione -

gianfranco

3/11/2015 - 16:54


Come sicuramente Gianfranco avrà notato, è stata eseguita l'opera di ristrutturazione (ma si potrebbe dire di rifacimento completo...) di questa importante pagina (alcune canzoni erano già presenti nel sito, ma sono state lasciate con un link diretto). Essenzialmente si è trattato di ricomporre l'intero testo con aggiunta dei video (sia nel box apposito sia nel corpo del testo, con un procedimento identico a quello dei famosi "paginoni" greci di Gian Piero Testa). Nei testi spagnoli delle canzoni, così come trascritti fedelmente da Gianfranco, si trovano effettivamente moltissimi errori e imprecisioni (accenti e diacritici tralasciati, ma spesso anche ortografie del tutto sbagliate ed altri errori vari). Ci stiamo occupando di correggere tutto quanto rigorosamente, anche all'ascolto diretto delle canzoni dai video. La ridisposizione dei testi ha comportato anche la loro ritrascrizione coi versi a capo: probabilmente, nel libretto dell'album italiano i testi erano stati disposti coi versi di seguito separati da lineette per motivi di spazio, ma è una pratica che ovviamente rifiutiamo del tutto in questo sito. Naturalmente, cogliamo di nuovo l'occasione di ringraziare Gianfranco per il suo lavoro certosino, al quale non possiamo che rispondere con altrettanta certosinità rimettendo questa pagina in modo consono. Purtroppo, data l'epoca dell'edizione italiana del disco (ricordiamo che si tratta dell'album Cada vez más cerca "ripresentato" in diversa veste in Italia), è da tenere presente l'usuale e grave sciattezza nel preparare i libretti degli album da parte di persone che, probabilmente, non conoscevano mezza parola di spagnolo. Da qui i moltissimi "arrosti" nei testi che abbiamo qui pazientemente corretto; tra di essi, il clamoroso abbaglio nella traduzione di "Ay amor" (n° 11) e il trattamento riservato al povero Federico García Lorca, il cui nome diventa prima "Tarsia Lorca", poi "Garda Lorca" e infine "Carcia Lorca". Ad ogni modo, anche se non del tutto "cannate" come nel caso riportato sopra, anche le altre traduzioni sono piuttosto approssimative; in un secondo momento si provvederà a rifarle integralmente.

Riccardo Venturi - 27/11/2015 - 17:45


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