Lingua   

Breaking Down the Walls

Richard Thompson


Lingua: Inglese


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[2011]
Parole e musica di Richard Thompson
Nell’album intitolato “Cabaret of Souls” pubblicato nel 2012

Cabaret of Souls

Nel 2014 l’industria italiana delle armi ha fatturato per più di 2.5 miliardi di Euro, con un incremento del 23% rispetto all’anno precedente… Alla faccia della crisi!
E tra le “banche armate”, quelle che con i soldi di correntisti ed investitori finanziano l’industria bellica (Finmeccanica in testa, controllata dallo Stato italiano che ne detiene il 35% essendone il principale azionista), Unicredit, BNL e Banco di Brescia (UBI Banca) sfigurano soltanto davanti a colossi come Deutsche Bank, BNP Paribas e Barclays. (fonte: Banche Armate)
You don't often see my face
Behind the headlines, that's my place
Working with the backroom boys
Without making too much noise

But without me, others like me
Your cozy world would cease to be
There'd be no way to stop the disease
You'd be talking Russian or Chinese

And the hordes fly
And the saints cry
Now they're breaking down the walls
It takes lies and guns
And a sacrifice of sons
Now they're breaking down the walls

I put generals' kids through school
Grease the palms of princes too
Whisper in a president's ear
Crank the machinery of fear

And those civilians, innocent ones
Who stop a bullet, or stop a bomb
They're harboring criminals. they're in league
Might as well dress them in fatigues

I see billions come and go
Move it around like you'd never know
And what's all that money for?
Greasing up the wheels of war

Of course I'm proud of what I do
Little man, I'm saving you
My job, someone's got to do it
The gate's breached, they're pouring through it

inviata da Bernart Bartleby - 21/9/2015 - 16:22


Quest'uomo non sbaglia mai un colpo! Se per caso vi è sfuggito andate a riascoltare Industry, un disco del secolo scorso, uno di quelli che riesce a commuoverti e farti incazzare allo stesso tempo; gli argomenti sono le vertenze di lavoro nell'acciaieria, i bambini al lavoro nelle miniere di carbone, la desolazione della dissocupazione, il paesaggio che cambia dopo la fine dell'era industriale e ancora picchetti di donne e potenziali operai sabotatori ipnotizzati dalla mostruosa macchina che oramai governa completamente la loro vita. Un disco anche memorabile musicalmente grazie al contributo di Danny Thompson, altro "grande vecchio" del folk inglese.

Flavio Poltronieri - 21/9/2015 - 17:59



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