Lingua   

Lilith

Ginevra Di Marco


Lingua: Italiano


Ti può interessare anche...

Flight Of The Witch
(Ralph Buckley)
Heksen
(Eivør Pálsdóttir)
La sorcière et l'inquisiteur
(Les Rita Mitsouko)


Da "Trama Tenue" (1999)
Testo di Ginevra Di Marco e Jacopo Di Marco
Musica di Francesco Magnelli

Trama tenue

Dal primo disco solista di Ginevra, uscito appena dopo la fine dei CSI prima di addentrarsi nel mondo della musica popolare italiana e europea. Un disco molto bello in cui spicca questa inquieta e disturbata "Lilith". Sono le parole di una strega sul rogo mentre sta bruciando, una rivendicazione della libertà dalla religione e dall'oppressione del patriarcato della società medievale ma anche moderna ("senza verità inseminate da contemplare in cui cadere dentro e scomparire").

Lilith, John Collier, 1892 (particolare)
Lilith, John Collier, 1892 (particolare)


Lilith è il demone femminile associato alla tempesta: secondo la tradizione ebraica è stata la prima compagna di Adamo precedente ad Eva ma presto ripudiata perché ribelle e indipendente. Lilith è scacciata dal paradiso terrestre perché si ribella al volere divino, alla condizione di donna a servizio dell'uomo: sceglie l'indipendenza anche a costo di un dolore enorme e preferisce la compagnia dei demoni da donna libera, piuttosto che l'idillio del paradiso da donna schiava.
Da qui a divenire una strega, l'incarnazione delle colpe femminili da bruciare sul rogo, il passo è breve.
È forse possibile scordare
pur di offrire uno spettacolo migliore
di un respiro che diluisce il cuore?

Un rumore di bocca bruciata da vomitare
su anime senza fortuna
da barattare come puttane
di poco valore.

Io, corpo in pena e maschera di cera,
costretta strisciante a giurare di vedere
un colore che ai miei occhi non c'è

È grande il mare di male
da navigare con la rotta di chi sta giù,
è di terra il mare di male
da camminare con il passo di chi sta giù.

A volte mi chiedo che ne sarà della paura
di navigare e naufragare in un cielo
che non ha mai vento e pioggia da esaurire
senza peccati da riferire a chi di dovere,
senza verità inseminate da contemplare
in cui cadere dentro e scomparire.

È grande il mare di male
da navigare con la rotta di chi sta giù,
è di terra il mare di male
da camminare con il passo di chi sta giù.

E più nessuno a cui cercare di offrire
uno spettacolo migliore
del mio ritratto a figura intera
ormai fuori dalle inquadrature
sfinita
divaricata
dannata
sgomenta
indifesa
non più donna
non più madre
non più viva

Io, corpo in pena e maschera di cera,
costretta strisciante a giurare di vedere
un colore che ai miei occhi non c'è

È grande il mare di male
da navigare con la rotta di chi sta giù,
è di terra il mare di male
da camminare con il passo di chi sta giù.

11/12/2014 - 22:54


le streghe oggi è 'na speccie protetta (PRO TETTA), come dice il sommo poeta stramoderno (e un po' romano) Brunello Robertetti...
Tanto, pare che anche buon Bergoglio ha capito che l'Italia è uno stato LAJK... :-)


https://www.youtube.com/watch?v=ggqa9wRIHBA

krzyś Ѡ - 5/12/2018 - 23:17



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org